Dio, che non esisti,
ti prego.
Dino Buzzati.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Dio, che non esisti,
ti prego.
Dino Buzzati.
COS’È PER TE LA VITA?
Dostoevskij : Questa vita è un inferno.
Socrate : Questa vita è una prova.
Aristotele : La vita è la mente.
Nietzsche : Questa vita è potere.
Freud : Questa vita è la morte.
Marcus : Questa vita è l’dea.
Picasso : La vita è arte.
Schopenhauer : Questa vita è sofferenza.
Bertrand Russell : La vita è competizione.
Steve Jobs : La vita è fede.
Stephen Hopkins : La vita è speranza.
Kafka : La vita, questi sono gli inizi.
da QUORA
10 scomode verità sulla vita.
Scrive Re Artù, corrispondente di QUORA.
1. **L’impermanenza**: Tutto nella vita è soggetto al cambiamento e alla transitorietà, compresi i momenti di gioia e di dolore.
2. **La natura del dolore**: Il dolore è parte integrante dell’esperienza umana e può essere inevitabile in vari momenti della vita.
3. **La morte**: La morte è una parte inevitabile del ciclo della vita e riguarda sia noi stessi che coloro che amiamo.
4. **La solitudine**: Anche se siamo circondati da persone, possiamo ancora sperimentare sentimenti di solitudine e isolamento.
5. **La responsabilità personale**: Siamo responsabili delle nostre azioni, delle nostre scelte e del nostro benessere, e non possiamo sempre incolpare gli altri o le circostanze esterne per le nostre difficoltà.
6. **L’incertezza**: Il futuro è spesso incerto e non possiamo controllare completamente ciò che accadrà nella nostra vita.
7. **L’ingiustizia**: Non sempre le persone ricevono ciò che meritano nella vita e l’ingiustizia può essere diffusa in vari contesti sociali ed economici.
8. **La fallibilità umana**: Siamo tutti imperfetti e soggetti a errori e fallimenti, ma ciò fa parte dell’esperienza umana e può essere una fonte di crescita e apprendimento.
9. **La mancanza di controllo**: Non possiamo controllare completamente le situazioni esterne o gli altri, ma possiamo controllare le nostre reazioni e le nostre prospettive.
10. **La necessità di accettazione**: Accettare la realtà così com’è, con tutte le sue sfide e imperfezioni, è un passo importante verso la pace interiore e la crescita personale.
Queste sono solo alcune possibili verità che potrebbero essere considerate scomode da accettare.
Scrive Sri Sri, corrispondente di QUORA.
1.La vita è piena di alti e bassi. Ci saranno momenti di gioia, felicità e amore, ma ci saranno anche momenti di dolore, sofferenza e perdita. È importante accettare che la vita è un mix di emozioni, sia positive che negative.
2.Nessuno è perfetto. Tutti commettiamo errori. È importante imparare dai propri errori e andare avanti.
3.Il cambiamento è inevitabile. Le cose cambiano sempre, e non possiamo controllarle. È importante essere flessibili e adattarsi al cambiamento.
4.La morte è una parte naturale della vita. Tutti moriremo un giorno. È importante affrontare la morte in modo realistico e prepararsi per essa.
5.Non possiamo controllare gli altri. Possiamo solo controllare noi stessi. È importante concentrarsi su ciò che possiamo controllare e non sprecare energie a cercare di controllare gli altri.
6.La felicità è una scelta. Possiamo scegliere di essere felici, anche nei momenti difficili. È importante coltivare una mentalità positiva e concentrarsi sulle cose buone della vita.
7.L’amore è la cosa più importante della vita. L’amore può darci gioia, conforto e sostegno. È importante coltivare l’amore nelle nostre relazioni con gli altri.
8.Dobbiamo prenderci cura di noi stessi. Dobbiamo mangiare sano, fare esercizio fisico e dormire a sufficienza per prenderci cura del nostro corpo e della nostra mente.
