Numero3756.

 

U N     C O N S I G L I O

 

A parità di competenze, chi saluta con cortesia, chi è umile e colto avrà sempre più opportunità degli altri.

Non basta essere bravi, la tecnica da sola non basta.

Tra due persone ugualmente capaci, vince chi ha l’atteggiamento migliore.

La vera abilità non si perfeziona con la tecnica, si perfeziona con il carattere.

Le persone non scelgono solo chi sa di più, ma chi le fa sentire bene.

Numero3755.

 

M I S T E R O

 

Le persone tendono ad essere attratte da ciò che non comprendono completamente.

Quando tutto è immediatamente chiaro, prevedibile o palese, l’interesse spesso diminuisce più velocemente e può comparire addirittura la noia.

Il mistero crea curiosità, attenzione e coinvolgimento emotivo.

Non significa fingere o manipolare gli altri, ma evitare di mostrare continuamente ogni pensiero o emozione o intenzione.

Oggi molte persone sentono il bisogno di spiegare tutto, raccontare tutto e rendersi sempre accessibili e disponibili.

A volte, invece, mantenere una parte di sé più riservata può rendere una presenza più interessante e intensa.

Anche nelle relazioni quotidiane, il fascino nasce spesso dallo spazio lasciato all’immaginazione e alla scoperta graduale.

Chi parla poco, ma con autenticità, spesso lascia un impatto più forte di chi cerca continuamente attenzione.

Il mistero, quando nasce dalla sicurezza interiore e non dalla freddezza,può rendere i rapporti più profondi e meno superficiali.

 

@ilmegliodeilibri

Numero3754.

 

 

MANTENERE STANDARD ELEVATI
SENZA ESSERE OSSERVATI

 

 

Molte persone danno il massimo solo quando vengono osservati o giudicati da altri.

Ma il vero cambiamento si costruisce nei momenti in cui nessuno vede quello che fai.

È lì che si capisce quanto sei disciplinato e coerente con i tuoi obiettivi.

Mantenere standard elevati anche nel silenzio quotidiano richiede carattere e autocontrollo.

Le abitudini che ripeti in privato influenzano i risultati che ottieni nel tempo.

Chi ha successo in modo duraturo non si impegna solo quando è motivato, ma continua anche nei giorni più difficili.

La costanza invisibile crea risultati visibili.

Ogni piccola scelta rafforza il tipo di persona che stai diventando, che tu hai deciso di diventare.

Non serve impressionare gli altri, serve rispettare gli standard che hai scelto per te stesso.

È questo che costruisce fiducia e solidità nel tempo.

 

 

@ilmegliodeilibri

Numero3753.

 

DETTO   SENZA   PRESUNZIONE

 

Se qualcuno non ha,

non ti dico la voglia,

ma neanche il tempo,

per condividere “qualcosa”,

allora quel “qualcosa”

è, ahime, ben poca cosa.

Vive costui di abitudini,

consolidate nel tempo,

di priorità inconcludenti,

come uno sterile mantra.

La paura dell’ignoto,

la fobia del diverso

sono filtri intasati che

intercettano la qualità

del “meglio” della vita:

il nuovo che stimola,

il livello che fa crescere,

la trasgressione creativa.

“Vola in alto con le aquile,

non razzolare con le galline”.

Numero3752.

 

 

C A M B I A M E N T O

 

 

Non puoi cambiare il passato, ma puoi rovinare il presente preoccupandoti del futuro.

 

Quello che tolleri è ciò che continuerà.

 

Le persone non resistono al cambiamento: resistono quando qualcuno cerca di cambiarle.

 

Se sei bloccato è solo perché ti senti intrappolato in certi schemi che tu conosci e non vuoi, o non puoi, cambiare.

 

A volte, le battaglie più dure sono quelle che combatti dentro di te, quando “senti” di dover cambiare.

 

La qualità della tua vita dipende dal tuo modo di pensare.

 

Ciò che occupa la tua mente finisce per controllare la tua vita.

 

Il prezzo di non seguire il tuo cuore è passare la vita a chiederti come avrebbe potuto andare.

 

 

@iulianalateaofficial

Numero3751.

 

da QUORA

 

 

Scrive Furiosa, corrispondente di QUORA

 

 

Quali sono i tratti di una persona che ha il QI superiore alla media.

