E T E R N I T A’
L’eternità è
vivere nel cuore
di chi resta.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
E T E R N I T A’
L’eternità è
vivere nel cuore
di chi resta.
L’ A M O R E V E R O
L’amore vero non è trovare
chi ti completa, ma chi non
ti spegne, ti rispetta.
Il vero amore non ti limita
ti amplifica, non toglie
spazio, lo espande, ti fa
crescere non implodere.
Chi ti ama non ti cambia,
ti accetta e ti sostiene.
Non devi spegnere la tua luce
per far brillare qualcuno.
Se per stare con qualcuno
devi rimpicciolirti, non è amore.
L’amore, quello giusto,
non ti fa sentire sbagliato.
U N U O M O L E A L E
È coerente con le sue parole e con le sue azioni.
Non nasconde il suo telefono, né le sue intenzioni.
Ti fa sentire al sicuro, emotivamente e fisicamente.
Parla del vostro futuro e ti include nei suoi progetti.
Rispetta i tuoi confini e i tuoi valori.
Ti resta accanto soprattutto quando la vita si fa difficile.
Si impegna con orgoglio per te: niente giochi, niente incertezze.
Ti difende anche quando non sei presente.
Ti incoraggia, sostiene i tuoi obiettivi e celebra i tuoi successi.
Ti sceglie ogni giorno, non solo quando gli è comodo.
La sua lealtà rimane, anche quando nessuno lo osserva.
Protegge il tuo cuore come fosse il suo.
@DianaUrsu
A M O R E F R A E C O N D U E P E R S O N E
È possibile amare due persone contemporaneamente?
Risposta: soltanto se ami te stesso.
Perché, se tu non ami te stesso, cerchi nell’amore altrui una forma di compensazione, qualcuno che riempia un vuoto.
Se, invece, ami te stesso, nel momento in cui ti innamori di qualcun altro, ne ami già due. O no?
@la psicologiapositiva
C U R A D I S E’
Impara a volerti bene,
a prenderti cura di te stesso,
e poi anche a voler bene
a chi ti vuole bene.
Il segreto non è accudire
le api oppure le farfalle,
ma prenderti cura dei fiori
del tuo florido giardino,
e api e farfalle verranno da te.
Così, alla fine, troverai
non chi stavi cercando,
ma chi stava cercando te.
LETTERE LASCIATE SUL COMODINO;
LETTE QUANDO IL SILENZIO LO CHIEDE.
Ecco, possedere è un atto
di morte,
mentre donare è un gesto
di vita.
Il desiderio non pretende,
propone.
Così, la firma dell’armonia
è il silenzio.
La forma sacra del pensiero
è la fantasia,
la sublimazione del desiderio
è l’eros.
T E M I E S I S T E N Z I A L I
Vivere
Non significa solo durare,
ma fiorire anche nell’inverno,
come il fiore che sboccia
senza chiedersi se verrà visto.La vita è un respiro che si rinnova,
un sì che si ripete
anche quando tutto tace.E ogni giorno vissuto con coscienza
è un giorno eterno.
Morire
Non è un abbandono,
ma un ritorno al silenzio da cui veniamo.È come l’onda che si ritira
senza paura,
sapendo di essere mare.
Il Tempo
Non è ciò che scorre,
ma ciò che misura il nostro attaccamento.Quando smetto di contare i minuti,
scopro che ogni istante è completo
e l’eterno abita nel presente.
Amare
Non è desiderare,
ma riconoscere nell’altro
il proprio stesso respiro.Amare è dire:
“Esisti, e questo mi basta.”
Libero
Non è chi può fare tutto,
ma chi non è schiavo
di nulla, nemmeno di se stesso.La vera libertà
è essere padroni del proprio silenzio
e amici della propria solitudine.
Destino
Non è scritto nelle stelle,
ma inciso nel cuore
di ogni nostra scelta.E ogni scelta compiuta con amore
diventa sentiero
verso la nostra verità.
Il Nulla
Non è un vuoto che annulla,
ma lo spazio silenzioso
dove tutto nasce e torna.Non temere il nulla:
esso è la madre di ogni cosa.
A T U T T E L E D O N N E M A D R I
È questo un omaggio e un riconoscimento
a tutte le donne madri che hanno dato
e dedicato la vita ai loro figli per tanto tempo,
e a quelle di loro che, divenute, a loro volta,
bisognose di assistenza e accudimento,
si sono riprese indietro parte della vita
di quei loro figli che hanno saputo ricambiare
e restituire quello che avevano ricevuto.
