Numero3163.

 

G I O V A N I    D I    O G G I

 

Scrive Umberto Galimberti, filosofo, saggista e psicologo:

 

“Siamo nelle mani degli altri, al punto che il nostro pensare e il nostro sentire, la nostra gioia e la nostra malinconia non dipendono più dai moti della nostra anima che abbiamo perso e probabilmente mai conosciuto, ma dal “mi piace” o “non mi piace” espresso dagli altri, a cui ci siamo consegnati con la nostra immagine, che, per non aver mai conosciuto noi stessi, è l’unica cosa che possediamo e che vive solo nelle mani degli altri. Ci siamo espropriati ed alienati nel modo più radicale, perdendo ogni traccia di noi”.

Così sottolinea Galimberti.

Pur di metterci in mostra, abbiamo perso la nostra intimità, l’interiorità, l’essenza, il nostro pudore.
La spudoratezza diviene una virtù e viene meno la vergogna. Di intimo è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà, che ciascuno cerca di nascondere per non essere isolato dagli altri.

Ecco dunque l’importanza per i giovani di riappropriarsi della loro identità, della loro personalità, riscoprendo quei valori guida che indicano la strada giusta da percorrere per non perdersi mai e che illuminano il cammino come un faro nella notte, così da permettere loro una crescita sana, all’insegna dell’essenza e non dell’apparenza.

In tale prospettiva, il confine è labile e si finisce col perdersi, non distinguendo più ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, i colori diventano sbiaditi e la confusione predomina incontrastata, senza valori che svolgano una funzione guida.

Da ciò deriva la profonda solitudine e tristezza che connota i più giovani, spesso disorientati ed incapaci di scegliere consapevolmente e responsabilmente, insicuri e privi di una personalità forte.

A tal fine Umberto Galimberti coglie l’occasione per sottolineare come oggi sia più complicato “essere” che “apparire”, all’interno di una società in cui l’uomo stesso si è degradato al livello di merce e perciò si può esistere solo mettendosi in mostra, pubblicizzando la propria immagine.

Di conseguenza, chi non si espone, chi non si mette in mostra, non viene riconosciuto: quasi neppure ci si accorge di quella persona.

Nella società odierna, l’apparenza sembra aver completamente preso il sopravvento sull’essenza, all’insegna di un’esistenza priva di significato in cui i più giovani stentano a trovare la loro identità, omologandosi a stereotipi privi di senso, determinando ciò sicuramente degli effetti deleteri nel loro processo evolutivo di crescita.

Le parole dei ragazzi celano, in realtà, le difficoltà e le insicurezze dei giovanissimi alle prese con un mondo che pretende di plasmare ogni soggetto a suo piacimento, trasformandolo e facendolo diventare diverso da ciò che è realmente.

Omologazione, standardizzazione, spersonalizzazione: questi sono i fenomeni che si sono ormai instaurati, a cura di cattivi, ma interessati, maestri del “controllo di mercato”, che agiscono come i lupi che tengono a bada il gregge di pecore e capre. Queste verranno convenientemente tosate, senza procurare problemi.

L’influenza che subiscono è così forte ed incontrollabile che inconsapevolmente le nuove generazioni si comportano non come vorrebbero, ma come la società ritiene più corretto ed opportuno, sottostando a delle rigide regole che presuppongono l’approvazione degli altri per poter sentirsi bene con se stessi, (cioè appartenere al gregge) mostrando la propria immagine o meglio la maschera che, giorno dopo giorno, si finisce con l’indossare, dimenticando chi si è realmente.

Numero3162.

 

da  QUORA

 

10    A R G O M E N T I    C O N T R O    L’ E S I S T E N Z A    D I    D I O

 

Scrive Synesthesy, corrispondente di QUORA.

 

Innanzitutto bisogna definire cosa è dio, altrimenti stiamo parlando del nulla.

1

Una argomentazione valida per tutte le definizioni è il rasoio di Occam, che dice che tra due spiegazioni la più semplice è la più probabile. Poiché praticamente tutto ciò che capita è spiegabile senza tirare in ballo dio, non c’è nessun motivo per postularne la presenza e dover poi piegare le spiegazioni scientifiche a questo.

2

Parliamo di un dio trascendente e inconoscibile? Possiamo tirare in ballo Kant, e capire che parlare di questo è privo di significato. Un dio esterno all’universo e che non interagisce con esso equivale a un dio che non esiste.

3

Ma poi che senso ha dimostrare l’inesistenza di qualcosa? È l’esistenza a dover portare l’onere di una prova! Altrimenti finiamo come Russell e la sua teiera, che orbita incessantemente tra Marte e Giove, che nessuno ha mai visto ma a cui occorre credere per fede.

4

Ok ora definiamo dio come quell’essere descritto nella Bibbia (andrebbero bene anche altri testi, ma parlo di quello che conosco meglio). Bene, come si sa la coerenza di uno scritto non dimostra la sua verità (oppure sarebbero veri anche i Valar di Tolkien per dire), ma l’incoerenza può dimostrarne la falsità. E la bibbia è piena di contraddizioni, racconta miti ormai obsoleti e contiene troppi falsi storici. E persino ignorando tutti questi fatti, anche considerando solo il sistema morale, esso è obsoleto. La bibbia giustifica razzismo, schiavitù, sottomissione della donna all’uomo, guerra santa e sterminio dei nemici, lapidazione delle adultere, e tante altre belle cose.

5

Vogliamo ignorare i pezzi di bibbia che non ci piacciono? Ok. Dobbiamo comunque considerare il fatto che nei secoli nel nome di dio si sono fatte le peggiori cose: guerre, persecuzioni, stermini, omicidi, furti, stupri, schiavitù, conquiste. Insomma, dalle prime persecuzioni contro i pagani del quarto secolo fino alle SS tedesche con scritto “Gott mit uns” dio è con noi, e gli attuali fondamentalisti che sono meno di un tempo ma non certo zero, dobbiamo pensare che dio esista e abbia permesso tutto ciò nel suo nome. Siamo sicuri che questo sia dio?

6

Lasciamo stare le specifiche religioni. Definiamo dio come un essere buono, onnipotente, e ovviamente esistente. Bene, guardiamoci in faccia: il mondo fa schifo, uomini o topi che siano i suoi abitanti. Un dio che governa questo mondo non può avere tutte quelle caratteristiche. O è buono ma non è onnipotente, o è onnipotente ma non è buono. O magari è buono e onnipotente, ma non esiste.

7

Cerchiamo di passare alla logica, e definiamo Dio ontologicamente (attraverso il fondamento dell’esistenza). Se dimostriamo che non può non esistere abbiamo visto giusto? Bene, da Sant’Anselmo a Gödel, passando da san Tommaso e Cartesio, Kant, e tutti i secoli di filosofia, è uscito fuori che non si può. Qualunque definizione si dia, o non regge, o non contiene l’esistenza come proprietà.*

8

A questo punto tocca a Carl Sagan. La conoscete la foto più famosa che ha fatto? Si chiama pallido puntino blu, pale blue dot.

