Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero1516.

F U R L A N A D E
(Riservata ai soli lettori che conoscono la lingua Friulana)

 

Limit legal alcolic par guidà l’automobil : 0,5 grams par litro di sang.

 

Concentrazion di alcul tal sang : 0 gr/litro.
Sensazions : Tu as une set mostre.
Efiets : Bisugne che tu cjatis une ostarie viarte.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,2 gr/ litro.
Sensazions : Ti par di sta za mior.
Efiets : Cul prin tai no si è mai sigurs.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,4.
Sensazions : Al scomenze el divertiment.
Efiets : Le zornade si è indrezade.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,5.
Sensazions : Si tache a sta ben.
Efiets : Ocjo che, di chi indevant, ti taconin la patente.

Concentrazion di alcul tal sang : 0,8.
Sensazions : Par tiare l’è dut smarit.
Efiets : Tu stas cjalant traviars el cul onzut de tazze.

Concentrazion di alcul tal sang : 1,5.
Sensazions : Pis cjalds e bagnas.
Efiets : Tu ti ses pissat intor.

Concentrazion di alcul tal sang : 3,0.
Sensazions : Le int ti fevele cu l’eco.
Efiets : No sta fa el mone : gjave le tazze de orele.

Concentrazion di alcul tal sang : 4,0.
Sensazions : Le to muse ti cjale e tu sintis puce di cul.
Efiets : Tu as el cjaf tal vater e tu ciris di butà fur.

Concentrazion di alcul tal sang : 6,0.
Sensazions : Le parintat ti cjale di brut.
Efiets : Tu as sbagliat cjase e tu as rote la claf te siaradure.

Concentrazion di alcul tal sang : 8,0
Sensazions : Le int jè vistude di blanc e tu sintis simpri le stesse musiche.
Efiets : Tu ses te ambulanze.

Le tabele no val par duc’.
Un al po vé 0,1 e viodi la Madone, un altri al po vé 10,0 e rivà a guidà l’apparechio. El fat al è che, dopo 0,5, ti taconin la patente!

Numero1515.

Quando un capolavoro ci emoziona,

sentiamo dentro di noi

lo stesso richiamo della verità

che ha spinto l’artista

verso il suo atto creativo

.

Andrej Arsen’evic Tarkovskij.

 

N.d.R.  Io aggiungerei: …lo stesso richiamo della verità e della bellezza ….. che ha spinto l’artista ….

Numero1511.

 

PLATONE  ATTUALISSIMO

Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo, dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre, impaurito, finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi, per non parere troppo severi, danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo, né rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza, nasce e si sviluppa una malapianta: la tirannia.

Platone  (428 – 348  Avanti Cristo)   “La Repubblica”  LibroVIII.

A me sembra che i millenni siano trascorsi invano! La storia si ripete. E sempre in peggio.

Numero1510.

 

….e una donna, che reggeva un bambino al seno, domandò: “Parlaci dei figli”.

 

I Vostri figli non sono figli Vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso Voi, ma non da Voi.

E, benché vivano con Voi, non vi appartengono.

Potete dare loro l’amore, ma non i vostri pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi,

ma non alle loro anime.

Essi abitano la casa del domani,

che non Vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro,

ma non farli simili a Voi:

la vita procede e non si attarda sul passato.

Gibran Kahlil Gibran    da “Il Profeta”.

Numero1507 (serie fino al Numero1501).

 

ACCIDENTI  AGLI ACCENTI

Io ce l’ho con gli accenti. Sì, con gli accenti sbagliati di parole pronunciate, sia della lingua Italiana (ma qui chi la conosce se ne accorge), sia, soprattutto, delle parole straniere. Quando chi parla vuole adoperare una parola in lingua straniera, dovrebbe avere il pudore e il buon gusto di informarsi per bene sulla  correttezza della pronuncia, sia per rispetto verso la lingua stessa, sia per evitare brutte figure. Ma, tant’è, troppo disinvoltamente si fa sfoggio di padronanza di vocaboli stranieri, per mostrare, ahimè, solo i limiti e le lacune delle proprie conoscenze linguistiche. Meglio sarebbe adoperare il sinonimo od omologo termine italiano, ove esista; qualora non ci sia, si adotti un giro di parole: la lingua Italiana ha tante e tali sfumature diverse nel proprio lessico. Ma la precaria attitudine linguistica, o la scarsa dotazione di vocaboli, (troppi Italiani conoscono malissimo la propria lingua), induce alla “scorciatoia” della parola straniera, che, fra l’altro, fa moda e distinzione. Tutto bene ma, dico io, purché, questa parola la si pronunci in modo corretto.

