Numero3393.

 

P R O I E Z I O N I

 

La tua ombra non vive solo in te, la vedi negli altri, e ti parla da lì.

 

1   Ti dà fastidio chi si arrabbia, perché tu non te lo permetti.

2   Critichi chi si espone ma, in fondo, vorresti farlo anche tu.

3   Ti irrita chi è sicuro di sé, perché sei tu a non sentirti abbastanza sicuro.

4   Compatisci chi è fragile, perché odii la tua stessa vulnerabilità.

5   Eviti chi ti ama davvero, perché pensi di non meritarlo.

6   Svaluti chi si mette al centro, perché tu ti sei messo sempre da parte.

7   Chi è libero ti infastidisce, perché tu ti sei sempre tenuto in gabbia.

8   Ti fanno infuriare le ingiustizie, da cui non hai saputo difenderti da bambino.

9   Rifiuti chi è simile a te, perché rigetti quella parte di te che non hai mai saputo integrare.

10 Il problema non è sempre l’altro, è quello che l’altro risveglia in te.

 

da YOUTUBE.

Numero3387.

 

C O L L O Q U I    C O N    M E    S T E S S O

 

Giorno 1 – Presenza

Il primo respiro del mattino
è già un pensiero che si affaccia.
Ma se resto quieto,
posso abitare il silenzio
dove ancora nulla ha nome.

In quel vuoto semplice
mi accorgo di esserci:
non come persona,
ma come campo,
come attenzione pura
che precede il mondo.


🜂 Giorno 2 – Silenzio

Il silenzio non è assenza,
ma profondità.

Sotto ogni pensiero,
sotto ogni parola,
vive un suono che non si sente,
eppure tutto contiene.

Quando lo ascolto,
il tempo si ferma
e la mia coscienza si fa cielo.

——————————————————————————————————————————-

Giorno 3 – Sé

Mi sveglio,
e prima ancora del mio nome,
sento un punto immobile che mi abita.

Non è pensiero, né emozione,
ma una sorgente ferma
da cui tutto nasce.

Questo sono:
non l’idea che ho di me,
ma l’essere che osserva
anche quell’idea.


🜂 Giorno 4 – Io

L’“io” è utile per orientarmi nel mondo,
ma non dice chi sono.

È la maschera gentile
che porto tra gli altri,
ma io sono anche
chi la toglie la sera,
e chi sogna mentre dorme,
e chi ascolta in silenzio al mattino.

Sono ciò che resta
quando l’“io” si fa da parte.


🜂 Giorno 5 – Osservare

Quando osservo senza giudicare,
il mondo si mostra com’è.

La coscienza non ha bisogno
di cambiare nulla,
solo di vedere.

E nel vedere,
ogni cosa si illumina
senza sforzo.


🜂 Giorno 6 – Pensare

Il pensiero è uno strumento,
non un padrone.

Quando lo lascio scorrere
come un fiume,
posso navigarlo.

Ma se mi aggrappo a ogni onda,
dimentico il mare.


🜂 Giorno 7 – Essere

Al mattino,
prima di agire,
prima di parlare,
prima di volere,
posso semplicemente
essere.

Essere senza aggiunta,
come il cielo prima della nuvola,
come la luce prima del colore.

Ed è lì che tutto inizia davvero.

Settimana 2 – Tema: Tempo

Il tempo non come misura, ma come esperienza vissuta nella coscienza.
Ogni giorno esplora un volto diverso del tempo: l’attimo, la durata, il futuro, il ritmo…


🕰 Giorno 1 – Attimo

L’attimo non è ciò che passa,
ma ciò che è.

Quando lo afferro, svanisce.
Quando lo accolgo, mi rivela.

L’attimo non si misura,
si vive.
E in quell’istante,
io sono eterno.


🕰 Giorno 2 – Durata

Alcune esperienze durano un minuto,
ma restano per sempre.

La durata non sta nel tempo,
ma nella densità del sentire.

Il tempo che vale è quello
che lascia un’eco nell’anima.