9.Dobbiamo aiutare gli altri. Aiutare gli altri ci rende felici e ci dà un senso di scopo.
10.Dobbiamo vivere ogni momento al massimo. La vita è breve, quindi è importante vivere ogni momento al massimo e apprezzare le cose belle della vita.
***Queste verità possono essere difficili da accettare, ma sono importanti per vivere una vita piena e significativa.
Scrive Tommaso Cardini, corrispondente di QUORA.
da QUORA
Quali sono 7 scomode verità che tutti dovrebbero sapere?
Scrive Constantin Minov, corrispondente di QUORA
Preparati a odiare questa lista, ma arrivato alla fine non potrai più ignorarla.
01. La vita è un mare d’incertezza.
La vita è imprevedibile come un mare in tempesta, e noi siamo dei fragili navigatori. Nonostante gli sforzi per tenere la rotta, onde impreviste possono sempre ribaltarci. È umano, quasi istintivo, aggrapparsi alla ricerca di certezze in questo oceano di probabilità e caos, ma è un’illusione.
La gente ama vedere il mondo in bianco e nero, vero o falso, giusto o sbagliato. Ma la realtà è fatta di sfumature e gradazioni.
Pensa a questo: abbiamo otto miliardi di persone su questo pianeta, ognuna con la sua agenda, i suoi sogni, le sue follie. In questo brodo primordiale di umanità, è praticamente garantito che ogni giorno qualche genio o idiota, truffatore o fanatico, faccia qualcosa che cambi le regole del gioco.
Ogni giorno siamo bombardati da circa 30.000 stimoli, che si sommano a un milione in un mese. Non sorprenderti se di tanto in tanto ti imbatti in qualcosa che sembra un miracolo. È pura statistica!
02. Presto avrai 70 anni.
Sembra lontano, vero? Eppure, arriverà più velocemente di quanto pensi. E la vita allora sarà radicalmente diversa da quella dei tuoi 20 o 30 anni.
Ecco alcune realtà scomode che dovrai affrontare:
E c’è di peggio: al capitalismo non importa nulla della tua felicità o del tuo benessere. Gli interessa solo il progresso e il profitto. La società ti vedrà come un peso, non come una risorsa. Dipenderai dagli altri per la maggior parte delle cose che oggi dai per scontato.
È una realtà difficile da digerire, eppure accettarla è fondamentale. Non per deprimersi, ma per vivere una vita più consapevole e appagante ORA. Il momento di vivere pienamente è questo, non domani!
03.Non esiste un modo giusto per fare le cose.
Non importa quanto ci rifletti sulle tue scelte, quanto peso dai alle variabili, NON sarai mai certo di aver fatto la scelta migliore.
La buona notizia è che sei libero di fare ciò che ti sembra giusto con la tua vita. Hai il permesso di sperimentare e provare cose nuove. La realtà è che strada facendo incontri sempre meno persone, e non c’è alcuna segnaletica. Sei per conto tuo e sta a te trovare la via.
La società ci impone spesso modelli prestabiliti, ma la verità è che non esiste un percorso universale. Ciò che funziona per gli altri potrebbe non essere adatto a te.
L’importante è ascoltare la propria voce interiore, anche se ciò significa deviare dalla strada convenzionale.
La scomoda verità è che seguire i modelli prestabiliti è più comodo. Io la chiamo “zona di comfort”. Qui svolgi il tuo lavoro ordinario, dormi, mangi, bevi, ti intrattieni e fai esattamente quello che la società ha stabilito per te: andare a lavorare per conto di qualcun altro e contribuire alla realizzazione dei loro sogni. I tuoi, intanto, restano chiusi nel cassetto, accumulando polvere e rimpianti.
