P A C E S P I R I T U A L E
Non permettere a nessuno
di rovinare la tua pace
soltanto perché
non trova la sua.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
P A C E S P I R I T U A L E
Non permettere a nessuno
di rovinare la tua pace
soltanto perché
non trova la sua.
I L D O N O D E L L A V I T A
Dicono che la vita
è un dono.
Che te ne fai
di un dono
di cui non puoi godere?
S T R A D A F A C E N D O
Durante la giornata
cerca il nulla,
perché il nulla contiene
saperi infiniti.
Strada facendo, correggerai
l’idea sbagliata
che ti sei fatto di te.
A M A R A R I F L E S S I O N E
Il dolore più profondo
che io abbia provato
è quando ho voluto bene
e me ne sono vergognato.
L I B E R I S M O E C O M U N I S M O
Gli esseri umani non sono tutti uguali ma, secondo natura, tutti diversi.
Già dalla culla sono diversi, per il tempo, il luogo, la situazione sociale ed economica.
Li rende uguali solo la tomba.
Non voglio farmi dettare le regole del percorso dell’esistenza dalla morte, ma dalla nascita.
La vita, a mio avviso, è una gara ad handicap: la linea di partenza è uguale per tutti, ma tutti partono con delle penalizzazioni e con dei privilegi. Sta all’individuo superare le differenze della competizione attraverso il suo impegno. Questo è il suo merito. E il suo premio è in questa vita.
Per me è inconcepibile che la morale collettiva debba prevalere su quella individuale.
Se questa visione del mondo viene instaurata, si tolgono agli esseri umani le facoltà di compensare, recuperare, superare gli handicap di partenza, con un appiattimento generale e innaturale.
Il merito personale, che è il vero valore della vita, viene distrutto e prostituito all’interesse collettivo che, se pur garantisce la facile governabilità del sistema, però, privilegia la casta di coloro che gestiscono il potere di farla osservare.
C H I A R O V E G G E N Z A
Io sono del segno del Cancro e, senza volerla e cercarla, mi sono imbattuto in questa notizia che mi ha un poco sorpreso, proprio perché mi riguarda, ma che non avevo mai preso in considerazione:
Quando si dice che nessuno conosce se stesso come dovrebbe ….
“La CHIAROVEGGENZA, ovvero il Sesto Senso, è il superpotere delle persone nate sotto il segno del Cancro.
Nel mondo dei fumetti, un cancerino sarebbe un mutante con poteri telecinetici.
Nel mondo reale, ha sempre in testa quel qualcosa in più che lo fa andare 10 passi più avanti agli altri, un intuito che difficilmente sbaglia”.
C’è puzza d’incenso in giro ….?
M O M E N T I D I S O L I T U D I N E
Sì, io me li ritaglio spesso e a lungo ed in un ambiente confortevole e rassicurante come casa mia.
Li adoro perché rappresentano una crescita personale ed un bisogno interiore.
I momenti di solitudine, infatti, non sono mica una prigione.
Al contrario, un isolamento non momentaneo cercato e voluto, è uno stare bene con se stessi, riflettere, trovare soluzioni, specchiarsi nella propria intima spiritualità.
La solitudine forzata, invece , investe uno stato emotivo differente nel quale emergono solo aspetti negativi.
Un essere umano caratterialmente normale e semplice è, di solito, più propenso a stare con gli altri ma, a volte, succede che ci si può ritrovare a star male se circondati da tante persone.
Un soggetto forte ed acculturato, invece, si sa appartare con i propri pensieri per sentirsi libero nella sua indipendenza spazio – temporale esplorativa e riflessiva.
Chi non sa stare bene da solo, difficilmente può essere un buon compagno.
A D D I O, E F R E M
Sui campi in terra celeste, giocheremo insieme il doppio …. ancora.
Addio, Efrem, addio amico mio.
Il professionista aveva fondato, negli anni Settanta, il Kennedy, uno dei primi istituti scolastici paritari in Italia e a Udine in cui proponeva il recupero di anni scolastici per i vari indirizzi degli istituti superiori
MARISTELLA CESCUTTI

Addio a Efrem Cosmacini, papà dell’istituto Kennedy di Udine. Cosmacini aveva 77 anni. Il suo cuore si è fermato nella sua casa dopo l’acutizzarsi di una patologia della quale soffriva da tempo.
Il professionista aveva fondato, negli anni Settanta, il Kennedy, uno dei primi istituti scolastici paritari in Italia e a Udine in cui proponeva il recupero di anni scolastici per i vari indirizzi degli istituti superiori. Una delle prime sedi del Kennedy è stata in via Poscolle e in via Santa Giustina per poi essere unificate in nuovo edificio in via Pieri, oggi sede staccata dell’ospedale Santa Maria della Misericordia.
