Io mi ritengo responsabile
di quello che ti dico,
non di quello che tu capisci.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Io mi ritengo responsabile
di quello che ti dico,
non di quello che tu capisci.
Oggi, nella giornata contro la violenza sulle donne, sento e vedo sui telegiornali, che in Italia un Italiano su quattro pensa che la colpa della violenza dei maschi sulle donne è da attribuirsi al modo con cui queste si vestono, si atteggiano e si rendono disponibili.
Questa convinzione, per fortuna largamente minoritaria, fa ridere.
È una esecrabile panzana!
Per onestà intellettuale, riferisco che, un giorno, ho chiesto ad una gentile e ben agghindata rappresentante del sesso femminile se le donne si vestissero in modo “glamour” o provocatorio per eccitare le fantasie dei maschi o per far schiattare d’invidia le concorrenti femmine.
Indovinate cosa mi ha risposto l’interpellata!
Da parte mia, riporto la scritta che ho letto su un cartello di manifestanti femmine a Londra, comparsa su un reportage giornalistico :
A dress
is not
a “yes”.
Un vestito
non è
un “sì”.
Mi pare una considerazione obiettivamente intelligente!
Faccio riferimento al Numero1637, che qui riporto:
Noi diventiamo saggi
non col ricordare
il nostro passato,
ma con la responsabilità
del nostro futuro.
G.B.Shaw.
per sviluppare meglio la mia adesione a questo concetto.
Ebbene, sono proprio coloro che non hanno la volontà, o non sono in grado, di prendersi la responsabilità del nostro futuro, che non fanno altro che resuscitare, continuamente e ossessivamente, suggestioni emotive di nefandezze disumane perpetrate nel passato.
A supporto delle proprie idiosincrasie politiche, a sinistra si riscoprono campi di sterminio e stragi di inermi popolazioni.
A destra, si rievocano le foibe e le eliminazioni sommarie di prigionieri ed avversari politici.
Tutto questo, in nome di un assioma, che è anche uno spauracchio, ripetuto come un mantra: “Il popolo che non ricorda il suo passato, è destinato a ripeterlo.”
Ma, un concetto non ha fondamento e verifica nella realtà, solo perché è espresso suggestivamente, come uno slogan.
Le condizioni storiche e politiche e la maturità e la consapevolezza delle persone, per fortuna, cambiano e si ripropongono in altri e diversi termini.
Uno schieramento politico, di qualunque colore sia, non può accampare credibilità e autorevolezza, per realizzare programmi futuri, richiamando sempre alla memoria i torti subiti, in un lontano passato, dalla parte avversa.
Non ci azzecca una beata fava.
Se l’ideologia che supportava, fino a ieri, un partito politico è scaduta e non è più attuale, questo non può riqualificarsi, millantando un credito obsoleto e non più incassabile, in una moneta che non ha più corso per il futuro.
Perciò, basta! È ora di finirla!
Da ambedue gli schieramenti ideologici, diametralmente opposti, mi aspetto un “dècalage”, un passo indietro, per mettere una pietra sopra tutti gli episodi continuamente incriminati e ricordati.
Non più rievocazioni, commemorazioni! Di qualunque provenienza e natura. Con buona pace di tutti i morti. Basta rimestare il coltello nella piaga, per tenerla sempre aperta e sanguinante: è diventata putrida e nauseabonda!
Stendiamo un velo pietoso sul passato e dedichiamoci, se ne siamo capaci, a costruire un buon futuro. Soprattutto per i nostri giovani.
Adoro le chiacchiere su di me….
scopro sempre cose,
che nemmeno io,
sapevo di aver fatto!
Quando una donna
ti chiede un parere
non le interessa
la tua opinione,
vuole solo
che confermi la sua.
Si corrompe, nel modo più sicuro, un giovane,
se gli si insegna a stimare
chi la pensa come lui, più
di chi la pensa diversamente.
Friederich Nietzsche.
Timeo hominem unius libri. Temo l’uomo che ha letto un solo libro.
San Tommaso d’Aquino.
Ipse dixit. L’ha detto lui in persona. (Motto dei discepoli di Pitagora).
Whenever you find
that you are on the side
of the majority,
it is time to reform.
Mark Twain.
Appena ti accorgi
che stai dalla parte
della maggioranza,
è ora di cambiare.
Mi sono seduto dalla parte del torto,
perché tutti gli altri posti
erano occupati.
Le opinioni sono come le palle.:
ognuno ha le sue.
Clint Eastwood.