04. Se davvero vuoi qualcosa, devi andartelo a prendere.
Diversamente, non ti spetta per diritto e nessuno te lo darà su un piatto d’argento. Ma se vuoi davvero qualcosa, sappi che lo spazio tra aspettativa e realtà si traduce in dolore e sofferenza.
Quindi, la maggior parte degli obiettivi che valgono la pena di essere perseguiti si paga sotto forma di stress, incertezza, burnout, rapporti con persone difficili, burocrazia, sadismo e masochismo, contrasto tra i propri incentivi e quelli altrui, seccature e assurdità varie, lunghe ore di lavoro e tanti dubbi incessanti.
05. Il lavoro duro NON ripaga sempre.
Ci viene spesso ripetuto che il duro lavoro porta inevitabilmente al successo, ma la realtà è ben più complessa. Fattori esterni, fortuna e circostanze giocano ruoli altrettanto significativi. Mentre l’impegno è certamente una parte importante dell’equazione, non garantisce il successo, e i contrattempi sono altrettanto parte integrante del percorso.
Gli incentivi fanno girare il mondo, e potresti trovarti a remare con tutte le tue forze nella barca sbagliata. Nonostante gli sforzi titanici e l’overperforming, potresti renderti conto, troppo tardi, che la soluzione più semplice era semplicemente cambiare imbarcazione.
La verità scomoda è che a volte lavorare in modo più intelligente, non più duramente, è la chiave. È essenziale riconoscere quando è il momento di perseverare e quando, invece, è meglio cambiare rotta.
06. La Percezione di Sé è un Paradosso Cognitivo
Giudichiamo gli altri attraverso le loro azioni, mentre giudichiamo noi stessi attraverso i nostri pensieri e intenzioni. Questo divario percettivo è alla radice di molti malintesi.
Ecco perché spesso crediamo di avere ragione: conosciamo le nostre motivazioni interne, ma possiamo solo ipotizzare quelle altrui basandoci su ciò che vediamo esternamente.
Questo fenomeno, noto come “l’errore fondamentale di attribuzione”, ci porta frequentemente a essere troppo severi nel giudicare gli altri e eccessivamente indulgenti con noi stessi.
La scomoda verità è che, nel corso di una vita, molte persone potrebbero non riuscire mai a superare questa distorsione cognitiva, rimanendo intrappolate in un ciclo perpetuo di giudizi distorti. Questo non solo influenza le nostre relazioni interpersonali, ma plasma profondamente il modo in cui percepiamo il mondo e interagiamo con esso.
07. Siamo tutti dei piccoli delinquenti.
Ammetterlo fa male, ma è la cruda realtà: tutti noi, in un modo o nell’altro, manipoliamo, imbrogliamo e contribuiamo al male. Il male esiste ed è un equilibrio necessario che permette al bene di esistere. Tutti commettiamo errori ed è ingenuo pensare che tali errori non dovrebbero far parte della nostra vita.
Molti si credono moralmente superiori, ma questa posizione può causare più danni di quanto immagini. Un individuo consapevole, che accetta le proprie zone d’ombra e cerca di trasformarle in qualcosa di positivo, spesso fa meno danni di chi si crede un santo.
La scomoda verità è che abbiamo tutti degli scheletri nell’armadio. La differenza sta in come scegliamo di affrontarli: negarli o usarli come trampolino per la crescita personale. Forse prima o poi arriva l’ora di fare amicizia con il nostro lato oscuro.
Scrive Elizabeth, corrispondente di QUORA
Scrive Numero ….., corrispondente di QUORA.
Scrive Riccardo Cecco, corrispondente di QUORA.
1. Le cose non si svolgono mai come avevi previsto. Avere un piano è come avere una bussola che ti orienta verso i tuoi obiettivi. Ma la vita non è un’autostrada a tre corsie: è una strada dissestata e piena di curve inattese. La chiave non è seguire rigidamente il tuo piano, ma adattarti ai cambiamenti che incontrerai lungo il cammino. Le opportunità, le persone e gli ostacoli che non avevi previsto sono ciò che rendono il viaggio interessante e, spesso, ti conducono a destinazioni migliori di quelle che avevi immaginato. Abbraccia l’incertezza e sii pronto a cambiare direzione quando necessario.
