Numero3074.

 

U N   U O M O   D A   T R O V A R E

 

Trovati un uomo che ti ami.

Un uomo che ti abbracci improvvisamente e ti baci spesso.

Un uomo che ti coccoli, che ti accarezzi quando ti ha accanto.

Trovati un uomo che ti guardi come se fossi la cosa più bella e preziosa del mondo.

Un uomo che ti faccia percepire il suo desiderio solo attraverso uno sguardo.

Un uomo che ti tocchi con delicatezza ma con passione.

Trovati un uomo che ti faccia almeno un complimento al giorno, che ti faccia sentire bella in ogni momento.

Un uomo orgoglioso di te, che ti mostri fiero al mondo, che ti corteggi sempre.

Trovati un uomo pazzo di te.

Un uomo che sappia farti ridere e divertire.

Un uomo che ti sappia ascoltare, capire, comprendere.

Un uomo che si faccia in quattro per realizzare i tuoi desideri perché ti ama.

Trovati un uomo che ti rispetti e che ti faccia rispettare.

Un uomo che ti protegga, che ti faccia sentire al sicuro.

Un uomo che ti metta al primo posto.

Un uomo che ti vizi.

Trovati un uomo che si addormenta abbracciato a te, che ha sete dei tuoi baci e ha la priorità di renderti felice.

Trovati un uomo educato, pulito, gentile.

Un uomo che ti faccia venire la voglia di vivere, che renda le tue giornate meravigliose.

Un uomo che non ti faccia sentire mai sola.

Un uomo che ti faccia sentire completa e senza la mancanza d’altro.

Un uomo capace, sicuro.

Un uomo onesto.

Sincero.

Serio.

Trovati un uomo che renda migliore il tuo mondo e non peggiore.

Un uomo che viva per te e che ti faccia capire che sei l’altra metà del suo cuore.

Numero3070.

 

da  QUORA

 

Scrive Riccardo Cecco, corrispondente di QUORA.

 

Che cosa rende una persona affascinante?

 

Ecco 10 caratteristiche che accomunano le persone affascinanti.

 

1. Coltivano interessi unici. Quando chiedi a qualcuno cosa fa nel tempo libero, le risposte comuni come “gioco a calcio”, “guardo Netflix” o “cazzeggio” sono noiose. Al contrario, se una persona ti racconta di creare utensili artigianali, suonare uno strumento o scalare montagne, sei incoraggiato a volerne sapere di più. Quindi, segui i tuoi interessi, anche se sembrano insoliti.

2. Inseguono i propri sogni, non quelli degli altri. Hanno il coraggio di correre rischi e non scelgono la strada più facile. Le loro decisioni sono guidate da un “perché” profondo e consapevole. Se senti che le tue scelte sono influenzate dalla società o dagli altri, prenditi del tempo per capire cosa vuoi veramente.

3. Sono sicure di sé. Non si tratta di arroganza, ma di una consapevolezza profonda di chi sono e cosa vogliono. Non hanno paura di mostrarsi per ciò che sono realmente. Non importa l’età o il punto della vita in cui ti trovi, puoi sempre iniziare a conoscerti meglio e ad essere più autentico.

4. Trasudano entusiasmo e passione. Non serve avere mille storie da raccontare per essere interessanti; è la passione con cui le racconti a fare la differenza. Per provare questa passione, però, è essenziale vivere ogni esperienza con intensità e presenza, sia che si tratti di momenti belli o brutti.

5. Nutrono costantemente la loro curiosità. Non importa quanto tu sia esperto in un campo, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Questo può significare acquisire nuove informazioni, esplorare prospettive diverse o mettere in discussione ciò che già sai. Mantenere una “mente da principiante” ti permette di rimanere interessato alla vita e aperto alla crescita.

6. Fanno sentire gli altri importanti. Parlano meno e ascoltano di più. Pongono domande piuttosto che fare affermazioni. Se vuoi essere più carismatico, concentrati sul dare importanza al tuo interlocutore. Evita di cadere nella trappola di voler sembrare il migliore: più parli, meno valore acquisisci agli occhi degli altri.

7. Non cercano di conformarsi. Non hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo a tutti i costi. Anzi, essere “fuori dagli schemi” è motivo di orgoglio per loro. Non c’è nulla di male nel seguire una moda, se lo fai per autentico piacere. Il problema sorge quando lo fai solo per paura di sentirti escluso.

8. Sono in grado di conversare su molti argomenti. Non parlano solo di sé e della loro vita, ma dimostrano interesse per una varietà di temi, condividendo con gli altri ciò che apprendono. Ascolta podcast, leggi libri, guarda documentari, e poi discuti di ciò che hai appreso. Questo non solo rafforzerà le tue conoscenze, ma renderà più vivaci le conversazioni quotidiane.

9. Hanno opinioni proprie. Se le tue idee su vari argomenti sono prevedibili, probabilmente non stai pensando con la tua testa. Se sei vegano, di sinistra, sostenitore della comunità LGBTQ, a favore della legalizzazione delle droghe leggere e abbracci la cultura new age, è probabile che tu ti stia identificando in un gruppo sociale. Perciò, interroga te stesso su ciò che pensi davvero. Metti in discussione i tuoi principi e ascolta la tua voce interiore. Hai un sistema di credenze autentico e unico, o ti stai conformando agli altri?

