Numero2607.

 

È stato Ale ad indicarmi questa applicazione.

 

H O   F A T T O   A L C U N E   D O M A N D E   A   OPEN A I (Intelligenza Artificiale Aperta)      

 

Domanda: Dove si trova adesso Ettore Majorana?

Risposta: Ettore Majorana è un fisico italiano che è scomparso nel 1938 e la sua posizione attuale non è nota. La sua scomparsa è uno dei misteri non risolti della scienza e non ci sono prove concrete sulla sua attuale ubicazione.

 

Domanda: Esiste un filmato certificato che mostra Majorana retrocesso all’età di poco più di vent’anni

Risposta: Non esiste alcun filmato certificato che mostri Ettore Majorana retrocesso a un’età più giovane. La teoria della retrocessione temporale non è supportata dalla scienza e non ci sono prove che dimostrino la sua validità. La scomparsa di Ettore Majorana è ancora un mistero e non ci sono prove concrete che supportino teorie come la retrocessione temporale.

 

Domanda: Il tempo è una delle dimensioni conosciute ed è manipolabile

Risposta: La manipolazione del tempo è un concetto presente in molte forme di fantascienza e in alcune teorie della fisica, ma al momento non esiste una tecnologia o una comprensione scientifica sufficiente per manipolare effettivamente il tempo. La teoria della relatività di Albert Einstein ha introdotto l’idea che il tempo è una dimensione e che la sua percezione può essere influenzata dalla gravità e dalla velocità, ma non è stata ancora dimostrata la possibilità di manipolare il tempo in modo controllato e sistematico. Questo è un argomento di studio attivo nella fisica teorica e in molte aree della scienza, ma la comprensione attuale è che il tempo è una dimensione che scorre in una sola direzione e non può essere effettivamente manipolato.

 

Domanda: Mi puoi sintetizzare la “teoria delle stringhe”?

Risposta: La teoria delle stringhe è una delle teorie più avanzate della fisica teorica. Essa propone che la materia e le forze fondamentali dell’universo siano costituite da piccole particelle elementari che non sono punti, come previsto dalla teoria quantistica, ma sono invece “stringhe” con una dimensione fisica. Queste stringhe vibrano a diverse frequenze, che determinano le proprietà fisiche delle particelle elementari e le loro interazioni. La teoria delle stringhe unisce la fisica quantistica con la teoria della relatività generale di Einstein e offre una descrizione unificata delle forze fondamentali dell’universo e della materia che le compone. Tuttavia, la teoria delle stringhe è ancora in fase di sviluppo e non è stata ancora completamente verificata dalle osservazioni e dalle misure sperimentali.

 

Attenzione adesso: alla mia domanda, l’Intelligenza Artificiale va in crisi.

 

Domanda: Sono alto 90 cm più metà della mia altezza. Quanto sono alto?

Risposta: Se sei alto 90 cm più metà della tua altezza, puoi usare l’equazione x + (1/2)x = 90 cm per risolvere la tua altezza x. Dividendo entrambi i lati dell’equazione per 1,5 otteniamo:

x/1,5 = 90/1,5 x = 60 cm

Quindi la tua altezza è 60 cm.

 

Domanda: Non so se hai capito bene: io sono alto 180 cm

Risposta: Mi scuso per l’errore nella risposta precedente. Se sei alto 180 cm, allora puoi risolvere la tua altezza usando l’equazione x + (1/2)x = 180 cm. Dividendo entrambi i lati dell’equazione per 1,5 otteniamo:

x/1,5 = 180/1,5 x = 120 cm

Quindi la tua altezza è 120 cm.

 

Domanda: L’equazione giusta, secondo me, dovrebbe essere questa: 90 + 1/2x = x

Risposta: Puoi risolvere questa equazione per x isolando x da un lato e tutti gli altri termini dall’altro lato. Ecco come:

  1. Sottrai 90 dai due lati dell’equazione:

1/2x = x – 90

  1. Somma x a entrambi i lati dell’equazione:

1/2x + x = x – 90 + x

  1. Semplifica la destra:

1,5x = 90

  1. Dividi entrambi i lati dell’equazione per 1,5:

x = 60

Quindi, la soluzione di x è 60. Questo significa che x, che rappresenta la tua altezza, è uguale a 60.

