Numero2678.

 

F E L I C I T Â

 

“Happiness is letting go

of what you think your life

is supposed to look like

and celebrating it

for everything that it is.”

 

“La felicità è lasciare andare

ciò che credi la tua vita

dovrebbe sembrare

e celebrarla

per tutto quello che è.”

 

Mandy  Hale

Numero2676.

 

Qual è l’origine della parola siciliana “minchia”?

 

L’etimologia di questa parola e’ ricondotta al latino mèntula (riportata acriticamente e stancamente da molti vocabolari, anche da quello calabrese del Rohlfs): da cui potrebbe derivare anche il calabrese mentìri, equivalente a penetrare: iddha mi risi ed eu nci risi / iddha lu vosi ed eu nci lu misi.

Il mai compianto abbastanza Giovanni Semerano (Dizionario della lingua latina e di voci moderne, Firenze, Olschki, 2002, sub mentula, mateola, meta) chiarisce che dall’ebraico matte, pertica, e dall’accadico metu, palo (da cui l’espressione latina porrexit ab inguine palum per ebbe un’erezione), è derivato il latino arcaico mattea, mazza, con il diminutivo mateola, piccola mazza (analogo al calabrese mazzarèddhu), poi divenuto mèntulameta era inoltre “un cumulo conico di paglia. Di fieno, …, sempre costituito da uno stollo o stocco, lunga pertica intorno alla quale si ammucchiava la paglia”; e, d’altra parte, deriva da ‘meta’-pertica anche il verbo metor, misuro con la pertica, donde il metro unita di misura nel sistema metrico decimale.

Per Raffaele Corso (La vita sessuale nelle credenze, pratiche e tradizioni popolari italiane, Firenze, Olschki,, p. 298) da mentula deriva il latino medievale mentla che, attraverso gli intermedi menkla e menkja, conclude finalmente il suo viaggio bimillenario con la minchia calabro-sicula.

E, a proposito di misure, lunghe e sofisticate applicazioni nulla hanno apportato circa la lunghezza accettabile, ‘media’ o ‘modale’, per la minchia: inferenze venivano ricavate da tratti somatici evidenti ( quali nasu / tali fusu) e, con sofismi ‘a contrario’ rispetto all’altezza, si sosteneva (e la circostanza era avvalorata da una canzone di Fabrizio di André) che i nani sarebbero superdotati e gli spilungoni facessero brutta figura; donde il brocardo che l’omu non si misura cu lu parmu ma, verrebbe da dire, la minchia sì.

E colpì molto il fatto che i Bronzi di Riace, simbolo ormai universale della virilità nell’arte classica, apparissero sproporzionati per difetto.

Numero2675.

da  Quora

 

I N V E C C H I A M E N T O

 

Più invecchi e più ti rendi conto che molte cose che ti sono state insegnate in gioventù sono semplicemente sbagliate.

