The world will not be distroyed
by those who do evil,
but by those who watch them
without doing anything.
Albert Einstein.
Il mondo non sarà distrutto
da coloro che fanno il male,
ma da coloro che li
guardano senza fare nulla.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
The world will not be distroyed
by those who do evil,
but by those who watch them
without doing anything.
Albert Einstein.
Il mondo non sarà distrutto
da coloro che fanno il male,
ma da coloro che li
guardano senza fare nulla.
T I E N I A M E N T E
Se hai cibo nel tuo frigo,
vestiti sul tuo corpo,
un tetto sulla tua testa,
e un posto dove dormire,
tu sei più ricco del 75%
delle persone al mondo.
Se hai denaro da spendere
come ti piace, e la libertà
di andare ovunque tu vuoi,
sei fra il 18% delle persone
più facoltose al mondo.
Se sei vivo oggi con più
salute che malattie, sei
più benedetto dei tre
milioni di persone che,
in questa settimana,
non sopravviveranno .
Se tu puoi leggere e capire
questo messaggio, sei più
fortunato dei tre miliardi di
persone, su questa terra,
che non possono vedere,
non possono leggere,
e non possono accedere
alla conoscenza ed a ogni
tipo di informazione.
N.d.R.: a tutto questo si aggiunga che noi, il cosiddetto “mondo occidentale”, che comprende l’Europa ed il Nord America, vale a dire circa 800 milioni di persone, per mantenere il tenore di vita che ci è proprio, consumiamo l’80% delle risorse della terra.
Il restante 20% è destinato ai circa 7 miliardi e mezzo degli altri abitanti sulla terra.
Non meravigliamoci troppo se alcune centinaia di migliaia di questi, ogni anno, cercano di migrare da noi, a rischio della vita, per trovare migliori condizioni per la loro esistenza.
L A M I A V I S I O N E D E L MO N D O
Sono nato senza sapere,
eppure la mia coscienza sapeva già.Ho abitato un corpo come una casa,
l’ho creduta mia
finché non ho compreso
che anch’essa era l’onda
di un mare più vasto.Ho cercato il senso nelle parole,
ma l’ho trovato nel silenzio
che le contiene.Ho temuto la morte,
finché non ho visto che la vita stessa
è un morire a ogni istante
e rinascere al successivo.Ho voluto lasciare tracce,
ma ora so che l’unica traccia vera
è la vibrazione che lascio
nel cuore di chi mi incontra.E così,
tra un respiro e l’altro,
tra un pensiero e il nulla,
comprendo che:Esistere è un lampo,
ma Essere è eterno.Non so dove andrò,
ma so che ovunque sarò,
porterò con me
questo istante di pura coscienza
che nessuno potrà mai togliermi.
I M A L I D E L M O N D O
Se col tuo intervento,
non puoi modificare
le cause di un evento,
non ti devi angustiare.
Per quanto ti dispiaccia,
non c’è niente da fare,
qualunque cosa faccia,
non lo puoi evitare.
Mettiti il cuore in pace,
limitati a controllare
solo ciò che è capace
di farti rassicurare.
Se no, d’ogni malanno
che possa capitare,
le beffe oltre il danno
ti tocca sopportare.
Da Gianni Rodari (riveduto e corretto)
I L D I T T A T O R E (discorsi, parole, punteggiatura, tracotanza)
Un punto piccoletto,
ma superbo e iracondo,
“Dopo di me” – gridava –
“c’è la fine del mondo”.
Le parole stizzite:
“Ma che grilli ha in testa?
Si crede un punto e basta
e tutte ci calpesta”.
Solo, a mezza pagina,
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.
N.d.R.: A proposito di “Après moi le déluge” (Dopo di me il diluvio): Frase attribuita a Luigi XV, re di Francia, rivolta a Madame de Pompadour, la sua favorita, allo scopo di porre fine alle insistenti esortazioni di occuparsi attivamente degli affari dello Stato.
E di …. Donald Trump.
T R A M O N T O D E L L’ O C C I D E N T E
I PNU (Programmi per le Nazioni Unite) hanno constatato che noi occidentali siamo il 17% della popolazione mondiale e, per mantenere il nostro livello attuale di benessere, in questa fase critica, abbiamo bisogno dell’80% delle risorse della terra.
