C O M P O R T A M E N T O
Il comportamento umano
scaturisce da tre fonti
principali: desiderio,
emozione, conoscenza.
Platone.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
C O M P O R T A M E N T O
Il comportamento umano
scaturisce da tre fonti
principali: desiderio,
emozione, conoscenza.
Platone.
L E C O S E
Le cose sono quello che sono.
Quando cambi il modo
di guardare le cose,
le cose che guardi cambiano.
P R O V A C I !
Provaci!
Il dolore è temporaneo,
il rimpianto è per sempre.
Provaci!
Un semplice desiderio
non cambia niente,
una decisione, invece,
può cambiare tutto.
Provaci!
Cento decisioni sbagliate
fanno meno danni
di una decisione mai presa.
T U E G L I A M I C I
Quando ti rialzi,
i tuoi amici
sapranno chi sei.
Quando cadi,
sarai tu a sapere
chi sono i tuoi amici.
L A V E R I T A’
Non c’è religione
che sia più alta
della verità.
F E L I C I T A’
Bisogna crearsi una felicità
che ci segua in tutte le età:
la vita è così breve che non
conta nulla una felicità
che non duri quanto noi.
Se ci accontentassimo
soltanto di essere felici,
sarebbe presto fatto.
Ma pretendiamo di essere
più felici degli altri e ciò
è quasi sempre difficile,
giacché reputiamo gli altri
più felici di quanto non siano.
Charles – Louis de Secondat
Montesquieu.
N.d.R.:
Questo diceva un grande pensatore.
Per essere, a modo mio, felice,
io ho trovato una formula personale.
Mi piacciono le incognite da risolvere,
gli obiettivi da portare avanti,
e le mie tante sfide interiori che
danno significato alla mia quotidianità,
quando, alla fine dei miei tanti
ragionamenti e di lunghe riflessioni,
riesco, in qualche modo, a venirne a capo….
La mia felicità, finché sarò lucido,
sta dentro di me e mi fa sentire vivo.
L’ A T T E S A
Il maggior ostacolo
del vivere quotidiano
è, soprattutto, l’attesa:
dipende dal domani
e spreca l’oggi.
Seneca.
V A L O R E D E L L E C O S E
Vivi pienamente
e cerca di essere felice
mentre sei qui.
Dopo la tua morte,
il valore di ciò
che hai accumulato
non conterà nulla.
Da qui non prenderai
quello che hai avuto.
Prenderai solo
ciò che hai dato.
I N E L U T T A B I L I T A’
Vivi ogni giorno
come fosse l’ultimo.
Purtroppo è solo
questione di tempo:
prima o poi
avrai ragione.
S T R A N E F O B I E
PISTANTROFOBIA = paura di fidarsi
THANATOFOBIA = paura della morte
PHILOFOBIA = paura di innamorarsi
ATELOFOBIA = paura dell’imperfezione
KAINOLOFOBIA = paura del cambiamento
AUTOFOBIA = paura della solitudine
da QUORA
Scrive Fil, corrispondente di QUORA
10 COSE CHE TUTTI DOVREBBERO ACCETTARE
Mi rendo conto che non sarà una lista piacevole e potrebbe essere un po’ difficile da accettare, ma queste sono le conclusioni a cui sono arrivato io:
da QUORA
Scrive Fabrizio Mardegan psicologo, corrispondente di QUORA
G A S L I G H T I N G ( INFLUENZA ANGOSCIANTE )
Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona cerca di far dubitare l’altra della propria percezione della realtà, della memoria o della sanità mentale.
Il termine “gaslighting” deriva dal film del 1944 chiamato “Angoscia” (Gaslight in inglese), in cui il protagonista cerca di far impazzire sua moglie facendole credere di essere pazza.
Il gaslighting coinvolge una serie di comportamenti intenzionali che minano la fiducia e la sicurezza dell’altra persona. Di seguito sono riportati alcuni esempi di tattiche di gaslighting:
L’obiettivo del gaslighting è quello di ottenere il controllo e il potere sull’altra persona, minando la sua fiducia in se stessa e nella propria percezione della realtà.
Le vittime di gaslighting possono iniziare a dubitare di se stesse, a sentirsi insicure e a cercare la conferma e l’approvazione del manipolatore.
