Numero3306.

 

M O N O T E I S M I

 

Sono 3 le Religioni sulla terra che sono moniteiste: Cristianesimo, Islamismo, Ebraismo.

Quando tu hai un dio solo, che è la verità assoluta, non puoi più dialogare con qualcun altro.

Nel monoteismo c’è il principio dell’intolleranza.

Cosa fanno le religioni monoteiste? Controllano i ventri, perché così hanno il potere in mano.

Il potere si esercita controllando le passioni e le passioni più forti sono quelle sessuali.

Numero3255.

 

BARUCH DE ESPINOZA (SPINOZA), ebreo sefardita, filosofo razionalista (1632 – 1677)

 

Chi detiene il potere

ha bisogno che le persone

siano affette da tristezza.

 

Questo è uno dei pensieri controcorrente di questo martire dell’umanità.

 

QUI  DI  SEGUITO  ALCUNI  SUOI  RAGIONAMENTI

 

1   Smetti di lottare contro l’inevitabile.
L’universo segue le proprie leggi e la nostra frustrazione nasce dal non comprenderle o dal desiderare che siano diverse.

 

2   La libertà non consiste nel fare ciò che vogliamo, ma nel comprendere perché vogliamo ciò che vogliamo.
La persona libera non è quella che fa ciò che le pare, ma quella che agisce sulla base della conoscenza e non della reazione automatica.
Chi non conosce se stesso non è libero.

 

3   La felicità non si trova all’esterno, ma nella chiarezza interiore.
La nostra felicità non si basa su ciò che possediamo, ma su come comprendiamo la nostra stessa esistenza.

 

4   L’amore basato sulla dipendenza non è amore ma schiavitù.
L’amore è una forza che deve nascere dalla comprensione e non dal possesso.
Amare non è cercare nell’altro ciò che ci manca, ma condividere con lui ciò che già siamo.
La vera connessione con un altro essere umano non si fonda sul bisogno ma sulla libertà.
Nessuno può completare nessuno, perché nessuna relazione può riempire il vuoto di chi non ha imparato a stare in pace con se stesso.
L’amore più forte non è quello che nasce dalla paura della solitudine, ma quello che si dona senza pretese, senza l’ossessione di trattenere o l’angoscia di perdere.
Amare è comprendere e comprendere è accettare che l’altro non ci appartiene.

 

5   La paura è la radice della schiavitù, sia mentale che emotiva.
Temiamo il futuro, l’opinione degli altri, il dolore, la morte.
Ogni paura nasce dall’ignoranza.
La paura non può esistere senza la speranza, né la speranza senza la paura.
Finché continueremo a sperare che il mondo funzioni come vogliamo, la paura continuerà a governare le nostre vite.
Il potere che la paura esercita su di noi dipende dal fatto che ci fa credere di non avere controllo sulla nostra esistenza, ci spinge a cercare salvatori, guide, autorità esterne che ci dicano cosa fare e cosa pensare.
Per questo la paura è lo strumento più efficace per la manipolazione.
Chi controlla la paura della gente ne controlla anche la volontà.
I governi, le religioni, i sistemi di potere hanno usato la paura per mantenere le persone nella sottomissione,  facendo loro credere di aver bisogno di essere protette da minacce che spesso nemmeno comprendono.
Ma chi capisce la natura della paura smette di essere schiavo.
Si tratta di non lasciarsi governare da ciò che non possiamo controllare.
La paura ci fa vedere problemi dove non ci sono, ci obbliga a vivere in un’ansia costante per cose che, forse, non accadranno mai.
L’unico modo per superare la paura è la conoscenza.
Quando la paura smette di esercitare il suo dominio, la libertà diventa un ideale vicino ed un modo nuovo di vivere.

 

6   Il pensiero razionale è l’unica via verso la vera libertà.
La maggior parte delle persone crede di essere libera perché può scegliere fra diverse opzioni.
Ma questa è un’illusione.
Non è libero chi agisce per impulso, chi si lascia trascinare dalle emozioni o dalle aspettative degli altri.
La libertà autentica non è fare ciò che vogliamo in un determinato momento, ma comprendere perché vogliamo ciò che vogliamo e decidere con chiarezza.
Un uomo è libero nella misura in cui vive secondo ragione.
Non significa che la ragione debba annullare le emozioni, ma che queste non devono governarci senza la nostra comprensione.
Il problema è che molti confondono la propria libertà con la soddisfazione immediata dei propri desideri.
La persona veramente libera non è quella che segue ogni impulso, ma quella che ha compreso la natura dei propri pensieri.
La rabbia, l’invidia, l’avidità, l’attaccamento incontrollato, tutte queste emozioni che ci imprigionano sono ostacoli alla libertà, non perché siano cattive in sé, ma perché offuscano il nostro giudizio e ci rendono schiavi di reazioni automatiche.
La ragione non è fredda o priva di umanità, ma è il cammino che ci permette di agire in funzione di ciò che è realmente benefico per noi.
Questo consiglio non significa che dobbiamo essere completamente razionali in ogni momento, ma che la ragione deve essere la nostra guida.
Quanto più comprendiamo il mondo e la nostra natura, tanto meno dipendiamo da illusioni e false aspettative.
La libertà non è vivere senza regole, ma vivere con comprensione e chi ha raggiunto questo stato non è più prigioniero del proprio ambiente, perché ha trovato dentro di sé la fonte del proprio potere.

 

7   La pace interiore si trova nell’armonia con la natura, non nel senso di ritirarsi nei boschi, o di disconnettersi dal mondo, ma nell’accettare che siamo parte di un tutto più grande che non possiamo controllare.
L’uomo libero non pensa a nulla meno che alla morte e la sua saggezza è una meditazione non sulla morte ma sulla vita.
Non ha senso vivere nella paura del destino, della perdita, del cambiamento.
La natura segue il suo corso, con o senza la nostra approvazione e, prima lo comprendiamo, prima possiamo vivere senza angoscia.
Questa visione è radicalmente diversa da altre filosofie che cercano la felicità in ideali irraggiungibili o in promesse di un’altra vita.
Il senso dell’esistenza non sta in ciò che speriamo ma in ciò che già è.
La gioia non è una meta futura, ma uno stato che nasce quando smettiamo di lottare contro l’inevitabile.
Non è l’assenza di problemi a darci serenità, ma la comprensione che la nostra sofferenza nasce dalla nostra resistenza ad accettare la realtà.
Chi comprende questo non vede più la vita come un campo di battaglia, ma come l’espressione della natura che, semplicemente, è.
Non è una strada facile, non ci sono promesse di un conforto immediato.
Ci vuole un cambiamento profondo nel nostro modo di vedere il mondo.
Ma chi lo comprende, scopre qualcosa che pochi riescono a trovare, una libertà che non dipende da nulla di esterno, una felicità che non si spezza con le circostanze, una vita in cui non si cerca più di fuggire dal presente, ma di abitarlo e viverlo in totale chiarezza e pienezza.
E, forse, dopo tutto, questa è forse l’unica vera maniera di superare la paura, il dubbio e la sofferenza.

 

Non è tutto qui il pensiero di Spinoza: ci sono molti altri argomenti di carattere teologico, metafisico e fideistico che hanno fatto sollevare contro di lui tutta la comunità ebraica olandese, portatrice e custode dei dogmatismi ancestrali di quella religione.
Per aver detto le cose sopra scritte e per le sue posizioni contrarie alle istituzioni religiose ebraiche, tale e tanto era il livore che nutrivano i suoi correligionari nei suoi confronti che le autorità religiose formularono un anatema spaventoso contro di lui, una scomunica che è qui sotto riportata.

 

“Secondo la decisione degli angeli e del giudizio dei santi,
bandiamo, scomunichiamo, malediciamo e cacciamo Baruch de Espinoza.
Sia maledetto nel giorno, sia maledetto nella notte, sia maledetto quando si posa, sia maledetto quando si leva, sia maledetto se esce, sia maledetto se entra.
Che Dio mai lo perdoni.
L’ira e il furor di Dio si infiammino contro quest’uomo e riversino su di lui tutte le maledizioni che stanno scritte nel libro della legge.
Si cancelli il suo nome sotto il cielo.
Che Dio lo recida, per il suo tormento, dal ceppo di Israele, con tutte le maledizioni che stanno scritte nel libro della legge.
Noi ordiniamo che nessuno abbia rapporti orali o scritti con lui, che nessuno lo soccorra, che nessuno rimanga con lui sotto il suo tetto, che nessuno gli si avvicini a meno di 4 passi, che nessuno legga alcuno scritto redatto o pubblicato da lui.”

