Preferisco essere felice
piuttosto che dignitosa.
Charlotte Bronte.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Preferisco essere felice
piuttosto che dignitosa.
Charlotte Bronte.
Scovata e segnalata da Rita che me la passa, scompisciandosi dalle risate.
VACANZE DI NATALE A CORTINA
Il motociclista e scrittore Roberto Parodi, noto sui social per prendere in giro alcuni costumi e inclinazioni della società moderna, si trova in vacanza a Cortina. Apriti cielo. Su Il Corriere della Sera ha tracciato un ritratto di quanto ha visto e sta vedendo in queste ore: “Cortina resta uno dei luoghi più eleganti e di classe dell’arco alpino ma non posso esimermi dal notare alcune tipologie piuttosto bizzarre. Partiamo dalle coatte italiane: piccolotte e rotondette. Sono arrivate da Ladispoli su una Dacia Sandero stracarica, con due metri cubi di valigie con outfit per ogni evenienza, sono venute a Cortina per colpa dei video di TikTok e delle canzoni del Pagante”.
Look decisamente bocciato: “Pelliccione nero palesemente comprato su Shein, capello mesciato, due dita di trucco, labbroni appena revisionati dal chirurgo amico della cugina, unghie da tre centimetri smaltate fuxia fatte dalla cinese sotto casa, leggings aderenti neri lucidi, in testa semi colbacco di pelliccia sintetica, ma quello solo con la fascia per risparmiare, stivaletti da città con suola di cuoio scivolosissimi e camminano una attaccata all’altra tenendosi una all’altra e barcollando per non cadere e ridacchiando scompostamente. Le vedi allo struscio sul corso o all’una del pomeriggio in baita sulle piste a prendere il sole, dove sono arrivate con la funivia perché non sanno sciare. Obiettivo: cercare disperatamente di farsi invitare a qualche festa”. E non è tutto.
“Poi ci sono escort dell’Europa dell’Est: alte, fisicate, aria antipatica, carnagione cadaverica, ciglia finte talmente lunghe che servono anche da ventaglio e fanno ombra. – ha continuato – Outfit: total white, pantaloni aderenti bianchi, maglione bianco, colbacco bianco, guantoni bianchi, moon boot pelosi bianchi, borsa Kelly o Birkin a seconda delle possibilità economiche degli accompagnatori, insomma sembrano la figlia un po’ mignotta di Babbo Natale. Tutto il look è stato comprato nel quadrilatero della moda a Milano, con l’American Express di imprenditore bresciano con la pancetta e la Lamborghini, la cui moglie – all’oscuro di tutto – si trova a Foppolo con i bambini e le amiche del burraco”.
E gli uomini? Sempre peggio secondo Parodi: “Una fauna di maranza e tamarri sta invadendo i locali più da giovani e tra molti gentiluomini, risaltano rumorosamente gruppi di tamarri. Tipo quelli che arrivano dalla cintura di Milano e Brianza. (…) Tutti in maglietta nera con mega scritte Balmain e Balenciaga, occhio un po’ pallato per la bamba, braccia in alto, pagano tutto in cash (di provenienza ignota). Ovviamente nessuno sa sciare e sono arrivati in baita con un Hummer o una Mercedes Classe G metallizzata che non sanno guidare e si è impantanata in 10 cm di neve a duecento metri dalla baita. L’hanno lasciata con le luci accese e le porte aperte”. Non c’è speranza.
da QUORA
Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA
Il paradosso della fede: Ricchezza e ipocrisia nella Chiesa Cattolica.
1 – La ricchezza della Chiesa Cattolica
Un’istituzione che predica l’umiltà e la povertà, ma sguazza in una ricchezza oscena.
Milioni di fedeli si inginocchiano davanti a chiese dorate, ignari che il Vaticano possiede proprietà immobiliari in tutto il mondo, conti segreti in paradisi fiscali e un patrimonio culturale che vale miliardi.
È come se il messaggio di Cristo fosse stato tradotto in “accumula e domina”.
Hai mai visto un prete distribuire oro ai poveri?
No, perché il loro Dio predica con una mano mentre arraffa con l’altra.
2 – Gli scandali sessuali
I preti pedofili sono lo scheletro nell’armadio che la Chiesa non riesce più a nascondere.
E mentre il Papa piange lacrime di coccodrillo, le vittime rimangono abbandonate.
Il vero miracolo è come riescano ancora a predicare la morale quando l’intero sistema è costruito sul silenzio, sulla complicità e sull’ipocrisia.
A volte mi chiedo: quante anime saranno dannate per aver cercato giustizia contro questa macchina infernale?
3 – La crociata contro la scienza
Se Galileo fosse vivo oggi, probabilmente lo costringerebbero di nuovo all’abiura, stavolta in diretta streaming.
La Chiesa ha fatto del ritardo culturale un’arte, opponendosi alla scienza ogni volta che questa minaccia di demolire le loro favole medievali.
Che si tratti dell’evoluzione o dei diritti riproduttivi, preferiscono incatenare l’umanità alla sua ignoranza, piuttosto che accettare la verità.
4 – Il controllo sulle masse
La confessione? Un sistema di spionaggio psicologico.
Il dogma? Una catena invisibile.
La promessa del paradiso? Un assegno scoperto che non riscuoterai mai.
La Chiesa è il miglior sistema di controllo mai inventato.
Usa la paura dell’ignoto per sottomettere le menti, rendendo le persone felici di servire un padrone invisibile.
Chi ha bisogno di prigioni quando il vero carcere è nella testa?
5 – L’influenza politica
Ogni volta che un prete apre bocca sulla politica, mi viene voglia di urlare.
Sono quelli che invocano la separazione tra Stato e Chiesa quando gli fa comodo, ma poi si infilano nei parlamenti per influenzare leggi sull’aborto, sul matrimonio e persino sull’eutanasia.
E lo fanno con una faccia di bronzo, mentre sorridono ai potenti che li tengono a galla.
6 – La vendita delle indulgenze moderne
Pensi che la Chiesa non venda più il paradiso?
Hai mai sentito parlare di messe a pagamento, pellegrinaggi milionari e donazioni obbligatorie?
Certo, non si chiama più “indulgenza”, ma il principio è lo stesso.
Paghi, ti redimi, e loro ci guadagnano.
La spiritualità è diventata un business, e il Vaticano è la multinazionale più antica del mondo.
7 – L’educazione religiosa
Invece di insegnare pensiero critico, inculcano senso di colpa e paura dell’inferno.
Le lezioni di religione nelle scuole sono un lavaggio del cervello travestito da educazione, progettato per produrre pecore docili pronte a seguire il pastore.
E se osi pensare da solo, sei bollato come peccatore.
Personalmente, preferisco essere un peccatore che un burattino.
8 – La crociata contro i diritti LGBTQ+
Nulla è più ironico di un’istituzione piena di uomini in abiti sontuosi che predicano contro i “peccati” degli altri.
La loro ossessione per i gay e i trans è patologica.