Imprenditore lungimirante, Cosmacini negli anni ha investito sempre sulle proprie potenzialità e sul suo team che lo affiancava , condividendo con esso la stessa passione per la scuola . Quest’ultima, infatti, era da lui concepita in un modo completamente innovativo. Gli Istituti Kennedy in Regione sono stati, infatti, i primi ad introdurre uno studio interattivo legato alla nascente tecnologia digitale. Il liceo linguistico come percorso di studi privato in Friuli non esisteva è stato introdotto dal Kennedy, utilizzando un laboratorio linguistico all’avanguardia, mentre per le altre discipline era anche disponibile un laboratorio di informatica, tra i primi in Italia negli anni Ottanta. Cosmacini ha, infine, condotto tutti gli studenti al termine del loro percorso scolastico chiudendo l’attività nei primi anni Duemila.
«Mi ha insegnato la vita, a lavorare. Oggi sono un imprenditore di un’azienda che opera nel campo dell’astronomia – ricorda il figlio Marco –. Un papà che mi ha trasmesso i valori corretti della vita, l’importanza della famiglia, del lavoro e dell’onestà. Il carattere era forte; un uomo generoso con tutti, anche con le famiglie dei suoi studenti. Quando è nato il suo nipote Leonardo è diventato un nonno affettuoso. La sua passione oltre al lavoro era lo sport: il tennis, che ha continuato a praticare fino a pochi mesi fa, e la sua Udinese».
I L S E N S O D I C O L P A
È un condizionatore, un congelatore, un aspiratore, una lavatrice, ma non è un elettrodomestico.
Funziona per mezzo di una corrente che non è quella elettrica.
Che cos’è?
È un condizionatore di spiriti, un aspiratore di credulità, un congelatore di coscienze, una lavatrice di cervelli e funziona con la corrente di pensiero della religiosità.
Per millenni, su miliardi di persone, ha funzionato egregiamente attraverso la religione, e continua a farlo nella vita di ogni giorno di tanti intorno a me: è il giogo del “senso di colpa”.
Un giogo che non è un gioco.
Per la religione Cattolica, ad incutere il senso di colpa è il “il peccato”, addirittura quello originale: la colpa di essere nati e, proprio solo per questo, peccatori.
Colpevolizzare la gente è un “trucco” psicologico perfidamente sottile ma vincente per il controllo delle coscienze.
Non riesci a liberartene. Se qualche volta, in certe rare occasioni, ce la fai a divincolarti da esso, subito dopo ne senti la mancanza e sei tu stesso ad “autoaggiogarti” di nuovo, perché, a starne senza, ti trovi perso.
Allenato come sei ad averlo sempre addosso, ad essere soggiogato, se non ne avverti il peso, ti senti, ancora una volta e sempre, …. in colpa.
B I L A N C I O D I V I T A
Ormai ho trovato la mia strada
per il mio esodo da questo mondo.
Ora so che, qualunque cosa accada,
questa mia vita non è stata, in fondo,
così inutile. Ma non me ne vanto:
forse poteva anche essere migliore,
e se non sono stato proprio un santo,
non sono stato neanche un peccatore.
E non è andata male, dopotutto:
non ho grandi successi che festeggio,
ma ho più costruito che distrutto,
è più una vittoria che un pareggio.
Invecchiare ora so che è proprio brutto,
però l’alternativa è molto peggio.
P O E S I E I N R I M A
Ma scrivere le poesie in rima,
perché mai mi piace così tanto?
Mi costringo a pensare tutto prima,
prostituendo delle idee l’incanto.
Le parole non sono mie nemiche,
ne ho fatta una scorta nella mente,
sono il retaggio di letture antiche:
se le cerco, le trovo facilmente.
Ma in certi giorni, soli ed alienanti,
scambio poche parole con qualcuno,
e di pensieri ce ne sono tanti:
ecco, li metto in ordine, uno ad uno.
Quando più elegante scorre il testo,
più piacevole sarà la lettura:
con questa spiegazione ho il pretesto
di fare, forse, una più bella figura.
Ma, magari, mi sbaglio, non è così:
c’è chi trova la rima puerile,
vetusta, non è una moda d’oggidì,
chi l’adopera non ha proprio stile.
Non me ne frega niente! Non è detto
che il RAP, ad esempio, sia armonioso:
la metrica, assai spesso, è in difetto
e l’ascolto è, del tutto, obbrobrioso.
Il mio antiquariato letterario
è diventato una ricercatezza,
io ne resto ambasciatore onorario:
so che qualcuno, forse, non l’apprezza.
Ma sono originale e creativo,
odio l’ovvietà, amo il paradosso,
sono fidato e collaborativo,
ma faccio come mi va, più che posso.
S E S S O E A M O R E
Dice Venditti (e non solo lui) che “non c’è sesso senza amore”, ma lui, quando cantava questo, era innamorato.
