Sono SINGLE
per legittima difesa.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Sono SINGLE
per legittima difesa.
La soluzione è dietro l’angolo,
la luce è in fondo al tunnel,
la felicità è ad un passo,
ahò, mai una cosa che si trovi
dove sto io!
Cattivi si diventa
dopo essere stati
troppo buoni
con la gente sbagliata.
L’unica cosa che va
secondo i piani,
è l’ascensore.
La realtà non accade,
la fai accadere tu.
Comunità = Gruppo di Persone
Autonoma = Libero da dogmi, preconcetti, credo, religioni, politiche.
In Trasformazione = Verso un se stessi sempre migliore, Qui e Ora.
“Io voglio essere me stesso”.
È un’affermazione banale e autolimitante.
Sarebbe più opportuno dire,
o dirsi, semplicemente :
“Io voglio essere meglio di me stesso”.
Noi nasciamo molteplici, multiformi, multidisciplinari,
(gli Anglosassoni direbbero “multitasking”).
È la società che sceglie, per noi, la “nostra” strada,
la “nostra” identità, come identificazione,
la “nostra” personalità, nella quale
ci riconosciamo e ci facciamo conoscere.
Noi abbiamo il compito di accettare
e vincere questa sfida : nonostante
i vincoli spazio-temporali entro cui
siamo destinati e confinati,
noi dobbiamo migliorare noi stessi.
Se ognuno degli uomini facesse
questo con successo,
l’Umanità intera sarebbe migliore.
NikolaTesla nacque il 10 luglio 1856 come suddito dell’Impero austriaco a Smiljan vicino Gospić, nella regione della Lika-Krbava, facente parte allora della frontiera militare croata del Regno di Croazia e Slavonia. Il padre, Milutin Tesla, nato nel 1819, era un ministro del culto ortodosso e ricordava a memoria passi della Bibbia e poemi epici serbi. La madre, Georgina-Đuka Mandić, nata nel 1822, figlia di un prete ortodosso, pure se analfabeta, aveva talento nell’inventare oggetti d’uso casalingo. Nikola ebbe un fratello, che morì a 12 anni cadendo da cavallo, e tre sorelle.
Si racconta che, durante la notte in cui Nikola Tesla fu partorito (in casa, ovviamente), e precisamente nel momento in cui vide la luce, si scatenò un furioso, tremendo temporale con una quantità enorme di lampi, fulmini, saette e tuoni, come mai si ricordava, a memoria d’uomo, nella zona, con l’emissione di grande energia elettrica ed elettromagnetica nell’atmosfera. Questo aneddoto potrebbe farci intuire qualcosa.
Andò a scuola a Karlovac, quindi studiò ingegneria elettrica all’Università tecnica di Graz (Austria), a quel tempo considerata uno degli istituti migliori al mondo. Durante gli studi si interessò agli impieghi della corrente alternata. Frequentò solo fino al primo semestre del terzo anno, non raggiungendo quindi il conseguimento della laurea. Poi, per un’estate, seguì i corsi dell’Università di Praga, studiando fisica e matematica avanzata. Si dedicò alla lettura di molti lavori, imparando a memoria interi libri grazie alla sua memoria prodigiosa, e leggendo l’intera opera di Voltaire (circa 100 volumi). Tesla affermò, nella sua autobiografia, di avere avuto numerosi momenti di ispirazione.
Nei primi anni di vita egli fu spesso malato: gli apparivano lampi luminosi accecanti, spesso accompagnati da allucinazioni. Molte di queste visioni erano connesse a parole o idee.Tali sintomi oggi segnalerebbero una forma di sinestesia.
Nikola Tesla era alto 188 cm e di corporatura assai magra (sembra che il suo peso tra il 1888 e il 1926 sia rimasto attorno ai 64 kg).
Per il resto che c’è da sapere della sua vita e delle sue scoperte ed invenzioni, rimando alla consultazione di Wikipedia.