10. Sanno essere vulnerabili, ma con intelligenza. Comprendono che condividere dettagli personali può favorire la crescita di relazioni autentiche, ma sono consapevoli che non tutti meritano la loro fiducia. Si aprono agli altri con cautela, sapendo quando e con chi essere trasparenti. Sii aperto, ma non ingenuo.

Numero2891.

 

da QUORA

Scrive Paolo Rostindo, corrispondente di QUORA

 

L E Z I O N E    S U L    V A L O R E    D E L L E    C O S E

 

 

Un padre disse a sua figlia: “Congratulazioni per la tua laurea. Tempo fa ho comprato una macchina per te. Voglio che tu l’abbia adesso: è il mio regalo per la tua laurea. Ma a condizione che tu la porti da un concessionario in città e provi a venderla. Vedi quanto ti offrono”.

La ragazza così fece. Tornò dal padre e disse: “Mi hanno offerto 10.000 dollari perché sembra molto vecchia”.

Il padre disse: “Ok, ora portala al banco dei pegni”.

La ragazza fece così anche stavolta. Poi tornò dal padre e disse: “Il banco dei pegni ha offerto 1.000 dollari perché è un’auto molto vecchia e con molti lavori da fare”.

Il padre le disse allora di iscriversi a un club di appassionati di auto d’epoca con esperti e di mostrare loro l’auto.

La ragazza si recò al club di appassionati d’auto d’epoca e mostrò la sua.

Tornò dal padre dopo qualche ora e gli disse: “Alcune persone del club mi hanno offerto 100.000 dollari perché è un’auto rara e in buone condizioni”.

Allora il padre le disse: “Volevo farti sapere che non vali nulla se non sei nel posto giusto. Se non siete apprezzati, non arrabbiatevi, significa che siete nel posto sbagliato. Non rimanete in un posto dove nessuno vede il vostro valore”.

Per conoscere il proprio valore bisogna sapere dove si è apprezzati. Un diamante non brilla sul fondo di una grotta.

 

 

 

 

Numero2877.

 

G R A N D I    V E R I T A’    D E L L A    S T O R I A    (Anche quella di tutti noi)

 

“Sono venuto a seppellire Cesare,

non a farne l’elogio.

Il male che un uomo fa

gli sopravvive;

il bene, spesso, resta

sepolto con le sue ossa.”

 

Orazione di Marco Antonio     dal    “Giulio Cesare”   di  William Shakespeare.

Numero2874.

 

A parziale integrazione del Numero 2886.

Comportamenti tipici delle persone con intelligenza superiore alla media

Pubblicato il  
di Emma Moretti

Le persone con un’intelligenza superiore alla media spesso mostrano comportamenti e caratteristiche specifici che li distinguono dagli individui con un’intelligenza nella norma. La loro capacità di osservare, comprendere e gestire situazioni diverse e complesse è solo una delle peculiarità a cui fare riferimento quando si parla dei loro tratti distintivi.

Il significato del superamento della media

Prima di tutto, va sottolineato che le persone con un’intelligenza superiore (al di sopra della media) sono diverse da quelle con un’intelligenza inferiore (al di sotto della media). Esistono vari studi scientifici in tema di psicologia e psicometria che hanno contribuito alla nascita del concetto di Quoziente Intellettivo (QI), permettendo così di classificare gli individui in base alle loro abilità cognitive.

Caratteristiche psicologiche, biologiche e sociali

Tra le più rilevanti caratteristiche psicologiche delle persone dotate di un’intelligenza superiore alla media, vi è senz’altro la loro elevata capacità di osservazione e di scorgere dettagli che sfuggono ai più. Essi tendono a mostrare una notevole profondità di pensiero, frutto della loro curiosità e del desiderio costante di apprendere.

Alta intelligenza emotiva

Un’altra peculiarità tipica è l’eccezionale intelligenza emotiva (IE), ovvero la capacità di percepire, comprendere, gestire ed esprimere le proprie emozioni e quelle degli altri. Con ciò si intendono sia rilevare la presenza di sentimenti negativi altrui che sintonizzarsi con gli stati d’animo positivi per condividerli e trarne beneficio.

Flessibilità comportamentale

Le persone dotate di un’intelligenza superiore alla media dimostrano inoltre una straordinaria capacità di adattabilità del comportamento, anche in situazioni nuove o complesse. Essi sono in grado di modificare le loro abitudini secondo le circostanze, privilegiando quelle più funzionali nelle diverse situazioni. Questo aspetto conferisce loro un vantaggio competitivo nei confronti dei soggetti con intelligenza nella norma.

Tendenze comportamentali specifiche

Nel corso delle numerose ricerche sul tema, alcune tendenze comportamentali tipiche delle persone con intelligenza superiore sono state individuate e classificate. Tra queste vi sono:

Il bisogno di solitudine e indipendenza

Uno dei segni più evidenti di un’intelligenza superiore alla media è il bisogno di solitudine e indipendenza. Le persone in questione spesso cercano il contatto con se stesse, rifuggendo dalle situazioni di gruppo e preferendo uno spazio privato in cui ascoltare i propri pensieri ed elaborarli. Questo consente loro di sviluppare idee, riflessioni e strategie complesse che possono poi essere applicate nella vita di tutti i giorni.

