R I F L E S S I O N E I N T E R E S S A N T E
Per quanto l’ape
si sforzi di spiegare
alla mosca che i fiori
sono molto meglio
del letame, la mosca
non capirà, perchè
ha sempre vissuto
in mezzo al letame.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
R I F L E S S I O N E I N T E R E S S A N T E
Per quanto l’ape
si sforzi di spiegare
alla mosca che i fiori
sono molto meglio
del letame, la mosca
non capirà, perchè
ha sempre vissuto
in mezzo al letame.
V O L A R E A L T O
Non aver paura di
essere solo.
Stare soli non è
una condanna,
ma un’opportunità.
Le aquile volano
da sole.
I piccioni volano
in gruppo.
Chi non ama la solitudine,
non ama neppure la libertà,
perchè soltanto quando si
è soli si è veramente liberi.
Arthur Schopenhauer
A P P U N T I D A U N A C O N F E R E N Z A
D I I G O R S I B A L D I
Il modo più semplice, più autentico, più potente che noi abbiamo per essere veramente noi stessi è il “mi piace”.
Il “devo” può non essere nostro; il “posso”, che può essere anche il “permesso”, nemmeno questo può essere nostro; il “mi conviene”, o il “bisogna che” non sono nostri: sono del gruppo a cui apparteniamo.
Il “mi piace” è solo mio.
Ma nell’occidente esiste, da sempre, culturalmente, il “tabù del piacere”.
L’occidente è la civiltà del “noi”, del collettivismo: qui sono nati tutti gli “ismi” della storia.
Il nemico del “noi” è l’ “io”.
Con riferimento alla sfera sessuale, il fallo eretto è un simbolo di vitalità, di euforia, di eccitazione, di entusiasmo, di affermazione di sé, e non è fingibile.
Se c’è un’erezione vuol dire che c’è qualcuno o qualcosa che ti piace.
E, se c’è qualcosa che ti piace, tu sei tu.
Ma di questo fenomeno, in occidente, c’è un “tabù”: ci sono in giro, nella storia delle iconografie occidentali, molti peni, spesso striminziti, ma pochi falli eretti.
Cioé, l’occidente mette il “mi piace” proprio in fondo alla cantina.
Si dice, allora: cosa ti “deve” piacere, cosa ti “può” piacere, cosa ti “conviene” che ti piaccia, ma il “mi piace” è censurabile e non sempre gradito, come fosse una depravazione.
Perché il “mi piace” comporta di essere all’altezza della persona o della cosa, di una donna o di un dipinto: è molto più impegnativo.
I L C E R V E L L O
Notoriamente il cervello è diviso in due parti, connesse ma distinte, che funzionano diversamente.
Se guardiamo un orologio solo con la parte sinistra del nostro cervello, vediamo esattamente che ore sono perché ci concentriamo sulle lancette.
Se lo guardiamo solo con la parte destra, ne vediamo la forma, il colore, altri particolari estetici, ma non ci interessa sapere che ore sono: è un particolare secondario.
C O S A V U O L D I R E
SANTO viene da “sanctus”, participio passato del verbo latino “sancire” che, come in italiano, vuol dire “certificare”, “attestare”, “stabilire”.
SACRO è una brutta parola. In latino vuol dire “proibito”. Indica una realtà che ispira timore ed attrazione coercitiva, legata al divino, all’interdetto, al separato. È riferito alla sfera divina, distinta e potente.
Il “sacrificium” era un tributo alla divinità. Si praticava sgozzando o bruciando degli animali.
N O N L O S O
Contrariamente a quello che
accade nelle scuole, dove dire
“Non lo so” equivale a prendersi
un brutto voto, nella scala della
evoluzione mentale è il punto
massimo a cui possiamo arrivare.
Il “Non lo so” ti mette in una
posizione d’intelligenza, il punto
più alto d’intelligenza raggiungibile
da una mente. Leopardi diceva
che la verità sta nel dubbio.
da YouTube
F A R S I V O L E R B E N E
Ci vuole così poco
a farsi voler bene.
Una parola buona
detta quando conviene,
un semplice sorriso,
un po’ di gentilezza,
un gesto di amicizia,
a volte una carezza,
il cuore sempre aperto
verso ognuno che viene:
ci vuole così poco
a farsi voler bene.