 

 

Numero3211.

 

da  QUORA

 

 

M A S C H I L I S M O

 

Scrive Francesco Davini, corrispondente di QUORA

 

 

Eccolo qua. Francesco Davini, per dimostrare che in fondo pure noi siamo maschilisti e quindi l’Islam non fa poi niente di male, tira fuori quello che appare un frammento di Famiglia Cristiana di chissà quale epoca. In realtà non ha niente a che vedere con il famoso settimanale cattolico, ma è un foglio tratto da un opuscolo del 1895 (sì avete letto bene: 1895):

Shot dal blog Il Pozzo dei Miei Pensieri, di Ernesta.

E quindi, c’erano anche i doveri dei mariti.

Leggiamoli.

Ahi ahi ahi… come mai Francesco Davini ha saltato questa parte?

Farà mica parte di quella schiera di persone che pur di parlar male dell’Occidente, degli americani, delle democrazie liberali ecc… ossia del mondo in cui viviamo, non esita a legittimare, scusare, nascondere le peggiori nefandezze dei nostri nemici, anche se per farlo deve andare indietro nel tempo, fino al 1895, per trovare qualcosa a cui attaccarsi?

Vecchia storia.

Sia chiaro: il mondo E’ maschilista.

Lo è sempre stato e l’Occidente non ha fatto eccezione ma oggi, in tutti i paesi moderni e civili del mondo occidentale, si parla di maschilismo in termini di penalizzazione sulle carriere e sulle retribuzioni, non certo nei termini in cui il problema si manifesta nei paesi e nelle comunità islamiche.

Vedete qualche differenza? Francesco Davini non le vede…

Perché l’Islam è così maschilista?

Perché è rimasto arretrato. Non ci sono giri di parole su questo. Il semplice fatto di prendere per oro colato gli insegnamenti di un testo religioso, dimostra la profonda arretratezza di una cultura.

Francesco Davini è dovuto risalire al 1895 per trovare una traccia così discriminatoria sulle donne in Italia (e non ci ha nemmeno azzeccato…). Ecco, il mondo islamico, sulle donne (e non solo) è rimasto davvero arretrato e non al 1895 ma ancora più indietro, molto più indietro.

Numero3197.

 

da  QUORA

 

Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA

 

Il paradosso della fede: Ricchezza e ipocrisia nella Chiesa Cattolica.

 

1 – La ricchezza della Chiesa Cattolica

Un’istituzione che predica l’umiltà e la povertà, ma sguazza in una ricchezza oscena.

Milioni di fedeli si inginocchiano davanti a chiese dorate, ignari che il Vaticano possiede proprietà immobiliari in tutto il mondo, conti segreti in paradisi fiscali e un patrimonio culturale che vale miliardi.

È come se il messaggio di Cristo fosse stato tradotto in “accumula e domina”.

Hai mai visto un prete distribuire oro ai poveri?

No, perché il loro Dio predica con una mano mentre arraffa con l’altra.

 

2 – Gli scandali sessuali

I preti pedofili sono lo scheletro nell’armadio che la Chiesa non riesce più a nascondere.

E mentre il Papa piange lacrime di coccodrillo, le vittime rimangono abbandonate.

Il vero miracolo è come riescano ancora a predicare la morale quando l’intero sistema è costruito sul silenzio, sulla complicità e sull’ipocrisia.

A volte mi chiedo: quante anime saranno dannate per aver cercato giustizia contro questa macchina infernale?

 

3 – La crociata contro la scienza

Se Galileo fosse vivo oggi, probabilmente lo costringerebbero di nuovo all’abiura, stavolta in diretta streaming.

La Chiesa ha fatto del ritardo culturale un’arte, opponendosi alla scienza ogni volta che questa minaccia di demolire le loro favole medievali.

Che si tratti dell’evoluzione o dei diritti riproduttivi, preferiscono incatenare l’umanità alla sua ignoranza, piuttosto che accettare la verità.

 

4 – Il controllo sulle masse

La confessione? Un sistema di spionaggio psicologico.

 Il dogma? Una catena invisibile.

La promessa del paradiso? Un assegno scoperto che non riscuoterai mai.

La Chiesa è il miglior sistema di controllo mai inventato.

Usa la paura dell’ignoto per sottomettere le menti, rendendo le persone felici di servire un padrone invisibile.

Chi ha bisogno di prigioni quando il vero carcere è nella testa?

 

5 – L’influenza politica

Ogni volta che un prete apre bocca sulla politica, mi viene voglia di urlare.

Sono quelli che invocano la separazione tra Stato e Chiesa quando gli fa comodo, ma poi si infilano nei parlamenti per influenzare leggi sull’aborto, sul matrimonio e persino sull’eutanasia.

E lo fanno con una faccia di bronzo, mentre sorridono ai potenti che li tengono a galla.

 

6 – La vendita delle indulgenze moderne

Pensi che la Chiesa non venda più il paradiso?

Hai mai sentito parlare di messe a pagamento, pellegrinaggi milionari e donazioni obbligatorie?

Certo, non si chiama più “indulgenza”, ma il principio è lo stesso.

Paghi, ti redimi, e loro ci guadagnano.

La spiritualità è diventata un business, e il Vaticano è la multinazionale più antica del mondo.

 

7 – L’educazione religiosa

Invece di insegnare pensiero critico, inculcano senso di colpa e paura dell’inferno.

Le lezioni di religione nelle scuole sono un lavaggio del cervello travestito da educazione, progettato per produrre pecore docili pronte a seguire il pastore.

E se osi pensare da solo, sei bollato come peccatore.

Personalmente, preferisco essere un peccatore che un burattino.

 

8 – La crociata contro i diritti LGBTQ+

Nulla è più ironico di un’istituzione piena di uomini in abiti sontuosi che predicano contro i “peccati” degli altri.

La loro ossessione per i gay e i trans è patologica.

Predicano l’amore, ma odiano chiunque non rientri nei loro schemi medievali.

Mi chiedo quanti di loro, dietro porte chiuse, siano esattamente ciò che condannano con tanta veemenza.

 

9 – Le missioni nei paesi poveri

Non è carità, è colonizzazione.

Portano cibo e medicine, certo, ma solo per comprare anime.

Predicano la salvezza mentre strappano via culture millenarie e identità.

Se davvero volessero aiutare, lo farebbero senza chiedere nulla in cambio, ma è chiaro che il loro vero obiettivo è trasformare il mondo in un’enorme diocesi sottomessa.

 

10 – Il celibato sacerdotale

Una regola tanto assurda quanto disastrosa.

Come puoi consigliare famiglie e coppie quando non hai mai avuto una relazione?

Il celibato è una bomba a orologeria che ha causato innumerevoli danni.

Non è un voto di purezza; è una negazione della natura umana, e le conseguenze le pagano spesso i più deboli.

Hai mai sentito una bugia così grande raccontata così bene?

La Chiesa è il più grande spettacolo di magia mai messo in scena.

Fanno sparire la verità e ti vendono il mistero.

E noi, spettatori, continuiamo ad applaudire.

Numero3172.

 

da QUORA

 

Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA:

 

Quali sono state le maggiori nefandezze commesse dai Papi nella storia della Chiesa?

 

I papi, figure apparentemente sacre e infallibili, sono in realtà stati protagonisti di crimini, scandali e corruzioni che farebbero impallidire i peggiori tiranni della storia.

Dietro la facciata dorata di santità, spesso si nascondeva una feccia umana capace delle peggiori nefandezze. Eccone alcune per rovinarti definitivamente qualsiasi illusione di purezza ecclesiastica.

 

Alessandro VI: La famiglia Borgia, o meglio, la mafia rinascimentale

Rodrigo Borgia, alias Papa Alessandro VI, è l’incarnazione perfetta della depravazione papale. La sua elezione fu comprata con tangenti elargite a cardinali avidi come iene. Una volta sul trono di San Pietro, trasformò il Vaticano in un bordello. Festini sfrenati, orge con cortigiane, e una lista interminabile di figli illegittimi, inclusi Cesare e Lucrezia, prodotti del suo stesso seme. Per non parlare degli omicidi. Chiunque gli desse fastidio finiva avvelenato. Dicono che il veleno preferito fosse la cantarella, un’arte raffinata per i papi più “creativi”.

