Numero2999.

 

da  QUORA

 

Scrive Cesio Endrizzi, corrispondente di QUORA.

 

E N I G M I    U L T R A T E R R E N I

 

L’Effetto Hutchison è un fenomeno misterioso che ha affascinato e sconcertato gli scienziati e gli appassionati del paranormale per decenni.

La sua origine e i suoi effetti sembrano sfidare le leggi conosciute della fisica e della realtà, portando a una serie di speculazioni e teorie su cosa potrebbe essere alla base di questa straordinaria manifestazione.

L’Effetto Hutchison prende il nome dal suo scopritore, il canadese John Hutchison, un ricercatore autodidatta che ha iniziato a esplorare i confini della scienza e della tecnologia nella sua casa laboratorio a Vancouver, Canada, negli anni ’80.

Mentre sperimentava con apparecchiature elettromagnetiche ad alta tensione, Hutchison ha fatto una scoperta straordinaria: oggetti metallici posti vicino ai suoi dispositivi iniziavano a muoversi, vibrare e persino sollevarsi nell’aria, senza alcuna apparente spiegazione razionale.

Le testimonianze dell’Effetto Hutchison sono state sia affascinanti che inquietanti.

Si dice che oggetti come chiavi, cucchiai e persino interi pezzi di metallo si comportino in modo anomalo quando esposti alle radiazioni elettromagnetiche prodotte dai dispositivi di Hutchison.

Alcuni hanno riportato che questi oggetti sembravano diventare “leggeri come una piuma”, mentre altri hanno visto metalli che si piegavano e deformavano senza alcuna forza apparente applicata.

Al di là del movimento fisico degli oggetti, ci sono state anche testimonianze di altri effetti, come la levitazione spontanea, l’illuminazione misteriosa e persino la fusione di materiali metallici.

Questi fenomeni sembrano sfidare ogni legge della fisica conosciuta, portando a speculazioni su possibili spiegazioni paranormali o dimensionali.

Nonostante gli sforzi di Hutchison e di altri ricercatori per comprendere e replicare gli effetti dell’Effetto Hutchison, rimane una certa ambiguità su cosa possa essere alla base di questo fenomeno.

Alcuni ipotizzano che si tratti di una forma avanzata di telecinesi o di manipolazione energetica, mentre altri suggeriscono che potrebbe essere collegato a dimensioni parallele o a manipolazioni temporali.

Ci sono anche teorie più pragmatiche che suggeriscono che l’Effetto Hutchison potrebbe essere il risultato di interferenze elettromagnetiche non intenzionali o di effetti collaterali di esperimenti segreti condotti dalle agenzie governative.

Tuttavia, fino a oggi, nessuna spiegazione soddisfacente è stata data per questo straordinario fenomeno.

L’Effetto Hutchison rimane uno dei misteri più affascinanti e inspiegabili del nostro tempo.

La sua origine e i suoi effetti continuano a sfidare la comprensione umana e a stimolare la nostra immaginazione.

Mentre la scienza cerca di svelare i segreti di questo fenomeno, rimane un punto di riferimento per coloro che cercano di comprendere i confini della realtà e dell’esistenza umana.

Numero2998.

 

P A R O L E    D E L    S E S S O

 

Non so se ci avete mai pensato, ma le parole italiane, sia quelle dotte che quelle popolari (comprese quelle dialettali) che denominano termini che riguardano la sfera sessuale, cominciano con la lettera F.

Secondo me, c’è una spiegazione che ha a che fare con l’onomatopea.

Fricare, in latino e anche in italiano, è un verbo che significa “sfregare, strofinare, stropicciare”.

Confricazione vuol dire strofinamento.

Le consonanti F e V vengono chiamate “fricative” labio-dentali, perché vengono pronunciate emettendo un soffio fra denti e labbra.

Le parole in questione sono: fica, fregna, fessa, fottere, fregare, foia, fregola, fellatio, fornicare, fava, vulva, vagina.

Anche in inglese, comincia con la F il verbo to fuck che vuol dire fottere.

Numero2996.

 

da  QUORA

 

Scrive Oliviero Zanardi, corrispondente di QUORA

 

È normale desiderare di fare sesso con altre donne, anche se si sta veramente bene con la propria?

 

Sì, è normale. Il desiderio è biologicamente normale.

È normale, in particolare per i maschi, meno per le femmine (e spiegherò questo “meno”) perché, piaccia o no, l’evoluzione ci ha fatti così.

Il fine di ogni specie è sopravvivere, ma per sopravvivere bisogna che ci sia la trasmissione dei geni di generazione in generazione.

Nelle specie dove la trasmissione avviene attraverso il sesso, se ciò non avviene… fine della specie.

Tra i mammiferi solo circa il 5% delle specie è fedele e tra i primati il 15%.

Al contrario la poligamia, e quindi l’infedeltà, è un istinto innato sia per i maschi che per le femmine.

Siamo quindi “traditori” per natura.

L’evoluzione è un po’ come la finanza: “diversifica” il rischio investendo su più linee genetiche.

L’uomo è un caso un po’ particolare.

In termini di dispendio energetico c’è chi teorizza che nel genere umano migliaia di anni di evoluzione hanno plasmato una strategia riproduttiva per la salvaguardia della specie differente tra maschio e femmina.

Nel maschio l’atto riproduttivo è a basso costo (emissione di sperma che a partire dalla pubertà si forma continuamente) e questo lo incoraggia ad accoppiarsi con più partner femminili possibili e quindi a tradire di più.

