O voi ch’avete li ‘ntelletti sani,
mirate la dottrina che s’asconde
sotto ‘l velame de li versi strani.
Dante Inferno, Canto IX, vv. 61-63.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
O voi ch’avete li ‘ntelletti sani,
mirate la dottrina che s’asconde
sotto ‘l velame de li versi strani.
Dante Inferno, Canto IX, vv. 61-63.
Ciò che non si può
né dire né tacere,
la musica lo esprime.
Victor Hugo.
A N I M E G E M E L L E
Alla fine, le anime gemelle
si incontrano perché
hanno lo stesso nascondiglio.
Robert Braul
DANCE ME TO THE END OF LOVE di Leonard Cohen, morto nel 2016 a 82 anni.
….. ha ottenuto uno straordinario successo, ha consentito a “Dance me to the end of love” di Leonard Cohen di essere stata scoperta o riscoperta da tante persone. E per un brano struggente come questo, tra le perle del cantautore, poeta e compositore canadese, poco o per nulla proposta nella programmazione delle radio, è davvero cosa buona.
Cohen canta qui la bellezza dell’amore, come in tante altre sue canzoni più o meno celebri. «Fammi danzare verso la tua bellezza con un violino infuocato / Fammi danzare attraverso il panico finché non sarò al sicuro / Sollevami come un ramoscello d’ulivo e sii la mia colomba che mi riporta a casa / Fammi danzare fin dove finisce l’amore / Fammi danzare fin dove finisce l’amore».
«Quella musica», diceva ancora Cohen, «significa la bellezza della conclusione dalla vita, la fine dell’esistenza e dell’elemento passionale in quella conclusione. Ma è lo stesso linguaggio che usiamo per arrenderci al nostro amore, così non è importante che tutti conoscano la genesi della canzone, perché se il linguaggio viene da quell’appassionata risorsa sarà in grado di abbracciare ogni attività appassionata».
E così è, infatti. Resta un capolavoro che canta l’amore “finché morte non ci separi”. Tanto che quel “fammi danzare” potrebbe essere tradotto, con una forzatura originale ma non banale, con un “danzami”. Un danzare dentro la vita, dentro l’anima, dentro il cuore. Così scrive e canta Cohen nel brano: «Mostrami la tua bellezza non appena i testimoni se ne saranno andati / Fammi sentire il tuo corpo muoversi come fanno a Babilonia / Mostrami poco a poco ciò di cui io solo conosco il limite …. / Fammi danzare fino al matrimonio, fammi danzare continuamente / Fammi danzare con molta dolcezza e fammi danzare (danzami) ancora a lungo». La canzone sembra quasi entrare nell’intimità di una relazione, e con questo sguardo possiamo ascoltarla e, perché no, “danzarla”. Uno sguardo che lotta contro l’idea della morte e diventa un inno alla vita.
P R O V E R B I
Ogni impedimento
è giovamento
e quel che avviene,
conviene.
Lo humor è l’antidoto
per tutti i mali.
Il divertimento è importante
quanto l’amore.
Patch Adams.
Romanticismo è ciò
che tocca la sensibilità
e invita all’emozione.
Atsuro Tayama.
Solo una persona matura
può dare,
perché solo una persona matura
può avere.
Osho
Le fantasie erotiche sono
un naturale fenomeno
psicologico universale,
simile ai sogni.
Dott.ssa Wendy Maltz
Le donne hanno bisogno
di sentirsi irresistibili
per voler fare sesso.
Dott.ssa Leigh Norén
Per ogni sbaglio,
c’è un abbraccio.
Fabrizio Carama.
Di tutte le buone azioni
la più bella è, senza dubbio,
quella di nascondere
i propri meriti.
Alphonse Karr.
Lo stile è l’impronta
di ciò che si è,
in ciò che si fa.
René Daumal.
Anything you do,
do it with style.
Qualunque cosa tu faccia,
falla con stile.
Abbi buona cura
del tuo corpo:
è l’unico posto
in cui devi vivere.
Jim Rohn.
da QUORA
Che fine fanno i soldi che si danno alla Chiesa?
Scrive Luca Lombardi, corrispondente di QUORA
Che fine fanno i soldi che si danno alla Chiesa? Ce lo racconta un sacerdote cattolico, intervistato dal giornalista Emiliano Fittipaldi, in un ristorante:
Inforchettato il primo gambero, il sacerdote più anziano, quello che non avevo mai incontrato prima, va al sodo. “Devi scrivere un libro. Devi scriverlo anche per Francesco. Che deve sapere.
Deve sapere che la Fondazione del Bambin Gesù, nata per raccogliere le offerte per i piccoli malati, ha pagato parte dei lavori fatti nella nuova casa del cardinale Tarcisio Bertone.
Deve sapere che il Vaticano possiede case, a Roma, che valgono quattro miliardi di euro. Ecco. Dentro non ci sono rifugiati, come vorrebbe il papa, ma un sacco di raccomandati e vip che pagano affitti ridicoli.