È una regola e legge della vita a cui nessuno,
che si consideri essere umano, può sottrarsi,
in nome del sentimento che ha più alto valore
spirituale nell’universo: semplicemente l’amore.
Q U A N D O S A R A I P I C C O L A
di Simone Cristicchi Festival di Sanremo 2025.
Quando sarai piccola ti aiuterò a capire chi seiTi starò vicino come non ho fatto maiRallenteremo il passo se camminerò veloceParlerò al posto tuo se ti si ferma la voce
Giocheremo a ricordare quanti figli haiChe sei nata il 20 marzo del ’46Se ti chiederai il perché di quell’anello al dito
Ti dirò di mio padre ovvero tuo marito
Ti insegnerò a stare in piedi da sola, a ritrovare la strada di casaTi ripeterò il mio nome mille volte perché tanto te lo scorderai
Eeee… è ancora un altro giorno insieme a tePer restituirti tutto quell’amore che mi hai datoE sorridere del tempo che non sembra mai passato
Quando sarai piccola mi insegnerai davvero chi sonoA capire che tuo figlio è diventato un uomoQuando ti prenderò in braccioE sembrerai leggera come una bambina sopra un’altalenaPreparerò da mangiare per cena, io che so fare il caffè a malapenaTi ripeterò il tuo nome mille volte fino a quando lo ricorderai
Eeee… è ancora un altro giorno insieme a tePer restituirti tutto, tutto il bene che mi hai datoE sconfiggere anche il tempo che per noi non è passato
Ci sono cose che non puoi cancellareCi sono abbracci che non devi sprecareCi sono sguardi pieni di silenzioChe non sai descrivere con le paroleC’è quella rabbia di vederti cambiareE la fatica di doverlo accettareCi sono pagine di vita, pezzi di memoriaChe non so dimenticare
Eeee… è ancora un altro giorno insieme a tePer restituirti tutta questa vita che mi hai datoE sorridere del tempo e di come ci ha cambiato
Quando sarai piccola ti stringerò talmente forteChe non avrai paura nemmeno della morteTu mi darai la tua mano, io un bacio sulla fronteAdesso è tardi, fai la brava,Buonanotte
N.d.R.: Una poesia in musica.
N U N T I O V O B I S G A U D I U M M A G N U M (Vi annuncio una grande gioia)
Formula recitata per annunciare l’elezione di un nuovo Papa.
Oggi è l’11° giorno d’Aprile dell’Anno 2025.
Tutte le persone, parenti, amici e conoscenti, che riceveranno il mio esplicito e personale invito a leggere quanto segue, si preparino ad accogliere una notizia che corrisponde alla più bella verità di vita e di amore che Rita ed io potevamo aspettarci ancora di vivere e condividere.
Siamo in un giorno di Primavera, la rinascita della natura, che precede di poco un giorno di Resurrezione, come la Pasqua Cristiana.
Ma per noi, comuni mortali, basta anche soltanto che sia un giorno che precede, evoca e benedice una nascita umana, per renderci entusiasti e felici di poterla annunciare.
Da tempo, da più di un mese, la novità che ci ha travolto e scombussolato l’abbiamo custodita pazientemente, assecondando la volontà degli interessati di mantenere il riserbo fino alla certezza e alla conferma che la realtà è verità.
Dopo i doverosi e opportuni esami che hanno dato l’esito positivamente normale del percorso, finalmente, possiamo esternare a tutto il mondo la nostra felicità, cioè il coronamento del rapporto con la gioia di vivere e con il progetto di prolungare l’affettività e l’amore, al di là e oltre le nostre stesse vite.
Ormai un mese fa, sull’onda di un empito di emozioni e di buoni pensieri, ho scritto quello che leggerete qui sotto e l’ho consegnato nelle mani di Martina e Alexis.
Ora, con il loro consenso, lo pubblico per far sapere all’universo intero, anche se sarà circoscritto a poche care persone, che un nuovo avvenimento colorerà, come l’arcobaleno dopo una pioggia di primavera, il cielo delle nostre vite che, seppure ormai tarde, saranno certamente più felici.
L E T T E R A A D U N A C O P P I A I N A T T E S A
E A U N B A M B I N O N O N A N C O R A N A T O
Martina e Alexis,
se non del tutto inaspettata, certo accolta con raggiante sorpresa, e già seguita con trepidazione, abbiamo ricevuto la splendida notizia della tua incipiente maternità, cara e, da adesso, ancora più cara Martina.
Rita ed io vi abbracciamo forte forte, te ed Alexis, con tutta l’energia del nostro affetto che, se fino ad oggi è stato sempre grande, da ora lo è ancora di più, se mai lo può essere, e lo sarà.
