Numero3408.

 

C U R A    D I    S E’

 

Impara a volerti bene,

a prenderti cura di te stesso,

e poi anche a voler bene

a chi ti vuole bene.

Il segreto non è accudire

le api oppure le farfalle,

ma prenderti cura dei fiori

del tuo florido giardino,

e api e farfalle verranno da te.

Così, alla fine, troverai

non chi stavi cercando,

ma chi stava cercando te.

Numero3407.

 

U O M O    S O L O             (visto da una donna ….)

 

Un uomo che sta bene solo

è molto pericoloso, perché,

se non lo rispetti, se ne va,

non ti supplica, non ti rincorre,

se fai sceneggiate inutili

ti ignora, se provi a manipolarlo

e minacci di lasciarlo,

ti aiuta a fare i bagagli e ti

apre la porta, per farti uscire.

Perché un uomo che sta

bene da solo e ci è abituato,

non ha tempo per i capricci,

non tollera i giochetti mentali,

non si umilia per l’amore.

Un uomo così, non ci crederai,

non si accontenta di chiunque,

non cerca compagnia, cerca valore.

E, se non lo trova in te,

resta da solo, ma in pace.

Numero3404.

 

C O N F E S S I O N E

 

Quello che ho cercato fuori

è dentro di me.

L’amore, l’affetto, il rispetto

che mi hanno dato,

o che ho desiderato ottenere,

hanno sempre abitato

dentro il mio cuore,

insieme al mio coraggio.

Oggi, mi assumo, da solo,

la responsabilità di me stesso,

del mio splendore, perché

nessuno mi ha reso ciò

che volevo essere, solo io.

Esploro il mio interno

e trovo verità e serenità.

Numero3403.

 

D U R E    V E R I T A’

 

Se non impari a dire “no”, il tuo corpo lo farà per te.

Dietro la rabbia c’è spesso dolore non ascoltato.

Ripeti ciò che non hai capito finché non lo guarisci.

Evitare il conflitto non è pace, è paura.

Essere sempre disponibili può essere un modo per sentirsi utili, non amati.

I traumi non risolti diventano comportamenti.

Le emozioni represse trovano sempre un’uscita, spesso nel corpo.

Amare non significa salvare.

La dipendenza affettiva spesso è una ferita d’abbandono travestita.

Non cambierai finché non sarai stanco/a di sopportarti.

 

@AnimaOltreilimiti80

 

Numero3402.

 

R I M P I A N T I

 

Scrivo, qui di seguito, dei 5 rimpianti più comuni in punto di morte.

 

Sono stati identificati da Bronnie Ware, un’infermiera palliativa australiana che ha raccolto le testimonianze di molte persone negli ultimi giorni di vita.

 

1   Avrei voluto avere il coraggio di vivere una vita più autentica, seguendo i miei sogni, invece di assecondare le aspettative degli altri.

 

2   Avrei voluto non lavorare così tanto, dedicando più tempo a me stesso e alla mia famiglia.

 

3   Avreo voluto avere il coraggio di esprimere i miei sentimenti e di dire ciò che davvero pensavo.

 

4   Avrei voluto mantenere i rapporti con i miei amici più stretti, coltivando le amicizie.

 

5   Avrei voluto permettermi di essere più felice e meno preoccupato, godermi di più la vita.

 

MORALE:   Non rimandare la vita a domani. Sii coraggioso, vivi autenticamente e ama senza riserve.

Solo così eviterai i rimpianti che, di solito, si hanno da vivi.

 

@DianaUrsu

 

 

 

 

Numero3401.

 

C O M U N I C A R E

 

Gli uomini comuni parlano

per completare frasi,

raccontano storie senza

lasciare alcuna traccia,

domandano ma senza

una vera curiosità,

rispondono soltanto

per riempire il silenzio,

spiegano, pensando che

spiegare basti davvero

per essere ascoltati,

e non convincono nessuno.

