Numero2918.

 

Alcuni stupidi trucchi psicologici che funzionano davvero.

 

da  QUORA

 

Scrive Narciso, un corrispondente di QUORA

 

Alcuni dei trucchi psicologici più stupidi che funzionano davvero sono quelli che si basano su pregiudizi o stereotipi. Ad esempio, è stato dimostrato che le persone sono più propense a fidarsi di qualcuno che indossa abiti costosi o che parla con un accento che considerano “prestigioso”. Allo stesso modo, le persone sono più propense a credere a qualcosa se viene detto da qualcuno che ritengono autorevole, anche se non c’è alcuna prova a sostegno di quella affermazione.

Sono una sorta di “manipolazione” sulle persone. Esistono studi che hanno identificato alcuni di questi effetti.

L’effetto Barnum: questo effetto si basa sul fatto che le persone sono più propense a credere a affermazioni generali e vaghe che potrebbero essere applicate a chiunque. Ad esempio, se diciamo a qualcuno che è “un individuo creativo e originale”, è più probabile che ci creda, anche se non c’è alcuna prova a sostegno di questa affermazione.

L’effetto Dunning-Kruger: questo effetto si basa sul fatto che le persone incompetenti sono spesso inconsapevoli della propria incompetenza. Questo può portare a situazioni in cui le persone incompetenti sono più propense a prendere decisioni sbagliate o a credere a cose false.

L’effetto placebo: questo effetto si basa sul fatto che le persone possono sperimentare effetti positivi anche se assumono un placebo, ovvero un farmaco inefficace. Questo può essere dovuto al fatto che le persone credono che il farmaco funzionerà, il che può portare a un cambiamento nel loro comportamento o nel loro stato d’animo.

Qualche trucchetto che puoi usare.

Chiamare qualcuno per nome. Questo è uno dei trucchi psicologici più semplici e più efficaci. Quando chiami qualcuno per nome, gli stai dimostrando che sei interessato a lui e che lo stai ascoltando. Questo può creare un senso di connessione e fiducia.

Indossare il rosso. Il rosso è considerato un colore caldo e passionale, e si pensa che possa aumentare l’attrazione sessuale. In uno studio, le donne che indossavano abiti rossi sono state giudicate più attraenti dagli uomini rispetto alle donne che indossavano abiti di altri colori.

Le donne vedono più colori degli uomini. Questo è un mito che è stato smentito dalla scienza, ma continua a essere popolare. In realtà, uomini e donne hanno lo stesso numero di recettori del colore nei loro occhi. Tuttavia, le donne tendono a essere più abili nel distinguere tra sfumature di colore simili.

Per le relazioni a lungo termine le persone vedono le personalità. In una relazione a lungo termine, le persone tendono a concentrarsi sulla personalità del loro partner piuttosto che sul loro aspetto fisico. Questo è probabilmente perché l’attrazione fisica può svanire nel tempo, mentre la personalità è più duratura.

Se qualcuno mangia male significa che è depresso. Questo è un altro mito che non è supportato dalla scienza. È vero che alcune persone che soffrono di depressione possono perdere l’appetito o mangiare troppo, ma non è sempre il caso. Ci sono molte altre possibili cause di problemi alimentari, come lo stress, la genetica o le abitudini alimentari sbagliate.

Potete mentire al vostro cervello. Questo è un trucco psicologico che può essere usato per migliorare le proprie prestazioni. Ad esempio, se dovete fare un discorso, potete immaginarvi che il pubblico vi applauda calorosamente. Questo può aiutarvi a sentirvi più sicuri e a dare una performance migliore.

Numero2901.

 

V I T A    D O P O    L A    M O R T E

 

da  QUORA

 

Scrive un corrispondente sotto lo pseudonimo di “Tirannoide”:

 

Dove sono finiti tutti coloro che sono morti? Siamo destinati al nulla?

 

Logicamente parlando, non è detto.

Prevedo già che qualcuno abbia la tastiera pronta per scrivermi, dopo aver appena letto la prima frase. Calma e leggi prima fino alla fine. La risposta è lunga proprio perché parla di concetti logici complessi che non si sentono tutti i giorni, perché nessuno, né tra gli atei, né tra i religiosi è disposto a pensarci con serietà e onestà intellettuale.

Premetto che sono agnostico (con avversione verso la religione oltretutto).

Agnostico: cioè qualcuno che non crede finché non vede ma, allo stesso tempo, non da per scontato che se non vediamo qualcosa allora questa cosa non può per forza esistere. Diciamo che l’agnostico ha la visione più oggettiva di tutti perché non ha un bias cognitivo né a favore di certi concetti, né contro certi concetti, ma cerca di analizzare la cosa più oggettivamente e imparzialmente possibile andando tanto in profondità. Questa analisi è interamente basata sulla logica.

Quindi perché penso che dopo la morte potrebbe (forse) anche esserci qualcosa ?

La possibilità che ci sia qualcosa dopo la morte (in qualche forma non specificata), ritengo sia del 50 %, dopo una lunghissima analisi durata un decennio, che sto per condividere con voi il più brevemente possibile.

Indice di dimostrazioni/prove a favore della vita dopo la morte:

  1. Dimostrazione che un concetto “assurdo” può tranquillamente essere reale
  2. Il raziocinio e la sua base
  3. Possibilità concrete di vita dopo la morte con quello che conosciamo adesso
  4. I limiti intrinseci

Cominciamo. Buona lettura !

  1. Dimostrazione che un concetto “assurdo” può tranquillamente essere reale

Partiamo con la dimostrazione che ciò che suona logicamente assurdo (come la vita dopo la morte) può tranquillamente essere reale.

Nei tempi da Newton in giù (la maggioranza della storia), era logico, razionale e pesantemente ovvio che il tempo fosse lineare, universale e costante. Pensarla diversamente era assurdo e andava contro ogni briciolo di buon senso e logica. Poi Einstein scoprì la relatività e che il tempo non scorre linearmente e costantemente ma può essere rallentato e addirittura può scorrere diversamente in due “locazioni” diverse dello stesso oggetto. Ovviamente fu preso in giro per la sua teoria dalla maggioranza della comunità scientifica siccome era andato contro ciò che era pesantemente ovvio e chiaramente innegabile cioè che il tempo è assoluto.

Poi quando Einstein riuscì a dimostrare la sua teoria ricevette i riconoscimenti dalla stessa comunità scientifica. (Vi spiego alla fine di questi esempi cosa implica).

