Una mente serena
vale di più
di una borsa piena.
Proverbio Arabo
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Una mente serena
vale di più
di una borsa piena.
Proverbio Arabo
da QUORA
1. Le persone che sanno far ridere gli altri sono naturalmente attraenti per loro.
2. Se vi accorgete che qualcuno vi guarda, ricambiate lo sguardo con un lieve sorriso. Questo è un modo per rompere il ghiaccio.
3. Le persone dello stesso sesso tendono a trattare i loro compagni attraenti in modo piuttosto severo.
4. Prima di essere in grado di amare qualcuno pienamente, dovreste anche amare voi stessi. Trattate voi stessi come una persona che amate.
5. Le persone che si vestono bene tendono ad attirare le persone verso di loro.
6. Le persone sono attratte a prima vista dalla vostra bellezza, ma è il vostro carattere che mostrerà se vi ameranno.
7. L’onestà è una grande virtù. Attirerà molte persone buone e molte opportunità verso di voi.
N O I A
Coi miei discorsi
ho riempito alcune ore
della vostra noia?
Allora … non sono così noioso …
Il lato positivo
di essere morti
è che tu non lo sai.
È come essere stupidi.
È doloroso
solo per gli altri.
I S T R U Z I O N E A L C O N S U M I S M O
Sono sempre più di moda
le armi di distrazione di massa.
N.d.R.: Le più recenti tendenze dell’indottrinamento consumistico prevedono che il popolo bue venga bombardato da offerte implementate attraverso l’allenamento e l’assuefazione alla DIPENDENZA da ogni forma di consumo. Un esempio su tutti. Una volta i film erano episodi singoli: consumato uno, una volta, bastava. Poi, ci hanno presentato i sequel, cioè la prosecuzione della storia del primo episodio, Qualche rara volta, addirittura, i prequel, cioè ciò che era successo prima dell’episodio proposto. Adesso, in televisione, per il business delle fiction, tutto si propina a furia di SERIAL con una decina di puntate non tutte assieme, all’inizio, ma a distanza di una settimana fra una puntata e l’altra, in modo da stimolare la curiosità di vedere ciò che succede alla prossima puntata. Gran lavoro per la fantasia degli sceneggiatori, ma gran disgrazia per gli utenti che vengono assuefatti alla DIPENDENZA dalla curiosità. Diventeranno, perciò, consumatori perfetti.
Perché le dipendenze, tutte le dipendenze, dal fumo, dall’alcol, dalla droga, dal sesso, dal gioco, dal cibo, dalle mode, dai comportamenti, ecc., si manifestano sempre e soltanto attraverso gli stessi canali neuronali del cervello umano. E quei signori lo sanno, lo sanno bene. Ci stanno istruendo, subdolamente e surrettiziamente, alla schiavitù compulsiva, ossessiva, devastante di stimoli di cui, pian piano, non possiamo più fare a meno.
Ci vogliono drogati. E noi non ce ne accorgiamo.
S A P E R E A U D E (pronuncia: sàpere àude)
da un articolo pubblicato sul Berlinische Monatsschrift, 1784.
Nel 1784 la rivista tedesca Berlinische Monatsschrift pose ai suoi lettori la domanda: «che cos’è l’illuminismo?». Tra gli intellettuali che risposero all’interrogativo vi fu il filosofo Immanuel Kant, il quale diede una definizione destinata a fare storia, incentrata sull’idea dell’«uscita dell’uomo dallo stato di minorità». Definendo che cosa si debba intendere con il termine “illuminismo”, Kant fa riferimento al rischiaramento prodotto dall’esercizio «pubblico» della ragione, vale a dire dall’utilizzo pieno e libero di questa facoltà umana nell’ambito dello studio, della ricerca e della discussione. L’invito a diventare intellettualmente «maggiorenni» e a usare le risorse della ragione risuona nell’esortazione latina citata da Kant: sapere aude, osa sapere.
