…. ognuno col suo mondo,
ognuno diverso,
ognuno, in fondo, perso
dentro i fatti suoi….
Vasco Rossi Vita spericolata 1983.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
…. ognuno col suo mondo,
ognuno diverso,
ognuno, in fondo, perso
dentro i fatti suoi….
Vasco Rossi Vita spericolata 1983.
Non viviamo semplicemente nell’universo.
L’universo vive dentro di noi.
E U T A N A S I A
Comincio dal GIURAMENTO DI IPPOCRATE (Testo moderno):
Il giuramento, nella forma qui sotto riportata, è stato deliberato dal comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri il 13 giugno 2014. La versione precedente risaliva al 2006.
«Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:
|
Il termine eutanasia, che letteralmente vuol dire “buona morte” (dal greco eu, “bene”, e thànatos, “morte”), indica i trattamenti volti a procurare la morte di un individuo le cui condizioni di vita, in conseguenza di una patologia inguaribile, sono ritenute insopportabili, degradanti o lesive della sua dignità.
La vita può essere considerata un bene “disponibile” oppure “indisponibile” per l’uomo?
Qual è il confine fra cura ed “accanimento terapeutico”?
Il medico ha il dovere morale di curare sempre e comunque una persona libera e dotata di autodeterminazione?
Se è vero che il medico ha il dovere morale di curare un paziente, quest’ultimo, in base alla legge vigente in Italia, può decidere di accettare o meno un trattamento sanitario.
Il medico, in questo caso, ha solamente l’obbligo di informare il paziente in merito alle modalità di esecuzione delle terapie, ai benefici, agli effetti collaterali, oltre alla eventuale esistenza di valide alternative.
Occorre trovare un equilibrio che rispetti, da una parte, l’autonomia decisionale dell’individuo, che è espressione di libertà, dall’altra la facoltà di “imporre” le cure appropriate, laddove la ricerca medica lo consenta.
Se la bioetica cattolica afferma il principio della sacralità della vita, quella laica difende il principio della “qualità della vita”: essa ritiene, cioè, che l’uomo sia artefice della propria esistenza e che, quindi, competa a lui stabilire i criteri a cui ispirarsi per tutelarla dal punto di vista qualitativo.
Per la bioetica cattolica, la vita è un valore assoluto da difendere a prescindere dalle singole biografie.
Per la bioetica laica, la vita, di cui bisogna preservare la qualità, è quella individuale.
La bioetica cattolica rifiuta, in linea di principio, ogni intervento medico e tecnico che modifichi lo sviluppo naturale voluto da Dio.
La bioetica laica, invece, considerando la vita come un bene “disponibile” per l’uomo, ritiene che tali interventi siano leciti nel momento in cui venga meno un soddisfacente livello della qualità della vita. Secondo tale principio, il criterio fondamentale non è più l’obbedienza ad un dovere assoluto, ma è la considerazione del benessere degli individui coinvolti e/o del rispetto delle scelte individuali.
Infatti, siamo assolutamente certi che la vita sia sempre preferibile alla morte? Il dolore e la sofferenza che una persona sperimenta durante una malattia possono risultare incomprensibili a chi non li vive in prima persona..
Per la bioetica laica, quando un malato terminale è costretto, contro la propria volontà, a sopportare queste difficoltà, non è più possibile parlare di cura, ma esclusivamente di accanimento terapeutico.
Per un più ampio approfondimento di questo tema, invito il lettore a dedicare un po’ di tempo al Numero2067.
QUALE DELLE DUE OPZIONI ? Sondaggio di opinioni.
La vita
OPZIONE 1 : non è avere quello che vuoi,
ma volere quello che hai.
oppure
OPZIONE 2 : non è volere quello che hai,
ma avere quello che vuoi.
Ognuno esprima la propria preferenza scegliendo una delle due opzioni.
Rispondo all’amico Efrem pubblicando il suo contributo, prezioso e condiviso, a commento del Numero2067.
Ritenere che la morte
sia la fine della vita
è come credere che
l’orizzonte sia la fine del mare.
