Numero2663.

 

D E D I C A T A   A   R I T A …… R I C O R D A N D O

 

TRENI:

«La vita è fatta di treni.
Treni che si fermano accanto a noi
ma non sappiamo se salire o meno,
treni che sfrecciano veloci ma non
abbiamo il coraggio di fermare.
Treni che ci chiudono le porte in
faccia e se ne vanno senza di noi
lasciandoci dentro il sapore amaro
del dubbio di come sarebbe stato salirci.
E treni sui quali saliamo, nostro malgrado,
per paura che la vita ci lasci a piedi».

– Giorgio Faletti –

Numero2662.

 

da QUORA

 

U M A N I T Â

 

Una signora chiede:
“a quanto vendete le vostre uova?”
Il vecchio venditore risponde:
“0.50 Euro un uovo, signora”
La signora dice:
“prendo 6 uova per 2.50 Euro o me ne vado”.
Il vecchio venditore le risponde:
“Acquisti al prezzo che desidera, signora. Questo è un buon inizio per me, perché oggi non ho venduto un solo uovo e ho bisogno di questo per vivere “.

Lei ha comprato le sue uova a prezzo contrattato ed è andata via con la sensazione che aveva vinto.
È entrata nella sua auto elegante ed è andata in un lussuoso ristorante con la sua amica.
Lei e la sua amica hanno ordinato quello che volevano. Hanno mangiato un po’ e hanno lasciato un sacco di quello che avevano chiesto.
Così hanno pagato il conto, che era di 400 Euro. Le signore hanno dato 500 Euro e hanno detto al proprietario del ristorante chic di tenere il resto come mancia…

Questa storia potrebbe sembrare abbastanza normale nei confronti del capo del ristorante di lusso, ma molto ingiusto per il venditore delle uova…

La domanda è:

Perché dobbiamo sempre dimostrare che abbiamo il potere, quando compriamo dai bisognosi?
E perché siamo generosi con quelli che non hanno nemmeno bisogno della nostra generosità?

Una volta ho letto da qualche parte:

“Mio padre aveva l’abitudine di acquistare beni dai poveri a prezzi elevati, anche se non aveva bisogno di queste cose.
A volte li pagava di più’.
Un giorno gli chiesi:
“perché lo fai, papà?”
Mio padre rispose:
“è una carità avvolta nella dignità, figlio mio”

“So che molti di voi non condivideranno questo messaggio, ma se siete una delle persone che ha preso il tempo di leggere finora… allora questo messaggio, che è un tentativo di umanizzazione, avrà fatto un passo in più nella giusta direzione.”

*Cerchiamo sempre di essere grati verso la vita*.

Numero2661.

 

 

U N   P R O G R A M M A   D I   V I T A

 

Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti, o pretendono di farlo soltanto a modo loro.
Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante.
Smetti di avere conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.
Smetti di apparire per le persone che non hanno interesse per la tua presenza.
So che il tuo istinto è quello di fare tutto il possibile per guadagnare l’apprezzamento di chi ti circonda, ma è un impulso che ti ruba tempo, energia, salute mentale e fisica.
Quando inizi a lottare per una vita con gioia, interesse e impegno, non tutti saranno pronti a seguirti in quel luogo.
Questo non significa che devi cambiare ciò che sei, significa che devi lasciare andare le persone che non sono pronte ad accompagnarti.
Se sei escluso, insultato, dimenticato o ignorato dalle persone a cui regali il tuo tempo, non ti fai un favore continuando ad offrire loro la tua energia e la tua vita.
La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te.
Questo è ciò che rende così speciale un rapporto, quando trovi persone con cui hai amicizia o amore ricambiato.
Saprai quanto è prezioso, perché hai sperimentato ciò che non lo è.
Ci sono miliardi di persone su questo pianeta e molte di loro le troverai al tuo livello di interesse e impegno.
Forse se smetti di apparire, non ti cercheranno.
Forse se smetti di provarci, la relazione finirà.
Forse se smetti di inviare messaggi, il tuo telefono rimarrà scuro per settimane.
Questo non significa che hai rovinato la relazione, significa che l’unica cosa che la sosteneva era l’energia che solo tu davi per mantenerla.
Questo non è amore, è attaccamento.
È dare una possibilità a chi non se la merita!
Tu meriti molto di più.
La cosa più preziosa che hai nella tua vita è il tuo tempo ed energia, poiché entrambi sono limitati.
Le persone e le cose a cui dai tempo ed energia, definiranno la tua esistenza.
Quando ti rendi conto di questo, inizi a capire perché sei così ansioso quando trascorri del tempo con persone che non dovrebbero starti vicino, o ti dedichi ad attività o spazi che non ti si addicono.
Inizierai a renderti conto che la cosa più importante che puoi fare per te stesso e per tutti quelli che ti circondano, è proteggere la tua energia mentale, nervosa, affettiva più ferocemente di qualsiasi altra cosa.
Fai della tua vita un porto sicuro, in cui sono ammesse solo persone “compatibili” con te.
Non sei responsabile di salvare nessuno.
Non sei responsabile di convincerli a migliorare.
Non è il tuo lavoro esistere per le persone che non ti meritano e dare loro la tua vita!
Ti meriti amicizie vere, impegni veri e un amore completo con persone sane ed equilibrate.
La decisione di prendere le distanze dalle persone nocive, ti darà l’amore, la stima per te stessa, la felicità e la protezione che meriti.
Tu vali, non svenderti.

Numero2660.

 

 

R A P P O R T O   D I   C O P P I A

 

Scegli qualcuno migliore di te come partner. Non hai bisogno di qualcuno che ti ami così come sei.
Hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a crescere giorno per giorno.

Il vero amore è l’ammirazione, quindi il partner che scegli dovrebbe avere quelle qualità che ti mancano.
Se voi due siete impegnati ad aiutarvi a vicenda a crescere, prenderete i periodi di tempesta di qualsiasi relazione come opportunità di crescita reciproca.

Ecco perché la persona giusta per te non è solo chi ti accetta, ma chi ti fa sviluppare il tuo massimo potenziale in questa vita.”

✍️Platone

 

N.d.R.: Accidenti! Questo pensava e scriveva il filosofo Platone, allievo di Socrate e maestro di Aristotele. È di una modernità e di un’attualità sconcertanti. Direi, quasi, universali e senza tempo.

Numero2659.

 

 

I L   M E G L I O   S U L L’  A M O R E

 

Ho scelto 7 aforismi sull’AMORE fra i 228 del seguente Numero2658. Ritengo siano i migliori. Alcuni sono già presenti nel BLOG.

 

La sola cosa che si possiede

è l’amore che si dà.                                          Isabel  Allende

 

Nessuno ha amore più grande di colui

che sa rispettare la libertà dell’altro.            Simone  Weil

 

Non c’è felicità

nell’essere amati.

Ognuno ama se stesso.

Ma amare, ecco la felicità                              Herman  Hesse

 

Gli uomini vogliono sempre essere

il primo amore di una donna.

Le donne, invece, vogliono essere

l’ultimo amore di un uomo.                           Oscar  Wilde

 

Se ami una persona,

lasciala andare,

perché, se ritorna,

è sempre stata tua.

E, se non ritorna,

non lo è mai stata.                                           Khalil  Gibran

 

L’unica cosa di cui

non abbiamo mai

abbastanza è l’amore,

che è l’unica cosa che

non diamo mai abbastanza.                            Henry  Miller

 

L’amore non si manifesta

col desiderio di fare l’amore,

ma col desiderio

di dormire insieme.                                          Milan  Kundera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Numero2658.

