Numero3702.

 

U O M O    M A T U R O

 

Tutte le donne, in particolare le ragazze giovani, non cercano un “padre”, cercano un “baricentro”.

Viviamo in un’epoca di uomini perennemente connessi ma emotivamente distratti, ragazzi che non sanno prendere una decisione senza consultare un gruppo WhatsApp o che spariscono al primo accenno di profondità: sono psicologicamente terrorizzati dal silenzio.

L’uomo maturo, quello vero, offre il lusso della “presenza”.

La maturità non è un dato anagrafico, è una postura mentale.

Una donna giovane, ma anche una matura, è attratta da chi ha già fatto a pugni con i propri fallimenti e ne è uscito con qualche cicatrice, ma senza perdere il sorriso.

È la differenza tra chi cerca di impressionare con i fuochi d’artificio e chi, invece, sa accendere un fuoco che scalda davvero.

Il punto non è quanto sei “vecchio”, ma quanta consapevolezza hai accumulato.

Se un uomo maturo si comporta come un adolescente in crisi d’identità, risulterà solo patetico.

Se invece incarna quella calma di chi non deve più dimostrare nulla al mondo, diventa magnetico.

La giovinezza è energia pura, ma spesso è caotica e inespressiva; la maturità è quella forza tranquilla che sa incanalare quell’energia in qualcosa di memorabile.

Quindi, alle donne di tutte le età e, specialmente, alle ragazze giovani piace l’uomo maturo?

Sì, ma solo se quell’uomo è stato capace di trasformare i suoi anni in “carattere”. Non è la pelle liscia che cercano, è lo sguardo di chi sa dove sta andando e, soprattutto, sa come portarti con sé senza farti sentire smarrita.

Alla fine, chiediti: sei un uomo che offre certezze o sei solo uno che sta invecchiando aspettando che qualcuno gli dia conferma di esistere?

La risposta che darai a te stesso cambierà radicalmente il modo in cui gli altri ti guarderanno.

 

 

Numero3668.

 

U N    S A G G I O    M I    H A    D E T T O

 

Se lasci andare la persona giusta

solo perché il momento è sbagliato,

quando ci sarà il momento giusto,

troverai solo persone sbagliate.

 

N.d.R. : Ricordi, Rita? Nel momento

giusto della mia vita, purtroppo,

avevo trovato solo persone sbagliate,

ma nel momento che sembrava

sbagliato, per fortuna, ho trovato te

e non ti ho lasciato più andare.

Grazie.

Numero3631.

 

E S S E R E    D O N N A

 

Il corpo di una donna sopravvive a ciò che spezzerebbe chiunque.

Il suo corpo cresce e protegge una vita per 9 mesi, mentre continua a funzionare normalmente.

Tollera una soglia di dolore 10 volte superiore durante il parto.

Sopravvive a notti insonni, tempeste ormonali e caos emotivo.

Le sue ossa si indeboliscono e la sua schiena si affatica quando accudisce un bambino.

Guarisce senza riposo e ama senza limiti.

Continua a dare anche quando è esausta.

Una donna è la forma di forza più straordinaria che c’è sulla terra.

 

@DianaUrsu

 

Numero3604.

 

da  QUORA

 

Scrive Murta P., corrispondente di QUORA.

 

C H E    C O S A    P I A C E    A L L E    D O N N E

 

C’è una citazione attribuita a Jung (perfettamente in linea con il suo pensiero) che amo molto:

“Il più grande privilegio di una vita è diventare sé stessi.”

Secondo me, risponde già alla domanda: “Cosa piace alle donne?”

Quando incontri qualcuno, il punto non è capire “cosa vuole”, ma chi sei tu mentre ti presenti.

Perché se metti una persona su un piedistallo prima ancora di conoscerla, non stai vedendo lei: stai idealizzando una tua proiezione.

Jung chiamava ombra tutto ciò che rimane nascosto dietro la maschera che costruiamo da bambini per compiacere, e da adolescenti per appartenere.

Integrare l’ombra significa smettere di recitare e lasciar emergere ciò che siamo davvero: desiderio autentico, curiosità, ironia, presenza senza bisogno.

Quando vivi così, non hai più necessità di chiederti “cosa piace”.

Cerchi semplicemente chi ti riconosce, chi ti vede senza che tu debba nasconderti.

Ti mostri, e chiedi all’altra persona di mostrarsi.

Le persone entrano nella nostra vita come possibilità.