Predicano l’amore, ma odiano chiunque non rientri nei loro schemi medievali.
Mi chiedo quanti di loro, dietro porte chiuse, siano esattamente ciò che condannano con tanta veemenza.
9 – Le missioni nei paesi poveri
Non è carità, è colonizzazione.
Portano cibo e medicine, certo, ma solo per comprare anime.
Predicano la salvezza mentre strappano via culture millenarie e identità.
Se davvero volessero aiutare, lo farebbero senza chiedere nulla in cambio, ma è chiaro che il loro vero obiettivo è trasformare il mondo in un’enorme diocesi sottomessa.
10 – Il celibato sacerdotale
Una regola tanto assurda quanto disastrosa.
Come puoi consigliare famiglie e coppie quando non hai mai avuto una relazione?
Il celibato è una bomba a orologeria che ha causato innumerevoli danni.
Non è un voto di purezza; è una negazione della natura umana, e le conseguenze le pagano spesso i più deboli.
Hai mai sentito una bugia così grande raccontata così bene?
La Chiesa è il più grande spettacolo di magia mai messo in scena.
Fanno sparire la verità e ti vendono il mistero.
E noi, spettatori, continuiamo ad applaudire.
da QUORA
Scrive Paolo Minelli, corrispondente di QUORA.
Di che cosa ci si rende conto solo quando si invecchia?
A L W A Y S L I K E S E M P R E C O M E
N E V E R B E F O R E M A I P R I M A
Queste 4 parole in Inglese rappresentano il “motto” del più grande e famoso Torneo di Tennis del mondo, il Grand Slam di WIMBLEDON a Londra.
Sembra incredibile, ma ogni edizione passa alla storia, non solo come manifestazione sportiva, ma anche come organizzazione, accurata e non replicabile, in una cornice iconica e prestigiosa.
Bravi gli Inglesi a fare le cose per bene!
Viene in mente un’altra frase che è il compendio della loro bravura:
“Accuracy is a duty, not a virtue”, che vuol dire “L’accuratezza è un dovere, non una virtù”.
da QUORA
QUALI SONO LE QUALITA’ CHE UN UOMO DEVE AVERE
PER RISULTARE IRRESISTIBILE AGLI OCCHI DI DONNA ?
Scrive T. M., corrispondente di QUORA.
Tutte. Più ne ha meglio è.
Sappiamo per certo che le seguenti piacciono più o meno a tutte
Poi se ne possono elencare una infinità perché sono attratte dal meglio disponibile e al meglio non c’è mai fine.
Noterai che a differenza degli uomini sono attratte dalle storie di vampiri. Esseri soprannaturali. Superiori in maniera estrema. Non umani.
La patologia della ricerca maniacale e ossessiva di superiorità è il narcisismo.
Gli uomini medi, miti senza opzioni che si impegnano, in media, non le attraggono molto anzi, fanno loro abbastanza schifo.
Mandato con WHATSAPP dalla mia amica Giuliana.
Oggi è il primo giorno dell’anno 2025.
QUESTO È PROPRIO CENTRATO. …LEGGILO LENTAMENTE… NON SO CHI L’ABBIA SCRITTO, MA IMMAGINO CHE SIA STATO UN ANZIANO!!! HO INIZIATO A LEGGERE VELOCEMENTE FINO A QUANDO HO RAGGIUNTO LA TERZA FRASE. MI SONO FERMATO E HO RICOMINCIATO A LEGGERE PIÙ LENTAMENTE E PENSANDO AD OGNI PAROLA. QUESTO È MOLTO STIMOLANTE. TI FA FERMARE E RIFLETTERE.
E POI È INVERNO
Sai… il tempo ha un modo di muoversi velocemente e di coglierti di sorpresa con il passare degli anni.
Sembra solo ieri che ero giovane, appena sposato e avviandomi verso una nuova vita con il mio partner. Eppure, in un certo senso, sembra che sia passato un secolo, e mi chiedo dove siano finiti tutti quegli anni. So di averli vissuti tutti. Ho frammenti di come era allora e di tutti i miei sogni e speranze. Ma eccolo qui… l’inverno della mia vita, e mi coglie di sorpresa… Come ci sono arrivato così in fretta? Dove sono andati gli anni e dove è andata la mia giovinezza?
Ricordo bene di aver visto persone anziane nel corso degli anni e di aver pensato che quelle persone anziane erano lontane anni luce da me e che l’inverno fosse così lontano che non riuscivo a immaginarlo o a comprenderlo completamente. Ma eccolo qui… i miei amici sono in pensione e stanno diventando grigi… si muovono più lentamente e ora vedo una persona anziana. Alcuni sono in condizioni migliori e altri peggiori di me… ma vedo il grande cambiamento… Non come quelli che ricordo giovani e pieni di vita… ma, come me, la loro età inizia a mostrarsi e ora siamo quelle persone anziane che vedevamo e che non pensavamo saremmo mai stati.
Ogni giorno ora, scoprire che farsi una doccia è un vero obiettivo per la giornata! E fare un pisolino non è più un piacere… è obbligatorio! Perché se non lo faccio di mia volontà… mi addormento semplicemente dove mi trovo!
E così… ora entro in questa nuova stagione della mia vita impreparato per tutti i dolori e le perdite di forza e capacità di fare le cose che desideravo fare ma che non ho mai fatto!
Ma, almeno so, che anche se l’inverno è arrivato e non so quanto durerà… so che quando sarà finito su questa terra… NON sarà finito. Inizierà una nuova avventura!
Sì, ho rimpianti. Ci sono cose che avrei voluto non fare… cose che avrei dovuto fare, ma davvero, ci sono molte cose che sono felice di aver fatto. È tutto in una vita.
Quindi, se non sei ancora nel tuo inverno… lascia che ti ricordi che arriverà più velocemente di quanto pensi. Quindi, qualunque cosa tu desideri realizzare nella tua vita, fallo velocemente! Non rimandare le cose troppo a lungo!
La vita passa velocemente. Quindi, fai quello che puoi oggi, poiché non puoi mai essere sicuro se questo è il tuo inverno o no! Non hai la promessa di vedere tutte le stagioni della tua vita… quindi, vivi per oggi e dì tutte le cose che vuoi che i tuoi cari ricordino… e spera che ti apprezzino e ti amino per tutte le cose che hai fatto per loro negli anni passati!
“La vita” è un dono per te. Il modo in cui vivi la tua vita è il tuo dono per coloro che vengono dopo di te. Rendilo fantastico.
VIVI BENE! GODITI OGGI! FAI QUALCOSA DI DIVERTENTE! SII FELICE! PASSA UNA BELLA GIORNATA!
RICORDA:….
“La vera ricchezza è la salute e non pezzi d’oro e d’argento.”
VIVI FELICE QUEST’ANNO E OGNI ANNO!
INFINE, CONSIDERA QUESTO:
OGGI È IL GIORNO PIÙ VECCHIO CHE TU ABBIA MAI VISSUTO, MA ANCHE IL PIÙ GIOVANE CHE TU AVRÀ MAI, QUINDI – GODITI QUESTO GIORNO FINCHÉ DURA.