That’s it. That’s home. That’s us. (Questa è essa. Questa è la nostra casa. Questo siamo noi).

Quella è la terra fotografata dalla sonda Voyager dai confini del sistema solare. Un puntino. Puntino dove le persone si uccidono letteralmente perché convinti che un essere trascendente stia lì tutto il giorno a guardare quello che fanno. Non è arroganza questa?

9

Da quando abbiamo messi in orbita il James Webb telescope, sappiamo che l’universo è enorme. Così enorme che non ha nemmeno senso che io scriva qua quante stelle esistono, è un numero che nessuno di noi capirebbe. In quante di quelle stelle esiste la vita? In quante ci sono, o ci sono state, o ci saranno esseri intelligenti che si fanno queste domande? E noi, che siamo più piccoli del più piccolo granello di sabbia, vogliamo arrogarci l’idea di un dio che ama e guarda proprio noi? Che in questo sterminato cosmo gli importa di aiutarci, ma decide anche chi aiutare e chi no? Grande arroganza, e piccola consolazione.

10

E allora perché nonostante tutto ci crediamo? Charles Darwin aveva un cane. E stavano insieme in giardino, mentre lui scriveva. Darwin aveva una specie di gazebo, con dei teli, e aveva notato che quando tirava vento, l’aria sollevava i teli e il cane ringhiava istintivamente. Perché? Perché non sapeva come mai il telo si muoveva, e allora dava la colpa a un qualche agente che non riusciva a vedere, e da cane ringhiava e abbaiava. Ecco, con dio funziona la stessa cosa. Vediamo cose che non capiamo, e diamo la colpa o il merito a un invisibile agente dotato di volontà. Aggiungiamo che questa idea viene impiantata ai bambini fin da piccolissimi, ed ecco che la frittata è fatta. Ma noi siamo migliori di così. Dobbiamo liberarci dalla superstizione e chiamare le cose col loro nome.

 

* Prova ontologica, il più noto degli argomenti per dimostrare a priori l’esistenza di dio, formulata per la prima volta da Sant’Anselmo d’Aosta (1033 – 1109) è fondato sulla necessità che l’esistenza appartenga agli attributi dell’essere perfettissimo, che altrimenti mancherebbe di una perfezione essenziale.

 

Scrive Alberto (non sono io), corrispondente di QUORA

 

Alcuni argomenti che, secondo me, dimostrano che Dio (quello cristiano, ma anche gli altri) non esiste:

  • nessuno potrà darti la stessa definizione di Dio, cambia da persona a persona, quindi per una questione linguistica nessuna delle miliardi di definizioni di Dio sarà valida;
  • tutti nasciamo atei;
  • tutti neghiamo almeno 4999 divinità, l’ateo ne nega 5000 (tutti neghiamo Zeus, Odino e Geova);
  • Dio può tutto? Può Dio creare un Dio più potente di lui? Se sì non è onnipotente, se non può, non è onnipotente;
  • Se uno sostiene di vedere un fantasma è un pazzo, se sono tanti a sostenerlo è una religione;
  • Dio ha difetti umani come la vendetta e la gelosia;
  • senza scrittura non c’è Dio nella storia…;
  • Dio non è in grado nemmeno oggi con internet di raggiungere tutti gli esseri umani con la sua religione, è un fenomeno geografico, non per nulla non esiste un solo cristiano nell’impero degli Aztechi, prima dell’arrivo degli europei;
  • non esistono nemmeno religioni simili, se troppo distanti geograficamente (per quelli che credono che tutti crediamo in un dio comune);
  • l’uomo non ha gli strumenti per comprendere Dio;
  • L’idea di Dio che hai non è minimamente vicina a quella (nella stessa religione) di 100 anni fa, cosa significa?;
  • le fonti su cui si costruiscono le religioni sono piene di inesattezze, errori scientifici, contraddizioni;
  • è casuale che man mano che la tecnologia ed il benessere avanza meno persone credono in Dio?;
  • non esiste una sole regola morale religiosa che non si possa ottenere da un ragionamento (quindi la religione non è una fonte necessaria per la morale);
  • il fatto che esistano matematici che credono in Dio, non è un argomento, esistevano grandi matematici nazisti;
  • la bellezza del mondo non dimostra l’esistenza di Dio, soprattutto perché è soggettiva, non c’è bellezza in tanti luoghi della terra;
  • cresciamo sempre credendo nel Dio giusto (e gli altri sono in torto)?;
  • c’è chi si dichiara agnostico, io onestamente no come non mi dichiaro agnostico verso i vampiri, so solo che non esistono e che sono frutto di una fantasia;
  • non è un po’ arrogante che l’intero universo esista solo per noi 8 miliardi?;
  • se distruggiamo tutti i libri i scienza verranno riscoperte le stesse leggi fisiche, mentre se distruggiamo tutte le Bibbie non ne avremo una uguale;
  • Dio non è donna! Guarda un po’ che coincidenza;
  • Dio, la sua concezione, descrizione e caratteristiche variano da popolo a popolo, da periodo storico a periodo storico, nella stessa persona con il passare degli anni.
  • La consistenza della frase “dimostrami che Dio non esiste” ha la stessa consistenza della frase “dimostrami che le fate non esistono” o “dimostrami che un Dio che ha creato Dio non esiste” o “dimostrami che Dio non è donna”
  • Tutti i testi sacri che parlano di Dio descrivono il profilo psicologico di un essere: invidioso, bugiardo, vendicativo, iracondo (sono chiaramente un prodotto umano).
  • Tutti i testi sacri sono pieni di errori storici, geografici, scientifici, psichiatrici e medici (sono chiaramente un prodotto umano).
  • Nessuno nasce credente, tutti la impariamo una religione crescendo.
  • Non esiste un solo esempio di religione che abbia una sua copia perfetta (o anche solo simile) in un’altra parte del mondo (con cui non ci siano stati contatti).
  • Se scoprissimo anche solo un pianeta alieno con forme di vita intelligenti qualsiasi “Dio terrestre” perderebbe di senso e di valore.
  • Infine vi lascio con domande che mettono un po’ di dubbi: Dio ha creato un passato finito, ma un futuro infinito? In cosa è contenuto l’universo? Chi ha creato Dio?

Numero3160.

 

F I L O S O F I A    D I    V I T A.

 

“La mia filosofia è: quello che la gente dice di me non è affar mio.
Sono quello che sono e faccio quello che faccio.
Non mi aspetto niente e accetto tutto.
E questo rende la vita più facile.
Viviamo in un mondo dove i funerali sono più importanti dei defunti, il matrimonio è più importante dell’amore, l’apparenza è più importante dell’anima.
Viviamo in una cultura del packaging (confezione) che disprezza il contenuto. ”

Sir Anthony Hopkins

Numero3152.