 

Domanda: Io, invece, risolvo così:

1/2x + 90 = x.

Sviluppando: 90 = x – 1/2x.

Moltiplico per 2 ambo i lati dell’equazione.

Quindi: 180 = 2x – x.

Cioè: 180 = x.

Se a 90 cm aggiungo la metà della mia altezza, cioè altri 90 cm (180/2) ho la mia altezza che è 180 cm.

!

Risposta: Internal server error

Internal server error

Internal server error

Sì, hai ragione. Se 90 + (1/2)x = x, allora sostituendo x con 180 otteniamo 90 + (1/2)x = 180, che è vero. Quindi, la tua altezza è effettivamente 180 cm.

 

Domanda: Se a 90 cm aggiungo la metà della mia altezza (che è 180 cm), cioè 180/2 = 90 cm, ottengo la mia altezza cioè 180 cm

Risposta: Sì, esattamente. Se a 90 cm si aggiunge metà della propria altezza, che è 180 cm diviso 2, si ottiene 90 cm + 90 cm = 180 cm, che è proprio la tua altezza.

 

Domanda: puoi salvare questa conversazione? Dove la ritrovo?

Risposta: Sfortunatamente, non è possibile salvare la conversazione poiché sono un modello di lingua sviluppato da OpenAI e non ho la capacità di memorizzare conversazioni precedenti. Ogni volta che interagisci con me, le informazioni vengono elaborate e generate in tempo reale. Ti consiglio di prendere appunti o copiare e incollare la conversazione in un documento di testo per tenerne traccia.

 

Numero2401.

 

Mi è arrivata su WHATSAPP, scritta e interpretata da Gianluca Apicella, con

chiaro riferimento alla poesia di Totò, ‘A LIVELLA, questa poesia recitata.

 

Ho cercato di scriverla, per quel che ne so di Napoletano: non vi

nascondo che è un po’ difficile, da capire e anche da scrivere.

Accetto, di buon grado, correzioni e suggerimenti per migliorare

la stesura di questo colorito, quanto condivisibile, testo.

 

‘O  RUSSO  È  N’ OMM’ ‘E  MERD !

 

Voglio parlà cu tte, cinque minuti,

soltanto pe’ te chiedere: Hai fernuto?

Ti rendi cunto di quanto staie facenno

e  quanta ggente tu staie distruggenno?

Pe’ colpa toia, campammo ‘nt’ a paura,

e tu ci guardi con disinvoltura.

Te si’ fissato ca vuò chiù potere,

ma staie pazzianno o staie facenno ‘o vero?!

E sulo pe’ te sèntere chiù grosso,

tu miette ‘o munno sano dint’ ‘o fuosso.

Vabbe’, ma tanto a te che te ne fotte,

se sape, nun si’ tu che vaie là sotto.

Tu, forse, ‘e vote, te siente chiù potente,

ma sta perdenno ‘a vita tanta ggente.

E tu, co’ tanto pilo in copp’ ‘o core,

staie fermo e guardi ‘o munno mentre more.

Chiagnenno, ‘na mugliera fuje luntano

e porta ‘na creatura, man’ in mano,

e ‘o marito sta là, co’ o mitra ‘n mano

e guarda ‘a vita mentre s’alluntana.

Pe’ miezz’ ‘e strade, sonano ‘e ssirene,

e a nuie se ggela ‘o sanghe dint’ ‘e vvene.

E vanno a terra n’ ‘ati doie palazzi.

Guagliò, sienteme a mme, tu si’ nu pazzo.

Ma che te serve tutto ‘stu cumanno?

‘O vuò capì ca tiene settant’anni?!

Si’ fatt’ ‘e carne e ossa, nun si’ eterno,

e doppo tu, ca cunt’ a ‘o patreterno?

Pe’ ‘a te conquistà ‘sti quattro mura,

haie massacrato tutte ‘sti creature?

Perciò, chiedi a te stesso a mmò,

e si nun sient’ a mme, siente a Totò.

