Comprenderai con il tempo
che il segno del passaggio
di una persona nella tua vita
non dipende proprio da quanto
ti è rimasta accanto, ma invece
da quanto ti ha lasciato dentro.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Comprenderai con il tempo
che il segno del passaggio
di una persona nella tua vita
non dipende proprio da quanto
ti è rimasta accanto, ma invece
da quanto ti ha lasciato dentro.
ARTE DI VIVERE 37 consigli/comportamenti
🔵 PREMESSA
Con questa Risposta intendo mostrare la mia visione sul tema generale dello sviluppo personale.
Apprendere, migliorarsi, crescere come persona e come componente di una comunità sono fattori determinanti per vivere una vita sana, serena, ricca, partecipe e produttiva per sé e per gli altri, nell’interesse proprio e di tutti, per migliorarsi e migliorare il mondo in cui viviamo.
Qui presento la cornice del quadro generale delle mie riflessioni su come realizzare un tale percorso di crescita personale continua.
Suggerisco, in particolare, 22 consigli a livello dei PENSIERI e 15 al livello delle AZIONI.
Per realizzare una crescita personale continua è consigliabile avviare un percorso di progressivo miglioramento della qualità delle percezioni, delle osservazioni, dell’apprendimento, delle comprensioni, delle interazioni, delle relazioni, delle comunicazioni, delle decisioni, delle azioni.
La via della crescita e del miglioramento personale (da realizzare con impegno, volontà, costanza e pazienza) può essere considerata al tempo stesso infinita, poiché non esiste un limite al miglioramento, ed indefinita, poiché non esiste uno specifico comportamento da ritenere migliore (sempre e in assoluto), ma esiste invece una gamma molto vasta di diverse modalità di comportamento possibili, fra le quali è importante saper individuare (scegliere) ed utilizzare di volta in volta quelle adeguate
Nella NOTA 1 trovi un approfondimento sulle specifiche capacità/competenze necessarie per realizzare la “crescita personale continua”.
Nella NOTA 2 puoi leggere una descrizione delle modalità pratiche-operative per attuare il ciclo continuo dell’apprendimento da utilizzare lungo questo percorso di crescita personale.
Andando ora direttamente alla descrizione del processo di crescita personale continua, evidenzio che – secondo me – esso deve essere contemporaneamente realizzato a due diversi livelli: nei pensieri e nelle azioni.
Vediamo qui di seguito i due livelli, cominciando dai “pensieri”.
22 CONSIGLI NEI PENSIERI
15 CONSIGLI NELLE AZIONI
CONCLUSIONE
La vita ci viene incontro come un tutto (contemporaneo ed integrato), nel quale non possiamo separare le cose che ci possono far comodo o piacere da quelle che possono arrecarci danno o dolore: dipende da noi saperla accogliere nel modo giusto, integrandoci con essa e migliorando noi stessi (e la società, se ci riusciamo) attraverso il nostro operare.
Pertanto, anche nell’eventuale applicazione concreta dei “consigli” qui indicati, tutto dipende da noi (come al solito) e dobbiamo convincerci che non esiste alcuna possibilità di “svicolare” (e cioè di eludere le situazioni di rischio in cui può metterci la nostra libertà di agire o non agire, di cooperare o di competere, di dire il vero o di mentire, di essere leali o traditori, ecc. ecc.) addossando a qualcuno o a qualcosa “lì fuori” le colpe e/o le responsabilità per i nostri comportamenti.
Tutto dipende da noi, e cioè dalle nostre aspettative, dalla valutazione che abbiamo di noi stessi, dai modelli mentali che ci siamo costruiti nel tempo, dall’approccio che abbiamo con la vita (e con il lavoro, in particolare), dal nostro eventuale “progetto di vita”.
Nessuno è perfetto, senza dubbio, ma ciò non deve limitarci, anzi dovrebbe spingerci ad attivarci (nel modo più convinto e determinato possibile) per rendere efficace la nostra capacità di gestire i problemi e per “vivere meglio” le diverse situazioni che la vita ci propone, in maniera spesso imperscrutabile, ma sempre accettabile, se riusciamo a creare in noi la forza, la chiarezza di visione e le capacità emotive e comportamentali necessarie per affrontare tali situazioni.
A tal riguardo, una “magica” poesia di Antonio Machado (Chant XXIX, Proverbios y cantares, Campos de Castilla, 1917) mi sembra che possa rappresentare in modo appropriato i concetti e le sensazioni cui desidero fare riferimento:
Viandante, sono le tue orme
il tuo cammino, e nulla più;
viandante, non c’è via,
la via si fa con l’andare.
Con l’andare si fa il cammino
e nel voltare indietro la vista
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.
Viandante, non c’è cammino,
ma solo scie nel mare.
La bellissima poesia di Machado esprime, come solo l’arte può fare, con poche parole e forti immagini, il seguente significato profondo: è l’uomo-osservatore-attore (il viandante) che necessariamente, con il suo vivere (i suoi stessi passi), genera – istante per istante – la realtà (il cammino) in cui vive e svolge le sue azioni (mette i suoi piedi), con un atto di creazione autonoma e personale.
Nessuno potrà dargli la mappa del territorio che sta esplorando, poiché non solo la mappa non esiste, ma perché è lo stesso territorio che si determina via via durante l’atto dell’esplorazione (la vita), momento per momento.
