Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero3069.

 

da  QUORA

 

Scrive Lukas SCHWEKENDIEK, corrispondente di QUORA

 

I N S E G N A M E N T I    D I    V I T A

 

  1. Nessuno viene a salvarti – devi mettere in carreggiata la tua vita da solo. È tua responsabilità, di nessun altro.
  2. Il talento non conta molto – ti dà una mano, certo, ma non ti garantisce nulla. È il duro lavoro che fa la differenza.
  3. Il 99,999% delle persone non si preoccupa affatto di te – Non perché ti odiano, ma piuttosto perché ognuno di loro ha i propri problemi da risolvere.
  4. Niente è gratuito – tutto nella vita ha un prezzo, e devi pagarlo in anticipo prima di beneficiare dei risultati.
  5. Morirai – Mi dispiace, è inevitabile. Abituati all’idea, perché non si sa mai quando potrebbe accadere.
  6. Il 99% di tutte le persone che incontrerai sono false – la loro vita sul palco è molto diversa da quella che si svolge dietro le quinte.
  7. Il tuo passato è incastonato nella pietra – Non importa quanto ti preoccupi o ci pensi, non cambierà mai. Vai avanti.
  8. La vita non è una linea retta – In realtà, la vita è fatta di alti e bassi.
  9. Tutto cambia – Niente rimane lo stesso, i tuoi amici la tua vita, te stesso. Impara ad adattarti o sarai lasciato indietro.

Numero3067.

 

da  QUORA

 

Scrive Ari Fitriadin, corrispondente di QUORA

 

7 verità brutali che nessuno vuole ammettere.

 

1. Nessuno è interessato a quanto sia difficile la tua vita. Sei tu l’autore del tuo destino. Continuare a cercare la compassione del mondo esterno è inutile. Focalizzati sull’assumere il controllo delle tue circostanze, lavorando attivamente sulla vita che desideri.

2. Il perfezionismo è una forma di procrastinazione. È molto più utile e produttivo impegnarsi a fare una cosa 100 volte, anche se non perfettamente, che cercare di farla una sola volta al massimo delle tue capacità. La pratica costante, anche se non impeccabile, è ciò che crea maggior progresso. È la quantità che crea la qualità.

3. La ricerca della felicità è ciò che ti impedisce di essere felice? Non è una meta da raggiungere, è già dentro di te. È sempre lì, in sottofondo, in ogni momento. Devi solo imparare a sintonizzarti con essa, attraverso la consapevolezza del momento presente.

4. Puoi essere bravo quanto vuoi, ma se non ti applichi, non otterrai nulla. Conosco persone piene di talento che non riescono a emergere perché mancano di disciplina e dedizione. Hanno trent’anni e vivono ancora con i genitori. Passano le giornate davanti alla playstation. Si lamentano della loro sfortuna e non fanno nulla di più. Ma la vera causa del loro fallimento è la mancanza di impegno.

5. Conta ciò che fai, non ciò che dici di fare. Le tue azioni quotidiane riflettono i tuoi valori molto più di quanto non lo facciano le tue parole. Non fare il chiacchierone. Sii responsabile e allinea le tue parole ai tuoi comportamenti. Dimostra coerenza e integrità. Invece di parlare incessantemente di ciò che intendi fare, fai.

6. Non puoi cambiare il tuo passato e non puoi prevedere il tuo futuro. L’unico tempo che puoi controllare è adesso. Concentrati sempre sul presente, facendo scelte consapevoli che rispecchiano chi vuoi essere. La creazione avviene sempre qui ed ora.

7. Stai morendo. Dal momento in cui sei venuto al mondo, hai una sentenza di morte che grava su di te. Ogni istante che passa, ti avvicini inesorabilmente a quel momento. Non sei invincibile, quindi non sprecare il tempo che hai a disposizione. Ogni giorno è un dono, una possibilità di fare ciò che ami, di costruire ciò che desideri e di lasciare un segno nel mondo. Smettila di restare paralizzato e comincia a vivere.

