Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero3133.

 

da  QUORA

 

Per quale motivo gli Ebrei sono stati e sono il popolo più perseguitato della storia?

 

Scrive Francesco Andreoli Sussex, corrispondente di QUORA

 

3.000 anni fa, gli ebrei erano un popolo minuscolo, circondato da decine di altri popoli, che vivevano in un paese esteso quanto per es. la Lombardia, con una cultura copiata da tutti i popoli circostanti, con una storia molto simile a quella di ogni altro popolo. Come loro Dio avevano scelto YHWH, un Dio onnipotente, esclusivo, unico, che domina tutto, spiegando tutte le avversità della vita come una punizione inflitta da YHWH per non aver obbedito ai suoi comandamenti. Disse loro di sterminare i popoli che vivevano in Canaan e di conquistare il loro paese, perché facevano cose orribili come sacrificare bambini a Baal/Moloch, cosa che YHWH proibisce… Successivamente la loro terra fu conquistata dai Romani e gli ebrei si dispersero in tutto l’impero.

All’imperatore Costantino piacque l’idea di un unico Dio, e radunò tutti i teologi dell’impero Romano al Concilio di Nicea nel 325 d.C. per creare una nuova religione che unificasse tutti i popoli per evitare litigi (il mio Dio è migliore del tuo.. come le squadre di calcio) fondendo tutte le credenze esistenti.

I contatti con l’india portarono all’introduzione di concetti buddisti come “Se ti colpiscono su una guancia, porgi l’altra”… “se ti chiedono la tunica devi dare anche il mantello…” e “le tasse devono essere pagate”.

Dall’induismo presero l’idea di lavare via i peccati con un bagno nel fiume.

I celti avevano l’abitudine di sacrificare persone per ottenere la remissione dei peccati da Dio… e lì hai l’idea di un uomo sulla croce… sacrificato per l’assoluzione dei nostri peccati…

Dall’antica Grecia importarono il concetto di nascita verginale.

Dall’antica mitologia egizia importarono l’immagine di Iside, trasformandola in Maria col Bambino… il concetto di Peccato Originale ecc.

Il Dio protettore di Roma.. il Sol Invictus, fu trasformato in Gesù Cristo. Crearono una religione in cui le decisioni delle autorità dovevano essere accettate totalmente, che predicava che “gli oppressi devono sottomettersi volontariamente con entusiasmo ai loro oppressori” perché i mansueti avrebbero ottenuto giustizia “dopo la loro morte”…

Poiché il concetto filosofico secondo cui c’è UN SOLO DIO che pervade l’universo è troppo remoto per le masse, tutti gli altri Dei furono trasformati in Santi Patroni delle professioni e protettori contro le malattie per rassicurare la popolazione e darle qualcosa di umano con cui relazionarsi. L’Egiziano Osiride fu trasformato in Sant’Onofrio, Marte divenne San Martino. Helios divenne Sant’ Elia, ecc. ecc.

Naturalmente, gli ebrei rifiutarono questa religione guazzabuglio che NON AVEVA NULLA A CHE FARE con la Torah, e iniziarono a essere perseguitati.

La religione creata da Costantino e imposta da Teodosio, era però stata studiata unicamente per i cittadini dell’impero romano. Gli imperatori non erano assolutamente interessati a quello che succedeva fuori dall’impero. Abbiamo documenti che ci provano che l’imperatore cinese aveva sentito parlare dell’impero romano e della religione che vi si praticava, e scrisse chiedendo l’invio di missionari in Cina per far conosce la religione cristiana. La risposta fu chiara e netta. Le autorità religiose cristiane non erano assolutamente interessate ad esportare il Cristianesimo.

Gli ebrei che erano migrati fuori dall’impero romano, per esempio in Cina e in India NON furono perseguitati….

La situazione proseguì per secoli senza cambiare, finché un cammelliere arabo cominciò a predicare la propria religione, totalmente copiata dall’Ebraismo, e raccolse un certo numero di seguaci. Finché alla Mecca i suoi seguaci erano una piccola minoranza, predicava la tolleranza per reclamare uno spazio per la propria religione, ma dopo la fuga e la conquista della Medina, iniziò una campagna di conquista ed egli decise che la religione da lui creata dovesse essere imposta con la forza a tutto il mondo.

Ovviamente, dove arrivarono le truppe di Maometto, iniziarono le persecuzioni antiebraiche…

Numero3129.

