Numero3257.

 

da  QUORA

 

Scrive Edoardo Della Valle, corrispondente di QUORA.

 

C O S A    C I    R E N D E    V E R A M E N T E    F E L I C I ?

 

1.Sesso e avere figli – La riproduzione come specie è il nostro scopo principale ed è per questo che è così bello farlo. Inoltre, tutti quelli che conosco che hanno deciso che era il momento giusto per avere figli lo descrivono come la sensazione più soddisfacente in tutto il mondo.

2.Avendo soddisfatto i bisogni di base – ho visto un documentario chiamato “Happy” che spiegava la scienza della vera felicità, mentre studiavo i livelli di felicità nei paesi ricchi e poveri. I loro risultati hanno scoperto che il denaro e la felicità sono direttamente correlati solo in una certa misura. Il denaro è uno dei principali fattori che contribuiscono alla nostra felicità fino a quando i nostri bisogni di base sono soddisfatti – cibo, acqua, riparo, vestiti, ecc. Dopo che possiamo permetterci di soddisfare questi bisogni, la quantità di felicità che il denaro può portare non aumenta drasticamente.

3.Accompagnamento – Siamo creature sociali a cuore, non importa quanto timidi o tranquilli alcuni di noi sono. Desideriamo essere amati da coloro che ci sono vicini. Per essere felici, è imperativo avere relazioni significative con altre persone, sia romantiche che platoniche. Come si può assaporare una vita di felicità quando non si può sperimentare con le persone a noi vicine?

4.Successo – Molti di noi credono di avere uno scopo per la nostra esistenza, e la nostra misura di quanto siamo allineati con questo è il nostro livello di successo. Avere successo in qualsiasi cosa, soprattutto qualcosa che ci appassiona molto, dà senso alla nostra vita e convalida la nostra ragione di esistere.

5.Salute – Non è un segreto che un’alimentazione sana, l’esercizio fisico e una gestione efficace dello stress influenzano direttamente la nostra felicità. Facendo un po’ di ricerca, ci sarà chiaro che queste cose sono un modo sicuro per migliorare la nostra salute fisica ed emotiva.

6.Condividere la nostra saggezza – Essere in grado di condividere la nostra saggezza sulla vita con i più giovani e meno esperti di noi è incredibilmente soddisfacente, condividendo storie di vita, lezioni e consigli pratici.
È un’abitudine comune che si è ripetuta tra generazioni in tutto il mondo.

Numero3158.

 

30° A N N I V E R S A R I O

 

Questa cosa l’ho scritta per Rita
per ricordare il nostro anniversario:
lei ed io, compagni di una vita
che ci è passata sbarcando il lunario.

Non ci siamo conosciuti in gioventù,
quando si gettano le fondamenta
di una casa che deve stare su
per tanto tempo, ma ci si accontenta.

Io avevo più di cinquant’anni
e, dietro a me, una vita travagliata
di sbagli, delusioni ed affanni.
Poi è arrivata lei, e l’ha sistemata.

E dura da trent’anni questo amore
e non mostra crepe né scalfitture,
è passato fra la gioia e il dolore,
senza mai drammi o disavventure.

È stabile e solido come una roccia,
esposta a “malu tempu” e traversie.
Gli manca solo un fiore che sboccia,
ma non perdiamoci in fantasie.

Alla nostra età è già un’impresa
occuparci di noi due vecchietti,
e non di un’improbabile pretesa
di dare conferma ai nostri affetti.

Ma noi ci vogliamo bene così.
I sacramenti o le registrazioni
non ci servono: nel nostro pedigree
abbiamo scritto noi le condizioni.

Ci bastano la stima ed il rispetto,
mischiati con un poco di allegria,
e, come legante, un enorme affetto:
ecco spiegata la nostra alchimia.

E se sta funzionando la ricetta
allora gl’ingredienti sono giusti:
per noi due la formula è perfetta
e risponde proprio ai nostri gusti.

A voi, persone care ed amici,
che oggi siete qui per festeggiare,
diciamo grazie! Ci fate felici.
Non lo potremo mai dimenticare.

