Numero2545.

 

A M O R E

 

La natura paradossale dell’amore è evidente in una ambiguità contenuta proprio nella parola inglese “love” – amore – amare.

Da un lato amare significa essere in preda ad una forma di desiderio particolarmente avvincente. In questo senso, quando si ama qualcuno – che si tratti di famiglia, amico, amante – si vuole godere, possedere o trovare gratificazione in quella persona e con quella persona.
D’altra parte, amare è dare un valore particolarmente alto alla vita della persona amata, prendersi cura intensamente, fino al punto del sacrificio di sé per la sua felicità o benessere.
Quando amiamo qualcuno, ognuno di questi significati alternativi è in gioco.
Ma, come chiunque abbia più di quattordici anni sa, e come buona parte dell’arte e della letteratura del mondo attesta, questi obiettivi gemelli dell’amore sono spesso in contrasto tra loro nel modo più tragico.
In ciò, appunto, si pone il paradosso dell’amore: l’amore è sia un impulso per soddisfare se stessi, sia uno stimolo per servire un altro, sia per ricevere che per dare.
L’amore è egualmente autoaffermazione ed abnegazione, espressione di sé e trascendenza di sé, l’espansione simultanea alla cancellazione di se stessi.

Numero2434.

 

SOGNO  E  REALTÅ

 

Un sogno è un bisogno,

che si ha in due.

Un sogno d’amore

è un bisogno d’amore.

È un sentire sublimato

nel darlo, nel riceverlo.

Sono diversi tutti

i nostri amori,

dipendono dagli spiriti

intercettati, coinvolti,

dall’alchimia

della reazione,

dalla magia

della relazione,

unica, incomparabile.

Tutti i sogni, però,

muoiono all’alba

del giorno dopo,

quando il sole

dischiude la crudezza

della realtà.

La luce ti costringe

ad aprire gli occhi

e a guardare tutto,

anche le ombre che,

al buio del sogno,

non riuscivi a discernere.

Un amore nasce di notte,

da un sogno, ma vive

solo alla luce di un sole:

quello quotidiano

delle nostre vite.