Nikola Tesla morì, all’età di 87 anni, il 7 Gennaio 1943.
A mio modesto avviso, egli può essere considerato uno dei più grandi geni dell’Umanità. Tuttora, noi stiamo godendo dei vantaggi, in termini di benessere di vita, derivanti dalle numerosissime scoperte da lui concepite e realizzate, e chissà quante ne conosceremo e apprezzeremo nel futuro, perché diverse applicazioni tecniche e tecnologiche, sono ancora da mettere a punto e da utilizzare opportunamente.
Qui, dopo averne elencate alcune fra le più importanti, a me interessa sottolineare la figura di Tesla dal punto di vista umano nel suo essere e nei suoi rapporti con il mondo del suo tempo.
| Apparecchi elettromeccanici e principi sviluppati da Nikola Tesla | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
Viviamo in un periodo strano,
in cui la menzogna
viene creduta sulla parola,
mentre, per la verità,
non bastano i fatti.
If the Universe is the Answer,
what is the Question?
Se l’Universo è la Risposta,
qual è la Domanda?
Accetto suggerimenti (ndr).
Quando sono nato,
era proibito essere gay;
dopo è stato tollerato,
ma di nascosto.
Poi è stato accettato
e pure in pubblico.
Oggi è un orgoglio.
Spero di morire prima
che diventi un obbligo.
La monogamia è come
una lampadina da 40 Watt.
Funziona,
ma non è abbastanza.
Sulla supposta scomparsa di Ettore Majorana si sono scritti decine e decine di libri e sono presenti, su YOUTUBE, innumerevoli documentari, conferenze, interviste, recensioni. Ma, in questi ultimi anni, sono affiorate delle verità, a dir poco, sconvolgenti e che riguardano, molto da vicino, la soluzione di problemi di stringente attualità, come quelli delle condizioni biologiche e climatiche della terra. Il personaggio tramite, fra Ettore Majorana e il mondo è Rolando Pelizza. Nato nel 1938 a Chiari, nel Bresciano, di buona famiglia benestante di commercianti, nel campo delle calzature, ebbe modo di essere avvicinato, nel 1958, quasi per caso, in un convento della Sila Calabrese, la Certosa di Serra San Bruno (Provincia di Vibo Valentia), da un frate certosino, che frate non era, ma che vestiva il saio, per dissimulare la propria condizione laicale: si trattava di Ettore Majorana. Su come si sono svolte le cose, da quell’incontro in poi, ci sono, anche qui, decine di racconti, di libri, di filmati, di dichiarazioni e di sviluppi, che niente hanno da invidiare ai più immaginifici parti della fantasia, o della fantascienza vera e propria. La realtà è sempre, come dice Dostojevski, più inverosimile della fantasia. Invito chi è curioso di approfondire, a guardarsi, con santa pazienza, (si tratta di filmati che durano ore) su YOUTUBE, tutto ciò che concerne la vicenda del rapporto Majorana- Pelizza. In particolare, quello che riguarda la messa a punto e la realizzazione della cosiddetta “Macchina” di Majorana. Annuncio, senza clamore, ma molto sommessamente, che chi vorrà documentarsi resterà sbalordito. Io stesso, che seguo questo argomento da almeno 5 anni, ogni volta che leggo un aggiornamento, resto esterrefatto.
Qui, di seguito, riporto una dichiarazione di Rolando Pelizza, che non mancherà di suscitare, se non scalpore, almeno interesse e curiosità.
Sono Rolando Pelizza e questa vicenda ebbe inizio nel 1958, quando avevo venti anni.
Dopo un breve periodo di frequentazione con il Prof. Majorana e di apprendimento dei “Suoi” rivoluzionari principi di matematica e fisica, Egli mi disse: “se decidi di seguire i miei insegnamenti, sappi che dovrai lavorare intensamente, ed a risultato raggiunto potresti avere molti problemi”.
