Numero3268.

 

da  QUORA

 

Scrive Thierry, corrispondente di QUORA

 

A L T R E    L E Z I O N I    D I    V I T A

 

  1. Essere soli è potente; ti fa capire che hai ancora più bisogno di te stesso.
  2. Più conosci te stesso, meno hai bisogno dell’approvazione degli altri.
  3. Finché non ti sentirai a tuo agio a stare da solo, non saprai se stai con qualcuno per amore o per solitudine.
  4. Generiamo paure quando stiamo seduti; le superiamo attraverso l’azione.
  5. Non voltarti indietro, non andrai da quella parte.
  6. Alzati e affronta le tue paure, altrimenti ti sconfiggeranno.
  7. Se vuoi prendere la decisione sbagliata, chiedi a tutti.
  8. Fai attenzione a come parli a te stesso, perché stai ascoltando.
  9. Il modo migliore per mantenere la parola data è non mantenerla.
  10. Se le persone si riprendessero il dolore che ti hanno causato, perderesti la forza che hai guadagnato.
  11. La vita ti metterà alla prova prima di benedirti.
  12. Alla fine, ci pentiamo solo delle opportunità che non abbiamo colto.
  13. Se ti concentri sulla ferita, continuerai a soffrire; se ti concentri sulla lezione, continuerai a crescere.
  14. La magia che cerchi è nel lavoro che eviti.
  15. Concentrati sul gradino davanti a te, non sull’intera scala.
  16. Non rivelare mai il tuo prossimo passo; fai il grande passo.
  17. L’azione genera più chiarezza del pensiero; non puoi pensare a una nuova vita, devi agire per realizzarla.
  18. Il modo più rapido per raggiungere il successo è iniziare ora e scoprire strada facendo.
  19. Se ti chiedi costantemente se qualcosa è giusto per te oppure no, la risposta di solito è no.
  20. La mancanza di limiti porta alla mancanza di rispetto.

Numero3266.

 

da  QUORA

 

Scrive Stefano Russo, corrispondente di QUORA

 

C O N S I G L I    P E R    L A    V I T A

 

1- Non contattare mai un ex e non rispondere se lui / lei ti contatta.

2- Sii pronto se gli altri ti odiano, quando dai la priorità a te stesso. È inevitabile.

3.- Impara una seconda lingua.

4- Non aspettarti che i tuoi genitori supportino la tua scelta di carriera.

5- Preparati a perdere alcuni buoni amici. Sono transitori come tutti gli altri.

6- Taglia dalla dieta lo zucchero raffinato, il sale e il grasso.

7- Non combattere gli haters. Abbi pietà di loro.

8- Abbandona un lavoro opprimente. Nessuna somma di denaro vale la tua salute mentale.

9- Stai focalizzato sui tuoi obiettivi, stai lontano dai pettegolezzi dell’ufficio.

10- Sii onorevole.

11- Impara a dire di no, quando ritieni che sia necessario.

12- Sopporta le persone maligne che ti si avvicinano, online e offline, man mano che il tuo successo aumenta.

13- Se fa male qualcosa che non ti ha mai disturbato prima, consulta subito un buon medico.

14- I social media possono essere utili, se usati bene e in dosi molto ridotte.

15- Prendi un gatto o un cane.

16- Stai lontano dagli appuntamenti online. Le probabilità di incontrare qualcuno onesto sono quasi zero.

17- Sii grato per i piccoli piaceri.

18- Non essere troppo amichevole con i bambini di qualcun altro.

19- Il tuo duro lavoro probabilmente passerà inosservato. Non ti arrabbiare per questo.

20- Prova cibi sconosciuti ed esotici.

21- Rispetta sempre le abitudini locali, se sei all’estero.

22- Resta umile.

Numero3263.

 

da  QUORA

 

Scrive Edoardo Della Valle, corrispondente di QUORA

 

L E Z I O N I    D I    V I T A

 

  1. Di questi tempi, le persone non vogliono sentire la tua opinione, vogliono sentire la loro opinione che esce dalla tua bocca.
  2. La chiave per una vita felice è trovare la persona con cui non vuoi mai smettere di fare nuove cose da ricordare.
  3. Non lasciare che ti trattenga la paura di ciò che gli altri pensano. Non devi dare un resoconto alle persone per quello che hai fatto con la tua vita; stai andando a dare un resoconto a Dio, ma prima, comincia a darlo a te stesso.
  4. Non puoi far fare alle persone ciò che tu credi non sia giusto. Non lasciare che le loro scelte povere inaspriscono la tua vita. Devi proteggere la tua pace.
  5. Conoscere la differenza tra rompere le relazioni ed essere pazienti è tutto. Eccola la differenza : se quella persona inizia ad influire negativamente sulla tua salute mentale, tagliala fuori. Le persone negative non saranno mai soddisfatte, né ammetteranno mai di aver sbagliato.
  6. Non puoi ingannare qualcuno se sei innamorato di lui, non lo puoi fare, non lo potresti nemmeno immaginare. Se puoi ingannare qualcuno di cui affermi di essere innamorato, allora non sei innamorato: non sprecare il tuo e il suo tempo, chiarisci quali sono le tue intenzioni/sentimenti.
  7. Non permettere a qualcuno di tornare nella tua vita perché hai avuto una storia insieme. Se il vostro rapporto è passato da qualcosa di bello al caos, lascia andare quei ricordi. Dovete accettare il fatto che il passato non sarà mai il futuro. Smettete di tornare a ciò che il vostro cuore sta cercando di guarire.
  8. Cosa c’è che non va nel mandare prima un sms o rispondere immediatamente a un txt? Cosa c’è di male nel chiamare e dire a quella persona che ti manca? Cosa c’è di male nel mostrarti che ti interessa? Sii reale e metti da parte il tuo orgoglio.
  9. Una volta che sei maturato, ti rendi conto che il silenzio è più potente che dimostrare la propria ragione.
  10. Ogni fallimento ti sta preparando al meglio . Non puoi avere tanta paura del fallimento da non uscire dalla tua zona di comfort. Imparerai di più attraverso il fallimento che attraverso il successo.