È chiaro, allora, che per mantenere questo MILIARDINO di esseri umani privilegiati, gli altri abitanti della terra dovrebbero continuare a patire la fame e a vivere con scarsi mezzi di sussistenza.
Basta che i Cinesi e gli Indiani mangino qualche ciotola di riso in più e noi occidentali dovremmo inevitabilmente decrescere.
Il 6 Novembre 2018, alle ore 20.10 veniva pubblicato il Numero1. di questo BLOG.
Sono due versi della canzone CYRANO di Francesco Guccini, parole di Giuseppe Dati:
….la verità cercate, in terra da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali….
PER CELEBRARE IL NUMERO3000. DI QUESTO BLOG, NON HO TROVATO DI MEGLIO CHE PUBBLICARE QUANTO SEGUE, COME PARADIGMA E RIASSUNTO DI BEN PIU’ DI CINQUE ANNI DI SCRITTURE.
In questo periodo editoriale, ho compulsato e sviscerato di tutto e di più, non ultimo anche il mio animo e il mio carattere.
Ma ciò che mi rimane da dire e trasmettere a me stesso e a tutti è il disagio sarcastico e lo scherno amaro contenuti nella presente testimonianza di essere vivente oggi su questo pianeta, dove ho maturato, registrato e, purtroppo, condiviso il malessere di vivere, pur proclamando, nostalgicamente, che la mia è stata una bella vita.
Ne sono così ferito dentro che, passo dopo passo, mi sto avvicinando alla fine di questi miei giorni con un senso di liberazione e perfino di curiosità nei riguardi di una trasferta ed esistenza della mia anima in un altrove che, sicuramente, sarà molto più dignitoso di questo mondo che non sopporto più.
Il futuro non è un posto diverso, è un posto migliore.
I L C O N T R A T T O
Miei cari amici,
ognuno di voi percepisce la strana sensazione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in ciò che vede intorno a sé, in ciò che sente ogni giorno.
Molti, tuttavia, non sanno il perché, né cosa sia.
A prescindere dalle nostre convinzioni o idee politiche, il sistema vigente nel nostro mondo libero si basa sulla tacita accettazione che lega e condiziona ciascuno di noi e che, non a grandi linee, ma dettagliatamente, cerco di esporre qui, a seguito delle mie esperienze di vita.
Io accetto:
1 – Accetto la competitività come struttura cardine del sistema in cui vivo, anche se mi rendo conto che questo genera frustrazione e rabbia nella maggior parte degli individui.
2 – Accetto il fatto che, per vivere, si debba limitare la propria vita ad un giorno della settimana, mentre gli altri sei devono essere spesi lavorando per produrre, annichilendo un’intera esistenza.
3 – Accetto di essere umiliato e sfruttato a condizione che mi sia permesso di umiliare e sfruttare un altro che occupi un posto inferiore nella piramide sociale.
4 – Accetto che gli indigenti, i malati e coloro che non riescono a restare a galla vengano esclusi e messi ai margini della società e vengano loro negate cure ed assistenza, perché questo costo sociale non può incidere sul benessere dei facoltosi, dei benestanti e dei fortunati.
5 – Accetto di pagare istituti privati affinché gestiscano il mio reddito secondo la loro convenienza e che non mi corrispondano alcun dividendo dei lor giganteschi guadagni.
Guadagni che servono per aggredire stati deboli, creando spirali di debito infinito.
Acconsento che mi si applichi un alto tasso di interesse per prestarmi denaro che viene creato dal nulla.
6 – Accetto che le banche internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi e combattere e così scegliere quelli che faranno la guerra e quelli che non la faranno.
So che è meglio finanziare entrambe le parti per essere sicuri di trarne dei profitti e di prolungare i conflitti il più a lungo possibile, al fine di prosciugare completamente le risorse di quei paesi che non riusciranno a pagare i loro debiti.
Acconsento anche di pagare dei tributi obbligatori al mio governo, prelevandoli dal mio reddito, anche se questi non vengono adoperati per migliorare la mia vita o per i servizi ai cittadini, ma principalmente per rimborsare gli interessi sul debito che il governo ha contratto con dei banchieri privati.
Mi impegno a non pretendere mai che le mie tasse vengano utilizzate per investimenti massivi nella sanità, nella ricerca scientifica e nella cultura.
Compirò il mio dovere, nonostante tutto, contribuendo al buon funzionamento della nostra economia.