 

  1. Dubiti più spesso di quanto tu sia sicuro. E questa non è debolezza, ma il segno di un pensiero complesso. L’effetto Dunning-Kruger funziona al contrario: più è alto l’intelletto, più variabili vedi e più diventa difficile dire “è tutto chiaro”. Nella tua testa non c’è mai una sola risposta, ma 3 o 4 versioni diverse, ognuna con le sue sfumature. Per questo non urli più forte degli altri — pensi più a lungo degli altri.
  2. Ti stancano le conversazioni superficiali. Non perché le persone siano “sbagliate”, ma perché percepisci rapidamente il livello di profondità del dialogo. Il 70–80% delle conversazioni quotidiane è solo uno scambio di ovvietà, senza un reale movimento del pensiero. O inizi ad approfondire l’argomento, oppure perdi interesse. E spesso ti ritrovi a pensare: “Sono solo, anche in mezzo alla gente”.
  3. Hai un dialogo interiore costante. Ripassi le situazioni, modelli gli esiti, analizzi il comportamento delle persone. Non è ansia pura: è un lavoro attivo del cervello. L’effetto collaterale, però, è la difficoltà a fermarsi. Anche il riposo si trasforma in analisi, e il silenzio diventa la continuazione del processo mentale.
  4. Vedi contraddizioni dove gli altri vedono un quadro semplice. Per te, qualsiasi situazione è multilivello. Puoi comprendere entrambe le parti di un conflitto, anche senza essere d’accordo con nessuna delle due. Questo ti dà profondità, ma rende le decisioni più difficili, perché la “verità” smette di essere ovvia.
  5. Il segnale più silenzioso è la sensazione di non integrarti mai completamente. Non per arroganza, ma per una reale differenza di percezione. Puoi adattarti, semplificare il tuo linguaggio, adeguarti al contesto; ma dentro di te rimane la sensazione che un vero contatto quasi non esista. La domanda non è se tu sia intelligente o meno. La domanda è: hai trovato un ambiente in cui non devi semplificare te stesso?

Numero3750.

 

 

da QUORA

 

 

PICCOLE STORIE DI DONNE STRAORDINARIE

 

Post di Gaetano Antonio Riotto, corrispondente di QUORA

 

 

MARILYN VOS SAVANT

 

 

Aveva un quoziente intellettivo di 228, il più alto mai registrato. Più di Albert Einstein, più di Stephen Hawking, più di chiunque altro sia mai stato misurato. Il Guinness World Records la consacrò come la persona di sesso femminile con il QI più alto del pianeta: Marilyn vos Savant. Un cognome che sembra scritto dal destino stesso. “Savant”: sapiente.

A dieci anni aveva già letto, compreso e memorizzato tutti i ventiquattro volumi dell’Encyclopaedia Britannica. Non li aveva solo sfogliati: li aveva fatti suoi, come se la conoscenza fosse per lei un respiro naturale.

Eppure, la sua vita prese una strada diversa da quella che tutti si sarebbero aspettati. Quando pensiamo ai geni, li immaginiamo chiusi in laboratori, circondati da formule e premi accademici. Marilyn invece scelse un’altra via: decise di scrivere, di spiegare, di parlare alle persone comuni.

Dal 1986 iniziò a rispondere alle domande dei lettori nella rubrica Ask Marilyn sulla rivista Parade. Ogni settimana affrontava quesiti di logica, matematica, filosofia, paradossi. Le lettere arrivavano da ogni angolo del mondo: domande semplici solo in apparenza, spesso trabocchetti per la mente.

Nel 1990, però, accadde qualcosa che la rese celebre ben oltre i confini della sua rubrica. Un lettore le sottopose il famoso “Monty Hall problem”, un rompicapo statistico tratto da un quiz televisivo. Marilyn pubblicò la soluzione corretta, ma quasi nessuno le credette. Migliaia di matematici, professori e statistici la contestarono pubblicamente, accusandola di non capire la matematica, di aver commesso un errore banale. Alcuni usarono toni che oggi farebbero arrossire.

Poi arrivarono le dimostrazioni formali. E la verità, semplice e innegabile: aveva ragione lei.