Numero3258.

 

da  QUORA

 

Scrive Ion, corrispondente di QUORA

 

A L C U N I    P R E C E T T I    D I    V I T A    Q U O T I D I A N A

 

  • Non prestare mai soldi ai tuoi amici, perderai soldi e amicizia.
  • I lettori sono dei leader.
  • Non spendere tutti i tuoi soldi oggi, sperando di guadagnarne di più domani.
  • Nessuno si identifica con i poveri.
  • Smetti di pensare e inizia ad agire.
  • Sii modesto. Non c’è nulla di cui vantarsi.
  • Vivi all’altezza delle tue aspettative e vivi secondo il tuo vero io.
  • Impara a dire dire “sì” e “no”.
  • Non incolpare gli altri per gli errori che hai commesso.
  • Lavora prima per te stesso.
  • Oggi è molto difficile, domani sarà più difficile, dopodomani ci sarà il sole.
  • Quando smetti di imparare, morirai.
  • È normale fare errori perché stai migliorando.
  • L’esperienza non è il miglior insegnante. Impara dall’esperienza degli altri.
  • Non dire mai ai tuoi cari che sei troppo occupato.

 

 

 

Numero3254.

 

da  QUORA

 

Scrive Edoardo Della Valle, corrispondente di QUORA.

 

D U R E    L E Z I O N I    D I    V I T A

 

  • Nessun uomo vuole una donna accessibile a tutti gli uomini.
  • Raggiungerai l’età in cui puoi facilmente dire che la relazione non funzionerà, solo dalla conversazione e non solo dal sesso.
  • Se devi pregare qualcuno di fare il minimo indispensabile per te e se devi continuare a dirgli come meritavi di essere trattato meglio, non merita di starti accanto.
  • Le bandiere rosse che ignori all’inizio, cercando di vedere il buono nelle persone, ti costeranno in seguito.
  • Solo perché una persona ti tiene in giro non significa che ti ami. Ricorda che la gente compra i gatti solo per sbarazzarsi dei topi.
  • Se il SESSO è tutto ciò di cui ti occupi in una relazione, allora significa che in realtà sei vuoto. Una relazione sana ha uno scopo! Condividere insieme visioni e valori.
  • Nella vita, devi imparare a smettere di aprire le porte alle persone tossiche e dare loro spazio nella tua mente, e chiamarlo “cercare la chiusura!” Stai ritardando il tuo processo di guarigione.
  • Evita i danneggiati, gli infelici e gli sfortunati.
  • La rabbia apre la bocca e chiude la mente.
  • Come donna, capisci che gli uomini diranno e faranno qualsiasi cosa per dormire con te. Guarda le azioni, non lasciarti accecare dalle parole. Chiunque può parlare di un buon gioco, ma ci vuole un vero giocatore per giocarne uno.

Numero3252.

 

da  QUORA

 

Scrive L’Aube, corrispondente di QUORA

 

 

1. Movimenti silenziosi, risultati rumorosi.

2. Eleva le tue parole, non la tua voce.

3. Quando la fiducia viene infranta, il perdono non significa nulla.

4. Sii chi sei, non quello che il mondo vuole che tu sia.

5. Mantieni basse le tue aspettative e alto il tuo valore.

6. Non inseguire mai la perfezione, solo il reale.

7. Tutte le persone hanno due facce: la prima è quella che hanno paura di mostrare e l’altra è quella che non sono in grado di nascondere.

8. Smetti di dare il 100% alle persone che ti danno il 50%.

9. Niente può farti più male di quanto la tua mente consenta.

10. La bellezza attira l’attenzione ma il carattere attira il cuore.

Numero3246.

 

da  QUORA

 

Scrive Marco, corrispondente di QUORA

 

B A N A L I T A’    I N    A M O R E

 

Secondo me la cosa più banale, e anche più sbagliata, in un rapporto d’amore è pensare che l’altro debba completarti.

Troppa gente crede che amare significhi colmare i propri vuoti con la presenza del partner, aspettarsi che sia sempre lì a risolvere, a dare senso alle giornate, a riempire ogni silenzio.

Ma l’amore non è una stampella.

Se non sai stare in piedi da solo, prima o poi diventi un peso.

L’amore vero è tra due persone intere, non tra due metà che si aggrappano l’una all’altra per non cadere.

Numero3245.

 

da  QUORA

 

Scrive Lola, corrispondente di QUORA

 

C O M E    S I    F A    A    V I V E R E    P I U’    A    L U N G O ?

 

  • Evitare di mangiare troppo. Una riduzione del 10-50% dell’apporto calorico normale può aumentare la durata massima della vita;
  • Bere caffè o tè. Sia il caffè che il tè sono collegati a un ridotto rischio di malattie croniche. Bene, ora mi sento giustificata a bere almeno 3 tazze di tè al giorno;
  • Non sedersi tutto il giorno. Solo 10 minuti di attività leggera al giorno possono ridurre il rischio di morire;
  • Fare sesso. Le persone che rimangono sessualmente attive con l’età tendono a vivere più a lungo;
  • Avere uno scopo nella propria vita;
  • Aiutare le persone. In questo momento, sono troppo misantropa per vedere qualcuno.
  • Guardare i video dei gatti. Uno studio dell’Università dell’Indiana ha scoperto che la visione di video sui gatti ha dato ai partecipanti più energia e positività e hanno provato meno emozioni negative come l’ansia;
  • Cantare, anche se si è stonati;
  • Mangiare ​​cioccolato fondente.