A M I C I Z I A E F E L I C I T A’
Scrive Haruki Murakani, scrittore giapponese:
“La felicità è un’amicizia calorosa”.
A L C U N I A F O R I S M I
di due grandi filosofi tedeschi
Immanuel KANT
3 ingredienti per la felicità:
qualcosa da fare,
qualcuno da amare,
qualcosa in cui sperare.
Chi teme di morire
non si godrà
mai la vita.
Non siamo ricchi
per ciò che possediamo,
ma per ciò di cui
possiamo fare a meno.
Se un uomo
ti nasconde
il suo tradimento,
allora
ti ama ancora.
Arthur SHOPENHAUER
È difficile trovare
la felicità dentro di sé,
ma è impossibile
trovarla altrove.
È soprattutto la perdita
che ci insegna
il valore delle cose.
Rinunciamo a 3/4
di noi stessi per
essere come gli altri.
Non v’è rimedio
fra la nascita e
la morte, salvo
godersi l’intervallo.
S A G G E Z Z A E S C I O C C H E Z Z A
I saggi parlano
perché hanno
qualcosa da dire.
Gli sciocchi parlano
perché hanno
da dire qualcosa.
Platone
U N G R A N D E D E L L A L E T T E R A T U R A
Scese, evitando di
guardarla a lungo,
come si fa col sole.
Ma vedeva lei,
come si vede il sole,
anche senza guardare.
Lev Tolstoj.
N E V E R G I V E U P (Non rinunciare mai)
I vincenti non
rinunciano mai.
E i rinunciatari
non vincono mai.
A C H I C A P I S C E
La mia vita sta passando,
bene o male non saprei,
perché io sto invecchiando,
però non come vorrei.
Dentro ho ancora tante cose
che saprei dire e fare,
misteriose ed affettuose,
da prendere e da dare.
Indirizzo il mio messaggio
a colei che può capire,
senza usare, nel linguaggio,
quello che le potrei dire.
Ma chi sa e mi capisce,
mi dia adesso la sua mano:
se la vita mia finisce,
dopo, me ne andrò lontano.
Se lei mi starà vicino,
con pazienza e con amore,
io mi sentirò un bambino
che dimentica il dolore.
Ma, guardandomi allo specchio,
beh, parola mia d’onore,
capirò d’essere un vecchio:
la ringrazierò di cuore.
A S P E T T A R E
Aspettare è un
grande sacrificio.
Sì, le cose grandi
richiedono tempo,
tuttavia, ne vale
sempre la pena.
I 90 indicatori che aiutano a comporre la classifica sono divisi in 6 grandi categorie tematiche: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. Per ogni indicatore viene dato un punteggio da 0 a 1000 in base a un “senso di lettura” del parametro, e più la provincia è vivibile secondo quel parametro più punti ottiene.
Il Sole 24 Ore classifica le città per categorie e poi fa una media dei punteggi per ottenere la classifica generale: si può dunque sapere sia quali sono le città in cui si vive meglio in senso assoluto che quelle che vanno meglio nei diversi parametri, calcolati perlopiù tramite informazioni dalle banche dati ufficiali. Gli indicatori sono tutti certificati, forniti al giornale da fonti ufficiali, istituzioni e istituti di ricerca come il ministero dell’Interno o della Giustizia, Istat, Inps e Banca d’Italia, oppure forniti alla redazione da società o associazioni che fanno rilevazioni certificate. Nessun indicatore si basa su sondaggi.
Osservando solo le grandi città, si può notare un miglioramento rispetto alla classifica dello scorso anno: Bologna è salita di cinque posizioni, dal nono al quarto posto; Milano di quattro, dal dodicesimo all’ottavo, Roma è in 46esima posizione, ma 13 posizioni avanti rispetto al 2025. Solo Bari e Catania hanno perso posizioni, mentre Firenze e Messina risultano stabili. Molte grandi città del Sud sono nelle posizioni basse della classifica: Bari è 67esima, Messina 91esima, Catania 96esima, Palermo 97esima, Napoli 104esima e Reggio Calabria ultima per il secondo anno consecutivo.