 

Giovanni XII: Il gangster medievale

Un’altra perla rara, Giovanni XII, salì al papato a soli 18 anni e trasformò la Chiesa in un’azienda familiare di criminalità organizzata. Trascorreva le sue giornate in bordelli romani, mentre di notte benediva assassini, ladri e adulterini. Era così spudorato che benedisse un brindisi al diavolo durante una cena. Quando non era impegnato a stuprare pellegrine, si dilettava in sacrifici pagani sugli altari cristiani. Fu assassinato nel letto di una donna sposata, probabilmente dal marito cornuto. Una fine che definire “meritata” è un eufemismo.

 

Innocenzo III: Il macellaio di crociati

Sotto il pontificato di Innocenzo III, la Chiesa mostrò il suo lato più sanguinario. Non contento di scatenare le Crociate in Terra Santa, dichiarò guerra ai Catari, un movimento cristiano considerato eretico. La crociata albigese fu un massacro senza pietà. Intere città rase al suolo, migliaia di innocenti massacrati. A Béziers, quando gli chiesero come distinguere i cattolici dagli eretici, la risposta fu degna di un demonio: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”. Un genocidio con l’approvazione divina, ovviamente*.

N.d.R.: * Secondo i resoconti storici, il legato Pontificio Arnaud Amaury, incaricato di eliminare il problema della eresia Catara, poiché esisteva il rischio di non distinguere gli eretici dai praticanti cattolici, così dispose:
“Caedite eos. Novit enim Dominus qui sunt eius” = “Uccideteli tutti. Il Signore conosce infatti quelli che sono suoi”.
Furono passate a fil di spada più di 20.000 persone.

 

Leone X: La prostituzione della fede

Leone X, della famiglia Medici, trasformò la Chiesa in una macchina da soldi. Inventò il business delle indulgenze, vendendo il perdono dei peccati come se si fosse ad una bancarella al mercato. Le sue casse si gonfiavano mentre i poveri si svenavano per evitare il purgatorio. Questo sfacciato mercimonio scatenò la furia di Martin Lutero e diede inizio alla Riforma protestante. Leone X non si fermò nemmeno davanti a questo. Continuò a vivere nel lusso sfrenato, organizzando feste che avrebbero messo in imbarazzo persino i pagani dell’antica Roma.

 

Pio XII: Il silenzio davanti all’Olocausto

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pio XII fece il gioco del codardo supremo. Mentre milioni di ebrei venivano sterminati nei campi di concentramento, lui rimase in silenzio. Non una parola contro Hitler, non un gesto concreto per fermare il genocidio. Alcuni sostengono che dietro il suo silenzio ci fosse la paura di perdere il potere o, peggio, una tacita simpatia per il regime nazista. Quel silenzio fu un crimine tanto grande quanto i massacri stessi.

Questi sono solo alcuni esempi. La storia dei papi è un interminabile susseguirsi di avidità, ipocrisia e crudeltà. Hanno benedetto guerre, torturato eretici, soppresso la scienza, e persino trafficato in schiavi. Il papato, più che un trono di santità, è stato spesso un pozzo nero di perversioni e ambizioni sfrenate. Quindi, se mai ti capitasse di pensare che il Vaticano sia un simbolo di bontà, ricorda che dietro ogni veste bianca si nasconde sempre una macchia di sangue.

Numero3150.

 

da  SECOLO TRENTINO

 

L’ ORO   NON   TUTTO   LORO

 

Scrive Antonella Gioia   14 Luglio 2016.

 

Nell’era della relatività, in cui l’oggettività pare una bestemmia, sono poche le certezze cardine delle nostre esistenze: la terra che gira intorno al sole, l’acqua che bolle a 100 gradi centigradi e il Vaticano che è la multinazionale più ricca al mondo.

Un po’ come una leggenda metropolitana, in cui ognuno si arroga il diritto di esprimersi, di aggiungere un particolare macabro, solo per il gusto di stupire l’interlocutore.

Eppure sono passati già due anni dalla pubblicazione di un articolo della nota rivista Fortune, la quale smentisce l’affermazione precedente collocando il Vaticano addirittura al di fuori dei 500 più ricchi al mondo.

In realtà, una dichiarazione simile risulta assai approssimativa, considerando il fatto che lo Stato Pontificio non appartiene ad alcuna organizzazione interstatale e, di conseguenza, non è obbligato a rendere pubblici i propri bilanci.

Ciò nonostante, alcuni numeri possono aiutarci a fare chiarezza: con una superficie di 0,44 km², la Città del Vaticano conta 836 abitanti e 2886 impiegati, i quali guadagnano il 25% in meno rispetto ai lavoratori italiani di aziende private.

Non bisogna però dimenticare che i suddetti impiegati sono esenti da tasse e godono di coperture sanitarie e pensionistiche: circa i 2/3 del budget della Santa Sede sono impiegati per pagare salari, benefici e pensioni dei lavoratori.

Secondo alcune fonti interne alla Curia Romana, il tesoro Vaticano vanterebbe un ammontare di 5,7 miliardi di euro, escludendo gli immobili e i capolavori d’arte, i quali sono stati definiti da papa Francesco “tesori dell’umanità” e, di conseguenza, impossibili da vendere.

E’ proprio grazie a questi ultimi, però, che l’economia del Vaticano può contare sui grandi introiti derivanti da un turismo sempre crescente, poiché l’intero territorio costituisce un’inestimabile opera d’arte e un capitolo di storia lungo 2000 pagine.

Altra questione importante per comprendere la ricchezza pontificia è il decentramento amministrativo che si traduce in decentramento economico: la Chiesa, infatti, si divide in tre branche: il Vaticano, gli ordini religiosi e le diocesi; nel mondo ci sono circa 2800 diocesi, di cui 226 in Italia.

Pur inviando periodicamente denaro alla sede centrale, tali filiali coprono meno del 4,5% delle entrate totali, per lo più devolute in attività missionarie e opere di carità.

A proposito del decentramento della Chiesa, papa Francesco ha avviato una riforma per la riduzione delle diocesi, ritenendo eccessivo il numero di quelle italiane. Sempre secondo la rivista “Fortune”, Francesco si colloca al vertice della lista dei più grandi leader degli ultimi anni (World’s Greatest Leaders list) e potrebbe essere definito “il primo papa moderno”.

Ciò che si “rimprovera” a papa Benedetto XVI è di essere stato un grande teologo, ma un manager mediocre; e proprio grazie alla concretezza di papa Francesco, che ha portato un regime di austerità tangibile nel clero, è possibile oggi smentire parzialmente la visione di un Vaticano opulento: nel 2013, infatti, il bilancio della Santa Sede ha registrato un deficit di 33 milioni, in crisi proprio come un normale Stato laico.

Calcolando, poi, il patrimonio immobiliare, il Vaticano annovera circa 23000 proprietà tra terreni e fabbricati, di cui 600 palazzi fra istituti e conventi, 50 monasteri, più di 500 chiese e 22 conventi; quasi il 20% del patrimonio immobiliare italiano appartiene alla Chiesa.

Eppure, di tutte queste proprietà solo 2000 “spettano” al Vaticano, le quali, costituendo investimenti per la Santa Sede, fruttano tra i 15 e i 22 milioni di dollari.

Il Vaticano non è solo il capo della gerarchia ecclesiastica, ma è anche uno stato a sé stante e, come tutti gli altri stati, opera investimenti e accantona riserve: circa 920 milioni in azioni, obbligazioni e oro, con 50 milioni di dollari in riserve di oro conservati nella Riserva federale degli Stati Uniti.

Quello del bilancio della Città del Vaticano è un argomento delicato, soprattutto se si considerano i numerosi stereotipi costruiti intorno al tema.

Siamo abituati all’illustrazione di un Cupolone dai mille tentacoli, molto simile a quella della “Piovra”, raffigurante Cosa Nostra; e, in effetti, non è raro udire affermazioni del tipo: ”La Chiesa è la più grande mafia al mondo”.