  1. Puoi essere tutto ciò che vuoi essere. No, non puoi. Ci sono test, in cui non otterrai un punteggio abbastanza alto, che ti impediranno di essere accettato in qualunque programma desideri. Tutto questo pur avendo l’intelligenza e l’abilità necessarie per eccellere in qualunque  professione. Anche se hai le credenziali e l’esperienza giuste, se non stanno assumendo per quello che vuoi fare… beh… potresti essere sfortunato. Ci sono migliaia di motivi per cui non puoi essere quello che vuoi essere.
    1. Ma indovina un po’, puoi essere il migliore nelle opportunità che la vita ti offre.
  2. Il duro lavoro viene premiato. No, non sempre. A volte il potere dell’universo cospira contro gli individui che lavorano sodo e premia ingiustamente i nostri amici, colleghi e conoscenti pigri, alla ricerca di scorciatoie, meno intelligenti. Forse sono solo più furbi o ….fortunati.
    1. Ma se ti abbassi, non lasci che l’ingiustizia del mondo rovini il tuo atteggiamento, ti presenti ogni giorno e fai del tuo meglio, aumenterai sicuramente le probabilità di avere una vita appagante.
  3. Il denaro e la ricchezza sono la tua più grande risorsa. No, no non lo sono. Sono importanti e forniscono sicurezza e libertà.
    1. Ma la tua salute è la tua più grande risorsa. Se hai un cancro terminale o qualche altra condizione orribile, tutti i soldi del mondo non contano. Infatti, se contrai il diabete di tipo 2 o una malattia cardiaca, ciò che puoi fare ne risente radicalmente. Quindi investi quotidianamente nella tua salute.
  4. Che gli altri si preoccupino della tua casa, dei tuoi vestiti, dei tuoi giocattoli e di te in generale. No, no, non lo fanno. Tutti pensiamo che gli altri si preoccupino di ciò che abbiamo o non abbiamo. Non è così. Infatti le persone che pensiamo stiano pensando a noi, di solito non ci pensano affatto. Al mondo non importa davvero di te.
    1. Ma, se sei fortunato, hai alcune persone che si prendono davvero cura di te. Di solito è un numero molto piccolo di persone. Sono le persone che contano davvero nella tua vita e probabilmente a loro potrebbe importare di meno di tutti i tuoi giocattoli.
  5. Che vivremo tutti per sempre. No, no non sarà possibile. Certo, nessuno ti dice apertamente che vivrai per sempre. Ma ogni messaggio che riceviamo in TV, sui social media o nella cultura in generale sembra voler farci credere di essere immortali. Peggio ancora, le nostre menti sembrano guidarci come se dovessimo vedere i prossimi due secoli.
    1. Ma tu morirai. Tutti quelli che conosci moriranno. Questo non dovrebbe spaventarci. Dovrebbe liberarci. Liberarci di essere presenti in ogni momento, perché questo momento è tutto ciò che abbiamo veramente. Il passato è andato. Il futuro non è garantito. Abbiamo l’oggi. Abbraccialo e permettigli di far crescere l’amore che hai dentro di te. Quindi condividi quell’amore.

 

 

 

 

 

Numero2674.

 

R I C C H I   E   P O V E R I

 

È un vero e proprio illuso

colui che va predicando

ad una schiera di sprovveduti

che si risolve il problema

sociale della loro povertà,

contrastando la ricchezza.

Bisogna invece che i poveri

siano messi in condizioni

di raggiungere la ricchezza

senza impoverire i ricchi,

in modo che lo standard

sia la ricchezza, non la povertà.

Perché, per natura, non siamo

e non saremo mai tutti uguali.

E chi lo andava predicando….

lo hanno messo in croce.

 

Numero2673.

 

I N S I C U R E Z Z A

 

Finché cerchi di

impressionare gli altri,

non sei convinto

della tua forza.

 

Finché ti sforzi di

essere migliore degli altri,

dubiti del tuo

proprio valore.

 

Finché cerchi di

elevarti abbassando gli altri,

metti in dubbio la tua

propria altezza.

 

Chi è in pace

con se stesso

non deve dimostrare

nulla agli altri.

 

Chi conosce

il proprio valore

non ha bisogno

di conferme.

 

Chi sa della

propria grandezza

lascia che gli altri

mantengano la loro.

 

Gabriele Ebbighausen

 

Traendo spunto da una chat di QUORA

 

Premetto che non considero l’insicurezza una cosa di cui vergognarsi o qualcosa da “perdenti”. Ognuno di noi ha le sue insicurezze, chi più chi meno, chi sull’aspetto fisico, chi sull’intelligenza, chi sull’essere accettati, ecc…

Anzi, l’insicurezza, quando non ci limita, è una spinta a migliorare.

Ma, quando ci limita, due sono le sue derive estremizzanti : o ti accartocci su te stesso per piangerti addosso, relegandoti ad un eremitaggio lamentoso, oppure cerchi di bluffare, buttando fumo negli occhi della gente.