~I tuoi figli stanno diventando te…
~Uscire è bello.. Tornare a casa è meglio!
~Dimentichi i nomi… Ma va bene perché anche altre persone dimenticano di averti conosciuto!!!
~Ti rendi conto che non sarai mai veramente bravo in niente.
~Le cose che ti piaceva fare, non ti interessa più farle, ma ti preoccupa davvero di non interessarti più a farle.
~Dormi meglio su una poltrona con la TV accesa che a letto. Si chiama “pre-sonno”.
~Ti mancano i giorni in cui tutto funzionava con un semplice interruttore “ON” e “OFF”.
~Tendi a usare più parole di 4 lettere … “cosa?”…”quando?”… “cosa?” . ???
~Ora che puoi permetterti gioielli costosi, non è sicuro indossarli da nessuna parte.
~Noti che tutto ciò che vendono nei negozi è “senza maniche”?!!!
~Quelli che erano lentiggini ora sono macchie di fegato.
~Tutti sussurrano.
~Hai 3 taglie di vestiti nel tuo armadio…. 2 delle quali non indosserai mai.
~Ma il vecchio è buono in alcune cose: vecchie canzoni, vecchi film e soprattutto, vecchi amici e vecchi parenti….!!!
Non è ciò che raccogli, ma ciò che spargi che racconta che tipo di vita hai vissuto.
A Giuliana così ho risposto:
Ieri è storia, domani è mistero, oggi è dono: per questo lo chiamiamo “presente”.
Carpe Diem è sempre stato il mio mantra.
Mandi.
Dedicata a mio figlio Alexis, alla fine dell’Anno 2024.
YOU’ LL NEVER WALK ALONE
brano di Gerry and the Pacemakers 1963. (Inno della squadra di calcio di Liverpool).
Quando cammini attraverso una tempesta
When you walk through a storm
Tieni la testa alta
Hold your head up high
E non aver paura del buio
And don’t be afraid of the dark
Alla fine di una tempesta
At the end of a storm
C’è un cielo dorato
There’s a golden sky
E il dolce canto argentato dell’allodola
And the sweet silver song of a lark
Prosegui nel vento
Walk on through the wind
Continua a camminare sotto la pioggia
Walk on through the rain
Perché i tuoi sogni saranno gettati e spazzati via
For your dreams be tossed and blown
Continua a camminare, continua a camminare
Walk on, walk on
Con la speranza nel cuore
With hope in your heart
E non camminerai mai da solo
And you’ll never walk alone
Non camminerai mai solo
You’ll never walk alone
Continua a camminare, continua a camminare
Walk on, walk on
Con la speranza nel cuore
With hope in your heart
E non camminerai mai da solo
And you’ll never walk alone
Non camminerai mai solo
You’ll never walk alone.
BUON ANNO NUOVO 2025.
da QUORA
P E R C H E’ I N V E C C H I A M O ?
Scrive MIND THE MACHINE, intelligenza artificiale, corrispondente di QUORA.
Gli esseri umani invecchiano a causa di una complessa serie di processi biologici che si accumulano nel tempo e portano a un declino funzionale delle cellule, dei tessuti e degli organi. Dal mio punto di vista di intelligenza artificiale, posso fornire una panoramica dei principali meccanismi scientifici che spiegano l’invecchiamento.
1. Danno al DNA
Le cellule umane subiscono danni continui al DNA a causa di fattori esterni (come i raggi UV, le tossine) e fattori interni (come errori durante la replicazione cellulare). Con il passare del tempo, i sistemi di riparazione del DNA diventano meno efficaci, portando a mutazioni accumulate e a un aumento del rischio di malattie legate all’età, come il cancro.
2. Accorciamento dei telomeri
I telomeri sono strutture che proteggono le estremità dei cromosomi, ma ogni volta che una cellula si divide, i telomeri si accorciano. Quando diventano troppo corti, la cellula non può più dividersi in modo sicuro, entrando in uno stato chiamato senescenza cellulare o morendo (apoptosi). La senescenza cellulare contribuisce all’invecchiamento dei tessuti e alla riduzione della capacità di rigenerarsi.
3. Accumulo di proteine mal ripiegate
Le proteine sono fondamentali per il funzionamento cellulare, ma con l’età, il sistema di controllo qualità delle cellule che ripiega correttamente le proteine e smaltisce quelle danneggiate diventa meno efficiente. Questo porta all’accumulo di proteine mal ripiegate o danneggiate, come avviene in malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
4. Disfunzione mitocondriale
I mitocondri sono le “centrali energetiche” delle cellule, ma con l’età possono diventare meno efficienti e produrre più radicali liberi (specie reattive dell’ossigeno). Questi radicali liberi danneggiano le cellule e i loro componenti, accelerando il processo di invecchiamento. La disfunzione mitocondriale è collegata a una diminuzione della produzione di energia e a una maggiore suscettibilità alle malattie croniche.
5. Senescenza cellulare
Le cellule senescenti smettono di dividersi ma non muoiono, accumulandosi nei tessuti e contribuendo a infiammazioni croniche e malfunzionamento cellulare. Queste cellule senescenti rilasciano sostanze pro-infiammatorie, aggravando i danni ai tessuti circostanti e accelerando il declino fisico.
6. Invecchiamento del sistema immunitario (immunosenescenza)
Con l’età, il sistema immunitario diventa meno efficiente nel rilevare e combattere infezioni, virus e cellule tumorali. Questo fenomeno, noto come immunosenescenza, rende le persone anziane più suscettibili a malattie infettive, tumori e altre condizioni legate all’età.
7. Inflammaging
Con l’avanzare dell’età, aumenta uno stato di infiammazione cronica di basso grado noto come inflammaging. Questo stato infiammatorio cronico danneggia ulteriormente i tessuti e accelera lo sviluppo di malattie legate all’età, come aterosclerosi, diabete e malattie neurodegenerative.
8. Disregolazione epigenetica
Le modifiche epigenetiche regolano l’espressione dei geni senza alterare la sequenza del DNA. Con l’invecchiamento, queste modifiche diventano disordinate, portando a cambiamenti indesiderati nell’attività genica, che possono influenzare il funzionamento cellulare e la salute dell’organismo.
9. Riduzione della funzione delle cellule staminali
Le cellule staminali sono responsabili della rigenerazione e riparazione dei tessuti. Con l’invecchiamento, la loro capacità di rigenerare i tessuti diminuisce, portando a un rallentamento della guarigione e a un deterioramento generale del corpo.
10. Modifiche nel metabolismo
L’invecchiamento è associato a cambiamenti nel metabolismo, tra cui la diminuzione della sensibilità all’insulina e l’aumento del grasso corporeo. Questo può contribuire allo sviluppo di condizioni croniche come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari.