Nessuno merita un piedistallo a priori – nemmeno dopo anni, nemmeno dentro una relazione.

Solo quando qualcuno ti incontra da pari può diventare protagonista insieme a te della tua storia.

Gli altri rimangono di passaggio, ed è naturale così: fa parte della fatica e della bellezza di diventare sé stessi.

Per questo, quando ti dicono “sii te stesso”, ti stanno dicendo solo metà della verità.

La parte difficile è scoprire chi è davvero quel “te”.

E questo vale anche per il rapporto con il gentil sesso, come per chiunque altro.

Non devi chiederti “cosa piace alle donne?” mettendo addirittura un intero genere sul piedistallo.

Chi è davvero se stesso si chiede al massimo:

“Come esprimo desiderio in modo autentico?”

Tutto il resto si costruisce a due.

Ma questa è un’altra storia.

 

N.d.R.: forse, la domanda giusta è: “chi sono io, quando incontro quella donna?”.
Non mi devo comportare come piace, genericamente, alle donne, magari compromettendo la mia genuinità, spontaneità, anche vulnerabilità o venendo meno ai miei connotati caratteriali per recitare una parte.

A mio avviso, il miglior modo di approcciare una donna è essere me stesso, senza infingimenti o mascherature che, presto o tardi, finirebbero per lasciare il tempo che trovano.

Avere una relazione con una donna è sempre una buona occasione per imparare ad essere se stessi o, addirittura, per migliorarsi.

Numero3534.

 

L A    D O N N A    M I G L I O R E    D E L    M O N D O

 

È la donna che ti ama come una moglie … senza il matrimonio.

Che ti dà tutto … senza chiedere nulla in cambio.

Il suo amore non è scritto in un certificato di matrimonio.

È scritto nel modo con cui si prende cura di te.

Nel modo in cui ti sceglie … anche nei tuoi giorni peggiori.

Nel modo con cui ti contrasta con serenità … ma sta ancora sempre al tuo fianco … come se non ci fosse niente di sbagliato.

E la verità è …

che non ti ama per quello che può ottenere da te.

Ti ama semplicemente perché … sei tu.

E dovunque tu vada, non troverai mai un amore … più profondo del suo.

Come è possibile non ricambiarlo?

Numero3520.

 

A B B A S T A N Z A

 

Hai già passato

troppo tempo

a interrogarti

se sei abbastanza.

Abbastanza forte,

abbastanza bella,

abbastanza giusta.

Ma vuoi la verità?

Lo sei sempre stata.

Non servono prove,

serve la memoria.

Ricordati chi sei …

anche quando

il mondo dimentica.

 

@healsoulmusic436

Numero3411.

 

R I S C A T T O    D I    D O N N A

 

Si ascolta prima di chiedere pareri esterni.

Non si forza più a restare dove non vibra.

Si tratta con la stessa cura che dava agli altri.

Non si colpevolizza per mettere se stessa al primo posto.

Rallenta quando ha bisogno, anche se il mondo corre.

Si lascia spazio per sentire, non solo per fare.

Si prende la libertà di deludere chi si aspettava altro.

Non si sabota più per farsi accettare.

Celebra le sue piccole vittorie come traguardi immensi.

Si guarda allo specchio e finalmente si riconosce.

Dice basta al “meglio di niente”.

Smette di abbassare i suoi standard per sentirsi amata.

Si chiede “come mi fa sentire?” prima di dire sì.

Non accetta più ruoli di seconda scelta.

Lascia andare chi la confonde, anche se lo ama.

Si libera dalla paura di restare sola.

Smette di giustificare il poco con “almeno c’è”.

Sceglie connessioni profonde, non presenze comode.

Affronta la verità, anche quando fa male.

Si guarda dentro e dice:”merito di più, punto!”.

 

@AnimaOltreilimiti80.

Numero3376.

 

da  QUORA

 

Scrive Luna 50, corrispondente di QUORA.