Non fu solo una vittoria matematica, ma una lezione per tutti: sull’arroganza, sull’intuizione, su quanto sia facile lasciarsi ingannare dalle apparenze.

Marilyn non diventò mai una “genia da laboratorio”. Non cercò la gloria accademica. Preferì usare la sua intelligenza come ponte, non come torre d’avorio. Smontava miti, analizzava affermazioni politiche, spiegava concetti complessi con una chiarezza sorprendente. Dimostrava che la vera intelligenza non è complicare, ma rendere semplice.

Si sposò con Robert Jarvik, l’inventore del cuore artificiale Jarvik-7, e contribuì alla fondazione della Mega Society, dedicata a chi possiede capacità cognitive eccezionali.

Ma la sua storia non è fatta di numeri. Non è il 228, non è il record, non è il titolo. È la scelta.

Marilyn vos Savant non visse per stupire il mondo con il suo quoziente intellettivo. Visse per mettere in discussione le certezze, per insegnare a pensare, per ricordare che anche le menti più brillanti possono sbagliare — e che la verità non si misura dal volume della voce.

Il genio non è solo risolvere equazioni impossibili. È avere il coraggio di restare lucidi quando tutti ti dicono che stai sbagliando. È trasformare l’intelligenza in chiarezza. È parlare al mondo senza sentirsi sopra il mondo.

Forse è proprio questo che rende una mente davvero straordinaria: la capacità di illuminare la strada anche a chi non sa di essere al buio.

Numero3749.

 

 

METACOGNIZIONE

 

 

La forma più alta d’intelligenza non è il quoziente intellettivo, non è la logica, non è la memoria, né la velocità di ragionamento oppure l’intuizione.

Secondo le neuroscienze, l’intelligenza più rara e importante è qualcosa di completamente diverso.

La maggior parte delle persone non la sviluppa mai, e chi ci riesce finisce silenziosamente per superare tutti gli altri.

La forma più alta d’intelligenza è la “metacognizione”, cioé la capacità di pensare i propri pensieri.

Non reagire ciecamente, non vivere con il pilota automatico inserito, ma osservare la propria mente in tempo reale.

Significa accorgersi dei propri pensieri, mettere in discussione la propria reazione, interrompere i propri riflessi emotivi e aggiornare le proprie convinzioni, invece di difenderle.

Ogni volta che dici: “Aspetta, in che modo sto reagendo?”, il tuo cervello inizia a cambiare.

I neuroscienziati hanno scoperto che, quando tu osservi i tuoi stessi pensieri, si attiva una regione del cervello chiamata “corteccia prefrontale anteriore”.

Questa regione non serve all’azione, non serve all’emozione, serve all’auto-osservazione: il tuo cervello letteralmente rivolge la sua attenzione verso l’nterno.

E la maggior parte delle persone manda avanti automaticamente il proprio software mentale.

La metacognizione, invece, è diversa: è come un computer che riesce a modificare i propri programmi e processi mentre è ancora in funzione.

Ed è per questo che le persone consapevoli evolvono molto più velocemente degli altri.

Non è qualche assurda malattia motivazionale da “mindset”, è un rimodellamento neuroelettrico.

La consapevolezza modifica il sistema e la maggior parte delle persone non sviluppa mai questa capacità.

Perché la “metacognizione” è estremamente scomoda, richiede di fermarsi, inece di reagire, mettersi in discussione, invece difendersi e di guardarsi fallire con onestà.

L’ego odia tutto questo, la crescita lo richiede.

 

 

da YouTube

 

Numero3748.

 

CORPO   E   MENTE

 

Non ho mai dato importanza

agli anni che passano, perché

la vecchiaia non esiste, se

mantieni vivi i tuoi interessi.

Il corpo faccia pure quello

che vuole, io non sono il corpo,

io sono la mente.

 

 

 

Rita Levi Montalcini.

Numero3745.

 

TERRIBILE   MA …. VERO

 

Tu sei quello che fai, non quello che prometti di fare.

Nessuno si renderà conto del tuo valore, finché non si sentirà la tua assenza.

Non combattere affinché qualcuno ti ami, combatti per qualcuno che già lo fa.

Non credere che una persona che ama la pace sia incapace di combattere.

Un solo minuto di rabbia, di lussuria, di avidità, può distruggere una vita di duro lavoro.