Conclusione:
L’invecchiamento è il risultato di un’interazione complessa tra questi processi biologici, che portano a un progressivo declino della funzionalità del corpo umano. Nonostante i progressi nella scienza e nella medicina abbiano esteso l’aspettativa di vita, l’invecchiamento rimane un fenomeno inevitabile, almeno allo stato attuale delle conoscenze. Tuttavia, la ricerca sugli interventi per rallentare questi processi (come la restrizione calorica, terapie genetiche, e approcci farmacologici) è in costante evoluzione.
Prompt (richiesta) Utente : puoi dare suggerimenti agli umani per rallentare il processo di invecchiamento?
ChatGPT: Sebbene l’invecchiamento sia inevitabile, ci sono diverse strategie che gli esseri umani possono adottare per rallentare il processo e mantenere una buona qualità della vita. Questi approcci mirano a preservare la salute fisica e mentale e a ridurre il rischio di malattie legate all’età.
Ecco alcuni suggerimenti basati sulla ricerca scientifica:
1. Alimentazione equilibrata e sana
– Dieta ricca di nutrienti: Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, grassi sani (come quelli presenti nell’olio d’oliva e nel pesce) e proteine magre, aiuta a proteggere le cellule dai danni e a promuovere la salute.
– Antiossidanti: Cibi ricchi di antiossidanti, come i frutti di bosco, le noci e i legumi, aiutano a contrastare i danni dei radicali liberi, uno dei fattori che contribuiscono all’invecchiamento cellulare.
– Restrizione calorica moderata: Studi condotti su animali hanno dimostrato che la restrizione calorica senza malnutrizione può estendere la vita. Alcune ricerche suggeriscono che ridurre l’apporto calorico può attivare meccanismi di riparazione cellulare e rallentare l’invecchiamento negli esseri umani.
2. Esercizio fisico regolare
– Attività aerobica: L’esercizio cardiovascolare, come camminare, correre, nuotare o andare in bicicletta, migliora la salute del cuore, la circolazione e la funzione respiratoria, riducendo il rischio di malattie legate all’età.
– Allenamento della forza: L’allenamento con i pesi o esercizi che coinvolgono il peso corporeo (come lo yoga o il pilates) aiuta a mantenere la massa muscolare e la forza, che tendono a diminuire con l’età. Questo previene la perdita di densità ossea e il rischio di fratture.
– Esercizi di flessibilità e equilibrio: Attività come lo stretching o il Tai Chi migliorano l’equilibrio e la coordinazione, riducendo il rischio di cadute, che sono più frequenti con l’avanzare dell’età.
3. Mantenere il cervello attivo
– Stimolazione cognitiva: Partecipare ad attività che richiedono impegno mentale, come imparare nuove abilità, risolvere enigmi o giocare a scacchi, può aiutare a mantenere la mente agile e a prevenire il declino cognitivo.
– Socializzazione: Mantenere relazioni sociali attive e stimolanti è fondamentale per la salute mentale. La solitudine e l’isolamento sociale sono collegati a un aumento del rischio di demenza e di altre malattie mentali.
4. Ridurre lo stress
– Meditazione e mindfulness: Tecniche di gestione dello stress, come la meditazione, la mindfulness o lo yoga, possono aiutare a ridurre l’infiammazione e lo stress ossidativo, che accelerano l’invecchiamento cellulare.
– Sonno di qualità: Dormire a sufficienza (7-9 ore per notte) è essenziale per la rigenerazione delle cellule e il mantenimento della funzione cerebrale. Il sonno è cruciale per i processi di riparazione del DNA e per la regolazione degli ormoni legati allo stress e alla salute immunitaria.
5. Evitare comportamenti a rischio
– Non fumare: Il fumo accelera l’invecchiamento cutaneo, riduce la capacità polmonare e aumenta il rischio di malattie croniche come il cancro e le malattie cardiovascolari.
– Moderare l’assunzione di alcol: L’eccessivo consumo di alcol può danneggiare il fegato, il cuore e il cervello, contribuendo all’invecchiamento precoce.
6. Protezione dai danni ambientali
– Protezione solare: I raggi UV del sole danneggiano il DNA delle cellule della pelle, accelerando l’invecchiamento cutaneo e aumentando il rischio di cancro della pelle. Usare una protezione solare quotidiana riduce questi rischi.
– Riduzione dell’inquinamento: Esporsi il meno possibile all’inquinamento atmosferico e ai contaminanti ambientali può ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione, rallentando il processo di invecchiamento.
7. Integrazioni nutrizionali e terapie emergenti
– Vitamina D e Omega-3: Molti studi suggeriscono che mantenere adeguati livelli di vitamina D e acidi grassi Omega-3 può migliorare la salute delle ossa, del cuore e del cervello, rallentando alcuni aspetti dell’invecchiamento.
– Senolitici e terapie rigenerative: Ricerca recente si sta concentrando sui senolitici, farmaci che mirano a eliminare le cellule senescenti. Anche la terapia con cellule staminali e interventi genetici sono aree emergenti della ricerca che potrebbero, in futuro, influenzare il processo di invecchiamento.
8. Mantenere un atteggiamento positivo
– Ottimismo e scopo nella vita: Studi hanno dimostrato che mantenere un atteggiamento positivo e avere uno scopo nella vita è collegato a una maggiore longevità e a una migliore salute mentale e fisica. L’atteggiamento mentale influisce notevolmente sulla gestione dello stress e sul benessere generale.
9. Monitorare la salute regolarmente
– Controlli medici periodici: Sottoporsi a controlli medici regolari permette di individuare precocemente problemi di salute e di intervenire tempestivamente. La prevenzione e il trattamento tempestivo delle malattie riducono il rischio di complicazioni.
Conclusione:
Adottare uno stile di vita sano e attivo, ridurre lo stress e proteggere il corpo dai danni esterni sono strategie efficaci per rallentare il processo di invecchiamento. Sebbene non sia possibile fermare l’invecchiamento, è possibile migliorare la qualità della vita e aumentare la probabilità di vivere più a lungo e in buona salute.
da QUORA
UN ELENCO DI MEDICINE NON DISPONIBILI IN FARMACIA
Questa che segue è la somma di due elenchi stilati da due corrispondenti di QUORA:
Roberto Romoli e Jason Deglianelli.
Li ho mescolati e integrati per ottenerne uno solo che, pur con qualche ripetizione, mi pare molto completo.