Perché si estende e comprende la nuova presenza che stai custodendo dentro di te, Martina.
Questa nuova realtà impone a tutti noi un altro livello di sentimenti e di empatie che si indirizza verso la vita di questa creatura che hai in grembo e che viene a coronare il vostro percorso di vita e di coppia.
L’avete voluta, l’avete cercata, le avete dato la vita e la vita ve l’ha data.
E tutto questo nel nome dei vostri sentimenti di affetto reciproco che si sono fusi e concretizzati in un atto d’amore e di vita, di cui siete degni portatori e trasmettitori.
Ci conforta e ci rende fiduciosi la certezza, da come vi conosciamo, che questa procreazione avviene nel momento topico della vostra maturità di persone, quando entrambi avete sentito dentro di voi che il tempo del prendere veniva seguito, se non sostituito, dal tempo del dare: è questa la vera consapevolezza e la giusta autodeterminazione a cui vi porta la vita, quando è spesa bene, nell’impegno, nel lavoro, nei buoni sentimenti.
Vi siete sentiti degni e all’altezza di dare la vita a chi potrà avvalersi del vostro calore umano e della vostra buona esperienza.
Imparerete ad essere dei bravi genitori, anche se non lo siete mai stati, e si alzerà il livello delle vostre prestazioni umane, per accudire ed allevare l’effetto del vostro affetto.
Siamo sicuri che questo frutto della vostra volontà di dare la vita sarà, con voi, in buone mani e voi sarete all’altezza del vostro compito di assecondare la natura, al meglio delle vostre potenzialità spirituali ed umane.
In questo percorso, come sempre, non camminerete mai da soli.
Vi accompagna la nostra disponibilità, finché sarà possibile, e la nostra benedizione.
Il nostro cuore batterà vicino ai vostri e a quello della vostra creatura.
Vi auguriamo che tutto vada bene e, ancora, vi abbracciamo con tutto il nostro affetto.
Rita e Alberto.
U N A N U O V A V I T A
C’è un cuoricino
nuovo che palpita
al ritmo di vita
del cuore materno.
C’è un corpicino
nuovo che cresce
e che vuole avere
la sua forma umana.
C’è l’amore, il vostro,
che ora si incarna,
con il soffio vitale
dello spirito buono.
C’è da voi la vita
che si rinnova
e continua con forza
e avrà il suo tempo.
C’è questo piccolo
essere già umano
che vivrà anch’esso
fresco e ridente.
C’è un piccolo fiore
nel nostro giardino,
primavera di vita,
miracolo d’amore.
C’è la nostra attesa,
trepida e confidente.
Accogliamolo tutti
con la nostra felicità.
Benvenuto fra noi.
P.S.: È sano e sarà un maschio!
da QUORA
Scrive Rose Bazzoli, corrispondente di QUORA.
PERCHÈ ALL’ INIZIO SI TENDE A IDEALIZZARE IL PARTNER ?
Perché lo si vede sempre al top. Non penso che qualcuno si presenti ai primi appuntamenti con la barba spinosa di tre giorni e il bisogno urgente di farsi una doccia. Naturalmente, lo sappiamo che è un essere umano come tutti, soggetto alle necessità quotidiane di tutti, ma non lo vediamo (ancora) in quei frangenti.
Questa versione edulcorata, unita allo sforzo di essere paziente e accondiscendere ai nostri desideri fa sì che lo vediamo in modo poco realistico. È così sollecito e carino! Ci corteggia, fa complimenti, ci ascolta!
Ovviamente, noi facciamo altrettanto e così l’incantesimo è reciproco.
Si pensa di aver trovato il partner ideale e “il guaio è fatto”.
Ho visto coppie innamoratissime non resistere un anno insieme, perché, diciamola tutta, la quotidianità è ben diversa dai primi appuntamenti. E poi il lavoro, lo stress, la stanchezza hanno spesso la meglio e tirano fuori il peggio di noi.
Se non ci sono buone qualità, al di là dell’aspetto esteriore più o meno piacente, se non ci sono interessi comuni e un progetto di famiglia da costruire assieme, se non c’è uno sforzo reciproco e non si sviluppa tolleranza reciproca, quella figura idealizzata svanirà in poco tempo e non resterà nulla.
da QUORA
Scrive Rosy, corrispondente di QUORA
A L L E V A R E F I G L I
Un’aquila diede un consiglio a una donna su come crescere al meglio i propri figli.
— Stai bene, madre umana? — chiese l’aquila.