Ogni lezione che tu rifiuti di imparare continuerà a ripresentarsi finché non la affronterai.

Finché stai sul treno sbagliato, diventerà sempre più caro tornare a casa.

La paura non fermerà mai la morte; rovinerà soltanto quello che ti resta da vivere.

Non guarirai mai nello stesso ambiente che ti ha fatto ammalare.

Niente è peggio di non realizzare il tuo pieno potenziale.

La vera ricchezza è non avere problemi di salute.

 

@DailyReminder

Numero3744.

 

CONSIGLI   DI   VITA

 

Il consiglio di vita è semplice: sii coerente con te stesso e continua a migliorarti.

Non permettere che la paura o il fallimento ti impediscano di tentare.

Ogni sbaglio è una lezione che ti aiuta a crescere.

Non lasciare che una buona azione passi ignorata.

Non far restare senza risposta una parola gentile.

Non permettere mai che qualcuno, che ha fatto la differenza nella tua vita, si chieda se conta veramente per te.

Di’ alle persone che esse sono importanti per te, mostra loro quanto sono apprezzate.

Fallo oggi, prima che questa occasione scivoli via.

Sii gentile con gli altri, ma rispetta anche te stesso e stabilisci dei confini.

Usa saggiamente il tuo tempo e concentrati su ciò che conta veramente.

Circondati di persone positive che supportano i tuoi sogni.

Abbi pazienza, perché le cose buone richiedono tempo.

Non paragonare il tuo percorso a quello degli altri: ognuno ha il suo sentiero.

Fidati delle tue capacità e confida nel tuo progresso.

Con onestà, duro lavoro e positivo assetto mentale, puoi costruire una vita significativa e di successo.

 

da YouTube

 

Numero3743.

 

INTELLIGENZA  COME  CAPACITA’  DI  CAMBIARE 

 

Una persona intelligente si riconosce non dai titoli di studio, né dalla professione, ma dalla capacità di aggiornarsi e di cambiare.

Lo spiega Oscar Wilde quando dice che la coerenza è l’ultimo rifugio delle menti poco creative.

Per coerenza si intende il mantenimento a priori delle proprie convinzioni e dei preconcetti a cui si resta fedeli per pigrizia mentale e assenza di spirito critico, evitando accuratamente di prendere in considerazione altre possibili realtà e verità.

Le persone intelligenti dicono: “Ah, non ci avevo pensato”, “Questo non lo sapevo”, oppure “Sì, ha senso, fammi riflettere”.

La maggior parte delle persone si impunta per difendere il proprio ego, cioè il proprio punto di vista , parziale o unilaterale, magari basato su conoscenze ed esperienze limitate, non verficate o accettate acriticamente.

Le persone intelligenti, invece, aggiornano le proprie convinzioni.

Sono curiose e non stanno sempre sulla difensiva, per conservare l’unica verità che conoscono che, magari, unica non è, ma è comoda, tradizionale, consuetudinaria, se non, addirittura, infondata o falsa.

Si chiedono: “C’è qualcosa che ancora non so?”, invece di cercare di averla vinta a tutti i costi.

Non legano la loro identità all’avere ragione e trattano l’errore come esperienza, non come fallimento.

Anche Albert Einstein l’aveva sostenuto, dicendo che la misura dell’intelligenza è la capacità di cambiare.

Ecco, allora, il vero vanto: saper dire, senza vergogna: “Ho cambiato idea”.

 

Ispirato a @stanzazen

Numero3742.

 

LA  FELICITA’  NELLE  PICCOLE  COSE

 

Esistono gesti piccoli, quasi invisibili, che cambiano il destino della tua energia.

Quando pulisci la tua soglia, inviti la fortuna ad entrare.

Quando fai brillare uno specchio, permetti alla luce del tuo cuore di riflettersi nel mondo.

Apri una finestra al mattino: lasci che la casa respiri con te.

Pronuncia “Grazie”, “Ce la posso fare”: sono calamite per il bene.

E, infine …. lascia andare.

Un oggetto vecchio, un rancore, un peso.

Perché, quando crei vuoto intorno a te, la vita ti restituisce spazio per la serenità.

La felicità è un’abitudine che si coltiva nei dettagli.

 

@healingsoulmusic