L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo. […]
È dunque difficile per il singolo uomo tirarsi fuori dalla minorità, che per lui è diventata come una seconda natura. È giunto perfino ad amarla, e di fatto è realmente incapace di servirsi della propria intelligenza, non essendogli mai stato consentito di metterla alla prova. Precetti e formule, questi strumenti meccanici di un uso razionale, o piuttosto di un abuso, delle sue disposizioni naturali, sono i ceppi di una permanente minorità. Se pure qualcuno riuscisse a liberarsi, non farebbe che un salto malsicuro anche sopra il fossato più stretto, non essendo allenato a camminare in libertà. Quindi solo pochi sono riusciti, lavorando sul proprio spirito a districarsi dalla minorità camminando, al contempo, con passo sicuro. […]
Se dunque ora si domanda: «viviamo noi attualmente in un’età rischiarata?» Allora la risposta è: «no, bensì in un’età di rischiaramento». Che gli uomini presi assieme siano, per come stanno le cose, già in grado, o che possano anche solo essere posti in grado di valersi con sicurezza e bene della propria intelligenza in cose di religione, senza l’altrui guida, è una condizione da cui siamo ancora molto lontani. Ma che ad essi, adesso, sia comunque aperto il campo per lavorare ed emanciparsi verso tale stato, e che gli ostacoli alla diffusione del generale rischiaramento o all’uscita dalla minorità a loro stessi imputabile diminuiscano gradualmente, di ciò noi abbiamo invece segni evidenti.
N.d.R.: SAPERE AUDE è una frase rintracciabile nelle EPISTOLE di Orazio (Quinto Orazio Flacco poeta latino)
A volte, esistono persone
che nessuno immagina
che possano fare certe cose:
sono quelle che fanno certe cose
che nessuno può immaginare.
Dal film “The imitation game” sulla vita di Alan Turing, colui che decriptò la Macchina “Enigma”, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.
Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.
In pieno giorno o a notte fonda si uniscono
in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico. Figlie snaturate
corrompono il padre. Il fratello
fa il ruffiano per la sorella minore.
Preferiscono i frutti dell’albero
traviato della conoscenza alle natiche
rosee dei rotocalchi, a tutta questa
pornografia in fondo ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – certe frasi
segnate con l’unghia o la matita.
E’ spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità l’intelletto
riesce a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.
Durante questi convegni solo il tè
va in calore. La gente siede
sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola libero nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
va alla finestra e attraverso una fessura
delle tende, scruta furtivo in strada.
Tous ceux qui manquent d’imagination se réfugient dans la réalité
Tutti quelli che sono carenti di immaginazione, si rifugiano nella realtà.
Non sempre gli occhi
chiusi dormono,
non sempre gli occhi
aperti vedono.
Proverbio ZEN.
La solitudine crea
persone d’ingegno,
o idioti.
Victor Hugo.
Solo in acque quiete,
le cose riflettono se stesse,
in maniera non distorta.
Solo in una mente quieta
vi è la percezione
adeguata del mondo.
Hans Margolius.
La mente è tutto:
noi diventiamo
ciò che pensiamo.
Buddha.
Che cos’è
il tuo telefono cellulare
se non
il tuo ciuccio digitale?
Segnalato da mio figlio Alexis
T H E S O C I A L D I L E M M A
Nothing vast enters
the life of mortals
without a curse.
Sophocles
Niente di vasto entra
nella vita dei mortali
senza una maledizione.
Sofocle.
Il Docufilm THE SOCIAL DILEMMA getta una luce sull’influenza che YOUTUBE, FACEBOOK,TWITTER ed altri Social Media Networks – e, per estensione, i loro algoritmi – hanno sulla vita dei loro utenti.
Il filmato critica il modo in cui gli algoritmi, progettati per predisporre gli utenti alla pubblicità, hanno condotto a gravi problemi sociali, come il sensazionalismo e la polarizzazione.
Come disse Sofocle: “Niente di vasto entra nella vita dei mortali senza una maledizione” ed ora, il conseguimento di guadagni a breve termine dei Social Media ci ha caricato addosso il “dilemma sociale” di una cultura che è impossibile da sostenere.
ALBERT EINSTEIN
Un giorno Albert Einstein scrisse alla lavagna:
9×1 = 09
9×2 = 18
9×3 = 27
9×4 = 36
9×5 = 45
9×6 = 54
9×7 = 63
9×8 = 72
9×9 = 81
9×10=91
In classe lo prendevano molto in giro,
perché aveva commesso un errore.
Poiché la risposta corretta per 9×10 é 90,
tutti i suoi studenti lo derisero.
Poi Albert aspettò che tutti stessero zitti e disse:
“Nonostante abbia risposto alle prime 9
domande, nessuno si é congratulato con
me, tuttavia quando ne ho fallito una
soltanto, tutti hanno iniziato a ridere;
ciö significa che nonostante io abbia molto
successo, la societå noterå il mio minimo
errore e se ne prenderå gioco.
Non lasciare che una semplice critica
distrugga i tuoi sogni.
Solo chi non fa niente non sbaglia”.