🕰 Giorno 3 – Memoria

La memoria non è passato,
è presente che ricorda.

Ogni volta che rivedo un volto amato,
non sto tornando indietro,
ma portando qui ciò che non vuole svanire.

La memoria è il modo in cui il tempo
si trattiene tra le mani della coscienza.


🕰 Giorno 4 – Futuro

Il futuro non esiste ancora,
eppure ci abita.

Ogni attesa è una forma di creazione:
immagino, temo, desidero,
e così lo costruisco.

Ma il futuro vero
si rivela solo
quando smetto di aspettarlo
e lo accolgo come dono.


🕰 Giorno 5 – Attesa

L’attesa è un tempo vuoto
solo per chi non lo ascolta.

In realtà, ogni attesa è un tempo di gestazione.
Qualcosa sta maturando,
anche se non si vede.

L’attesa è una forma segreta di fiducia.


🕰 Giorno 6 – Ritmo

Ogni essere ha il suo ritmo.
Forzarlo è violenza,
assecondarlo è armonia.

Il tempo naturale è circolare,
come il respiro, come le stagioni.

Tornare al proprio ritmo
è ritrovare il sentiero di sé.


🕰 Giorno 7 – Eterno

L’eterno non è ciò che dura per sempre,
ma ciò che non ha bisogno di durare.

È il lampo che apre il cielo,
il pensiero puro,
lo sguardo che comprende tutto in un solo istante.

Quando l’io tace
e l’essere si mostra,
ecco: quello è l’eterno.

Numero3358.

 

E S I S T E R E    E    E S S E R E

 

Siamo fili di ordito
nel tessuto dell’universo infinito,
ma ciascuno
con un proprio disegno da compiere.

Non ci sono favole
di premi celesti
o incubi infernali,
fiabe consolatorie
pensate per cullare la paura.

Ogni giorno sprecato
nel timore della fine
è un giorno in più
che non vivo pienamente.

Guardo la morte negli occhi,
senza abbassare lo sguardo.

Le mie idee,
frammenti di luce
che ho sparpagliato nel mondo,
continuano a vibrare
nel tempo.

Chi mi ha ascoltato,
chi mi ha amato,
chi ha sentito la mia energia
ne porta ancora dentro
una traccia.

Il mio spirito,
come un fiume verso il mare,
si riversa
nel grande oceano
dell’essere.

 

 

 

Numero3346.

 

da  QUORA

 

Scrive Gaetano Antonio Riotto, corrispondente di QUORA

 

U N A    S T O R I A    D I    O G G I

 

Una maestra stava correggendo i compiti dei suoi studenti.

Nel frattempo, suo marito passeggiava per casa con lo smartphone in mano, immerso nel suo gioco preferito.

Quando arrivò all’ultimo compito da correggere, la maestra iniziò a piangere in silenzio.

Il marito, vedendola, le chiese:

— Cosa è successo?

La moglie rispose:

— Ieri ho dato come compito ai miei studenti di scrivere qualcosa sul tema “IL MIO DESIDERIO”.

Il marito disse:

— Va bene, ma perché piangi?

La moglie, trattenendo le lacrime, rispose:

— Correggendo l’ultimo compito, non sono riuscita a trattenere il pianto.

Il marito, incuriosito, chiese:

— Cosa c’era scritto di così commovente?

La moglie cominciò a leggere:

Il mio desiderio è diventare uno smartphone.

I miei genitori amano molto il loro smartphone.

Si prendono cura del loro smartphone al punto che a volte si dimenticano di prendersi cura di me.

Quando mio padre torna stanco dal lavoro, ha tempo per il suo smartphone, ma non per me.

Quando i miei genitori stanno facendo qualcosa di importante e lo smartphone squilla, al primo squillo rispondono subito, ma non fanno altrettanto con me…

anche se sto piangendo.

Giocano con il loro smartphone, ma non con me.

Quando parlano con qualcuno al telefono, non mi ascoltano, anche se sto dicendo qualcosa di importante.