Corrono lineari come

binari già predisposti.

Sono logici, ma privi

di anima, di empatia.

Sono prevedibili e quindi

sono presto dimenticati.

Ma un uomo vero parla

per generare domande

dentro la tua mente,

non per dare risposte,

ma per seminare dubbi.

Non dice tutto, allude

come chi sa troppo

per spiegare alcunché,

insinua e poi tace.

Lascia vuoti che non

si possono ignorare,

crea curve sui rettilinei

che portano nel nulla,

pause che bruciano,

contrasti che intrigano,

e non ha fretta di risolverli.

Perché sa che è nel vuoto,

che si crea il desiderio.

Quando parla come

un enigma, non come

un messaggio, allora

c’è qualcuno che comincia

a proiettare un’idea su di lui,

che però non ha fretta

alcuna di essere capito.

Numero3400.

 

C O S C I E N Z A    E    A L T R O

 

Il termine “consapevole” in italiano può avere diversi significati, ma principalmente si riferisce alla condizione di essere informato o cosciente di qualcosa.

Può indicare una persona che ha conoscenza di un fatto o una situazione, oppure che è cosciente delle proprie azioni, pensieri ed emozioni.

In altre parole, essere consapevole significa avere una chiara comprensione di sé, degli altri, e del mondo circostante.

 

Ecco un’analisi più dettagliata dei significati:

         

Informativa:

Essere consapevole può significare essere pienamente informato su un determinato argomento o situazione. Ad esempio, si può essere consapevoli delle conseguenze di una decisione o delle regole di un gioco.

 

Coscienza:

In un senso più ampio, la consapevolezza implica una coscienza di sé, delle proprie azioni, dei propri sentimenti e delle proprie responsabilità.
Si riferisce alla capacità di riflettere su se stessi e sul proprio comportamento, senza giudizio.

 

Percezione:

La consapevolezza può anche riferirsi alla capacità di percepire il mondo esterno e le proprie sensazioni interne.
Ad esempio, si può essere consapevoli di un dolore fisico o di una sensazione di gioia.

 

Autoconsapevolezza:

Un aspetto importante della consapevolezza è l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di conoscere i propri punti di forza, di debolezza, i propri valori e le proprie emozioni.

 

 

In sintesi, la consapevolezza è una qualità complessa che implica informazione, coscienza, percezione e autocomprensione. Essa è fondamentale per prendere decisioni informate, interagire efficacemente con gli altri e vivere una vita più piena e significativa, secondo una rivista di psicologia.

 

 

 

D E F I N I Z I O N I

 

 

cosciente = (in Inglese: conscious)

consapevole dei propri pensieri, delle proprie parole, delle proprie azioni.

SOSTANTIVO: coscienza (in Inglese: consciousness).

 

 

consapevole = (in Inglese: aware)

cosciente o informato di un fatto o di una situazione e dei possibili sviluppi.

SOSTANTIVO: consapevolezza. (in Inglese: awareness).

 

 

conscio = (in Inglese: conscious)

pienamente consapevole o cosciente, che si rende perfettamente conto.

In psicologia, può riferirsi anche alla parte dell’attività psichica di cui l’individuo è consapevole, contrapposto all’inconscio, secondo la teoria psicoanalitica di Freud.

SOSTANTIVO: “conscio”. In psicoanalisi indica la parte della mente di cui l’individuo è consapevole.

 

 

CONSAPEVOLEZZA =

percorso di crescita personale in 5 fasi, ognuna legata ad un aspetto specifico della vita.

 

 

Consapevolezza del corpo: Riguarda la capacità di percepire e comprendere le sensazioni fisiche, i segni del corpo e il loro significato.

È un invito ad essere presenti al proprio corpo e a connettersi con le sue esigenze.

 

 

Consapevolezza delle emozioni: Si riferisce alla capacità di riconoscere, accettare, gestire le proprie emozioni, senza giudizio.