Le persone spavalde (di cosa poi?) sono veramente “piccine” e spesso, dietro tanto ego gonfio e tronfio, si nasconde il nulla più totale, non c’è sostanza. Questi sono i comportamenti che mi fanno pensare che una persona sia molto insicura:

  • il voler stare sempre al centro dell’attenzione
  • la ricerca continua di lodi e di approvazione
  • il compiacere tutti per non perdere le attenzioni anche di chi non ci stima
  • l’autocelebrazione continua
  • per le donne: svestirsi troppo in situazioni non opportune (gonne succinte, scollature fino all’ombelico)
  • mostrare i muscoli per l’uomo, con magliettine aderenti o aperte, o mostrare orologi di prestigio, grosse collane d’oro, tatuaggi a gogò, auto di lusso come status symbol e ostentare la disponibilità di soldi (anche se magari costui vive al di sopra delle sue possibilità e non può permetterselo)… solo per esibizione.

Tutto ciò che è “troppo”, troppo esibito, troppo mostrato, troppo esaltato, troppo tutto insomma, è stonato e di cattivo gusto. A me fa pensare che queste siano in realtà persone insicurissime.

Non me ne importa nulla di ciò che fanno gli altri, però, quando una persona si comporta come ho descritto, credo che riveli uno stato di insicurezza quasi patologica, molto più grave dell’insicurezza che abbiamo tutti.

Numero2671.

 

T R E   P A R O L E

 

VERUM = verità                    attiene alla conoscenza

BONUM = bene                   attiene alla morale

PULCHRUM = bello              attiene all’arte

 

…. la vita, in fondo, è tutta qui.

 

Ah, dimenticavo …. c’è anche

FIDES = fede                        attiene alla religiosità, …. per chi ci crede.

 

Numero2670.

 

da QUORA

 

COSE DA SAPERE ASSOLUTAMENTE…

 

1.. Non ci possiamo baciare i gomiti.

2.. Originalmente, la Coca Cola era verde.

3.. Una mucca può salire le scale, ma non può scenderle.

4.. Nel 1987 American Airlines risparmiò 40.000 dollari semplicemente togliendo un’oliva a ciascuna
delle insalate che servì in prima classe.

5.. Il “Quac, Quac” delle oche non dà eco (non si sa perché).

6.. Ogni re delle carte da gioco, rappresenta un grande della storia:
re di picche – David;
re di fiori – Alessandro Magno;
re di cuori – Carlo Magno;
re di quadri – Giulio Cesare.

7.. Moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321.

8.. Se in una statua equestre il cavallo ha due zampe alzate, significa che il cavaliere morì in combattimento. Se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzata, il cavaliere morì per le ferite riportate in battaglia. Se le quattro zampe dell’animale sono appoggiate, il cavaliere morì per cause naturali.

9.. Per legge, le strade interstatali degli Stati Uniti hanno almeno un miglio rettilineo ogni 5 miglia.
Questi rettilinei possono essere utili come piste di atterraggio in casi di emergenza o in guerra.

10.. Nel Pentagono esiste un numero di toilette doppio rispetto quello effettivamente necessario. Il fatto è che, in origine, in ogni settore era previsto un bagno per i bianchi ed uno per i neri.

11.. É impossibile starnutire con gli occhi aperti (so che proverete tutti!!!)

12.. Lo scarafaggio può vivere nove giorni anche se privato della testa, dopodiché…muore di fame.

13.. Gli elefanti sono gli unici animali che non possono saltare (la natura é saggia).

14.. Thomas Alva Edison aveva paura del buio (sarà per questo che inventò la lampadina?).

15.. Cervantes e Shakespeare, considerati i maggiori esponenti della letteratura spagnola ed inglese rispettivamente, morirono nello stesso giorno, il 23 aprile 1616.

16.. L’altezza della piramide di Cheope é pari esattamente a un milionesimo della distanza che separa la terra dal sole.

17.. Anticamente, in Inghilterra, la gente poteva avere relazioni sessuali solo se autorizzata dal re; ne erano esentati i membri (molto opportuno il termine) della casa reale. Pertanto chi voleva un figlio, a seguito di regolare richiesta di autorizzazione, riceveva un targa da apporre alla porta di casa, sulla quale era scritto “Fornication Under Consent of the King” (Fornicazione con il consenso del Re), poi sintetizzato nella sigla
“F.U.C.K.”. Da cui, la moderna espressione inglese… (to fuck, in Inglese, significa fottere).