 

da  QUORA

 

U O M I N I

 

Scrive Marco Giallini, corrispondente di QUORA.

 

Mi sento di poter dividere gli uomini in quattro categorie che, più o meno, vanno a coprire circa il 95% dell’universo maschile.

Categoria numero 1: Gli insoddisfatti.

Tutto il giorno ripetono: la mia vita fa schifo, mia moglie non mi ama, i miei figli mi detestano.

La donna che casca in questo rapporto diventa una crocerossina. Non dice mai: io ti amo. Dice: io ti salverò.

 

Categoria numero 2: Peter Pan.

Hanno di bello che non hanno crisi di mezza età, perché sono fermi all’adolescenza.

Per loro sei un joystick, conquistarti vuole dire salire al primo livello, portarti a letto e vincere la partita.

Prediligono donne giovani, esageratamente giovani.

 

Categoria numero 3: Io vorrei – ma non posso.

Di solito, sposati con figli, ma in procinto di separarsi, in procinto di dirglielo, in procinto di andare via di casa.

Sono sempre in procinto di…., ma non fanno mai nulla, perché ora lei sta attraversando un momento difficile, perché il bambino è piccolo, perché il bambino non capirebbe.

Poi, alla festa di laurea del bambino, forse capisci che il momento giusto non arriverà mai.

 

Categoria numero 4: Infine, ci sono i buoni, belli e intelligenti.

– Ah, finalmente! Qual è il loro problema.

– La mamma.

– La mamma?

– Sì, una presenza costante e imprescindibile, fin dall’infanzia. e lì che cominciano a trasformare i loro piccoli uomini in piccoli mostri “Ma quanto è bello ‘sto pisellino? Ma come come è grosso ‘sto pisellino? Ma di chi è ‘sto pisellone?”.

Tutto il repertorio: quanto sei bello, quanto sei intelligente, quanto sei bravo.

E allora, se per metà della tua esistenza, una donna ti fa sentire Dio, perché accettare che per il resto della vita un’altra donna ti faccia sentire uno stronzo?

– Papà, però scusa, tu hai parlato del 95% degli uomini. E il restante 5%?

– Sono quelli decenti. Buona caccia al tesoro, amore mio.

Numero3151.

 

da  QUORA

 

A L I M E N T A Z I O N E    C O R R E T T A    S E N Z A    Z U C C H E R O.

 

da un POST di Hashem Al-Ghaili, corrispondente di QUORA.

 

Ecco cosa succede quando smetti completamente di mangiare zucchero.

 

Entro la prima ora, i livelli di zucchero nel sangue iniziano a stabilizzarsi man mano che il glucosio dell’ultimo pasto inizia a essere metabolizzato.

L’insulina, l’ormone responsabile della regolazione dello zucchero nel sangue, agisce per garantire che il glucosio venga utilizzato per produrre energia immediata o immagazzinato per un uso successivo.

Senza l’afflusso di zucchero, il tuo corpo fa affidamento sulle rimanenti riserve di glucosio e glicogeno per l’energia.

Questa stabilizzazione aiuta a prevenire i rapidi picchi e cali di zucchero nel sangue che possono portare a sbalzi d’umore, affaticamento e voglie.

 

Entro un giorno dall’eliminazione dello zucchero, il tuo fegato inizia a scomporre il glicogeno in glucosio per mantenere i livelli di zucchero nel sangue.

Questo processo, chiamato glicogenolisi, assicura un apporto costante di energia nonostante l’assenza di zucchero nella dieta.

Potresti iniziare a sperimentare lievi sintomi di astinenza come mal di testa, irritabilità e affaticamento man mano che il tuo corpo inizia ad adattarsi alla mancanza di zucchero.

Questi sintomi sono dovuti alla diminuzione improvvisa dei livelli di dopamina, un neurotrasmettitore associato ai centri di ricompensa e piacere del cervello, che spesso aumentano con il consumo di zucchero.

Dopo due giorni, il tuo corpo inizia a entrare in uno stato di chetosi, un processo metabolico in cui il corpo brucia i grassi immagazzinati per ricavarne energia in assenza di glucosio sufficiente.

I chetoni, che sono sottoprodotti del metabolismo dei grassi, diventano la principale fonte di energia per il tuo corpo e il tuo cervello.

Questa transizione può portare a un aumento dei livelli di energia e della chiarezza mentale, anche se alcune persone potrebbero sperimentare quella che è nota come “influenza cheto”, una serie di sintomi tra cui nausea, mal di testa e vertigini mentre il corpo si adatta a bruciare i grassi invece dello zucchero.

Questi sintomi sono generalmente temporanei e possono essere mitigati rimanendo idratati e reintegrando gli elettroliti.

 

Entro la fine della prima settimana senza zucchero, le tue preferenze di gusto potrebbero iniziare a cambiare.

Cibi che una volta sembravano insipidi potrebbero ora avere un sapore più saporito poiché le tue papille gustative diventano più sensibili alla dolcezza naturale di frutta e verdura.

Questa maggiore sensibilità può aiutare a ridurre la voglia di cibi zuccherati.

Il tuo corpo continua a produrre chetoni e, man mano che diventa più efficiente nell’usare i grassi come carburante, potresti notare una riduzione del grasso corporeo e una migliore salute metabolica.

La sensibilità all’insulina migliora, il che significa che il tuo corpo diventa più efficace nell’utilizzare il glucosio, riducendo il rischio di resistenza all’insulina e diabete di tipo 2.

Dopo circa due settimane di dieta senza zucchero, i tuoi livelli di energia si stabilizzano e potresti scoprire di avere meno cali di energia durante il giorno.

Questo perché il tuo corpo non fa più affidamento sulla rapida ma breve carica energetica dello zucchero, ma utilizza invece l’energia più stabile fornita da grassi e proteine.

La riduzione dell’assunzione di zucchero riduce anche l’infiammazione nel corpo, il che può portare a miglioramenti nella salute della pelle, riduzione del dolore alle articolazioni e un minor rischio di malattie croniche come malattie cardiache e alcuni tumori.

L’assenza di zucchero aiuta a mantenere un sano equilibrio di batteri intestinali, che è fondamentale per la digestione, la funzione immunitaria e la salute generale.

 

Dopo un mese senza zucchero, i benefici diventano ancora più evidenti.

La sensibilità all’insulina del tuo corpo continua a migliorare e potresti notare una significativa perdita di peso, in particolare nella zona addominale.

Questa riduzione del grasso viscerale, il grasso che circonda gli organi interni, riduce il rischio di sindrome metabolica e malattie cardiovascolari.

La funzionalità epatica migliora perché non deve più elaborare quantità eccessive di fruttosio, che può portare alla malattia del fegato grasso se consumato in grandi quantità nel tempo.

Anche la chiarezza mentale e la funzione cognitiva traggono beneficio dalla ridotta assunzione di zucchero, poiché il cervello funziona in modo più efficiente con una fornitura stabile di energia da grassi e proteine.