A proposito, voglio sottolineare il malvezzo, la pratica scorretta che la maggior parte degli Italiani adotta per accentare le parole. Quando un Italiano incontra una parola nuova, o poco adoperata, e non sa dove mettere l’accento, seguendo la propria, inveterata pigrizia mentale, ritrae il più possibile l’accento verso l’inizio della parola: così, non ci pensa più, e chi ha capito, ha capito. Se leggerete il seguito di questa serie, fate attenzione, in quante parole Inglesi l’accento (sbagliato) viene fatto cadere sulla terzultima sillaba.

Ricordo che le parole in Italiano possono essere:

tronche = quando l’accento cade sull’ultima sillaba (esempio: caf-fè);

piane = quando l’accento cade sulla penultima sillaba (esempio: ma-tì-ta);

sdrucciole = quando l’accento cade sulla terzultima sillaba (esempio: te-lè-fo-no);

bisdrucciole = quando l’accento cade sulla quartultima sillaba (esempio: cà-pi-ta-no).

 

Numero1506 (serie fino al Numero1501).

 

ACCIDENTI  AGLI  ACCENTI

 

Ecco qui alcune parole Inglesi che sono state mal ospitate nei discorsi di tanti personaggi della TV, pronunciate in un modo che, per gli Inglesi, sarebbero quasi incomprensibili. Eppure, ne fanno sfoggio, impudentemente, tanti sapienti, o presunti tali, senza preoccuparsi di verificare che la loro pronuncia sia corretta e, soprattutto, senza che nessuno abbia preso l’iniziativa di correggerli. Navighiamo a vista!

 

Inclusive (compreso) :  viene spesso pronunciato  ìnclusive, con l’accento sulla prima i.
Accento corretto    inclùsive, con l’accento sulla u.

Exclusive (escluso)  :  viene pronunciato  éxclusive, con l’accento sulla prima e.
Accento corretto    exclùsive, con l’accento sulla u.

Performance (prestazione) : viene pronunciato pérformance, con l’accento                                                                       sulla prima e.
Accento corretto  perfòrmance, con l’accento sulla o.

Prestate attenzione anche voi, che leggete. Resterete sorpresi di quante volte vengono pronunciate male queste parole.

Numero1505 (serie fino al Numero1501).

 

ACCIDENTI  AGLI  ACCENTI

 

Due espressioni Inglesi, che sono diventate, ormai, di uso corrente, nei dibattiti e nella programmazione in TV.

 

Politically correct :  Viene pronuciato  Politìcally còrrect, con gli accenti su i e o.
Accento corretto  Polìtically corréct, con gli accenti su i e e.

Parental control :  viene pronunciato  Pàrental còntrol, con gli accenti su a e o.
Accento corretto    Parèntal contròl, con gli accenti su e e o.

Numero1504 (serie fino al Numero1501).

 

ACCIDENTI  AGLI  ACCENTI

 

Alcune altre parole Inglesi, la cui pronuncia è sgangherata e vilipesa, in TV dagli addetti ai lavori (giornalisti, presentatori, commentatori e quant’altro).

 

Insurance (Assicurazione) : viene pronunciato ‘Insurance, con l’accento sulla I.
Accento corretto     Insùrance, con l’accento sulla u.

Endurance (Resistenza)   :  viene pronunciato  Èndurance, con l’accento sulla E.
Accento corretto    Endùrance, con l’accento sulla u.

Relax (Distensione)            :  viene pronunciato   Rélax, con l’accento sulla e.
Accento corretto     Relàx, con l’accento sulla a.

Numero1503 (serie fino al Numero1501).

 

ACCIDENTI  AGLI  ACCENTI

 

Ancora, qui di seguito, alcune parole di lingua Inglese, ancorché abusate,  barbaramente maltrattate  nella pronuncia da giornalisti che pontificano in TV e da altri personaggi che se ne ammantano, facendo una barbina figura. Forse, magari, non lo sanno.