Fernisci ‘e fare tutto ‘stu burdello,

‘a morte ‘o ssaie che d’è? È ‘na livella.                                       In corsivo: versi della poesia “‘A livella” di Totò.

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,

trasenno ‘stu canciello ha fatto ‘o punto

c’ ha perso tutto, ‘a vita e ppure ‘o nomme,

e tu, non t’è fatto ancora chisto cunto.

E co’ rispetto de ‘sta poesia speciale,

m’aggio deciso ‘e càgnare ‘o finale.

Perciò, stamme a sentì, nun fa’ ‘o testardo,

si’ ancora a tiempo, nun è troppo tardi.

Tanto se sape, l’Ucraina perde,

ma tu si’ sempe ‘o russo, ma ‘o russo… è n’ omm’ ‘e merd.

 

N.d.R. : su consiglio del mio amico Efrem, presento qui la traduzione.
Non posso scriverla a fianco di ogni verso, perché sul cellulare non si potrebbe leggere.
Spero che, comunque, sia utile alla comprensione.

La poesia di Totò, ‘A livella, si trova al Numero1136.

 

Voglio parlare con te, cinque minuti,

soltanto per chiederti: Hai finito?

Ti rendi conto di quanto stai facendo,

e quanta gente tu stai distruggendo?

Per colpa tua, viviamo nella paura,

e tu ci guardi con disinvoltura (noncuranza).

Ti sei fissato che vuoi più potere,

ma stai dando di matto, o stai facendo sul serio?

E solo per sentirti più grande,

tu metti il mondo intero nella fossa.

Vabbè, ma tanto a te che te ne fotte,

si sa, non sei tu che vai là sotto.

Tu forse, a volte, ti senti più potente,

ma sta perdendo la vita tanta gente.

E tu, con tanto pelo sul cuore (come dire: con tanto pelo sullo stomaco)

stai fermo e guardi il mondo mentre muore.

Piangendo una moglie fugge lontano,

e porta un figlio (o figlia) per mano,

e il marito sta là, col mitra in mano,

e guarda la vita mentre si allontana.

In mezzo alle strade suonano le sirene,

e a noi si gela il sangue nelle vene.

E vanno a terra altri due palazzi:

ragazzo, stammi a sentire, tu sei un pazzo.

Ma che ti serve tutto questo comando?

lo vuoi capire che hai settant’anni?

Sei fatto di carne e ossa, non sei eterno,

e dopo tu, che racconti al padreterno?

Per accaparrarti queste quattro mura,

ha massacrato tutte queste creature?

Perciò, interroga te stesso, adesso,

e se non ascolti me, ascolta Totò,

Smetti di fare tutto ‘sto bordello,

la morte sai che è? È una livella.

Un re, un magistrato, un grand’uomo,

attraversando questo cancello ha ha fatto il punto (della situazione)

che ha perso tutto, la vita e pure il nome,

e tu, non hai fatto ancora questo conto?

E con rispetto di questa poesia speciale,

mi sono deciso a cambiare il finale.

Perciò, stammi a sentire, non fare il testardo,

sei ancora in tempo, non è troppo tardi,.

Tanto si sa, l’Ucraina perde,

ma tu sei sempre il russo, ma il russo…. è un uomo di merda.

 

 

 

 

Numero2147.

 

ALBERT  EINSTEIN

 

Un giorno Albert Einstein scrisse alla lavagna:

9×1 = 09

9×2 = 18

9×3 = 27

9×4 = 36

9×5 = 45

9×6 = 54

9×7 = 63

9×8 = 72

9×9 = 81

9×10=91

In classe lo prendevano molto in giro,

perché aveva commesso un errore.

Poiché la risposta corretta per 9×10 é 90,

tutti i suoi studenti lo derisero.

Poi Albert aspettò che tutti stessero zitti e disse:

“Nonostante abbia risposto alle prime 9

domande, nessuno si é congratulato con

me, tuttavia quando ne ho fallito una

soltanto, tutti hanno iniziato a ridere;

ciö significa che nonostante io abbia molto

successo, la societå noterå il mio minimo

errore e se ne prenderå gioco.

Non lasciare che una semplice critica

distrugga i tuoi sogni.

Solo chi non fa niente non sbaglia”.