A lungo termine, mantenere una dieta senza zucchero può portare a un umore più equilibrato, a una riduzione di ansia e depressione e a una migliore salute mentale generale.

La riduzione dell’infiammazione sistemica contribuisce a una migliore salute del cuore, a una pressione sanguigna più bassa e a un sistema immunitario più forte.

Eliminando lo zucchero, hai anche meno probabilità di sviluppare problemi dentali come carie e malattie gengivali, poiché lo zucchero è una fonte di cibo primaria per i batteri nocivi nella bocca.

Numero3150.

 

da  SECOLO TRENTINO

 

L’ ORO   NON   TUTTO   LORO

 

Scrive Antonella Gioia   14 Luglio 2016.

 

Nell’era della relatività, in cui l’oggettività pare una bestemmia, sono poche le certezze cardine delle nostre esistenze: la terra che gira intorno al sole, l’acqua che bolle a 100 gradi centigradi e il Vaticano che è la multinazionale più ricca al mondo.

Un po’ come una leggenda metropolitana, in cui ognuno si arroga il diritto di esprimersi, di aggiungere un particolare macabro, solo per il gusto di stupire l’interlocutore.

Eppure sono passati già due anni dalla pubblicazione di un articolo della nota rivista Fortune, la quale smentisce l’affermazione precedente collocando il Vaticano addirittura al di fuori dei 500 più ricchi al mondo.

In realtà, una dichiarazione simile risulta assai approssimativa, considerando il fatto che lo Stato Pontificio non appartiene ad alcuna organizzazione interstatale e, di conseguenza, non è obbligato a rendere pubblici i propri bilanci.

Ciò nonostante, alcuni numeri possono aiutarci a fare chiarezza: con una superficie di 0,44 km², la Città del Vaticano conta 836 abitanti e 2886 impiegati, i quali guadagnano il 25% in meno rispetto ai lavoratori italiani di aziende private.

Non bisogna però dimenticare che i suddetti impiegati sono esenti da tasse e godono di coperture sanitarie e pensionistiche: circa i 2/3 del budget della Santa Sede sono impiegati per pagare salari, benefici e pensioni dei lavoratori.

Secondo alcune fonti interne alla Curia Romana, il tesoro Vaticano vanterebbe un ammontare di 5,7 miliardi di euro, escludendo gli immobili e i capolavori d’arte, i quali sono stati definiti da papa Francesco “tesori dell’umanità” e, di conseguenza, impossibili da vendere.

E’ proprio grazie a questi ultimi, però, che l’economia del Vaticano può contare sui grandi introiti derivanti da un turismo sempre crescente, poiché l’intero territorio costituisce un’inestimabile opera d’arte e un capitolo di storia lungo 2000 pagine.

Altra questione importante per comprendere la ricchezza pontificia è il decentramento amministrativo che si traduce in decentramento economico: la Chiesa, infatti, si divide in tre branche: il Vaticano, gli ordini religiosi e le diocesi; nel mondo ci sono circa 2800 diocesi, di cui 226 in Italia.

Pur inviando periodicamente denaro alla sede centrale, tali filiali coprono meno del 4,5% delle entrate totali, per lo più devolute in attività missionarie e opere di carità.

A proposito del decentramento della Chiesa, papa Francesco ha avviato una riforma per la riduzione delle diocesi, ritenendo eccessivo il numero di quelle italiane. Sempre secondo la rivista “Fortune”, Francesco si colloca al vertice della lista dei più grandi leader degli ultimi anni (World’s Greatest Leaders list) e potrebbe essere definito “il primo papa moderno”.

Ciò che si “rimprovera” a papa Benedetto XVI è di essere stato un grande teologo, ma un manager mediocre; e proprio grazie alla concretezza di papa Francesco, che ha portato un regime di austerità tangibile nel clero, è possibile oggi smentire parzialmente la visione di un Vaticano opulento: nel 2013, infatti, il bilancio della Santa Sede ha registrato un deficit di 33 milioni, in crisi proprio come un normale Stato laico.

Calcolando, poi, il patrimonio immobiliare, il Vaticano annovera circa 23000 proprietà tra terreni e fabbricati, di cui 600 palazzi fra istituti e conventi, 50 monasteri, più di 500 chiese e 22 conventi; quasi il 20% del patrimonio immobiliare italiano appartiene alla Chiesa.

Eppure, di tutte queste proprietà solo 2000 “spettano” al Vaticano, le quali, costituendo investimenti per la Santa Sede, fruttano tra i 15 e i 22 milioni di dollari.

Il Vaticano non è solo il capo della gerarchia ecclesiastica, ma è anche uno stato a sé stante e, come tutti gli altri stati, opera investimenti e accantona riserve: circa 920 milioni in azioni, obbligazioni e oro, con 50 milioni di dollari in riserve di oro conservati nella Riserva federale degli Stati Uniti.

Quello del bilancio della Città del Vaticano è un argomento delicato, soprattutto se si considerano i numerosi stereotipi costruiti intorno al tema.

Siamo abituati all’illustrazione di un Cupolone dai mille tentacoli, molto simile a quella della “Piovra”, raffigurante Cosa Nostra; e, in effetti, non è raro udire affermazioni del tipo: ”La Chiesa è la più grande mafia al mondo”.

Si parla di ricchezza “sporca”, di scandali, frodi e sotterfugi, in un ambiente in cui il vizio capitale dell’avarizia regna incontrastato.

Tuttavia, con una ricerca imparziale e minuziosa è possibile azzardare che l’oro non è tutto loro, riferendoci alla Città del Vaticano in quanto Stato; perché è sempre concesso esprimere il proprio parere, meglio se avvalorato da dati e numeri per evitare luoghi comuni e tautologie.

Antonella Gioia

N.d.R.: fonte Wikipedia.
Quanto vale tutto l’oro del Vaticano?
Il più grande tesoro aureo dell’umanità.

A prezzi correnti, si stima il valore di questo deposito, se esistente, ammonterebbe ad oltre 3.500 miliardi di euro, secondo quanto rilevato da Confinvest.  
22 nov. 2021

Numero3149.

 

da  QUORA

 

Quali sono le cattive abitudini che fanno male all’amore?

 

Scrive Giulia Posocco, corrispondente di QUORA.