 

da una chat di QUORA

 

2 2 8   C I T A Z I O N I   S U L L’  A M O R E      (alcune di queste hanno già trovato ospitalità in questo BLOG)

 

Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.
(Antoine de Saint-Exupery)

L’amore è forse l’unico sguardo che ci è concesso dell’eternità.
(Helen Hayes)

Perduto è tutto il tempo che in amor non si spende.
(Torquato Tasso)

L’amore è fuoco. Ma non sai se scalderà il cuore o brucerà la tua casa.
(Joan Crawford)

L’amore è come la guerra: facile da iniziare, ma molto difficile da fermare.
(Henry Louis Mencken)

Chi ama, crede nell’impossibile.
(Elizabeth Barrett Browning)

Sii degno dell’amore, e l’amore verrà.
(Louisa May Alcott)

Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.
(Khalil Gibran)

Quando ti piace un fiore, semplicemente lo cogli. Ma quando ami un fiore, lo annaffi tutti i giorni.
(Buddha)

L’amore è un desiderio irresistibile di essere irresistibilmente desiderati.
(Robert Frost)

Libertà e amore sono una cosa sola.
(Novalis)

Siamo nati tutti per amare: è il principio dell’esistenza e il suo unico fine.
(Benjamin Disraeli)

Non c’è nessun paese della terra in cui l’amore non abbia reso gli amanti poeti.
(Voltaire)

L’amore è una cosa piena di ansioso timore.
(Ovidio)

Si può donare senza amare, ma non si può amare senza donare.
(Robert Louis Stevenson)

L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra, e gli sconosciuti si accorgono che vi amate. Chest’è.
(Massimo Troisi)

Un grande amore non è che l’ombra di un grande sogno.
(Edmond Rostand)

La vita è un sonno, l’amore ne è il sogno, e avrete vissuto se avete amato.
(Alfred de Musset)

Parla piano, se parli d’amore.
(William Shakespeare)

Dove c’è amore c’è vita.
(Mahatma Gandhi)

Ma gli innamorati, i veri innamorati inventano con gli occhi la loro verità.
(Molière)

Conosce l’amore solo chi ama senza speranza.
(Friedrich Schiller)

Amare qualcuno non è niente, essere amato da qualcuno è qualcosa, amare qualcuno che ti ama è tutto.
(Bill Russell)

Quando ami qualcuno, lo ami così com’è e non come vorresti che fosse.
(Lev Tolstoj)

Nessuno, neanche un poeta, ha mai misurato la capacità di un cuore.
(Zelda Fitzgerald)

Quando l’amore non è follia, non è amore.
(Pedro Calderon De La Barca)

Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Solo allora si ama sinceramente.
(Madre Teresa di Calcutta)

Ciò che si fa per amore è fatto bene.
(Vincent van Gogh)

Non merita d’essere amato chi non abbia il coraggio di farsi odiare.
(Arturo Graf)

Al tocco dell’amore, tutti diventano poeti.
(Platone)

Amare e vincere è la cosa migliore. Amare e perdere, quella immediatamente successiva.
(William Makepeace Thackeray)

Una delle cose migliori dell’amore è riconoscere il passo dell’uomo che sale le scale.
(Colette)

L’amore vuole tutto, e ha ragione.
(Ludwig van Beethoven)

Quando un amore finisce, uno dei due soffre. Se non soffre nessuno, non è mai iniziato. Se soffrono entrambi, non è mai finito.
(Marilyn Monroe)

Di tutte le passioni l’amore è la più forte, perché attacca contemporaneamente il cuore, la testa e i sensi.
(Lao Tzu)

L’amore inizia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con una lacrima.
(Agostino d’Ippona)

Ho sofferto spesso, a volte ho sbagliato; ma ho amato. Sono io che ho vissuto, e non un essere fittizio creato dal mio orgoglio e dalla mia noia.
(Alfred de Musset)

Amare è sapere dire “ti amo” senza parlare.
(Victor Hugo)

Una parola ci libera di tutto il peso e il dolore della vita: quella parola è “amore”.
(Sofocle)

L’amore è un fumo fatto col vapore dei sospiri.
(William Shakespeare)

L’amore è quando incontri qualcuno che ti dice qualcosa di nuovo su di te.
(Andre Breton)

Il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere il mondo potrà scoprire la pace.
(Mahatma Gandhi)

Nessun uomo o donna sa davvero quale sia l’amore perfetto finché non gli è sposato da almeno un quarto di secolo.
(Mark Twain)

Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano.
(Emily Dickinson)

L’amore è la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire.
(William Shakespeare)

Quando siamo amati, non dubitiamo di niente. Quando amiamo, dubitiamo di tutto.
(Colette)

Odia il peccato, ama il peccatore.
(Mahatma Gandhi)

La beatitudine di sentirsi amato addolcisce ogni dolore.
(Ugo Foscolo)

L’amore non ha nulla a che vedere con ciò che ti aspetti di ottenere – solo con ciò che ti aspetti di dare – cioè tutto.
(Katharine Hepburn)

L’amore è un grande abbellitore.
(Louisa May Alcott)

Non esiste rimedio all’amore se non amare di più.
(Henry David Thoreau)

L’amore consiste nell’essere cretini insieme.
(Paul Valéry)

Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza.
(Cesare Pavese)

Amare è bruciare, è essere in fiamme.
(Jane Austen)

La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare.
(Hermann Hesse)

L’amore è la bellezza dell’anima.
(Agostino d’Ippona)

L’amore è una malattia inesorabile, per di più contagiosa.
(Benjamin Disraeli)

È davvero difficile dire alle persone che le si ama, quando le si ama davvero.
(Tristan Bernard)

L’amore a prima vista è affidabile quanto una diagnosi alla prima stretta di mano.
(George Bernard Shaw)

Non esiste nulla di reale, oltre al sogno e all’amore.
(Anna de Noailles)

Il vero amore è come i fantasmi: tutti ne parlano, ma ben pochi li hanno visti.
(François de La Rochefoucauld)

Vivere è come amare: la ragione vi è contro, ma ogni sano istinto a favore.
(Samuel Butler)

In guerra come in amore, per concludere, bisogna guardarsi da vicino.
(Napoleone Bonaparte)

La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è.
(Victor Hugo)

L’amor che move il sole e l’altre stelle.
(Dante Alighieri)

Quando si è innamorati si comincia con l’ingannare sé stessi e si finisce con l’ingannare gli altri. È questo che il mondo chiama una “storia d’amore”.
(Oscar Wilde)

L’amore è invisibile, entra ed esce dove vuole senza che nessuno gli chieda cosa stia facendo.
(Miguel de Cervantes)

Amare è così breve, dimenticare così lungo.
(Pablo Neruda)

Il vero amore consiste nell’accettare gli altri così come sono senza cercare di cambiarli.
(Antoine de Saint-Exupéry)

C’è solo una felicità nella vita: amare ed essere amati.
(George Sand)

Vi sono al mondo amori di ogni sorta, ma non esiste mai due volte lo stesso amore.
(Francis Scott Fitzgerald)

Amare, è superare se stessi.
(Oscar Wilde)

Amare è essere vulnerabili.
(C. S. Lewis)

Una delle cose più difficili della vita è avere delle parole nel tuo cuore che non riesci a pronunciare.
(James Earl Jones)

L’amore è un malinteso tra due pazzi.
(Oscar Wilde)

Il piacere di amare senza osar dirlo ha le sue pene, ma anche le sue dolcezze.
(Blaise Pascal)

Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non significa che non ti ami con tutta se stessa.
(Gabriel García Márquez)

L’amore è di tutte le passioni la più forte perché attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo.
(Voltaire)

Chi ama non sa mai quello che ama, né sa perché ama, né cosa sia amare…
(Fernando Pessoa)

Non amare chi ti tratta come se fossi ordinario.
(Oscar Wilde)

Non dimenticare di amare te stesso.
(Soren Kierkegaard)

L’amore è cercare ciò di cui siamo privi.
(Aristotele)

L’amore è un insegnante migliore del dovere.
(Albert Einstein)

Non c’è amore più sincero dell’amore per il cibo.
(George Bernard Shaw)

L’amore è il trionfo dell’immaginazione sull’intelligenza.
(Henry Louis Mencken)

Quando la mano di un uomo tocca la mano di una donna, entrambi toccano il cuore dell’eternità.
(Kahlil Gibran)

Quando l’amore vi chiama seguitelo e quando le sue ali vi avvolgono affidatevi a lui e quando vi parla abbiate fede in lui.
(Khalil Gibran)

Ci vuole coraggio per amare, ma il dolore attraverso l’amore è il fuoco purificatore che coloro che amano generosamente conoscono. Conosciamo tutti le persone che hanno tanta paura del dolore che si chiudono come vongole in un guscio e, non dando nulla, non ricevono nulla e quindi si limitano fino a quando la vita non è una semplice morte vivente.
(Eleanor Roosevelt)

Sento che non c’è niente di più artistico che amare le persone.
(Vincent van Gogh)

L’amore è quella condizione per cui la felicità di un’altra persona è essenziale alla tua felicità.
(Robert A. Heinlein)

Che cos’è l’amore? Il bisogno di uscire da se stessi.
(Charles Baudelaire)

L’amore è la chiave che apre i cancelli della felicità.
(Oliver Wendell Holmes)

Felice è chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non sono la stessa cosa.
(Hermann Hesse)

Amore, amabile follia.
(Nicolas Chamfort)

Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi.
(Jane Austen)

Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili.
(Tarun Tejpal)

Amore e compassione sono necessità, non lussi. Senza di loro l’umanità non può sopravvivere.
(Dalai Lama)

Occorre somigliarsi un po’ per comprendersi, ma occorre essere un po’ differenti per amarsi.
(Paul Bourget)

Che cos’è l’amore? Ho incontrato per la via un giovane poverissimo che era innamorato: aveva un vecchio cappello, la giacca logora, l’acqua gli passava attraverso le suole delle scarpe e le stelle attraverso l’anima.
(Victor Hugo)

Che faccenda maledettamente pazza è l’amore.
(Emanuel Schikaneder)

Di tutte le forme di prudenza, la prudenza nell’amore è forse la più fatale alla vera felicità.
(Bertrand Russell)

Il cuore è stato fatto per essere rotto.
(Oscar Wilde)

I tre grandi elementi essenziali alla felicità in questa vita sono qualcosa da fare, qualcosa da amare, e qualcosa da sperare.
(Joseph Addison)

Se vuoi essere amato, ama e sii amabile.
(Benjamin Franklin)

Insegui ciò che ami e finirai per amare ciò che trovi.
(Carlo Collodi)

L’amore è una malattia mentale seria.
(Platone)

Essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti, amare profondamente ci rende coraggiosi.
(Lao Tzu)

La sola cosa che si possiede è l’amore che si dà.
(Isabel Allende)

L’amore non è consolazione, è luce.
(Simone Weil)

Se ami una persona, lasciala andare, perché se ritorna, è sempre stata tua. E se non ritorna, non lo è mai stata.
(Khalil Gibran)

L’amore è l’unica forza in grado di trasformare un nemico in un amico.
(Martin Luther King Jr.)

L’amore è un frutto che matura in ogni stagione ed è sempre alla portata di ogni mano.
(Madre Teresa di Calcutta)

Se hai amato qualche donna e qualche paese, ti puoi ritenere fortunato, perché anche se muori, dopo, non ha importanza.
(Ernest Hemingway)

Le cose migliori e più belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle con il cuore.
(Helen Keller)

L’amore è la saggezza del pazzo e la pazzia del saggio.
(Samuel Johnson)

Ci si innamora a vent’anni: dopo si innamorano soltanto le cameriere.
(Gianni Agnelli)

Conserva l’amore nel tuo cuore. Una vita senza amore è come un giardino senza sole dove i fiori sono morti. La coscienza di amare ed essere amati regalano tale calore e ricchezza alla vita che nient’altro può portare.
(Oscar Wilde)

Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del Sole.
(John Lennon)

L’unico modo per conservare l’amore è donandolo.
(Elbert Hubbard)

Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.
(Dalai Lama)

L’amore è l’egoismo in due.
(Stanislas Jean Boufflers)

Non esistono formule, né metodi: solo amando noi impariamo ad amare.
(Aldous Huxley)

Amore è spazio e tempo misurati dal cuore.
(Marcel Proust)

Non ci sono sei o sette meraviglie nel mondo; ce n’è una sola: è l’amore.
(Jacques Prévert)

A forza di parlare d’amore, si finisce con l’innamorarsi.
(Blaise Pascal)

Gli uomini vogliono sempre essere il primo amore di una donna. Le donne, invece, vogliono essere l’ultimo amore di un uomo.
(Oscar Wilde)

Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro.
(Carl Gustav Jung)

Per me, l’amore è stato (o è?…) sempre più importante, più sacro dell’oggetto che lo suscita. Perché permette di vedere il mondo come una fiaba splendida, perché fa emergere dall’essere umano ciò che vi è di più nobile e di più bello, perché eleva ciò che vi e di più comune e umile e lo adorna di brillanti e perché permette di vivere nell’ebbrezza, nell’estasi.
(Rosa Luxemburg)

Ho scoperto un paradosso, che se ami finché ti fa male, poi non esiste più dolore, ma solo più amore.
(Madre Teresa di Calcutta)

Ci sono amori che non ti deluderanno mai, perché non ti hanno promesso nulla, ma ti daranno tutto.
(Augustin Degas)

La bellezza non è nel viso, è nella luce del cuore.
(Khalil Gibran)

L’amore è composto da una singola anima che abita due corpi.
(Aristotele)

L’unica cosa di cui non abbiamo mai abbastanza è l’amore; e l’unica cosa che non diamo mai abbastanza è l’amore.
(Henry Miller)

Ciò che vi è di fastidioso nell’amore, è che si tratta di un delitto in cui non si può fare a meno d’un complice.
(Charles Baudelaire)

La vita senza amore è come un albero senza fiori o frutta.
(Khalil Gibran)

L’amore è solo uno sporco trucco ai nostri danni per raggiungere la perpetrazione della specie.
(William Somerset Maugham)

Quando proviamo amore e gentilezza verso gli altri, questo non solo fa sentire gli altri amati e coccolati, ma aiuta anche noi stessi a sviluppare pace e felicità.
(Dalai Lama)

Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore.
(Madre Teresa di Calcutta)

L’amore è come l’acqua, se qualcosa non lo agita, imputridisce.
(Arturo Graf)

L’amore vince tutto, tranne la povertà e il mal di denti.
(Mae West)

L’amore è una melodia struggente che non ho mai imparato, e temo di non averlo mai fatto.
(William S. Burroughs)

L’assoluto dell’amore si riconosce dall’inquietudine di chi ama.
(Paul Valéry)

Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiano virtù.
(Johann Wolfgang von Goethe)