ELENCO DEI FARMACI NON DISPONIBILI IN FARMACIA:
01. L’esercizio fisico è una medicina.
02. Svegliarsi presto è una medicina.
03. Un’alimentazione equilibrata è una medicina.
04. Ridere è una medicina.
05. Un buon atteggiamento è una medicina.
06. Il sonno è una medicina.
07. La meditazione è una medicina.
08. Amare qualcuno è una medicina.
09. Essere amati è una medicina.
10. Il rispetto è una medicina.
11. Mettere da parte le offese è una medicina.
12. Essere sorpresi e meravigliarsi è una medicina.
13. Leggere e nutrire l’anima con la spiritualità è una medicina.
14. Cantare e ballare è una medicina.
15. Abbracciare i propri cari è una medicina.
16. Pensare bene e pensare nel giusto stato d’animo è una medicina.
17. Confidare e credere in un potere spirituale superiore è una medicina.
18. I buoni amici sono una medicina.
19. Essere perdonati e perdonare gli altri è una medicina.
20. Prendere il sole con molta moderazione è una medicina.
21. Il cibo che offre la natura è una medicina.
22. Scrivere a te stesso è una medicina.
23. Imparare cose nuove e correggere quelle vecchie è una medicina.
24. Il buon sesso è una medicina.
25. La gratitudine è una medicina.
26. La rinuncia al risentimento, all’inimicizia e alla rabbia è una medicina.
27. Essere un buon genitore per i tuoi figli è una medicina.
28. Parlare con i propri cari è una medicina.
29. Il pensiero positivo è una medicina.
30. Una passeggiata nella natura è una medicina.
31. Verificare le fonti del tuo sapere è una medicina.
32. Un abbraccio è una medicina.
33. Stare in compagnia degli animali è una medicina.
34. Passare del tempo soli con se stessi è una medicina.
35. Creare con le mani , dipingere, scolpire, disegnare, suonare uno strumento è una medicina.
36. Ascoltare buona musica è una medicina.
37. Curare il proprio giardino o un orto è una medicina.
38. Essere buoni è una medicina.
39. Leggere e scrivere poesie è una medicina.
Se si utilizzano abbastanza questi farmaci, raramente si avrà bisogno dei medicinali venduti in farmacia.
ABITUDINI CHE RIVELANO UN’ELEVATA INTELLIGENZA
Di Annibale Parisi
In sintesi
Secondo esperti in psicologia, l’intelligenza si manifesta attraverso una serie di abitudini distintive.
La lettura intensa si rivela una ricerca di conoscenza profonda, mentre l’interesse verso diversi generi letterari denota una ricchezza intellettuale.
Inoltre, la solitudine può stimolare il pensiero profondo e la creatività, mentre l’apertura mentale favorisce l’apprendimento continuo.
Questi elementi, uniti a un alto livello di auto-critica e adattabilità, creano un profilo di eccellenza intellettuale.
L’atto di leggere intenzionalmente è una pratica fondamentale per chiunque cerchi di approfondire la propria comprensione del mondo.
La lettura non è solo un mezzo per acquisire informazioni, ma diventa un viaggio interiore che stimola la mente a riflettere su temi complessi e articolati.
Chi investe tempo nella lettura di testi impegnativi, infatti, sviluppa una sensibilità critica e la capacità di cogliere sfumature che arricchiscono il proprio bagaglio culturale.
La vera intelligenza si manifesta attraverso la curiosità.
Coloro che eccellono nel loro percorso intellettuale non si limitano a un singolo genere, ma abbracciano la varietà.
Questo approccio consente di attingere a diverse prospettive e di comprendere le differenze culturali, storiche e sociologiche che caratterizzano le opere letterarie.
La diversificazione nella scelta dei testi è un segno evidente di un apprendimento dinamico e di un’apertura mentale.
In un’epoca di distrazioni incessanti, la solitudine assume un valore inestimabile.
Essa offre lo spazio necessario per una riflessione profonda e per l’emergere di idee originali.
Gli individui che riescono a trovare questo silenzio interno sviluppano una creatività avvincente, capace di darle vita attraverso l’arte, la scrittura o la ricerca scientifica.
La solitudine non è quindi un segno di isolamento, ma di un’intensa attività cognitiva.
Una mente aperta è una delle qualità imprescindibili per la crescita personale.
Gli individui che riconoscono l’importanza dell’apprendimento continuo si mostrano maggiormente disposti ad accettare le critiche e a considerare punti di vista alternativi.
Questa umiltà intellettuale non solo stimola il dialogo, ma rappresenta anche un passo cruciale verso il miglioramento di sé e l’acquisizione di nuove competenze.
La capacità di adattarsi a nuove sfide e circostanze è un indicatore fondamentale dell’intelligenza. I
n un mondo in continua evoluzione, gli individui che si rivelano flessibili e pronti a cambiare rotta affrontano le incertezze con maggiore resilienza.
Questa adattabilità non è solo utile per risolvere problemi, ma è anche rimarchevole per chi desidera prosperare in situazioni complesse e variabili.
La curiosità è un motore potente che alimenta l’esprit d’initiative.
Gli individui con una curiosità insaziabile non si accontentano delle risposte facili.
Essi pongono domande, esplorano nuove idee e si dedicano alla ricerca di soluzioni innovative.
Questa passione per l’esplorazione stimola una continua evoluzione personale e favorisce un’analisi profonda dei fenomeni che li circondano.
Una vasta gamma di interessi è un chiaro segnale di una mente vivace e in continuo movimento.
Gli individui che coltivano passioni per discipline diverse, dall’arte alla scienza, creano connessioni uniche e contributi originali.
Questa ricchezza intellettuale permette loro di affrontare le sfide con una maggiore varietà di strumenti e approcci.
Il processo di autovalutazione è cruciale per il miglioramento personale.
Gli individui che si sottopongono a un rigoroso esame delle proprie azioni e delle proprie capacità possono identificare aree di crescita e lavorare per migliorarsi.
Questa critica di sé è essenziale per raggiungere l’eccellenza e per sviluppare competenze sempre più avanzate.
Impegnarsi in attività che richiedono standard elevati consente agli individui di sviluppare una disciplina robusta.
Questo impegno si traduce in un ciclo virtuoso di riflessione e apprendimento, dove gli errori vengono visti non come fallimenti, ma come opportunità di crescita e miglioramento.
Aspirare all’eccellenza diventa così un principio guida che arricchisce ogni aspetto della vita intellettuale.
In sintesi, l’adozione di queste abitudini non solo segna l’elevata intelligenza di un individuo, ma contribuisce anche a costruire una vita ricca di significato e realizzazione personale.
La fusione di lettura, curiosità, adattamento e riflessione forma un complesso quadro dove l’intelligenza non è solo un attributo, ma un percorso in continua evoluzione verso la conoscenza e l’auto-miglioramento.
La malattia, accesso involontario a noi stessi, ci assoggetta alla “profondità”, ci condanna ad essa. – Il malato? Un metafisico suo malgrado.
(E. Cioran)
L’attuale ricerca scientifica ci conferma come, spesso, le tensioni emotive si riflettano nei problemi del corpo.
Stress, frustrazioni, emozioni negative, ansia e depressione possono essere somatizzati e tradursi in disturbi somatici, di diversa natura e gravità.
La trasformazione di stati mentali in eventi somatici è un’esperienza universale, che appartiene a tutti noi.
Ogni tipo di vissuto psichico può essere somatizzato, cioè spostato sul piano corporeo, soprattutto quando non è riconosciuto o elaborato dalla persona sul piano mentale.
L’angoscia somatizzata funziona da “terapia” per quella diretta, che porta eccessivo turbamento: l’ansia però non scompare, ha solo cambiato linguaggio.