Quindi, il mio desiderio è diventare uno smartphone.

Dopo aver ascoltato quelle parole, il marito si commosse e chiese alla moglie:

— Chi ha scritto questo tema?

La moglie, con gli occhi lucidi, rispose:

— NOSTRO FIGLIO.

 

GENITORI, ricordate:

I dispositivi elettronici sono utili, ma sono pensati per facilitarci la vita, non per sostituire l’amore verso la famiglia e le persone care.

I bambini vedono e sentono tutto ciò che accade intorno a loro.

Le esperienze si imprimono nella loro mente lasciando segni che durano per tutta la vita.

Prendiamocene cura, affinché crescano con i valori giusti e senza falsi bisogni.

Numero3332.

 

Scrive Priscilla Colangelo

 

T R A T T I    D’ I N T E L L I G E N Z A

 

La vera intelligenza non si limita alle capacità cognitive tradizionali. Secondo gli esperti in psicologia, si manifesta attraverso nove segni essenziali che rivelano una comprensione più profonda di sé e degli altri.

Tratti come la curiosità intellettuale, l’intelligenza emotiva e il pensiero critico giocano un ruolo determinante nella nostra capacità di navigare in un mondo complesso.

Queste caratteristiche, tra le altre, indicano una adattabilità e una resilienza di fronte alle sfide.

 

Essenziale delle informazioni

  • La curiosità intellettuale e l’intelligenza emotiva sono indicatori chiave dell’intelligenza autentica.
  • L’adattabilità e l’apertura mentale sono essenziali per navigare in condizioni mutevoli.
  • La consapevolezza di sé e l’empatia rafforzano le relazioni interpersonali e la comprensione delle emozioni.
  • La resilienza e l’umiltà sono necessarie per continuare a imparare e a svilupparsi intellettualmente.

La Curiosità Intellettuale

La curiosità intellettuale è un indicatore chiave della veritiera intelligenza.

Questa qualità spinge gli individui a esplorare, a porre domande e a cercare conoscenze oltre le informazioni superficiali.

Un individuo curioso non si accontenta delle risposte facili; cerca di comprendere le ragioni sottostanti e i meccanismi che governano il mondo.

Questo approccio inquisitivo è essenziale per sviluppare un pensiero critico e per impegnarsi in un apprendimento continuo per tutta la vita.

L’Intelligenza Emotiva

L’intelligenza emotiva (EQ) è la capacità di gestire le proprie emozioni e quelle degli altri.

Gioca un ruolo centrale nelle interazioni sociali e professionali.

Le persone con un EQ elevato sono spesso in grado di mantenere relazioni armoniose, risolvere conflitti e navigare in situazioni emotive complesse.

Questa competenza consente anche di comprendere meglio le motivazioni e i sentimenti degli altri, favorendo così una comunicazione efficace ed empatica.

L’Adattabilità

L’adattabilità riflette l’intelligenza consentendo di adeguarsi a nuove condizioni.

In un mondo in rapida evoluzione, essere in grado di cambiare rotta di fronte alle sfide è cruciale.

Gli individui adattabili sono spesso più capaci di cogliere le opportunità e di superare gli ostacoli.

Sono anche aperti all’innovazione e al cambiamento, il che li aiuta a prosperare in ambienti dinamici.

L’Apertura Mentale

L’apertura mentale implica la volontà di esplorare diverse prospettive.

Le persone aperte sono ricettive alle nuove idee e alle opinioni divergenti, il che consente loro di comprendere meglio contesti vari.

Ciò favorisce non solo l’arricchimento personale, ma anche una collaborazione efficace all’interno di team dove si incontrano diversi punti di vista.

Questa capacità di considerare alternative è un prezioso vantaggio nella risoluzione di problemi complessi.

La Consapevolezza di Sé

La consapevolezza di sé è essenziale per comprendere le proprie emozioni e il loro impatto sugli altri.

Gli individui consapevoli di sé sono in grado di riconoscere le proprie forze e debolezze, il che consente loro di migliorarsi continuamente.