Essere amati, è passare. Amare, è durare.
(Rainer Maria Rilke)

I sintomi dell’amore sono gli stessi del colera.
(Gabriel Garcia Marquez)

Non è proprio l’indifferenza verso il resto del mondo l’essenza del vero amore?
(Jane Austen)

L’amore è una rosa, ogni petalo un’illusione, ogni spina una realtà.
(Charles Baudelaire)

C’è sempre una certa follia nell’amore, ma c’è sempre anche un po’ di ragione nella stessa follia.
(Friedrich Nietzsche)

Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all’incirca. Per il resto, vanità o noia.
(Albert Camus)

L’amore è dolore. Chi non soffre, non ama.
(Vasilij Vasilevich Rozanov)

L’amore è come il fulmine: non si sa dove cade finché non è caduto.
(Jean-Baptiste Henri Lacordaire)

L’amore è quando il desiderio di essere desiderato ti fa stare così male che senti di poter morire.
(Henri de Toulouse-Lautrec)

L’amore è come la fortuna: non gli piace che gli si corra dietro.
(Théophile Gautier)

L’amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano.
(Rainer Maria Rilke)

L’amore è come un profumo, come una corrente, come la pioggia.
(Frida Kahlo)

Amare significa agire ed esaltarsi senza tregua.
(Emile Verhaeren)

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
(Khalil Gibran)

Amore è là dove si può dire tutto o non occorre dire nulla.
(Henry Albert Harper)

Amore misterioso, tesoro incerto, hai più dolore o piacere! Tormenti senza fine risiedono in te, eppure chi vorrebbe vivere e vive senza di te!
(Joseph Addison)

Chiunque si aspetta gratitudine per il suo amore, non ama.
(Heinrich Wolfgang Seidel)

Mi ami perché sono bello, o sono bello perché mi ami?
(Oscar Hammerstein II)

Non si vive se non il tempo che si ama.
(Claude-Adrien Helvétius)

L’amore non ha età, non ha limiti; e non muore.
(John Galsworthy)

Ho incontrato per strada un uomo molto povero e innamorato, portava un vecchio cappello e un cappotto strappato. L’acqua gli entrava nelle scarpe e le stelle nell’animo.
(Victor Hugo)

L’amore è un privilegio, un colpo di fortuna, come salute e bellezza, di cui solo poche persone godono.
(Vicente Blasco Ibáñez)

L’amore è una parola di luce, scritta da una mano di luce, su una pagina di luce.
(Khalil Gibran)

L’amore è cieco e gli amanti non possono vedere le piacevoli follie che essi commettono.
(William Shakespeare)

L’amore è il solo fiore che possa fiorire senza l’aiuto delle stagioni.
(Khalil Gibran)

L’amore non vive di parole, né può essere spiegato a parole.
(Madre Teresa di Calcutta)

L’amore è come il morbillo, dobbiamo passarci tutti. E, sempre come il morbillo, lo prendiamo una volta sola.
(Jerome Klapka Jerome)

Se l’amore è cieco, tanto meglio: si accorda con la notte.
(William Shakespeare)

Non essere amati è solo sfortuna; la vera disgrazia è non saper amare.
(Albert Camus)

Amare è trovare la propria ricchezza al di fuori di sé stessi.
(Émile-Auguste Chartier)

Nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la libertà dell’altro.
(Simone Weil)

L’amore vince tutto: e anche noi cediamo all’amore.
(Publio Virgilio Marone)

E cos’altro può essere l’amore se non una segreta pazzia, una opprimente amarezza e una benefica dolcezza.
(William Shakespeare)

Quando ami, scopri in te una tale ricchezza, tanta dolcezza, affetto, da non credere nemmeno di saper tanto amare.
(Anton Čechov)

Si ama solamente ciò in cui si persegue qualcosa d’inaccessibile, quel che non si possiede.
(Marcel Proust)

Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male.
(Friedrich Nietzsche)

Forse l’amore a volte si poteva riassumere in questo modo: il desiderio di raccontare le cose soltanto ad una persona.
(Françoise Sagan)

Ci sono tante forme di amore quanti sono i momenti nel tempo.
(Jane Austen)

L’amore viene dipinto cieco e con le ali. Cieco per non vedere gli ostacoli e con le ali per saltarli.
(Jacinto Benavente)

Ma che cosa è questo amore, che fa tutti delirare? È una gioia? É un gran dolore? É una cosa da morire?
(Achille Campanile)

Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza.
(Cesare Pavese)

Chi più si ama meno può amare.
(Giacomo Leopardi)

Paragonare, in amore, equivale già a non amare più.
(Jacques Dyssord)

Se tu vivessi fino a cent’anni, vorrei vivere fino a cento meno uno così non dovrei mai vivere senza di te.
(A. A. Milne)

L’amore, se lo si giudica dalla maggior parte dei suoi effetti, assomiglia più all’odio che all’amicizia.
(François de La Rochefoucauld)

Non c’è felicità nell’essere amati. Ognuno ama se stesso; ma amare, ecco la felicità.
(Hermann Hesse)

Per amare qualcosa bisogna rendersi conto che potremmo perderla.
(Gilbert K. Chesterton)

L’amore è come il vento, non sappiamo da dove viene.
(Honoré de Balzac)

La forza dell’amore è la stessa forza dell’anima o della verità.
(Mahatma Gandhi)

Che l’amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore.
(Emily Dickinson)

L’amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio.
(Samuel Johnson)

La menzogna uccide l’amore, ha detto qualcuno. E la sincerità, allora?
(Abel Hermant)

L’unico vero amore è l’amore a prima vista; la seconda occhiata lo scaccia.
(Israel Zangwill)

La cosa più dolorosa è perdersi nel processo di amare troppo qualcuno dimenticando che anche tu sei speciale.
(Ernest Hemingway)

L’amore è due persone che ballano in cucina.
(Anonimo)

Chi ama non fa distinzioni.
(Fëdor Dostoevskij)

Amare per tutta la vita una donna o un uomo è lo stesso che dire che una stessa candela possa ardere tutta una vita.
(Lev Tolstoj)

L’amore è la più egoistica di tutte le passioni.
(Alexandre Dumas – Padre)

Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere.
(Dalai Lama)

Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiano virtù.
(Johann Wolfgang Goethe)

Scegli una persona che ti guardi come se fosse una magia.
(Frida Kahlo)

Niente è reale ad eccezione dei sogni e dell’amore.
(Anna de Noailles)

Che cos’è l’amore? Il bisogno di uscire da sé stessi. L’uomo è un animale adoratore. Adorare è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è anche prostituzione.
(Charles Baudelaire)

Amare per essere amati è umano, ma amare per amare è quasi angelico.
(Alphonse de Lamartine)

L’amore è la poesia dei sensi.
(Honoré de Balzac)

L’amore fugge come un’ombra l’amore reale che l’insegue, inseguendo chi lo fugge, fuggendo chi l’insegue.
(William Shakespeare)

C’è tutta una vita in un’ora d’amore.
(Honoré de Balzac)

Una piuma può tornire una pietra se la muove la mano dell’amore.
(Hugo von Hofmannsthal)

L’amore vero si manifesta nei piccoli gesti, negli sguardi attenti, nelle carezze inattese, nella presenza silenziosa che dice più di mille parole.
(Stephen Littleword)

L’amore sopporterà tutto; l’amore andrà oltre la morte; l’amore non teme niente.
(Maria Faustina Kowalska)

Non si ama finché non si soffre.
(Etienne Rey)