Autocritica e perfezionismo

Le persone con un’intelligenza superiore alla media sono spesso caratterizzate da una forte tendenza all’autocritica e al perfezionismo. Essi tendono a esaminarsi costantemente per migliorare se stessi, non accontentandosi mai dei risultati ottenuti e cercando sempre nuove sfide. Questa disposizione all’autoanalisi e alla ricerca del miglioramento permette loro di raggiungere obiettivi impensabili per individui di intelligenza media.

Incuriosirsi e sperimentare

Uno dei tratti distintivi delle persone più intelligenti è la loro insaziabile curiosità e il desiderio di sperimentare. Non si limitano a osservare passivamente il mondo circostante, ma vogliono capire, mettere gli ingranaggi in movimento e scoprire nuovi orizzonti. Questo li porta ad accogliere ogni occasione come un’opportunità di crescita personale e intellettuale.

L’influenza dell’intelligenza superiore sulla salute e il benessere

Pur essendo sul piano generale portatori di vantaggi competitivi e di successo, le persone con un’intelligenza superiore alla media possono anche riscontrare alcune difficoltà in termini di salute e benessere. Ad esempio, la loro propensione al perfezionismo può trasformarsi in elevati livelli di stress, poiché essi pongono aspettative elevate su se stessi e si confrontano spesso con gli insuccessi.

Numero2871.

 

Come cambia la tua vita quando inizi a volerti bene

Anna De Simone    Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia. 

 

Fin da piccoli ci insegnano a prenderci cura del nostro aspetto fisico: lavati i denti, fai la doccia, non sporcare gli abiti…E per quanto riguarda la sfera emotiva? Purtroppo da questo punto di vista, la nostra generazione è stata fortemente penalizzata. Nessuno di noi ha ricevuto un’educazione emotiva e tutto è stato lasciato al caso, o meglio, alla sensibilità del genitore che ci ha accudito elargendoci le più disparate cure. E’ stata la quantità e la qualità di quelle cure e dello stesso legame instaurato con il genitore a rappresentare, per noi, l’unica fonte di educazione emotiva e spesso questo non basta o è addirittura dannosa.

Durante l’infanzia la mente di un bambino è plasmabile; interpreta ed interiorizza gli eventi e in relazione al suo vissuto, inizia a percepirsi come un’essere più o meno meritevole d’amore. In altre parole, con cure adeguate e legami sicuri, il bambino si sentirà protetto e meritevole d’amore: se la condotta del genitore non è in linea con i bisogni emotivi del bambino, questo si convincerà di essere inadeguato e non imparerà ad amarsi.

E’ il tuo inconscio a decidere se sei capace o meno di fare una cosa.

In base alle informazioni che il tuo bambino/a interiore ha filtrato con il passare degli anni, oggi, tu riesci a percepirti come una vincente o una perdente. E’ il tuo inconscio a decidere se sei capace o meno di fare una cosa, è sempre lui che ti impedirà di fare un passo importante per la tua crescita, è determinante nella scelta della carriera così come nella sfera sentimentale, tutto questo perché è a livello inconscio che risiede la più ancestrale raffigurazione mentale che hai di te stessa.

Se la tua raffigurazione mentale è positiva, avrai imparato ad accettarti, volerti bene e muoverti in direzione dei tuoi reali bisogni. Se la tua raffigurazione mentale è negativa, dovrai faticare più degli altri per raggiungere determinati traguardi perché dentro di te c’è qualcosa che ti rema contro, qualcosa che senti di non meritare.

Ti sei mai chiesto quanto la tua autostima abbia inciso sulla tua vita?

Hai già raggiunto qualche tuo obiettivo importante o almeno uno dei sogni che avevi immaginato di realizzare? Se non è successo, può darsi che hai avuto una grossa carenza emotiva e non sei riuscita a riconoscere in te stessa il valore che hai. Come da piccola le tue emozioni sono state invalidate, oggi da adulta, continui a invalidarti senza darti la giusta dimensione.

Ma qual è questa giusta dimensione e soprattutto, come fare per trovarla? Si parte dalla consapevolezza e l’accettazione, due sentieri che all’apparenza sono facili da percorrere ma che possono celare un cammino molto doloroso. L’amara consapevolezza è che a tanti di noi manca l’amor proprio, quella spinta emotiva che ci porta a valorizzarci, apprezzarci e accettarci.

Questa carenza di autostima si traduce in sensi di colpa, sensazione di inadeguatezza, insicurezza. Pensieri disfunzionali che incidono  in modo negativo nei vari ambiti della vita: la realizzazione di obiettivi personali e lavorativi, la vita affettiva, relazionale e sociale.

Costruiamo muri e barriere per non avanzare, per non affrontare le nostre ferite, per non dover accettare ciò che in passato ci ha fatto soffrire, per non accettare dei fallimenti o delle ferite passate. Ci nascondiamo da tutto, anche da noi stessi. In altre parole, sei tu stessa l’artefice della tua mancata realizzazione perché non ti muovi, nella vita, in modo armonioso con i tuoi bisogni… ma certo, fino a oggi nessuno ti ha insegnato a farlo.

Autostima, sai cos’è ma non sai di non averla!