Accettai senza tentennamenti e riserva alcuna: ero entusiasta e lusingato di quanto mi stava accadendo.
Oggi sono trascorsi 59 anni e la predizione di Ettore si è pienamente avverata.
Oltre mezzo secolo di studi da parte di Ettore Majorana e di mie sperimentazioni hanno permesso la realizzazione di una macchina che avrebbe potuto portare benessere ed incalcolabili benefici all’Umanità.
Essendo la realizzazione pratica di nuovi principi di matematica e di fisica che tuttora non trovano riscontro nelle conoscenze ufficiali, questa scoperta è in grado di produrre calore praticamente a costo zero (essendo alimentata solamente da una batteria da 12 volt) e successivamente utilizzarlo per produrre energia elettrica. Inoltre può trasmutare qualsiasi elemento della materia in un altro. Gli impieghi, come ben si può immaginare, sarebbero innumerevoli, basti pensare che potrebbe eliminare l’anidride carbonica nell’atmosfera e ricostruire lo strato di ozono, che ormai sappiamo essere insufficiente per la protezione del nostro pianeta dai raggi solari. Devo purtroppo usare il condizionale in quanto l’Umanità è stata privata di tutti questi possibili benefici a causa del volere di pochi.
Nel rendere pubblici gli esperimenti da me eseguiti per mettere a punto la “macchina”, mi sono sempre raccomandato che fossero evidenziati gli scopi di questa mia scelta, ossia
Con tanta amarezza, Rolando Pelizza
P.S.: I documenti, filmati e fotografie sono copie degli unici originali di esclusiva proprietà di Rolando Pelizza. Tutto il materiale pubblicato e stato periziato da esperti qualificati che ne confermano l’origine, senza aver subito alterazioni. Chi volesse copiare o riprodurre il materiale in questione può farlo solo a condizione di citarne la fonte, non alterarne in nessun modo il contenuto e non utilizzarlo per fini commerciali. Questo è l’unico sito ufficiale di Rolando Pelizza, e qualsiasi pubblicazione presente nel web non può essere a lui attribuita, né direttamente riconducibile.
Il sito non ha personale che cura e risponde agli eventuali quesiti che porrete, e quindi ci scusiamo fin d’ora se non riceverete puntuale risposta ai vostri post.
Nei limiti del possibile potremo eventualmente rispondere solo ad alcuni di essi.
I RAGAZZI DI VIA PANISPERNA
Il gruppo nacque grazie all’interessamento di Orso Mario Corbino, fisico, già ministro, senatore e direttore dell’Istituto di Fisica dell’Università di Roma, in Via Panisperna, il quale riconobbe le qualità di Enrico Fermi e si adoperò perché fosse istituita per lui, nel 1926, la prima cattedra italiana di Fisica Teorica. Per il settore sperimentale, Fermi potè contare su un gruppo di giovani fisici, a partire dal 1929: Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, ai quali, nel 1934 si aggiunsero Bruno Pontecorvo, il chimico Oscar D’Agostino e, nel campo teorico., spiccava la figura di quello che ,oggi, viene considerato il più grande scienziato dell’era moderna, nel campo della Fisica teorica: Ettore Majorana.
Una curiosità: quasi tutti avevano dei nomignoli, mediati in gran parte dalla gerarchia ecclesiastica.
Enrico Fermi era “Il Papa”.
Franco Rasetti, che spesso sostituiva Fermi, era “Il Cardinale Vicario”.
Orso Mario Corbino, il fondatore dell’Istituto, era “il Padreterno”.
Emilio Segrè, per il suo carattere mordace, era “Il Basilisco”.
Edoardo Amaldi, dalle delicate fattezze femminee, era chiamato “Gote rosse” o “Adone”.
A Ettore Majorana, per il carattere critico e scontroso, ma, allo stesso tempo, autocritico e modesto, fu affibbiato il nomignolo di “Il grande Inquisitore”.