Numero3192.

 

Mandato con WHATSAPP dalla mia amica Giuliana.

Oggi è il primo giorno dell’anno 2025.

 

QUESTO È PROPRIO CENTRATO. …LEGGILO LENTAMENTE… NON SO CHI L’ABBIA SCRITTO, MA IMMAGINO CHE SIA STATO UN ANZIANO!!! HO INIZIATO A LEGGERE VELOCEMENTE FINO A QUANDO HO RAGGIUNTO LA TERZA FRASE. MI SONO FERMATO E HO RICOMINCIATO A LEGGERE PIÙ LENTAMENTE E PENSANDO AD OGNI PAROLA. QUESTO È MOLTO STIMOLANTE. TI FA FERMARE E RIFLETTERE.

E POI È INVERNO

Sai… il tempo ha un modo di muoversi velocemente e di coglierti di sorpresa con il passare degli anni.
Sembra solo ieri che ero giovane, appena sposato e avviandomi verso una nuova vita con il mio partner. Eppure, in un certo senso, sembra che sia passato un secolo, e mi chiedo dove siano finiti tutti quegli anni. So di averli vissuti tutti. Ho frammenti di come era allora e di tutti i miei sogni e speranze. Ma eccolo qui… l’inverno della mia vita, e mi coglie di sorpresa… Come ci sono arrivato così in fretta? Dove sono andati gli anni e dove è andata la mia giovinezza?

Ricordo bene di aver visto persone anziane nel corso degli anni e di aver pensato che quelle persone anziane erano lontane anni luce da me e che l’inverno fosse così lontano che non riuscivo a immaginarlo o a comprenderlo completamente. Ma eccolo qui… i miei amici sono in pensione e stanno diventando grigi… si muovono più lentamente e ora vedo una persona anziana. Alcuni sono in condizioni migliori e altri peggiori di me… ma vedo il grande cambiamento… Non come quelli che ricordo giovani e pieni di vita… ma, come me, la loro età inizia a mostrarsi e ora siamo quelle persone anziane che vedevamo e che non pensavamo saremmo mai stati.

Ogni giorno ora, scoprire che farsi una doccia è un vero obiettivo per la giornata! E fare un pisolino non è più un piacere… è obbligatorio! Perché se non lo faccio di mia volontà… mi addormento semplicemente dove mi trovo!

E così… ora entro in questa nuova stagione della mia vita impreparato per tutti i dolori e le perdite di forza e capacità di fare le cose che desideravo fare ma che non ho mai fatto!

Ma, almeno so, che anche se l’inverno è arrivato e non so quanto durerà… so che quando sarà finito su questa terra… NON sarà finito. Inizierà una nuova avventura!

Sì, ho rimpianti. Ci sono cose che avrei voluto non fare… cose che avrei dovuto fare, ma davvero, ci sono molte cose che sono felice di aver fatto. È tutto in una vita.

Quindi, se non sei ancora nel tuo inverno… lascia che ti ricordi che arriverà più velocemente di quanto pensi. Quindi, qualunque cosa tu desideri realizzare nella tua vita, fallo velocemente! Non rimandare le cose troppo a lungo!

La vita passa velocemente. Quindi, fai quello che puoi oggi, poiché non puoi mai essere sicuro se questo è il tuo inverno o no! Non hai la promessa di vedere tutte le stagioni della tua vita… quindi, vivi per oggi e dì tutte le cose che vuoi che i tuoi cari ricordino… e spera che ti apprezzino e ti amino per tutte le cose che hai fatto per loro negli anni passati!

“La vita” è un dono per te. Il modo in cui vivi la tua vita è il tuo dono per coloro che vengono dopo di te. Rendilo fantastico.

VIVI BENE! GODITI OGGI! FAI QUALCOSA DI DIVERTENTE! SII FELICE! PASSA UNA BELLA GIORNATA!

RICORDA:….
“La vera ricchezza è la salute e non pezzi d’oro e d’argento.”

VIVI FELICE QUEST’ANNO E OGNI ANNO!

INFINE, CONSIDERA QUESTO:
OGGI È IL GIORNO PIÙ VECCHIO CHE TU ABBIA MAI VISSUTO, MA ANCHE IL PIÙ GIOVANE CHE TU AVRÀ MAI, QUINDI – GODITI QUESTO GIORNO FINCHÉ DURA.

~I tuoi figli stanno diventando te…
~Uscire è bello.. Tornare a casa è meglio!
~Dimentichi i nomi… Ma va bene perché anche altre persone dimenticano di averti conosciuto!!!
~Ti rendi conto che non sarai mai veramente bravo in niente.
~Le cose che ti piaceva fare, non ti interessa più farle, ma ti preoccupa davvero di non interessarti più a farle.
~Dormi meglio su una poltrona con la TV accesa che a letto. Si chiama “pre-sonno”.
~Ti mancano i giorni in cui tutto funzionava con un semplice interruttore “ON” e “OFF”.
~Tendi a usare più parole di 4 lettere … “cosa?”…”quando?”… “cosa?” . ???
~Ora che puoi permetterti gioielli costosi, non è sicuro indossarli da nessuna parte.
~Noti che tutto ciò che vendono nei negozi è “senza maniche”?!!!
~Quelli che erano lentiggini ora sono macchie di fegato.
~Tutti sussurrano.
~Hai 3 taglie di vestiti nel tuo armadio…. 2 delle quali non indosserai mai.
~Ma il vecchio è buono in alcune cose: vecchie canzoni, vecchi film e soprattutto, vecchi amici e vecchi parenti….!!!