È un invito ad esplorare il mondo emotivo e a comprenderne il ruolo nel proprio benessere.

 

 

Consapevolezza della mente: Implica la capacità di osservare i propri pensieri e schemi mentali, senza farsi travolgere da essi.

È un invito a coltivare la calma mentale ed a sviluppare una maggiore presenza nei propri processi di pensiero.

 

 

Consapevolezza delle relazioni: Si concentra sull’importanza delle relazioni interpersonali e sulla capacità di comunicare in modo efficace, di ascoltare attivamente e di creare comunicazioni significative con gli altri.

È un invito a sviluppare empatia e comprensione.

 

 

Consapevolezza dell’azione: Riguarda la capacità di agire in modo cosciente e intenzionale, allineando le proprie azioni con i propri valori ed obiettivi.

È un invito a vivere una vita autentica e significativa.

 

 

Queste 5 consapevolezze, insieme, contribuiscono ad un maggiore benessere e ad una vita piena e d appagante.

 

 

Numero3400.

 

C O S C I E N Z A    E    A L T R O

 

Il termine “consapevole” in italiano può avere diversi significati, ma principalmente si riferisce alla condizione di essere informato o cosciente di qualcosa
Può indicare una persona che ha conoscenza di un fatto o una situazione, oppure che è cosciente delle proprie azioni, pensieri ed emozioni. 

In altre parole, essere consapevole significa avere una chiara comprensione di sé, degli altri, e del mondo circostante. 

Ecco un’analisi più dettagliata dei significati:

         

Informativa:

Essere consapevole può significare essere pienamente informato su un determinato argomento o situazione.        Ad esempio, si può essere consapevoli delle conseguenze di una decisione o delle regole di un gioco. 

 

Coscienza:

In un senso più ampio, la consapevolezza implica una coscienza di sé, delle proprie azioni, dei propri sentimenti e delle proprie responsabilità.
Si riferisce alla capacità di riflettere su se stessi e sul proprio comportamento, senza giudizio. 

 

Percezione:

La consapevolezza può anche riferirsi alla capacità di percepire il mondo esterno e le proprie sensazioni interne.
Ad esempio, si può essere consapevoli di un dolore fisico o di una sensazione di gioia. 

Autoconsapevolezza:

Un aspetto importante della consapevolezza è l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di conoscere i propri punti di forza, di debolezza, i propri valori e le proprie emozioni. 

In sintesi, la consapevolezza è una qualità complessa che implica informazione, coscienza, percezione e autocomprensione. Essa è fondamentale per prendere decisioni informate, interagire efficacemente con gli altri e vivere una vita più piena e significativa, secondo una rivista di psicologia.
D E F I N I Z I O N I
cosciente = (in Inglese: conscious)
consapevole dei propri pensieri, delle proprie parole, delle proprie azioni.
SOSTANTIVO: coscienza (in Inglese: consciousness).
consapevole = (in Inglese: aware)
cosciente o informato di un fatto o di una situazione e dei possibili sviluppi.
SOSTANTIVO: consapevolezza. (in Inglese: consciousness).
conscio = (in Inglese: conscious)
pienamente consapevole o cosciente, che si rende perfettamente conto.
In psicologia, può riferirsi anche alla parte dell’attività psichica di cui l’individuo è consapevole, contrapposto all’inconscio, secondo la teoria psicoanalitica di Freud.
SOSTANTIVO: “conscio”. In psicoanalisi indica la parte della mente di cui l’individuo è consapevole.
CONSAPEVOLEZZA =
percorso di crescita personale in 5 fasi, ognuna legata ad un aspetto specifico della vita.
Consapevolezza del corpo: Riguarda la capacità di percepire e comprendere le sensazioni fisiche, i segni del corpo e il loro significato.
È un invito ad essere presenti al proprio corpo e a connettersi con le sue esigenze.
Consapevolezza delle emozioni: Si riferisce alla capacità di riconoscere, accettare, gestire le proprie emozioni, senza giudizio.
È un invito ad esplorare il mondo emotivo e a comprenderne il ruolo nel proprio benessere.
Consapevolezza della mente: Implica la capacità di osservare i propri pensieri e schemi mentali, senza farsi travolgere da essi.
È un invito a coltivare la calma mentale ed a sviluppare una maggiore presenza nei propri processi di pensiero.
Consapevolezza delle relazioni: Si concentra sull’importanza delle relazioni interpersonali e sulla capacità di comunicare in modo efficace, di ascoltare attivamente e di creare comunicazioni significative con gli altri.
È un invito a sviluppare empatia e comprensione.
Consapevolezza dell’azione: Riguarda la capacità di agire in modo cosciente e intenzionale, allineando le proprie azioni con i propri valori ed obiettivi.
È un invito a vivere una vita autentica e significativa.
Queste 5 consapevolezze, insieme, contribuiscono ad un maggiore benessere e ad una vita piena e d appagante.