Tutti, grossomodo, sappiamo cos’è l’autostima ma molti di noi non sanno di non averla e non sanno quanto questo possa danneggiare la qualità della vita. La capacità di vivere conflitti senza sentirsi feriti, la capacità di attivare azioni costruttive anziché distruttive (resilienza), la capacità di affrontare il confronto con il prossimo in modo armonioso (e mai ponendosi su un piano di superiorità o inferiorità), sono indice che la vita è orientata verso un modello di benessere. Sono indice di sana autostima.

L’autostima è come la forza nelle gambe per poter camminare, nelle mani per poter afferrare, sollevare, lanciare… L’autostima è un potere necessario per poter portare a termine qualsiasi compito in linea con i tuoi bisogni primari. Senza di essa le difficoltà della vita divengono insormontabili: una collinetta diventerebbe una montagna, una piccola buca diverrebbe un burrone fino a invalidarsi l’intera vita.

Oggi, tu sei l’unica persona responsabile della tua autostima

Ormai sei adulta, non ha senso rimuginare sul passato, su ciò che avresti dovuto o potuto fare, su ciò che ti è stato strappato o negato durante l’infanzia. Un vissuto fatto di mancanze è doloroso ma se ti ha fatto soffrire già nel passato, c’è bisogno che tu agisca di forza senza lasciarti invalidare anche il presente. Soltanto tu puoi decidere di fare ciò che ti piace, soltanto tu hai il potere di scegliere ora chi allontanare e chi avere nella tua vita.

E quando finalmente potrai dire a te stessa “Questo è ciò che mi piace, questo è ciò che mi emoziona e mi fa stare bene, questo è ciò che davvero conta per me“, vorrà dire che stai iniziando a volerti bene.

Capirai che hai molti strumenti per prenderti cura di te e il primo consiste nell’empatizzare con te stessa, nel comprenderti e nel darti, in piena autonomia, tutto ciò che ti è stato negato in passato.

Cosa cambierà quando inizierai a volerti bene

Il giorno in cui inizierai a volerti bene, inizierai a capire che puoi fare molto per te stessa, per la tua crescita e per il tuo benessere personale. Inizierai a convincerti che vale la pena investire energie per te e inizierai a scoprire modi di te ancora inesplorati. Credi di conoscerti a fondo? Sappi che quando inizierai ad amarti scoprirai cose del tuo mondo interiore che non avresti mai immaginato.

Inizierai ad apprezzare il tuo coraggio e cambierà anche il tuo modo di vederti allo specchio: inizierai ad apprezzare davvero ciò che vedi, ogni cosa di te, anche quei difetti che fino a qualche tempo prima potevano sembrarti terrificanti.

Solo a partire da quel momento diventerai consapevole del tuo reale valore. Riuscirai a guardare con maggiore chiarezza il tuo vissuto, arrivando a comprendere la natura di molte emozioni di cui prima non capivi la ragion d’essere. Inizierai finalmente a essere davvero padrona della tua vita e non schiava dei più disparati sentimenti. Tutto, nel tuo mondo interiore, avrà un significato e le emozioni diventeranno le tue migliori alleate: potranno finalmente funzionare come una bussola per indicarti la corretta via nella vita. Ti guideranno nelle scelte da compiere mettendo da parte ogni indecisione e ogni indugio. Non ci sarà più spazio per risentimenti e rimorsi perché tutto si muoverà in armonia con il tuo benessere.

Non cambierà solo il tuo mondo interiore ma anche l’ambiente in cui vivi.

Cambierà il modo in cui ti rapporti con le persone. Il giorno in cui inizierai a volerti bene non soffrirai la solitudine, avrai sconfitto la paura dell’abbandono e del rifiuto, avrai sconfitto la paura del fallimento, la paura di non essere abbastanza… ma abbastanza per chi? Quando imparerai a volerti bene capirai che tu sei già abbastanza, lo sei per te stessa e i retaggi del passato non possono mettere in dubbio il tuo valore.

Non avrai paura del confronto perché riuscirai non solo ad accettarti per ciò che sei ma anche a rispettarti. Da quel momento inizierai a fare una cernita nelle relazioni. Avrai ben chiaro il fatto che gli altri non possono riempire nessun vuoto; se ti manca qualcosa, questo qualcosa non si colma con ciò che risiede all’esterno bensì con quello che già appartiene a te. Le relazioni non colmano dei vuoti, semplicemente accompagnano, regalano affetto e creano dei momenti di autentica condivisione. Momenti di reciprocità e di crescita.

Da quel momento cambierà anche il ritmo della tua vita

Diventerà più semplice vincere la pigrizia o l’ansia nell’affrontare le tue responsabilità. La tua forza di volontà aumenterà e con il tempo i tuoi obblighi ti peseranno sempre meno. Il giorno in cui imparerai a volerti bene, cambierà anche la tua percezione e la tua stessa idea di amore. Acquisterai la consapevolezza che amare vuol dire anche accettare i fallimenti e che voler bene a se stessi, in qualche modo, implica anche accettarsi…. rendersi conto che non serve essere perfetti.

Imparerai che non sono i singoli episodi a darti o a toglierti valore perché tu hai già un valore intrinseco che nessun fallimento potrà mai portarti via. Solo il giorno in cui riuscirai a capire tutto questo, imparerai cosa vuol dire essere davvero libera. Libera da condizionamenti e da modelli operativi interni che niente hanno a che fare con il tuo vero sé e con l’appagamento dei tuoi bisogni più autentici e profondi.