2. Ciò che hai paura di fare è ciò che hai più bisogno di fare. Se vuoi viaggiare, carica lo zaino e parti. Se vuoi diventare un gamer professionista, approccia il gioco con professionalità. Se vuoi diventare un imprenditore, apri la tua azienda. L’azione è il ponte tra l’immaginazione e la realtà.
3. Nel 95% dei casi, la strada più facile è quella sbagliata. Quando la vita ti pone davanti a un bivio e non sai quale sentiero prendere, scegli sempre quello che comincia in salita. All’inizio avrai più energie e sarai più motivato. Affronta subito le difficoltà e poi goditi la discesa.
4. Non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato. Soffrire per i dolori degli altri non rende la tua anima più nobile. Non confondere l’empatia con l’autocompiacimento. Più insisti per aiutare, più si creerà resistenza dall’altra parte. Dai la tua disponibilità e non fare altro. Se qualcuno avrà bisogno del tuo aiuto, e sarà pronto a riceverlo, te lo farà sapere.
5. Non arriverà mai il momento in cui ti sentirai pronto. Inseguire un sogno, trasferirsi dall’altra parte del mondo, lasciare un lavoro che non ti piace. Sono tutte scelte difficili e che incutono timore. Ma non c’è molto che puoi fare per renderle più facili e meno incerte. Puoi solo spalancare la porta, saltare dall’aereo e avere fede che il tuo paracadute si aprirà. Le decisioni importanti richiedono coraggio, non certezza.
6. Ogni singola persona che ami morirà, o forse morirai tu prima. Questa è la verità più dura da accettare, ma anche la più importante. La consapevolezza della morte dovrebbe spingerti a valorizzare ogni momento che passi con le persone che ami. Non dare nulla per scontato. Esprimi il tuo amore, mostra gratitudine e crea ricordi significativi. La vita è fragile e preziosa: vivila con pienezza e autenticità.
7. Non esisterà mai un tempo in cui sarai libero dai problemi. La perfezione è un’illusione. Se aspetti le condizioni ideali per essere felice, aspetterai per sempre. La vita sarà sempre piena di sfide e difficoltà. La vera serenità non deriva dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di saperseli scegliere e vivere pienamente nonostante la loro esistenza.
P E N S I E R I N I A C A S A C C I O
Le carezze esprimono ciò
che le parole non dicono.
L’amore non invecchia mai
nella mente e nel cuore
di due che si capiscono.
La bellezza di una relazione non sta
nella giovinezza del corpo
ma nella profondità dell’anima.
Lascia che la tua vita sia
un riflesso dei tuoi valori,
della tua serenità interiore
e del tuo appagamento.
da QUORA
Scrive Giulia Aglen e altri, corrispondenti di QUORA.
Come si possono riconoscere le persone intelligenti?
Hanno sempre voglia di sapere o imparare quello che non sanno, sono piene di curiosità sana;
non si annoiano mai, hanno sempre cose che vorrebbero fare/leggere/esplorare/capire;
hanno sogni, che coltivano e inseguono tutta la vita (diverso un sogno da un obiettivo concreto);
non hanno paura di discorsi astratti, non sono legati solo al materiale;
conoscono il dubbio come forma di vita, sanno che le certezze assolute non esistono, sono convenzioni;
sanno tantissimo, ma pensano di non sapere tanto e si rimettono super facilmente in discussione;
si arrabbiano e se ne vanno quando lo ritengono opportuno, senza farsi grossi problemi di quello che penseranno gli altri;
sanno ridere di se stesse, senza cadere nell’auto fustigazione (ho un dottorato in fisica, parlo francese con accento pessimo, tu ne ridi, io ne rido e passo oltre);
hanno bisogno di solitudine, di tempo per pensare;
non amano le convenzioni, nel senso che, se fare o non fare una cosa offende qualcuno, allora rispettano la convenzione, ma se non rispettare una convenzione non offende nessuno allora valutano se rispettarla o no (persona super intelligente che conosco che vive senza ferro da stiro e va a riunioni importanti con camice mai stirate).