7 – Accetto che il debito sia la principale forma di trattativa fra stati e verso i cittadini, anche quando questo porti ad una palese forma di schiavitù e sia economicamente insostenibile.
8 – Accetto che si legalizzi l’omicidio, quando la vittima sia indicata dal mio governo come “il nemico”.
In questo caso non chiederò prove di colpevolezza ed eliminerò il bersaglio senza remore.
Mi adeguo al fatto che la morte possa essere indotta lentamente dai governi per mezzo dell’avvelenamento di intere popolazioni, con l’emanazione e l’ingestione quotidiana di sostanze tossiche autorizzate.
9 – Accetto che si faccia la guerra per avere la pace e che, in nome di questo principio, la principale voce di spesa per uno stato sia quella per la difesa.
Considererò normale che i conflitti siano creati artificialmente per alimentare il mercato delle armi e favorire la crescita delle economie mondiali.
10 – Accetto l’egemonia del petrolio nella nostra economia, e che ogni forma di energia gratuita, non inquinante e libera venga soppressa ed insabbiata.
Il vero motivo è perché ogni forma di energia di questo tipo rappresenta un pericolo per l’umanità in quanto sarebbe la fine del mondo, così come lo conosciamo.
11 – Accetto che si divida l’opinione pubblica, creando partiti di destra e di sinistra, che avranno come unico scopo quello di lottare fra loro, mentre io mi impegnerò a credere che le loro diatribe siano frutto di un sano scontro democratico utile per il nostro futuro.
12 – Accetto che gli industriali, i militari e i capi di stato si riuniscano regolarmente senza consultarci, per prendere decisioni che, sempre regolarmente, compromettono il futuro della nostra vita e del nostro pianeta.
13 – Accetto che il potere di manipolare l’opinione pubblica, prima ostentato dalle religioni, sia oggi nelle mani di uomini d’affari non eletti democraticamente e totalmente liberi di controllare gli stati: sono convinto del buon uso che ne faranno.
14 – Accetto che la verità sui fatti venga raccontata dai media controllati da pochi potenti: questa verrà chiamata “verità ufficiale” e, anche se sarà una versione manipolata e distorta dei fatti, mi impegno a non metterla in discussione e a non informarmi in maniera indipendente.
15 – Accetto che mi si presentino notizie negative e spaventose del mondo ogni giorno, in modo da poter apprezzare fino a che punto io sia protetto dal mio governo, dalla polizia e dai militari e mi renda conto di quanto io sia fortunato a vivere in occidente.
So che mantenere la paura nei nostri spiriti può essere solo un “beneficio” per noi.
16 – Accetto che l’dea della felicità si riduca alla comodità, l’amore al sesso, la libertà alla soddisfazione di tutti i desideri, perché è quello che la pubblicità ripete ogni giorno.
Mi convincerò di essere infelice, perché più infelice sono, più consumo.
17 – Accetto che il valore di una persona sia proporzionale a ciò che possiede e che si apprezzi la sua utilità in funzione della sua produttività e non delle sue qualità umane e che sia esclusa dal sistema se non produce sufficientemente.
18 – Accetto di pagare per essere intrattenuto, nel tempo di cui dispongo, attraverso la visione di spettacoli sportivi e di varietà, vuoti di contenuti, che generano movimenti abnormi di denaro.
Lo faccio perché la cultura è noiosa e pericolosa, mentre sapersi divertire con spensieratezza è il paradigma di una vita felice.
19 – Accetto che la scuola e il nozionismo scolastico siano l’unica forma legittima e riconosciuta di formazione e non di appiattimento del senso critico e della coscienza.
20 – Accetto senza discutere e considero come verità tutte le teorie proposte per spiegare i misteri dell’origine dell’essere umano e considero incontrovertibilmente vero che la natura abbia dedicato milioni di anni alla creazione di un essere il cui unico passatempo, oggi, è la distruzione in pochi istanti della sua specie e dell’ambiente da cui dipende.
21 – Accetto di escludere dalla società gli anziani, perché sono improduttivi e la loro esperienza, pur se potrebbe esserci d’insegnamento, può essere sacrificata in nome del profitto.
22 – Accetto, dunque, il profitto come fine supremo dell’umanità e l’accumulo di ricchezza come invidiabile realizzazione dell’esistenza in vita.