 

Le abitudini che fanno male all’amore sono il risultato del nostro carattere e sono diverse a seconda degli individui . Tuttavia , si possono riscontrare una serie di errori comuni in tutte le relazioni :

  1. Avere una quantità di rispetto per il partner diversa da quella che abbiamo per noi stessi. Se amiamo qualcuno dobbiamo amarlo (e quindi RISPETTARLO) esattamente come facciamo con noi stessi . Se riusciamo a immedesimarci negli altri pensando “farei mai questo a me stesso?” allora possiamo costruire legami SINCERI e PURI.
  2. IL SILENZIO. Siamo essere umani dotati di parola, ciò che ci permette di comunicare , evolverci e migliorarci . Chiudersi in se stessi o “tenere il broncio” senza dare spiegazioni è nocivo e crea confusione e incomprensioni .
    Dire la propria opinione non significa imporsi o usare la cattiveria, semplicemente esprimere se stessi e avere un confronto .
  3. Giustificare le nostre azioni con la frase “SONO FATTO/A COSÌ “. Tutti coloro che si legano a questo pretesto dimostrano una grande ignoranza e chiusura mentale.
    Come si può migliorare se si dà per scontato che una volta nati rimaniamo uguali e immutati tutta la vita?
  4. Non scusarsi e non perdonare. Quando sbagliamo e danneggiamo qualcuno , se non chiediamo scusa usando la gentilezza , duplichiamo la nostra colpa . Se lo facciamo , invece , quasi la azzeriamo. Ci avete mai pensato?
    Per quanto riguarda il perdono , invece, è a nostro vantaggio perché presuppone che siamo pronti a lasciarci un comportamento o una situazione alle spalle: tutto passa , ci vuole solo tempo.
  5. Dipendere dall’altra persona. Prima di tutto bisogna essere in grado di BASTARSI . L’amore non è trovare qualcuno che ci completi , non siamo fatti a metà!
    L’amore è trovare qualcuno di completo come te capace , quando siete insieme , di creare qualcosa di ancora più grande e positivo .

 

 

Numero3148.

 

L’ E D I T T O    D I    C O S T A N T I N O

 

“La donazione di Costantino”, documento falso, che attribuiva alla Chiesa il potere temporale, è mai stato riconosciuto falso dalla Chiesa Cattolica?

 

Il documento, recante la data del 30 marzo 315, afferma di riprodurre un editto emesso dall’imperatore romano Costantino I. Con esso l’imperatore avrebbe attribuito al papa Silvestro I e ai suoi successori le seguenti concessioni:

Il primato (principatum) del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali: Costantinopoli, Alessandria d’Egitto, Antiochia e Gerusalemme;

la sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo;

la sovranità della Basilica del Laterano, in quanto “caput et vertex”, su tutte le chiese;

la superiorità del potere papale su quello imperiale.

Inoltre la Chiesa di Roma ottenne secondo il documento gli onori, le insegne e il diadema imperiale ai pontefici, ma soprattutto la giurisdizione civile sulla città di Roma, sull’Italia e sull’Impero romano d’Occidente.

L’editto confermerebbe inoltre la donazione alla Chiesa di Roma di proprietà immobiliari estese fino in Oriente. Ci sarebbe stata anche una donazione a papa Silvestro in persona del Palazzo del Laterano. l

La parte del documento su cui si basarono le rivendicazioni papali recita:

  • «In considerazione del fatto che il nostro potere imperiale è terreno, noi decretiamo che si debba venerare e onorare la nostra santissima Chiesa Romana e che il Sacro Vescovado del santo Pietro debba essere gloriosamente esaltato sopra il nostro Impero e trono terreno. Il vescovo di Roma deve regnare sopra le quattro principali sedi, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Gerusalemme, e sopra tutte le chiese di Dio nel mondo… Finalmente noi diamo a Silvestro, Papa universale, il nostro palazzo e tutte le province, palazzi e distretti della città di Roma e dell’Italia e delle regioni occidentali.»
  •  Nel 1440, l’umanista Lorenzo Valla dimostrò, senza ombra di dubbio, la falsità del documento: era scritto in un latino medievale troppo diverso da quello usato ai tempi di Costantino ed era pieno di errori storici o anacronismi.
  • Valla era un esperto filologo, il latino utilizzato nel redigere il documento è inequivocabilmente di un epoca molto più recente di quella in cui era vissuto l’imperatore Costantino. Le lingue si modificano nel tempo: ad esempio l’italiano utilizzato ai tempi di Dante Alighieri è ben diverso rispetto a quello del Manzoni, quindi se volessimo attribuire i Promessi Sposi a Dante Alighieri sarebbe ben evidente che un fiorentino del trecento non avrebbe mai potuto scrivere in quel modo. La donazione di Costantino era scritta in una lingua che mai Costantino avrebbe potuto parlare!
  • È considerato tuttora “storico” dalla Chiesa.

Numero3145.

 

da  QUORA

 

L A    D O N N A    E    L E    R E L I G I O N I

 

Scrive Paola, corrispondente di QUORA.

 

Post piuttosto lungo, inforcate gli occhiali e godetevi la lettura!

 

“Quando vedi una donna pensa che sia un demonio, che sia una sorta di inferno.” – Papa Pio II°

“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare una donna, creatura di sterco?” – Sant’Odone, abate di Cluny

“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.” – San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

“La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” – Tertulliano, teologo cristiano

“O credenti. Quando vi accingete alla preghiera lavatevi la faccia e le mani. Se avete toccato donne e non trovate acqua, cercate della polvere pulita e passatevela sulla faccia e sulle mani.” – Corano, Sura V, 6

Lo stupro (NON dei maschi!) benedetto da Dio e da una carogna di padre padrone: “Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto».” – Bibbia, Genesi XIX, 5-8

“Il velo del cristianesimo paolino: «Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza.» – San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XI

“Poiché il Sublime Corano e l’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sono vincolanti per la donna che creda nella provenienza divina del Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, indossare il velo è, quindi, un dovere preciso e inderogabile. La donna musulmana che indossa il velo, esprime per mezzo di esso in forma tacita, la sua identità islamica ed è fuorviante dall’lslàm il pensiero, purtroppo diffuso, che possa chiamarsi musulmana, la donna che non porta il velo, giustificandosi col dire che l’importante è avere fede dentro! Non hanno presente che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha chiaramente disatteso questo pensiero quando ha detto: «La fede non è presente dentro se non ci sono i comportamenti islamici che ne segnalano la presenza interiore.»” – Al Turabi Hasan, Le donne nell’ordinamento islamico della società

Lapidazione: “Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.” – Bibbia, Deuteronomio XXII, 23

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.” – Bibbia, Siracide IX, 10

“Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allàh, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione.” – Corano, Sura XXIV, 2

“Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, confinate quelle donne in una casa senz’acqua nè vitto finché non sopraggiunga la morte.” – Corano, Sura IV, 15

“I coniugi peccano non appena si abbandonano alla voluttà per cui, dopo, devono pregare: «Perdona, o Dio, la nostra colpa!»” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“Quanto maggiore il piacere, tanto più grave il peccato. Chi ama con troppo calore la moglie è un adultero!” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“L’atto coniugale è un peccato grave in nulla differente dall’adulterio e dalla dissolutezza nella misura in cui entra in ballo la passione dei sensi e l’odioso piacere, così che nessun dovere coniugale accade senza peccato e i coniugi non possono essere senza peccato.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori… È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153.

“Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone»” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10.