Sembrerà paradossale ma, una grande differenza tra una persona intelligente ed una “normale” è rappresentata dal fatto che una persona intelligente comprende perfettamente di non sapere.
La persona intelligente sa che magari in certi ambiti e materie è ignorante, o comunque non molto informato.
Quindi prova a fare una domanda alla persona in questione su di un argomento che magari non conosce.
La persona comune dirà qualcosa di banale, magari ripeterà quello che hai detto tu in merito, dirà qualcosa di improvvisato e mediocre.
La persona intelligente molto semplicemente dirà: “non lo so”.
La persona comune no.
Le persone comuni… beh non si fanno problemi a trattare argomenti dei quali magari, senza neanche rendersene conto, hanno una grande confusione in testa.
Ma in alcune occasioni l’ignoranza ha il volto dell’insolenza.
Quando invece di reagire immediatamente riflette su ciò che gli hai detto e quando ha delle opinioni ma non delle certezze assolute.
L’intelligente predilige un partito o una fazione o crede in qualcosa ma non pensa che una cosa fatta dal suo partito o fazione sia necessariamente giusta.
L’intelligente non ha paura di cambiare idea nè di sbagliare e, se sbaglia, lo ammette con naturalezza senza sentirsi minimamente svalutato da questo.
L’intelligente mette in dubbio tutto quello che gli hanno insegnato e crede solo in ciò che ha sperimentato o che altri hanno ampiamente sperimentato e che è tuttora sperimentabile.
L’intelligente, anche se tutti credono in una cosa e lui no, pensa sia possibile che tutti si sbaglino tranne lui, ma senza alcuna superbia perché è sempre pronto a pensare anche a un suo errore.
da QUORA
Scrive Ajay Kumar, corrispondente di QUORA.
Come si riconosce una persona che ha un’intelligenza scarsa o mediocre?
Dalla mia esperienza personale, alcune caratteristiche generali per lo più correlate che ho notato relativamente ad una persona di scarsa intelligenza cognitiva sono:
Questa risposta viene chiaramente in sinergia con l’avvertenza che alcune o la maggior parte delle caratteristiche elencate sopra non siano determinanti o potrebbero non applicarsi a forme di intelligenza non accademica, come le abilità musicali, la sportività, l’intelligenza cinestesica, le abilità artistiche, emotive, inter/intra personali, il riconoscimento di pattern e le abilità esistenziali, spirituali e/o paranormali.
da QUORA
Scrive Marco Marastoni, corrispondente di QUORA
Come si riconosce una persona stupida?
Credo che una persona stupida sia riconoscibile già nei primi minuti di conversazione perché:
Scrive Lorenzo Fraccaroli, corrispondente di QUORA.
Come si fa a riconoscere una persona ignorante?
Le persone ignoranti sono facilmente riconoscibili basta parlarci 5 minuti per rendersene conto e sono classificabili attraverso pochi punti.
•Vorranno sempre e comunque avere ragione.
Molto raramente saranno disposte a cambiare le loro idee e i loro schemi mentali.
•Discutono e pensano attraverso luoghi comuni.
Conoscono la basilare cultura popolare e la cultura “momentanea” quindi di un fatto recentemente accaduto riguardante però anche loro stessi. Le leggende metropolitane e il sentito dire che derivi da amici familiari o conoscenti è sacro e indiscutibile.
•Uso di costante aggressività.
Se non può imporsi a parole, l’uomo ha e ha sempre avuto una sola seconda opzione: la violenza.