La donna, sorpresa, la guardò negli occhi.
— Ho paura — rispose — Il mio bambino sta per nascere e ho così tanti dubbi. Voglio dargli il meglio, desidero che la sua vita sia facile e serena… ma come farò a sapere se lo sto crescendo nel modo giusto?
L’aquila la osservò in silenzio, poi si posò vicino a lei.
— Crescere un figlio non è semplice — disse. — Non si tratta di offrirgli una vita comoda. Anzi, spesso è proprio il contrario. Quando nascono i miei aquilotti, il nido è pieno di piume e foglie morbide: è un rifugio accogliente, dove possono sentirsi protetti. Ma quando arriva il momento di imparare a volare, tolgo tutto. Lascio solo i rami secchi e le spine.
La donna aggrottò la fronte, confusa.
— Le spine? Perché rendere tutto così difficile?
— Perché il disagio li sprona a cambiare — rispose l’aquila. — Se il nido resta comodo, loro non si muoveranno mai. Invece, il fastidio li costringe a cercare un nuovo posto, a scoprire la forza che hanno dentro. La comodità non insegna nulla.
La donna rifletté, ma aveva ancora dei dubbi.
— E quando cadono? Cosa fai?
— Li lancio nel vuoto — disse l’aquila con voce calma. — All’inizio precipitano, il vento li travolge. Ma io li raggiungo, li afferro con i miei artigli e li sollevo. Poi li lascio andare di nuovo. Ripeto questo gesto più volte, finché non trovano le ali. E quando finalmente riescono a volare, li lascio andare per davvero. Non intervengo più.
La donna la fissò, ancora incredula.
— Quindi non li proteggi sempre?
— No — rispose l’aquila con fermezza. — Non nutro la loro dipendenza. I miei piccoli devono imparare a volare da soli, a essere forti, a sopravvivere senza di me. Se li tenessi nel nido per sempre, non farei altro che indebolirli. Il mio compito è prepararli al volo, non trattenerli.
La donna abbassò lo sguardo, accarezzandosi il ventre.
— Dunque… devo lasciare che mio figlio affronti qualche difficoltà?
L’aquila annuì.
— Non si tratta di farlo soffrire. Si tratta di insegnargli. E anche se ti farà male, madre umana, la cosa più preziosa che puoi donargli è la forza. Non proteggerlo da tutto. Non coprirlo costantemente. Lascia che affronti il mondo. Fallo volare.
La donna annuì lentamente, guardò l’aquila con gratitudine e le sorrise.
— Grazie, madre aquila — sussurrò mentre si allontanava. — I tuoi consigli sono un dono.
Riprese il cammino, decisa a diventare la madre di cui suo figlio avrebbe avuto bisogno: saggia, coraggiosa, capace di lasciarlo andare al momento giusto.
Se vuoi che tuo figlio impari a volare alto… non fare tutto al posto suo.
Non trattenerlo in un nido di sole comodità.
Le aquile spingono i propri piccoli fuori dal nido, li costringono ad affrontare le spine, perché sanno che solo così scopriranno le proprie ali.
Non temere di vederli cadere. Come l’aquila, sarai lì per sollevarli.
Ma non tenerli sotto la tua ala per sempre.
Lasciali affrontare il vento. Lasciali diventare forti.
Il vero amore non è proteggerli da ogni difficoltà,
ma prepararli alla vita.
Anche se ciò significa lasciarli cadere.
Anche se fa male.
Lasciali trovare la loro strada.
Anche inciampando, anche sbagliando.
È così che si impara a volare.
A M O R E E A M I C I Z I A
Non aspettarti mai dall’amicizia i miracoli che l’amore riproduce: gli amici non possono restituire l’amore.
Non possono strappare la solitudine, riempire il vuoto, offrire quel tipo di compagnia.
Hanno la propria vita, gli amici, i propri amori.
Sono un’entità indipendente, estranea, una presenza transitoria e sopratutto priva di obblighi.
Riescono ad essere amici dei tuoi nemici, gli amici.
Vanno e vengono quando gli pare o gli serve, e si dimenticano facilmente di te: non te ne sei accorto?
Oh, andando promettono montagne. Magari in buona fede.
“Conta su di me”, “rivolgiti a me”, “chiama me”.
Però se li chiami, nella maggior parte dei casi non li trovi.
Se li trovi, hanno qualche impegno inderogabile e non vengono.
Se vengono, al posto delle montagne ti portano una manciata di ghiaia, gli avanzi, le briciole di se stessi.
E tu fai la medesima cosa con loro.
No, a me non basta l’amicizia.