 

da  QUORA:

 

Quali sono i principi dello Stoicismo che tutti dovrebbero conoscere per vivere meglio?

 

Scrive Lola, corrispondente di QUORA.

 

S T O I C I S M O

 

Lo stoicismo è una corrente filosofica e spirituale, di impronta razionale, panteista, determinista e dogmatica, con un forte orientamento etico e tendenzialmente ottimista, fondata intorno al 300 a.C. ad Atene da Zenone di Cizio.

Era la filosofia dominante nei mondi romano e greco fino a quando la religione cristiana prese il controllo circa 500 anni dopo.

I tre filosofi stoici più famosi sono Seneca, un politico, Epitteto, uno schiavo e Marco Aurelio, un imperatore romano.

I concetti principali dello stoicismo sono:

  • Concentrarsi su ciò che si può cambiare. Focalizzarsi su quello per cui non si ha potere è controproducente, perché rende infelici, dato che si sta cercando di ottenere qualcosa che non dipende da se stessi e dal proprio impegno;
  • Trattare ogni problema come un’opportunità. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha scritto sul concetto di amor fati, ovvero l’amore per il destino, per cui si accetta ciò che accade nella vita e si amano anche le esperienze negative, perché ciò che non uccide rende più forte.
  • Non temere la morte;
  • Vivere in accordo alla natura. Gli esseri umani sono diversi dagli animali, perciò devono vivere seguendo la razionalità;
  • Non inseguire il piacere, ma la razionalità;
  • La propria percezione è tutto. “Ciò che veramente ci spaventa e ci sgomenta non sono gli eventi esterni stessi, ma il modo in cui pensiamo a loro. Non sono le cose che ci disturbano, ma la nostra interpretazione del loro significato.” dice Epitteto;
  • Fidarsi di se stessi;
  • Parlare poco. “La maggior parte delle cose che diciamo e facciamo non sono necessarie; chi le eliminerà dalla sua vita sarà più tranquillo e senza turbamento.”  dice Marco Aurelio;
  • Non vergognarsi di chiedere aiuto;
  • Uccidere il proprio ego;
  • “Bastano poche cose per essere felici: agire al momento opportuno secondo ragione e giustizia, con impegno, energia e buona disposizione, senza distrarsi e mantenendo il proprio demone interiore sempre integro e puro, come se ad ogni momento si dovesse restituirlo; non aspettarsi mai nulla e a nulla mai sfuggire, tutto accettando e facendo in armonia con la natura, e avere la forza e il coraggio di dire sempre quello che si pensa. Se segui queste semplici regole, nessuno potrà impedirti di vivere felice”. dice Marco Aurelio.

Il perfetto stoico.

 

STOICO vuol dire: impassibile, imperturbabile, spassionato, distaccato, sereno, filosofico, eroico, coraggioso, fermo, imperterrito.

IL SUO CONTRARIO: pauroso, impressionabile, debole, vulnerabile, vile.

 

Gli stoici dividevano la filosofia in tre branche:

▪︎la logica, che si occupa del procedimento del conoscere e delle regole del pensare;

▪︎la fisica che si occupa dell’oggetto del conoscere;

▪︎l’etica che si occupa della condotta conforme alla nostra natura razionale.

I principi fondamentali sono:

▪︎L’ETICA DELLA LIBERTÀ

L’essere umano ha al suo interno una stessa struttura, ovvero l’anima, che gli consente di vivere secondo ragione e in modo virtuoso. La felicità per gli stoici si identifica con il vivere in maniera libera.

Per gli stoici la libertà si identifica con il dovere: accettare che il divenire fisico avviene in un determinato modo, poiché la natura è retta da un ordine razionale contro il quale non si può andare.

▪︎RAGIONI E PASSIONI

L’uomo spesso e volentieri compie delle azioni che si connotano come irrazionali, poiché nell’uomo sono presenti le passioni che ostacolano il potere della ragione. E’ una morale che tende a prospettare un continuo prevalere della ragione sulle passioni.

▪︎COSMOPOLITISMO

Ogni individuo è cittadino del mondo e deve esercitare i suoi valori in ogni contesto geografico.

▪︎LO SCHIAVO E LA FIGURA FEMMINILE

Secondo gli stoici, tutti gli esseri umani possono partecipare alla Ragione che siano loro schiavi o donne senza pregiudizi di inferiorità.

Anche se la donna viene considerata alla pari dell’uomo non sono ammesse alla scuola degli stoici.