23 – Accetto di sprecare e distruggere tonnellate di cibo, al fine di mantenere sotto controllo, in borsa, i prezzi delle azioni delle multinazionali, piuttosto che permettere l’equa distribuzione delle risorse alimentari sul pianeta ed evitare la morte per fame e sete di milioni di persone, ogni anno.
24 – Accetto l’aumento dell’inquinamento industriale e la dispersione di veleni chimici e di elementi radioattivi nella natura. Ammetto l’uso di ogni tipo di additivo chimico nella mia alimentazione, perché sono convinto che, se vengono aggiunti, gli additivi e i conservanti sono utili e innocui.
Ritengo normale che i laboratori farmaceutici e le industrie agroalimentari vendano nei paesi del terzo mondo prodotti scaduti o utilizzino sostanze cancerogene vietate in occidente.
25 – Accetto la deforestazione selvaggia di terre grandi come nazioni e che sia possibile espropriare, con la violenza, le terre a interi popoli, in nome e per conto di multinazionali che sfrutteranno quei luoghi per arricchirsi, senza condividere nulla con le popolazioni locali.
Ritengo utili ed indispensabili la plastica ed ogni materiale adibito alla produzione che la inciviltà dei produttori e degli utilizzatori riversa come scarti per terre e per mari.
26 – Accetto che gli animali vengano abusati, torturati e, nei migliori casi, fatti estinguere, perché tollero che non venga loro riconosciuto un posto come legittimi abitanti di questo pianeta, al pari degli esseri umani.
Sostengo infatti che gli animali non provino emozioni, non abbiano coscienza, né forme di empatia.
27 – Accetto che le multinazionali derubino le risorse di paesi impoveriti e schiavizzati dalla politica mondiale del debito, nel nome del progresso economico.
Ammetto anche che esistano leggi che permettono di sfruttare i bambini in condizioni precarie e disumane.
Non abbiamo nessuna facoltà di intrometterci, nel nome dei diritti umani, soprattutto se questo ci permette di comprare merci sottocosto.
28 – Accetto che si possa denigrare, distruggere e cancellare dal pianeta ogni forma culturale diversa da quella occidentale, che potrebbe far vacillare i cardini del nostro benessere economico, al quale ambisco quotidianamente.
29 – Accetto che esistano solo due possibilità in natura, cioè cacciare o essere cacciati e, se siamo dotati di una coscienza e di un linguaggio, non è certamente per sfuggire a questa dualità, ma per trovare sofisticate giustificazioni al perché noi agiamo in quel modo.
30 – Accetto di credere che il nostro passato storico sia il risultato di una scia ininterrotta di conflitti casuali e non il preciso progetto, perseguito nel corso dei secoli, da lobby di potere, per detenere e mantenere lo stesso.
Sono certo che siamo all’apice della nostra evoluzione e che le regole che governano il nostro mondo sono la ricerca della felicità e della libertà per tutti i popoli, come ascoltiamo continuamente nei discorsi dei nostri politici.
31 – Accetto di credere di non poter fare nulla per modificare lo stato attuale delle cose.
32 – Accetto di non fare alcuna domanda, di chiudere gli occhi su tutto questo e di non fare alcuna opposizione, perché sono troppo impegnato con la mia vita e le mie preoccupazioni.
Accetto anche di difendere con la vita le clausole accettate in questo contratto, se mi viene richiesto.
33 – Accetto, quindi, definitivamente, nella mia anima e coscienza, questa triste matrice che viene posta di fronte ai miei occhi.
Mi impegno ad astenermi dal vedere la realtà delle cose e mi rifiuto di credere che un altro modo di intendere l’esistenza sia possibile.
Ho fiducia che tutti voi agiate per il mio bene e per quello di tutti e per questo vi ringrazio.
QUESTO È L’IGNOBILE CONTRATTO DA ME TACITAMENTE SOTTOSCRITTO PER STARE IN QUESTO SCHIFO DI MONDO DA QUASI OTTANTADUE ANNI.
PROFODAMENTE, ME NE VERGOGNO.
A mio figlio Ale, chiedendogli scusa e perdono.
Nella lotta
fra te e il mondo,
stai dalla parte
del mondo.
Frank Zappa guru del Rock.
da QUORA
I neri hanno un Q.I. (Quoziente d’Intelligenza) inferiore alla media?
