Numero3659.

 

N O N    A R R E N D E R T I

 

C’è chi ama vestirsi bene, e non lo fa più.

C’è chi voleva vedere il mondo, e poi rinuncia a viaggiare.

C’è chi era curioso, e ha smesso di leggere.

C’è chi ha amato troppo, e non crede più nell’amore.

C’è chi smette di sognare una vita migliore.

E, all’improvviso, hai più di 70 anni.

La vita va avanti, ma qualcosa si è fermato.

L’entusiasmo, lo stupore, la speranza che qualcosa possa ancora sorprenderti.

Ti aguro di tenere viva quella speranza, nonostante tutto.

Di continuare a commuoverti per una canzone d’amore.

Di emozionarti davanti a un tramonto.

Di non smettere di crescere a qualsiasi età, perché ….

non è mai troppo tardi per ritrovare la felicità.

 

@stanzazen

Numero3657.

 

I M P A R I A M O

 

Più diventi silenzioso, più riesci a sentire ciò che conta davvero.

Non inseguire nulla: ciò che è destinato a te si muove verso la quiete.

Una mente lucida è più forte di una mente occupata.

La felicità si trova nella disciplina, non nel desiderio.

Chi padroneggia la pazienza, padroneggia la vita.

Soffri perché lotti contro ciò che è.

Meno possiedi, più leggero diventa il tuo cuore.

La rabbia è come un carbone ardente: brucia solo la mano che lo stringe.

La routine vissuta con consapevolezza diventa meditazione.

La vera forza è essere gentili quando è più difficile.

L’ego urla, ma la saggezza sussurra.

Quando smetti di correre, la vita comincia a rivelarsi.

 

@DianaUrsu

Numero3656.

 

L A    V I T A    C H E    S T A I    V I V E N D O

 

Sei completamente responsabile

della vita che tu stai vivendo.

Le scuse proteggono soltanto

i tuoi limiti, mai il tuo futuro.

Nulla cambia finché non cambi tu:

la tua vita è il riflesso delle tue

abitudini, non delle tue speranze.

Numero3654.

 

S C E G L I    B E N E    C H I    S E G U I

 

La tua vita può cambiare a seconda di chi scegli di seguire.

Se insegui le mosche, finirai a vagare in luoghi che puzzano di letame.

Se segui le api, ti troverai a camminare in un giardino fiorito.

Le persone che frequenti plasmano il tuo destino.

Scegli chi ti eleva, non chi ti trascina.

 

da YouTube

Numero3650.

 

P L A T O N E

 

Il filosofo Platone, allievo di Socrate e maestro di Aristotele, nacque ad Atene nel 428 e morì nel 348 avanti Cristo.

Che cosa diceva Platone?

Platone sosteneva l’esistenza di due realtà: il mondo sensibile (imperfetto e mutevole) e l’Iperuranio, regno delle Idee perfette e immutabili, modelli eterni di tutte le coseLa sua filosofia si incentra sulla conoscenza di queste Idee tramite la ragione (dialettica), contrapposta all‘opinione sensibile, e mira alla realizzazione della giustizia e del bene sia nell’individuo (governo della ragione sull’anima, allegoria della biga) sia nello Stato ideale, guidato dai filosofi-re.  

Punti chiave del pensiero di Platone:
  • Teoria delle Idee: 

    Il mondo che percepiamo è una copia sbiadita di un mondo intelligibile di Idee perfette (es. il Bene, la Bellezza), che sono la vera realtà. 

  • Conoscenza: 

    La vera conoscenza (episteme) è la conoscenza delle Idee, raggiungibile solo con la ragione, mentre i sensi forniscono opinioni (doxa). 

  • Anima e corpo: 

    L’anima è immortale e preesiste nel mondo delle Idee. Il corpo è una prigione; l’anima deve purificarsi per tornare alle Idee. 

  • L’anima tripartita:           (allegoria della biga)

    Composta da ragione (auriga), volontà/spirito (cavallo bianco) e desideri (cavallo nero). L’armonia si ottiene quando la ragione governa. 

  • Stato ideale e filosofo-re: 

    Lo Stato giusto riflette l’armonia dell’anima. Deve essere governato dai filosofi, gli unici capaci di contemplare il Bene e guidare con saggezza. 