•Giudicano continuamente.
Passano la loro vita a giudicare il prossimo: non perderanno mai l’occasione di osservare il minimo errore delle persone, di sminuirle e insolentirle.
•Parlano e discutono di argomenti inutili.
Premessa: è ovvio che non si può sempre parlare di chimica, filosofia, economia o quant’altro; le persone hanno anche bisogno di parlare di cose futili, ma, se c’è una cosa che accomuna le persone ignoranti è il non potere e non volere uscire dai soliti 5–10 discorsi. Potrei anche elencarveli…
•Donne.
•Sesso.
•Pettegolezzi generali.
•Cosa fare sabato sera.
•Di quante ragazze e ragazzi le/gli hanno scritto su Instagram.
•Ogni tanto la citazione di qualche meme non può mancare.
•Notizie sentite qua e là.
•Calcio (non sempre però e dipende in che situazione, questa prendetela un po’ con le pinze).
•Discutono e fanno continuamente battute ripetute e risentite su argomenti che conoscono ormai tutti.
E credo abbiano degli schemi linguistici abbastanza identificabili e comuni.
Scrive Riccardo Cecco, corrispondente di QUORA.
Come si fa a riconoscere una persona tossica?
Negli ultimi anni ho fatto una gran bella pulizia di persone nella mia vita.
Non è mai facile fare una selezione, ma la vita è solo tua, e per quanto ne sai, è l’unica che hai. E le persone con cui condividi il tuo tempo influenzano enormemente il tuo benessere, quindi è cruciale scegliere con cura chi avere accanto.
Durante questo processo, ho scoperto che le persone tossiche possono essere ovunque: al lavoro, in famiglia, tra gli amici. Riconoscerle e prenderne le distanze è determinante per vivere una vita piena e serena. Anche se può essere difficile, a volte è necessario allontanarsi anche da persone a cui tieni molto, o persino che ami. Può sembrare controintuitivo, ma alla fine fa bene sia a te che a loro.
Ecco 8 caratteristiche tipiche delle persone tossiche (e come riconoscerle):
1. Danno la colpa agli altri. Le persone tossiche incolpano sempre gli altri per i loro errori, anche quando sanno di avere torto. Manipolano i fatti per sembrare innocenti.
2. Non si assumono le responsabilità. Evitano di riconoscere le proprie azioni e cercano scuse o incolpano gli altri. È difficile costruire relazioni sane con chi non ammette i propri sbagli.
3. Generano drammi. Creano conflitti per attirare l’attenzione o controllare la situazione. Esagerano le loro storie e alimentano pettegolezzi.
4. Cercano di controllare gli altri. Vogliono dire agli altri come comportarsi, vestirsi o con chi passare il tempo. Questo comportamento è oppressivo e stancante.
5. Usano tattiche manipolatorie. Giocano sul senso di colpa, sulla vergogna o sulle minacce per ottenere ciò che vogliono. Questa tattiche rendono impossibile una relazione sana.
6. Mentono. Le bugie servono a manipolare, migliorare la propria reputazione o nascondere vergogna. Se noti che qualcuno mente spesso, anche su piccole cose, è un segnale di allarme.
7. Devono sempre avere ragione. Ammettere un errore è difficile per loro, perché ferisce il loro ego.
8. Giudicano costantemente gli altri. Vedono il mondo in modo negativo e criticano gli altri per sentirsi meglio o mascherare la propria invidia.
Sicuramente ora ti starai chiedendo:
“Ma come posso evitare di introdurre persone tossiche nella mia vita?”
È molto semplice (ma non facile):
1. Stabilisci dei limiti. Definisci chiaramente i tuoi confini e comunica cosa ti dà fastidio. Se qualcuno continua a sfidarli, è un segnale che si tratta di una persona tossica.