Deve essere, di conseguenza, abbandonata (definitivamente) la speranza di poter pervenire a sintesi panoramiche delle diverse situazioni e dei vari punti di vista in competizione, sintesi che solo illusoriamente possono consentire di pervenire a giudizi acontestuali e definitivi, tramite operazioni di distinzione fra permanente e transitorio, fra essenziale e secondario, fra vero e falso, fra giusto ed ingiusto, fra bello e brutto, ecc..
Il nuovo modo di comprensione dovrebbe essere, invece, basato sulla flessibilità del punto di vista, in un’opera di ricerca continua del punto di vista più pertinente in relazione al contesto in cui di volta in volta ci si trova ad agire in un certo particolare momento della propria storia individuale.
Diventano, pertanto, sempre più importanti: il dubbio, il rispetto dell’altro e dei diversi punti di vista in competizione, la considerazione attenta della variabilità (e della potenzialità dinamica di variabilità) dei contesti in cui ci si muove, la consapevolezza (e l’accettazione) che dei contesti stessi si ha sempre e soltanto una percezione personale, in modo da poter decidere quale sia (ogni volta) ed avviare – quindi – i propri passi, costruendo un cammino verso una possibile (sperabile) soluzione del problema che in quel momento si vuole risolvere, ricordando sempre il concetto fondamentale della cooperazione e cioè:
NOTA 1
Il problema del miglioramento personale, quindi, richiede delle specifiche capacità/competenze:
Le due capacità sono, evidentemente, strettamente connesse (ognuna – da sola – é condizione necessaria, ma non sufficiente per agire adeguatamente), poiché si fallirebbe sia se si possedesse soltanto la prima (e cioè una gamma sufficientemente ampia di comportamenti) senza essere – però – in grado di saper scegliere quello di volta in volta opportuno, sia se si possedesse soltanto la seconda capacità e cioè se si sapesse scegliere, ma mancassero (cioè non fossero ancora stati fatti propri) molti comportamenti utili fra i quali poter scegliere di volta in volta quello da adottare.
Conseguentemente la strada consigliata per affrontare questo duplice problema é quella di avviare un benefico processo di sviluppo personale, che tenda contemporaneamente
NOTA 2
Per realizzare un proficuo processo di crescita personale, si può percorrere (non soltanto negli “intenti”, non solo nelle apparenze, ma “nei fatti”, con ferma volontà, sincero interesse e concreta determinazione) il ciclo continuo ed articolato dell’apprendimento, che può essere schematizzato come qui di seguito indicato:
Questo programma di miglioramento personale si basa su un cambiamento di prospettiva culturale, che considera:
In ambito manageriale, questa nuova ottica di approccio si pone l’obiettivo di armonizzare i bisogni di una organizzazione con quelli delle persone, che non possono essere considerati marginali, ma devono essere esplicitati, compresi e valorizzati per il successo dell’organizzazione, in modo da creare quel particolare clima di crescita personale degli individui, che rappresenta un importante “vantaggio competitivo” dell’organizzazione.
Ubi deficiunt equi,
trottant aselli.
Dove mancano i cavalli (purosangue),
trottano gli asinelli.
Teofilo Folengo letterato della prima metà del ‘500 conosciuto per la produzione di opere poetiche in latino maccheronico, con gli pseudonimi di Merlin Coccajo, Merlin Cocai, o Limerno Pitocco. Il latino maccheronico è una parodia della lingua latina ufficiale.
È la prima volta che
consegneremo ai giovani
un mondo peggiore
di quello che noi
abbiamo ereditato.
Mandata da Graziella:
Imparerai, a tue spese,
che nel lungo tragitto
della vita, incontrerai
tante maschere
e pochi volti.
Luigi Pirandello.
Le persone normali
lasciano un segno,
le persone speciali
lasciano un sogno.
Quando sei contento
di essere semplicemente
te stesso e non fai
confronti e non competi,
tutti ti rispetteranno.
Lao Tse.
Per cattive compagnie non mi riferisco
solo a gente cattiva. Di questa si dovrebbe
evitare la compagnia, perché
la loro influenza è velenosa.
Mi riferisco, soprattutto, alla compagnia
di persone amorfe, la cui anima è morta,
i cui pensieri sono banali, che esprime
opinioni e cliché, invece di pensare.
Sigmund Freud.
Del gregge mi infastidisce la supponenza.
È inutile che io mi sforzi
di essere come gli altri.
Non lo sono.
Giorgio Armani.
Pensare che c’è sempre
qualcosa da aggiungere
e, spesso, …..da togliere.
Giorgio Armani.
Ricordati che sei
assolutamente unico,
proprio come
tutti gli altri.
Margaret Mead.
È meglio essere bello
che essere buono,
ma è meglio essere buono
che essere brutto.
Oscar Wilde.
Non voglio essere la cosa
più bella della tua vita.
Voglio essere la cosa
che sceglieresti ancora,
malgrado tutte le cose
belle che hai.
Paulo Coelho.
…..e poi, ci sono quelle persone
belle da morire…..
non belle in senso fisico….
belle e basta….
belle perché con un gesto
ti rendono felice….
belle perché fanno parte di te
e ti rendono migliore….
Fabio Volo.
Il talento
non ha età.