Portatevi a casa e nel vostro cuore
il senso della nostra ricorrenza
per vivere nella pace e nell’amore.
Grazie ancora per la vostra presenza.

Numero3149.

 

da  QUORA

 

Quali sono le cattive abitudini che fanno male all’amore?

 

Scrive Giulia Posocco, corrispondente di QUORA.

 

Le abitudini che fanno male all’amore sono il risultato del nostro carattere e sono diverse a seconda degli individui . Tuttavia , si possono riscontrare una serie di errori comuni in tutte le relazioni :

  1. Avere una quantità di rispetto per il partner diversa da quella che abbiamo per noi stessi. Se amiamo qualcuno dobbiamo amarlo (e quindi RISPETTARLO) esattamente come facciamo con noi stessi . Se riusciamo a immedesimarci negli altri pensando “farei mai questo a me stesso?” allora possiamo costruire legami SINCERI e PURI.
  2. IL SILENZIO. Siamo essere umani dotati di parola, ciò che ci permette di comunicare , evolverci e migliorarci . Chiudersi in se stessi o “tenere il broncio” senza dare spiegazioni è nocivo e crea confusione e incomprensioni .
    Dire la propria opinione non significa imporsi o usare la cattiveria, semplicemente esprimere se stessi e avere un confronto .
  3. Giustificare le nostre azioni con la frase “SONO FATTO/A COSÌ “. Tutti coloro che si legano a questo pretesto dimostrano una grande ignoranza e chiusura mentale.
    Come si può migliorare se si dà per scontato che una volta nati rimaniamo uguali e immutati tutta la vita?
  4. Non scusarsi e non perdonare. Quando sbagliamo e danneggiamo qualcuno , se non chiediamo scusa usando la gentilezza , duplichiamo la nostra colpa . Se lo facciamo , invece , quasi la azzeriamo. Ci avete mai pensato?
    Per quanto riguarda il perdono , invece, è a nostro vantaggio perché presuppone che siamo pronti a lasciarci un comportamento o una situazione alle spalle: tutto passa , ci vuole solo tempo.
  5. Dipendere dall’altra persona. Prima di tutto bisogna essere in grado di BASTARSI . L’amore non è trovare qualcuno che ci completi , non siamo fatti a metà!
    L’amore è trovare qualcuno di completo come te capace , quando siete insieme , di creare qualcosa di ancora più grande e positivo .

 

 

Numero3076.

 

da  QUORA

 

Scrive Giulio, corrispondente di QUORA

 

Come si fa a provare attrazione fisica per una persona di più di 70 anni?

 

Provare attrazione fisica per qualcuno di settant’anni o più è come scoprire che il tuo tipo di gelato preferito è il gelato al gusto di esperienze di vita: può essere una sorpresa deliziosa!

Ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a comprendere e apprezzare questa attrazione:

  1. Valuta la Personalità e la Sicurezza: a volte, l’attrazione fisica cresce quando ti connetti con qualcuno a livello emotivo e mentale. La sicurezza in sé e la maturità spesso portano a un fascino irresistibile.
  2. Apprezza l’Esperienza: una persona di settant’anni ha accumulato ricchezza di esperienze di vita, saggezza e storie. Queste possono aggiungere una dimensione affascinante e affettuosa che attrae profondamente.
  3. Considera il Carattere e la Cura di Sé: l’attrazione fisica non riguarda solo l’aspetto esteriore, ma anche come una persona si prende cura di sé. La cura del corpo e il benessere generale possono essere incredibilmente attraenti a qualsiasi età.
  4. Sfida gli Stereotipi: gli stereotipi sull’età e l’attrattiva fisica sono spesso limitanti. Sii aperto a scoprire che l’attrazione può manifestarsi in modi inaspettati e che la bellezza è soggettiva.
  5. Focus sulla Connessione: se c’è una connessione autentica e un’intesa profonda, spesso l’attrazione fisica segue naturalmente. Il fascino può derivare dalla qualità della relazione e dall’energia che condividete.

In definitiva, l’attrazione fisica è molto personale e può essere influenzata da molti fattori, inclusi i tuoi interessi, i valori profondi e la tua connessione con l’altra persona.