“Francesco deve sapere che le fondazioni intitolate a Ratzinger e a Wojtyla hanno incassato talmente tanti soldi che ormai conservano in banca oltre 15 milioni.
Deve sapere che le offerte che i suoi fedeli gli regalano ogni anno attraverso l’Obolo di San Pietro non vengono spese per i più poveri, ma ammucchiate su conti e investimenti che oggi valgono quasi 400 milioni di euro.
Deve sapere che quando prendono qualcosa dall’Obolo, i monsignori lo fanno per le esigenze della curia romana.
“Deve sapere che lo Ior ( Istituto per le Opere di Religione = Banca del Vaticano) ha quattro fondi di beneficenza avari come Arpagone: nonostante l’istituto vaticano produca utili per decine di milioni, il fondo per opere missionarie ha regalato quest’anno la miseria di 17 mila euro. Per tutto il mondo!
Deve sapere che lo Ior non è stato ancora ripulito e che dentro il torrione si nascondono ancora clienti abusivi, gentaglia indagata in Italia per reati gravi.
Deve sapere che il Vaticano non ha mai dato ai vostri investigatori della Banca d’Italia la lista di chi è scappato con il bottino all’estero. Nonostante noi l’avessimo promesso.
Deve sapere che per fare un santo, per diventare beati, bisogna pagare. Già, sborsare denaro. I cacciatori di miracoli sono costosi, sono avvocati, vogliono centinaia di migliaia di euro. Ho le prove.
“Deve sapere che l’uomo che lui stesso ha scelto per rimettere a posto le nostre finanze, il cardinale George Pell, in Australia è finito in un’inchiesta del governo sulla pedofilia, alcuni testimoni lo definiscono ‘sociopatico’. E in Italia nessuno scrive niente. Deve sapere che Pell ha speso per lui e i suoi amici, tra stipendi e vestiti su misura, mezzo milione di euro in sei mesi.
“Francesco deve sapere che la società di revisione americana che qualcuno di noi ha chiamato per controllare i conti vaticani ha pagato a settembre 2015 una multa da 15 milioni per aver ammorbidito i report di una banca inglese che faceva transazioni illegali in Iran.
Deve sapere che la Santa Sede per guadagnare più soldi ha distribuito tesserini speciali a mezza Roma: oggi vendiamo benzina, sigarette e vestiti tax free, incassando 60 milioni l’anno.
“Deve sapere che non è solo Bertone che vive in trecento metri quadrati, ma ci sono un mucchio di cardinali che vivono in appartamenti da quattrocento, cinquecento, seicento metri quadrati. Più attico e terrazzo panoramico.
Deve sapere che il presidente dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), Domenico Calcagno, si è fatto un “buen retiro” in una tenuta della Santa Sede in mezzo al verde, facendo aprire una società di comodo a suoi lontani parenti.
Deve sapere che il moralizzatore Carlo Maria Viganò, l’eroe protagonista dello scandalo Vatileaks, è in causa con il fratello sacerdote che lo accusa di avergli fregato milioni dell’eredità.
Deve sapere che Bertone ha preso a noleggio un elicottero costato 24 mila euro per andare da Roma in Basilicata.
Deve sapere che il Bambin Gesù controlla allo Ior un patrimonio pazzesco da 427 milioni di euro, e che il Vaticano ha investito pure in azioni della Exxon e della Dow Chemical, multinazionali che inquinano e avvelenano.
Deve sapere che l’ospedale di Padre Pio ha trentasette tra palazzi e immobili, e che oggi hanno un valore stimato in 190 milioni di euro.
Deve sapere che i salesiani investono in società in Lussemburgo, i francescani in Svizzera, che diocesi all’estero hanno comprato società proprietarie di televisioni porno.
Deve sapere che un vescovo in Germania ha scialacquato 31 milioni per restaurare la sua residenza, e che una volta beccato è stato promosso con un incarico a Roma.
Francesco deve sapere un sacco di cose. Cose che non sa, perché nessuno gliele dice.”
Il monsignore posa la forchetta e si pulisce la bocca con il tovagliolo. Il prete che conosco bene gli versa un po’ di vino nel bicchiere, un Sacrisassi Le Due Terre. Il canuto reverendo alza il calice, strizza un occhio per osservare con attenzione il colore giallo paglierino attraverso il cristallo, beve due lunghi sorsi, poi sorride.
“Qui fuori c’è parcheggiata una macchina piena di documenti. Dello Ior, dell’Apsa, dei dicasteri, dei revisori dei conti chiamati dalla commissione referente, la Cosea.
È per questo che ho chiesto che lei venisse in auto. Non ce la farebbe a portarli via in motorino.”
Si alza di scatto. “A proposito, noi non abbiamo contanti. Stavolta il ristorante lo paga lei?”.
(dal libro di Emiliano Fittipaldi, Avarizia, Milano, 2015)