“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” – Sant’Ambrogio, padre della chiesa cristiana cattolica

“Vi sono tre ragioni per le quali diciamo che è l’uomo l’immagine di Dio e non la donna. Prima fra tutte: così come c’è un solo Dio e da lui tutte le cose sono nate, così un uomo è stato creato per primo e da lui sono stati nati tutti gli altri. Perciò è questa entità che è a somiglianza di Dio, vale a dire cioè che come tutte le cose procedono da Dio, così tutti gli altri uomini procedono da quest’uomo. In secondo luogo, così come dal corpo di Cristo mentre era addormentato nella morte sulla croce è derivata l’origine della chiesa cioè l’acqua ed il sangue attraverso i quali si esprimono i sacramenti con i quali vive la chiesa ed ha la sua origine e diviene sposa di Cristo, così dal fianco di Adamo mentre dormiva nel paradiso è stata formata la sua sposa quando le fu presa una costola, dalla quale Eva venne creata. In terzo luogo: così come Cristo è capo della Chiesa e governa la Chiesa, allo stesso modo il marito è capo della moglie e la regola e la governa. E’ per queste ragioni che solo l’uomo è ad immagine di Dio, e non la donna. E per queste ragioni l’uomo non deve avere come la donna un segno di soggezione, ma un segno di libertà e di preminenza.” – Uguccio, Summa, C. 33, q. 5, cap. 13.

“Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l’ignominia, io dico, del primo peccato, e l’odio insito in lei, causa dell’umana perdizione.

Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora.

Tu sei la porta del Demonio!

Tu hai mangiato dell’albero proibito!

Tu per prima hai disobbedito alla legge divina!

Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo!

Tu hai distrutto l’immagine di Dio, l’uomo!

A causa di ciò che hai fatto, il Figlio di Dio è dovuto morire!”

Tertulliano, teologo cristiano, De Cultu Feminarum, libro 1, cap 1.

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” – San Paolo, Lettere a Timoteo

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” – San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XIV, 34-35

“Le donne siano soggette ai propri mariti come al Signore, perché il marito è il capo della donna come Cristo è il capo della Chiesa.” – San Paolo, Lettera agli Efesini

“L’Apostolo vuole che la donna sia manifestamente inferiore, in ordine che la Chiesa di Dio è pura.” – Ambrosiaster, Sulla prima lettera a Timoteo 3,11.

“In verità, le donne sono di razza debole, indegne di fiducia, di mediocre intelligenza.” – Epifanio, Panarion 79, §1.

“Entrambe, la natura e la legge, mettono la donna in condizione subordinata rispetto all’uomo.” – Sant’Ireneo, Frammento n° 32

“Dovere principale della moglie è provvedere al governo della casa in subordinazione al marito. All’uomo spetta l’ultima parola in tutte le questioni economiche e domestiche e la donna deve essere pronta all’obbedienza in tutte le cose: il suo posto è soprattutto in casa. Son da condannare gli sforzi di quelle femministe le cui pretese mirano ad un’ampia uguaglianza fra uomo e donna.” – Papa Paolo VI°

“Ai fini dell’educazione cristiana di una bambina, che non sappia a che servono flauti, lire e cetre: la musica è proibita. Non deve avere cameriere graziose e curate, ma una vecchia virago seriosa, pallida, sordida che esorti di notte alla preghiera e al canto dei salmi e di giorno alle preghiere nelle ore dovute. Non deve prendere bagni che feriscono il senso del pudore di una fanciulla, la quale non dovrebbe mai vedersi nuda. Verrà allevata nel chiostro sotto lo sguardo della nonna e non guarderà in faccia nessun uomo e nemmeno saprà che esiste un altro sesso.” – San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Se è un bene non toccare una donna, allora è un male toccarla: gli sposati vivono come le bestie, infatti nel coito con le donne gli uomini non si distinguono in nulla dai porci e dagli animali irragionevoli.” – San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, picchiatele.” – Corano, Sura IV, 34

“All’uomo compete il governo, la donna deve piegarsi. L’uomo è più elevato e migliore, la donna una creatura dimidiata, una bestia idrofoba, il merito maggiore che possiede è quello di generare.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Fà il bambino con tutte le tue forze, se ci lasci la vita, muori pure, bene per te dal momento che muori compiendo un’opera nobile.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Anche se stanche e alla fine devono morire, non fa nulla, lasciale affrontare la morte, esse sono qui proprio per questo.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Se la moglie non vuole, venga la serva!” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Verso il tuo uomo dovrà andare il tuo anelito ed egli sarà il tuo signore, così dunque discendi alla sua dipendenza, così sii una delle subordinate. Le donne sono destinate principalmente a soddisfare la lussuria degli uomini. Dove c’è la morte ivi c’è il matrimonio e dove non c’è matrimonio ivi non c’è morte.” – San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

“È opportuno il voto alle donne perché sono più conservatrici e più legate agli ambienti ecclesiastici, ma ciò non toglie valore alla loro necessaria ineguaglianza e inferiorità in quanto la Sacra Scrittura sottopone soprattutto alla nostra attenzione due dei maggiori pericoli: vino e donne.” – Papa Benedetto XV°

“Ti chiederanno dei mestrui. Di’: «Sono un’impurità.» Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate.” – Corano, Sura II, 222

“Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Se l’uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale. Se uno ha un rapporto con una donna durante la sua immondezza mestruale e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.” – Bibbia, Levitico

“Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole (n.d.r.: mestruazioni). L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.” Bibbia, Levitico

“La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che rendono umida l’aria.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

“..sul conferimento degli Ordini (ad una donna), essa non potrà riceverli, perchè dal momento che un sacramento è un segno, non solo la cosa, ma anche la significazione della cosa è richiesta in tutte le azioni sacramentali; … Di conseguenza, poichè non è possibile nel sesso femminile significare una eminenza di grado, dato che la donna è in uno stato di soggezione, segue che una donna non può ricevere gli Ordini sacramentali.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, Suppl., q. 39, art 1.

“Le donne non possono ricevere l’ordinazione, perchè l’ordinazione è riservata ai membri perfetti della chiesa, da quando ad altri uomini è stata affidata la distribuzione della grazia. Le donne non sono membri perfetti della chiesa, lo sono solo gli uomini. Aggiungi a questo che le donne non sono ad immagine di Dio, ma solo gli uomini”. – Guido de Baysio, Rosarium, c. 27, q. 1, cap. 23.

“È conveniente che le donne non posseggano il potere delle chiavi perchè esse non sono ad immagine di Dio, ma solo l’uomo è gloria ed immagine di Dio. Questo perchè la donna deve essere assoggettata all’uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada.” – Antonio de Butrio, Commentaria, II, fol. 89r.