Si parla di ricchezza “sporca”, di scandali, frodi e sotterfugi, in un ambiente in cui il vizio capitale dell’avarizia regna incontrastato.

Tuttavia, con una ricerca imparziale e minuziosa è possibile azzardare che l’oro non è tutto loro, riferendoci alla Città del Vaticano in quanto Stato; perché è sempre concesso esprimere il proprio parere, meglio se avvalorato da dati e numeri per evitare luoghi comuni e tautologie.

Antonella Gioia

N.d.R.: fonte Wikipedia.
Quanto vale tutto l’oro del Vaticano?
Il più grande tesoro aureo dell’umanità.

A prezzi correnti, si stima il valore di questo deposito, se esistente, ammonterebbe ad oltre 3.500 miliardi di euro, secondo quanto rilevato da Confinvest.  
22 nov. 2021

Numero3148.

 

L’ E D I T T O    D I    C O S T A N T I N O

 

“La donazione di Costantino”, documento falso, che attribuiva alla Chiesa il potere temporale, è mai stato riconosciuto falso dalla Chiesa Cattolica?

 

Il documento, recante la data del 30 marzo 315, afferma di riprodurre un editto emesso dall’imperatore romano Costantino I. Con esso l’imperatore avrebbe attribuito al papa Silvestro I e ai suoi successori le seguenti concessioni:

Il primato (principatum) del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali: Costantinopoli, Alessandria d’Egitto, Antiochia e Gerusalemme;

la sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo;

la sovranità della Basilica del Laterano, in quanto “caput et vertex”, su tutte le chiese;

la superiorità del potere papale su quello imperiale.

Inoltre la Chiesa di Roma ottenne secondo il documento gli onori, le insegne e il diadema imperiale ai pontefici, ma soprattutto la giurisdizione civile sulla città di Roma, sull’Italia e sull’Impero romano d’Occidente.

L’editto confermerebbe inoltre la donazione alla Chiesa di Roma di proprietà immobiliari estese fino in Oriente. Ci sarebbe stata anche una donazione a papa Silvestro in persona del Palazzo del Laterano. l

La parte del documento su cui si basarono le rivendicazioni papali recita:

  • «In considerazione del fatto che il nostro potere imperiale è terreno, noi decretiamo che si debba venerare e onorare la nostra santissima Chiesa Romana e che il Sacro Vescovado del santo Pietro debba essere gloriosamente esaltato sopra il nostro Impero e trono terreno. Il vescovo di Roma deve regnare sopra le quattro principali sedi, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Gerusalemme, e sopra tutte le chiese di Dio nel mondo… Finalmente noi diamo a Silvestro, Papa universale, il nostro palazzo e tutte le province, palazzi e distretti della città di Roma e dell’Italia e delle regioni occidentali.»
  •  Nel 1440, l’umanista Lorenzo Valla dimostrò, senza ombra di dubbio, la falsità del documento: era scritto in un latino medievale troppo diverso da quello usato ai tempi di Costantino ed era pieno di errori storici o anacronismi.
  • Valla era un esperto filologo, il latino utilizzato nel redigere il documento è inequivocabilmente di un epoca molto più recente di quella in cui era vissuto l’imperatore Costantino. Le lingue si modificano nel tempo: ad esempio l’italiano utilizzato ai tempi di Dante Alighieri è ben diverso rispetto a quello del Manzoni, quindi se volessimo attribuire i Promessi Sposi a Dante Alighieri sarebbe ben evidente che un fiorentino del trecento non avrebbe mai potuto scrivere in quel modo. La donazione di Costantino era scritta in una lingua che mai Costantino avrebbe potuto parlare!
  • È considerato tuttora “storico” dalla Chiesa.

Numero3145.

 

da  QUORA

 

L A    D O N N A    E    L E    R E L I G I O N I

 

Scrive Paola, corrispondente di QUORA.

 

Post piuttosto lungo, inforcate gli occhiali e godetevi la lettura!

 

“Quando vedi una donna pensa che sia un demonio, che sia una sorta di inferno.” – Papa Pio II°

“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare una donna, creatura di sterco?” – Sant’Odone, abate di Cluny

“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.” – San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

“La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” – Tertulliano, teologo cristiano

“O credenti. Quando vi accingete alla preghiera lavatevi la faccia e le mani. Se avete toccato donne e non trovate acqua, cercate della polvere pulita e passatevela sulla faccia e sulle mani.” – Corano, Sura V, 6

Lo stupro (NON dei maschi!) benedetto da Dio e da una carogna di padre padrone: “Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto».” – Bibbia, Genesi XIX, 5-8

“Il velo del cristianesimo paolino: «Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza.» – San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XI

“Poiché il Sublime Corano e l’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sono vincolanti per la donna che creda nella provenienza divina del Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, indossare il velo è, quindi, un dovere preciso e inderogabile. La donna musulmana che indossa il velo, esprime per mezzo di esso in forma tacita, la sua identità islamica ed è fuorviante dall’lslàm il pensiero, purtroppo diffuso, che possa chiamarsi musulmana, la donna che non porta il velo, giustificandosi col dire che l’importante è avere fede dentro! Non hanno presente che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha chiaramente disatteso questo pensiero quando ha detto: «La fede non è presente dentro se non ci sono i comportamenti islamici che ne segnalano la presenza interiore.»” – Al Turabi Hasan, Le donne nell’ordinamento islamico della società

Lapidazione: “Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.” – Bibbia, Deuteronomio XXII, 23

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.” – Bibbia, Siracide IX, 10

“Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allàh, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione.” – Corano, Sura XXIV, 2

“Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, confinate quelle donne in una casa senz’acqua nè vitto finché non sopraggiunga la morte.” – Corano, Sura IV, 15

“I coniugi peccano non appena si abbandonano alla voluttà per cui, dopo, devono pregare: «Perdona, o Dio, la nostra colpa!»” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“Quanto maggiore il piacere, tanto più grave il peccato. Chi ama con troppo calore la moglie è un adultero!” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“L’atto coniugale è un peccato grave in nulla differente dall’adulterio e dalla dissolutezza nella misura in cui entra in ballo la passione dei sensi e l’odioso piacere, così che nessun dovere coniugale accade senza peccato e i coniugi non possono essere senza peccato.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori… È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153.

“Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone»” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10.

“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” – Sant’Ambrogio, padre della chiesa cristiana cattolica

“Vi sono tre ragioni per le quali diciamo che è l’uomo l’immagine di Dio e non la donna. Prima fra tutte: così come c’è un solo Dio e da lui tutte le cose sono nate, così un uomo è stato creato per primo e da lui sono stati nati tutti gli altri. Perciò è questa entità che è a somiglianza di Dio, vale a dire cioè che come tutte le cose procedono da Dio, così tutti gli altri uomini procedono da quest’uomo. In secondo luogo, così come dal corpo di Cristo mentre era addormentato nella morte sulla croce è derivata l’origine della chiesa cioè l’acqua ed il sangue attraverso i quali si esprimono i sacramenti con i quali vive la chiesa ed ha la sua origine e diviene sposa di Cristo, così dal fianco di Adamo mentre dormiva nel paradiso è stata formata la sua sposa quando le fu presa una costola, dalla quale Eva venne creata. In terzo luogo: così come Cristo è capo della Chiesa e governa la Chiesa, allo stesso modo il marito è capo della moglie e la regola e la governa. E’ per queste ragioni che solo l’uomo è ad immagine di Dio, e non la donna. E per queste ragioni l’uomo non deve avere come la donna un segno di soggezione, ma un segno di libertà e di preminenza.” – Uguccio, Summa, C. 33, q. 5, cap. 13.

“Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l’ignominia, io dico, del primo peccato, e l’odio insito in lei, causa dell’umana perdizione.

Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora.

Tu sei la porta del Demonio!

Tu hai mangiato dell’albero proibito!

Tu per prima hai disobbedito alla legge divina!

Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo!

Tu hai distrutto l’immagine di Dio, l’uomo!

A causa di ciò che hai fatto, il Figlio di Dio è dovuto morire!”

Tertulliano, teologo cristiano, De Cultu Feminarum, libro 1, cap 1.