Essendo attenti alle proprie emozioni, possono anche gestire meglio le reazioni degli altri, creando così interazioni più autentiche e costruttive.

 

L’Empatia

L’empatia, che significa comprendere e condividere i sentimenti degli altri, manifesta un’intelligenza profonda.

È indispensabile per stabilire relazioni solide e per sostenere gli altri nei momenti difficili.

Gli individui empatici possono creare un ambiente di fiducia e rispetto, il che favorisce la crescita personale e collettiva.

L’empatia va oltre la semplice simpatia; implica una reale comprensione delle emozioni di coloro che ci circondano.

La Resilienza

La resilienza, o la capacità di rialzarsi dopo delle sconfitte, indica una forza intellettuale.

Questo tratto consente agli individui di affrontare le avversità senza lasciarsi abbattere.

Le persone resilienti vedono i fallimenti non come delle fini, ma come delle occasioni di apprendimento.

Comprendono che ogni sfida superata rinforza la loro capacità di gestire future difficoltà, e spesso sono un modello di forza per coloro che li circondano.

L’Umiltà

L’umiltà dimostra il riconoscimento che c’è sempre da imparare.

In un mondo in cui l’informazione è in continua evoluzione, essere umili permette di rimanere aperti agli insegnamenti degli altri, qualunque sia la loro origine.

Le persone umili sono spesso rispettate e apprezzate, poiché non sono arroganti e riconoscono i contributi degli altri. Questa disposizione favorisce un clima di apprendimento reciproco e di crescita collaborativa.

Il Pensiero Critico

Il pensiero critico è cruciale; consente di analizzare oggettivamente le informazioni e di formulare giudizi ragionevoli.

In un’epoca in cui le fake news e la disinformazione sono diffuse, sviluppare la capacità di valutare e mettere in discussione le fonti di informazione è fondamentale.

I pensatori critici sono capaci di distinguere il vero dal falso, di identificare i pregiudizi e di prendere decisioni informate, il che è essenziale nel mondo moderno.

Numero3331.

 

da  QUORA

 

Scrive Ascanio Guerriglieri, corrispondente di QUORA

 

P E N S I E R I    E    C O M P O R T A M E N T I

 

1. Avrai sempre problemi. Impara a goderti la vita mentre li risolvi.

2. Le persone non decidono il loro futuro, decidono le loro abitudini.
E le loro abitudini determinano il loro futuro.

 3. Nella vita puoi controllare solo due cose: il tuo impegno e il tuo atteggiamento.

4. Non chiederti come iniziare. Inizia, e poi chiediti come migliorare.

5. La felicità dipende meno dal piacere e più dal trovare un senso nella vita.

6. La vita diventa più difficile quando ti aspetti troppo dagli altri e poco da te stesso.

7. La vita diventa più semplice quando pretendi molto da te stesso e poco dagli altri.
Poniti standard elevati, ma mantieni basse aspettative.

8. La metà dei tuoi problemi esiste solo nella tua testa: a volte ingigantisci cose che in realtà sono piccole.

9. Non cercare scorciatoie o segreti: quello che ti serve è la costanza.

10. Non permettere a tre cose di controllare la tua vita: le persone, i soldi e il passato.

11. Ogni sfida, persino una tragedia, nasconde un’opportunità.
Se impari a cercarla, puoi trasformare una situazione negativa in qualcosa di positivo o, almeno, puoi trarne qualcosa di utile.

12. Sii grato ogni giorno, perché, anche quando pensi di non avere nulla per cui ringraziare, la tua vita “normale” potrebbe essere il sogno di qualcun altro.

 

Alcune regole di vita da imprimere nella mente.

Autore ignoto.

Numero3330.