…. e commento, a mia volta: perfetta sintonia di pensiero.
Grazie e a presto sul campo da tennis.
Dopo aver ascoltato, su YOUTUBE, una bella canzone della mia gioventù, leggo, fra i tanti dello stesso tenore, un commento rilasciato da un utente:
“….che tempi! Non avevamo niente e avevamo tutto. Oggi i giovani hanno tutto ma, poverini, non hanno niente!”
8 P I E C E S O F W I S D O M T H A T C A N C H A N G E Y O U R L I F E.
1 – Words are powerfull, use them wisely.
2 – People come and go, but the right ones stay.
3 – You are doing enough, even if it doesn’t feel like it.
4 – Failure is when you don’t try.
5 – Random acts of kindness make everyone feel better.
6 – Live for to day, not for tomorrow.
7 – Never look back, there is nothing there for you.
8 – Overthinking kills happiness.
8 P E Z Z I D I S A G G E Z Z A C H E P O S S O N O C A M B I A R E L A T U A V I T A.
1 – Le parole sono potenti, usale con saggezza.
2 – Le persone vanno e vengono, ma quelle giuste rimangono.
3 – Stai facendo abbastanza, anche se non ti sembra.
4 – Il fallimento è quando non ci provi.
5 – Gli atti casuali di gentilezza fanno sentire tutti meglio.
6 – Vivi per oggi, non per domani.
7 – Non guardare mai indietro, lì non c’è niente per te.
8 – Il pensiero eccessivo uccide la felicità.
7 R U L E S O F L I F E.
1 – Make peace with your past, so it doesn’t affect the present.
2 – What others think of you is none of your business.
3 – Time heals almost everything, give it time.
4 – Don’t compare your life to others an don’t judge them: you have no idea what their journey is all about.
5 – It’s all right not to know all the answers. They will come to you when you least expect it.
6 – You are in charge of your happiness.
7 – Smile. You don’t own all the problems in the world.
7 R E G O L E D I V I T A.
1 – Fai pace con il tuo passato, in modo che non influenzi il presente.
2 – Quello che gli altri pensano di te non sono affari tuoi.
3 – Il tempo guarisce quasi tutto, dagli tempo.
4 – Non confrontare la tua vita con quella degli altri e non giudicarli: non hai idea di cosa sia il loro viaggio.
5 – Va bene non sapere tutte le risposte. Verranno da te quando meno te lo aspetti.
6 – Sei responsabile della tua felicità.
7 – Sorridi. Non possiedi tutti i problemi del mondo.
T H I N G S Y O U D O N’ T N E E D T O A P O L O G I Z E F O R.
01 – Loving someone.
02 – Saying no.
03 – Following your dream.
04 – Taking “me” time.
05 – Your priorities.
06 – Ending a toxing relationship.
07 – your imperfections.
08 – Standing your ground.
09 – Delay in your response.
10 – Telling the truth.
C O S E DI C U I N O N H A I B I S O G N O D I C H I E D E R E S C U S A.
01 – Amare qualcuno.
02 – Dire no.
03 – Seguire il tuo sogno.
04 – Prendere tempo “per te stesso”.
05 – Le tue priorità.
06 – Finire una relazione tossica.
07 – Le tue imperfezioni.
08 – Stare saldo sul tuo terreno.
09 – Ritardo nella tua risposta.
10 – Dire la verità.
L I F E I S A N E C H O.
What you send out – comes back.
What you sow – you reap.
What you give – you get.
What you see in others – exist in you.
Do not judge – so, you will not be judged.
Radiate and give love – and love will come back to you.
L A V I T A È U N’ E C O.
Quello che mandi – ritorna.
Quello che semini – raccogli.
Quello che dai – ottieni.
Quello che vedi negli altri – esiste in te.
Non giudicare – quindi non sarai giudicato.
Irradia e dai amore – e l’amore tornerà da te.
S H A K E S P E A R E S A I D ….
I always feel happy.. You know why?
Because I don’t expect anything from anyone.
Expectations always hurt. Life is short.
So love your life. Be happy. And keep smiling.
Just live for yourself and….
before you speak, listen.
