Numero2993.

 

A S S E R T I V I T A’

 

Rischioso è parlare, quando intuisco.

Suprema azione è la non azione.

Suprema libertà è la spontaneità.

Non agendo, non volendo forzare

cose, situazioni, idee, persone,

ecco che tutto naturalmente accade.

Do il meglio alle mie intenzioni.

Questa è la virtù di cui mi nutro,

tanto più potente, se serbata in cuore.

Opero libero, spontaneo, naturale.

Così mi sento assolutamente assertivo.

Numero2085.

 

A M O R E

 

L’amore è il bisogno di rendere felice la/il propria/o partner.

Assistere, sostenere, proteggere, rispettare l’altra/o, procurare, favorire il suo benessere e piacere sono atteggiamenti dello spirito che possono configurarsi come espressioni d’amore.

Se non senti questo impulso, probabilmente non si tratta di amore ma di qualcos’altro.

Se non fai felice lei/lui, non sei felice nemmeno tu.

E così scopri che amare un’altra persona è amare te stessa/o: la sua felicità è la tua.

È la forma di amore più raffinata, completa, universale che possa esistere.

Numero2980.

 

G I O C O    C O N    L E    P A R O L E    (curiosità paradossali)

 

AMBASCIA = oppressione spirituale, accoramento stringente, grave difficoltà di respiro.

Allora, perché si dice: AMBASCIATOR  NON  PORTA  PENA ?

E ancora.

Se la terra è rotonda (o tondeggiante) e non piana (o piatta),

allora, perché viene considerata un pianeta?

Numero2979.

 

E S T    M O D U S    I N    V E R B I S           ( C’ È    U N    M O D O    N E L    D I R E    L E    C O S E )

 

Una circonlocuzione elegante,

accademicamente cruscante,

è un ipocrita e surrettizio

trucco della mente, un artifizio

per ingentilire un po’ il pensiero

che non è, per questo, meno sincero.

Una espressione diretta, papale,

pure se sembra che suoni un po’ male,

ha, però, la sua chiara verità,

persino con palese volgarità.

Non c’è regola nel dire le cose,

che siano interessanti o noiose.

Così, nella scelta delle parole,

talvolta, quello che ci va ci vuole.

Numero2978.

 

H O    I M P A R A T O

 

Ho imparato a dire “non fa niente”,

anche quando ci tenevo moltissimo.

Ho imparato a dire “me l’aspettavo”,

anche quando sono rimasto spiazzato.

Ho imparato a dire “va tutto bene”,

anche se mi è crollato il mondo addosso.

Ho imparato a chiudere gli occhi

e a fingere un sorriso, anche se

mi sono sentito morire dentro.

Ho imparato a mandare giù

i bocconi amari, per poter godere

di quelli dolci, quando capiteranno.

Ho imparato a stringere i denti,

a non demordere e ad andare avanti.

Numero2977.

 

L A    V I T A

 

Abbi cura di ogni momento

perché questa è la tua vita,

un viaggio bellissimo

pieno di gioie e di sfide.

Abbraccia tutta la felicità

che si presenta, non importa

quanto fugace possa essere.

Lascia andare preoccupazioni

e rimpianti, e concentrati

sul presente e sul futuro.

Circondati di amore,

di risate e di ricordi cari.

La vita è troppo bella per

essere tutto tranne che felice.

Numero2968.

 

 

L I B E R I S M O    E    C O M U N I S M O

 

Gli esseri umani non sono tutti uguali ma, secondo natura, tutti diversi.
Già dalla culla sono diversi, per il tempo, il luogo, la situazione sociale ed economica.
Li rende uguali solo la tomba.
Non voglio farmi dettare le regole del percorso dell’esistenza dalla morte, ma dalla nascita.
La vita, a mio avviso, è una gara ad handicap: la linea di partenza è uguale per tutti, ma tutti partono con delle penalizzazioni e con dei privilegi. Sta all’individuo superare le differenze della competizione attraverso il suo impegno. Questo è il suo merito. E il suo premio è in questa vita.
Per me è inconcepibile che la morale collettiva debba prevalere su quella individuale.
Se questa visione del mondo viene instaurata, si tolgono agli esseri umani le facoltà di compensare, recuperare, superare gli handicap di partenza, con un appiattimento generale e innaturale.
Il merito personale, che è il vero valore della vita, viene distrutto e prostituito all’interesse collettivo che, se pur garantisce la facile governabilità del sistema, però, privilegia la casta di coloro che gestiscono il potere di farla osservare.

Numero2964.

 

C H I A R O V E G G E N Z A

 

Io sono del segno del Cancro e, senza volerla e cercarla, mi sono imbattuto in questa notizia che mi ha un poco sorpreso, proprio perché mi riguarda, ma che non avevo mai preso in considerazione:

Quando si dice che nessuno conosce se stesso come dovrebbe ….

“La CHIAROVEGGENZA, ovvero il Sesto Senso, è il superpotere delle persone nate sotto il segno del Cancro.

Nel mondo dei fumetti, un cancerino sarebbe un mutante con poteri telecinetici.

Nel mondo reale, ha sempre in testa quel qualcosa in più che lo fa andare 10 passi più avanti agli altri, un intuito che difficilmente sbaglia”.

C’è puzza d’incenso in giro ….?

Numero2963.

 

M O M E N T I    D I    S O L I T U D I N E

 

Sì, io me li ritaglio spesso e a lungo ed in un ambiente confortevole e rassicurante come casa mia.

Li adoro perché rappresentano una crescita personale ed un bisogno interiore.

I momenti di solitudine, infatti, non sono mica una prigione.

Al contrario, un isolamento non momentaneo cercato e voluto, è uno stare bene con se stessi, riflettere, trovare soluzioni, specchiarsi nella propria intima spiritualità.

La solitudine forzata, invece , investe uno stato emotivo differente nel quale emergono solo aspetti negativi.

Un essere umano caratterialmente normale e semplice è, di solito, più propenso a stare con gli altri ma, a volte, succede che ci si può ritrovare a star male se circondati da tante persone.

Un soggetto forte ed acculturato, invece, si sa appartare con i propri pensieri per sentirsi libero nella sua indipendenza spazio – temporale esplorativa e riflessiva.

Chi non sa stare bene da solo, difficilmente può essere un buon compagno.