Numero3399.

 

10   REGOLE   ZEN   PER

UNA   VITA   PIU’   SERENA.

 

1    Fai una cosa alla volta.

2    Porta a termine ciò che inizi.

3    Programma il tuo tempo.

4    Metti spazio tra le cose che fai.

5    Dedica tempo al tuo riposo.

6    Liberati dal senso di colpa.

7    Sorridi e sii ottimista con te e gli altri.

8    Pulisci casa come una meditazione.

9    Pratica la gratitudine e la generosità.

10  Vivi in modo semplice.

 

@stanzazen    YouTube.

Numero3398.

 

SE   FAI   ANCHE   SOLO   UNA   DI   QUESTE   COSE ….

ALLORA   STAI   BOICOTTANDO   TE   STESSA.

 

1   Parlarti male ogni giorno.

2   Giustificare chi ti manca di rispetto.

3   Rimandare sempre.

4   Cercare approvazione da tutti.

5   Confrontarti con gli altri.

6   Avere paura di dire “no”.

7   Restare dove non sei felice.

8   Trascurare la tua salute.

9   Dare più di quanto ricevi.

10 Accettare meno di quanto meriti.

 

AnimaOltreilimiti80     YouTube

Numero3397.

 

P E R C H È    T I    S T R E S S I.

 

Non solo perché fai troppo, ma perché fai troppo contro ciò che senti dentro.
Fai troppo contro di te.
Non è solo la quantità di cose che fai, ma è lo stesso conflitto interno che ti consuma.
Quando agisci per accudire e compiacere gli altri e soffochi ciò che senti, consumi energia vitale. Tanta.
È logorante.
Forse, più presto di quello che pensi, saranno gli altri a occuparsi di te.

 

Quando vivi o lavori in un posto che sta diventando alienante, o fai delle cose che sono sempre più pesanti,
sei in un posto che non ti rispecchia.
Forse un tempo lo faceva, ma ora non più: è un posto dove vivi male, adesso.
È un ambiente che, se in passato ti ha valorizzato e stimolato, ora ti spegne: ti toglie le forze, anche senza fare nulla.
Il tuo corpo lo sa prima della mente.

 

Quando ti circondi o ti occupi obbligatoriamente di persone che sono diventate problematiche e impegnative,
anche persone che ti sono, o ti sono state, o ti saranno sempre care, loro, anche non volendo farlo, ti rendono la vita difficile come mai prima.
Anche se sorridi e fai finta di niente, il tuo sistema nervoso è in continua allerta.
Ogni interazione diventa un micro-stress invisibile.

 

Quando dici “sì”, anche se dentro vorresti dire “no”: è uno dei più grandi furti di energia.
Dire “sì” per paura, senso di colpa o dovere è come nuotare controcorrente.
Ogni volta perdi un pezzo di te, un frammento della tua roccia di energia che, pian piano, si sta sgretolando.
E tu lo avverti.