  • Giustizia: 

    Si realizza quando ogni parte (dell’anima e dello Stato) svolge il proprio compito, creando armonia. 

  • Educazione: 

    Fondamentale per guidare l’anima verso la conoscenza, deve essere un percorso graduale, che parta dal bello sensibile per arrivare al Bello in sé, attraverso discipline come matematica e musica. 

In sintesi, Platone proponeva un percorso di elevazione dalla realtà apparente alla verità eterna delle Idee, attraverso la filosofia, per costruire una vita virtuosa e uno Stato giusto. 
N.d.R.: La fisica quantistica sembra quasi ispirata e allineata con questi principi.

 

Un tema di grande attualità, che ha trovato trattazione nelle opere di Platone (dialoghi), è questo che segue.

 

A N D R O G I N O

 

Il mito di Aristofane (o mito dell’androgino) è presente nel celebre dialogo platonico Simposio, che si propone di trattare l’immortale tema dell’amore.

Esposizione

Dopo l’esposizione di Fedro, Pausania di Atene ed Erissimaco, inizia a parlare Aristofane, il famoso poeta comico, che sceglie il mito come veicolo della sua opinione su Eros.

Tempo addietro – espone il poeta – non esistevano, come adesso, soltanto due sessi (il maschile e il femminile), bensì tre, tra cui, oltre a quelli già citati, il sesso androgino, proprio di esseri che avevano in comune caratteristiche maschili e femminili.

In quel tempo, tutti gli esseri umani avevano due facce orientate in direzione opposta e una sola testa, quattro braccia, quattro mani, quattro gambe e due organi sessuali ed erano tondi.

Per via della loro potenza e completezza, gli esseri umani erano superbi e tentarono la scalata all’Olimpo per spodestare gli dei. Ma Zeus, che non poteva accettare un simile oltraggio, decise di intervenire e divise, a colpi di saetta, gli aggressori.

«Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: “Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi”.»

 

In questo modo gli esseri umani furono divisi in due metà e s’indebolirono.
Ed è da quel momento – spiega Aristofane – che essi sono alla ricerca della loro antica unità e della perduta forza che possono ritrovare soltanto unendosi sessualmente.

Da questa divisione in parti, infatti, nasce negli umani il desiderio di ricreare la primitiva unità, tanto che le “parti” non fanno altro che stringersi l’una all’altra, e così muoiono di fame e di torpore per non volersi più separare.

Zeus allora, per evitare che gli uomini si estinguessero, mandò nel mondo Eros affinché, attraverso il ricongiungimento fisico, essi potessero ricostruire “fittiziamente” l’unità perduta, così da provare piacere (e riprodursi) e potersi poi dedicare alle altre incombenze cui devono attendere.

«Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà nome amore»

 

Siccome i sessi erano tre, due sono oggi le tipologie d’amore: il rapporto omosessuale (se i due partner facevano parte in principio di un essere umano completamente maschile o completamente femminile) e il rapporto eterosessuale (se i due facevano parte di un essere androgino).

La caratteristica interessante del discorso di Aristofane risiede nel fatto che la relazione erotica fra due esseri umani non è messa in atto per giungere a un fine quale potrebbe essere la procreazione, ma ha valore per se stessa, prescindendo così dalle conseguenze.

Quando eravamo una ben rotonda sfera: il mito dell'androgino ...

 

 

L’immagine raffigura una rappresentazione artistica del mito dell’androginoQuesto mito, narrato da Aristofane nel Simposio di Platone, offre una spiegazione sull’origine dell’amore e dell’attrazione umana.