La meccanica quantistica è un altro esempio di sputo in faccia alla logica convenzionale.

Da sempre è stato logico, normale e totalmente innegabile da qualsiasi buon senso che un oggetto può solo essere in una posizione e non in due o più contemporaneamente. Se c’è qualcosa sul tavolo allora è sul tavolo, punto e basta. Non può essere anche in Russia contemporaneamente! Lo era fino a qualche anno fa almeno. Non avrebbe il minimo senso, non meriterebbe nemmeno un pensiero al riguardo.

Poi è venuta la meccanica quantistica che ha dimostrato che qualcosa può avere due posizioni contemporaneamente (superposizione quantistica) e che addirittura ci possono essere due particelle diverse che interagiscono istantaneamente e corrispondentemente appena una di loro subisce un cambiamento (quantum entanglement).

Non fraintendetemi, non sto dicendo che la meccanica quantistica è magia nera. Anche essa segue una logica e delle leggi della fisica, tuttavia segue leggi diverse e si comporta in modo totalmente alieno rispetto al resto della realtà. Immaginare una cosa del genere 100 anni fa era follia totale senza senso, era oltre l’immaginabile, ma poi si è dimostrato reale un evento del genere, sputando in faccia senza sentimenti a ciò che chiamavamo logica.

Il fatto che le cose non possono apparire dal nulla è un dato di fatto logico e innegabile. Però ancora una volta siamo stati costretti a ricrederci.

Quando abbiamo un totale vacum (vuoto), in cui non c’è niente, parliamo del NULLA assoluto, succede che delle particelle vengono generate dal nulla per poi annullarsi con le proprie controparti antimateriche subito dopo. Qualcosa di misterioso, illogico e impensabile, però anche questo si è dimostrato reale.

Non ci pensate spesso però se vi fermate un attimo noterete che il concetto stesso di esistenza è follia totale. Com’è possibile che le cose esistano ? Perché devono esistere ? Perché la materia si è aggregata da sola per creare la vita ? Anche il concetto di vita è assurdità. Si tratta di processi chimici così complessi che la possibilità che tutto questo accada è il numero più vicino allo 0 che puoi immaginare. Però eccoci qui, non ostante la possibilità che qualcosa del genere accada sia praticamente 0. Un’altra prova che anche una cosa infinitamente improbabile e folle può tranquillamente essere reale e accadere per un motivo o per l’altro.

L’esistenza della coscienza e dell’individuo è follia totale. Che la materia possa prendere consapevolezza con delle aggregazioni chimiche è qualcosa di totalmente straordinario. Non conosco bene i particolari della coscienza quindi non mi dilungo troppo a parlare di essa, anche perché ci tengo a dare informazioni corrette nel modo più semplice. Sono tutti d’accordo con il fatto che la coscienza è qualcosa di molto improbabile e complesso e conosciamo ancora ben poco del suoi funzionamento.

Perché vi ho fatto tutti questi esempi storici della vita reale ?

Vi ho fatto questi esempi per farvi capire soltanto una cosa: che anche quando qualcosa suona totalmente impossibile a prima vista, o quando sembra altamente improbabile, può ancora essere reale o accadere (come dimostrato da questi esempi lampanti). Il fatto che suoni illogico o estremamente improbabile non è un motivo per escludere un’ipotesi. Addirittura anche qualcosa di verificato e dimostrato oltre ogni dubbio si può dimostrare falso in futuro (come il tempo indubbiamente lineare prima di Einstein e la fisica classica prima della meccanica quantistica).

Quindi anche qualcosa come la vita dopo la morte potrebbe essere possibile e potrebbe essere dimostrato un giorno, anche se suona assurdo o improbabile per ora.

Che cosa lo dimostra ?

Lo dimostrano tutti questi forti ed estremi esempi pratici del mondo reale nella storia che sono ufficialmente dimostrati dalla scienza. Penso che solidificare questa frase più di così sia impossibile.

2. Il raziocinio e la sua base

In pratica, avevamo determinati strumenti in passato che ci permettevano di analizzare la realtà fino a un certo punto e da li si costruiva la nostra logica. Poi i nostri strumenti sono migliorati e abbiamo scoperto una porzione maggiore della realtà che ha cambiato la nostra logica espandendola e aggiornandola. In futuro accadrà ancora e ancora, possibilmente senza un limite definito. Più diventano complessi i nostri strumenti più scopriamo che la realtà è diversa da come ce la immaginiamo e ciò che chiamiamo “logica” e “raziocinio” cambiano e si aggiornano per comprendere meglio le nuove porte aperte, le nuove possibilità e i nuovi ordini di magnitudine e di comprensione.

Cosa sono quindi il raziocinio e la scienza ?

La scienza, la logica e il raziocinio non sono altro che Il metodo scientifico. Il metodo scientifico non è altro che un’interpretazione che tenta di comprendere la realtà nel modo più realistico possibile in base agli strumenti e alle conoscenze attualmente presenti. Nel momento in cui i nostri strumenti e le nostre conoscenze si aggiornano, allora cambia anche l’interpretazione della realtà e anche il metodo scientifico si aggiorna e diventa più preciso a interpretare la realtà.

Questo è il motivo per cui una volta molte cose che erano totalmente illogiche e folli sono diventate dimostrate e logiche OGGI. Non è perché la scienza si droga, ma perché è migliorata e ha espanso i suoi confini ed è stata capace di vedere angoli della realtà che prima non vedevamo.

Perché il metodo scientifico e i nostri strumenti si sono aggiornati, sono diventati più potenti e sono stati in grado di guardare più in profondità negli abissi della realtà. Questo è destinato a succedere altre infinite volte nel futuro, come è sempre successo fino ad ora. Siamo solo agli inizi della scienza.

Quindi ripeto. La scienza non è assoluta perché anche essa è in continuo aggiornamento e contraddizione. Quindi, ciò che oggi suona impossibile o improbabile (la vita dopo la morte nel nostro caso) può ancora (non è detto) essere dimostrato reale in futuro dopo i miglioramenti dei nostri strumenti e del metodo scientifico.

3. Possibilità concrete di vita dopo la morte con quello che conosciamo adesso.

Queste che arrivano adesso sono speculazioni di mia mano. Non sono dati dimostrati al 100 % a differenza di tutto quello scritto sopra. Però le ritengo possibilità valide.