Ecco perché ti ripeto che quando imparerai a volerti bene, scoprirai nuovi aspetti della tua stessa personalità che fino a quel momento avevi ignorato! Concediti la possibilità di conoscerti e apprezzarti per ciò che sei! Per scoprire chi sei, hai solo bisogno di dimenticare chi ti hanno fatto credere di essere.

È dentro di te che troverai l’ascolto, la comprensione, l’amore, la considerazione e la stima mancati

Numero2869.

 

Frasi tipiche delle persone invidiose

Ana Maria Sepe    Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi.   

 

L’amicizia è una relazione preziosa che ci accompagna lungo il percorso della vita, ma purtroppo, talvolta, può capitare di imbattersi in un amico invidioso. L’invidia è un sentimento complesso e negativo che può minare i rapporti più profondi. Questo testo esplorerà i comportamenti tipici di un amico invidioso, offrendo una comprensione più approfondita di questa dinamica e suggerimenti su come affrontarla.

Ecco alcuni fattori che possono contribuire alla nascita dell’invidia:

  1. Confronto sociale: L’invidia può sorgere quando ci confrontiamo con gli altri e percepiamo una disparità tra le nostre vite o realizzazioni e quelle degli altri. Questo confronto può generare insoddisfazione e invidia se sentiamo di essere in svantaggio rispetto agli altri.
  2. Desiderio di possesso: L’invidia può nascere quando desideriamo qualcosa che un’altra persona ha, come successo, fama, ricchezza, bellezza o relazioni. Questo desiderio può alimentare l’invidia se percepiamo che gli altri hanno ciò che vorremmo avere.
  3. Sensazione di inferiorità: L’invidia può derivare da una bassa autostima o da sentimenti di insicurezza. Se ci sentiamo inferiori agli altri o pensiamo di non essere all’altezza, potremmo sviluppare invidia verso coloro che percepiamo come superiori.
  4. Rivalità e competizione: La competizione può alimentare l’invidia quando siamo in competizione con qualcuno per raggiungere obiettivi simili. La paura di essere superati o superate dall’altra persona può generare invidia e risentimento.
  5. Mancanza di gratitudine: L’invidia può sorgere quando non riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo e ci concentriamo solo su ciò che ci manca. La mancanza di gratitudine può alimentare la sensazione di invidia verso coloro che sembrano avere di più.

Comportamenti tipici dell’amico invidioso

L’invidia è un sentimento umano comune, ma quando si manifesta tra amici, può diventare un problema serio. Di seguito sono elencati alcuni dei comportamenti tipici che un amico invidioso potrebbe mostrare.

Un amico invidioso può comportarsi in modi che mettono in discussione la solidità del legame che si è instaurato. Uno dei comportamenti più evidenti è la costante competizione. L’amico invidioso tende a considerare l’amicizia come una sorta di sfida personale, cercando costantemente di dimostrare di essere migliore in ogni ambito. Questa continua competizione può generare tensioni e creare una sensazione di costante confronto.

Accanto alla competizione, gli amici invidiosi spesso si manifestano attraverso critiche costanti. Indipendentemente da quanto bene ti stia andando o da qualsiasi successo tu possa ottenere, l’amico invidioso troverà il modo di sminuire i tuoi risultati o di criticare le tue scelte. Queste critiche possono essere velate o esplicite, ma hanno lo scopo di ridimensionare la tua autostima e di farti dubitare delle tue capacità.

Un altro comportamento tipico di un amico invidioso è la mancanza di gioia per i tuoi successi. Mentre gli amici genuini sono felici per le tue realizzazioni e ti supportano in ogni passo del tuo percorso, l’amico invidioso sembra non provare alcuna gioia per te. Potrebbero evitare di congratularsi o addirittura cercare di minimizzare l’importanza dei tuoi traguardi. Questa mancanza di supporto può lasciarti con un senso di solitudine e insoddisfazione nel momento in cui avresti bisogno di condividere le tue vittorie con chi ti sta accanto.

Sarcasmo e commenti negativi sono anche segni rivelatori di un amico invidioso. Invece di sostenerti con parole incoraggianti, l’amico invidioso potrebbe usare il sarcasmo per mettere in ridicolo le tue azioni o le tue scelte di vita. Questi commenti negativi possono ferire profondamente, mettendo in discussione la fiducia che hai nell’amicizia stessa. Un amico invidioso può anche cercare di instillare un senso di superiorità nei confronti degli altri. Questo atteggiamento può essere utilizzato come mezzo per nascondere i sentimenti di invidia che provano. L’amico invidioso può cercare di dimostrare di essere superiore, sia che si tratti di aspetti personali o professionali, per alimentare il proprio ego e mascherare la propria insoddisfazione.

Il sabotaggio sottile è un altro comportamento che può caratterizzare un amico invidioso. Questo sabotaggio può essere subdolo e difficile da individuare. L’amico invidioso potrebbe cercare di ostacolare i tuoi sforzi o minare le tue opportunità in modo da impedirti di raggiungere il successo. Questo comportamento manipolativo può essere estremamente dannoso e influire negativamente sulla tua autostima e sulla tua capacità di perseguire i tuoi obiettivi. Inoltre, l’amico invidioso può distorcere la realtà per giustificare i suoi sentimenti di invidia. Possono diffondere voci o informazioni errate su di te per screditarti o farti apparire negativo agli occhi degli altri. Questo atteggiamento può danneggiare la tua reputazione e minare la fiducia che gli altri hanno nei tuoi confronti.