Il perfetto amore è la più bella di tutte le frustrazioni perché è più di ciò che si possa esprimere.
(Charles Chaplin)

L’amore dà amarezza.
(Tito Maccio Plauto)

L’amore: una pazzia temporanea curabile con il matrimonio.
(Ambrose Bierce)

Chi, essendo amato, può dirsi povero?
(Oscar Wilde)

Alla fine l’amore che prendi è uguale all’amore che hai dato.
(Paul McCartney)

L’amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile.
(Theodor Adorno)

L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore, ma col desiderio di dormire insieme.
(Milan Kundera)

La strategia amorosa si sa adoperare soltanto quando non si è innamorati.
(Cesare Pavese)

L’amore è come un albero: germina da sé, getta profondamente le sue radici in tutta la nostra vita, e continua spesso a verdeggiare sopra un cuore in rovina.
(Victor Hugo)

L’amore è uno frammento mortale di immortalità.
(Fernando Pessoa)

Il primo amore è solo un po’ di follia e molta curiosità.
(George Bernard Shaw)

Ditemi: l’amore è compreso nell’amicizia o l’amicizia nell’amore?
(Gotthold Ephraim Lessing)

Cos’è l’amore? Un accesso di febbre che finisce con uno sbadiglio.
(Oscar Wilde)

L’amore è un tiranno che non risparmia nessuno.
(Pierre Corneille)

Ama di cuore le persone con cui il destino ti ha unito.
(Marco Aurelio)

Numero2657.

 

da QUORA

 

Alcune grandi verità della vita

 

1.  Primo: non ci sarà un altro io al di fuori di te.

2.  I posti che scegli in classe decidono la tua vita.

3.  La quantità di persone più vecchie di te non aumenta mai?

4.  Fiducia non vuol dire “piacerò”, ma “starò bene, anche se non piacerò”.

5.  Il mondo non era migliore quando eri giovane, eri solo tanto stupido da non notarne i difetti.

6.  Ci sono molte persone al mondo che non sanno di essere il cattivo.

7.  Sei l’unica persona che ha sentito tutto quello che tu hai detto.

8.  L’unica cosa peggiore di avere un lavoro è cercare un lavoro.

9.  Preoccuparsi significa solo soffrire due volte.

10. Essere amati è il minimo. Assicurati di essere rispettato anche tu.

11 Il cattivo umore non è mai una scusa per usare parole crudeli.

12. A volte siamo noi stessi a turbarci il cuore a causa delle aspettative.

13. Essere soli e sentirsi soli sono due cose diverse.

14. I valori simili sono il super collante di una relazione.

15. Non tornare indietro a prendere il vecchio, ti serve solo il nuovo.

16. Qualcuno che non conosci nemmeno si chiede come sarebbe incontrare una persona come te.

17. Tu sei l’oceano e loro preferiscono le pozzanghere, non prendertela sul personale.

18. Quando ci si accontenta delle briciole, si ha sempre fame.

19. Il sale e lo zucchero hanno lo stesso aspetto. Fai attenzione a chi ti affidi.

20. Distaccarsi non significa smettere di possedere qualcuno. Significa che nessuno deve possedere te.


Oh, e… l’acqua è, tecnicamente, il sapore dell’arcobaleno
.

Numero2656.

 

R E L A Z I O N I   D’ A M O R E

 

da QUORA

 

Qual è la dura verità sulle relazioni d’amore?

 

Una donna si trovava per strada, quando notò un negozio con la scritta: “Vendita di uomini”. Incuriosita, entrò.

Al piano terra c’era un cartello che diceva:

Questo negozio ha 6 piani. Si può solo salire, è vietato scendere!

L’uscita è all’ultimo piano. Si può scegliere solo un uomo.

La donna salì al primo piano dove c’era un altro cartello che diceva:

“Qui gli uomini sono affettuosi”.

La donna salì ancora e, al secondo piano, c’era scritto:

“Qui gli uomini sono affettuosi e belli”.

Sorpresa, salì al terzo piano dove c’era scritto:

“Qui gli uomini sono affettuosi, belli e con un buon lavoro”.

Eccitata, non ebbe dubbi e salì di un altro piano.

Al quarto piano c’era scritto:

“Qui gli uomini sono affettuosi, belli, con un buon lavoro e amano i bambini”.

La donna cominciò a vacillare, ma salì al 5° piano. Lì il cartello diceva:

“Qui gli uomini sono affettuosi, belli, con un buon lavoro, amano i bambini e fanno di tutto a letto”.

La donna pensò di fermarsi lì, ma finì per andare all’ultimo piano, il 6°.

Lì c’era un tabellone elettronico che diceva:

“Lei è la 2.315.434esima donna a entrare in questo piano. Qui non ci sono uomini. Questo serve a farle capire che non esistono uomini perfetti”

 

È una semplice storia a scopo riflessivo.

Non prendetela alla lettera, se necessario cambiate il sesso del personaggio e siate felici.

L’intenzione è quella di mostrare che le relazioni amorose sono fatte di esseri umani imperfetti, quindi gli errori accadranno.

Anche i fallimenti, le frustrazioni e le delusioni, naturalmente.

E… la relazione è proprio questo:

Affrontare le imperfezioni della coppia, mentre si cerca di capire e gestire le proprie. C’è tutto da imparare nella vita.

È anche bello farlo insieme.

 

Numero2655.

 

D O P O   U N A   V I T T O R I A

 

NOT  OVER  YET      cioè    Non è ancora finita

 

Così ha scritto Il tennista Russo Danilij Medvedev sullo schermo della telecamera, come messaggio ai telespettatori, al termine della vittoriosa finale del Torneo di Tennis di Dubai (4 Marzo 2023). Un monito, un incoraggiamento, un impegno di un atleta consapevole delle proprie possibilità. Un’assunzione di responsabilità che mi è piaciuta: secondo me, non è stata una guasconata o una vanteria, ma una esternazione intelligente e niente affatto ipocrita. Anche perché lui aveva già vinto altri due Tornei consecutivi nelle due settimane precedenti.

Numero2654.

 

 

da QUORA

 

R E L I G I O N I   M O N O T E I S T E

 

Come la nascita delle grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) ha influito sulla formazione delle società e sullo sviluppo della politica e della cultura nell’antichità e nel Medioevo?

 

Per quanto riguarda l’Ebraismo il fatto che gli Ebrei credessero in un unico Dio era ciò che rendeva unito il popolo ebraico. Essi cercarono di giungere in Palestina credendo che fosse la terra promessa, ma successivamente il loro territorio fu sottomesso al dominio dei Romani. Gli Ebrei dovettero aspettare molto tempo per fondare un regno e quando iniziò a esserci la figura del re, quest’ultima non aveva poteri assoluti . Infatti, siccome il primo comandamento diceva “Non avrai altro Dio al di fuori di me “, essi non potevano venerare il re come Dio e quindi il re veniva accompagnato dai profeti che cercavano di fargli rispettare la morale religiosa. Siccome gli Ebrei subirono diversi attacchi, essi iniziarono a credere nel Messia, una figura che prima o poi li avrebbe liberati .