 

da  QUORA

 

Scrive Luciano Giovanni, corrispondente di QUORA

 

I L    C E R V E L L O    U M A N O

 

1. La capacità di archiviazione del cervello umano è praticamente illimitata.

2. Il cervello umano contiene 80-100 miliardi di neuroni.

3. Più di 100.000 reazioni chimiche si verificano nel cervello ogni secondo.

4. Il cervello umano è l’unico oggetto di qualsiasi tipo che può contemplare se stesso.

5. Il cervello umano pesa circa 1,4 kg (3 libbre).

6. Il cervello umano può generare circa 23 watt di potenza (sufficiente per alimentare una lampadina).

7. Il sessanta percento del cervello umano è fatto di grasso. Questo lo rende l’organo più grasso nel corpo umano.

8. Il cervello utilizza il 20 percento del totale dell’ossigeno e dell’energia del corpo.

9. Il cervello non ha recettori del dolore, quindi non può provare dolore causato dall’esterno.

10. Si ritiene che un cervello medio generi fino a 50.000 pensieri al giorno.

11. Il cervello umano ha una configurazione di pilota automatico che ci consente di svolgere compiti comuni, come la guida, senza pensarci attivamente.

12. Il  cervello non dorme mai mentre si dorme: è impegnato a eseguire il proprio mantenimento.

13. Quando una persona muore fisicamente, ha ancora 7 minuti di attività cerebrale.

Numero3317.

 

da  QUORA

 

Scrive Rose Bazzoli, corrispondente di QUORA.

 

PERCHÈ   ALL’ INIZIO   SI TENDE  A  IDEALIZZARE  IL  PARTNER ?

 

Perché lo si vede sempre al top. Non penso che qualcuno si presenti ai primi appuntamenti con la barba spinosa di tre giorni e il bisogno urgente di farsi una doccia. Naturalmente, lo sappiamo che è un essere umano come tutti, soggetto alle necessità quotidiane di tutti, ma non lo vediamo (ancora) in quei frangenti.

Questa versione edulcorata, unita allo sforzo di essere paziente e accondiscendere ai nostri desideri fa sì che lo vediamo in modo poco realistico. È così sollecito e carino! Ci corteggia, fa complimenti, ci ascolta!

Ovviamente, noi facciamo altrettanto e così l’incantesimo è reciproco.

Si pensa di aver trovato il partner ideale e “il guaio è fatto”.

Ho visto coppie innamoratissime non resistere un anno insieme, perché, diciamola tutta, la quotidianità è ben diversa dai primi appuntamenti. E poi il lavoro, lo stress, la stanchezza hanno spesso la meglio e tirano fuori il peggio di noi.

Se non ci sono buone qualità, al di là dell’aspetto esteriore più o meno piacente, se non ci sono interessi comuni e un progetto di famiglia da costruire assieme, se non c’è uno sforzo reciproco e non si sviluppa tolleranza reciproca, quella figura idealizzata svanirà in poco tempo e non resterà nulla.

Numero3306.

 

M O N O T E I S M I

 

Sono 3 le Religioni sulla terra che sono moniteiste: Cristianesimo, Islamismo, Ebraismo.

Quando tu hai un dio solo, che è la verità assoluta, non puoi più dialogare con qualcun altro.

Nel monoteismo c’è il principio dell’intolleranza.

Cosa fanno le religioni monoteiste? Controllano i ventri, perché così hanno il potere in mano.

Il potere si esercita controllando le passioni e le passioni più forti sono quelle sessuali.

Numero3300.

 

da ORIZZONTESCUOLA.IT

 

18 Marzo 2025

 

La scrittura a mano, la memorizzazione e la lettura contro il “marciume cerebrale” causato dagli smartphone. Così le nuove indicazioni nazionali combattono gli effetti negativi della tecnologia

Non solo critiche e suggerimenti, le nuove Indicazioni nazionali proposte dal Ministero Valditara, incassano un giudizio estremamente positivo da parte di Andrea Cangini, direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi. Il quale, in un intervento su Italia oggi di Martedì 18 Marzo 2025 a Pagina 33, definisce l’enfasi sulla scrittura e la lettura individuate nelle Indicazioni come pratiche che possono contrastare gli effetti negativi derivanti dall’eccessivo utilizzo della tecnologia da parte delle nuove generazioni.

Di quali effetti parliamo?