Ciò può avere un impatto significativo sulla salute mentale e sul benessere dell’individuo coinvolto.
Riconoscere il gaslighting è il primo passo per proteggersi da questa forma di manipolazione.
Se ti ritrovi in una relazione in cui sospetti di essere vittima di gaslighting, può essere utile cercare supporto da amici, familiari o professionisti della salute mentale per ottenere un’ulteriore prospettiva e supporto.
da QUORA
Scrive Riccardo Cecco, corrispondente di QUORA.
10 verità scomode che nessuno vuole ammettere.
1. Tutti coloro che conosci moriranno. Poco importa quanto siamo giovani, in salute o protetti. Ogni giorno che passa, siamo un passo più vicini alla nostra morte. Perciò, assapora ogni istante e impara a trovare la bellezza anche nelle cose più semplici.
2. La vita è ingiusta. C’è chi nasce in condizioni più favorevoli, mentre altri si trovano a lottare fin dal primo respiro. C’è chi nasce bello e chi deve affrontare i pregiudizi legati al proprio aspetto. C’è chi è ricco e chi vive nella miseria. Le guerre non cesseranno mai di esistere e la pace universale non esisterà mai. Fai del tuo meglio per migliorare il mondo, ma non aspettarti di poterlo cambiare.
3. Non puoi controllare ogni cosa. Come disse Mike Tyson: “Tutti hanno un piano, finché non pigliano un pugno in bocca.”
4. Le emozioni non sono fatti oggettivi. Il modo in cui ti senti non riflette necessariamente una percezione accurata della realtà. Le emozioni sono risposte soggettive che possono essere influenzate da molteplici fattori, inclusi i tuoi pensieri, le tue esperienze passate e la tua salute psico-fisica attuale. Coltiva questa consapevolezza e impara a reagire alle situazioni con calma e lucidità.
5. Il cambiamento è inevitabile. Che ti piaccia o meno, tutto è destinato a cambiare: gli amici, le circostanze, il tuo corpo e l’ambiente che ti circonda. Impara ad accogliere il cambiamento e a voltare pagina quando la vita lo richiede. Restare aggrappati al passato non fa altro che generare sofferenza e impedire la tua crescita personale.
6. Il dolore farà sempre parte della tua vita. Ciò che conta è il modo in cui lo affronti. Se scegli di evitarlo, puoi soffrire di meno. Se lo affronti, cresci. Può essere un insegnante severo, ma prezioso.
7. Alcune volte, è troppo tardi. Troppo tardi per chiedere scusa. Troppo tardi per recuperare un amore perduto. Non dare per scontate le persone che ami. Ogni momento trascorso insieme potrebbe essere l’ultimo, e solo quando la vita ci pone di fronte a questa dura verità comprendiamo quanto sia preziosa ogni relazione e ogni istante con coloro che ci sono cari.
8. Fare del tuo meglio non garantisce che ce la farai. Potrebbe essere che il tuo meglio non era (ancora) abbastanza. Magari la fortuna non era dalla tua parte. Esiste un’infinità di variabili che sfuggono al nostro controllo, e questo è un aspetto fondamentale della vita che bisogna imparare ad accettare.
9. Nessuno può salvarti se non tu stesso. Nessun angelo custode, nessun amico, nessun terapeuta, nessun partner può fare il lavoro per te. Possiamo ricevere sostegno e amore dagli altri, ma alla fine, le decisioni che determinano il nostro cammino devono essere prese da noi stessi. Dobbiamo ascoltare il nostro intuito, la voce interiore che conosce la verità e la strada migliore per noi.
10. Abbiamo poco tempo perché lo usiamo male. Seneca disse che non è vero che abbiamo poco tempo, bensì che ne sprechiamo molto. E se ci concedessimo più momenti di pausa per rifocalizzarci sulle priorità della nostra vita? Cosa succederebbe se dedicassi maggiore attenzione alle attività che veramente contano per te, lasciando da parte le distrazioni e le occupazioni inutili?
da QUORA
Scrive Bortignon, corrispondente di QUORA
È vero che Madre Teresa di Calcutta lasciava morire i malati dicendo che assumere medicinali li avrebbe fatti andare all’inferno?
In realtà la domanda fa sorgere delle ipotesi interessanti sostenute da alcune prove e fatti.