 

V E R E    D O N N E

 

Uomini, non è vero che non esistono più vere donne!…Certo non è facile trovarle, ma queste si distinguono e le riconoscete subito!…Sono quelle che camminano a testa alta!..Quelle che non hanno paura di dire la verità!…Quelle che non invidiano nessuno perché sanno quanto valgono!…Sono quelle che profumano: di gentilezza, discrezione e dignità!…Sono sì sensibili e delicate, ma tenaci come poche!…Quel tipo di donne, non ha bisogno di competere con nessuno perché non ne sente il bisogno!…E ricordatevi che queste vere donne, non si lasciano conquistare con fronzoli vari e giri di parole: ma solo con i fatti, il rispetto, la gentilezza e la sincerità!…E a loro volta, sono attratte solo da ‘ veri’ uomini!….Certo, ci sono anche quelle che credono basti indossare un vestito firmato, per sentirsi una vera donna…Ma quelle vere di firmato, hanno solo l’anima!..E con quella, mi dispiace…ci si nasce!…Queste sì che fanno la differenza!…

E queste vere donne, sanno anche che…. L’età non conta. Tanto, quello che non è successo in una vita può succedere in un attimo.

Numero3369.

 

 

Da  QUORA

 

Scrive T M corrispondente di QUORA

 

D O N N E

 

C’è un lato splendido e meraviglioso della femminilità.

Quello che le donne vogliono che gli uomini vedano.

Non sono un nemico.

C’è anche un lato parassitico, materialistico, superficiale, calcolatore, controllante, manipolatorio, opportunistico ed egoistico, falso, vittimista, emotivamente ricattatorio, psicologicamente abusivo, opprimente e possessivo, ansiogeno e paranoico, solipsistico, invidioso e competitivo, indifferente e noncurante delle sofferenze maschili, crudele, della femminilità.

Non sono nemmeno innocenti, innocue, indifese e certamente non sono uomini.

Quando le donne parlano degli uomini narcisisti, parlano di sé stesse.

Questo lato esiste. Si vede. Si sente. Non è una leggenda. Prima o poi scotta tutti gli uomini (e le donne stesse).

Più ti fai incantare più ti scotti.

Ma vogliono negarlo (gaslighting) e nasconderlo perché se gli uomini sapessero che oltre all’esca c’è la trappola, forse non cadrebbero nella trappola impreparati e a piedi pari. La trappola è tutto.

Quindi va negato, nascosto, coperto di menzogne. Segreto.

Il segreto è che come i vampiri emotivi hanno bisogno del sangue, loro hanno bisogno di noi.

Il “segreto” per proteggersi dal lato oscuro femminile è esserne sempre consapevoli e collaborare con tante donne.

Numero3347.

 

da  QUORA

 

PERCHÈ  LA  LUSSURIA  È  UN  PECCATO ?

 

Scrive Josef Mitterer, corrispondente di QUORA

 

Gli archetipi, le norme e le figure mitologiche non riflettono più la natura, bensì sono imposti arbitrariamente.

Con ciò non intendo certo dire che una sessualità sfrenata sia naturale o normale o positiva, né che il “paganesimo” l’abbia prevista o giustificata — ma nelle mitologie politeiste, e nelle religioni collegate a esse, la lussuria era integrata nei miti e nei culti, come una forza naturale e ambivalente — come tutta quanta la natura è ambivalente (né buona, né cattiva) e dualistica (un principio e un altro principio che stanno in opposizione e, allo stesso tempo, si completano).

La tradizione giudeo-cristiana, che è priva di tali culti organici e catartici e di tali miti che espongono la totalità dell’essere uomo e delle forze naturali, deve invece ricorrere ad affermazioni e a proibizioni esplicite (sotto forma di “peccati”), non ulteriormente giustificate e, quindi, non trasparenti.

Un altro aspetto importante è l’incredibile disprezzo della mitologia giudeo-cristiana nei confronti della sessualità e della donna.

Dio, Gesù e lo spirito santo sono figure maschili o comunque prive di sesso e completamente asessuate; di figure femminili, invece, non ce ne sono.

La sensualità e la sessualità non hanno alcuna rappresentazione mitologica, neanche nella figura di Maria, anzi: viene ridotta alla sua castità e obbedienza e, a differenza delle divinità materne nei sistemi politeistici, la sua maternità non simboleggia la femminilità sensuale e la fecondità, ma è esclusivamente strumentale, e non va immaginata o persino raffigurata in modo “carnale”, il che verrebbe (e in effetti viene) subito interpretato come blasfemo.

Date queste precondizioni, come potrebbe la lussuria non essere un peccato?

Nei sistemi politeistici la lussuria è personificata (Voluptas), come tutte le altre forze naturali, è incarnata dai Satiri (o proiettata su essi) e figura —in tutta la sua ambivalenza— in molti miti, come un aspetto della sessualità.