2. Limita le interazioni. Se non puoi escluderle, riduci al minimo il tempo che passi con loro.
3. Non abbassarti al loro livello. Evita discussioni futili e, se necessario, allontanati.
4. Chiedi aiuto. Se ti senti sopraffatto, parla con amici, familiari, un terapeuta o un coach per gestire meglio la situazione.
I N T E L L I G E N Z A U M A N A E S T U P I D I T A’ U M A N A
da QUORA
Scrive Eli Lucchiari, corrispondente di QUORA.
LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA
di Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di Storia Economica a Berkeley
I grandi personaggi carismatici/demagoghi
moltiplicano/attirano gli stupidi trasformandoli
da cittadini pacifici in masse assatanate.
Quando la maggior parte di una società
è stupida allora la prevalenza del cretino
diventa dominante ed ingestibile.
Fatti:
1. gli stupidi danneggiano l’intera società;
2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;
3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;
5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché:
* generalmente vengono sorpresi dall’attacco;
* non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.
Prima Legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:
a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;
b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa facciamo da persone stupide che immancabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.
E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.
Seconda Legge
La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.
Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.
Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano).
Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, eccetera.
Terza Legge
Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Quarta Legge
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Quinta Legge
La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.
Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune:
le persone intelligenti, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili, mentre gli stupidi non lo sono.
Inoltre il suo Corollario di base: “Una persona stupida è più pericolosa di un bandito” ci conduce all’essenza della Teoria del Cipolla.
Esistono quattro tipi di persone in dipendenza del loro comportamento in una transazione:
– Disgraziato (Sfortunato):
chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
– Intelligente:
chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
– Bandito:
chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro
– Stupido:
chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Il Professor Cipolla usa un diagramma come quello della figura 1.
L’asse delle X misura i vantaggi ottenuti dalle proprie azioni.
L’asse delle Y misura i vantaggi ottenuti da altri a causa delle proprie azioni.
Chiaramente, le persone nel quadrante I sono Intelligenti, le persone nel quadrante B sono i Banditi, le persone nel quadrante D sono i Disgraziati o Sfortunati, e le persone nel quadrante S sono gli Stupidi.
E’ anche abbastanza chiaro che a seconda della loro ubicazione in questa sistema le persone avranno un maggiore o minore grado di stupidità, intelligenza, banditismo, ecc. Si può sviluppare un’ampia varietà di combinazioni come i banditi intelligenti e i banditi stupidi, dipendendo dal rapporto beneficio/danno.
La quantità del danno dovrebbe misurarsi dal punto di vista della vittima e non del bandito, e ciò fa che la maggior parte dei ladri e criminali siano abbastanza stupidi.
Ognuno può utilizzare questo sistema per studiare la stupidità ed elaborare l’applicazione della Teoria del Cipolla in tutte le sue possibili varianti.
Ma la storia non finisce qui.
Se tracciamo una linea diagonale fra gli assi, vedremo che tutta la zona che si trova in alto a destra di questa linea corrisponde ad un miglioramento nel bilancio totale del sistema, mentre gli eventi e la persone dell’altro lato si associano ad un peggioramento.
Si possono effettuare una varietà di analisi interessanti studiando le variabili in ciascuno dei quadranti come Sd e Sb, lb e Id, Ds e Di, o in tanti subquadranti come uno desidera.
Per esempio la corda M nel lato inferiore destro della maglia delinea il bandito perfetto, uno che provoca esattamente tanto danno come a sua volta ne trae vantaggio. Ovviamente da ambo i lati della diagonale si trovano situazioni di banditi imperfetti. Bi corrisponde ai banditi intelligenti e Bs ai banditi stupidi.
In un mondo popolato esclusivamente da Banditi perfetti il sistema rimarrebbe equilibrato; i danni e i vantaggi si eliminano vicendevolmente. Lo stesso effetto si verificherebbe in un mondo popolato esclusivamente da Sfortunati perfetti.
