da QUORA
Scrive Antonio Gala, corrispondente di QUORA
C H E C O S’ È L’ A M O R E ?
L’amore è un’amicizia,
con momenti erotici.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
da QUORA
Scrive Antonio Gala, corrispondente di QUORA
C H E C O S’ È L’ A M O R E ?
L’amore è un’amicizia,
con momenti erotici.
da QUORA
Scrive Riccardo Maggio, corrispondente di QUORA
Quali sono i comportamenti di persone sicure di sé?
da QUORA
Scrive Boris Baruffa, corrispondente di QUORA
Gli SMARTPHONE spariranno presto?
Il futurologo Ray Kurzweil ha predetto il nostro futuro da cyborg già da molto tempo.
CYBORG = Contrazione di cybernetic organism: tale concetto si riferisce a “esseri viventi che hanno acquisito abilità potenziate grazie all’innesto di componenti artificiali o all’integrazione di tecnologie cibernetiche”.
Lo smartphone sparirà, prima di quanto pensi. E il mondo non sarà più lo stesso.
Articolo del 4/9/2019
Un giorno, non troppo presto – ma comunque prima di quanto pensiate – lo smartphone sparirà completamente, allo stesso modo con cui, prima di lui, lo hanno fatto i cerca persone e i fax.
State tranquilli: manca ancora probabilmente almeno un decennio a qualsiasi tipo di significativo crollo dello smartphone.
(E se saremo tutti cyborg entro il 2027, mi rimangio volentieri le parole. Ammesso che ancora mangeremo).
Eppure, pezzo per pezzo, le basi per la scomparsa dello smartphone sono in costruzione.
E i “muratori” sono Elon Musk, Microsoft, Facebook, Amazon, e un numero incalcolabile di start-up che hanno ancora un ruolo da svolgere.
E il colpevole sarà l’intelligenza artificiale.
E lasciatemelo dire: quando e se lo smartphone morirà davvero, allora il mondo non sarà più come prima.
Non solo in termini di prodotti individuali, ma in termini di come viviamo realmente le nostre vite quotidiane e forse in termini della stessa umanità.
Per il filosofo tedesco Max Horkheimer la Ragione umana è ridotta a mezzo per raggiungere fini di cui essa stessa non sa più nulla.
L’affermazione dello studioso, morto nel 1973, oggi è più attuale che mai dato che le nazioni più avanzate del pianeta sono alle prese con un fenomeno sempre più evidente: uno sviluppo tecnologico impetuoso che sta spingendo l’umanità verso territori inesplorati.
Questo risulta particolarmente evidente nel campo dell’intelligenza artificiale (AI) che solleva forti dubbi addirittura sul ruolo che l’uomo potrà avere nelle società del futuro…
da QUORA
Scrive Graziano Marceddu, corrispondente di QUORA
Si…Dio esiste perché esiste l’Uomo.
Un essere senziente ha decretato che esiste Dio e Dio è fatto esistere in quanto creatore di tale essere.
La fede nella ricerca di un essere superiore è sempre stata la base del Credo, serve a dare una risposta a ciò che ancora non sappiamo spiegare…
N.d.R.:
Non è Dio che ha creato l’uomo,
ma è l’uomo che ha creato Dio.
I N A M O R E
Molti dicono che in amore
vince chi fugge, altri
che vince chi aspetta.
Io dico che in amore
vince semplicemente chi ama
e, anche se non è corrisposto,
è pur sempre un vincitore,
perché amare è la cosa
più nobile che l’uomo possa fare.
Susanna Tamaro.
Ho imparato che non posso
esigere l’amore di nessuna.
Posso solo darle buone ragioni
per apprezzarmi ed aspettare
che la vita faccia il resto.
William Shakespeare.
L O S P R E C O D E L L A V I T A
Lo spreco della vita
si trova nell’amore
che non si è saputo dare,
nell’egoistica prudenza
che ci ha impedito di rischiare
e che, evitando un dispiacere,
ci ha fatto mancare la felicità.
Oscar Wilde.
N.d.R.:
Lo spreco della vita
si trova nell’amore
che non si è potuto dare.
da QUORA
Scrive Linus, corrispondente di QUORA
P E N S A C I B E N E
La nonna diceva:
– Non ti fa male la schiena, ma il peso che porti addosso.
– Non ti fanno male gli occhi, ma l’ingiustizia o quello che ti tocca vedere.
– Non ti fa male la testa, ma i pensieri che porti dentro.
– Non ti fa male il collo, ma quello che non esprimi o quello che non dici.
– Non ti fa male lo stomaco, ma ciò che non digerisce la tua anima.