Per quanto riguarda il Cristianesimo, esso nacque con Gesù. Siccome lui predicava l’uguaglianza di tutti gli uomini, i suoi seguaci iniziarono a opporsi alla divisione in padroni potenti e schiavi, in popoli dominanti e in popoli sottomessi e quindi cercarono di diffondere tali teorie nell’Impero Romano. Ovviamente ciò metteva a rischio il potere dell’imperatore ( perché considerato uguale agli altri uomini e non alle divinità) e quindi, in base alla personalità dell’imperatore, i cristiani subirono diversi trattamenti: gli imperatori illuminati come Adriano e Antonino erano relativamente tolleranti, mentre quelli dispotici come Diocleziano li facevano crocifiggere o dare in pasto alle belve. Poi l’Impero diventò cristiano con Costantino che, con l’Editto di Milano del 313, diede libertà di culto ai cristiani e con Teodosio che impose il cristianesimo nel 380. Ma in un certo senso il cristianesimo si deformò. Infatti l’uguaglianza di diritti e dignità non fu raggiunta. Nell’Alto Medioevo la religione fu ritenuta importantissima per la salvezza dell’anima e quindi influì su ogni aspetto della vita privata e pubblica. Infatti la salute del corpo fu trascurata poiché si credeva che fosse più importante quella dell’anima e il Papa diventò la figura politica più potente ( poteva anche togliere il potere all’imperatore) . L’imperatore comunque era molto potente poiché si credeva avesse ricevuto da Dio il ruolo di preoccuparsi della vita terrena. Pertanto pure qui, il cristianesimo non fu propriamente quello voluto da Gesù, anche se lui non fondò nessuna religione, poiché il popolo non era libero e non vi era uguaglianza sociale. Semplicemente, altri uomini gestirono il potere in nome suo e dei sui principi morali e sociali. Molto, troppo spesso anche con la violenza, abusando di tale potere che si sono attribuiti da soli.

Per quanto riguarda l’Islam esso nacque con Maometto , il quale predicò l’esistenza di un unico Dio che considerava gli uomini tutti uguali. Da lì l’Islam si diffuse nella penisola araba e, cercando di diffondere il suo messaggio, gli Arabi fecero varie guerre per fondare un vasto impero musulmano. Pure qui quindi non vi era ciò che voleva Maometto, poiché se lui voleva l’uguaglianza sociale e l’amore verso il prossimo, di fatto era stato fondato un impero in cui vi era intolleranza religiosa ( e quindi violenza) e continuarono a esserci i potenti e gli schiavi.

Ciò quindi ci insegna che le religioni, pur se ispirate e formulate in termini di altruismo ed equilibrio morale e sociale, quando sono spinte all’estremo, a causa di interpretazioni che giustifichino il proprio diritto a gestire un potere, portano solo alla violenza.
Molto spesso vi è una bella differenza tra come vengono formulati degli ideali e come essi vengono applicati.

Numero2653.

 

G I O R D A N O   B R U N O

 

“Verrà un giorno che l’uomo

si sveglierà dal suo oblio e

finalmente comprenderà chi è

veramente e a chi ha ceduto

le redini della sua esistenza:

a una mente fallace, menzognera

che lo rende e lo tiene schiavo.”

 

Queste parole si possono considerare il compendio del pensiero filosofico, sociale e morale di Giordano Bruno (Nola 1548 – Roma 1600) filosofo, scrittore e frate domenicano.
Lui, uomo di Chiesa, scriveva questo indicando proprio nella Chiesa la “mente fallace, menzognera”.

Per le sue teorie filosofiche, giudicate eretiche ed essendosi rifiutato di rinnegare i propri principi e le convinzioni maturate nella sua esperienza di vita clericale, dal Tribunale dell’Inquisizione fu condannato al rogo e arso vivo a Roma, in Piazza di Campo dei Fiori, il 17 Febbraio 1600.

Numero2652.

 

da QUORA

 

Secondo te, qual è la peggiore pecca della scuola italiana?

 

Che non boccia chi se lo merita e disincentiva all’impegno e al rispetto degli insegnanti. Una scuola simile non garantisce nemmeno quel minimo di disciplina senza la quale non è possibile nessuna attività seria. Una scuola che promuove i pelandroni, umilia i docenti e la dà vinta ai maleducati è diseducativa. Una scuola dove i genitori difendono con successo i figli maleducati e/o sfaticati è fallimentare. Queste considerazioni vengono prima anche dei programmi, che comunque in molti casi non vengono affatto svolti . La mia esperienza di docente universitario è triste: c’è stato un crollo della preparazione media degli studenti che vengono dai licei rispetto a quella che avevano negli anni 80.

 

È vero che gli studenti Italiani sono molto poco preparati?

 

Vediamo: se all’esame di maturità il 99% sono promossi uno dovrebbe pensare che gli studenti sono stati bravissimi…
Se nelle scuole del Sud Italia gli studenti con il massimo dei voti e lodi sono molti di più che al Nord, uno arriverebbe alla conclusione che sono molto più preparati.
Peccato che le prove INVALSI e PISA raccontino tutta un’altra storia. Peccato che la metà dei diplomati non comprenda un testo scritto di media complessità.
Peccato ancora che lo stesso ministro dell’istruzione abbia detto che la metà dei maturandi abbia una preparazione a livello di terza media..

 

Insegnanti Italiani

 

È vero che in Puglia ci sono più 110 e lode che in qualsiasi altra regione d’Italia?

 

Beh i dati parlano chiaro!

In Puglia e in generale nel Sud Italia, ci sono studenti molto più dotati intellettualmente di quelli del Nord Italia.

Questo è fattuale e anche altri dati ci vengono incontro per dimostrarlo.

Prendiamo per esempio il test INVALSI. Test uguale in tutta Italia rigido e senza cuore che non guarda la persona: il Nord Italia ha risultati ottimi, ma al Sud? Un disastro!

I risultati mostrano proprio un’Italia spaccata, il Nord ha notevolmente battuto il Sud nella famigerata prova INVALSI. Il Sud è a quasi un livello di analfabetizzazione funzionale, mentre il Nord ne esce di sicuro a testa alta.

Ma allora sono due le opzioni:

1• O se si è analfabeti funzionali si ha più probabilità di prendere 100 e lode alla maturità. Oppure se hai svolto la prova INVALSI in modo pessimo hai più possibilità di prendere un voto alto nel diploma.

2• Oppure evidentemente chi frequenta una scuola del mezzogiorno è notevolmente avvantaggiato in quanto, nonostante l’istruzione sia carente, è aiutato da un sistema di docenza che non corregge o generalmente non fa il suo dovere nella valutazione aiutando forse un po’ troppo.

Questo non solo aiuta i meridionali a scalare immeritatamente i concorsi pubblici, siccome hanno tutti voti di maturità altissimi, rubando e ribadisco RUBANDO il posto a chi si è duramente guadagnato una dignità da maturando ma rende il sistema scolastico italiano poco credibile.

 

Anonimo.

Numero2651.

 

G L I   I T A L I  A N I   E   L’ I N G L E S E

 

Da Quora

 

Perché tanti italiani non conoscono l’inglese anche se lo hanno studiato a scuola?

Il motivo principale è scomodo da dire, ma è la verità: la maggior parte degli insegnanti italiani non sono in grado di insegnare l’inglese vivo, semplicemente perché non hanno dovuto studiarlo per laurearsi. Nella maggior parte dei casi, hanno frequentato Lingue e Letterature Straniere, dove gli esami sono in italiano e ci si specializza nello studio della letteratura, non della LINGUA. Le programmazioni delle scuole superiori, quindi, sono improntate sulla (non) preparazione di questi esperti di storia delle letteratura. Di conseguenza, per un preciso calcolo e manifesta incapacità, la scuola italiana non fornisce ciò che serve ai ragazzi, ma ciò che fa comodo ai docenti. I quali, per convenienza, naturalmente ingigantiscono l’importanza della letteratura. Per forza, sono in grado di insegnare solo quella e in quella si rifugiano.