  1. Se il tempo è un corridoio fisico in quattro dimensioni come le interpretazioni della fisica suggeriscono (non è ancora dimostrato, è solo una possibilità) allora siamo immortali nel tempo, semplicemente continueremo a fare la nostra vita per sempre siccome il tempo è un oggetto fisico e quindi semplicemente “siamo”, indelebili nella nostra esistenza, nel nostro tempo. Se muori non sparisci, rimani ancora fisicamente nella tua parte di corridoio quadridimensionale dove esisti in loop (cerchio, circolarità). Questo tipo di loop è un loop che non inizia e non finisce ma che semplicemente “è”. Da non confondere con il loop che si alterna tra due stati diversi in eterno. Sarebbe difficile da spiegare ma penso che basti così. Se un giorno si viene a scoprire con certezza che il tempo è un corridoio fisico, allora sappiate che avremo anche scoperto l’immortalità.
  2. Prima di nascere eri il nulla, se poi sei nato, vuol dire che c’è un modo per uscire dal nulla. Nel senso che esiste una determinata configurazione di materia e di condizioni che devono allinearsi per fare in modo che la casualità manifesti la tua coscienza ancora una volta da qualche parte dell’universo sotto forma di qualche altro essere vivente magari, concetto simile alla reincarnazione. Se è successo una volta allora forse accadrà ancora, non è insensato pensarlo. Un contro argomento sarebbe dire che se io copio un file e lo incollo nel computer da un’altra parte allora questi due file sarebbero due file diversi e non lo stesso file (quindi non tu). Quindi anche se la casualità rimanifestasse la tua configurazione di essenza di nuovo, non saresti più “tu”. Un contro-contro argomento sarebbe dire che “allora non tutto è stato copiato, per esempio il file ha una diversa locazione nel computer ed è mostrato da diversi fotoni dal display e inoltre il file “me” esiste già. Forse il “me” deve prima scomparire”. Gli argomenti e i contro argomenti di questa ipotesi sono tutti abbastanza validi e ce ne possono essere anche di più. Credo che renderlo più complesso di così non serve. Semplicemente “tu” sei successo perché sei possibile e in quanto possibilità sei rimanifestabile con lo scorrere della casualità.
  3. La fisica quantistica ha quasi dimostrato l’esistenza degli universi paralleli infiniti (basati sulla funzione d’onda), dove ogni possibilità che potrebbe accadere è già accaduta, solo che ancora non  ne abbiamo la certezza. Se parlavi di universi paralleli qualche tempo fa venivi visto come pazzo, pero adesso abbiamo prove molto solide per sospettare della loro esistenza. Io direi che nel caso più pessimistico la possibilità è del 50 %. È infinitamente complesso spiegare le prove, però puoi leggere “Schrödinger and parallel universes”. Se esistono infiniti universi allora esistono indefinite versioni di TE (possibilmente interconnessi dalla funzione d’onda) e quindi forse hai l’immortalità quantistica in teoria. Non è detto che sei immortale solo perché ci sono infiniti universi quantistici ma di certo aumentano le possibilità a dei livelli abbastanza probabili.
  4. Forse la coscienza umana è qualcosa di molto diverso da quello che immaginiamo e forse sopravvive alla morte in una forma diversa, non possiamo saperlo perché è ancora un fenomeno troppo astratto, anche se gli scienziati pensano sia prodotta dal cervello. Questo non vuol dire che se il cervello muore allora anche la coscienza finisce, non necessariamente. Per esempio, se spegni un’elettrocalamita il suo campo magnetico sparisce, però l’onda magnetica emanata si propaga in eterno. Può essere che la coscienza risieda in un campo e che venga intrattenuta dal cervello un po’ come la calamita fisica intrattiene il campo magnetico. Se la calamita viene danneggiata allora anche il modo in cui il campo si manifesta cambia e questo spiega perché quando danneggi il cervello cambia anche il tuo modo di essere cosciente. Quando il cervello muore allora si disgrega e anche il campo della coscienza si disgrega con esso. Però non sparisce, si disgrega e cambia forma. Il campo continuerà ad esistere. Si tratta di un grandissimo FORSE. Sappiamo ben poco sulla coscienza.
  5. Non puoi morire perché non sei vivo, perché 1 oggetto morto più un altro fanno 2 oggetti morti. Noi siamo fatti di atomi, che sono oggetti senza vita, il che rende anche noi grossi oggetti senza vita. Una volta morti cambiamo modo di essere, rimaniamo sempre gli stessi oggetti morti soltanto in forma diversa. Il problema con questa teoria è che se io faccio a pezzi un tavolo non avrò tavoli più piccoli ma avrò la segatura del tavolo. Quindi se qualcuno muore, non diventerà tante piccole coscienze ma semplicemente da oggetto morto cosciente passerà a oggetto morto non cosciente, quindi si passa da un tipo di morto particolare (cosciente) ad un altro modo di essere di morto (non cosciente).

Come potete vedere abbiamo già delle possibilità non ignorabili per continuare ad esistere in qualche forma dopo la morte e abbiamo esplorato queste teorie basandoci sulla nostra scienza attuale che è limitatissima.

Immaginate quanto si arricchirà la lista quando la scienza esplorerà meandri inimmaginabili della fisica e del cosmo.

4. I limiti intrinseci

Il concetto lovecraftiano: questa argomentazione è fantastica. Quando eravamo ominidi pensavamo di sapere quasi tutto, non sapevamo nulla; poi quando abbiamo fuso il ferro pensavamo di sapere tutto, non sapevamo nulla; poi quando abbiamo acceso la lampada abbiamo pensato di sapere tutto, non sapevamo nulla; poi è arrivata la fisica quantistica e ha sconvolto la nostra visione della realtà in una maniera incredibile facendoci ancora pensare di sapere qualcosa della realtà. Hai capito dove cerco di arrivare ?

Abbiamo sempre pensato di sapere tutto ma non sapevamo mai niente, e anche adesso è lo stesso, siamo arroganti e ingenui, pensiamo sempre di sapere qualcosa e poi la realtà ci travolge con scoperte che vanno oltre la follia e forse non esiste un limite a quanto non conosciamo. Anche le formiche pensano di sapere qualcosa sul mondo ma non sanno niente, così anche noi siamo come loro. Abbiamo sempre pensato di sapere ma non abbiamo la più pallida idea di quanto siamo ignoranti, siamo limitati tanto quanto quelle formiche che guardiamo al parco. La nostra limitata logica e scienza di cui andiamo confidenti sono come accendere una torcia nell’abisso dell’oceano pacifico e ci aspettiamo anche di potere vedere qualcosa: nulla, non vediamo nulla. La nostra torcia ci illumina a un metro dal naso ma l’abisso intero rimane intorno a noi e quindi cosa abbiamo capito della realtà? Nulla!

