Scegli il lavoro che ami
e non dovrai lavorare
un solo giorno della tua vita.
Confucio.
È come dire:
Fai ciò che ami
e amerai ciò che fai.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Scegli il lavoro che ami
e non dovrai lavorare
un solo giorno della tua vita.
Confucio.
È come dire:
Fai ciò che ami
e amerai ciò che fai.
La verità sulla nostra
situazione in questo mondo
è che siamo in croce.
Teilhard De Chardin.
Solo là dove si apre il cielo,
si spalanca anche l’inferno.
Hans Urs Von Balthasar
Non si ergono le montagne,
senza che si scavino gli abissi
ed ogni energia rappresenta
una potenza uguale
sia per il bene che per il male.
Ogni giorno è una sfilata
e il mondo è la tua passerella.
Coco Chanel
Ho avuto un istante
di grande pace.
Forse è questa la felicità.
Virginia Woolf
La gentilezza dovrebbe
diventare il modo
naturale della vita
non l’eccezione.
Buddha (Gautama Siddharta)
The poet is the priest
of the invisible.
Il poeta è il sacerdote
dell’invisibile.
Wallace Stevens Poeta americano (1878 – 1955).
L’arte lava via
dalle nostre anime
la polvere della vita
di tutti i giorni.
Pablo Picasso
…. ognuno col suo mondo,
ognuno diverso,
ognuno, in fondo, perso
dentro i fatti suoi….
Vasco Rossi Vita spericolata 1983.
12 Ottobre 2020 Da IL FATTO QUOTIDIANO
Marco Marzano
E’ lo schema usato in altre circostanze storiche per descrivere il rapporto tra i sovrani e la loro corte, tra i dittatori e il loro seguito. “Il re e è puro e ama il suo popolo – questo è l’adagio – ma i perfidi cortigiani tramano alle sue spalle e approfittano della sua immensa bontà per compiere il male”. Oppure “il duce è onesto, sono i suoi collaboratori ad essere corrotti”. E’ questo anche lo schema adoperato all’inizio di Tangentopoli da quei leader politici che cercavano disperatamente di scaricare tutte le responsabilità degli affari illeciti dei loro partiti sui “mariuoli”, sui segretari amministrativi, su chi gestiva i cordoni della borsa.
In questo scenario, la curia romana viene descritta come una sorta di associazione di liberi professionisti indipendenti, in cui ciascuno fa un po’ quel che gli pare mentre il capo pensa solo a pregare e a celebrare messa. Quando si concludono affari di centinaia di milioni di euro quest’ultimo non viene nemmeno consultato.
Ho il sospetto che la realtà sia un po’ diversa. La Chiesa Cattolica è la più centralizzata e gerarchica delle istituzioni esistenti. Il monarca che la guida è dotato di poteri immensi e assoluti e la curia è il principale apparato organizzativo al suo diretto servizio.
Se così stanno le cose, i casi sono due: o Bergoglio si trova nella stessa posizione che fu di Ratzinger e ha perso completamente il controllo della situazione e allora siamo di fronte ad un vuoto di potere che immaginiamo sarà colmato al più presto (casomai grazie a un gesto di responsabilità, un autopensionamento del monarca) oppure il papa regna e governa a tutti gli effetti e allora qualche responsabilità l’avrà anche lui nelle vicende di cui sopra.
Quel che in ogni caso sarebbe bello sentirgli dire è che, per risolvere il problema alla radice, andrebbe direttamente soppressa la curia romana, che la struttura di governo accentrata e autoritaria ereditata dall’impero romano non funziona più, che non ha senso che un’organizzazione religiosa amministri una tale quantità di denaro e che lo investa cercandone di fare profitti, che è venuto il momento per delegare poteri, risorse e responsabilità alle periferie, facendo seguire una volta tanto alle parole i fatti. Sarebbe bello. Ma temiamo di dover aspettare ancora qualche secolo.
Le religioni sono come le lucciole,
per risplendere hanno bisogno delle tenebre.
Arthur Schopenhauer.
Domenica, 11 Ottobre 2020,
In un telegiornale ascolto, esterrefatto, queste parole di Papa Francesco, pronunciate durante la “predica” domenicale, dal balcone su Piazza San Pietro:
“….. il clericalismo deturpa il volto della Chiesa….”.
IPSE DIXIT….se lo dice lui…..
Se pensi che una cosa è impossibile,
la rendi impossibile.
Dal film Gli uomini d’oro.
Rispondo all’amico Efrem pubblicando il suo contributo, prezioso e condiviso, a commento del Numero2067.
Ritenere che la morte
sia la fine della vita
è come credere che
l’orizzonte sia la fine del mare.
…. e commento, a mia volta: perfetta sintonia di pensiero.
Grazie e a presto sul campo da tennis.
Pensare che c’è sempre
qualcosa da aggiungere
e, spesso, …..da togliere.
Giorgio Armani.