Numero3066.

 

O S S I M O R I

 

C’è chi dice che ci vorrebbe un po’ di sana dittatura.

Come no, e magari anche un po’

  • di salubre malattia
  • di opulenta povertà
  • di sfacciata timidezza
  • di religioso ateismo
  • di fedifraga fedeltà

E, se avanza spazio, di lussuriosa castità…

Ecco, per l’appunto: tutto e il contrario di tutto,

così tutti sono contenti.

Numero3065.

 

da  QUORA

 

Scrive Enrico Umbro, corrispondente di QUORA.

 

O M O S E S S U A L I T A’

 

 

Ma perché la religione cristiana non ce l’ha con gli omosessuali, ma praticamente con tutti quelli che fanno sesso senza fini procreativi.

Solo che gli omosessuali ci rimangono più male, mentre agli altri veramente non frega nulla… ma niente proprio eh….

  • Fai sesso con uno del tuo genere? Peccatore
  • Fai sesso senza essere sposato? Peccatore
  • Fai sesso con qualcuno sposato con altri? Peccatore
  • Fai sesso con tua moglie/marito ma per fini ricreativi e non riproduttivi? Peccatore
  • Fai sesso orale? Peccatore
  • Fai sesso anale? Peccatore
  • Fai sesso masturbatorio al tuo partner? Peccatore
  • Fai sesso col preservativo? Peccatore
  • Fai sesso mentre prendi la pillola? Peccatore
  • Fai sesso con più persone? Peccatore
  • Fai sesso da solo? Peccatore
  • Guardi il sesso? Peccatore
  • Pensi al sesso? Peccatore
  • Sesso? Peccatore
  • So? Peccatore

Per la chiesa c’è poco da fare… siamo tutti peccatori e contravveniamo tutti al volere di Dio se assecondiamo le pulsioni sentimentali e sessuali.

C’è di buono che le cose cambiano: dopo qualche migliaio di anni si è deciso che non chiediamo più al padre nostro (nella preghiera “Padre nostro …”) di “non indurci in tentazione” ma di “non abbandonarci alle tentazioni”.

Hai visto mai che tra qualche altro migliaio di anni esca fuori un “lasciaci amare chi vogliamo”?

 

 

Numero3061.

 

9    “DOTAZIONI”   PER   LA   VECCHIAIA.

 

1    Mente acuta.

2    Buona salute fisica.

3    Hobby e interessi.

4    Apprendimento continuo.

5    Stabilità finanziaria.

6    Mentalità aperta.

7    Forti connessioni sociali.

8    Comunicazioni e rapporti familiari.

9    Vivere con uno scopo.

Numero3059.

 

E P I T T E T O      (50 – 130 d. C.)    Filosofo stoico.

 

1    Chiunque riesce

a farti arrabbiare,

diventa il tuo padrone.

 

2    L’uomo non è preoccupato

dai veri problemi, tanto quanto

dalle sue ansie immaginarie

riguardo ai problemi reali.

 

3    Le persone meschine

addossano le colpe agli altri,

le persone comuni

si accusano da sole,

i saggi vedono ogni colpa

come pura follia.

 

4   La natura ha dato agli uomini

una sola lingua ma due orecchie,

in modo che possiamo ascoltare

gli altri il doppio di quanto parliamo.

 

5    Le persone sono frugali

nel proteggere i loro beni personali,

ma se si tratta di sprecare tempo,

sono le più sprecone di una cosa

di cui è giusto essere avari.

 

6    Non è quello che ti succede,

ma è come reagisci che conta.

 

7    La ricchezza consiste

non nell’avere grandi possedimenti,

ma nel possedere pochi desideri.

 

8    Non spiegare la tua filosofia,

incarnala.

 

9    La chiave è stare solo

con persone che ti elevano,

la cui presenza fa

venir fuori il meglio di te.

Numero3058.

 

S E N E C A      Lucio Anneo Seneca  (4 a.C. – 65 d.C.)     Filosofo stoico, drammaturgo e politico Romano.