Teoricamente le persone intelligenti forniscono il maggior contributo alla società in senso generale.
Però, per quanto possa sembrare brutto, anche i banditi intelligenti contribuiscono ad un miglioramento nel bilancio della società provocando nel complesso più vantaggi che danni. Le persone sfortunate-intelligenti anche se perdono individualmente possono tenere effetti socialmente positivi.
Senza dubbio, quando la stupidità entra in scena, il danno è enormemente maggiore del beneficio a chicchessia. Ciò dimostra il punto originale: l’unico fattore più pericoloso in qualsiasi società umana è la stupidità.
Cipolla segnala che, intanto che il fattore Y è costante nel tempo, come nello spazio, una società in ascesa tiene un percentuale maggiore di gente intelligente, come una società in declino tiene un allarmante percentuale di banditi con una forte fattore di stupidità (subquadrante Bs) fra le persone al potere ed egualmente un allarmante percentuale di sfortunati (area D) fra quelli che non sono al potere.
Cipolla osserva inoltre che le persone intelligenti generalmente sanno di esserlo, i banditi anche sono consci della loro attitudine e anche le persone sfortunate hanno un forte sospetto che non tutto vada per il verso giusto.
Ma le persone stupide non sanno di essere stupide, e questa è una ragione in più che li rende estremamente pericolose.
E questo fa ritornare alla domanda originale e dolorosa: sono stupido? Ho superato vari test di coefficiente di intelligenza con buoni risultati. Sfortunatamente, so come funzionano questi test e che non dimostrano niente.
Varie persone mi hanno detto che sono intelligente. Però neanche questo dimostra niente. Queste persone possono essere forse molto considerate per dirmi la verità. O al contrario potrebbero star tentando di usare la mia stupidità per trarne vantaggio.
O potrebbero essere tanto stupidi quanto me.
Mi fermo con una piccola speranza: sono cosciente di quanto sono (o sono stato) stupido.
E questo indica che non sono completamente stupido.
da QUORA
Scrive Vincenzo Politi, corrispondente di QUORA
Quali cose il mondo invidia all’Italia?
In conclusione, all’estero ci invidiano le cose belle ma che, alla fine, non sono poi così fondamentali (si può vivere pure senza la pizza e il mandolino), oppure cose che appartengono al patrimonio storico e culturale dell’Italia e che, paradossalmente, gli italiani stessi stanno sistematicamente distruggendo. Un po’ come l’opera di “distruzione culturale” compiuta dagli sciacalli dell’ISIS, che per difendere il Medio Oriente lo stanno letteralmente demolendo, più di quanto avrebbe potuto fare il tanto temuto Occidente infedele e peccatore!
da QUORA
Scrive Laura Baschi, corrispondente di QUORA.
Come si riconosce una persona molto intelligente?
Riconoscere una persona molto intelligente può essere complesso, poiché l’intelligenza si manifesta in molte forme diverse. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche e comportamenti che spesso contraddistinguono le persone particolarmente intelligenti:
Queste caratteristiche possono variare da persona a persona, ma insieme contribuiscono a formare il profilo di una persona molto intelligente.
I L L U S S O
Il lusso, quello vero,
è in ciò che il denaro
non può comprare.
D I V E N T A R E M I G L I O R I
Non c’è proprio nulla,
al di fuori di te stesso,
che possa mai permetterti
di diventare migliore.
Tutto è dentro di te.
Migliorati da solo,
col tuo costante impegno,
con i tuoi sacrifici continui.
Non cercare nulla
al di fuori di te stesso.
Miyamoto Musashi (Il libro dei Cinque Anelli)
da QUORA
Scrive Andrea Bassi, corrispondente di QUORA
Buone abitudini come essere umano:
D U B B I O A M L E T I C O
È meglio vivere una vita
piena di “peccati” piacevoli,
oppure una vita vuota
e priva di emozioni vere,
solo per paura di essere
condannati all’inferno?