 

Quando passi troppo tempo a giustificare le tue scelte a te stessa, pur sapendo in cuor tuo cosa è giusto per te; quando senti di dover spiegare le tue scelte a tutti, oltre che a te stessa, è perché dentro di te c’è già un conflitto.
E quel dubbio ti consuma.
Il cervello non è capace di vivere con il dubbio: lui vuole certezze, anche infondate, purché indiscutibili.
O la mente diventa un pezzo di legno invaso dai tarli.

 

Non sei sbagliata, hai solo bisogno di tornare dalla tua parte.

 

Alla fine, quello che ti salva non è dimenticare.
È scegliere ogni giorno di accettare, malgrado tutto, chi ti sta stressando.
È restare fedele a te stessa, anche quando il mondo ti mette alla prova.
È riconoscere che quello che ti succede dice molto di chi sta impegnando, fino all’esaurimento, le tue energie fisiche, mentali, spirituali, e molto poco di quanto vali davvero tu.

E questa, nel guazzabuglio delle ingiustizie quotidiane, a cui siamo tutti potenzialmente esposti, è la forma più potente, se non di libertà, almeno di liberazione e riscatto.

 

Non sentirti lasciata sola: ritrovati dentro la tua coscienza.
Lei non ti abbandona mai.

 

 

Numero3396.

 

7  TIPI  DI  RIPOSO

DI  CUI  TUTTI  HANNO  BISOGNO.

 

RIPOSO  FISICO: relax, yoga, 7-9 ore di sonno.

RIPOSO  EMOTIVO: parla con amici, esprimiti, di’ “no” quando serve.

RIPOSO  MENTALE: mindfulness, musica, fa’ passeggiate, leggi.

RIPOSO SOCIALE: tempo da soli, famiglia, amici stretti.

RIPOSO  SENSORIALE: niente schermi, chiudi gli occhi, goditi il silenzio.

RIPOSO  CREATIVO: disegna, scrivi, cucina, fa’ giardinaggio.

RIPOSO  SPIRITUALE: medita, rifletti, stai nella natura.

 

@stanzazen  YouTube.

Numero3395.

 

LETTERE   LASCIATE   SUL   COMODINO;

LETTE   QUANDO   IL   SILENZIO   LO   CHIEDE.

 

Ecco, possedere è un atto

di morte,

mentre donare è un gesto

di vita.

Il desiderio non pretende,

propone.

Così, la firma dell’armonia

è il silenzio.

La forma sacra del pensiero

è la fantasia,

la sublimazione del desiderio

è l’eros.

Numero3394.

 

10 Meccanismi interiori che sabotano la tua felicità (senza che tu te ne accorga)

 

1   Cerchi il controllo per sentirti al sicuro.
Ma più ti controlli, più ti senti instabile.

2   Ti adatti per paura di essere rifiutata.
Ma ogni volta ti allontani di più da te stessa.

3   Ti paragoni continuamente agli altri.
Anche se sai che è inutile, non riesci a smettere.

4   Fingi di stare bene per non preoccupare nessuno.
E intanto nessuno si accorge che ti stai spegnendo.

 Confondi l’amore con il bisogno.
E resti dove l’amore è abitudine ormai sterile.

 Cerchi conferme esterne per sentirti valida.
Ma non bastano mai e ti svuoti dentro.

7   Eviti il dolore a tutti i costi.
Ma così eviti anche la guarigione.

 Ti colpevolizzi per tutto.
Anche quando non è colpa tua ti chiedi: “Cosa ho sbagliato?”

9   Rimani per rassegnazione, non per amore.
Perché cambiare fa paura, anche se restare ti spezza.

10 Aspetti che sia il tempo a guarirti.
Ma il tempo da solo non basta, se non lo usi per guardarti dentro.

 

da AnimaOltreilimiti80.