Forse era un’osservazione un po’ radicale, ma trovo comunque interessante quanto scrisse Nietzsche in merito:

La predica della castità è un’eccitazione pubblica contro natura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni sua contaminazione mediante il concetto di “impurità”, è il vero peccato contro lo spirito santo della vita.

(Die Predigt der Keuschheit ist eine öffentliche Aufreizung zur Widernatur. Jede Verachtung des geschlechtlichen Lebens, jede Verunreinigung desselben durch den Begriff ‘unrein’ ist die eigentliche Sünde wider den heiligen Geist des Lebens.)

(Ecce Homo, “Warum ich so gute Bücher schreibe”, 5)

Numero3249.

 

da  QUORA

 

Scrive Vanna, corrispondente di QUORA

 

D O N N E    C R O C E    E    D E L I Z I A

 

Siamo vezzo e disprezzo,

polvere d’argento e coriandoli dispersi nel tramonto.

Piccole stelle senza un cosmo dove perdersi.

Figlie dentro e madri fuori.

Deboli corolle che sfidano l’uragano,

fiori d’acciaio che non si ossidano.

Tempeste di noia, di gioia, di fango.

Delirio di onnipotenza perché diamo la vita

e angeli della morte perché con un solo sguardo,

un sorriso, poniamo fine a un’esistenza.

Siamo DONNE: croce e delizia

tele da disegnare, pagine da scrivere, destini da inventare.

Anime alla ricerca di altre anime.

Numero3214.

 

da  QUORA

 

Scrive Vanna, corrispondente di QUORA.

 

D O N N E

 

Donne croce e delizia

Siamo vezzo e disprezzo,

polvere d’argento e coriandoli dispersi nel tramonto.

Piccole stelle senza un cosmo dove perdersi.

Figlie dentro e madri fuori.

Deboli corolle che sfidano l’uragano,

fiori d’acciaio che non si ossidano.

Tempeste di noia, di gioia, di fango.

Delirio di onnipotenza perché diamo la vita

e angeli della morte perché con un solo sguardo,

un sorriso, poniamo fine a un’esistenza.

Siamo DONNE : croce e delizia

tele da disegnare, pagine da scrivere, destini da inventare.

Anime alla ricerca di altre anime.

Numero3211.

 

da  QUORA

 

 

M A S C H I L I S M O

 

Scrive Francesco Davini, corrispondente di QUORA

 

 

Eccolo qua. Francesco Davini, per dimostrare che in fondo pure noi siamo maschilisti e quindi l’Islam non fa poi niente di male, tira fuori quello che appare un frammento di Famiglia Cristiana di chissà quale epoca. In realtà non ha niente a che vedere con il famoso settimanale cattolico, ma è un foglio tratto da un opuscolo del 1895 (sì avete letto bene: 1895):

Shot dal blog Il Pozzo dei Miei Pensieri, di Ernesta.

E quindi, c’erano anche i doveri dei mariti.

Leggiamoli.

Ahi ahi ahi… come mai Francesco Davini ha saltato questa parte?

Farà mica parte di quella schiera di persone che pur di parlar male dell’Occidente, degli americani, delle democrazie liberali ecc… ossia del mondo in cui viviamo, non esita a legittimare, scusare, nascondere le peggiori nefandezze dei nostri nemici, anche se per farlo deve andare indietro nel tempo, fino al 1895, per trovare qualcosa a cui attaccarsi?

Vecchia storia.

Sia chiaro: il mondo E’ maschilista.

Lo è sempre stato e l’Occidente non ha fatto eccezione ma oggi, in tutti i paesi moderni e civili del mondo occidentale, si parla di maschilismo in termini di penalizzazione sulle carriere e sulle retribuzioni, non certo nei termini in cui il problema si manifesta nei paesi e nelle comunità islamiche.

Vedete qualche differenza? Francesco Davini non le vede…

Perché l’Islam è così maschilista?

Perché è rimasto arretrato. Non ci sono giri di parole su questo. Il semplice fatto di prendere per oro colato gli insegnamenti di un testo religioso, dimostra la profonda arretratezza di una cultura.

Francesco Davini è dovuto risalire al 1895 per trovare una traccia così discriminatoria sulle donne in Italia (e non ci ha nemmeno azzeccato…). Ecco, il mondo islamico, sulle donne (e non solo) è rimasto davvero arretrato e non al 1895 ma ancora più indietro, molto più indietro.