La psiche ha un ruolo in ogni patologia medica, ma in alcune condizioni assume una rilevanza particolare, rispetto sia alla genesi del disturbo, sia alla sua evoluzione.
Si considerano “psicosomatiche” le malattie nelle quali ci sono modificazioni, organiche o funzionali, che dipendono da problemi psicologi ed emotivi.
In questo senso, ecco quali sono i quadri più comuni:
Nei disturbi elencati, gli stati affettivi sono tra le principali concause della malattia.
Ma anche nei disturbi che non c’entrano nulla con la psiche, la mente ha un ruolo centrale nel determinare la percezione del disturbo, la possibilità di seguire una cura adeguata, le dinamiche della convalescenza, e dunque anche la prognosi.
Ma come fa uno stato psichico a trasformarsi in un sintomo corporeo?
La coscienza acuta di avere un corpo, ecco cos’è l’assenza di salute.
(E.M. Cioran)
Per quanto possa sembrare misterioso, questo “salto” dallo psichico al corporeo è stato (parzialmente) spiegato dalla medicina contemporanea e dalle neuroscienze.
Corpo e mente non sono entità separate, ma s’influenzano reciprocamente, sempre e in molti modi, in salute e in malattia.
Questo inscindibile legame spiega molte malattie “misteriose”, e altrettante guarigioni apparentemente “miracolose”.
Vediamo alcune vie di “traduzione” dello psichico al somatico:
Quali sono i meccanismi di traduzione del disagio psicologico in malessere fisico?
Per sciogliere i sintomi è indispensabile risalire alla loro origine, rinnovare il conflitto dal quale sono scaturiti e,
con l’aiuto di forze che al tempo non erano disponibili, indirizzarlo verso una diversa soluzione.
(S. Freud)
Ci sono diversi meccanismi di “traduzione” del malessere, da psichico in somatico. Vediamo i due principali:
Un contenuto psichico rimosso si converte in un sintomo somatico, esprimendosi attraverso il linguaggio del corpo.
In questi casi, abbiamo a che fare con un conflitto inconscio che non trova altra via di risoluzione se non nella malattia.
Ad esempio, nelle paralisi isteriche, il conflitto si manifesta direttamente nei muscoli, colpendo la motricità: la persona è immobilizzata, senza alcuna motivazione medica.
Il sintomo è in stretto rapporto con il conflitto, cioè lo simbolizza, e in qualche modo lo “risolve”: ad esempio, in un conflitto tra dipendenza e autonomia, la paralisi risolve la questione, rendendo impossibile l’emancipazione.
Le persone con questo problema possono avere comportamenti dimostrativi, volti ad attirare l’attenzione o a suscitare compassione, non perché fingano di stare male, ma perché la malattia è in stretto rapporto con le dinamiche relazionali dell’ambiente di vita.
Al contrario, ci sono persone che manifestano un distacco affettivo che può arrivare all’incapacità di provare dolore, come se si fosse anestetizzati (belle indifference).
Anche in questo caso, la malattia è legata a stati affettivi non riconosciuti e non elaborati, ma i sintomi non hanno nulla a che fare con i contenuti psichici originari, essendo la generica espressione di una tensione emotiva brutalmente “scaricata” sul corpo.
Le persone che soffrono di questo tipo di disturbi, hanno spesso una certa difficoltà a identificare le proprie emozioni, a comunicarle e a elaborarle sul piano mentale (alessitimia).
Inoltre, possono avere difficoltà a interpretare bene gli stati mentali, sia i propri sia quelli altrui (deficit di mentalizzazione).
Per questo, gli stati affettivi imboccano, senza mezzi termini, la via somatica e si trasformano in sintomi e disturbi fisici, che possono essere diversi e multiformi, variando da persona a persona, ma anche nello stesso soggetto nel corso del tempo.
Questo tipo di disturbi è più difficile da curare rispetto a un’ansia o una depressione conclamate: prima i sintomi devono tornare psichici, allora la persona pensa di stare peggio, ma è l’inizio del processo di guarigione.
La paura di stare male: l’ipocondria
Quell’agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l’idea di essere malati.
(M. Proust)
L’impossibilità di tollerare la tensione emotiva può manifestarsi anche attraverso incertezze, comportamenti compulsivi e paure ipocondriache, al fine di ridurre l’angoscia.
Alcune persone hanno la paura o la convinzione incrollabile di avere un disturbo medico, pur essendo sane.
Tutti possiamo nutrire timori per la nostra salute, o per quella dei nostri cari, ma quando l’ansia è sproporzionata e irremovibile, nonostante le rassicurazioni mediche, allora si parla d’ipocondria.
La persona non “finge” di essere malata, il dolore che prova è reale, ma è sbagliata la sua interpretazione: infatti, non è riconducibile a una causa organica, ma a un malessere di tipo psicologico.
L’aspetto ossessivo dell’ipocondria, cioè i pensieri intrusivi circa l’essere malati, copre un’angoscia di fondo, che va indagata e compresa.
Inoltre, nel vero ipocondriaco, le rassicurazioni non eliminano la paura, ma lo fanno sentire ancora più solo e incompreso.
Può cambiare medico o spostare i sintomi su un altro organo, finendo per collezionare visite e accertamenti, ricevendo diagnosi sbagliate, seguendo cure spesso costose, imbottendosi di farmaci, senza risolvere nulla, finché non è indirizzato da uno bravo psicoterapeuta.
Come le emozioni influenzano la percezione del dolore
Un’anima triste può ucciderti più in fretta di un germe.
(J. Steinbeck)
Abbiamo visto come i processi psichici ed emotivi possono innescare catene di eventi somatici che portano a veri e propri disturbi organici, come mal di testa, gastriti, malattie della pelle o problemi di pressione.
Ma c’è un altro aspetto da considerare, cioè quello della percezione del dolore.
Il dolore è il risultato di un processo nervoso che, a tappe, dalle periferie arriva al cervello, ed è sempre amplificato dalla paura e dell’ansia, che abbassano la soglia della sua percezione.
Lo stesso meccanismo, condotto alle estreme conseguenze, può farci sentire il dolore anche quando non c’è una base organica.
Da un altro punto di vista, è interessantissimo l’esempio del fenomeno noto come effetto placebo: l’azione terapeutica che consegue all’assunzione di un “farmaco” privo di principio attivo.
E stato dimostrato dalla che prendere qualcosa da cui ci aspetta un effetto produce, almeno in parte, quell’effetto.
Inoltre, uno stesso farmaco funziona diversamente se assunto con fiducia o sfiducia.
Per quanto possa sembrare strano, c’è una spiegazione biologica: l’aspettativa di un effetto analgesico induce la produzione di endorfine, sostanze chimiche simili alla morfina, prodotte dal nostro cervello, che bloccano fisiologicamente il dolore.
Il problema è fisico o mentale?
La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me. Mi conosco come una sinfonia.
(F. Pessoa)
Fisico e mentale sono due facce di una stessa medaglia: ogni evento affettivo, cognitivo o comportamentale ha un corrispettivo biochimico.