Non è ciò che raccogli, ma ciò che spargi che racconta che tipo di vita hai vissuto.

 

A Giuliana così ho risposto:

Ieri è storia, domani è mistero, oggi è dono: per questo lo chiamiamo “presente”.
Carpe Diem è sempre stato il mio mantra.
Mandi.

Numero3189.

 

da  QUORA

 

UN  ELENCO  DI  MEDICINE  NON  DISPONIBILI  IN  FARMACIA

 

Questa che segue è la somma di due elenchi stilati da due corrispondenti di QUORA:

Roberto Romoli e Jason Deglianelli.

Li ho mescolati e integrati per ottenerne uno solo che, pur con qualche ripetizione, mi pare molto completo.

 

ELENCO DEI FARMACI NON DISPONIBILI IN FARMACIA:

 

01. L’esercizio fisico è una medicina.

02. Svegliarsi presto è una medicina.

03. Un’alimentazione equilibrata è una medicina.

04. Ridere è una medicina.

05. Un buon atteggiamento è una medicina.

06. Il sonno è una medicina.

07. La meditazione è una medicina.

08. Amare qualcuno è una medicina.

09. Essere amati è una medicina.

10. Il rispetto è una medicina.

11. Mettere da parte le offese è una medicina.

12. Essere sorpresi e meravigliarsi è una medicina.

13. Leggere e nutrire l’anima con la spiritualità è una medicina.

14. Cantare e ballare è una medicina.

15. Abbracciare i propri cari è una medicina.

16. Pensare bene e pensare nel giusto stato d’animo è una medicina.

17. Confidare e credere in un potere spirituale superiore è una medicina.

18. I buoni amici sono una medicina.

19. Essere perdonati e perdonare gli altri è una medicina.

20. Prendere il sole con molta moderazione è una medicina.

21. Il cibo che offre la natura è una medicina.

22. Scrivere a te stesso è una medicina.

23. Imparare cose nuove e correggere quelle vecchie è una medicina.

24. Il buon sesso è una medicina.

25. La gratitudine è una medicina.

26. La rinuncia al risentimento, all’inimicizia e alla rabbia è una medicina.

27. Essere un buon genitore per i tuoi figli è una medicina.

28. Parlare con i propri cari è una medicina.

29. Il pensiero positivo è una medicina.

30. Una passeggiata nella natura è una medicina.

31. Verificare le fonti del tuo sapere è una medicina.

32. Un abbraccio è una medicina.

33. Stare in compagnia degli animali è una medicina.

34. Passare del tempo soli con se stessi è una medicina.

35. Creare con le mani , dipingere, scolpire, disegnare, suonare uno strumento è una medicina.

36. Ascoltare buona musica è una medicina.

37. Curare il proprio giardino o un orto è una medicina.

38. Essere buoni è una medicina.

39. Leggere e scrivere poesie è una medicina.

 

Se si utilizzano abbastanza questi farmaci, raramente si avrà bisogno dei medicinali venduti in farmacia.

Numero3187.

 

Quando la mente fa ammalare il corpo. Quali sono i disturbi fisici influenzati dalle nostre emozioni?

 di Sara Aielli, psicologa e psicoterapeuta.

La malattia, accesso involontario a noi stessi, ci assoggetta alla “profondità”, ci condanna ad essa. – Il malato? Un metafisico suo malgrado.

(E. Cioran)

L’attuale ricerca scientifica ci conferma come, spesso, le tensioni emotive si riflettano nei problemi del corpo.

Stress, frustrazioni, emozioni negative, ansia e depressione possono essere somatizzati e tradursi in disturbi somatici, di diversa natura e gravità.

La trasformazione di stati mentali in eventi somatici è un’esperienza universale, che appartiene a tutti noi.

Ogni tipo di vissuto psichico può essere somatizzato, cioè spostato sul piano corporeo, soprattutto quando non è riconosciuto o elaborato dalla persona sul piano mentale.

L’angoscia somatizzata funziona da “terapia” per quella diretta, che porta eccessivo turbamento: l’ansia però non scompare, ha solo cambiato linguaggio.

La psiche ha un ruolo in ogni patologia medica, ma in alcune condizioni assume una rilevanza particolare, rispetto sia alla genesi del disturbo, sia alla sua evoluzione.

Si considerano “psicosomatiche” le malattie nelle quali ci sono modificazioni, organiche o funzionali, che dipendono da problemi psicologi ed emotivi.

In questo senso, ecco quali sono i quadri più comuni:

  • Cefalea: diffusissima e di vari tipi, tra cui emicrania, cefalea a grappolo o cefalea muscolo-tensiva (dovuta a tensioni o contratture muscolari). Può evolvere in un disturbo cronico, con ansia anticipatoria tra una crisi e l’altra e abuso di farmaci (generalmente analgesici).
  • Disturbi cardiovascolari: problematiche a carico del cuore o dei vasi sanguigni, come alterazioni del battito cardiaco, tachicardia, palpitazioni, extrasistole, dolori anginosi, sbalzi di pressione, svenimenti, ischemie, ecc.
  • Disturbi gastrointestinali: mal di stomaco, digestione difficile (dispepsia), acidità, nausea o vomito, dolori addominali e retrosternali, intestino irritabile, colite, gastrite, ulcera, ecc.
  • Disturbi dermatologici: dermatiti, eczema, irritazioni, prurito, psoriasi, alopecia, problemi della pelle o dei tessuti associati (capelli, peli, unghie).
  • Dolori muscoloscheletrici: cervicale, dolori muscolari, mal di ossa, mal di schiena, ecc.
  • Problemi respiratori: asma bronchiale, respirazione faticosa (dispnea), “fame d’aria”, ecc.
  • Disordini alimentari: inappetenza, restrizioni eccessive, fame insaziabile, abbuffate compulsive, obesità, ecc.