Come possiamo quindi essere così arroganti da sapere se c’è o non c’è nulla dopo la morte col nostro limitatissimo raziocinio che probabilmente è diversi ordini di magnitudine meno complesso di quello che serve per poter dare risposta a certe domande dove non c’è nemmeno un singolo modo di sperimentare o fare osservazioni? Leggi della fisica che non abbiamo scoperto, la fisica quantistica che dimostra una regione del micro cosmo che NON segue la logica tradizionale ma ha delle leggi completamente diverse, quasi fantastiche, che non fa altro che dimostrare come il raziocinio sia debole e limitato e come cose che sembrano impossibili possono succedere. Materia oscura e possibili materie ancora più sottili che creano strutture invisibili nell’universo che non vediamo, tante dimensioni e corridoi spaziali sottili sconosciuti, possibilità di esistenza diversa fuori dal buio cosmico e la componente lovecraftiana dell’inimmaginabile, perché bisogna considerare che io ho elencato solo ciò che conosciamo ma bisogna partire col presupposto (al 99,99% corretto) che siamo limitati come i plancton nell’oceano e che ci sono cose che non scopriremo mai e che la nostra mente non è capace fisicamente di processare che aumenta le possibilità nell’infinito.

Possiamo davvero dire di sapere qualcosa così fuori dalla nostra comprensione nella nostra consapevole ignoranza e limitazione ? Non si può dire con certezza perché probabilmente non conosciamo il 99.9 % di ciò che dobbiamo sapere dell’universo e di chissà cos’altro c’è là fuori in quell’ abisso nel buio cosmico e micro cosmico. Il 94 % della massa dell’universo è invisibile anche agli strumenti, ci sono particelle che dovrebbero esistere ma di cui non vi è traccia, il buio oltre al cosmo, i corridoi dimensionali dalla meccanica quantistica e chissà cos’altro che nemmeno immaginiamo. Siamo solo sulla punta della punta dell’iceberg.

L’ultima osservazione è un concetto valido che aumenta la possibilità che ci sbagliamo sulla morte e su qualsiasi altra cosa (parlo di possibilità e speculazioni) per il semplice fatto che ci ricorda che non sappiamo nulla e se ti basi sull’ignoranza allora non scoprirai mai la verità.

Siete ancora sicuri che non ci possa essere nulla dopo la morte ? Io non ne sarei così convinto.

 

 

Numero2873.

 

Tu sei molto di più di quello che vogliono farti credere gli altri

Ana Maria Sepe     Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi.

 

Il più grande timore che affligge l’umanità moderna si chiama: credere di non essere all’altezza; la paura di essere imperfetti, di non essere abbastanza bravi, belli, in forma, adatti ad un lavoro o ad una relazione (potrei continuare all’infinito)… è un problema con cui tutti (o quasi) ci siamo trovati a dover fare i conti nella vita. Le ripercussioni di una mentalità così sabotante sono molte e gravi. Quando questi pensieri disfunzionali iniziano a mettere radici più profonde al punto di compromettere la qualità della nostra stessa vita, forse è il caso che facciamo qualche passo indietro.

Alla base vi sono componenti cognitive rigide e limitanti

Una convinzione svalutante su sé stessi (“non sono abbastanza/non sono all’altezza”), che affonda le sue radici nelle prime esperienze infantili, cui si accompagna una decisione presa in quell’epoca (ad esempio “non sarò mai amato/apprezzato; non riuscirò mai nella vita”). E oggi quel messaggio lo portiamo dentro nella forma di aspettative perfezioniste e missioni impossibili che chiediamo​ a noi stessi. Aspettative a cui dobbiamo rispondere in diversi ruoli sociali, professionali, intimi. E l’ansia e la depressione fanno capolino.

Le frasi tipiche di chi si svaluta continuamente:

  • “non posso permettermi di sbagliare”;
  • “ci saranno delle conseguenze gravissime per la mia incapacità”;
  • “non ho speranze di arrivare dove voglio”;
  • “qualcosa ostacolerà sicuramente il mio cammino, indipendentemente dalla mia volontà”.

Non sentirsi all’altezza può essere una vera e propria arma puntata contro

Svalutare se stessi è un tipico esempio di mancanza di autostima che conduce ad uno stato di insoddisfazione. Svalutarsi significa, infatti, sminuire, ritenere e dichiarare se stessi inferiori al valore reale. Ma perché questo avviene? Perché alcune persone tendono a giocare al ribasso con la considerazione che hanno di loro stesse?

La svalutazione è una forza vampirizzante che divora e distrugge tutto ciò che di bello possiamo avere e sognare: guasta i rapporti, distrugge sogni ed aspirazioni e paralizza talenti e potenzialità, abituando la persona a credere di non avere gli strumenti adatti per vivere una vita all’altezza delle proprie aspettative.

Come nasce la convinzione di non essere abbastanza

I complessi di inferiorità possono diventare uno stile di vita, e l’incapacità di amarsi può diventare convinzione di valere poco. Forse avete sentito fino alla nausea la frase : ”Se tu non ti ami, chi mai potrà amarti?”. Anche se questo concetto contiene un fondo di verità, nella vita avviene spesso l’esatto contrario: molte persone imparano a credere in se stesse soltanto quando trovano qualcun’ altro che crede in loro.

La nostra autostima dipende moltissimo dalle esperienze che abbiamo avuto nei primi anni di vita: se le relazioni con le persone che si occupavano di noi ( genitori, nonni, insegnanti, ecc) sono state positive e gratificanti avremmo sviluppato probabilmente un immagine positiva di noi stessi. Se invece, i rapporti con chi ci stava vicino sono stati improntati all’ insegna della freddezza e delle critiche, quasi sicuramente avremmo sviluppato un opinione negativa di noi stessi e faremmo fatica ad accettarci e a credere nelle nostre potenzialità. Il bambino che non si sente accettato per quello che è veramente nella totalità del suo essere, tenderà ad incolparsi e a pensare:” Se i miei genitori mi criticano/ mi paragonano agli altri / non mi vogliono abbastanza bene , allora deve esserci qualcosa che non va in me”.