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” – San Paolo, Lettere a Timoteo

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” – San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XIV, 34-35

“Le donne siano soggette ai propri mariti come al Signore, perché il marito è il capo della donna come Cristo è il capo della Chiesa.” – San Paolo, Lettera agli Efesini

“L’Apostolo vuole che la donna sia manifestamente inferiore, in ordine che la Chiesa di Dio è pura.” – Ambrosiaster, Sulla prima lettera a Timoteo 3,11.

“In verità, le donne sono di razza debole, indegne di fiducia, di mediocre intelligenza.” – Epifanio, Panarion 79, §1.

“Entrambe, la natura e la legge, mettono la donna in condizione subordinata rispetto all’uomo.” – Sant’Ireneo, Frammento n° 32

“Dovere principale della moglie è provvedere al governo della casa in subordinazione al marito. All’uomo spetta l’ultima parola in tutte le questioni economiche e domestiche e la donna deve essere pronta all’obbedienza in tutte le cose: il suo posto è soprattutto in casa. Son da condannare gli sforzi di quelle femministe le cui pretese mirano ad un’ampia uguaglianza fra uomo e donna.” – Papa Paolo VI°

“Ai fini dell’educazione cristiana di una bambina, che non sappia a che servono flauti, lire e cetre: la musica è proibita. Non deve avere cameriere graziose e curate, ma una vecchia virago seriosa, pallida, sordida che esorti di notte alla preghiera e al canto dei salmi e di giorno alle preghiere nelle ore dovute. Non deve prendere bagni che feriscono il senso del pudore di una fanciulla, la quale non dovrebbe mai vedersi nuda. Verrà allevata nel chiostro sotto lo sguardo della nonna e non guarderà in faccia nessun uomo e nemmeno saprà che esiste un altro sesso.” – San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Se è un bene non toccare una donna, allora è un male toccarla: gli sposati vivono come le bestie, infatti nel coito con le donne gli uomini non si distinguono in nulla dai porci e dagli animali irragionevoli.” – San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, picchiatele.” – Corano, Sura IV, 34

“All’uomo compete il governo, la donna deve piegarsi. L’uomo è più elevato e migliore, la donna una creatura dimidiata, una bestia idrofoba, il merito maggiore che possiede è quello di generare.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Fà il bambino con tutte le tue forze, se ci lasci la vita, muori pure, bene per te dal momento che muori compiendo un’opera nobile.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Anche se stanche e alla fine devono morire, non fa nulla, lasciale affrontare la morte, esse sono qui proprio per questo.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Se la moglie non vuole, venga la serva!” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Verso il tuo uomo dovrà andare il tuo anelito ed egli sarà il tuo signore, così dunque discendi alla sua dipendenza, così sii una delle subordinate. Le donne sono destinate principalmente a soddisfare la lussuria degli uomini. Dove c’è la morte ivi c’è il matrimonio e dove non c’è matrimonio ivi non c’è morte.” – San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

“È opportuno il voto alle donne perché sono più conservatrici e più legate agli ambienti ecclesiastici, ma ciò non toglie valore alla loro necessaria ineguaglianza e inferiorità in quanto la Sacra Scrittura sottopone soprattutto alla nostra attenzione due dei maggiori pericoli: vino e donne.” – Papa Benedetto XV°

“Ti chiederanno dei mestrui. Di’: «Sono un’impurità.» Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate.” – Corano, Sura II, 222

“Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Se l’uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale. Se uno ha un rapporto con una donna durante la sua immondezza mestruale e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.” – Bibbia, Levitico

“Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole (n.d.r.: mestruazioni). L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.” Bibbia, Levitico

“La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che rendono umida l’aria.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

“..sul conferimento degli Ordini (ad una donna), essa non potrà riceverli, perchè dal momento che un sacramento è un segno, non solo la cosa, ma anche la significazione della cosa è richiesta in tutte le azioni sacramentali; … Di conseguenza, poichè non è possibile nel sesso femminile significare una eminenza di grado, dato che la donna è in uno stato di soggezione, segue che una donna non può ricevere gli Ordini sacramentali.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, Suppl., q. 39, art 1.

“Le donne non possono ricevere l’ordinazione, perchè l’ordinazione è riservata ai membri perfetti della chiesa, da quando ad altri uomini è stata affidata la distribuzione della grazia. Le donne non sono membri perfetti della chiesa, lo sono solo gli uomini. Aggiungi a questo che le donne non sono ad immagine di Dio, ma solo gli uomini”. – Guido de Baysio, Rosarium, c. 27, q. 1, cap. 23.

“È conveniente che le donne non posseggano il potere delle chiavi perchè esse non sono ad immagine di Dio, ma solo l’uomo è gloria ed immagine di Dio. Questo perchè la donna deve essere assoggettata all’uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada.” – Antonio de Butrio, Commentaria, II, fol. 89r.

“Se «la testa della donna è l’uomo» ed è questo ad essere designato al sacerdozio, non sarebbe giusto abolire la creazione, ed abbandonare il capo per andare verso le estremità. Perchè la donna è il corpo dell’uomo, tratto dalla sua costola e sottomesso a lui, da cui è stata separata per la generazione dei figli. È lui, si è detto a lei, «che sarà il tuo padrone». È l’uomo la parte più importante della donna, essendo il suo capo. Se in base a queste premesse, non le permettiamo d’insegnare, come le si potrebbe accordare, a disprezzo della natura, di esercitare il sacerdozio? Giacchè è l’empia ignoranza dei greci che li ha spinti a ordinare sacerdotesse per divinità femminili. È escluso che questo avvenga nella legislazione di Cristo. Se fosse stato necessario essere battezzati da donne, il Signore sarebbe stato senza dubbio battezzato dalla propria madre e non da Giovanni. E quando ci ha inviati a battezzare, avrebbe mandato con noi delle donne a questo scopo. Ma in nessun luogo, nessuna disposizione nessuno scritto, ha deliberato qualcosa del genere; Egli conosceva bene ciò che è conforme alla natura perchè contemporaneamente egli era il creatore della natura e l’autore della legislazione.” – Costituzioni Apostoliche, III, n° 9.

L’aborto nella Bibbia: “Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l’aborto, perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra.” – Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste), VI, 3

Il cognato e la vedova del fratello: “Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato.” – Bibbia, Deuteronomio XXV, 5

“Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.” – Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste) VII, 26

Guai a lesbiche, gay e trans: “La donna non si metterà un indumento da uomo né l’uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.” – Bibbia, Deuteronomio XXII, 5

Guai alla donna che osa toccare il sacro fallo! “Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne compassione.” – Bibbia, Deuteronomio, XXV, 11

La dispersione del sacro seme maschile (onanismo): “Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello.» Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.” – Bibbia, Genesi XXXVIII, 7

“Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: “Non ne devi mangiare”, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: tu sei polvere e polvere tornerai!» – Bibbia, Genesi III

Tutti a riposo tranne la moglie: “… ma il settimo giorno tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.” – Bibbia, Esodo XX

E te pareva…: “Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.” – Bibbia, Siracide XXV, 20

“Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre; sarà arsa con il fuoco. Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l’olio dell’unzione e ha ricevuto l’investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti.” – Bibbia, Levitico, XXI

Fonte: Civiltà Laica

Numero3144.

 

da  QUORA

 

S A N    P A O L O    E    I L    C R I S T I A N E S I M O

 

Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA

 

Paolo di Tarso, quel farabutto insopportabile con la sindrome del messia, ha praticamente preso la figura di Gesù e l’ha trasformata in un giocattolo per le sue allucinazioni personali.

Questo tipo, un tempo un persecutore degli stessi cristiani che poi avrebbe preteso di rappresentare, ha avuto la presunzione di fondare il cristianesimo come lo conosciamo oggi. Non era altro che un ebreo insoddisfatto, con un ego gonfiato, che aveva bisogno di una terapia, non di una nuova religione.

Sai cosa c’è di peggio di uno che non sa quello che vuole? Uno che lo inventa e poi costringe tutto il mondo a seguirlo.

Quando si dice che ha “incontrato” Gesù sulla via di Damasco, bisogna chiedersi: che tipo di droga si faceva all’epoca? Ha avuto una visione mistica, dice lui. Ma per come la vedo io, probabilmente si è schiantato con la testa su un sasso e ha deciso di buttare giù un manifesto di frustrazioni represse.