Ne abbiamo già dato ampio spazio noi, attraverso un articolo che descriveva il fenomeno ormai noto come  “brain rot” o “marciscenza al cervello”. Il termine è stato scelto come parola dell’anno 2024 dalla Oxford University Press e, secondo Casper Grathwohl, presidente di Oxford Languages, il termine indica il deterioramento delle facoltà mentali, causato dall’abitudine di scorrere rapidamente contenuti superficiali, rendendo più difficile la memorizzazione e la concentrazione.

Ed è proprio sulla memorizzazione e concentrazione, nonché sugli effetti di ansia, depressione, disturbi alimentari e difficoltà di apprendimento che si concentra l’attenzione di Andrea Cangini.

La soluzione?

Scrittura manuale, memorizzazione, lettura, tutte attività che favoriscono il potenziamento dell’emisfero sinistro del cervello, responsabile del pensiero logico e analitico. Se questa area non viene adeguatamente sviluppata, ricorda Cangini, i ragazzi rischiano di dipendere esclusivamente dalla sfera emotiva, con un impatto negativo sulla loro capacità di valutazione critica e razionale.

Anche la particolare rilevanza data scrittura in corsivo e alla calligrafia, non solo per il loro valore tecnico, ha il suo motivo d’esistere, dal momento che stimola la coordinazione oculo-manuale e contribuiscono allo sviluppo del pensiero logico.

Gli studi

A dirlo non sono le Indicazioni nazionali, ma studi che hanno dimostrato gli effetti della calligrafia sullo sviluppo cognitivo dei bambini.

Ad esempio, uno studio norvegese ha rilevato che scrivere a mano attiva aree cerebrali legate all’elaborazione, all’attenzione e al linguaggio, migliorando l’apprendimento e la memoria. Inoltre, la scrittura manuale coinvolge processi cognitivi multipli, tra cui abilità motorie, memoria e elaborazione delle informazioni, favorendo uno sviluppo cognitivo più completo

Per quanto riguarda la calligrafia, questa non solo migliora la qualità della scrittura, ma contribuisce anche allo sviluppo delle capacità motorie e cognitive. I bambini che padroneggiano il corsivo e altri stili di scrittura manuale sviluppano una maggiore attività neuronale, possiedono un vocabolario più ampio e una maggiore capacità di comporre testi scritti rispetto a chi utilizza prevalentemente dispositivi elettronici.

Numero3274.

da  QUORA

 

Scrive Virgil Rusk, corrispondente di QUORA

 

T R U C C H I    P S I C O L O G I C I

 

1. Il Principio della Reciprocità

La reciprocità è una delle leggi fondamentali della psicologia sociale. Se fai qualcosa di positivo per qualcun altro, è più probabile che quella persona ti risponda in modo simile. Questo meccanismo è alla base di molte dinamiche sociali e può essere utilizzato per creare connessioni, rafforzare relazioni o ottenere un favore.

Come usarlo: Se vuoi che qualcuno faccia qualcosa per te, prova a offrire un piccolo favore prima. Le persone tendono a sentirsi in debito e saranno più inclini a rispondere positivamente.

2. L’effetto Dunning-Kruger

Questo fenomeno psicologico suggerisce che le persone con poca conoscenza su un argomento tendono a sovrastimare le proprie capacità in quell’area, mentre chi ha più esperienza o conoscenza tende ad essere più umile. È importante essere consapevoli di questo effetto, sia per non cadere nella trappola dell’arroganza, sia per imparare a riconoscere quando gli altri non hanno una comprensione adeguata di un tema.

Come usarlo: Essere consapevoli di questo effetto può aiutarti a evitare di subire influenze da chi non è esperto e a riconoscere le tue reali capacità in un dato contesto.

Numero3271.

 

da  QUORA

 

Scrive Manuelito, corrispondente di QUORA

 

D E G R A D O    S O C I A L E    E    C I V I L E

 

Nel 1969, il professor Philip Zimbardo dell’Università di Stanford, condusse un singolare esperimento di psicologia sociale.

