Se facevo un errore, era mio.
Se trionfavo, ero io.
Scoprirsi capaci
delle cose più difficili
è un’esperienza liberatoria.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Se facevo un errore, era mio.
Se trionfavo, ero io.
Scoprirsi capaci
delle cose più difficili
è un’esperienza liberatoria.
R I F L E S S I O N E
Il mondo non sarà mai
dei cretini istruiti,
sarà, bensì, retaggio
dei saggi istruiti.
Non sembri una banalità,
perché la parola chiave,
quella che fa la differenza,
non è “cretini” o “saggi”,
ma, piuttosto, “istruiti”.
Di solito, un giovane
è più cretino che saggio;
di converso, un vecchio
è più saggio che cretino.
Comunque sia, la loro istruzione
sarà sempre discriminante.
Talvolta accade che un giovane,
cretino, abbia successo.
Se non sarà istruito, questo
successo sarà effimero,
perché dipende solo
dalla sua gioventù.
Ma, più spesso, un vecchio,
saggio, non avrà séguito,
pur essendo istruito,
perché non cercherà il successo,
gli basterà l’istruzione,
che sarà il premio a se stesso.
La sua “cultura di vita” è
il suo successo autoappagante.
Ma, in questo rinchiudersi
nella sua “turris eburnea”,
c’è un anello debole
nella catena di trasmissione
della cultura di un popolo, che
è una continua sedimentazione,
una stratificazione dei “saperi”
condivisi perché comunicati.
Un vecchio saggio non può
permettersi il lusso di portare
con sé, nella tomba, il “tesoro”
della sua cultura, cioè le conoscenze,
le sensibilità, le esperienze migliorative,
che hanno accompagnato il suo
personale percorso di vita.
Deve spargerlo ed espanderlo,
per condividerlo e metterlo
a disposizione degli altri,
se non di tutti, almeno di coloro
che ne sapranno cogliere la traccia.
Solo così, potrà ritagliarsi
una piccola fetta di eternità.
Triste quel discepolo
che non supera il maestro.
… e, come disse agli amici,
per vantarsi del proprio
efficiente strumento genitale,
un ruspante giovinotto:
“Questa è roba che va a ruba!
Non gli serve la pillola blu:
perché questa è tutta roba
come il pane casereccio,
è a lievitazione naturale!”.
Di cosa è fatta la vittoria? – chiese l’allievo.
Di molte sconfitte! – rispose il maestro.
Il successo è l’abilità di passare
da un fallimento all’altro,
senza perdere l’entusiasmo.
Winston Churchill.
Le persone che
progrediscono nella vita
sono quelle che si danno
da fare per trovare
le circostanze che
vogliono e, se non
le trovano, le creano.
G.B. Shaw.
Tra vent’anni, non sarete delusi
dalle cose che avete fatto,
ma da quelle che non avete fatto.
Allora, levate l’ancora,
abbandonate i porti sicuri,
catturate il vento
nelle vostre vele.
Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain.
Mia nonna mi ha detto
che la modestia è una qualità.
Ma si arriva lontano anche senza.
Che fine ha fatto la semplicità?
Sembriamo tutti messi
su un palcoscenico
e ci sentiamo tutti in dovere
di dare spettacolo.
Charles Hank Bukowski.
Non è la specie più forte
che sopravvive,
né la più intelligente,
ma quella più ricettiva
ai cambiamenti.
Charles Darwin.
…..e se la strada è in salita,
è solo perché sei destinato
ad arrivare in alto….
Non è importante essere alti,
ma essere all’altezza.
C’è un solo tipo di successo:
quello di fare della propria vita
ciò che si desidera.
Henry David Thoreau.
Ci sono due cose tragiche, nella vita.
La prima è quella di non riuscire
ad ottenere quello che si desidera.
La seconda è quella di ottenerlo.
E quest’ultima è, di gran lunga, la peggiore.