Nei disturbi elencati, gli stati affettivi sono tra le principali concause della malattia.

Ma anche nei disturbi che non c’entrano nulla con la psiche, la mente ha un ruolo centrale nel determinare la percezione del disturbo, la possibilità di seguire una cura adeguata, le dinamiche della convalescenza, e dunque anche la prognosi.

Ma come fa uno stato psichico a trasformarsi in un sintomo corporeo?

La coscienza acuta di avere un corpo, ecco cos’è l’assenza di salute.

(E.M. Cioran)

Per quanto possa sembrare misterioso, questo “salto” dallo psichico al corporeo è stato (parzialmente) spiegato dalla medicina contemporanea e dalle neuroscienze.

Corpo e mente non sono entità separate, ma s’influenzano reciprocamente, sempre e in molti modi, in salute e in malattia.

Questo inscindibile legame spiega molte malattie “misteriose”, e altrettante guarigioni apparentemente “miracolose”.

Vediamo alcune vie di “traduzione” dello psichico al somatico:

  • La via neuronale: i neuroni, le cellule del nostro sistema nervoso, comunicano tra loro attraverso neurotrasmettitori o neuromodulatori: serotonina, dopamina, adrenalina, endorfina, ecc. Queste sostanze chimiche hanno un ruolo centrale nel nostro equilibrio psicofisico, regolando, tra le altre cose, il tono dell’umore, i livelli di energia, la percezione del dolore.
  • La via neurovegetativa: il sistema nervoso autonomo è quell’insieme di cellule e fibre che innerva tutti gli organi interni e le ghiandole, regolando le funzioni corporee involontarie. Questo sistema collega l’organismo con l’ambiente esterno, spiegando come a ogni stato affettivo corrispondano immediati cambiamenti fisici: ad esempio, insieme ad un’emozione violenta, possiamo sentire costrizione al petto, sbalzi di pressione, dolore allo stomaco.
  • La via endocrina: gli stati affettivi possono produrre o inibire il rilascio di ormoni dall’ipofisi o dalle altre ghiandole, alterando l’equilibrio ormonale. Gli ormoni sono importantissimi perché trasmettono messaggi ai vari organi del corpo ed hanno un ruolo centrale nel mantenimento del nostro benessere psicofisico.
  • La via immunitaria: coinvolge l’insieme di cellule che presiede alla difesa dell’organismo. Esperienze difficili, ansia o depressione, possono portare a un abbassamento delle difese immunitarie, con un aumentato rischio di contrarre infezioni e altre malattie.

Quali sono i meccanismi di traduzione del disagio psicologico in malessere fisico?

Per sciogliere i sintomi è indispensabile risalire alla loro origine, rinnovare il conflitto dal quale sono scaturiti e,

con l’aiuto di forze che al tempo non erano disponibili, indirizzarlo verso una diversa soluzione.

(S. Freud)

Ci sono diversi meccanismi di “traduzione” del malessere, da psichico in somatico. Vediamo i due principali:

  • La conversione: la malattia rappresenta il conflitto interiore.

Un contenuto psichico rimosso si converte in un sintomo somatico, esprimendosi attraverso il linguaggio del corpo.

In questi casi, abbiamo a che fare con un conflitto inconscio che non trova altra via di risoluzione se non nella malattia.

Ad esempio, nelle paralisi isteriche, il conflitto si manifesta direttamente nei muscoli, colpendo la motricità: la persona è immobilizzata, senza alcuna motivazione medica.

Il sintomo è in stretto rapporto con il conflitto, cioè lo simbolizza, e in qualche modo lo “risolve”: ad esempio, in un conflitto tra dipendenza e autonomia, la paralisi risolve la questione, rendendo impossibile l’emancipazione.

Le persone con questo problema possono avere comportamenti dimostrativi, volti ad attirare l’attenzione o a suscitare compassione, non perché fingano di stare male, ma perché la malattia è in stretto rapporto con le dinamiche relazionali dell’ambiente di vita.

Al contrario, ci sono persone che manifestano un distacco affettivo che può arrivare all’incapacità di provare dolore, come se si fosse anestetizzati (belle indifference).

  • La somatizzazione: la tensione emotiva è scaricata sul corpo.

Anche in questo caso, la malattia è legata a stati affettivi non riconosciuti e non elaborati, ma i sintomi non hanno nulla a che fare con i contenuti psichici originari, essendo la generica espressione di una tensione emotiva brutalmente “scaricata” sul corpo.

Le persone che soffrono di questo tipo di disturbi, hanno spesso una certa difficoltà a identificare le proprie emozioni, a comunicarle e a elaborarle sul piano mentale (alessitimia).

Inoltre, possono avere difficoltà a interpretare bene gli stati mentali, sia i propri sia quelli altrui (deficit di mentalizzazione).

Per questo, gli stati affettivi imboccano, senza mezzi termini, la via somatica e si trasformano in sintomi e disturbi fisici, che possono essere diversi e multiformi, variando da persona a persona, ma anche nello stesso soggetto nel corso del tempo.

Questo tipo di disturbi è più difficile da curare rispetto a un’ansia o una depressione conclamate: prima i sintomi devono tornare psichici, allora la persona pensa di stare peggio, ma è l’inizio del processo di guarigione.