Questo bambino comincerà a credere che i suoi genitori non lo apprezzano abbastanza perché lui è stupido, cattivo, sbagliato, non si merita l’amore e comincerà a sviluppare un immagine negativa di se stesso. Involontariamente, da adulto tenderà a sabotare le occasioni di autoaffermazione e a fuggire dalle opportunità. Perché alla fine si avrà più confidenza con il fallimento che con il successo.

Fallire è un po’ tornare sui propri passi, riuscire vuol dire compiere delle trasformazioni, dentro e fuori di se

La paura di arrivare e non esserne all’altezza può riproporci continui insuccessi. Se riusciamo in una dieta, per fare un esempio semplice, si diventa probabilmente più attraenti per gli altri e questo può compromettere la nostra relazione attuale, potremmo ritrovarci a non saper più gestire situazioni nuove. Così, fallire significa rimanere nei nostri odiati ma rassicuranti chili di troppo.

Effetti del sottovalutarsi nella vita quotidiana

Quando si ha uno scarso concetto di se stessi, le percezioni che ci arrivano dalla realtà, condizionano la nostra capacità di osservare e valutare obiettivamente le situazioni: di conseguenza, cambiano le conclusioni a cui giungiamo. Ecco quali sono le conseguenze di valutazioni condizionate dal non sentirsi mai all’altezza di affrontare la vita:

  1. La paura dell’insuccesso ci induce a una mancata espressione delle nostre risorse personali, del nostro potenziale umano e delle nostre reali capacità, perché ci blocca alla non azione, confinandoci a una vita e a un lavoro molto al di sotto delle nostre potenzialità
  2. La percezione errata di se stesso e il senso di inferiorità uccide i nostri sogni, le nostre aspirazioni; le occasioni restano perdute e le opportunità sprecate, e questo principalmente perché noi per primi facciamo fatica a credere in ciò che possiamo fare.
  3. La paura di non essere accettati, giudicati, il bisogno di essere approvati, ecc… sono tutti pensieri invalidanti che pregiudicano la qualità delle nostre relazioni sia sociali che sentimentali. L’incapacità di piacersi ci rende egoisti a tratti narcisisti e fondamentalmente incapaci di apprezzare il buono che c’è negli altri. Ciò ci porta, col tempo, ad essere eccessivamente esigenti con chi ci è accanto, caricandoli della responsabilità di farci sentire all’altezza, quando noi per primi siamo convinti dell’opposto.

Invertire il proprio destino

Successo non significa diventare famosi, ricchi e potenti ma semplicemente realizzare quello che si desidera, andare avanti nella nostra vita, essere autentici. Senza bisogno di ristagnare nella sofferenza a tutti i costi. Fortunatamente, anche se si ha avuto un infanzia poco felice, è possibile imparare a volersi bene ma soprattutto imparare a guardarsi con occhi più benevoli.

Rifletti: chi è più piccolo di un bambino? Vive in mezzo a giganti, è dipendente in tutto dagli altri, all’inizio non è nemmeno padrone del proprio corpo. Eppure, l’hai mai osservato mentre impara a camminare? Niente lo può fermare, appena è in grado di stare in equilibrio si solleva sulle gambe incerte e si lancia cercando di raggiungere la sedia o il tavolo più vicini per potersi sorreggere di nuovo. E non smette neanche se cade in continuazione, ogni volta si rialza e ricomincia.

Per lui quel che conta è camminare: vuole prendere quell’oggetto lontano, rincorrere la mamma o il cane… E si diverte infinitamente a farlo, è una tale scoperta potersi muovere in modo autonomo e libero che di certo non sarà qualche capitombolo a intimidirlo. Ma la cosa importante è che quel bambino siamo tutti noi. Tutti quanti abbiamo quella perseveranza, quel coraggio, quella gioia di provare e sperimentare. Ce l’abbiamo avuta, infatti oggi camminiamo, ma la conserviamo intatta ancora oggi.

Basta ascoltare quella vocina che vuole farti credere che non vali! Basta ascoltare gli altri!

In tutti noi esiste un po’ di paura di non essere abbastanza, di non meritare amore… Ma se vuoi opporti a questo consigliere ostile e giudicante devi iniziare a confrontarti con le tue paure. C’è un piccolo esercizio che puoi fare per te stesso per ritrovare e percepire le tue risorse interiori. E se pensi di non averne, ti blocco subito: ne hai. Ne abbiamo tutti. Non tutti però siamo capaci di usarle e sfruttarle, di contare su queste risorse in modo attivo per determinare il nostro futuro.

Questo esercizio ti può aiutare a comprendere quali sono le tue risorse e aiutarti così a riacquisire sicurezza e fiducia nelle tue capacità e potenzialità. In poche parole, può contribuire a restituirti il coraggio che hai perduto per strada, chissà dove, e che ti servirà per lanciarti in avventure nuove e di affrontare le mille incognite del domani.

In che cosa consiste l’esercizio? Voglio che ogni giorno tu annoti su un piccolo taccuino tutto ciò che ritieni di aver appreso nella giornata trascorsa e tutte le difficoltà che sei riuscito ad affrontare. Nulla di trascendentale? Prova e mi dirai. Come ripeto sempre, il potere sta tutto nella semplicità.

Ciò che mi interessa è che tu sviluppi la capacità di riconoscere le tue risorse, che tu abbia consapevolezza della forza che hai dentro di te e degli ostacoli, piccoli o grandi che siano, che ti trovi già ad affrontare ogni singolo giorno. Voglio che tu impari a valorizzare te stesso e che tu possa vederti davvero senza quella vocina che, da dentro, ti ripete costantemente che non sei abbastanza. Tu sei molto più di quanto pensi.  Tu non sei gli altri. Tu sei molto di più: TU sei TU! Datti l’opportunità di scoprirlo.

Ti hanno insegnato che non vali

Ecco l’insegnamento che più ci danneggia.  Ti ricordi cosa ti ho scritto all’inizio di questo articolo? Ti ho spiegato che l’immagine che abbiamo di noi, si forma in ambito relazionale, in base a come ci hanno visti gli altri, in base a come ci hanno fatto sentire. Se per anni ci hanno fatto sentire come se non contassimo molto, noi continueremo a guardarci con quegli occhi, continueremo a pensare di non valere, di non meritare la felicità associata a uno stato di sana indipendenza. Eppure quella felicità, quell’appagamento, tu lo meriti.