Infine, un amico invidioso può manifestare disinteresse per i tuoi problemi o difficoltà. Mentre gli amici veri saranno presenti e ti supporteranno nei momenti difficili, un amico invidioso potrebbe non mostrare alcun interesse per i tuoi problemi o addirittura trarre una sorta di soddisfazione nel vedere che stai attraversando una fase difficile. Questo comportamento può generare una sensazione di isolamento e solitudine, poiché ti accorgi che l’amico su cui contavi non è disposto a offrire un sostegno genuino.

Ecco alcune frasi tipiche che potrebbero essere pronunciate da una persona invidiosa:

  1. “Sei sempre così fortunato/a, tutto ti viene servito su un piatto d’argento.”
  2. “Non so come tu riesca ad ottenere tutto ciò che vuoi, mentre io devo lottare per ogni cosa.”
  3. “Devi avere qualche trucco sotto mano per essere così bravo/a in tutto.”
  4. “La tua vita sembra un sogno, vorrei poter avere la tua fortuna.”
  5. “Tutti sembrano amarti e apprezzarti, mi chiedo perché.”
  6. “Non ti preoccupare, non tutti possono avere successo come te.”
  7. “Sono sicuro/a che hai imbrogliato per ottenere quel risultato.”
  8. “Mi piacerebbe essere al tuo posto, ma purtroppo la vita non mi sorride come a te.”
  9. “Non so cosa hai fatto per meritarti tutto questo.”
  10. “Le tue abilità sembrano essere innaturali, nessuno può essere così talentuoso come te.”

Riconoscere un amico invidioso può essere un passo difficile ma necessario per preservare la tua felicità e il tuo benessere. Affrontare la situazione richiede coraggio e determinazione. È importante stabilire dei confini sani e comunicare apertamente con l’amico invidioso, cercando di comprendere le sue motivazioni e i suoi sentimenti. In alcuni casi, potrebbe essere necessario allontanarsi da questa relazione tossica per proteggere il proprio equilibrio emotivo. L’amicizia dovrebbe essere un legame basato sulla fiducia, il rispetto e la reciprocità, e nessuno dovrebbe permettere all’invidia di minare tale connessione preziosa.

Ricorda sempre

Se una persona è buona e ti ama, vorrà sempre il meglio per te. Non sminuirà i tuoi risultati, non ti ricorderà i tuoi fallimenti quando sei felice, non ti consiglierà cose che potrebbero metterti in chiaro pericolo. Quando la frase “Te lo sto dicendo per il tuo bene” viene da qualcuno a cui non importa affatto di te o ha un comportamento invidioso, per favore non prendere le sue parole completamente sul serio.

Una persona è in grado di ferirci soltanto se noi gli diamo la possibilità di farlo!

Se inizi a vederli per quelli che sono (delle persone tristi e frustrate che non potendo godere delle proprie gioie cercano far cadere in basso gli altri), a quel punto non darai più molto peso alle loro male lingue.

Non permettere alle persone che vogliono farti sentire piccolo e sbagliato di riuscire nel loro intento, tu hai un valore e devi difenderlo. Concentrati a coltivare la tua autostima, ad amarti per quello che sei veramente e non per quello che vogliono farti credere gli altri. Avere una alta considerazione di sé è come indossare un armatura leggera ma resistente, non ci appesantisce ma ci ripara dai colpi della vita.

Hai degli obiettivi o dei sogni che vuoi raggiungere? Bene, focalizzati su questi e inizia a lavorare per portarli a termine. La vita è breve per perdere tempo a guardarsi intorno e dare importanza a queste sciocchezze…certo a volte la salita è lunga e faticosa, ma il panorama ne vale la pena!

Numero2851.

 

Le persone che attrai sono il riflesso delle ferite che ti porti dentro

Anna De Simone    Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia.

 

Se sei una calamita per casi umani, non temere! Il titolo vuole indicare semplicemente che i partner che attiri possono raccontarti molto sul tuo vissuto interiore perché questi, in qualche modo, riflettono parti di te e della tua vita emotiva. Per capire quali parti di te riflettono i tuoi ex o l’attuale partner, basterà solo imparare ad analizzare il significato delle tue storie d’amore e nel testo che segue proverò a spiegarti come.

Se non ti piacciono i cenni teorici psicoanalitici, salta subito al paragrafo «quando è il dolore a guidarti nella scelta del partner» perché, come vedremo, è la sofferenza appresa a guidarti nella scelta del partner sbagliato. La stessa sofferenza che innesca la tendenza a stringere sempre relazioni disfunzionali e sbilanciate, dove tu sei quella/o che ci rimette di più. Perché se è vero che quando una coppia si lascia non esistono né’ vincitori né vinti, è altrettanto vero che spesso nelle coppie disfunzionali c’è una persona che dà di più, troppo.