La paura di stare male: l’ipocondria

Quell’agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi, l’idea di essere malati.

(M. Proust)

L’impossibilità di tollerare la tensione emotiva può manifestarsi anche attraverso incertezze, comportamenti compulsivi e paure ipocondriache, al fine di ridurre l’angoscia.

Alcune persone hanno la paura o la convinzione incrollabile di avere un disturbo medico, pur essendo sane.

Tutti possiamo nutrire timori per la nostra salute, o per quella dei nostri cari, ma quando l’ansia è sproporzionata e irremovibile, nonostante le rassicurazioni mediche, allora si parla d’ipocondria.

La persona non “finge” di essere malata, il dolore che prova è reale, ma è sbagliata la sua interpretazione: infatti, non è riconducibile a una causa organica, ma a un malessere di tipo psicologico.

L’aspetto ossessivo dell’ipocondria, cioè i pensieri intrusivi circa l’essere malati, copre un’angoscia di fondo, che va indagata e compresa.

Inoltre, nel vero ipocondriaco, le rassicurazioni non eliminano la paura, ma lo fanno sentire ancora più solo e incompreso.

Può cambiare medico o spostare i sintomi su un altro organo, finendo per collezionare visite e accertamenti, ricevendo diagnosi sbagliate, seguendo cure spesso costose, imbottendosi di farmaci, senza risolvere nulla, finché non è indirizzato da uno bravo psicoterapeuta.

 Come le emozioni influenzano la percezione del dolore

Un’anima triste può ucciderti più in fretta di un germe.

(J. Steinbeck)

Abbiamo visto come i processi psichici ed emotivi possono innescare catene di eventi somatici che portano a veri e propri disturbi organici, come mal di testa, gastriti, malattie della pelle o problemi di pressione.

Ma c’è un altro aspetto da considerare, cioè quello della percezione del dolore.

Il dolore è il risultato di un processo nervoso che, a tappe, dalle periferie arriva al cervello, ed è sempre amplificato dalla paura e dell’ansia, che abbassano la soglia della sua percezione.

Lo stesso meccanismo, condotto alle estreme conseguenze, può farci sentire il dolore anche quando non c’è una base organica.

Da un altro punto di vista, è interessantissimo l’esempio del fenomeno noto come effetto placebo: l’azione terapeutica che consegue all’assunzione di un “farmaco” privo di principio attivo.

E stato dimostrato dalla che prendere qualcosa da cui ci aspetta un effetto produce, almeno in parte, quell’effetto.

Inoltre, uno stesso farmaco funziona diversamente se assunto con fiducia o sfiducia.

Per quanto possa sembrare strano, c’è una spiegazione biologica: l’aspettativa di un effetto analgesico induce la produzione di endorfine, sostanze chimiche simili alla morfina, prodotte dal nostro cervello, che bloccano fisiologicamente il dolore.

Il problema è fisico o mentale?

La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me. Mi conosco come una sinfonia.

(F. Pessoa)

Fisico e mentale sono due facce di una stessa medaglia: ogni evento affettivo, cognitivo o comportamentale ha un corrispettivo biochimico.

Parlare, ma anche ricordare o fantasticare, che sembrano attività “astratte”, comportano una serie di eventi concreti a livello cerebrale, come movimenti cellulari, molecolari e sofisticate operazioni biochimiche.

Il nostro cervello è plastico e si modifica strutturalmente in seguito alle esperienze di vita.

Ogni esperienza induce modificazioni cerebrali, che diventano definitive quando si strutturano in apprendimenti e nell’organizzazione di nuovi circuiti cerebrali.

Sapere che ogni evento psichico ha una base biologica ci aiuta a superare il dualismo mente-corpo, ma anche l’opposizione geni-ambiente.

Ogni comportamento ha una base genetica, ma questo non autorizza ad affermare che i geni ne siano la causa.

Ad esempio, la possibilità di provare paura ha una base genetica, ma una paura concreta, come quella degli spazi chiusi, dipende da un certo tipo di esperienze.

Allo stesso modo, c’è una predisposizione genetica all’ansia, ma gemelli omozigoti (con lo stesso patrimonio genetico), allevati in famiglie diverse, hanno probabilità diverse di sviluppare disturbi d’ansia, in base alle differenti esperienze ambientali.

L’ambiente, inteso soprattutto come insieme di relazioni, ha un ruolo fondamentale in ogni comportamento umano.

In particolare, le esperienze relazionali, soprattutto quelle precoci, sono centrali nel determinare la predisposizione a certi comportamenti, vissuti ed anche patologie.

Come curarsi: farmaci o psicoterapia?

La cosa più importante in medicina? Non è tanto la malattia di cui il paziente è affetto, quanto la persona che ne soffre.

(Ippocrate)

Meglio curarsi con i farmaci o con la psicoterapia? Anche questo è un falso dilemma.

Quando una malattia fisica ha una forte componente psicologica è evidente che il farmaco, da solo, non basta.

Non basta neppure uno psicofarmaco, prescritto dal medico di base senza un’adeguata valutazione psicologica e psichiatrica, con il rischio di errata diagnosi, dosaggi approssimativi, effetti collaterali, sviluppo di condotte di abuso o dipendenza.

Di fronte ad una sintomatologia “sospetta”, un terapeuta esperto può aiutarci a comprendere la natura del nostro malessere e, se necessario, con l’aiuto del medico, impostare una terapia farmacologica adeguata.

In conclusione, non si tratta di decidere se curarsi con i farmaci o con la psicoterapia, ma adottare un’ottica integrata, che ci permetta di comprendere la situazione in modo approfondito e mettere in campo le risorse più idonee alla risoluzione del problema.