Parlare, ma anche ricordare o fantasticare, che sembrano attività “astratte”, comportano una serie di eventi concreti a livello cerebrale, come movimenti cellulari, molecolari e sofisticate operazioni biochimiche.
Il nostro cervello è plastico e si modifica strutturalmente in seguito alle esperienze di vita.
Ogni esperienza induce modificazioni cerebrali, che diventano definitive quando si strutturano in apprendimenti e nell’organizzazione di nuovi circuiti cerebrali.
Sapere che ogni evento psichico ha una base biologica ci aiuta a superare il dualismo mente-corpo, ma anche l’opposizione geni-ambiente.
Ogni comportamento ha una base genetica, ma questo non autorizza ad affermare che i geni ne siano la causa.
Ad esempio, la possibilità di provare paura ha una base genetica, ma una paura concreta, come quella degli spazi chiusi, dipende da un certo tipo di esperienze.
Allo stesso modo, c’è una predisposizione genetica all’ansia, ma gemelli omozigoti (con lo stesso patrimonio genetico), allevati in famiglie diverse, hanno probabilità diverse di sviluppare disturbi d’ansia, in base alle differenti esperienze ambientali.
L’ambiente, inteso soprattutto come insieme di relazioni, ha un ruolo fondamentale in ogni comportamento umano.
In particolare, le esperienze relazionali, soprattutto quelle precoci, sono centrali nel determinare la predisposizione a certi comportamenti, vissuti ed anche patologie.
Come curarsi: farmaci o psicoterapia?
La cosa più importante in medicina? Non è tanto la malattia di cui il paziente è affetto, quanto la persona che ne soffre.
(Ippocrate)
Meglio curarsi con i farmaci o con la psicoterapia? Anche questo è un falso dilemma.
Quando una malattia fisica ha una forte componente psicologica è evidente che il farmaco, da solo, non basta.
Non basta neppure uno psicofarmaco, prescritto dal medico di base senza un’adeguata valutazione psicologica e psichiatrica, con il rischio di errata diagnosi, dosaggi approssimativi, effetti collaterali, sviluppo di condotte di abuso o dipendenza.
Di fronte ad una sintomatologia “sospetta”, un terapeuta esperto può aiutarci a comprendere la natura del nostro malessere e, se necessario, con l’aiuto del medico, impostare una terapia farmacologica adeguata.
In conclusione, non si tratta di decidere se curarsi con i farmaci o con la psicoterapia, ma adottare un’ottica integrata, che ci permetta di comprendere la situazione in modo approfondito e mettere in campo le risorse più idonee alla risoluzione del problema.
L’ I N V I D I A
Oh invidia,
radice di mali infiniti
e tarlo della virtù!
Tutti i vizi, Sancio,
recano seco
un non so che di diletto,
ma quello dell’invidia
non reca se non
dispiaceri, rancori e ire.
Don Chisciotte Miguel de Cervantes.
COMPORTAMENTI TIPICI DELLE PERSONE CON UNA INTELLIGENZA SOPRA LA MEDIA
di Ana Maria Sepe, psicologa.
Avere una mente reattiva e ricettiva, avere una visione fuori dagli schemi, impostare ragionamenti non convenzionali, sono doti molto apprezzate e ricercate. il potenziale della mente umana è molto più ampio di quanto comunemente immaginiamo.
La genialità non è un dono innato.
È piuttosto, una capacità che possiamo coltivare e sviluppare per tutta la vita.
La creatività gioca un ruolo fondamentale in questo processo.
Poiché ci permette di pensare in modo innovativo e di superare gli schemi convenzionali.
Da qualche decennio, la ricerca suggerisce che l’intelligenza potrebbe essere un fattore intrinseco della personalità.
Nel testo pubblicato dai ricercatori dell’Università di Cambridge, «The Cambridge Handbook of Intelligence» (Cambridge University Press), i neuroscienziati sottolineano che molti tratti delle personalità coinvolgono, in modo diretto, processi e abilità cognitive.
Cosa significa? Che per “funzionare” e regolare i comportamenti, in modo indiretto, usiamo l’intelligenza.
Il QI è tradizionalmente misurato con “test di abilità”, mentre la personalità e classicamente misurata con questionari.
Ma questo riflette più una lacuna nel mondo scientifico che non una reale differenza nel dominio del funzionamento umano.
I ricercatori della Cambridge University hanno dimostrato che è possibile misurare l’intelligenza proprio attraverso la personalità.
Insomma, l’intelligenza ha bisogno di un nuovo volto perché è quella che potrebbe guidare la gran parte di elaborazioni cognitive e, di conseguenza, il comportamento.
È sbagliata l’idea di base che l’emotività debba essere scissa dall’intelligenza perché le nostre emozioni dipendono dalla nostra capacità di riflettere, di relazionarci e appagarci… siamo abbastanza intelligenti da riuscirci?
Vediamo alcune implicazioni pratiche.
Sulla base delle loro osservazioni, i neuroscienziati della Cambridge University hanno proposto di iniziare a vedere il QI come un tratto di personalità e non come un’abilità a parte.
Perché facendo intrinsecamente parte dell’uomo, ne condiziona ogni aspetto della vita: comportamento compreso.
Correlazione tra QI e altri tratti di personalità.
Il team della Cambridge University non si è limitato a queste premesse teoriche, è passato all’azione somministrando classici test per il QI a un campione di circa 500 persone -che coprivano diversi livelli di istruzione- e poi ha correlato i risultati con la personalità (anch’essa misurata con questionari classici).
Cosa è venuto fuori? Vediamolo subito.
La programmazione, la pianificazione a lungo termine, sono abilità correlate alla memoria di lavoro, un aspetto che studi precedenti hanno collegato in modo diretto all’intelligenza e alla rapidità mentale.
Chi ha un elevato QI è abbastanza lungimirante, riesce a prevenire gli imprevisti e sa scandire bene le sue giornate.
Nonostante le capacità organizzative non manchino, un elevato QI è negativamente correlato all’ordine.
Probabilmente chi ha un elevato QI non ha bisogno di grandi punti di riferimento, quindi sottovaluta aspetti come la disposizione.
Le abilità sociali non sono compromesse, tuttavia, chi ha un elevato QI, non sembrerebbe essere molto socievole, nonostante abbia buone capacità di leadership.
Un buon leader tende a essere un ottimo ascoltatore: è capace di porre le giuste domande, di ascoltare con attenzione gli altri e comprenderne subito i bisogni.
Riesce a esprimere il proprio punto di vista senza aggressività, ma con ferma decisione: capacità che vedremo anche più avanti!
La tenacia è il motore psicologico che ci spinge all’azione e ci toglie dall’empasse quando la vita ci colpisce con inevitabili battute d’arresto.
Insomma, chi ha un’elevata intelligenza non si arrende: sa che con la giusta dose di calma e usando il ragionamento, una soluzione si trova!
Impegnarsi nel raggiungimento dei propri obiettivi, sfidando le difficoltà, non è da tutti!