Essere aperti e curiosi ti aiuterà a scoprire nuovi aspetti affascinanti nelle persone, indipendentemente dall’età.

 

N.d.R.: il fascino dell’età anziana è nella capacità di dare la giusta importanza ai veri valori della vita, che a questa età sono ancora appetibili, e non alle sciocchezze e alle mode effimere e inconsistenti. Basta avere il coraggio di ammetterli, di perseguirli e di goderli. Spudoratamente.

 

 

Numero3071.

 

da  QUORA

 

Scrive Riccardo Cecco, corrispondente di QUORA.

 

Perché desideriamo sempre qualcosa che non possiamo avere?

 

Credere che delle circostanze esterne possano farti felice è uno dei più grandi errori dell’umanità.

So che non è un pensiero originale. Non sto dicendo nulla di nuovo. In realtà, si tratta di uno dei principi base del buddismo. Ma più vado avanti e più mi accorgo che è proprio così.

Compri l’ultimo iPhone. Attendi il suo arrivo come se stessi aspettando la seconda venuta di Cristo. Ogni notte guardi video recensioni sul nuovo iPhone.

Ma, cazzo, perché?!

È solo un oggetto. Uno stupido telefono. E lo sai benissimo: dopo due giorni dall’arrivo, ti ci abituerai e lo darai per scontato.

Il fatto è che siamo dei tossicodipendenti del desiderio. Ci droghiamo con l’illusione che qualcosa di esterno possa regalarci la felicità, ed è assurdo.

Cercare la tua serenità all’esterno è stupido. Questo non significa che non dovresti avere ambizioni. Certo che dovresti. Sei umano, e sei qui per fare qualcosa. Dovresti sempre puntare a migliorarti, a superare te stesso e a passare al livello successivo di questo affascinante gioco chiamato “vita”. Non sei qui per sdraiarti su una spiaggia e bere mojito tutto il giorno. Devi onorare il tuo scopo, fare ciò che ami e portare il tuo valore al mondo.

Ma pensare che cambiare qualcosa fuori di te cambierà come ti senti dentro è follia. Ed è un errore che facciamo tutti. Sempre. Continuamente crediamo che “una volta raggiunto quell’obiettivo o posseduta quella cosa”, saremo felici. È un circolo vizioso che guida il nostro sistema decisionale quotidiano.

Il desiderio è un contratto che stipuli con te stesso in cui ti impegni a essere infelice finché non ottieni ciò che vuoi.

-Naval Ravikant

Molti di noi non se ne rendono nemmeno conto. Andiamo avanti a desiderare cose e situazioni giorno dopo giorno, e poi ci chiediamo perché siamo infelici. Essere consapevoli di questo è fondamentale perché ti permette di scegliere i tuoi desideri con più attenzione. Cerca di non avere più di un grande desiderio alla volta, e riconosci che proprio quel desiderio sarà anche la fonte principale della tua sofferenza. In questo modo diventi consapevole di quale area della tua vita hai deciso di sentirti insoddisfatto.

Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni, è che è molto più importante essere specifici nel definire i nostri desideri, piuttosto che cercare di fare qualcosa che pensiamo di volere, ma che in realtà non vogliamo davvero.

Quando hai vent’anni sei giovane, sano, e hai l’energia per fare una miriade di cose. Facendo tante cose, accumuli sempre più desideri, e non ti accorgi nemmeno che questo distrugge lentamente ma inesorabilmente la tua pace interiore. I giovani, infatti, sono generalmente più sani, ma meno felici. Le persone più anziane sono meno sane, ma più in pace con se stesse.

Quando sei giovane, hai tempo e salute, ma non hai soldi.
A quarant’anni, hai soldi e salute, ma non hai tempo.
Quando sei vecchio, hai soldi e tempo, ma non hai la salute.

Lo scopo sarebbe quello di riuscire ad avere tutte e tre le cose insieme.

In tal caso, congratulazioni: hai fatto bingo.

Numero3052.

 

R E L I G I O N E    E    F E L I C I T A’

 

Un diritto non è ciò

che può concederci qualcuno,

ma ciò che nessuno

ha il potere di toglierci.