– Non ti fa male il fegato, ma la rabbia che porti addosso.
– Non ti fa male il cuore, ma l’assenza di amore. Sai che l’amore è la medicina più potente.
da QUORA
Scrive Mihaela Claudia Puscas. corrispondente di QUORA
C O N S I G L I D I M A T U R I T A’
1. SMETTI DI DIRE TUTTO A TUTTI
La maggior parte delle persone non se ne preoccupa, e alcune segretamente vogliono che tu fallisca.
2. SCEGLI I TUOI AMICI CON SAGGEZZA
Il modo più veloce per migliorare è circondarti di persone migliori.
3. NON ASPETTARTI NIENTE, APPREZZA TUTTO
Sii grato per le piccole cose nella tua vita per trovare la pace interiore.
4. FAI DEL TUO MEGLIO E ABBI FIDUCIA NEL PROCESSO
Più lavori sodo, più sarai fortunato.
5. CONTROLLA TE STESSO, NON GLI ALTRI
Controllare gli altri è forza.
Controllare te stesso è vero potere.
6. IMPARA A REAGIRE DI MENO
Quando controlli la tua reazione, nessuno può manipolarti.
da QUORA
Scrive Richard Reese, corrispondente di QUORA
Quali sono le abitudini peggiori
da evitare in una relazione.
Una relazione sana richiede impegno, rispetto e comunicazione. Tuttavia, alcune abitudini possono danneggiare il rapporto e creare tensioni. Ecco le peggiori da evitare:
1. Comunicazione Tossica
2. Mancanza di Ascolto Attivo
3. Essere Eccessivamente Critici o Giudicanti
4. Neglect o Disattenzione Affettiva
5. Gelosia eccessiva o Possessività
6. Mancanza di Compromessi
7. Non Chiedere Scusa Quando Serve
8. Trascurare la Crescita Individuale
9. Risentimento Accumulato
10. Bugie o Mancanza di Trasparenza
Come Migliorare?
Evitando queste abitudini negative, è possibile costruire una relazione più forte, armoniosa e soddisfacente. 💕
Cosa provoca la mancanza
di attività sessuale?
La mancanza di rapporti sessuali può avere vari effetti, sia fisici che psicologici. Ecco alcuni dei principali:
In generale, è importante mantenere una comunicazione aperta con il partner e considerare il proprio benessere emotivo e fisico. Se la mancanza di rapporti sessuali è una fonte di preoccupazione, potrebbe essere utile consultare un professionista della salute.
L A F E D E
La fede è un dono
che trasmette certezze.
DEDICATO ALLA MIA CARA AMICA GIULIANA
da QUORA
Scrive Enrico, corrispondente di QUORA
I L C R I S T O V E L A T O
Il Cristo velato è una scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino, conservata nella cappella Sansevero di Napoli ed è stata realizzata nel 1753.
Raimondo di Sangro fu il committente di quest’opera, che originariamente doveva essere collocata nel mausoleo di famiglia sottostante la Cappella, vano che oggi ospita le Macchine anatomiche. Un piastrone di pietra indica oggi il punto preciso dove la statua avrebbe dovuto essere posta. L’incarico di eseguire il Cristo velato fu in un primo momento affidato allo scultore Antonio Corradini; tuttavia, deceduto da lì a breve, questi fece in tempo a realizzare solo un bozzetto in terracotta oggi al museo nazionale di San Martino. L’incarico passò così a Giuseppe Sanmartino, a cui venne chiesto di produrre «una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua».
Sanmartino realizzò quindi un’opera dove il Cristo morto, sdraiato su un materasso, viene ricoperto da un velo che aderisce perfettamente alle sue forme. La maestria dello scultore napoletano sta nell’esser riuscito a trasmettere la sofferenza che il Cristo ha provato, attraverso la composizione del velo, dal quale si intravedono i segni sul viso e sul corpo del martirio subito. Ai piedi della scultura, infine, l’artista scolpisce anche gli strumenti del suddetto supplizio: la corona di spine, una tenaglia e dei chiodi.