Per la donna invece la situazione è molto diversa. In primo luogo il “tesoro” che le viene fornito dalla Natura già alla nascita sotto forma di qualche milione di ovociti non maturi, viene in parte perduto per cui alla pubertà ne restano “solo” dai 300.000 ai 500.000 e mediamente a circa 45 anni solo qualche migliaio, contro i miliardi di spermatozoi prodotti dai testicoli nel corso della vita di un maschio.

Poi per lei l’atto sessuale ha un costo molto più alto di una semplice eiaculazione in termini di energie investite perché può concretizzarsi in una gravidanza.

Ecco perché la donna si è evoluta sviluppando una strategia che non consiste nell’accoppiarsi il più possibile, ma nell’assicurarsi un maschio con i migliori geni e che le garantisca una presenza costante e partecipe nell’accudimento della prole (da ciò il mito del macho e del miliardario).

Questo da un punto di vista biologico.

Altra cosa invece è rispondere alla domanda in una prospettiva etica, morale.

Ma qui entrano in gioco e sono prevalenti, categorie sociali, culturali e religiose su cui non mi addentro perché ognuno, sulla base di quelle categorie dà una sua risposta.

Numero2994.

 

da  QUORA

 

Scrive Giancarmine Faggiano, corrispondente di QUORA

 

Perché la gente si è imbastardita?

 

Perché la gente oggi è insoddisfatta, è centrata solo su se stessa, sull’egoismo, sulla maleducazione con punte sprezzanti di cattiveria denigratoria.

Si è persa, in altre parole, la volontà di essere in buoni e civili rapporti comunicativi e, soprattutto, essere gentili con le persone.

Prevale, insomma, sempre più la volgarità allo scopo di sentirsi più fighi e superiori agli altri.

Ma che fighi?

Sono solo degli sfigati che hanno perso il senso delle buone maniere.

Non sanno neanche che significhi “umiltà , emozioni, sentimenti fraterni nelle relazioni.”

Numero2993.

 

A S S E R T I V I T A’

 

Rischioso è parlare, quando intuisco.

Suprema azione è la non azione.

Suprema libertà è la spontaneità.

Non agendo, non volendo forzare

cose, situazioni, idee, persone,

ecco che tutto naturalmente accade.

Do il meglio alle mie intenzioni.

Questa è la virtù di cui mi nutro,

tanto più potente, se serbata in cuore.

Opero libero, spontaneo, naturale.

Così mi sento assolutamente assertivo.

Numero2992.

 

da  QUORA

 

Scrive Giancarmine Faggiano, corrispondente di QUORA

 

Come bisogna affrontare le nostre paure?

 

Le paure si affrontano con coraggio per vincerle e non trasformarle in angoscia.

È inutile somatizzare nel pensare al peggio.

Bisogna , invece, avere la consapevolezza che una paura è un’emozione e, se gestita adeguatamente, trasmette resilienza e coraggio in risposta alla funzione adattativa di fronte ad un ostacolo percepito come tale.

Essere in grado di superare le proprie paure, nelle difficoltà, diventa un’esperienza unica, perché consente di uscirne mentalmente rafforzati e più pronti per un’eventuale altra sfida psicologica futura.

È bellissimo credere di essere diventati più forti nei pensieri che governano le nostre azioni.

Così si rafforza l’autostima.

Numero2991.

 

da  QUORA

 

Scrive Simo, una corrispondente di QUORA

 

Cosa ti ha detto un prete che non dimenticherai mai?

 

In una delle rare confessioni che ho fatto, ho detto al prete di aver mentito a mio padre sul suo cancro terminale e sul fatto che stava morendo.

È stata una bugia concordata con mia madre che per me fu un atto d’amore, tenuto conto della sua fragilità di nervi e della sua facile tendenza alla depressione.

Si trattava di tre mesi di vita e finché è stato cosciente ho fatto del tutto per convincerlo che aveva una grave epatite, piuttosto che un tumore al fegato e che doveva fare delle terapie sperimentali.

Tutto questo solo per cercare di dargli più serenità possibile in quel breve tempo.

Di tutto ciò, il prete mi disse che avevo sbagliato e che ogni persona ha diritto di sapere che sta morendo.

Una risposta che mai e poi mai mi sarei aspettata da un uomo di chiesa che, a prescindere da ciò che poi realmente faccia nel suo privato (…), dovrebbe predicare l’amore verso il prossimo.

Ci sono rimasta talmente male, ma talmente male, anzi proprio di merda diciamolo, che non l’ ho mai dimenticato, né perdonato.

Eppure era un prete giovane e mi era sembrato anche molto appassionato e bravo.

Per fortuna non l’ho mai più rivisto, perché mi ha fatto veramente del male, poi detto da lui.

 

N.d.R.: ….dispensatori di terrorismo psicologico….secondo i dettami della Chiesa Cattolica Cristiana.

Numero2085.

 

A M O R E

 

L’amore è il bisogno di rendere felice la/il propria/o partner.

Assistere, sostenere, proteggere, rispettare l’altra/o, procurare, favorire il suo benessere e piacere sono atteggiamenti dello spirito che possono configurarsi come espressioni d’amore.

Se non senti questo impulso, probabilmente non si tratta di amore ma di qualcos’altro.

Se non fai felice lei/lui, non sei felice nemmeno tu.

E così scopri che amare un’altra persona è amare te stessa/o: la sua felicità è la tua.

È la forma di amore più raffinata, completa, universale che possa esistere.