La natura ci dà la vita

ed, insieme, la facoltà

di viverla compiutamente

cercando, in essa, la felicità.

I limiti della nostra ricerca

stanno nel rispetto della facoltà

dei nostri simili di perseguire

lo stesso nostro obiettivo.

Questi limiti stanno nella natura,

nel buon senso, nel buon gusto,

nella cultura intellettuale e civile.

Tutte le istituzioni umane,

morali, religiose, politiche,

che si danno il potere di regolare,

controllare o, addirittura, soffocare

l’aspirazione dell’uomo alla felicità

sono espressioni di arroganza,

prevaricazione e indegnità.

Fra tutte le sovrastrutture

che l’uomo ha inventato e introdotto

per disciplinare e gestire

le coscienze umane, c’è la religione.

 

In particolare, quella Cristiana Cattolica

impone a tutti i suoi osservanti,

come condizioni di appartenenza,

una serie di principi morali

che sono la negazione palese

della aspirazione alla felicità umana:

Il senso del peccato e della colpa,

il sacrificio, la rinuncia, l’abdicazione,

la resa, la contrizione, la privazione,

l’abnegazione, l’afflizione, il pentimento,

la mortificazione, la penitenza,

l’espiazione, l’umiliazione, la tristezza.

Sono la morte in questa vita,

nell’illusione di accaparrarsi un credito

di “benefits” nell’aldilà, di cui nulla si sa,

rinunciando a molto nell’al di qua,

di cui sappiamo abbastanza,

con l’esperienza della nostra età,

e che costituisce per noi l’unica

occasione possibile di dare

e ricevere un po’ di felicità.

 

 

Numero3023.

 

 

F E L I C I T A’

 

Bisogna crearsi una felicità

che ci segua in tutte le età:

la vita è così breve che non

conta nulla una felicità

che non duri quanto noi.

Se ci accontentassimo

soltanto di essere felici,

sarebbe presto fatto.

Ma pretendiamo di essere

più felici degli altri e ciò

è quasi sempre difficile,

giacché reputiamo gli altri

più felici di quanto non siano.

 

Charles – Louis de Secondat

Montesquieu.

 

N.d.R.:

 

Questo diceva un grande pensatore.

Per essere, a modo mio, felice,

io ho trovato una formula personale.

Mi piacciono le incognite da risolvere,

gli obiettivi da portare avanti,

e le mie tante sfide interiori che

danno significato alla mia quotidianità,

quando, alla fine dei miei tanti

ragionamenti e di lunghe riflessioni,

riesco, in qualche modo, a venirne a capo….

La mia felicità, finché sarò lucido,

sta dentro di me e mi fa sentire vivo.

Numero3004.

 

S C E L T E    D I    V I T A

 

Fa che non ci sia

mai nessuno a dirti

come vivere la vita.

Se vuoi essere felice

non devi fare altro

che approvare te stesso.

Sei unico e meraviglioso.

Sii quello che vuoi essere,

finché ti rende felice.

Puoi vendere illusioni,

puoi comprare nuvole

e acchiappare i tuoi sogni.

Non inseguire gli altri,

perciò non credere

a quello che ti dicono,

ma fallo solo se a te

sembra che ti faccia felice.

Se non sei soddisfatto

di come stai vivendo,

prima di pretendere

di cambiare il mondo,

cambia i tuoi occhi, le tue idee.

Riconosci di  avere imparato

abbastanza poco, o male.

Sii timone, mai àncora.

Sii mare, mai tempesta.

Numero2085.

 

A M O R E

 

L’amore è il bisogno di rendere felice la/il propria/o partner.

Assistere, sostenere, proteggere, rispettare l’altra/o, procurare, favorire il suo benessere e piacere sono atteggiamenti dello spirito che possono configurarsi come espressioni d’amore.

Se non senti questo impulso, probabilmente non si tratta di amore ma di qualcos’altro.

Se non fai felice lei/lui, non sei felice nemmeno tu.

E così scopri che amare un’altra persona è amare te stessa/o: la sua felicità è la tua.

È la forma di amore più raffinata, completa, universale che possa esistere.