Molti, specialmente gli uomini, vogliono fare sesso anche senza essere innamorati. Si tratta di una pulsione naturale che considera il sesso un atto ricreativo e di personale gratificazione, come può essere anche l’autoerotismo del resto, che può essere desiderato a prescindere dall'”alibi” del rapporto d’amore con il/la partner.
Una donna è molto più coinvolta emotivamente ed affettivamente e vorrebbe che il rapporto sessuale fosse l’espressione più alta del desiderio reciproco che è la risultante di tante componenti.
Per il maschio queste componenti sono prevalentemente di ordine fisico: ed esempio la bellezza corporea, “il sex appeal”, la complicità e la partecipazione erotica di un certo livello e via dicendo. Tutte cose riscontrabili e reperibili anche genericamente, senza bisogno di concentrarsi e monopolizzarsi su una sola e unica donna.
Per la femmina, invece, conta molto di più il bisogno di essere amata e desiderata per quella che è, intendendo per questo di godere di una certa esclusività ed anche di un “ascendente” particolare che lei detiene come arma di seduzione personale che, ovviamente, si attribuisce per sana autostima.
Essere concupita sessualmente dal maschio, legittimo od occasionale, le conferisce una straordinaria conferma della propria caratura umana ed erotica.
Ma ribaltiamo l’ipotesi: esiste l’amore senza il sesso?
È ancora e sempre amore quello che i due componenti di una coppia provano reciprocamente, senza avere rapporti sessuali?
Possono essere tanti i motivi per cui, in una coppia, non si pratica più il sesso.
Può succedere che uno dei due diventi portatore di una patologia ostativa, o di una carenza o di una condizione fisica debilitante, oppure riporti qualche trauma, anche psicologico, che pregiudichi in modo continuativo la sua praticabilità dal punto di vista della sessualità.
Oppure, molto più banalmente, è scemata del tutto l’attrazione fisica ed emotiva preesistente.
Però, possono persistere immutati i rapporti, psicologicamente appaganti, della stima personale, del rispetto reciproco, dell’affetto, vero e profondo, che, magari da tanti anni, ha unito i componenti della coppia.
Il sesso può anche passare in secondo, terzo o quarto piano ma estrometterlo del tutto vuol dire rinunciare all’unico vero momento intimo e gratificante di una coppia. Il momento in cui ci si guarda dentro. Un momento in cui il tempo si ferma, si fermano i pensieri e si lascia il mondo fuori. E non è solo sesso… È anche il prima: come ci si arriva. È il dopo: come ci si sente…
Due componenti fondamentali! È abbandonarsi. Desiderarsi. Concedersi in modo esclusivo.
Per rispondere al quesito di partenza, direi che non si tratta più di Amore con la A maiuscola, quello della gioventù, quello della pienezza dei sensi, quello degli exploit, quello che De André chiama “l’amore che strappa i capelli”.
L’amore senza sesso è, però, una specie di “amore in tono minore”, senza esaltazioni, non conclamato, non gridato od esibito, ma vissuto a basso profilo, molto intimizzato, molto complice e, a suo modo, egualmente profondo.
Anzi, è fatto di tante piccole cose ed attenzioni, anche di tante parole che rispecchiano lo stato d’animo, di due che, consapevolmente e onestamente, hanno scelto di continuare la loro relazione su un altro binario che, ben lungi dall’essere un binario morto, li può portare molto lontano, con condizioni di viaggio molto più confortevoli e confacenti alla loro età presente e futura.
Io lo considero un “coronamento” dell’amore della prima fase.
Insomma, l’Amore con la A maiuscola non è un assoluto, non è per sempre. È una chimera transeunte.
Decade e si trasforma, adattandosi alla legge del tempo, e diventa un Affetto con la A maiuscola.
E questo è la versione più nobile e umanamente gestibile del rapporto di coppia, che si consolida e rimane valido, nella misura in cui era valido l’amore originale, quello dei tempi migliori.
L’ A P P R O V A Z I O N E D E G L I A L T R I
Se cerchiamo costantemente
l’approvazione degli altri,
diventiamo prigionieri
delle loro aspettative,
perdendo la nostra
libertà interiore
e il tempo da dedicarci.
L E D O N N E
Le donne hanno bisogno
di emozioni,
non di argomenti.
A T E I E R E L I G I O N I
Gli atei pensano che la dottrina teologica
e la religione siano artefatti umani, ossia,
risultati di leggende ed opere letterarie UMANE.
Pertanto, non vi attribuiscono alcun valore
di “comandamento divino”, ma soltanto
di “legge umana scritta per un certo luogo e tempo”.
Essa, però, è stata ed è strumentalizzata
per scopi nient’ affatto “divini”,
ma solo per detenere e gestire poteri terreni.