Matilde Serao, grande ammiratrice della scultura, ci restituisce una descrizione assai vivida del Cristo:
«Sopra un largo piedistallo è disteso un materasso marmoreo; sopra questo letto gelato e funebre giace il Cristo morto. È grande quanto un uomo, un uomo vigoroso e forte, nella pienezza dell’età. Giace lungo disteso, abbandonato, spento: i piedi dritti, rigidi, uniti, le ginocchia sollevate lievemente, le reni sprofondate, il petto gonfio, il collo stecchito, la testa sollevata sui cuscini, ma piegata sul lato dritto, le mani prosciolte. I capelli sono arruffati, quasi madidi del sudore dell’agonia. Gli occhi socchiusi, alle cui palpebre tremolano ancora le ultime e più dolorose lagrime. In fondo, sul materasso sono gettati, con una spezzatura artistica, gli attributi della Passione, la corona di spine, i chiodi, la spugna imbevuta di fiele, il martello […] E più nulla. Cioè no: sul Cristo morto, su quel corpo bello ma straziato, una religiosa e delicata pietà, ha gettato un lenzuolo dalle pieghe morbide e trasparenti, che vela senza nascondere, che non cela la piaga ma la mostra, che non copre lo spasimo ma lo addolcisce»
La firma dello scultore, infine, è apposta sul retro del piedistallo, sotto il materasso: «Joseph Sanmartino, Neap., fecit, 1753».
Guardate il velo che lo ricopre. Dà i brividi vero? È così morbido e realistico che non sembra possibile che sia fatto di marmo. Sembra addirittura che il lenzuolo si muova, come sospinto da un lieve soffio di vento. O da un respiro. Per secoli si credette che la sua incredibile trasparenza fosse opera dei poteri di Raimondo Di Sangro (nobiluomo , aristocratico campano che si dedicò tutta la vita a studi di alchimia), il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo che si sarebbe marmorizzato attraverso un processo alchemico.
Adesso osservate il corpo di Cristo. È disteso su un materasso marmoreo, le ginocchia contratte, scavate dalla fatica e dal dolore, la testa sollevata sui cuscini, gli occhi socchiusi. Se guardate con attenzione, vedrete delle lacrime che tremolano sulle sue palpebre. Io ogni volta che la osservo provo un senso di commozione. E ho visto persone piangere e inginocchiarsi davanti a questa statua. Perché in questa scultura c’è tutta la sofferenza dell’uomo umiliato, percosso e trafitto.
Se però lo osservate con più attenzione, noterete un dettaglio che a molti sfugge. Sulla tempia di Cristo vedrete una vena che sembra ancora pulsare. E guardate i suoi arti. Sembrano ancora contratti, come se potessero muoversi da un momento all’altro. Perché? Perché quest’incredibile scultura non raffigura, come molti credono, un uomo morente, che ha appena esalato il suo ultimo respiro, ma un uomo che è sul punto di risvegliarsi e di emetterne uno nuovo: quello della rinascita dopo la morte!
Il Cristo Velato racchiude un messaggio di speranza e di riscatto, è il simbolo della rinascita alla quale l’anima, dopo aver attraversato la sofferenza (simboleggiata dalla Croce), può aspirare. Ed ecco anche perché il Cristo è velato. Il velo nasconde i misteri dell’esistenza agli occhi dei viventi. Cos’è la morte, sembra dirvi lo scultore, se non un leggerissimo velo, quasi impalpabile, che non attende altro che essere svelato?
R I F L E S S I O N I
“Il modo con cui gestisci le cose mi ispira ad essere una persona migliore”.
Questa frase dimostra non solo ammirazione, ma anche un profondo legame con i valori della persona a cui ti rivolgi.
Il filosofo stoico Seneca ci ricorda: “Insegnare è imparare due volte”.
Ispirare qualcuno significa, in un certo senso, condividere saggezza e virtù, rendere il mondo intorno a noi un posto migliore.
Quando lodi qualcuno rinforzi l’importanza di questo suo e tuo ruolo trasformativo.
Rifletti su come ti ha influenzato in modo positivo: è stato il suo esempio a motivarti a provare qualcosa di nuovo o a vedere il mondo in modo diverso.
Mettilo in chiaro dicendo: “Quando vedo quanto ti dedichi alle cose che contano per te, mi viene voglia di dedicarmi di più anch’io”.
Quando lodi una donna per i modi i cui risolve i problemi, metti in risalto una delle qualità fondamentali della sua personalità: la sua forza nell’azione.
“Sii sempre te stesso, soprattutto quando il mondo cerca di modellarti diversamente” diceva Seneca.
“La qualità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri e dalle persone con cui cerchi di condividerli” diceva Marco Aurelio
“Gli uomini non sono turbati dalle cose, ma dalla visione che hanno di esse” diceva Epitteto.
E V I T A N T E
Il partner “evitante” è il partner
che ha profondamente paura
del suo bisogno dell’altro
e, quindi, tenta di negarlo
svalutando e screditando la relazione.
A C C A N T O
Accanto è un posto
che si deve meritare
non pretendere.