Numero2852.

 

Segnali che stai sprecando la tua vita con la persona sbagliata

Ana Maria Sepe   Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. 

 

Capita a tutti: abbiamo passato dei bei momenti con il partner, abbiamo condiviso tante cose, ma non sempre tutto va come dovrebbe e siamo al punto in cui il rapporto fa stare male. Quando una relazione è sbilanciata (in termini di amore, dedizione, attenzione, impegno, rispetto), bisogna decidere se rimanere fedeli a un amore sbilanciato (quindi non corrisposto) o restare fedeli a se stessi. Questa è la scelta che siamo chiamati a compiere, questa è la nostra responsabilità.

Ognuno di noi ha caratteristiche differenti nel modo di relazionarsi agli altri

Risalire ai fattori che possono avere determinato queste differenze resta un’operazione estremamente complessa. Queste caratteristiche che ogni persona ha avuto in eredità, sono sempre la risultante di come siamo stati cresciuti dai nostri genitori o da persone che per prime si sono presi cura di noi. Tutto questo avviene quando ancora le strutture mentali non possiedono una forma definita e ogni aspetto della personalità è in piena fase di costruzione.

Amiamo come siamo stati amati

Già nei primi momenti di vita, il bambino può acquisire esperienze negative non sempre semplici da digerire. Per ipotesi, diamo all’inconscio una dimensione e immaginiamocelo come un apparato digerente. Ogni giorno della vita, l’inconscio è alimentato da esperienze belle e brutte che riesce più o meno a digerire e modellarsi di conseguenza. Un inconscio ben nutrito sarà sano e in forma, privo di ogni conseguenza.

Per rendere meglio il concetto: se ci capita di ingoiare un pezzo di vetro, questo non potrà essere scisso in alcun principio attivo, resterà lì e non riuscirà a dissolversi in nessun modo. Col passare degli anni, quel pezzo di vetro resterà integro nel nostro inconscio, mantenendo la forma originaria, ovvero come un oggetto estraneo. Bene, quell’oggetto estraneo è il nostro trauma. Non processato e non elaborato. Nei casi migliori, quel corpo estraneo diventa causa di disarmonie mentre nei casi peggiori, causa conseguenze più tangibili che prendono la forma di una ferita interiore che in un certo senso resterà sempre aperta.

Qual è il “motivo interiore” che ci porta a sacrificare le nostre esigenze e a mettere al primo posto quelle del partner?

È come se la caratteristica di fare di più di quanto facciano loro risponda a un bisogno personale inconsapevole. Un esempio può essere la necessità di porsi sempre in una posizione di “credito”, e mai in una posizione di “debito”.

Per molte persone è difficile pensare di dover qualcosa all’altro. Al contrario, ci si sente molto più sereni nell’essere dalla parte di chi dà, invece che ricevere. Ragionare sulle motivazioni profonde che ispirano questo tipo di rapporto con l’altro significa ripercorrere la propria storia personale; riflettere sulle emozioni, i bisogni, le paure che si associano a questo tipo di relazione. Si tratta di un lavoro difficile da spiegare a parole perché unico e diverso per ogni persona, così come uniche e diverse sono le esperienze di vita che hanno costruito un certo tipo di atteggiamento nei confronti del mondo.

Quando si è adulti, cosa succede?

Si diventa insicuri, inadeguati, non meritevoli d’amore. Una condizione costante, anche se disfunzionale; quasi come se fosse una sorta di seconda pelle cucita addosso che  ci porta ad adottare comportamenti più disparati pur di soddisfare ogni bisogno del partner e scongiurare così il rischio dell’abbandono e dell’ennesima sofferenza. Si asseconderà l’altro/a, sacrificandosi per lui/lei e preoccupandosi in tutto e per tutto del suo benessere, così da colmare le carenze affettive, emotive nonostante l’assenza, la svalutazione e la mancanza di riconoscimento da parte dell’altro.

Come spreca la vita chi vive una relazione sbilanciata

Amare una persona richiede reciprocità, preoccupazione e compromesso. Certo, è inevitabile dipendere dalla persona che si ama, soprattutto quando fa parte della nostra vita in modo così intimo e speciale. E’ legittimo preoccuparsi di tutto quello che fa, che esprime e che pensa.

Tuttavia, è necessario essere in armonia con le nostre emozioni se teniamo alla nostra salute emotiva. Dare tutto all’altro fino al punto di rimanere vuoti, ci trasforma in una specie di piccolo satellite che ruota attorno a un pianeta senza mai cambiare orbita. In pratica entriamo nell’orbita della dipendenza affettiva.

Se ne diventiamo consapevoli possiamo invertire la rotta per intraprendere una nuova strada…. quella che porta all’autoconsapevolezza, alla volontà di emergere e sentirsi apprezzati e meritevoli di rispetto e attenzioni.  Se ti trovi in una relazione sbilanciata voglio spiegarti come stai sprecando qualcosa di prezioso: la tua vita

1. Stai anteponendo i desideri del tuo partner ai tuoi

È molto comune intraprendere una relazione malsana senza nemmeno rendersene conto, una relazione in cui si mettono i desideri e i capricci dell’altra persona al primo posto, anche al di sopra dei propri. Il problema è che lo stai facendo di tua spontanea volontà e con amore, perché pensi sia giusto doverlo fare. In realtà, stai solo elemosinando amore da una persona che non ti corrisponde

Sappi che arriverà un giorno in cui ti sentirai davvero frustrata/o perché ti renderai conto che non sei mai stata apprezzata/o, che non ti è mai stato riconosciuto nulla. Aprirai gli occhi e vedrai quella realtà che cerchi di nascondere a tutti i costi: di essere stata/o una marionetta nelle mani di chi ha voluto fare leva sulle tue fragilità.

2. Stai pensando che puoi essere felice solo se hai una persona al tuo fianco

Il tuo partner non ha le chiavi della tua felicità. Non puoi anteporre i suoi bisogni e i suoi interessi alla tua famiglia, al tuo lavoro, ai tuoi interessi.. È giusto? Assolutamente no. È così che si rischia di cadere nella dipendenza emotiva, di dimenticarsi di sé stessi…..e per cosa? Per concentrarti sull’altra persona. Arriverà un giorno in cui tutto questo più che renderti felice ti distruggerà emotivamente.