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COMPORTAMENTI  TIPICI  DELLE  PERSONE  CON  UNA  INTELLIGENZA  SOPRA  LA  MEDIA

 

di Ana Maria Sepe, psicologa.

 

Avere una mente reattiva e ricettiva, avere una visione fuori dagli schemi, impostare ragionamenti non convenzionali, sono doti molto apprezzate e ricercate. il potenziale della mente umana è molto più ampio di quanto comunemente immaginiamo.

La genialità non è un dono innato.

È piuttosto, una capacità che possiamo coltivare e sviluppare per tutta la vita.

La creatività gioca un ruolo fondamentale in questo processo.

Poiché ci permette di pensare in modo innovativo e di superare gli schemi convenzionali.

La personalità e il QI sono spesso visti come domini distinti del funzionamento umano ma non è esattamente così

Da qualche decennio, la ricerca suggerisce che l’intelligenza potrebbe essere un fattore intrinseco della personalità.

Nel testo pubblicato dai ricercatori dell’Università di Cambridge, «The Cambridge Handbook of Intelligence» (Cambridge University Press), i neuroscienziati sottolineano che molti tratti delle personalità coinvolgono, in modo diretto, processi e abilità cognitive.

Cosa significa? Che per “funzionare” e regolare i comportamenti, in modo indiretto, usiamo l’intelligenza.

Il QI è tradizionalmente misurato con “test di abilità”, mentre la personalità e classicamente misurata con questionari.

Ma questo riflette più una lacuna nel mondo scientifico che non una reale differenza nel dominio del funzionamento umano.

I ricercatori della Cambridge University hanno dimostrato che è possibile misurare l’intelligenza proprio attraverso la personalità.

Insomma, l’intelligenza ha bisogno di un nuovo volto perché è quella che potrebbe guidare la gran parte di elaborazioni cognitive e, di conseguenza, il comportamento.

È sbagliata l’idea di base che l’emotività debba essere scissa dall’intelligenza perché le nostre emozioni dipendono dalla nostra capacità di riflettere, di relazionarci e appagarci… siamo abbastanza intelligenti da riuscirci?

Vediamo alcune implicazioni pratiche.

Il QI come “tratto di personalità”

Sulla base delle loro osservazioni, i neuroscienziati della Cambridge University hanno proposto di iniziare a vedere il QI come un tratto di personalità e non come un’abilità a parte.

Perché facendo intrinsecamente parte dell’uomo, ne condiziona ogni aspetto della vita: comportamento compreso.

Comportamenti tipici delle persone con un buon QI

Correlazione tra QI e altri tratti di personalità.

Il team della Cambridge University non si è limitato a queste premesse teoriche, è passato all’azione somministrando classici test per il QI a un campione di circa 500 persone -che coprivano diversi livelli di istruzione- e poi ha correlato i risultati con la personalità (anch’essa misurata con questionari classici).

Cosa è venuto fuori? Vediamolo subito.

1. Si sa organizzare

La programmazione, la pianificazione a lungo termine, sono abilità correlate alla memoria di lavoro, un aspetto che studi precedenti hanno collegato in modo diretto all’intelligenza e alla rapidità mentale.

Chi ha un elevato QI è abbastanza lungimirante, riesce a prevenire gli imprevisti e sa scandire bene le sue giornate.

2. È disordinato

Nonostante le capacità organizzative non manchino, un elevato QI è negativamente correlato all’ordine.

Probabilmente chi ha un elevato QI non ha bisogno di grandi punti di riferimento, quindi sottovaluta aspetti come la disposizione.

3. Non è socievolissimo

Le abilità sociali non sono compromesse, tuttavia, chi ha un elevato QI, non sembrerebbe essere molto socievole, nonostante abbia buone capacità di leadership.

4.  Un leader naturale

Un buon leader tende a essere un ottimo ascoltatore: è capace di porre le giuste domande, di ascoltare con attenzione gli altri e comprenderne subito i bisogni.

Riesce a esprimere il proprio punto di vista senza aggressività, ma con ferma decisione: capacità che vedremo anche più avanti!

5. È tenace

La tenacia è il motore psicologico che ci spinge all’azione e ci toglie dall’empasse quando la vita ci colpisce con inevitabili battute d’arresto.

Insomma, chi ha un’elevata intelligenza non si arrende: sa che con la giusta dose di calma e usando il ragionamento, una soluzione si trova!

Impegnarsi nel raggiungimento dei propri obiettivi, sfidando le difficoltà, non è da tutti!

6. Sa farsi capire

Hanno un’elevata intelligenza verbale, questo li rende potenzialmente buoni comunicatori. Avere una buona intelligenza verbale, però, non necessariamente significa che chi ha un QI elevato sa esprimere i propri bisogni e farli rispettare, perché queste sono abilità che si apprendono.

6. Stabilità emotiva

La stabilità emotiva regala una certa immunità alla manipolazione e non solo.

Chi ha un elevato QI è capace di regolare i propri stati emotivi senza riversarli sugli altri.

Non ha paura di rimanere solo, né di essere abbandonato.

Non sente che “deve essere salvato”, né tenta di “salvare” o cambiare gli altri.

Chi ha una buona stabilità emotiva sa di essere responsabile della sua vita e soprattutto, è in grado di prendere decisioni in linea con i suoi bisogni.

Non vive la vita passivamente incolpando il destino delle sue frustrazioni, non ha una reattività che può mettere a rischio il suo benessere o le sue relazioni… piuttosto è proattiva: è orientata al cambiamento, al miglioramento e all’autoaffermazione.