18.. Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti; se non c’erano state perdite, si scriveva “0 killed” ( Zero uccisi), da cui l’espressione OK nel senso di “tutto bene”.

19.. E adesso basta! Finiscila! NON CE LA FARAI MAI A BACIARTI I GOMITI!!!

Numero2669.

 

 

I N T E L L I G E N Z A

 

l’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento.

Il peggior nemico della conoscenza non è l’ignoranza, ma l’illusione (e la presunzione) di sapere.

Ho conosciuto persone che credono nel destino, ma guardano la strada prima di attraversare.

 

Steven  Hawking    Una delle persone più intelligenti mai esistite.

Numero2668.

 

da QUORA

 

A L C U N E   V E R I T    D E L L A   V I T A

 

  1. Ogni cosa è temporanea, compreso te stesso.
  2. Non sarai mai soddisfatto di ciò che hai fino alla morte.
  3. Avere più amici non garantisce la vostra felicità.
  4. I vostri migliori amici saranno i primi a deludervi quando incontrerete delle difficoltà.
  5. Il denaro non è tutto, ma ogni cosa richiede denaro.
  6. Tutti sono egoisti, ma fanno un pessimo lavoro per non mostrarlo.
  7. Valorizzate voi stessi prima di chiedere agli altri di valorizzarvi.
  8. Nessuno sa cosa succederà in futuro.
  9. Non capirete mai il successo se non avete mai assaggiato il fallimento.
  10. Si è caratterizzati da ciò che si conosce, non da ciò che si possiede.
  11. Fare è meglio che pensare.
  12. Il perdono è la montagna più difficile da scalare.
  13. La vita che vuoi vivere è determinata dalle tue azioni.
  14. Alcune persone semplicemente non sono alla tua altezza e altre non sono mai state concepite per diventare tue amiche.
  15. A volte le cose brutte succedono alle persone buone.
  16. L’educazione non è la chiave del successo. Saper usare l’educazione è la chiave del successo.
  17. Le persone di cui ti circondi ti definiscono; e ciò che pensano, dicono o credono, ti condiziona.
  18. Una mentalità ottimista è come un fiume che taglia le rocce e le montagne.
  19. La stupidità è una malattia che ruba i sogni della gente.
  20. La povertà mentale è peggiore della povertà delle cose materiali.
  21. La missione più difficile sulla terra è quella di concentrarsi sui propri sogni; il compito più facile è quello di lamentarsi.
  22. Stai lontano dai nemici; non saranno mai felici per te quando vincerai.
  23. Fidati prima di te stesso, prima di chiedere agli altri di fidarsi di te.

Numero2667.

 

C O S A   F A   D U R A R E   A   L U N G O   U N A   C O P P I A ?

 

Con tutto il dovuto rispetto, la “durata” della relazione, pur essendo indubbiamente un oggettivo, fondamentale valore, non mi pare l’unico obiettivo sul quale parametrare il successo di una coppia.

Tutti conosciamo molte coppie che stanno ancora insieme, dopo decine di anni di ininterrotta relazione, ma che possiedono un’intimità qualitativamente molto bassa e meramente formale.

In altri termini, la “relazione” per essere ontologicamente tale richiede certamente la “durata” ma anche la “qualità” … e questo secondo requisito complica notevolmente il ragionamento …

A parte questa premessa, direi che sono utili, se non necessari, alcuni atteggiamenti e comportamenti:

la condivisione di interessi in comune, il rispetto delle differenze dei gusti e del proprio spazio personale, la reciproca comprensione e pazienza, l’impegno, la collaborazione, un pochino di adattabilità;

trovo che la capacità di ridere insieme per le stesse cose aiuti parecchio;

coltivare, centellinare dei piccoli segreti è un buon trucco per tener desto l’interesse reciproco;

la costante cura di sé (cioè una declinazione del rispetto) non deve mai mancare;

l’accettazione della diversità del partner, che è unico, autentico ma non perfetto;

e poi …. se possibile, tanto, tanto affetto (una declinazione dell’amore, magari diluito nel tempo).

 

Numero2666.

 

C E R C A R E   L’  A M O R E

 

Non puoi trovare l’amore se lo cerchi.