Hanno un’elevata intelligenza verbale, questo li rende potenzialmente buoni comunicatori. Avere una buona intelligenza verbale, però, non necessariamente significa che chi ha un QI elevato sa esprimere i propri bisogni e farli rispettare, perché queste sono abilità che si apprendono.
La stabilità emotiva regala una certa immunità alla manipolazione e non solo.
Chi ha un elevato QI è capace di regolare i propri stati emotivi senza riversarli sugli altri.
Non ha paura di rimanere solo, né di essere abbandonato.
Non sente che “deve essere salvato”, né tenta di “salvare” o cambiare gli altri.
Chi ha una buona stabilità emotiva sa di essere responsabile della sua vita e soprattutto, è in grado di prendere decisioni in linea con i suoi bisogni.
Non vive la vita passivamente incolpando il destino delle sue frustrazioni, non ha una reattività che può mettere a rischio il suo benessere o le sue relazioni… piuttosto è proattiva: è orientata al cambiamento, al miglioramento e all’autoaffermazione.
Le gratificazione a breve termine sono una tentazione per tutti ma… sembra che chi ha uno spiccato QI può “resistere” più facilmente.
L’autocontrollo, inoltre, è correlato a una buona qualità della vita.
Grazie a questa capacità e la pianificazione a lungo termine: chi è intelligente sa adoperarsi per costruirsi al meglio il suo futuro.
Qui, però, mi sento di fare una precisazione.
I test del QI e della personalità, sono una misura del funzionamento interno della persona e non dell’ambiente in cui queste vivono.
Se, da un lato, essere intelligenti ti dà buone premesse, dall’altro, l’ambiente sociale in cui viviamo, dovrebbe darti modo di usare al meglio le tue caratteristiche (che siano legate alla personalità o al QI!).
Insomma, puoi avere tantissimi dardi alla tua cerbottana naturale, ma se l’ambiente in cui vivi ti rema contro, dovrai comunque faticare parecchio per raggiungere i tuoi obiettivi!
Analogamente, potrai avere anche un QI elevato, ma se alle tue spalle ci sono traumi e vissuti difficili, quell’intelligenza non te li cancellerà di un colpo, ti aiuterà solo a… non lasciarti sopraffare!
Tra tutte le caratteristiche viste fin ora, questa è la più intuibile.
Chi è intelligente ha fame di conoscenza.
Ma non quella superficiale da scrolling dei social.
Chi ha un elevato QI sembra essere naturalmente portato ad alimentarlo: le nuove conoscenze consentono di acquisire nuove abilità da mettere al servizio di se stesso e, con le nozioni giuste, da mettere al servizio della propria soddisfazione personale o del proprio sviluppo professionale.
La lettura di libri e la capacità di fare riflessioni profonde su se stesso e sul mondo, sono ottimi alleati.
La Velocità di Elaborazione indica il tempo in cui riusciamo a svolgere un determinato compito cognitivo.
Questa abilità è strettamente collegata alla capacità di elaborare informazioni (verbali, visive, spaziali) in modo veloce, automatico ed efficiente.
Le menti brillanti sanno liberare il potenziale creativo proprio perché sono in grado di concedersi delle pause quando ne hanno bisogno.
E’ proprio nei momenti di pausa e di sospensione delle attività quotidiane e della concentrazione che la nostra mente creativa entra in funzione e sopraggiungono intuizioni che possono aiutarci a risolvere.
Allenare la mente non richiede uno sforzo straordinario.
È una sfida accessibile e affascinante che può portare a risultati sorprendenti.
Il segreto sta nell’essere consapevoli delle nostre capacità, nella coltivazione della creatività!
Possiamo avere la macchina migliore ma senza le condizioni giuste, potrebbe essere uno spreco.
Molto spesso, anche chi è dotato di un elevato QI non riesce a sfruttare il proprio potenziale perché non sa come farlo.
In effetti, se ci pensi, fin da bambini ci insegnano a contare, fare calcoli, a studiare dai libri… ma nessuno ci spiega come poter usare quel potenziale al servizio del nostro benessere.
Eppure, sfruttando al meglio le proprie abilità cognitive -la propria intelligenza- è possibile garantirsi una vita appagante.
Esiste questo pregiudizio che l’emozione e la cognizione siano due mondi scissi, separati alla nascita, ma non è affatto così.
Lo studio di Cambridge ha dimostrato come il nostro intelletto è fortemente correlato ad alcuni tratti di personalità ma è intuibile: è chiaro che la nostra intelligenza ci può guidare nel mondo, nelle modalità in cui stringiamo legami e nell’apprendere dai nostri errori.
Questo, però, non avviene in modo automatico perché -come premesso- nessuno ci dice come fare.
Eppure costruirsi una vita appagante è possibile, proprio sfruttando le nostre capacità cognitive.
Ci pensi se riuscissi a fare di più per te stesso?
Da un lato, potresti dipendere meno dagli altri, potresti costruire una sana autonomia.
Dall’altro, saresti in grado di stringere legami reciproci e gratificanti.
È difficile usare le proprie capacità organizzative, di programmazione e di intelligenza verbale nella coppia perché in questi ambiti ci facciamo guidare dagli apprendimenti del passato.
Quelli che noi chiamiamo “impulsi”, “propensioni” o “gusti”, non sono altro che nozioni apprese e iscritte nella nostra memoria fin dall’infanzia.
E’ possibile diventare più intelligenti?
Lavora sui vecchi condizionamenti!
L’utilizzo dell’intelligenza ha molto a che fare con quello che pensiamo di noi stessi: siamo convinti di valere e di poter contare sulle nostre facoltà mentali, o la nostra tendenza è di arrenderci in partenza di fronte a ciò che esula dalle nostre abitudini perché ci raccontiamo che noi non siamo capaci?
A proposito di questa seconda tipologia, posso assicurarvi che nel passato di queste persone si trova di solito un’infanzia ricca di insuccessi scolastici e rapporti traumatici con insegnanti e genitori.
Se sono presenti vecchi condizionamenti relativi all’apprendimento, o alla fiducia in sè questo limiterà fortemente l’accesso alle proprie capacità intellettive.
La buona notizia è che, elaborando i vecchi traumi relativi all’apprendimento o a un passato difficile, le proprie potenzialità tornano disponibili per una nuova visione di se stessi, per un utilizzo più pieno della propria intelligenza.
da QUORA
Scrive Chanel Johnson, corrispondente di QUORA
Perché alcune persone invecchiano più lentamente?
Ci sono diversi fattori che possono spiegare perché alcune persone invecchiano più lentamente rispetto ad altre. Questi fattori sono legati sia alla genetica che allo stile di vita, e possono influenzare la velocità con cui il corpo invecchia. Ecco alcuni dei principali motivi:
In sintesi, l’invecchiamento è un processo complesso influenzato da una combinazione di genetica, scelte di vita e ambiente. Sebbene non possiamo fermarlo, seguire uno stile di vita sano può certamente contribuire a rallentarlo.