Ecco il trucco: Gesù, il rivoluzionario, parlava di amore, compassione, di rovesciare il potere dei potenti.

Paolo, con il suo passato da persecutore e il suo ego da profeta fallito, ha invece costruito un cristianesimo che servisse a disciplinare, a colpevolizzare, a controllare le masse.

Non aveva né l’umanità né la genialità di Gesù, ma doveva comunque infilarsi in quella narrazione, cambiando le regole a suo piacimento.

Perché è questo che ha fatto. Ha trasformato una ribellione contro l’oppressione in un sistema di oppressione spirituale.

Dimentica l’amore per il prossimo, dimentica l’accoglienza degli emarginati.

No, Paolo si è inventato regole sessuali, morali, dogmi insopportabili, ed era ossessionato dall’idea del peccato.

E non ti sorprenda che molti dei suoi discorsi siano venati di misoginia e repressione sessuale.

Un tizio che parla di come le donne dovrebbero stare zitte in chiesa, che invita a celebrare l’astinenza come se fosse il Santo Graal.

Forse Paolo aveva qualche problema irrisolto con il sesso, con il corpo, con la sua stessa identità.

Alla fine, ha costruito una religione che rifletteva non la parola di un Dio misericordioso, ma i suoi incubi personali.

Sai cosa c’è di ridicolo? Che questa versione del cristianesimo, costruita sulle psicosi di un ex persecutore, sia diventata la forma dominante di una religione che doveva liberare l’umanità.

Invece di un messaggio d’amore e di libertà, Paolo ha creato un sistema di colpa e vergogna.

Il suo “Vangelo” non è altro che una confessione pubblica di uno che non è mai riuscito a fare pace con se stesso.

Il cristianesimo di Paolo è l’espressione di un’anima tormentata, ossessionata dal controllo e dal potere, un sistema che in nome della libertà spirituale ha incatenato le coscienze.

Cristo parlava di liberazione, Paolo parlava di sottomissione. Avventizio o no, ha trasformato il sogno in incubo.

E la parte più disgustosa? La maggior parte dei cristiani che adorano le sue lettere non si rendono nemmeno conto di essere seguaci non tanto di Cristo, ma di un uomo che non ha mai superato i suoi traumi personali.

Una religione a misura di frustrazione e paura. Altro che salvezza!

Numero3143.

 

da QUORA

 

L’ A N T R O    D E L L’  I N Q U I S I Z I O N E

 

Scrive Davide Bozzolan, corrispondente di QUORA.

 

Nel cuore oscuro della storia, tra le pieghe più nere della persecuzione e della crudeltà, si nasconde un metodo di tortura tanto agghiacciante quanto poco conosciuto: l’Antro dell’Inquisizione.

Questo terribile strumento di tortura, utilizzato nel tardo Medioevo, rappresenta un capitolo da brividi nella storia dell’orrore umano.

L’Antro dell’Inquisizione non era un’invenzione singola ma piuttosto un metodo combinato di torture che sfruttava l’oscurità e la claustrofobia per massimizzare la sofferenza.

La vittima veniva rinchiusa in una cella sotterranea, una cavità buia e angusta, progettata appositamente per amplificare la paura e la disperazione.

All’interno di questo antro, le condizioni erano spaventose: l’aria era densa, l’umidità alta e la temperatura instabile, creando un ambiente in cui i sensi erano costantemente sollecitati.

Per intensificare la tortura, i carcerieri utilizzavano un metodo psicologico chiamato “la danza delle ombre”.

Utilizzando candele e torce, proiettavano ombre distorte sulle pareti, creando illusioni spettrali che sembravano prendere vita.

Questi giochi di luce e ombra erano accompagnati da suoni inquietanti, come il crepitio di rami e il rumore di passi fantasma, che inducevano un costante stato di terrore nella vittima.

Ma l’orrore non finiva qui. I torturatori avevano l’abitudine di rivelare che la cella conteneva insetti e parassiti, di cui non esisteva alcuna prova concreta, ma che venivano accuratamente descritti in dettaglio.

La paura della infestazione e l’idea di essere mangiati vivi da creature invisibili causavano una grande angoscia psicologica.

Un colpo di scena agghiacciante è che l’Antro dell’Inquisizione non è mai stato documentato in testi storici ufficiali; si parla di esso solo attraverso racconti orali e leggende locali.

I pochi documenti storici che menzionano questa forma di tortura sono stati trovati in archivi segreti, custoditi gelosamente dalle istituzioni religiose che temevano di svelare al mondo l’orrore che avevano perpetuato.

Le vittime di questo metodo subivano anche torture fisiche.

In alcuni casi, i torturatori utilizzavano strumenti appuntiti per infliggere dolore, mentre in altri, i prigionieri erano costretti a rimanere in posizioni scomode per ore, senza cibo né acqua.

L’effetto combinato delle tortura fisica e psicologica portava spesso alla follia e alla morte.

Il mistero e la crudeltà dell’Antro dell’Inquisizione rimangono un macabro promemoria della capacità dell’uomo di infliggere sofferenza. La mancanza di documentazione ufficiale ha solo accresciuto il fascino e il terrore che circondano questa pratica.

Numero3133.

 

da  QUORA

 

Per quale motivo gli Ebrei sono stati e sono il popolo più perseguitato della storia?

 

Scrive Francesco Andreoli Sussex, corrispondente di QUORA

 

3.000 anni fa, gli ebrei erano un popolo minuscolo, circondato da decine di altri popoli, che vivevano in un paese esteso quanto per es. la Lombardia, con una cultura copiata da tutti i popoli circostanti, con una storia molto simile a quella di ogni altro popolo. Come loro Dio avevano scelto YHWH, un Dio onnipotente, esclusivo, unico, che domina tutto, spiegando tutte le avversità della vita come una punizione inflitta da YHWH per non aver obbedito ai suoi comandamenti. Disse loro di sterminare i popoli che vivevano in Canaan e di conquistare il loro paese, perché facevano cose orribili come sacrificare bambini a Baal/Moloch, cosa che YHWH proibisce… Successivamente la loro terra fu conquistata dai Romani e gli ebrei si dispersero in tutto l’impero.

All’imperatore Costantino piacque l’idea di un unico Dio, e radunò tutti i teologi dell’impero Romano al Concilio di Nicea nel 325 d.C. per creare una nuova religione che unificasse tutti i popoli per evitare litigi (il mio Dio è migliore del tuo.. come le squadre di calcio) fondendo tutte le credenze esistenti.

I contatti con l’india portarono all’introduzione di concetti buddisti come “Se ti colpiscono su una guancia, porgi l’altra”… “se ti chiedono la tunica devi dare anche il mantello…” e “le tasse devono essere pagate”.

Dall’induismo presero l’idea di lavare via i peccati con un bagno nel fiume.

I celti avevano l’abitudine di sacrificare persone per ottenere la remissione dei peccati da Dio… e lì hai l’idea di un uomo sulla croce… sacrificato per l’assoluzione dei nostri peccati…

Dall’antica Grecia importarono il concetto di nascita verginale.

Dall’antica mitologia egizia importarono l’immagine di Iside, trasformandola in Maria col Bambino… il concetto di Peccato Originale ecc.

Il Dio protettore di Roma.. il Sol Invictus, fu trasformato in Gesù Cristo. Crearono una religione in cui le decisioni delle autorità dovevano essere accettate totalmente, che predicava che “gli oppressi devono sottomettersi volontariamente con entusiasmo ai loro oppressori” perché i mansueti avrebbero ottenuto giustizia “dopo la loro morte”…

Poiché il concetto filosofico secondo cui c’è UN SOLO DIO che pervade l’universo è troppo remoto per le masse, tutti gli altri Dei furono trasformati in Santi Patroni delle professioni e protettori contro le malattie per rassicurare la popolazione e darle qualcosa di umano con cui relazionarsi. L’Egiziano Osiride fu trasformato in Sant’Onofrio, Marte divenne San Martino. Helios divenne Sant’ Elia, ecc. ecc.

Naturalmente, gli ebrei rifiutarono questa religione guazzabuglio che NON AVEVA NULLA A CHE FARE con la Torah, e iniziarono a essere perseguitati.