 

Official : viene pronunciato Òfficial, con l’accento sulla Ò.
Accento corretto Offìcial con l’accento sulla prima i.

Universal : viene pronunciato Unìversal, con l’accento sulla i.
Accento corretto  Univèrsal, con l’accento sulla e.

Spiritual :  viene pronunciato  Spìritual, con l’accento sulla prima i.
Accento corretto    Spirìtual, con l’accento sulla seconda i.

Continental :  viene pronunciato  Contìnental, con l’accento sulla i.
Accento corretto    Continèntal, con l’accento sulla e.

Memorial : viene pronunciato Mèmorial, con l’accento sulla e.
Accento corretto   Memòrial, con l’accento sulla o.

Colossal :  Viene pronunciato  Còlossal, con l’accento sulla prima o.
Accento corretto     Colòssal, con l’accento sulla seconda o.

A proposito di quest’ultimo aggettivo, c’è una giornalista, Anna Praderio, critica cinematografica di Mediaset,  che, da sempre, saranno almeno 20 anni, nei suoi reportage alla TV su questo o quel film, pronuncia sempre allo stesso modo sbagliato l’aggettivo Inglese colòssal, dicendo còlossal.
Ma, mondo cane, è possibile che, in tutto questo tempo, non ci sia nessuno che le abbia segnalato la cosa? Né che lei si sia accorta e corretta? Gli Inglesi, quando sentono questa pronuncia, si mettono a ridere! 

Numero1502 (serie fino al Numero1501).

ACCIDENTI  AGLI  ACCENTI

Perfino sui cognomi ci sono delle curiose anomalie di pronuncia, di cui nessuno si accorge, nemmeno coloro che ne sono i portatori e, quindi, i diretti interessati. Mi vengono in mente 3 esempi.
Raiola è un cognome campano (Procida, Torre del Greco, Nocera inferiore, le zone di maggior diffusione). Gli appassionati di calcio hanno sicuramente sentito nominare Mino Raiola, che è considerato il re dei procuratori dei calciatori più importanti del calciomercato. Ebbene, tutti, dico tutti, gli addetti ai lavori, a cominciare dai giornalisti, pronunciano il suo cognome Ràiola, con l’accento sulla a. A parte la cacofonia (è veramente brutta una pronuncia del genere), non sono proprio sicuro che questa sia la esatta pronuncia. A me viene più giusto dire Raiòla, con l’accento sulla o. Mi conforta, nella mia ipotesi, una parola del dialetto (o lingua?) Napoletano: cajola che vuol dire gabbia. Ebbene questa parola, molto simile per assonanza, si pronuncia cajòla, con l’accento sulla o. Chissà?

Un’altra parola, che io non capisco perché venga pronunciata da tutti così, è il cognome Ligure/Lombardo Vergassola. È noto il personaggio di Dario Vergassola, comico, documentarista della TV e si conosceva, fino a qualche anno fa, anche un giocatore di calcio che porta lo stesso cognome. La pronuncia unanimemente diffusa di questo cognome è Vergàssola, con l’accento sulla a. Peccato, anche qui i miei dubbi vanno oltre la brutta scansione della accentazione. Vorrei dissertare, per un momento, sulla bellezza di certi cognomi Italiani, che hanno avuto origine dalle arti e dai mestieri dei nostri antenati, specialmente in epoca medievale, quando i cognomi venivano dati alle persone, anche in relazione al proprio lavoro o mestiere. In questo caso, esisteva sicuramente (esiste anche adesso), il calzolaio, o ciabattino, colui che fa le scarpe o le ripara. Una delle operazioni, nella confezione di una scarpa, è quella di applicare la tomaia alla suola. Per secoli questo si faceva cucendo, attraverso una serie di fori procurati da un punteruolo (la lesina) sulla suola, con uno spago (verga), reso impermeabile con una pece particolare, e prendendo dentro e fuori anche la tomaia.
Questa operazione si chiamava, forse si chiama anche adesso, “vergare la sola”(suola). E colui che faceva questo lavoro veniva chiamato “il verga sola”.
È chiaro a tutti, adesso, che una persona che faceva il calzolaio venisse individuato con il cognome di Verga(s)sola e che la pronuncia di tale cognome fosse Vergassòla, con l’accento sulla o. A me pare più romantico.