La scelta del partner: ecco perché siamo dei pessimi decisori

Nell’ideale, l’essere umano dovrebbe muoversi e fare scelte volte al profondo e duraturo appagamento. Eppure, quando si tratta di scelte, talvolta dimostriamo di essere pessimi decisori; la scelta del partner sbagliato ne è una testimonianza. Secondo la teoria freudiana, l’uomo si muove alla ricerca di gratificazioni immediate, alla costante ricerca del piacere. Questa teoria non spiegava però le nevrosi, la coazione a ripetere e l’esistenza di alcuni schemi disfunzionali ripetitivi. A risolvere il quesito è stata una successiva teoria psicoanalitica, quella delle relazioni oggettuali (W. Fairbairn). Stando a questa visione, le azioni umane non sono motivate dalla gratificazione ma dalla ricerca di un legame. E’ stringere un legame significativo ciò che ci preme.

Poco dopo, biologi dell’evoluzionismo hanno riferito che gli essere umani sono geneticamente programmati per stringere legami di attaccamento. Quando veniamo al mondo, infatti, siamo del tutto indifesi e abbiamo bisogno di stringere un legame affinché qualcuno ci garantisca sostentamento. Tra le strategie evolutive che ci garantiscono le cure c’è il sorriso e il pianto. Sorridiamo letteralmente per ammaliare l’adulto che dovrà curarsi di noi, e facciamo di tutto per preservare quel legame: tutto questo è nel nostro codice genetico. E’ una forma di adattamento che nei millenni si è evoluta per garantirci la sopravvivenza.

I bambini sono geneticamente programmati per creare legami con i genitori con qualsiasi forma di contatto gli forniscano e quelle forme di contatto diventano modelli relazionali che durano per tutta la vita. Ecco perché, in qualche modo, gli uomini o le donne che attiri, sono il riflesso di ciò che sei e che sei stata/o in passato. Di seguito userò il genere femminile, ma questo varrà anche al maschile!

Attirare il partner appagante

Se da bambina ti è stata garantita gratificazione e sicurezza come forma di contatto, ricercherai la gratificazione non come fine a sé stessa ma come forma appresa di relazione con l’altro. Il partner che attirerai ricercherà le tue stesse cose: interdipendenza, reciprocità, stima, comunicazione, supporto e intimità.

Purtroppo spesso i genitori procurano molte esperienze dolorose. Dal distacco forzato al primo giorno di asilo, senza la minima preparazione per il bambino ancora spaventato dal mondo, ai ricatti emotivi e agli obblighi morali. Gli adulti dovrebbero rendere il mondo a misura di bambino, tuttavia la mentalità genitoriale vede il bambino come subordinato al genitore, quasi come una proprietà.

Quando è il dolore a guidarti nella scelta del partner

W. Fairbairn, medico e psicoanalista, studiò a fondo le dinamiche che accompagnavano i bambini maltrattati. In particolare, lo psicoanalista rimase colpito dall’intensità del legame e dalla fedeltà che quei bambini mostravano verso i genitori maltrattanti. Più tardi, quegli stessi bambini finivano per ricercare la sofferenza come forma di relazione con gli altri. Il dolore era diventato la forma di contatto privilegiata. I bambini, e più tardi gli adulti, cercano nell’altro la stessa forma di contatto che hanno sperimentato all’inizio del loro sviluppo.

In altre parole, costruiamo i nostri modelli relazionali e la nostra vita emotiva intorno al tipo di interazioni che abbiamo avuto con chi si è preso cura di noi all’inizio della nostra vita. Cosa ti raccontano i tuoi ex partner della tua vita emotiva? L’attrazione è scattata quando l’altro ha fatto risuonare in te quel modello che nella prima infanzia ti è stato proposto come esempio fondamentale d’amore. Se reputi di aver vissuto un’infanzia tranquilla, sappi che anche i bambini osservati da W. Fairbairn non erano consapevoli dei torti subiti, ma questi torti risuonavano ancora in loro fino a condizionarne le (cattive) scelte affettive.

Secondo W. Fairbairn, il bambino, per proteggere il legame con il genitore, non sarebbe sempre in grado di riconoscere nel genitore una figura abusante; seguendo il modello d’amore interiorizzato, da adulto, quel bambino potrebbe passare dalle braccia di un partner abusante all’altro. Questo spiega perché alcune persone finiscono sempre con il partner sbagliato, perché il partner sbagliato riflette la vita emotiva inconscia di chi lo ha attirato.

Cosa ci raccontano i tuoi ex-partner della tua vita emotiva?

Dopo tanta teoria, è il momento di passare alla pratica, tirare le somme e fare una sana auto-analisi. Ripensa alle tue storie d’amore, riesci a individuare dei modelli ricorrenti? Se all’apparenza le storie e le personalità dei tuoi ex partner sembrano tutte diverse, soffermati su come ti hanno fatta sentire. Noti una certa ricorrenza dei vissuti emotivi? Questi vissuti emotivi hanno molto a che fare con il tuo funzionamento psichico. Ti faccio alcuni esempi.