Nel 1995, nel suo scritto “The Missionary Position: Mother Teresa in Theory and Practice” Christopher Hitchens scrive:
“Lodava povertà, malattia e sofferenza come doni dall’alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia”
E, quando nel 2001 fu chiamato a testimoniare per la santificazione di Anjzë Gonxhe Bojaxhiu (il vero nome di Madre Teresa), disse:
“La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era altro che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire. Un posto dove le cure mediche erano poche, se non assenti”
Successivamente anche il The Lancet ed il British Medical Journal denunciarono le scarse cure mediche prestate.
Lo scrittore indiano Aroup Chatterjee, nel suo manoscritto “Mother Teresa, the final verdict” critica le continue posizione politiche espresse da Teresa e ne critica anche la gestione monetaria delle donazioni.
Donazioni che sono state ricevute anche da personaggi discutibili, come l’ex dittatore di Haiti e Charles Keating, che donò all’associazione buona parte dei suoi proventi ricavati da truffe.
Nelle 60 lettere che Teresa scrisse e rilasciate nel libro “sii la mia luce” nel 2007, scrive:
C’è un oscurità terribile in me, come se qualsiasi cosa sia morto, sin dal primo giorno di lavoro.
Da questo piccolo estratto si può evincere una mancanza di lucidità da parte sua.
Una persona con questo genere di pensieri sarebbe stata allontanata dalla comunità medica e, continuando:
“Mormoro le preghiere della Comunità e mi sforzo per trarre da ogni parola la dolcezza che essa deve regalare, ma la mia preghiera di unione non esiste più, io non prego più”
Teresa, prima della sua morte, aveva chiesto esplicitamente di bruciare le lettere.
Serge Larivée, professor dell’Università di Montreal assieme a Geneviève Chénard e a Carole Sénéchal (psicologa dell’Università di Ottawa) proseguirono una ricerca su di lei, confrontando più di 300 documenti e scrivono una tesi dalla quale si evince che:
“il modo piuttosto discutibile di prendersi cura dei malati, i suoi contatti politici e, soprattutto, la sua gestione sospetta delle enormi somme di denaro che ha ricevuto con le donazioni”.
Infatti al momento della sua morte, la missionaria aveva aperto 517 missioni per accogliere i poveri ed i malati in più di 100 paesi.
Le missioni però sono state descritte come “case per moribondi” da parte di medici che le hanno visitate.
La mancanza di igiene, il cibo inadeguato e l’assenza di antidolorifici non erano legata ad un problema di soldi – la Fondazione creata dalla religiosa ha raccolto centinaia di milioni di dollari – quanto piuttosto ad una particolare concezione della sofferenza e della morte di Maria Teresa.
“C’è qualcosa di bello nel vedere i poveri accettare il loro destino, vederli soffrire la passione di Cristo. Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente”
Così, Maria Teresa di Calcutta rispose alle critiche.
S I N N E R
Alle ore 17.30 del 4 Giugno 2024, sto guardando alla TV l’incontro di tennis dei quarti di finale del Torneo di Parigi, una dei 4 più importanti del mondo, sui campi del “Roland Garros”.
Sta giocando Yannik Sinner contro il bulgaro Grigor Dimitrov. Sinner ha vinto i primi due set e al terzo stanno per disputare il tie-break (che Sinner vincerà), quando arriva la notizia ufficiale del ritiro dal Torneo del Numero 1 in carica, Novak Djokovic.
Questo significa che Yannik Sinner, da lunedì prossimo, sarà il nuovo Numero 1 al mondo.
Gioco a tennis da 55 anni e, tuttora, lo sto facendo.
Sono particolarmente contento e orgoglioso di questa notizia.
Mi fa molto piacere che la soddisfazione di questo traguardo prestigioso riguardi un giocatore giovanissimo (non ha ancora 23 anni) e veramente bravo come il nostro Yannik.
Lui è una figura assolutamente esemplare in senso positivo, non solo per il valore atletico e sportivo, ma anche per il carisma e la simpatia che suscita in tutti per il suo comportamento, in campo e fuori, semplice, modesto, serio, corretto, misurato, rispettoso, in qualche modo anche elegante e mai sopra le righe.
Complimenti e auguri, Yannik. Ad maiora. Sono felice di essere italiano come te.
Per adesso sei solo un piccolo campione, vedi di diventare grande .