▪︎LA TEORIA DELLA CONOSCENZA

Gli stoici ritengono che l’origine della conoscenza sia l’esperienza e che il primo momento del processo conoscitivo sia costituito dalle sensazioni, prodotte dall’impatto dei dati dell’esperienza sensibile sulla nostra mente. Le sensazioni producono in noi delle immagini mentali corrispondenti alle cose che noi percepiamo.

 

Scrive Rose Bazzoli, corrispondente di QUORA.

 

Quando una persona sopporta coraggiosamente sofferenze e disagi, si dice che abbia una spirito stoico. Anche se ha padronanza di sé e autocontrollo, tenendo a freno le passioni ed essendo libera dalle ansietà che vengono dal perseguire la ricchezza e il successo, libera anche dal timore del giudizio altrui.

La più grande lezione pratica che ci viene da questa scuola filosofica dunque è che si può essere felici anche nelle circostanze più avverse, poiché la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile, ci dà serenità.

Oggi va di moda la parola resilienza, cioè la forza psicologica necessaria per affrontare al meglio le avversità della vita.

L’imperatore romano e uno dei maggiori esponenti dello stoicismo, Marco Aurelio, scrisse: “Inizia ogni giorno dicendoti: oggi incontrerò interferenze, ingratitudine, insolenza, slealtà, indisponibilità ed egoismo… “

Perché dovremmo iniziare la giornata con questo pensiero apparentemente negativo? Perché è così che ci prepariamo mentalmente e non soccombiamo alle aspettative irreali. Non è essere pessimisti; significa solo che siamo realisti e vogliamo essere preparati a ciò che potrebbe accadere. Anche perché una parte degli avvenimenti sfuggirà al nostro controllo, ma noi faremo la nostra parte, senza farci scoraggiare dal risultato.

Un grande aiuto è saper mettere le cose in prospettiva e rendersi conto che le cose non sono importanti quanto sembrano.

Quello stoico è un ideale di saggezza e moderazione molto lontano dall’arrivismo, dalla mania del successo e dell’apparire, dal materialismo e consumismo a oltranza che regnano nel nostro tempo.

Un ideale, per conto mio, da perseguire.

 

 

Numero3128.

da  QUORA

 

Perché è facile per le donne attirare molti uomini,

ma non per un uomo attirare molte donne?

 

Scriva Valter Viglietti, corrispondente di QUORA

 

Perché, prima di tutto, maschi e femmine hanno strategie riproduttive diverse:

  • Maschi: fanno sesso sempre e comunque, specialmente con femmine giovani e attraenti.
  • Femmine: fanno sesso solo con maschi di alta qualità, e/o dotati di buone risorse o che le aiutino a crescere i piccoli.

Quindi i maschi hanno una strategia quantitativa (più ce n’è, meglio è), mentre le femmine una qualitativa (pochi ma buoni). Questo produce i comportamenti che sappiamo: i maschi più disponibili, le femmine più selettive.

Ne consegue che, come indicato nella domanda, è nell’ordine naturale delle cose che una femmina abbia potenzialmente a disposizione molti uomini, ma un uomo trovi poche femmine disponibili.

Nonostante un gran parlare di parità, c’è un forte squilibrio nel desiderio fra uomini e donne.

In pratica possiamo dire che, in ambito relazionale, la donna ha più “valore di mercato” dell’uomo: come ogni mercato regolato da domanda e offerta, infatti, una donna è – mediamente – più desiderata, e detiene quindi maggior potere. In particolare, poiché l’uomo sente il bisogno di fare sesso più di quanto avvenga per la donna, questo dona alle donne un grande “potere sessuale”: possiedono una “merce” molto richiesta, che rende gli uomini dipendenti da loro.

Quanto questo squilibrio di valore sia notevole è dimostrato da analisi condotte da siti di incontri online: questi hanno mostrato come gli uomini trovino desiderabili l’80% delle donne, mentre le donne trovano attraenti solo il 20% degli uomini.

Questi fatti mostrano chiaramente come, in ambito relazionale, uomini e donne non operino affatto su un piano di parità, bensì le donne abbiano un deciso vantaggio.

Numero3127.

 

3  A F O R I S M I    D I    M A R K    T W A I N

 

L’uomo farà molte cose

per farsi amare,

ma farà di tutto

per farsi invidiare.

 

La paura della morte

deriva dalla paura della vita.

Un uomo che vive pienamente

è pronto a morire

in qualsiasi momento.

 

Poche cose sono più

difficili da sopportare

del fastidio

di un buon esempio.