N.d.R. : chissà se è possibile pubblicare questa domanda /curiosità, con relativa risposta, basata su dati di fatto obiettivi, senza essere tacciati di razzismo? La domanda non è mia, la risposta neanche: mia è soltanto la curiosità e l’onestà intellettuale di riportare cose che non sapevo, ma che ritengo meritevoli di conoscenza ed approfondimento, È lo spirito di questo BLOG. Nessuna malevola sottolineatura. Grazie per la comprensione.
Risponde su QUORA Silvio Vergani, un corrispondente.
Sì. In ogni misurazione del QI, da quando il QI è stato inventato.
Gli afroamericani hanno 85, i neri africani scendono anche sotto i 70, difatti la metà dei neri africani sarebbero da considerare MENTALMENTE RITARDATI. La cosa buffa di questi dati è che sono ASSOLUTAMENTE PLAUSIBILI, visto la storia dei popoli africani e lo stato in cui versano le nazioni africane ancora oggi, eppure esiste una vasta fascia di popolazione che nega, ostinatamente la realtà e preferisce all’evidenza dei fatti dei fumosi teoremi new age.
U N P O ‘ D I O T T I M I S M O
da QUORA
Luca Tartaro, corrispondente di QUORA:
È un piacere condividere questo scritto (non mio) con voi. Allarga il cuore leggerlo.
“Per quanto possa sembrare strano, in questi giorni in cui i media parlano solo di orrori quotidiani, ci sarebbero anche eccellenti notizie da tutto il mondo. Peccato non le comunichino: ne beneficerebbe il sistema neurovegetativo di tutti.
– Per la prima volta nella storia del Malawi, una donna è stata eletta speaker del Parlamento del Paese. Esther Challenge ha annullato più di 1.500 matrimoni di minorenni e li ha rimandati a scuola.
– I donatori svedesi ricevono un messaggio di ringraziamento ogni volta che il loro sangue salva delle persone.
– Grazie all’Endangered Species Act, la popolazione di tartarughe marine quasi estinte è aumentata del 980%.
– I supermercati tailandesi hanno smesso di usare sacchetti di plastica e hanno iniziato ad avvolgere gli acquisti in foglie di banano.
– I Paesi Bassi sono diventati il primo Paese senza cani randagi.
– La Corea del Sud organizza feste da ballo per gli over 65 per combattere la demenza e la solitudine.
– A Roma è possibile pagare il biglietto della metropolitana utilizzando bottiglie di plastica. Il risultato è che sono già state raccolte 350.000 bottiglie.
– La California limita la vendita di cani, gatti e conigli nei negozi per consentire alle persone di prendere animali dai rifugi.
– I coltivatori di riso di tutto il mondo stanno iniziando a utilizzare, nei campi, anatre al posto dei pesticidi. Le anatre si nutrono di insetti e pizzicano le erbacce senza toccare il riso.
– Il Canada ha approvato una legge che vieta l’uso dei delfini nell’industria dell’intrattenimento.
– I Paesi Bassi piantano sui tetti di centinaia di fermate dell’autobus fiori e piante appositamente per nutrire le api.
– L’Islanda è il primo Paese al mondo a legalizzare la parità di retribuzione tra uomini e donne.
– I circhi tedeschi usano i loro ologrammi al posto degli animali per fermare lo sfruttamento degli animali nei circhi.
– Il robot subacqueo LarvalBot semina il fondo della Grande Barriera Corallina con coralli microscopici coltivati appositamente per il ripristino dell’ecosistema minacciato dall’inquinamento marino.
– Per ridurre il numero di suicidi, la Svezia ha creato la prima ambulanza psichiatrica al mondo.
– Un villaggio indiano celebra la nascita di ogni bambina piantando 111 alberi. Finora sono stati piantati 350.000 alberi.
– Grazie al divieto di caccia alle megattere, la loro popolazione è passata da alcune centinaia a più di 25.000 esemplari.
– I Paesi Bassi hanno costruito cinque isole artificiali appositamente per la conservazione di uccelli e piante. A distanza di due anni, vi vivono già 30.000 uccelli e 127 specie di piante sono in crescita.
– I satelliti della NASA hanno registrato che il mondo è diventato più verde rispetto a 20 anni fa.
– Dal 1994, si stima che il numero di suicidi nel mondo sia diminuito del 38%!”
da QUORA
·
Sapevi che il mondo è arrivato a un soffio dalla fine il 26 settembre 1983? Letteralmente!