 

1    Chi soffre prima del necessario

soffre più del necessario.

 

2    Se vuoi davvero evitare

le cose che ti infastidiscono,

quello di cui hai bisogno non è

di essere in un posto diverso,

ma di essere una persona diversa.

 

3    Fino a quando non abbiamo

iniziato a farne a meno,

non ci rendiamo conto di quanto

siano inutili molte cose.

Le abbiamo usate non perché

ne avessimo bisogno,

ma perché le avevamo.

 

4    Se un uomo non sa

verso quale porto è diretto,

nessun vento è favorevole.

 

5    Non è povero l’uomo

che ha troppo poco,

ma è l’uomo che brama di più

ad essere povero.

 

6    Mentre aspettiamo la vita,

la vita passa.

 

7    La vita è molto breve

e ansiosa per coloro che

dimenticano il passato,

trascurano il presente

e temono il futuro.

 

8    Non è che abbiamo poco tempo,

ma che ne sprechiamo buona parte.

 

9    Nessun uomo ha il potere

di avere tutto ciò che vuole,

ma è nel suo potere

non volere ciò che non ha,

e utilizzare con gioia ciò che ha.

 

10   Come è una storia,

così è la vita:

non quanto è lunga,

ma quanto è buona

è ciò che conta.

 

11   La vita, se ben vissuta

è abbastanza lunga.

 

12   Soffriamo più spesso

nell’immaginazione

che nella realtà.

 

13   Non soffriamo degli eventi

della nostra vita ma,

del nostro giudizio su di essi.

È la nostra attitudine verso gli eventi,

non gli eventi stessi,

che possiamo controllare.

Niente è di per sé funesto,

neanche la morte è terribile

se non ne abbiamo paura.

 

14   Se vivi in armonia con la natura,

non sarai mai povero.

Se vivi secondo ciò

che pensano gli altri,

non sarai mai ricco.

Numero3057.

 

M A R C O    A U R E L I O               (121 – 180 d. C.), Filosofo stoico, scrittore, Imperatore Romano.

 

1    Hai potere sulla tua mente,

non sugli eventi esterni.

Realizza questo e troverai la forza.

 

2    Tutti amiamo noi stessi,

più degli altri,

ma ci preoccupiamo più

della loro opinione che della nostra.

 

3    Le cose a cui pensi determinano

la qualità della tua mente.

 

4    Se non è giusto,

non farlo.

Se non è vero,

non dirlo.

 

5    Tutto quello che sentiamo

è un’opinione, non un fatto.

Tutto quello che vediamo

è una prospettiva, non la verità.

 

6    Più valorizziamo le cose

al di fuori del nostro controllo,

meno controllo abbiamo su di esse.

 

7    Il valore di una persona

è misurato dal valore

di ciò che egli valuta.

 

8    La libertà è garantita

non dalla realizzazione

dei desideri degli uomini,

ma dalla rimozione del desiderio.

 

9    La felicità della tua vita

dipende dalla qualità

dei tuoi pensieri.

 

10   La padronanza della lettura

e della scrittura

richiede un maestro.

Ancor di più la vita.

 

11   Sii tollerante con gli altri

e severo con te stesso.

 

12   La miglior vendetta è

essere diverso da colui

che ha commesso l’ingiustizia.

 

13   Chi teme la morte

non farà nulla di degno

di un uomo vivo.

 

14   Il più potente

è colui che ha

più potere su se stesso.

 

15   In nessun luogo

l’uomo può trovare

un rifugio più tranquillo

e meno disturbato

che nella sua anima.

 

 

Numero3056.

 

THE  WAGES  OF  SIN  IS  DEATH

 

IL  SALARIO  DEL  PECCATO  È  LA  MORTE.

 

Secondo questo capzioso sillogismo, la morte sarebbe la retribuzione che l’uomo merita (il prezzo che deve pagare) per essere caduto nel peccato di …. essere nato.

Ma si può distorcere il significato della vita umana con questa maldestra impostura?