Nella scuola italiana si insegna pertanto la base nozionistica: liste di vocaboli alle elementari (animali, colori e oggetti per 5 anni) e grammatica a ripetizione alle medie (facile, basta dire la regola ai ragazzi e assegnare esercizi all’infinito). Nessuno insegna a parlare fluentemente o a leggere un giornale.

Arrivati al liceo, la mazzata finale: i ragazzi italiani vengono letteralmente imbottiti di letteratura inglese, la cui utilità – rispetto agli obiettivi – è zero. Non si capisce perché un sedicenne italiano debba essere un esperto dei simbolismi di James Joyce e Virginia Woolf, ma non sia in grado di fare una semplice conversazione, mandare un’email, sostenere un colloquio di lavoro, comprendere un film in lingua originale.

Motivo? La maggior parte degli insegnanti italiani non hanno le competenze linguistiche per insegnare la lingua viva – comunicazione, scrittura, interazione reale e al passo con i tempi. Perché, per poterlo fare, è necessario avere un livello di inglese almeno B2-C1.

Per insegnare letteratura, invece, l’inglese non è necessario saperlo. Si tratta perlopiù di nozioni da memorizzare. Le lezioni si possono tenere in italiano (nessuno lo vieta), si studia la traduzione dei brani di letteratura e la biografia di scrittori e poeti a memoria. I liceali italiani, pertanto, sanno che THOU era antico per YOU (informazione fondamentale), scrivono dotte dissertazioni sullo stream of consciousness (corrente di consapevolezza) (che manco a Oxford), ma non sono in grado di scrivere un commento su Instagram, di interagire con un coetaneo in inglese, di sostenere una banale conversazione sull’attualità, di fare una telefonata per prenotare un volo.

Approfondire la letteratura compete all’università e deve essere una scelta volontaria, perché di nicchia. Negli anni formativi va insegnata la LINGUA VIVA a 360 gradi, non il passato letterario. Così si azzoppa la conoscenza dell’inglese proprio negli anni in cui ci sarebbe il tempo e l’energia per impararlo. Da insegnante, infatti, vedo quanto drammatico è doversi mettere a studiare l’inglese a 40 anni, quando diventa una vera impresa, per ovvi motivi di tempo – e di cervello. Perché se è vero che “una lingua la impari quando vuoi”, è purtroppo altrettanto vero che la plasticità del cervello giovane fa un’enorme differenza. Direi abissale.

Il risultato di questa scelta di comodo – per gli insegnanti – è che, a fronte di almeno un decennio di inglese (!), i ragazzi italiani usciti dal liceo non sanno nemmeno ordinare una birra al pub. Non capiscono, non parlano. L’inglese per loro è una lingua morta.

Per fare un parallelo: che ne direste se, a scuola guida, invece di insegnarvi a GUIDARE un’automobile e a decifrare i cartelli stradali, vi facessero lezioni interminabili sulla vita di Enzo Ferrari o sulla storia della Mercedes-Benz? Ecco, questo fa la scuola italiana ai propri ragazzi. Li intontisce a forza di contenuti teorici e non dà loro gli strumenti pratici per utilizzare la lingua che, piaccia o no, fa funzionare il mondo intero.

L’inglese vivo è la patente per il mondo. E chi non ce l’ha rimane a piedi.

 

Eleonora  Andretta

 

E che ne è della pronuncia dell’Inglese?

 

Per imparare la pronuncia inglese devi avere degli insegnanti di madrelingua, non insegnanti italiane che spesso soffrono di un forte accento dialettale meridionale e che in Inghilterra avranno speso al massimo qualche settimana in famiglia o in vacanza.

Il problema più diffuso tra gli studenti è quello di non riuscire a comprendere l’inglese parlato. Sanno benissimo la grammatica, meglio degli stessi inglesi, sanno a volte tradurre un testo scritto, ma non capiscono un accidente quando interloquiscono con un inglese madrelingua.

Questo perché si insegna la pronuncia nelle scuole italiane da persone spesso poco preparate le quali insistono sulla pronuncia di una singola parola, come se gli inglesi parlassero facendo una pausa ad ogni parola. Gli inglesi parlano come noi, come noi usano un vocabolario abbastanza ristretto, utilizzano-come noi- molti modi di dire e parlano senza molte interruzioni. La pronuncia di una parola va vista nel contesto della frase e può variare moltissimo a seconda che ci cada sopra o no l’accento ritmico. La maggior parte delle vocali è semimuta , diventa una scevà o schwa , foneticamente descritta come una “e” rovesciata “ə”, quando non ci cade sopra l’accento. Bisogna apprendere le frasi intere e non le singole parole. Ecco perché 99 su 100 non comprendono cosa dice l’interlocutore, la radio o il testo di una canzone.

 

Un insegnante d’Inglese.

 

Numero2649.

 

RISERVATO A COLORO CHE HANNO STUDIATO IL LATINO

Piccolo ripasso e approfondimento sulla pronuncia delle lettere e delle parole in latino.

Io stesso riscopro e apprendo ora alcune cose che riguardano le mie conoscenze del latino del Liceo Classico.

 

da QUORA

 

Nella pronuncia ecclesiastica del latino, la parola “amicae” viene letta come “amice” o “amiche”?

Amice: la pronuncia “amike” è dovuta a evoluzione. Ossia il Latino dell’epoca di Cicerone o Cesare pronunciava in modo molto diverso dalla pronuncia che vi viene insegnata a scuola che è la pronuncia del latino ecclesiastico. Ma in realtà è la pronuncia del Latino di epoca tarda: essa comincia a cambiare alla fine del II secolo, cioè più o meno all’ epoca della dinastia dei Severi e diventa la pronuncia predominante a partire dal III secolo. Così la C si pronunciava davanti a vocale K; si diceva cioè Kikero e non Cicero; e il dittongo ae si pronunciava ae e non e: Kaesar e non Cesar, se non addirittura ai che era la pronuncia di questo dittongo agli inizi del primo secolo a. Cr. , come prova ad esempio la iscrizione della edicola di Giuturna nel Foro Romano: Iuturnai Sacrum ( e non Iuturnae). E il famoso TI si pronunciava ti e non z . Lo stesso in Greco: la pronuncia moderna non è assolutamente quella degli Antichi: un esempio facile e’ Athenai che in greco moderno si pronuncia Athine o, addirittura, Athina.