La religione creata da Costantino e imposta da Teodosio, era però stata studiata unicamente per i cittadini dell’impero romano. Gli imperatori non erano assolutamente interessati a quello che succedeva fuori dall’impero. Abbiamo documenti che ci provano che l’imperatore cinese aveva sentito parlare dell’impero romano e della religione che vi si praticava, e scrisse chiedendo l’invio di missionari in Cina per far conosce la religione cristiana. La risposta fu chiara e netta. Le autorità religiose cristiane non erano assolutamente interessate ad esportare il Cristianesimo.

Gli ebrei che erano migrati fuori dall’impero romano, per esempio in Cina e in India NON furono perseguitati….

La situazione proseguì per secoli senza cambiare, finché un cammelliere arabo cominciò a predicare la propria religione, totalmente copiata dall’Ebraismo, e raccolse un certo numero di seguaci. Finché alla Mecca i suoi seguaci erano una piccola minoranza, predicava la tolleranza per reclamare uno spazio per la propria religione, ma dopo la fuga e la conquista della Medina, iniziò una campagna di conquista ed egli decise che la religione da lui creata dovesse essere imposta con la forza a tutto il mondo.

Ovviamente, dove arrivarono le truppe di Maometto, iniziarono le persecuzioni antiebraiche…

Numero3113.

 

da  QUORA

 

LA   FEDE   È   UNA   CAZZATA?

 

Scrive Stefano, corrispondente di QUORA.

 

L’ho detto ancora, trovo di una tristezza unica questa diatriba credenti-atei.

Mi sembrano dei bambini, gelosi del loro giocattolo.

Dialogano con la loro ideologia anziché con le altre persone.

Quindi praticamente parlano da soli.

Non crescono, non si arricchiscono, perché sono chiusi dentro la loro stanzetta quando fuori c’è il mondo.

Se la fede ti fa essere un uomo migliore, ti fa vivere in serenità e pace con gli altri, non solo non è una cazzata, ma è un valore aggiunto nella tua vita.

Così come chi è ateo ma è una persona positiva, che si spende per gli altri e per la società, è degno del più grande rispetto e di essere imitato.

Nessuno ha diritto di giudicare il mio credo, perché nessuno è me, io so quanto vale, e questo è insindacabile.

Quindi abbasso le ideologie quando vanno contro la persona e abbasso la presunzione di essere gli unici depositari della verità.

Ma soprattutto abbasso chi si mette su un piedistallo e crede di essere migliore degli altri.

 

 

Scrive Lorenzo Uplegger, corrispondente di QUORA.

 

Innanzitutto come premessa vorrei fare una distinzione tra credere in Dio e essere fedele o seguace di una religione.

Nel primo caso mi riferisco a una entità soprannaturale, o perché no, una entità universale che probabilmente ha creato l’universo e che non è detto che abbia alcun legame con l’essere umano.

Nel secondo caso, invece, per quanto riguarda la maggior parte delle religioni ed in particolare la religione cristiana, musulmana e tant’altre, Dio è strettamente legato all’essere umano.

La mia risposta si riferisce al secondo caso.

Il fedele religioso è colui che abbandona la ragione per credere a dei dogmi che derivano da dei libri scritti millenni fa e reinterpretati da autorità religiose il cui mantra è: anche se ti fai delle domande e giungi a delle conclusioni che contraddicono la logica, devi avere fede.

Abbandonati nelle braccia della chiesa, Islam etc., fidati che la bibbia, il vangelo, il corano siano la parola di Dio e anche se non riesci ad accettare mentalmente le innumerevoli contraddizioni della religione che pratichi devi essere fedele alle regole che tale religione ha costruito perché derivano dalla parola di Dio.

Siccome Dio è infintamente più intelligente di te, devi accettarle senza discussione.

Insomma tu come individuo non devi pensare.

Qualsiasi conclusione alla quale arriverai verrà soprasseduta dalla frase: devi credere, non ci puoi arrivare da solo.

Le vie del signore sono infinite.

Proprio per questa infinità di possibili strade c’è quindi bisogno della creazione di certe entità come la chiesa, l’Islam etc., che pensano loro a interpretare per te i cosiddetti testi sacri, testi in cui è stata scritta la parola di Dio.

Semplicemente la necessità di avere un gruppo di uomini che interpretano la cosiddetta parola di Dio, la quale dovrebbe essere inequivocabile, è sufficiente per me a suonare una campanella di allarme.

La prima domanda che io mi faccio è: perché, visto che io che sono cosi importante davanti agli occhi di Dio, non posso leggermi da solo la sua parola?

Questa entità, nella sua infinita saggezza, dovrebbe essere stato in grado di scrivere un libro in maniera tale che anch’io, in quanto creato a sua immagine e somiglianza, dovrei saper capire. Che necessita’ c’e’ di avere un gruppo di persone che invece lo leggono e interpretano per me?

Se un fedele quindi giunge alla mia stessa conclusione e decide di leggere direttamente la parola di Dio, con un po’ di spirito critico, inevitabilmente si renderebbe conto delle innumerevoli contraddizioni presenti in questi test sacri.

Insomma, non solo le leggi della fisica sono ignorate in innumerevoli passaggi, non si possono creare pesci dal nulla, non possono esistere cespugli che bruciano senza consumarsi, non si possono materializzare dal nulla arcangeli Gabrieli che annunciano la rivelazione etc. etc., ma anche la moralità di certi personaggi scelti da Dio è completamente aberrante agli occhi delle società moderna.

La maggior parte delle persone che nella bibbia vengono considerate scelte da Dio, nella società d’oggi si troverebbero in galera.

E quindi il fedele che si fa qualche domanda, per poter continuare nella sua fede non può che seguire il consiglio che le autorità della sua religione gli hanno inculcato fin da bambino: non puoi capire, abbi fede.

Non pensare, prega.

Per questo per me la fede, religiosa, è una cazzata.

Continua a tramandare una tradizione secondo la quale c’è un sottogruppo di persone che non sono in grado di capire Dio e quindi hanno bisogno di una guida che, in certi casi, li può mandare ad uccidere altre persone in nome di quel Dio.

Eppure c’è una alternativa: la scienza.

La scienza è per tutti: l’evidenza non può essere interpretata.

Le leggi della fisica evolvono e si raffinano, ma non si interpretano, perché sono scritte in un linguaggio universale, il linguaggio di Dio: la matematica.

Nessuno può interpretare in maniera diversa che la somma di uno e uno è uguale a due.

Questo universo si basa su delle leggi che sono scritte in un linguaggio inequivocabile che porta a delle conclusioni univoche: una mela cadrà sempre verso la superficie terrestre se si stacca da un’albero, non c’è spazio all’interpretazione.

E nonostante molti pensino che la scienza non sarà mai in grado di comprendere la natura di Dio ed è per questo che si rifugiano nell’illogicità della fede, io non sono d’accordo.

Il passo della scienza è inesorabile e basato sul vero linguaggio di Dio: la matematica.

Un giorno, chissà, la vera bibbia, sottoforma di un’equazione matematica, verrà scoperta e magari sarà in grado di confermare o confutare l’esistenza di Dio.

Oggi siamo ancora lontani da tale bibbia, ma è importante notare che nell’arco di solo qualche centinaio di anni siamo passati da una concezione dell’universo piuttosto rudimentale, l’inferno e il paradiso di Dante, a una in cui possiamo parlare di cosa è successo nei primissimi istanti della creazione di questo universo.

Ecco che, se anziché scolpire le menti dei nostri figli con un’opera d’arte che ragiona in maniera indipendente fidandosi dell’incredibile connessione tra logica e natura, costruiamo un oggetto servile a una autorità come la chiesa, I’ Islam etc., facciamo un disservizio all’umanità ed in particolare ai nostri figli stessi che tra l’altro consideriamo figli di Dio.

Insegnargli ad essere fedeli nonostante tutte le contraddizioni che la fede implica crea un’umanità in cui le persone sono abituate ad accettare la parola di qualcun altro che ne sa di più.

La fede, religiosa, è una cazzata ed è la causa della maggior parte delle ingiustizie di questo mondo.

Se solo si insegnasse fin da piccoli a ragionare piuttosto che credere e obbedire, milioni di persone non si sarebbero fatte mandare al macello perché gli è stato detto di credere in una causa più grande di loro e il mondo sarebbe un posto migliore.