Before you write, think.
Before you spend, earn.
Before you pray, forgive.
Before you hurt, feel.
Before you hate, love.
Before you quit, try.
Before you die, live.
S H A K E S P E A R E H A D E T T O…..
Mi sento sempre felice. Tu sai perché?
Perché non mi aspetto niente da nessuno.
Le aspettative fanno sempre male. La vita è breve.
Quindi, ama la tua vita. Sii felice. E continua a sorridere.
Vivi solo per te stesso e….
prima di parlare, ascolta.
Prima di scrivere, pensa.
Prima di spendere, guadagna.
Prima di pregare, perdona.
Prima di soffrire, senti.
Prima di odiare, ama.
Prima di mollare, prova.
Prima di morire, vivi.
B E L I K E A T R E E.
Be like a tree.
Stay grounded.
Connect with your roots.
Turn over a new leaf.
Bend before you break.
Enjoy your unique natural beauty.
Keep growing.
S I I C O M E U N A L B E R O
Sii come un albero.
Rimani con i piedi per terra.
Connettiti con le tue radici.
Trasformati in una nuova foglia.
Piegati prima di spezzarti.
Goditi la tua bellezza naturale unica.
Continua a crescere.
Segnalata da Alexis
Quello che mi ha sempre
sorpreso di più negli
uomini dell’Occidente,
è che perdono la salute
per fare i soldi
e poi perdono i soldi
per recuperare la salute.
Pensano tanto al futuro
che dimenticano di vivere
il presente, in maniera tale
che non riescono a vivere
né il presente né il futuro.
Vivono come se
non dovessero morire mai
e muoiono come se
non avessero mai vissuto.
Dalai Lama.
R I F L E S S I O N E
Il mondo non sarà mai
dei cretini istruiti,
sarà, bensì, retaggio
dei saggi istruiti.
Non sembri una banalità,
perché la parola chiave,
quella che fa la differenza,
non è “cretini” o “saggi”,
ma, piuttosto, “istruiti”.
Di solito, un giovane
è più cretino che saggio;
di converso, un vecchio
è più saggio che cretino.
Comunque sia, la loro istruzione
sarà sempre discriminante.
Talvolta accade che un giovane,
cretino, abbia successo.
Se non sarà istruito, questo
successo sarà effimero,
perché dipende solo
dalla sua gioventù.
Ma, più spesso, un vecchio,
saggio, non avrà séguito,
pur essendo istruito,
perché non cercherà il successo,
gli basterà l’istruzione,
che sarà il premio a se stesso.
La sua “cultura di vita” è
il suo successo autoappagante.
Ma, in questo rinchiudersi
nella sua “turris eburnea”,
c’è un anello debole
nella catena di trasmissione
della cultura di un popolo, che
è una continua sedimentazione,
una stratificazione dei “saperi”
condivisi perché comunicati.
Un vecchio saggio non può
permettersi il lusso di portare
con sé, nella tomba, il “tesoro”
della sua cultura, cioè le conoscenze,
le sensibilità, le esperienze migliorative,
che hanno accompagnato il suo
personale percorso di vita.
Deve spargerlo ed espanderlo,
per condividerlo e metterlo
a disposizione degli altri,
se non di tutti, almeno di coloro
che ne sapranno cogliere la traccia.
Solo così, potrà ritagliarsi
una piccola fetta di eternità.
Segnalata da mio nipote Stefano
D E T T O I N D I A N O
Una sera un anziano capo Cherokee
raccontò al nipote la battaglia
che avviene dentro di noi.
Gli disse: “Figlio mio, la battaglia è
fra due lupi che vivono dentro di noi.
Uno è infelicità, paura, preoccupazione,
gelosia, dispiacere, autocommiserazione,
rancore, senso d’inferiorità.
L’altro è felicità, amore, speranza,
serenità, gentilezza, generosità,
verità, compassione”.
…. Il piccolo ci pensò su un minuto,
poi chiese: “Quale lupo vince?”
L’anziano Cherokee rispose semplicemente:
“Quello a cui dai da mangiare”.