“Se «la testa della donna è l’uomo» ed è questo ad essere designato al sacerdozio, non sarebbe giusto abolire la creazione, ed abbandonare il capo per andare verso le estremità. Perchè la donna è il corpo dell’uomo, tratto dalla sua costola e sottomesso a lui, da cui è stata separata per la generazione dei figli. È lui, si è detto a lei, «che sarà il tuo padrone». È l’uomo la parte più importante della donna, essendo il suo capo. Se in base a queste premesse, non le permettiamo d’insegnare, come le si potrebbe accordare, a disprezzo della natura, di esercitare il sacerdozio? Giacchè è l’empia ignoranza dei greci che li ha spinti a ordinare sacerdotesse per divinità femminili. È escluso che questo avvenga nella legislazione di Cristo. Se fosse stato necessario essere battezzati da donne, il Signore sarebbe stato senza dubbio battezzato dalla propria madre e non da Giovanni. E quando ci ha inviati a battezzare, avrebbe mandato con noi delle donne a questo scopo. Ma in nessun luogo, nessuna disposizione nessuno scritto, ha deliberato qualcosa del genere; Egli conosceva bene ciò che è conforme alla natura perchè contemporaneamente egli era il creatore della natura e l’autore della legislazione.” – Costituzioni Apostoliche, III, n° 9.

L’aborto nella Bibbia: “Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l’aborto, perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra.” – Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste), VI, 3

Il cognato e la vedova del fratello: “Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato.” – Bibbia, Deuteronomio XXV, 5

“Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.” – Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste) VII, 26

Guai a lesbiche, gay e trans: “La donna non si metterà un indumento da uomo né l’uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.” – Bibbia, Deuteronomio XXII, 5

Guai alla donna che osa toccare il sacro fallo! “Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne compassione.” – Bibbia, Deuteronomio, XXV, 11

La dispersione del sacro seme maschile (onanismo): “Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello.» Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.” – Bibbia, Genesi XXXVIII, 7

“Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: “Non ne devi mangiare”, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: tu sei polvere e polvere tornerai!» – Bibbia, Genesi III

Tutti a riposo tranne la moglie: “… ma il settimo giorno tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.” – Bibbia, Esodo XX

E te pareva…: “Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.” – Bibbia, Siracide XXV, 20

“Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre; sarà arsa con il fuoco. Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l’olio dell’unzione e ha ricevuto l’investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti.” – Bibbia, Levitico, XXI

Fonte: Civiltà Laica

Numero3144.

 

da  QUORA

 

S A N    P A O L O    E    I L    C R I S T I A N E S I M O

 

Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA

 

Paolo di Tarso, quel farabutto insopportabile con la sindrome del messia, ha praticamente preso la figura di Gesù e l’ha trasformata in un giocattolo per le sue allucinazioni personali.

Questo tipo, un tempo un persecutore degli stessi cristiani che poi avrebbe preteso di rappresentare, ha avuto la presunzione di fondare il cristianesimo come lo conosciamo oggi. Non era altro che un ebreo insoddisfatto, con un ego gonfiato, che aveva bisogno di una terapia, non di una nuova religione.

Sai cosa c’è di peggio di uno che non sa quello che vuole? Uno che lo inventa e poi costringe tutto il mondo a seguirlo.

Quando si dice che ha “incontrato” Gesù sulla via di Damasco, bisogna chiedersi: che tipo di droga si faceva all’epoca? Ha avuto una visione mistica, dice lui. Ma per come la vedo io, probabilmente si è schiantato con la testa su un sasso e ha deciso di buttare giù un manifesto di frustrazioni represse.

Ecco il trucco: Gesù, il rivoluzionario, parlava di amore, compassione, di rovesciare il potere dei potenti.

Paolo, con il suo passato da persecutore e il suo ego da profeta fallito, ha invece costruito un cristianesimo che servisse a disciplinare, a colpevolizzare, a controllare le masse.

Non aveva né l’umanità né la genialità di Gesù, ma doveva comunque infilarsi in quella narrazione, cambiando le regole a suo piacimento.

Perché è questo che ha fatto. Ha trasformato una ribellione contro l’oppressione in un sistema di oppressione spirituale.

Dimentica l’amore per il prossimo, dimentica l’accoglienza degli emarginati.

No, Paolo si è inventato regole sessuali, morali, dogmi insopportabili, ed era ossessionato dall’idea del peccato.

E non ti sorprenda che molti dei suoi discorsi siano venati di misoginia e repressione sessuale.

Un tizio che parla di come le donne dovrebbero stare zitte in chiesa, che invita a celebrare l’astinenza come se fosse il Santo Graal.

Forse Paolo aveva qualche problema irrisolto con il sesso, con il corpo, con la sua stessa identità.

Alla fine, ha costruito una religione che rifletteva non la parola di un Dio misericordioso, ma i suoi incubi personali.

Sai cosa c’è di ridicolo? Che questa versione del cristianesimo, costruita sulle psicosi di un ex persecutore, sia diventata la forma dominante di una religione che doveva liberare l’umanità.

Invece di un messaggio d’amore e di libertà, Paolo ha creato un sistema di colpa e vergogna.

Il suo “Vangelo” non è altro che una confessione pubblica di uno che non è mai riuscito a fare pace con se stesso.

Il cristianesimo di Paolo è l’espressione di un’anima tormentata, ossessionata dal controllo e dal potere, un sistema che in nome della libertà spirituale ha incatenato le coscienze.

Cristo parlava di liberazione, Paolo parlava di sottomissione. Avventizio o no, ha trasformato il sogno in incubo.

E la parte più disgustosa? La maggior parte dei cristiani che adorano le sue lettere non si rendono nemmeno conto di essere seguaci non tanto di Cristo, ma di un uomo che non ha mai superato i suoi traumi personali.

Una religione a misura di frustrazione e paura. Altro che salvezza!

Numero3143.

 

da QUORA

 

L’ A N T R O    D E L L’  I N Q U I S I Z I O N E

 

Scrive Davide Bozzolan, corrispondente di QUORA.

 

Nel cuore oscuro della storia, tra le pieghe più nere della persecuzione e della crudeltà, si nasconde un metodo di tortura tanto agghiacciante quanto poco conosciuto: l’Antro dell’Inquisizione.

Questo terribile strumento di tortura, utilizzato nel tardo Medioevo, rappresenta un capitolo da brividi nella storia dell’orrore umano.

L’Antro dell’Inquisizione non era un’invenzione singola ma piuttosto un metodo combinato di torture che sfruttava l’oscurità e la claustrofobia per massimizzare la sofferenza.

La vittima veniva rinchiusa in una cella sotterranea, una cavità buia e angusta, progettata appositamente per amplificare la paura e la disperazione.

All’interno di questo antro, le condizioni erano spaventose: l’aria era densa, l’umidità alta e la temperatura instabile, creando un ambiente in cui i sensi erano costantemente sollecitati.

Per intensificare la tortura, i carcerieri utilizzavano un metodo psicologico chiamato “la danza delle ombre”.

Utilizzando candele e torce, proiettavano ombre distorte sulle pareti, creando illusioni spettrali che sembravano prendere vita.

