LEGGE DI ATTRAZIONE
Chiunque ha qualcosa in mano,
riceverà di più
e chiunque non ha nulla,
sarà privato anche del poco che ha.
Vangelo Apocrifo di San Tommaso.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
LEGGE DI ATTRAZIONE
Chiunque ha qualcosa in mano,
riceverà di più
e chiunque non ha nulla,
sarà privato anche del poco che ha.
Vangelo Apocrifo di San Tommaso.
D U B B I O
Dobbiamo comportarci bene in questa vita,
solo perché questo ci fa meritare un premio finale,
in un’altra vita che non ci sarà?
P U N T I D I V I S T A
Dove tu vedi confini,
io vedo orizzonti.
LETTERA AD UN AMICO PREOCCUPATO.
Come vorrei interpretare, empaticamente, le tue ansie e preoccupazioni per la tua salute, e condividerle!
Non tanto per solidarietà di facciata, ma veramente, se potessi, metterei a tua disposizione il mio tempo di vita restante, per sommarlo al tuo e spartirlo in parti amichevolmente uguali ed equipollenti, per dirti quanto la mancanza di te sarebbe un venir meno della mia stessa speranza di vita.
Cosa vale, infatti, vivere se qualcosa non vale più della vita! Fra le cose che so essermi care e di grande valore, la tua amicizia è una di quelle che, se venisse a mancare, consapevolmente, mi lascerebbe carente di un bene assai prezioso, a cui non oso neppure pensare di dover rinunciare.
Se, presuntuosamente, potessi andare sicuro del perdurare perenne della tua amicizia, potrei non pensare altrettanto della tua durata fisica in presenza, come ho ascoltato dalla tua voce , un po’ fioca, forse velatamente rassegnata ed appena sconsolata, che drammaticamente mi esponeva le traversie del tuo decorso post operatorio, del tuo recupero e della eventualità di un nuovo intervento. Ma mi sono un po’ rincuorato, a sentire anche un fiero rigurgito di reazione da parte tua, che mi fa ben sperare, ma non ne avevo dubbio alcuno, sui tuoi propositi di non demordere. Tieni duro, whatever it takes, come già ti ho scritto.
Ti sono vicino, amico mio, e vorrei che tu aggiungessi al tuo vigore fisico, da leone indomito, anche quell’energia che, di incoraggiamento e di sostegno vibranti, possa venire da me a te.
Fai quello che è necessario fare, combatti ancora più strenuamente, non mollare mai. E sappi che, come compagno d’armi, anche se consapevole che la battaglia può essere mortale, ci sono anch’io al tuo fianco.
Qui, su questa terra, o altrove, dovunque sia, sappi che ti aspetto. Sempre.
Mandi.
Sic parvis,
magna.
Così, da piccole cose,
si arriva alle grandi.
Amare ciò che è nobile, ciò che è bello, ciò che è umano, permettere a momenti di intuizione di recare saggezza nel momento dell’azione. Concepire con la mente la società che si dovrà creare: una società nella quale gli individui cresceranno liberi e l’odio, l’avidità, l’invidia si estingueranno perché non vi sarà più nulla che possa nutrirli. Queste cose io credo e il mondo, con tutti i suoi orrori, non ha scosso la mia fede.
Bertrand Russel
I RISTORATORI, titolari dei RISTORANTI chiusi per COVID19, alla fine di “questo bisesto e funesto” 2020,
attendono i RISTORI….
Segnalata da Rita
Quando soffia il vento
del cambiamento,
alcuni costruiscono
muri di cemento,
altri mulini a vento.
Proverbio Cinese.
Mandata da Carlo
Nell’ottimismo c’è la magia,
nel pessimismo c’è il nulla.
Abraham Hicks.
Mandata da Marilaura
PASQUA è voce del verbo ebraico
“pesah”, che significa passare.
Non è festa per residenti,
ma per migratori che
si affrettano al viaggio.
Allora, sia Pasqua piena per voi
che fabbricate passaggi,
dove ci sono muri e sbarramenti,
per voi, apertori di brecce,
saltatori di ostacoli,
corrieri ad ogni costo,
atleti della parola PACE.
Erri De Luca.
Segnalata da Rita
Il pericolo, la solitudine, un futuro incerto
non sono mali opprimenti finché il corpo
è sano e le nostre facoltà valide; finché,
specialmente, la libertà ci presta le sue ali
e la speranza ci guida con la sua stella.
Charlotte Bronte
LA SPERANZA
SPERANZA di Gianni Rodari
Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.
Anche se il timore
avrà più argomenti,
tu scegli la speranza
e metti fine alla tua angoscia.
Seneca
CORONAVIRUS
Sull’aria di “La canzone di Marinella” di Fabrizio de André
E adesso abbiamo proprio la certezza:
questo “coronavirus” è una schifezza.
Staremo chiusi in casa, per settimane,
mentre la vita se ne andrà a puttane.
Ci roderemo il fegato di rabbia,
chiusi come leoni in una gabbia.
Ci stiamo rovinando l’esistenza,
frustrati da un senso d’impotenza.
Negli ospedali, in tanti stan morendo,
sono stroncati da ‘sto male orrendo
che si diffonde come uno “tsunami”
e che ti porta via quelli che ami.
Stavolta ce l’han fatta troppo grossa,
e in molti finiranno nella fossa,
perché finisca ‘sta maledizione
non basterà cantare una canzone.
E questo è un ricorso della storia
di cui abbiamo perso la memoria,
non ci voleva anche questa guerra
che porterà sterminio sulla terra.
E come prima non sarà più niente,
chissà come farà tutta la gente,
con questa malattia contagiosa:
dovremo inventarci qualche cosa.
Però, se il coraggio non si smorza,
in qualche modo, ci faremo forza:
bando ai piagnistei e alle lagnanze,
non perderemo anche le speranze.
Bando ai piagnistei e alle lagnanze,
non perderemo anche le speranze.
Tricesimo, 21 Marzo 2020 Primo giorno di Primavera.
Segnalata da Rita
LA STORIA DELLE QUATTRO CANDELE
Raccontata, in una puntata de I FATTI VOSTRI, da Fabrizio Frizzi.
In una stanza quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente.
Il luogo era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva “Io sono la pace, ma gli uomini non riescono a mantenermi.
Penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi”. E, a poco a poco,
la candela si lasciò spegnere.
La seconda candela disse “Io sono la fede, ma, purtroppo, non servo a nulla. Gli
uomini non ne vogliono sapere di me e, per questo motivo, non ha senso che io
resti accesa”. Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su
di lei e la spense.
Triste, la terza candela, a sua volta disse “Io sono l’amore e non ho la forza per
continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non
comprendono la mia importanza”. E, senza attendere oltre, la candela si lasciò
spegnere.
In quel momento, un bambino entrò nella stanza, vide le tre candele spente e,
impaurito per la semioscurità, , disse “Ma cosa fate? Voi dovete rimanere
accese. Io ho paura del buio”. E, così dicendo, scoppiò in lacrime.
Allora, la quarta candela, impietosita, disse “Non piangere. Finché io sarò
accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: Io sono la speranza”.
Con gli occhi lucidi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e
riaccese tutte le altre.