  • Originariamente, gli esseri umani avevano una forma sferica, con quattro braccia, quattro gambe e due volti, ed erano divisi in tre generi: maschile, femminile e androgino (che combinava entrambi).
  • Queste creature erano potenti e tentarono di scalare l’Olimpo, spingendo Zeus a dividerle in due metà per ridurne la forza.
  • Da questa divisione nacque un profondo desiderio in ciascuna metà di ricongiungersi con la propria anima gemella originaria, spiegando così la ricerca umana dell’amore e della completezza.
  • Il mito suggerisce che l’amore sia la ricerca della metà perduta per tornare alla nostra natura primordiale e completa.
  • N.d.R.: Se ho capito bene, la condizione del sesso androgino (cioè il maschile misto col femminile) dovrebbe essere quella di gran lunga più diffusa e normale, anche se il “dosaggio” di mascolinità e femminilità è la più varia in ogni individuo, ovvero i due principi non sarebbero presenti ad uno stato paritario, ma prevarrebbe uno dei due sessi sull’altro. E sarebbe questa prevalenza a definire il sesso di una persona nel senso comune.
    In ogni essere umano androgino, dunque, prevale uno dei due sessi, senza escludere l’altro e la mascolinità o la femminilità sarebbero più o meno accentuati a seconda della quantità di caratteri del sesso opposto che in esso sono presenti.
    Troviamo lo stesso concetto nella filosofia orientale, espresso graficamente nel simbolo metaforico del “TAO”.

 

Che cosa simboleggia il Tao?

Il simbolo del Tao è il Taijitu, comunemente noto come Yin e Yang, un cerchio diviso da una linea curva in due metà interconnesse, una nera (Yin, femminile, passivo) e una bianca (Yang, maschile, attivo), che rappresentano l’armonia dinamica degli opposti universali e il flusso incessante della vita, dove ogni parte contiene un seme dell’altra, simboleggiando completezza e trasformazione, e non un conflitto.

Caratteristiche del Simbolo (Taijitu)
    • Cerchio
      Rappresenta il Tao stesso, l’Universo, l’assoluto, il “tutto”.

    • Metà Nera (Yin)
      Oscurità, passività, femminilità, freddo, notte, quiete. Contiene un punto bianco (seme dello Yang).

    • Metà Bianca (Yang)
      Luce, attività, mascolinità, calore, giorno, movimento. Contiene un punto nero (seme dello Yin).

  • Linea Curva
    Indica la fluidità, la trasformazione continua e la non-divisione netta tra gli opposti, che si fondono e si inseguono.

Significato Filosofico
  • Armonia degli Opposti
    Il Tao non è un’entità personale, ma il flusso cosmico e la forza universale che governa tutto. Yin e Yang sono le sue manifestazioni complementari, in equilibrio dinamico.

  • Divenire Continuo
    Il simbolo illustra come gli opposti non si scontrino, ma si trasformino l’uno nell’altro, generando il movimento e l’evoluzione dell’universo.

  • Interdipendenza
    La presenza del punto opposto in ogni metà evidenzia che non esistono opposti assoluti, ma che ogni cosa porta in sé il germe del suo contrario.

Il Tao e il Simbolo

  • Sebbene l’ideogramma cinese per Tao (道) significhi “via” o “sentiero”, il simbolo dello Yin e Yang è la rappresentazione grafica più comune e intuitiva del concetto taoista di armonia e divenire universale.

 

Numero3647.

 

O T T I M I S M O    D E L L A    V I T A

 

Succederà così anche a te.

Un giorno tu ti sveglierai

e vedrai una bella giornata.

Ci sarà il sole e tutto sarà

nuovo, cambiato, limpido.

Ciò che prima ti sembrava

impossibile sarà semplice,

normale. Tu non ci credi?

Io ne sono sicuro. E presto.

Perché no, anche domani.

 

Fedor Dostoewskij.

 

Numero3645.

 

L A    T U A    E N E R G I A

 

L’energia che emani filtra naturalmente le persone.

Non tutti sono in grado di reggere la tua presenza.

Cambiare energia modifica l’ambiente che ti circonda.

Le persone si avvicinano in base alla risonanza emotiva.

L’energia seleziona senza bisogno di spiegazioni.

Trattenere chi non è allineato consuma risorse interne.

Chi resta è sempre compatibile con la tua frequenza.

Gli allontanamenti spesso avvengono senza conflitto.

Trattenere ciò che non cresce ti rallenta, diventa zavorra.

Non tutto intorno a te evolve alla tua stessa velocità.

Crescere è inevitabile che crei separazioni naturali.

Restare fedele alla crescita, coerentemente, richiede distacco.

Ciò che non cresce è destinato a diventare peso.

Lasciar andare non è fallimento, ma allineamento.

 

@ilmegliodeilibri