Hanno senso soltanto due pronunce. Quella Ecclesiastica, perché è la pronuncia di una lingua viva, lingua ufficiale di uno stato (Vaticano) e quella classica ricostruita o restituta. Però io odio il fatto che sia usata a scuola, perché, puntualmente poi, quando arrivi all’università e devi studiare la storia della lingua e la filologia, e confrontarti con altri studiosi seri di latino, quella pronuncia non ha senso. L’unica che ha senso, è la pronuntiatio restituta, ovvero la forma ricostruita della pronuncia classica. Ti faccio un esempio: La pronuntiatio ecclesiastica rende la frase di Brenno, VAE VICTIS (GUAI AI VINTI), come “vé victis”. Ora prova ad immaginare come possa mai aver fatto VAE a trasformarsi nell’italiano “guai” (ma anche in “ahi!” e nel napoletano “ué!”). Prendi invece la pronuntiatio restituta di VAE che è “uae”, con la u semiconsonantica come nell’italiano “uomo”, l’accento sulla a e la e finale breve e chiusa, quasi indistinguibile da una i (la trascrizione in caratteri fonetici IPA sarebbe /’waj/ oppure /’wae̯/). Adesso è chiaro come si tratti della stessa parola che si è “evoluta”? Chiaro, no? VAE > guai. Se rifletti sul fatto che il cane “guaisce” e che il significato originale di “guaio”, anche come usato da Dante (“che men loco cinghia e tanto più dolor, che punge a guaio”), vuol dire lamento, suono di pianto, tutto torna, giusto? Aggiungo che la parola in questione, VAE, è strettamente imparentata con l’inglese (germanico) “woe” e che entrambe le parole derivano da una radice indeuropea ricostruita *wai.
Ci sono migliaia di altri esempi che dimostrano chiaramente che la restituta è la pronuncia che più si avvicina a quella che doveva essere del latino classico. Chi lo nega (di solito preti) è in malafede. Ti faccio solo un altro esempio tratto proprio dalla nomenclatura di chiesa. L’italiano “parrocchia” viene dal latino PAROECIA. La pronuncia ecclesiatica che insegnano a scuola in Italia sarebbe “parécia”, quella restituta “paròechia” o “paròichia”. Cosa ci dice la logica? Ti lascio con un ultima domanda. Perché il soprannome di Mussolini era “duce” ma diciamo “i duchi” se entrambe le parole derivano dal latino DUX?
Se vuoi, in un post ulteriore, ti spiego bene come è la pronuntiatio restituta o pronuncia scientifica e ti faccio altri esempi a dimostrazione di ogni regola.

Ci sono moltissimi indizi per la ricostruzione di tutti i suoni del latino. Sono particolarmente importanti i prestiti latini in altre lingue, parole latine scritte in altri alfabeti (soprattutto in greco), i testi dei grammatici latini, le iscrizioni e graffiti con i loro “sbagli”, la metrica e anche le lingue romanze.

Vediamo:

  • ⟨C⟩ latina = /k/: ad esempio, in tedesco ci sono i prestiti Kiste, Keller, Kaiser ‘cassa, cantina, imperatore’ < CISTA, CELLA, CAESAR, in basco si ha, fra l’altro, gela, bake e kipula < CELLA, PACE, CEPULLA. Inoltre c’è, ovviamente, il sardo logudorese che ha conservato la pronuncia velare, e un’ipotetica velarizzazione spontanea (cioè, che il sardo chena deriverebbe da un antico /ʧena/ o /ʦena/) è pressoché impossibile da un punto di vista fonetico, mentre la palatalizzazione si è verificata pure altrove (cf., ad esempio, le parole tedesche Kinn e Kiste con chin e chest in inglese o anche le palatalizzazioni secondarie in rumeno o ladino: QUID > *ki > ci /ʧi/ ‘che cosa’ in ladino, ma che in italiano).
  • ⟨V⟩ latina = /u w/: il suono /v/ (di vino) non faceva parte dell’inventario fonematico latino, cioè ⟨V⟩ poteva stare per /u/ o per /w/ (di uomo), ad esempio in VENVS che si pronunciava U̯enus. Il primo indizio ci dà la grafia: è molto probabile che i Romani avrebbero usato due grafemi diversi per scrivere suoni talmente diversi come /u/ e /v/. Siccome però /w/ è soltanto la “variante semiconsonantica” di /u/ è plausibile usare lo stesso grafema, tanto più che hanno fatto così anche con la I che, a sua volta, poteva essere sia vocale sia approssimante (IVLIVS). (Il latino classico non aveva i grafemi ⟨U J⟩). Un indizio più diretto (anche se non l’ho mai visto citato altrove) si ha nelle forme del passato remoto: la desinenza -ò della terza singolare presuppone un più antico -au, desinenza che è anche conservata in siciliano. Cioè, se CANTĀVIT fosse pronunciato */kantaːvit/, il risultato italiano sarebbe *cantave. Siccome però la pronuncia era */kantaːwit/, la grafia CANTĀVIT > *cantau̯t > cantau̯ > cantò non pone problemi.
  • ⟨L⟩ latina = [l ~ ɫ]: in questo caso erano i grammatici a informarci che il fonema /l/ aveva gli allofoni [l] (in contesto palatale) e [ɫ] (di hall inglese, fala portoghese, in contesto velare). Infatti, chiamavano la prima “exilis” e la seconda “pinguis”. Inoltre, ci sono anche altri indizi per tale pronuncia, ad esempio la coppia volō ‘voglio’ e velim (congiuntivo di volō): ci si aspetterebbe *velō invece di volō. Tuttavia, la vocale velare -ō ha portato alla pronuncia velare [-ɫ-] che ha poi innescato la velarizzazione della *e radicale.
  • ⟨R⟩ latina = /r/: la /r/ latina era certamente velare (cioè, non “moscia”), perché altrimenti la /s/ non avrebbe subito il rotacismo (/s/ > /r/: plūs, ma plūr-ālis): è un fenomeno che interessa soltanto consonanti frontali, appunto perché anche l’esito, la /r/ è un suono frontale. Un ipotetico passaggio /s/ > [ʁ ʀ] è quasi impensabile.
  • ⟨H⟩ latina = [h] ~ ∅: che, un tempo, la ⟨H⟩ latina corrispondesse proprio al suono [h], può essere desunto sia dalla metrica in alcune poesie sia partendo dalla ricostruzione del proto-indoeuropeo o con il confronto con altre lingue indoeuropee antiche. Tuttavia, sappiamo anche molto bene che già in età classica non era più pronunciata. A questo riguardo, sono una fonte molto importante i graffiti pompeiani che presentano sia parole con ⟨H⟩ omesse, ad es. ortu per hortum ‘giardino (orto)’: […] sic te amet que custodit ortu Venus (CIL IV 2776) ‘così ti ami Venere che custodisce il giardino’, sia ipercorrezioni con ⟨H⟩ anetimologica “restituita”, ad es. have per ave: Cresces, have, anima / dulcis et suavis, (CIL IV 1131).
  • ⟨M⟩ latina = [m] ~ ∅: il graffito succitato con ortu per hortum attesta, del resto, anche il dileguo di -m finale. Un altro indizio ne è l’assenza totale di tracce nella Romània (con eccezione dei monosillabici CUM, SUM > con, son(o)).
  • La quantità delle vocali è attestata perfettamente dalla metrica, ma anche dalle lingue romanze. La quantità latina si rispecchia nelle qualità italiane: DĬCTŬ > detto, ma FĪLU > filo; CĒNA > céna, ma PĔRDŌ > pèrdo ecc.

N.d.R.: Ripasso di fonetica con due definizioni.

VELARE: velare In fonetica, articolazione (consonante, vocale, fonema ecc.) in cui il dorso della lingua tocca o fronteggia a distanza variabile il velo palatino. In italiano sono velari le consonanti k, ġ,  (cioè n davanti a un’altra velare, per es., granchio ‹ġràṅkio›) e anche le vocali (dette anche labiovelari) ò, ó, u.

PALATALE: In linguistica si dice di suono articolato in un punto del palato duro. Si hanno vocali palatali, dette anche anteriori ‹ä, è, é, i› e consonanti palatali., la cui articolazione richiede, secondo i casi, un accostamento o un momentaneo contatto tra il dorso della lingua e un punto del palato.
In fonetica articolatoria, una consonante palatale è una consonante, classificata secondo il proprio luogo di articolazione. Essa viene articolata accostando il dorso della lingua al palato, in modo che l’aria, costretta dall’ostacolo, produca un rumore nella sua fuoriuscita.