7. Si sa autocontrollare

Le gratificazione a breve termine sono una tentazione per tutti ma… sembra che chi ha uno spiccato QI può “resistere” più facilmente.

L’autocontrollo, inoltre, è correlato a una buona qualità della vita.

Grazie a questa capacità e la pianificazione a lungo termine: chi è intelligente sa adoperarsi per costruirsi al meglio il suo futuro.

Qui, però, mi sento di fare una precisazione.

I test del QI e della personalità, sono una misura del funzionamento interno della persona e non dell’ambiente in cui queste vivono.

Se, da un lato, essere intelligenti ti dà buone premesse, dall’altro, l’ambiente sociale in cui viviamo, dovrebbe darti modo di usare al meglio le tue caratteristiche (che siano legate alla personalità o al QI!).

Insomma, puoi avere tantissimi dardi alla tua cerbottana naturale, ma se l’ambiente in cui vivi ti rema contro, dovrai comunque faticare parecchio per raggiungere i tuoi obiettivi!

Analogamente, potrai avere anche un QI elevato, ma se alle tue spalle ci sono traumi e vissuti difficili, quell’intelligenza non te li cancellerà di un colpo, ti aiuterà solo a… non lasciarti sopraffare!

8. È intellettualmente impegnato

Tra tutte le caratteristiche viste fin ora, questa è la più intuibile.

Chi è intelligente ha fame di conoscenza.

Ma non quella superficiale da scrolling dei social.

Chi ha un elevato QI sembra essere naturalmente portato ad alimentarlo: le nuove conoscenze consentono di acquisire nuove abilità da mettere al servizio di se stesso e, con le nozioni giuste, da mettere al servizio della propria soddisfazione personale o del proprio sviluppo professionale.

La lettura di libri e la capacità di fare riflessioni profonde su se stesso e sul mondo, sono ottimi alleati.

9. È dotato di rapidità mentale

La Velocità di Elaborazione indica il tempo in cui riusciamo a svolgere un determinato compito cognitivo.

Questa abilità è strettamente collegata alla capacità di elaborare informazioni (verbali, visive, spaziali) in modo veloce, automatico ed efficiente.

10. E’ creativo

Le menti brillanti sanno liberare il potenziale creativo proprio perché sono in grado di concedersi delle pause quando ne hanno bisogno.

E’ proprio nei momenti di pausa e di sospensione delle attività quotidiane e della concentrazione che la nostra mente creativa entra in funzione e sopraggiungono intuizioni che possono aiutarci a risolvere.

Usare il proprio QI per assicurarsi appagamento nella vita e nella coppia

Allenare la mente non richiede uno sforzo straordinario.

È una sfida accessibile e affascinante che può portare a risultati sorprendenti.

Il segreto sta nell’essere consapevoli delle nostre capacità, nella coltivazione della creatività!

Possiamo avere la macchina migliore ma senza le condizioni giuste, potrebbe essere uno spreco.

Molto spesso, anche chi è dotato di un elevato QI non riesce a sfruttare il proprio potenziale perché non sa come farlo.

In effetti, se ci pensi, fin da bambini ci insegnano a contare, fare calcoli, a studiare dai libri… ma nessuno ci spiega come poter usare quel potenziale al servizio del nostro benessere.

Eppure, sfruttando al meglio le proprie abilità cognitive -la propria intelligenza- è possibile garantirsi una vita appagante.

Esiste questo pregiudizio che l’emozione e la cognizione siano due mondi scissi, separati alla nascita, ma non è affatto così.

Lo studio di Cambridge ha dimostrato come il nostro intelletto è fortemente correlato ad alcuni tratti di personalità ma è intuibile: è chiaro che la nostra intelligenza ci può guidare nel mondo, nelle modalità in cui stringiamo legami e nell’apprendere dai nostri errori.

Questo, però, non avviene in modo automatico perché -come premesso- nessuno ci dice come fare.

Eppure costruirsi una vita appagante è possibile, proprio sfruttando le nostre capacità cognitive.

Ci pensi se riuscissi a fare di più per te stesso?

Da un lato, potresti dipendere meno dagli altri, potresti costruire una sana autonomia.

Dall’altro, saresti in grado di stringere legami reciproci e gratificanti.

È difficile usare le proprie capacità organizzative, di programmazione e di intelligenza verbale nella coppia perché in questi ambiti ci facciamo guidare dagli apprendimenti del passato.

Quelli che noi chiamiamo “impulsi”, “propensioni” o “gusti”, non sono altro che nozioni apprese e iscritte nella nostra memoria fin dall’infanzia.

Correlazione tra intelligenza e vissuto difficile

E’ possibile diventare più intelligenti?

Lavora sui vecchi condizionamenti! 

L’utilizzo dell’intelligenza ha molto a che fare con quello che pensiamo di noi stessi: siamo convinti di valere e di poter contare sulle nostre facoltà mentali, o la nostra tendenza è di arrenderci in partenza di fronte  a ciò che esula dalle nostre abitudini perché ci raccontiamo che noi non siamo capaci?

A proposito di questa seconda tipologia, posso assicurarvi che nel passato di queste persone si trova di solito un’infanzia ricca di insuccessi scolastici e rapporti traumatici con insegnanti e genitori.

Se sono presenti vecchi condizionamenti relativi all’apprendimento, o alla fiducia in sè questo limiterà fortemente l’accesso alle proprie capacità intellettive.

La buona notizia è che, elaborando i vecchi traumi relativi all’apprendimento o a un passato difficile, le proprie potenzialità tornano disponibili per una nuova visione di se stessi, per un utilizzo più pieno della propria intelligenza.