L’ A R T E D I V I V E R E
Viviamo immersi in un flusso continuo: parole, immagini, notizie, opinioni.
Modelli di vita.
Tutto entra, quasi nulla viene trattenuto.
Ci hanno insegnato ad assorbire, non a trasformare, a raccogliere, non a costruire.
Ma l’animo non cresce per accumulo.
Anche il corpo, se mangia senza digerire, non si fortifica, si appesantisce, si intossica, si indebolisce.
Lo stesso accade allo spirito: ciò che non viene elaborato non diventa tuo, resta estraneo, resta in superficie e col tempo smette di servirti e comincia a guidarti.
Per questo, molti parlano e non pensano, ripetono ma non comprendono, sanno citare ma non sanno stare.
Manca lo spazio, manca il silenzio, manca il tempo necessario affinché ciò che entra possa diventare forma e contenuto interiore.
La vita non ha la velocità dei messaggi, né il ritmo delle notizie.
Ha tempi lenti, tempi organici, tempi che non si possono forzare.
Chi vive solo per accumulare, finisce per vivere fuori da sé.
Chi misura tutto in termini di avere, perde il contatto con l’essere.
E quando l’animo non ha un centro proprio, si sposta sugli altri.
Confronta, imita, invidia.
Non perché gli altri siano migliori, ma perché dentro non si è ancora formata una voce stabile.
L’invidia nasce da qui: dal non aver rinsaldato la propria mente.
Il saggio non rifiuta ciò che viene dall’esterno, ma non lo inghiotte: lo trattiene, lo osserva, lo lavora.
Prende ciò che incontra e lo rende coerente con sé.
Non copia, non colleziona, trasforma.
Ciò che trasformi ti appartiene, ciò che non trasformi ti governa.
Per questo non basta assorbire, occorre digerire, non basta sapere, occorre diventare.
E diventare richiede lentezza, attenzione, fedeltà a se stessi.
Non limitarti a stare, non vivere di riflesso.
Non lasciare che il tuo animo diventi un luogo di passaggio.
Assorbi, elabora e poi crea.
Seneca.