3. Farai fatica a dire no

Dire no significa negare. E negare è qualcosa di inconcepibile quando si è innamorati. Come si può negare qualcosa alla persona che si ama? Come scegliere diversamente da quello che dice il proprio partner? Si ha paura a contrariare, disturbare o inquietare la persona amata, e per questo molta gente mette da parte l’assertività necessaria, ossia il difendere ed esprimere quello che si sente, che si crede o di cui si ha bisogno.

4. Se il tuo partner non ti ama, ti senti una nullità

Può sembrare esagerato, ma chi è invischiato in una relazione sbilanciata vive l’amore in modo eccessivo. Se non ricevono dimostrazioni d’affetto quotidianamente, se non si sentono amate o, ancor di più, se non hanno un partner, si vedono come le persone più sfortunate al mondo. Persone che non concepiscono il fatto di vivere senza un compagno o una compagna, per esempio. Queste persone hanno bisogno di essere amate per sentirsi bene con sé stesse e per valorizzarsi. Se non si sentono confermate da una persona al proprio lato, soffrono di una grande infelicità.

5. Inizierai a tenere tutto sotto controllo

La dipendenza emotiva è un’ossessione, e le ossessioni richiedono controllo, alimentano la sfiducia e la gelosia. Di sicuro ti è capitato qualche volta di voler controllare l’altro! E allora ecco che lo/la “insegui” virtualmente con telefonate, messaggi, mail, chat e via dicendo perché proprio non puoi farne a meno. Stai manifestando una mania del controllo ingiustificata, un atteggiamento che non porta nulla di buono in una relazione.

Non abituarti alle briciole!

Non adattarti a un amore non corrisposto, con l’idea che non possa esserci dell’altro, perché tu puoi avere molto di più. Ma dipende soprattutto da te, dalle tue scelte, dalle tue azioni, e da quanto credi di meritare. Se ancora stai leggendo questo articolo, forse hai davvero voglia di rinegoziare le tue scelte di vita.

Come puoi evitare di cadere nelle relazioni sbilanciate?

Mi piace pensare che ognuno di noi ha due immense dosi d’amore da donare. La prima dose è destinata a sé, ci spetta per diritto, è nostra. La seconda dose può essere donata agli altri.

Non ti chiederò di smettere di amare chi non ti ama, sarebbe folle. Ma posso invitarti a donare a te stesso quell’amore che finora ti sei negato. Posso invitarti a investire più energie in te stesso, nella splendida persona che sei. Potrei dirti di iniziare un nuovo hobby o riscoprire passioni dimenticate, potrei dirti di chiamare un vecchio amico, passare del tempo nella natura…

Queste sono tutte attività costruttive, ma solo tu sai cosa ti piace e cosa può farti stare bene: ogni giorno, scegli di fare qualcosa per te stesso, che sia un piccolo gesto o un’attività che richiede ore, non importa, ciò che conta è iniziare a dedicarti quelle attenzioni che un tempo ti sono state negate, quei riconoscimenti che meriti da una vita; ciò che conta è che inizi a destinarti quella prima dose d’amore. La meriti.

Pianteresti mai un seme dove non cresce nulla?

Probabilmente no. Sceglieresti un terreno che possa accogliere e nutrire quel seme. E allora perché non fai lo stesso per la tua mente, il tuo corpo, le tue relazioni e i tuoi sogni? Nel mio secondo libro «d’Amore ci si ammala, d’Amore si Guarisce» (editore Rizzoli) ti spiego come prenderti cura di te e disinnescare le dinamiche relazionali più scomode, sia in coppia che in famiglia.  È un viaggio introspettivo che ti consentirà di trasformare le tue ferite e la tua attitudine difensiva in un’inattaccabile amor proprio. Già, perché l’armatura che più di tutte può difenderti (dalle umiliazioni, dai torti, dalle delusioni e dalla rabbia…) è proprio l’amor di sé. Perché come ho scritto nell’introduzione al mio libro: “Non è mai l’amore di un altro che ti guarisce ma l’amore che decidi di dare a te stesso”.

Numero2824.

 

U N   P O ‘   D I   O T T I M I S M O

 

da  QUORA

 

Luca Tartaro, corrispondente di QUORA:

 

È un piacere condividere questo scritto (non mio) con voi. Allarga il cuore leggerlo.

 

“Per quanto possa sembrare strano, in questi giorni in cui i media parlano solo di orrori quotidiani, ci sarebbero anche eccellenti notizie da tutto il mondo. Peccato non le comunichino: ne beneficerebbe il sistema neurovegetativo di tutti.

– Per la prima volta nella storia del Malawi, una donna è stata eletta speaker del Parlamento del Paese. Esther Challenge ha     annullato più di 1.500 matrimoni di minorenni e li ha rimandati a scuola.

– I donatori svedesi ricevono un messaggio di ringraziamento ogni volta che il loro sangue salva delle persone.

– Grazie all’Endangered Species Act, la popolazione di tartarughe marine quasi estinte è aumentata del 980%.

– I supermercati tailandesi hanno smesso di usare sacchetti di plastica e hanno iniziato ad avvolgere gli acquisti in foglie di banano.

– I Paesi Bassi sono diventati il primo Paese senza cani randagi.

– La Corea del Sud organizza feste da ballo per gli over 65 per combattere la demenza e la solitudine.

– A Roma è possibile pagare il biglietto della metropolitana utilizzando bottiglie di plastica. Il risultato è che sono già state raccolte 350.000 bottiglie.

– La California limita la vendita di cani, gatti e conigli nei negozi per consentire alle persone di prendere animali dai rifugi.

– I coltivatori di riso di tutto il mondo stanno iniziando a utilizzare, nei campi, anatre al posto dei pesticidi. Le anatre si nutrono di insetti e pizzicano le erbacce senza toccare il riso.

– Il Canada ha approvato una legge che vieta l’uso dei delfini nell’industria dell’intrattenimento.

– I Paesi Bassi piantano sui tetti di centinaia di fermate dell’autobus fiori e piante appositamente per nutrire le api.

– L’Islanda è il primo Paese al mondo a legalizzare la parità di retribuzione tra uomini e donne.

– I circhi tedeschi usano i loro ologrammi al posto degli animali per fermare lo sfruttamento degli animali nei circhi.

– Il robot subacqueo LarvalBot semina il fondo della Grande Barriera Corallina con coralli microscopici coltivati appositamente per il ripristino dell’ecosistema minacciato dall’inquinamento marino.