Prese due auto identiche e le abbandonò per la strada in due posti molto diversi: una nel Bronx, la zona degradata di New York e l’altra a Palo Alto, zona ricca della California.

In poche ore l’auto nel Bronx fu saccheggiata e distrutta.

L’auto lasciata a Palo Alto, invece, rimase intatta.

E’ facile attribuire le cause del crimine alla povertà del quartiere del Bronx ma, tuttavia, l’esperimento continuò.

Quando, dopo una settimana, videro che l’auto di Palo Alto era ancora illesa, i ricercatori decisero di romperle un vetro.

Il risultato cambiò.

Furti e vandalismo ridussero il veicolo ad un rottame.

Come nel Bronx.

Perchè il vetro rotto in un’auto abbandonata in un quartiere tranquillo è in grado di innescare un processo criminale?

Non è la povertà, ma qualcosa che ha a che fare con il comportamento umano.

Un vetro rotto in un’auto abbandonata trasmette un senso di disinteresse e assenza di regole.

E ogni nuovo attacco subito dall’auto ribadisce quell’idea.

Successivi esperimenti hanno dimostrato che, se dopo aver rotto il vetro di una finestra di un edificio, non viene riparato, verranno presto rotti tutti gli altri.

Se una comunità presenta segni di deterioramento e questo sembra non interessare a nessuno, presto si svilupperà la criminalità.

Questa “teoria delle finestre rotte” è solo un’ipotesi valida a comprendere la degradazione della società e la mancanza di rispetto per i valori della convivenza civile.

Numero3247.

 

da  QUORA

 

Scrive Barbara Panunzio, corrispondente di QUORA.

 

S E G N A L I    D I    M A N C A N Z A    D I    A U T O S T I M A

 

  1. Deviare i complimenti: non riescono mai ad accettare un complimento, e cercheranno sempre di dimostrare come l’elogio sia sbagliato e che loro fanno schifo.
  2. Critica: prendono troppo sul serio le critiche e possono facilmente scaldarsi anche per critiche costruttive.
  3. Paragonarsi: si confrontano sempre con le altre persone, e il risultato è sempre che gli altri sono migliori di loro.
  4. Piacere alle persone: devono sempre ottenere l’approvazione di tutti e assicurarsi di piacere a tutti, perché in fondo non piacciono a loro stessi.
  5. Incapaci di prendere decisioni: non sono in grado di fare delle semplici scelte come quale cibo mangiare, perché è quasi come se il mondo finisse se fanno una scelta sbagliata.
  6. Nessuna cura di sé: non si prendono cura del loro aspetto o della loro salute perché non sentono di meritarsi tutte queste cose.
  7. Bisogno di scusarsi: si scusano anche se l’altra persona è in errore.
  8. Adorano spettegolare: adorano spettegolare su ciò che fanno gli altri perché non hanno nient’altro per contribuire alla conversazione.
  9. Frenesia 24/7: hanno sempre la tendenza a superare se stessi, perché non ritengono sufficiente lo sforzo che stanno già facendo. Si sentono in colpa se non si danno sempre da fare.
  10. Non riescono a tenere testa: tendono ad evitare lo scontro a tutti i costi anche se non vengono trattati bene. Troveranno molto difficile difendersi da soli.

Numero3228.

 

da  QUORA

 

Scrive Linus, corrispondente di QUORA

 

P E N S A C I    B E N E

 

La nonna diceva:

 

– Non ti fa male la schiena, ma il peso che porti addosso.

– Non ti fanno male gli occhi, ma l’ingiustizia o quello che ti tocca vedere.

– Non ti fa male la testa, ma i pensieri che porti dentro.

– Non ti fa male il collo, ma quello che non esprimi o quello che non dici.

– Non ti fa male lo stomaco, ma ciò che non digerisce la tua anima.

– Non ti fa male il fegato, ma la rabbia che porti addosso.

– Non ti fa male il cuore, ma l’assenza di amore. Sai che l’amore è la medicina più potente.