Nel momento in cui cominci a cercare è come se ti trasformassi in una brutta copia della bella persona che sei – ed è per questo che i siti d’incontri non funzionano.

L’amore inizia amando se stessi. È una di quelle cose tipo “quando l’allievo è pronto, il maestro appare”. I simili si attraggono.

E se non credi di essere eccezionale, lavoraci su. Fai qualcosa per te stesso. Vai in palestra. Avvia una tua attività. Compra un libro. Comincia a dipingere. Fai qualsiasi cosa ti porti più vicino ad essere quella persona con cui una ragazza vorrebbe uscire. Presentati bene a te stesso, lo farai anche agli altri. Arricchisciti, valorizzati, renditi interessante. Se sei più contento di te, darai un’altra impressione a qualunque interlocutore. Senza bluffare. L’unica persona con cui avrai la certezza di vivere tutta la vita sei tu.

Fai in modo di trovarti in buona compagnia. E di essere una buona compagnia.

Numero2665.

 

da QUORA

 

P A D R I   E   F I G L I

 

Che ho imparato dalle mancanze.

REPETITA IUVANT: Educare vuol dire togliere.

Quando un genitore dice: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” esprime la sua totale idiozia.

Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la curiosità, a che ti serve l’ingegno, a che ti serve il talento, a che ti serve tutto quello che abbiamo in questa scatola magica, non ti serve a niente no?

Se sei stato servito e riverito come un piccolo lord rimbecillito su un divano, ti hanno svegliato alle 7 meno un quarto la mattina, ti hanno portato a scuola, ti hanno riportato a casa, ti hanno fatto vedere immancabilmente Maria De Filippi perché non è possibile perdersi una puntata di Uomini e Donne, perché sapete che è un’accusa pedagogicamente brillantissima.

Ma una cosa di buon senso, il coraggio di dire di no? Vedete io me lo ricordo, tanti anni dopo, l’1 in matematica e non mi ricordo le centinaia di volte che mi hanno dato 6, perché il 6 non dice niente, è scialbo, è mediocre.

Me lo disse mio padre quando tornai a casa. “Papà ho preso 1 in matematica”.
Pensai che avrebbe scatenato gli inferi, non sapevo cosa sarebbe successo a casa mia. Lui invece mi disse: “Fantastico, 4 lo prendono in tanti, invece 1 non l’avevo mai sentito. E quindi hai un talento, figliolo”.
E poi passava dall’ironia ad essere serio: “Cerca di recuperare entro giugno se no sarà una gran brutta estate”. Fine. Non ne abbiamo più parlato. Perché lui credeva in me.

E quando credi in un ragazzo non lo devi aiutare, se è bravo ce la fa. Perché lo dobbiamo aiutare? Io aiuto una signora di 94 anni ad attraversare la strada, ci mancherebbe altro. Perché devo aiutare uno di 18? Al massimo gli posso dire: “Sei connesso? Ecco, questa è la strada, tanti auguri per la tua vita”.

Si raccomandano le persone in difficoltà, non un figlio. Perché devi raccomandare un figlio? Perché non ce la fa? Che messaggio diamo? Siccome tu non ce la fai, ci pensa papà. Tante volte ho sentito dire da un genitore: io devo sistemare mio figlio. “Sistemare”. Come un vaso cinese. Dove lo sistemi? Dentro la vetrinetta, sopra l’armadio?

Hai messo al mondo un oggetto o hai messo al mondo un’anima? Se hai messo al mondo un’anima non la devi sistemare, l’anima va dove sa andare.
Educare non ha nulla a che fare con la democrazia, dobbiamo comandare noi perché loro sono più piccoli. In uno stagno gli anatroccoli stanno dietro all’anatra. Avete mai visto un’anatra con tutti gli anatroccoli davanti? È impossibile, è contro natura. Perché le anatre sono intelligenti, noi meno.

Un genitore è un istruttore di volo, deve insegnarti a volare. Non è uno che spera che devi restare a casa fino a sessant’anni, così diventi una specie di badante gratis. Questo è egoismo, non c’entra niente con l’amore. L’amore è vederli volare.

Paolo Crepet