E se siete qui oggi, a leggere questo testo, lo dovete a quest’uomo nella foto. Stanislav Petrov, un tenente colonnello dell’ex esercito dell’Unione Sovietica, ha salvato il mondo dalla distruzione nel 1983. Una storia che è venuta alla luce solo molti anni dopo! Vedere come è andata …
.A 44 anni, il tenente colonnello Petrov era l’ufficiale del giorno nel bunker Serpukhov-15 fuori Mosca. La sua responsabilità era di identificare un possibile attacco nucleare degli Stati Uniti contro l’URSS. Roba da guerra fredda. In caso di attacco, Petrov avrebbe avvisato i suoi superiori e questi avrebbero lanciato centinaia di missili nucleari contro gli Stati Uniti. Questa era la determinazione.
.Tutto andava bene fino a quando, dopo mezzanotte, i computer indicarono che gli USA avevano lanciato un missile che volava a 24.000 km/h verso l’URSS. Sarebbero stati 13 minuti al bersaglio, ma la sensazione di Petrov diceva che era un errore, perché se gli americani stavano per attaccare, non avrebbero lanciato solo un missile. Così ha deciso di aspettare, supponendo che fosse un errore di sistema.
.Nei cinque minuti successivi, altri quattro allarmi suonarono, indicando che gli Stati Uniti avevano lanciato altri quattro missili. La parola NATINATS (iniziare) per il contrattacco sovietico lampeggiava in rosso sullo schermo del monitor. L’atmosfera tesa si impadronì della stanza e tutti guardarono Petrov, aspettando la sua reazione. Aveva 8 minuti per decidere il destino dell’umanità. Se lo avesse comunicato ai suoi superiori, sarebbe stata la fine del mondo. I computer indicavano l’attacco, i satelliti non mostravano nulla e i radar terrestri potevano rilevare i missili solo quando erano già visibili.
.Così, fidandosi solo del suo intuito, Petrov non fece altro che aspettare. Quando il radar di terra non ha confermato l’attacco e non si è verificata alcuna esplosione, sollievo. E la cosa più incredibile: Petrov non doveva essere lì quel giorno, poiché copriva l’assenza di un altro ufficiale.
Petrov è stato rimproverato dai suoi superiori per non aver seguito il protocollo, ma non è stato punito. Solo nel 2004 la sua storia è venuta alla luce ed è stata riconosciuta per il suo coraggio, vincendo il premio Cittadino del mondo. Nel 2017, Petrov è morto, all’età di 77 anni. Un eroe.
Sii tu il cambiamento
che vuoi vedere nel mondo.
Gandhi
QUALI SONO I PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO
LA CRESCITA ECONIMICA DI UNA SOCIETÂ?
La qualità delle leggi, le abitudini, le norme di vita, l’etica e la cultura della società stessa.
La crescita, lo sviluppo vero non sono un fenomeno dovuto a minoranze, a plutocrazie, o oligarchie, ma il prodotto di tutto l’insieme delle persone e nella civiltà contemporanea molto complessa, articolata ed interconnessa questa coesione e convivenza equa e pacifica sono oltremodo importanti.
Questi elementi oggi, in seguito al sovrappopolamento umano, alle pesanti modifiche fatte all’ambiente, e comunque alla precarietà stessa dell’uomo sulla terra, sono oltremodo importanti per la sopravvivenza non solo di molti singoli ma dell’umanità stessa nella sua globalità.
L’elevato grado di conflittualità della società umana, conflittualità militare, economica, sociale, comporta il rischio che l’umanità non abbia resilienza di fronte a grandi mutazioni dell’ambiente o che addirittura non ne percepisca la gravità, perché immersa totalmente nella conflittualità quotidiana.
La stessa prassi del business attuale, dell’economia monetaria come valore, del produrre profitto senza calcolarne i costi umani, sociali, ambientali rischia di generare catastrofi peggiori delle peggiori guerre oltre a farne comunque nascere ovunque.
Il tipo di musica che ascolti
influenza il modo con cui
percepisci il mondo.
R I D E R E
Ridere spesso e molto,
per conquistare il rispetto
delle persone intelligenti
e l’affetto dei bambini,
per guadagnare l’apprezzamento
di pochi critici onesti
e sopportare il tradimento
di tanti falsi amici,
per ammirare la bellezza,
per trovare il meglio negli altri,
per lasciare il mondo
magari un po’ migliore.