Io ho bisogno dell’amore. Io ho bisogno di amare ed essere amata con gli obblighi dell’amore, le scomodità dell’amore, le assolutezze e le tirannie dell’amore: l’amore del corpo e dell’anima.
Ne ho bisogno di come si ha bisogno di mangiare e di bere, dicevo, ne ho bisogno per sopravvivere.
Oriana Fallaci
Ogni uomo ama due donne:
la prima è quella creata
dalla sua immaginazione,
la seconda deve ancora nascere.
Khalil Gibran
da QUORA
Scrive Cyber, corrispondente di QUORA.
D I N A M I C H E D I R E L A Z I O N E
L’amore e l’amicizia nascono per caso o sono una scelta?
Entrambe.
La maturità mi ha portata a credere che sia l’amore che le amicizie siano un mix tra un’affinità elettiva e una scelta/impegno.
In presenza di una tale affinità l’impegno non è una fatica ma è naturale, spontaneo, nel senso che sorge dal profondo.
Qui 👇🏻 secondo me c’è una metà della verità:
Durante un seminario, una donna chiese: “Come faccio a sapere se sono con la persona giusta?”
Il docente notò allora che accanto a lei sedeva un uomo robusto, così disse: “Dipende. È il tuo partner?” Lei rispose: “Come fa a saperlo?”
“Lascia che ti risponda a questa domanda perché è probabile che ti stia assillando.” replicò il docente.
Ecco la risposta: Ogni relazione ha un ciclo… All’inizio ti innamori del tuo partner.
Aspetti le sue chiamate, desideri il suo contatto e ti piacciono le sue stranezze.
Innamorarsi non è stato difficile. In realtà, è stata un’esperienza completamente naturale e spontanea.
Non dovevi FARE niente. Ecco perché si chiama “innamorarsi”.
Le persone innamorate a volte dicono: “Mi sono lasciato travolgere”.
Immagina l’espressione: implica che eri semplicemente lì fermo, senza far niente, e poi ti è successa una cosa.Innamorarsi è un’esperienza passiva e spontanea.
Ma dopo alcuni mesi o anni insieme, l’euforia dell’amore svanisce.
È un ciclo naturale di OGNI relazione.
Lentamente ma inesorabilmente, le telefonate diventano un fastidio (se arrivano), il contatto non è sempre gradito (quando avviene), e le stranezze del tuo partner, invece di essere carine, ti fanno uscire di testa.
I sintomi di questa fase variano a seconda della relazione; noterai una netta differenza tra la fase iniziale in cui eri innamorato e una fase successiva molto più noiosa o addirittura arrabbiata.
A questo punto, tu e/o il tuo partner potreste iniziare a chiedervi: “Sono con la persona giusta?”.
E mentre rifletti sull’euforia dell’amore che provavi un tempo, potresti iniziare a desiderare quell’esperienza con qualcun altro.
È in questo momento che le relazioni falliscono.
La chiave per avere successo in una relazione non è trovare la persona giusta, ma imparare ad amare la persona che hai trovato.
Le persone incolpano i loro partner per la loro infelicità e cercano la realizzazione fuori dalla coppia.
La realizzazione extraconiugale si presenta in tutte le forme e dimensioni.
L’infedeltà è la più comune. Ma a volte le persone si dedicano al lavoro, a un hobby, all’amicizia, alla televisione in modo eccessivo o a sostanze stupefacenti.
Ma la risposta a questo dilemma non si trova al di fuori della tua relazione.
Si trova al suo interno. Non sto dicendo che non potresti innamorarti di qualcun altro. Potresti farlo. E temporaneamente ti sentiresti meglio.
Ma ti troveresti nella stessa situazione pochi anni dopo.
Perché (ascolta attentamente questo) la chiave per avere successo in una relazione non è trovare la persona giusta, ma imparare ad amare la persona che hai trovato.
Mantenere l’amore non è un’esperienza passiva o spontanea.
Devi lavorarci giorno dopo giorno. Richiede tempo, impegno ed energia. E, soprattutto, richiede saggezza. Devi sapere cosa fare per farla funzionare.
Non sbagliarti. L’amore non è un mistero. Ci sono cose specifiche che puoi fare (con o senza il tuo partner), proprio come ci sono leggi fisiche dell’universo (come la gravità), ci sono anche leggi per le relazioni.
Se sai come applicare queste leggi, i risultati sono prevedibili. L’amore è quindi una scelta.
da QUORA
Scrive Edoardo Della Valle, corrispondente di QUORA
S C E L T A D E L P A R T N E R