Una bambina che ha dovuto sempre combattere (o competere con un fratello/sorella) per le attenzioni genitoriali, finirà per essere attratta (e attrarre a tua volta) persone incoerenti e discontinue. Non solo, questa bambina avrà interiorizzato «l’amore dai grandi gesti». Sarà portata a fare pazzie, impegnarsi al 110%, realizzare sorprese, cene romantiche, regali studiati (…) e tutto questo per convalidare la sua identità e affermare un forte: «io ci sono e voglio essere amata». Purtroppo il modello d’amore interiorizzato durante l’infanzia parla più di un bisogno insoddisfatto che di amore vero, un amore subordinato ad affanni e grandi imprese.

Anche l’essere sempre attratti da persone che non ci filano per nulla racconta qualcosa del genere. Il partner irraggiungibile diventa il riflesso dell’amore negato. Sul partner che non ti corrisponde tu proietti desideri, ideali e valori che in realtà non esistono. Quell’oggetto dei desideri diviene un concentrato di aspettative e speranze creato apposta per far risuonare in te un nuovo rifiuto. La tua attenzione si focalizza su chi non ti desidera perché stai riproponendo il tuo modello d’amore interiorizzato. L’ironia della sorte? Quando quella persona diviene raggiungibile e si avvicina, il tuo interesse svanisce!

Ancora, chi è cresciuto con un genitore scostante e costantemente rifiutante, potrebbe strutturare la sua vita emotiva sull’incompiuto: iniziare attività per non finirle, cimentarsi in imprese impossibili, inseguire sogni irrealizzabili, standard irraggiungibili e partner impegnati. La bambina cresciuta con un genitore altalenante, che alternava periodi di presenza con periodi di assenza e rifiuto, potrebbe finire con l’attrarre partner abusanti e ambivalenti, che ti idealizzano per poi svalutarti e hanno bisogno di sminuirti per sentirsi meglio.

Come spezzare il circolo vizioso?

Capire entro quali termini il partner che attiri è il riflesso di ciò che hai dentro, ti aiuterà a uscirne. In che modo? Ti mostrerà le tue vulnerabilità e ti farà capire su quali aspetti della tua vita emotiva hai bisogno di lavorare.

Solo guarendo il modello ancestrale interiorizzato potrai finalmente scegliere di amare chi ti piace e non chi fa risuonare in te l’amore disfunzionale appreso. L’introspezione e la profonda conoscenza di te ti mostreranno la via. In questo contesto potrebbe essere utile iniziare un «diario dell’introspezione» che ti avvicinerà a nuove esperienze emotive correttive garantite da un partner disponibile e accudente. Attenzione! Anche tu dovrai essere pronta a questa nuova stabilità, se non lo sarai, finirai per annoiarti subito del partner.

Se è vero che la tua vita emotiva è costruita sulla base di esperienze passate, è anche vero che se fai nuove esperienze emotive puoi correggere quei modelli appresi. Anche le amicizie che stringi possono raccontare molto sulla tua vita interiore e potrebbero fungere da fattore di mantenimento di una vita interiore fatta di bisogni insoddisfatti, oppure metterti sul cammino dell’appagamento a lungo termine.

I sani confini

Che sia un genitore, un partner o un amico, ti farà sentire accettato con la condizionale. Fin quando aderisci al modello del subordinato in cui la relazione è completamente sbilanciata e i carichi gravano tutti sulle tue spalle (sei accondiscendente, lasci che invalidi le tue emozioni, non esci dal ruolo che ti ha assegnato…), allora le cose filano lisce. Ma quando provi ad affermare te stesso o una tua necessità, emergono le minacce. La minaccia dell’abbandono, della rabbia, dell’isolamento, dell’esclusione… Non sempre le minacce sono affettive, qualcuno può utilizzare ricatti economici e sfruttare una posizione di potere in ambito lavorativo. Ecco perché non è sempre facile venirne fuori. Ma un modo sano e sicuro per gestire i confini con queste persone c’è. Un modo per affermare te stesso esiste. Pensaci bene, non sarebbe perfetto avere accanto persone capaci di convalidare le tue emozioni? Di condividere con te la stessa realtà senza tentare di distorcerla?

Esiste una realtà ben concreta in cui tu sei al centro della tua vita. In cui tutti i tuoi bisogni hanno un senso, vanno ascoltati e appagati! Una realtà in cui puoi affermare te stesso, accoglierti e amarti. In tal modo, attrarrai a te solo persone che sono capaci di darti la considerazione che meriti. Che, come nel mio esempio, hanno cura del legame che instaureranno con te. Non si tratta di un’utopia. Tutto questo è possibile e puoi averlo in tutti i rapporti.

Il rispetto di sé è la base

Si parla pochissimo di rispetto di sé. Eppure si tratta di una componente essenziale per la salute (fisica e mentale) e per il mantenimento di relazioni sane. Se ti riconosci in questi punti, vuol dire che stai trascorrendo la tua vita remandoti contro. È mai possibile andare “contro se stessi”? Purtroppo sì, questo capita quando non ti hanno insegnato a riconoscere il tuo valore. Come spiego nei miei incontri e come ho dettagliato nei miei due libri (entrambi bestseller), siamo la sintesi dei nostri vissuti e, il modo in cui ci comportiamo con noi stessi, riflette in qualche misura il modo in cui gli altri ci hanno trattato durante l’infanzia.

È lì, a quell’età che impariamo come scendere a patti con noi stessi, se rispettarci e stimarci oppure se metterci da parte e calpestare i nostri diritti emotivi e finanche negare i nostri bisogni!