E credo anche l’aldilà, visto che non ci sarebbe più bisogno dell’inferno.

 

 

Scrive Sancta Tenebrae, corrispondente di QUORA

 

Usare la parola ” cazzata ” nei confronti della spiritualità è piuttosto scorretto…ma la fede può diventare una cazzata effettivamente, guardando il modo in cui spesso viene vissuta da tanta gente, e per fede mi riferisco a qualunque ambito e contesto.

La fede è un sentimento estremamente soggettivo e personale e andrebbe appunto vissuto con l’ umiltà di non farne una verità ASSOLUTA a nome di tutti, ma di limitarsi a definirla come semplice valore personale, tenendosi aperti a poter confutarla, per quanto faccia male.

È una grande piaga quella di non aprirsi a confutare i proprio valori e non volersi arrovellare nel dubbio.

Il dubbio a volte può condurti a quella verità alla quale tutti aneliamo.

Un sacco di cristiani credono in modo assoluto al proprio culto, dando per scontato che anche tutti gli altri ci credano e quando si confrontano con te, ti dicono che Dio ti aiuterà, ma che cazz…?!

Come facciano a non capire che non tutti hanno la stessa spiritualità non lo so..

Se poi dici loro che appunto non credi in Dio spesso non ti guardano bene..

 

 

Scrive Francesco Baldessari, corrispondente di QUORA.

 

Ho sentito scienziati di valore come Steven J Gould dire che la scienza si occupa di cose diverse dalla religione e non la prova falsa.

Mi domando allora a cosa serve la fede.

Ero convinto che servisse per accettare quello che non è ragionevole, ma mi sbaglierò.

Il numero sempre crescente degli atei, l’ateismo di fatto di molti dei credenti e la diffusione che ha avuto l’empirismo sono dovuti alla constatazione che la chiesa ha centinaia di volte sentenziato, pontificato, giudicato e arso su cose delle quali non sapeva assolutamente nulla.

Se partiamo direttamente dai fatti e non dalle fantasie di dei uni e trini nati a Nazareth per poi risorgere il terzo giorno, chissà perché non il quarto o il secondo, è impossibile evitare la forte impressione che chi crede lo fa per ragioni personali, perché la fede esprime meglio le sue necessità, non perché esprima verità evidenti sulla realtà e sul mondo in cui viviamo.

Chi crede si allontana dalla verità inesorabilmente.

La verità ce l’ho io, magari in tasca?

No neppure io ce l’ho, so invece che capire la natura è un compito arduo che continua per tutta la vita e che non puoi mai dichiarare concluso.

L’unica verità accessibile agli esseri umani è l’imparare: la radice della comprensione è sempre la realtà, mai le dichiarazioni di un altro essere umano.

 

 

Scrive Manu, corrispondente di QUORA.

 

Se la imponi agli altri, sì.

Se critichi gli altri perché non ce l’hanno, sì.

Se ci credi e la tua credenza la tieni per te stesso e sei pure coerente, no.

 

 

Numero3106.

 

V E R G I N I T A’

 

In Italia siamo andati avanti per 2000 anni con le traduzioni della Bibbia dal greco e con la “Vulgata” che, nel IV secolo D.C., è stata tradotta in latino da San Gerolamo.

Dal greco antico e dal latino si sono ricavate le traduzioni della Bibbia in lingua italiana.

Nessuno aveva mai tradotto in Italiano la Bibbia direttamente dall’aramaico e dall’ebraico che sono le due lingue con cui sono stati scritti i libri che compongono la Bibbia (Bibbia = Ta Biblìa, ovvero “i libri”).

3 anni fa, le Edizioni Einaudi hanno pubblicato la prima traduzione in Italiano dall’aramaico e dall’ebraico antico a cura di Ludwig Monti, il più grande biblista che abbiamo in Italia.

Ed è stata fatta una bella scoperta.

La Bibbia, nelle due lingue antiche originali, dice che Gesù è nato da una “betullah” che, in aramaico, vuol dire “giovane ragazza”.

Che problema c’è se fosse nato da una giovane ragazza?

Solo che “betullah” è stato tradotto in greco (e da lì in Italiano) con “parthénos” che vuol dire “vergine”.

È da lì che è partita la storia che la Madonna era vergine.

Ma in aramaico “vergine” si dice “almahà” e non ci sono altre parole per identificare il concetto o la condizione.

I bambini, quando vanno a catechismo per fare la Prima Comunione, non sentono le parole di Gesù, sentono i dogmi, i precetti e i comandamenti della Chiesa e le interpretazioni mistificatorie e manipolatorie che hanno fatto i sui divulgatori nel corso di venti secoli.

Ma le parole di Gesù non sono state proprio né percepite, né recepite  dalla Chiesa Cattolica e dal “suo” Cristianesimo.

Numero3103.

 

da  QUORA

 

Scrive Max Gioia, corrispondente di QUORA.

 

Il Cristianesimo ha fallito la sua missione?

 

Se con cristianesimo ci si riferisce a quello insegnato da Gesù nel vangelo ti posso dire che non ha fallito.

Se invece ti riferisci a quello insegnato da chi ama solleticare le orecchie, cioè quello insegnato da quasi 2.000 anni, quello di chi ama mettersi in mostra, allora ti devo dare ragione.

Quest’ultimo cristianesimo in realtà, gli apostoli lo preannunciarono che sarebbe arrivato poche generazioni dopo la loro morte.

Lo definirono l’anticristo o anticristianesimo.

Gesù invece lo descrisse con queste parole:

«Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno.» (Matteo 24.4, 5). — per la cronaca, con la parola Cristo, qui Gesù si riferiva a suoi rappresentanti.

«Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine.» (Matteo 24.11-14).

«Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto.» (Matteo 24.23-25).

Come vedi dunque tutto era già stato previsto sin dal principio, e molto ancora. Quindi come potrei credere che il vero cristianesimo ha fallito?

Gesù nelle varie parabole lo preannuncia, però forse non ci hai fatto caso.

Ad esempio la parabola del grano e del loglio o zizzania. «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo! E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio””.» (Matteo 13.24-30).

Numero3102.

 

da  QUORA

 

Scrive Gioacchino Iapichino, corrispondente di QUORA

 

Il Cristianesimo è in via di estinzione?

 

I fenomeni di erosione riguardano tutte le religioni, che nascono per esigenze contingenti, fioriscono per circostanze favorevoli, ma sono basate sulla più evanescente delle prerogative umane: la fantasia.

Si crede spesso che sia stato il cristianesimo a segnare il tramonto del politeismo greco-romano, ma esisteva una corrente filosofica che ne aveva già minato l’essenza ed era lo stoicismo. Si trattava di una dottrina appannaggio delle classi intellettuali dominanti e per molti versi fu esso ad essere sconfitto dal cristianesimo, che aveva il vantaggio di offrire delle speranze che lo stoicismo non era assolutamente in grado di dare.

Attualmente le religioni secolarizzate stanno subendo l’attacco del neopositivismo e non riescono a risolvere il problema della assoluta mancanza di prove dei loro assunti fideistici. È verosimile che anche tra i mussulmani, così come tra gli ebrei, per parlare delle sole religioni monoteiste, il tasso di atei non confessi sia molto più elevato di quanto si creda.

Se le religioni monoteiste avessero posto l’accento sul messaggio probabilmente avrebbero avuto i mezzi per sopravvivere, ma senza la base di appoggio costituita dai fedeli che hanno bisogno della religione come viatico da una vita di cui altrimenti non si riesce a capire e vedere il senso, e che vengono fidelizzati attraverso la catechesi.

Attualmente è per tale motivo che il cristianesimo in generale si rivolge ai paesi dove maggiore è la miseria materiale ed è più probabile trovare adepti che abbiano bisogno di un messaggio salvifico e di speranza.

Oltretutto la società occidentale è una società decadente e pertanto ha difficoltà, vista la lunga durata della propria evoluzione, a non trovare i messaggi trasmessi dalla chiesa una trita ripetizione.

Probabilmente le fedi monoteiste finiranno a coda di sorcio. Gli adepti sono pronti ad affrontare lo scontro aperto con le fedi concorrenti, ma non hanno nulla contro cui ergersi, perché il loro nemico principale è l’indifferenza.