Un altro esempio di come gli stessi interessati non sappiano pronunciare il proprio cognome è quello di un calciatore centrocampista del Brescia (Serie B) il cui cognome è Sernicola. Ebbene, volete credere che durante la telecronaca di tutta la partita su SKY, il geniale telecronista ha chiamato questo calciatore col cognome Sernìcola (parola sdrucciola)e non Sernicòla (parola piana)? Il guitto non era a conoscenza del fatto storico che, nel Medio Evo, i Notai venissero chiamati con il predicato onorifico di “Ser”, per indicare la categoria e la funzione (un po’ come il “Don” per i nobili o per gli ecclesiastici). E che il Notaio Nicola veniva chiamato Ser Nicola e quindi l’accentazione era ben che scontata. Ma tant’è. Certi giornalisti, specialmente quelli giovani di oggi, oltre all’Italiano non conoscono neanche la Storia.

Infine, un aneddoto autobiografico, per dire come certi cognomi hanno dei significati (e anche delle pronunce) sconosciuti agli stessi che li portano.
Nei miei giri per l’Italia, mi capitò, un giorno, in compagnia di un rappresentante, di visitare un cliente, nella città di Lecco, che tuttora esiste ed è in attività: Ferrario & Aondio Arredamenti. Stavo parlando di lavoro, con il signor Aondio e, ad un certo punto del discorso gli chiesi, ne ero molto curioso, come mai il suo cognome veniva pronunciato, così come lo sentivo, Aòndio, con l’accento sulla o. Lui mi rispose che da generazioni veniva pronunciato così, che non si era mai posto il problema e che, comunque, non lo sapeva. Io gli chiesi il permesso di formulare un’ipotesi etimologica, per spiegare perché, secondo me, il suo cognome si doveva pronunciare Aondìo, con l’accento sulla i. Lui si dichiarò, bontà sua, molto curioso e interessato a saperlo, perché mai aveva sospettato che ci fosse un altro modo di chiamarlo per cognome.
La mia ipotesi fu, ed è, questa. Ho scartato, preliminarmente, l’ eventualità  di crasi (eliminazione interna) della b, per cui avrebbe potuto essere Abondio, perché la parola avrebbe avuto un senso compiuto come nome, per di più diffuso nella zona, quindi sarebbe rimasto Abondio o Abbondio, e non Aòndio.
Ho, invece, suggerito l’ipotesi che Aondìo, con l’accento sulla i, sarebbe la giusta pronuncia di una parola che proverrebbe da una locuzione “Va con Dio”, salvo la caduta consonantica sia della v iniziale che della c.
Vacondio era un cognome che, anticamente, veniva dato dai conventuali ai trovatelli, che venivano lasciati davanti ai sagrati delle chiese, alle porte dei conventi o dentro le ruote, appositamente installate, per impedire la morte per assideramento dei pargoletti abbandonati. Molti sono i cognomi che richiamano lo stato di abbandono e, quindi, la mancanza di genitorialità accertata. Ne ricordo alcuni:
Esposito, Ruotolo, Proietti, Innocenti, Diotaiuti, Degli Innocenti, Infascelli, Servodidio, Diotallevi, Ma ce ne sono diversi altri, magari modificati negli anni o storpiati, anche per dissimulare e camuffare l’etimologia originaria.
Quando un trovatello veniva dato in affidamento, doveva avere un nome e un cognome proprio. I fraticelli o le suorine si inventavano questi curiosi cognomi. Va’ con Dio, tutto attaccato Vacondio, era un cognome dall’espressione augurale, ma per distogliere l’attenzione dal suo significato, che costituiva sempre una vergogna sociale, venne modificato: Vacondìo divenne, un po’ alla volta, Aondìo, ma non bastava, perché, in qualche modo, si capiva ancora l’origine etimologica e semantica e, allora, si spostò l’accento, dalla i alla prima o dopo la A : Aòndio.
Il cliente, sorpreso e addirittura entusiasta di aver scoperto qualcosa che lo riguardava e non conosceva,, 
mi disse che avrebbe fatto fare delle indagini. Negli anni seguenti, aumentò di molto il fatturato.