Questi giochi di luce e ombra erano accompagnati da suoni inquietanti, come il crepitio di rami e il rumore di passi fantasma, che inducevano un costante stato di terrore nella vittima.

Ma l’orrore non finiva qui. I torturatori avevano l’abitudine di rivelare che la cella conteneva insetti e parassiti, di cui non esisteva alcuna prova concreta, ma che venivano accuratamente descritti in dettaglio.

La paura della infestazione e l’idea di essere mangiati vivi da creature invisibili causavano una grande angoscia psicologica.

Un colpo di scena agghiacciante è che l’Antro dell’Inquisizione non è mai stato documentato in testi storici ufficiali; si parla di esso solo attraverso racconti orali e leggende locali.

I pochi documenti storici che menzionano questa forma di tortura sono stati trovati in archivi segreti, custoditi gelosamente dalle istituzioni religiose che temevano di svelare al mondo l’orrore che avevano perpetuato.

Le vittime di questo metodo subivano anche torture fisiche.

In alcuni casi, i torturatori utilizzavano strumenti appuntiti per infliggere dolore, mentre in altri, i prigionieri erano costretti a rimanere in posizioni scomode per ore, senza cibo né acqua.

L’effetto combinato delle tortura fisica e psicologica portava spesso alla follia e alla morte.

Il mistero e la crudeltà dell’Antro dell’Inquisizione rimangono un macabro promemoria della capacità dell’uomo di infliggere sofferenza. La mancanza di documentazione ufficiale ha solo accresciuto il fascino e il terrore che circondano questa pratica.

Numero3142.

 

da  QUORA

 

Perché fu ucciso Kennedy?

 

Scrive Mario Gentile, corrispondente di QUORA.

 

Fu ucciso perché fece stampare alcuni miliardi di dollari “paralleli” non emessi della Federal Reserve (Banca privata dal 1913).

Ovvero, tentò di riappropiarsi del diritto che ha un Governo, legittimamente e democraticamente eletto, di stampare moneta.

Dopo la sua morte la quasi totalità di quei dollari furono distrutti.

Dovrebbero esistere ancora alcuni esemplari in mano a collezionisti.

Una volta divenuto presidente, John F. Kennedy capì la natura predatoria delle banche centrali private.

Capì perché Andrew Jackson aveva combattuto così duramente contro la Second Bank of the United States.

Così Kennedy emise e firmò l’Executive Order 11110 con il quale ordinava al Tesoro Americano di emettere una nuova valuta pubblica, la United States Note.

Le United States Note di Kennedy non erano prese in prestito dalla Federal Reserve, ma create direttamente dal Governo degli Stati Uniti e garantite dall’argento posseduto dagli stessi.

Rappresentava un ritorno al sistema economico sul quale si erano fondati gli Stati Uniti, ed era perfettamente legale per Kennedy fare così.

Vuoto per pieno, furono messi in circolazione circa quattro miliardi e mezzo di dollari, che riducevano il pagamento di interessi alla Federal Reserve e che allentavano il suo controllo sulla nazione.

Cinque mesi dopo John F. Kennedy fu assassinato a Dallas, Texas, e gli Stati Uniti ritirarono le banconote per distruggerle (eccetto alcuni esemplari tenuti da collezionisti).

John J. McCloy, Presidente della Chase Manhattan Bank, e Presidente della World Bank, fu nominato nella Commissione Warren (istituita per indagare sui possibili mandanti dell’assassinio), presumibilmente per evitare che l’aspetto bancario, nascosto dietro l’omicidio, venisse fuori nell’inchiesta.

Numero3141.

 

da  URBANMAGAZINE

 

5 abitudini quotidiane delle persone con un Quoziente Intellettivo basso

Il Quoziente Intellettivo (QI) è spesso usato come misura dell’intelligenza generale. Sebbene molti fattori influenzino l’intelligenza, ci sono comportamenti che sembrano più comuni nelle persone con un QI relativamente basso. È importante precisare che le abitudini descritte qui non sono indicatori esclusivi di bassa intelligenza, ma possono rivelare una certa superficialità nel pensiero o mancanza di curiosità intellettuale.

1. Assenza di Abitudini di Lettura

Le persone con un QI basso tendono a evitare la lettura regolare. La lettura, specialmente di materiale informativo o narrativo complesso, stimola il cervello, migliorando la comprensione e la capacità di analisi. Coloro che non dedicano tempo a leggere limitano le opportunità di espandere la propria conoscenza, rendendo difficile acquisire nuove competenze e approfondire la comprensione del mondo.

2. Preferenza per Discussioni Superficiali

Le conversazioni profonde e intellettualmente stimolanti richiedono una certa capacità di analisi e apertura mentale. Le persone con un basso QI spesso preferiscono discorsi su argomenti semplici e familiari, come pettegolezzi o chiacchiere banali. Questo perché affrontare argomenti più complessi richiede uno sforzo cognitivo e una capacità di comprensione che potrebbe non essere alla loro portata.

3. Dipendenza dai Social Media per l’Informazione

Informarsi esclusivamente attraverso i social media è un’abitudine comune, ma le persone con un QI basso tendono a farlo senza spirito critico. Questo comportamento porta a un’accettazione passiva di informazioni potenzialmente distorte o non verificate. Al contrario, individui con un QI più alto verificano le fonti e approfondiscono le notizie per formarsi un’opinione più precisa e basata su dati reali.

4. Assenza di Pianificazione e Progettualità

La capacità di pianificare e di porsi obiettivi a lungo termine è un segno di intelligenza pratica e maturità. Le persone con un basso QI tendono a vivere alla giornata, senza una chiara idea di dove vogliono arrivare o come raggiungere i propri obiettivi. Questa mancanza di progettualità può portare a decisioni impulsive e alla difficoltà di prevedere le conseguenze delle proprie azioni.

5. Evitare Situazioni Che Richiedono Ragionamento Complesso

Chi ha un QI basso potrebbe evitare attività che stimolano il ragionamento critico, come giochi di strategia, puzzle complessi o discussioni che implicano l’uso della logica. Preferiscono attività che richiedono un coinvolgimento mentale minimo, come guardare programmi televisivi semplici o partecipare a giochi senza grandi sfide intellettive. Questo perpetua un circolo vizioso, in cui la mente non viene sufficientemente allenata a pensare in modo analitico.

Le persone dal Quoziente Intellettivo basso spesso condividono alcune abitudini.

Conclusione

Le abitudini quotidiane possono riflettere la nostra mentalità e il nostro approccio alla vita. Sebbene il QI sia solo una parte dell’intelligenza complessiva di una persona, queste abitudini possono indicare aree su cui lavorare per migliorare le proprie capacità cognitive e la qualità della propria vita. Essere consapevoli di queste tendenze e fare uno sforzo per contrastarle può aiutare a sviluppare abitudini più salutari e stimolanti per il cervello.