– Per ridurre il numero di suicidi, la Svezia ha creato la prima ambulanza psichiatrica al mondo.

– Un villaggio indiano celebra la nascita di ogni bambina piantando 111 alberi. Finora sono stati piantati 350.000 alberi.

– Grazie al divieto di caccia alle megattere, la loro popolazione è passata da alcune centinaia a più di 25.000 esemplari.

– I Paesi Bassi hanno costruito cinque isole artificiali appositamente per la conservazione di uccelli e piante. A distanza di due anni, vi vivono già 30.000 uccelli e 127 specie di piante sono in crescita.

– I satelliti della NASA hanno registrato che il mondo è diventato più verde rispetto a 20 anni fa.

– Dal 1994, si stima che il numero di suicidi nel mondo sia diminuito del 38%!”

Numero2795.

 

 

da un tema di QUORA e traendo spunto da esso:

 

PERCHÈ   LE   RELIGIONI   OFFRONO   IL   PERDONO?

 

ATTENZIONE:

Le religioni non offrono, esigono che l’individuo si pieghi al malvagio nella nobile azione del perdono.

Il perdono istituzionale per me è assurdo come lo è la pena di morte: opposti che si incontrano. Se lo Stato uccide per legge non è forse assassino? E se io perdono chi mi fa male e mi danneggia, non gli sto forse permettendo, pur in presenza di un dichiarato pentimento e di una ipocrita redenzione, di continuare a farlo anche con altri?

Il perdono può e deve essere un fatto personale. Ti perdono, ma non voglio più avere a che fare con te . Ti perdono in quanto non ti perseguito, non mi vendico, ma non venire a cercarmi. Ti perdono, ma ti seppellisco nel passato.

Ecco, così iniziamo a ragionare. Non dimenticare infatti che le religioni vogliono adepti sottomessi, proni ad ogni imposizione ed abuso. L’insegnamento del perdono è utile soltanto a questo.

E potresti dirmi… ma Gesù ha detto di perdonare.

Potrei parlare per ore di questo argomento. Ti invito a leggere i 4 vangeli da solo, con i tuoi occhi e la tua intelligenza, senza filtrarli con gli insegnamenti ricevuti, che sono le interpretazioni degli strumentalizzatori, cioè di coloro che vogliono esercitare, nel nome di un Dio o di una religione, il controllo della tua coscienza.

Scoprirai tante cose che ribaltano gli insegnamenti della Chiesa.

Numero2737.

 

da QUORA

 

PERCHÈ SIAMO SEMPRE PIU’ STUPIDI?

 

Secondo tutti gli studi scientifici, il quoziente d’intelligenza si sta abbassando sempre di più.

Tutti i test scientifici dimostrano che i ragazzi di oggi hanno un quoziente d’intelligenza più basso rispetto alle generazioni precedenti, e sono meno disposti al sacrificio.

Il trend discendente è iniziato alla fine degli anni Novanta, e sta proseguendo imperterrito. C’è chi dice che questo rincoglionimento giovanile sia dovuto all’uso eccessivo dei telefonini e dei social. C’è sicuramente del vero; ma sono anche convinto che un’altra causa fondamentale risieda nel fatto che i loro genitori, e la scuola, cerchino di rimuovere tutte le difficoltà dal loro cammino: guai a bocciare, a castigare, a rimproverare! E guai anche a dare un voto: oggi si preferisce il giudizio, edulcorato e a volte incomprensibile. Un quattro, o un cinque, fanno capire subito che lo studente non è preparato; “si sta avviando verso la sufficienza” vuol dire, in sostanza, la stessa cosa, ma si presta all’illusione che ormai la strada sia in discesa. Anche se non è affatto così. E’ un po’ come parlare di “Paesi in via di sviluppo” invece di Paesi poveri: la prima espressione fa intuire che ormai il peggio sia alle spalle. Ma spesso le parole, e il politicamente corretto, nascondono la dura realtà.

Negli ultimi decenni la società è cambiata, e con essa la scuola e i genitori. Sappiamo come vanno le cose: ai miei tempi se prendevi un brutto voto, o una nota, i genitori se la prendevano con te. Oggi se la prendono con l’insegnante, che ha osato traumatizzare il loro “bambino”.

Sembra, a prima vista, che queste reazioni di papà e mamma siano dimostrazioni d’infinito amore verso i pargoli: li vogliono proteggere a tutti i costi. Ma invece li danneggiano pesantemente.
L’essere umano, si sa, cerca istintivamente la via più facile. Ma questo ci impigrisce. Ci toglie lo slancio, il mordente, l’impegno, il vigore, il coraggio, la forza d’animo. Se vogliamo ottenere risultati, dobbiamo invece impegnarci. E dobbiamo abituarci a farlo. E’ come esercitare un muscolo: se non lo utilizziamo, si atrofizza.

Pertanto educhiamoci, ogni giorno, a fare qualcosa che ci richiede un minimo sacrificio, ma che ci forgia il carattere e ci giova alla salute. Possiamo, ad esempio, alzarci al suono della sveglia invece che poltrire a letto; svolgere attività fisica; digiunare ogni tanto; evitare di fumare, di bere superalcolici e di mangiare cibi golosi, ma nocivi.

Per scolpire i muscoli del carattere serve anche essere disciplinati, cioè fare ciò che ci siamo ripromessi. Che ci piaccia, o che non ci piaccia. E tenere fede agli impegni presi. Anche se ci costa.
Se lo facciamo, diventeremo più sani nel corpo e nella mente. Non persone che cercano continuamente giustificazioni e ripieghi, ma donne e uomini che hanno obiettivi chiari e motivanti. E che sono disposti a pagare il prezzo per raggiungerli.

 

 

Numero2697.

 

dal Quotidiano  IL  TEMPO

 

Emanuela Orlandi, audio choc su Wojtyla.

 

 

    Sul caso della scomparsa di Emanuela Orlando bisogna indagare a 360 gradi perché “non possono esserci intoccabili”. Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, nel corso della puntata dell’11 aprile di Dimartedì, su La7, commenta gli ultimi passaggi della ricerca della verità a 40 anni dai fatti.  “Sono convinto che Wojtyla, Ratzinger e Papa Francesco siano a conoscenza”, afferma nel corso della trasmissione condotta da Giovanni Floris.

    Il fratello di Emanuela commenta poi un documento esplosivo, destinato a far discutere. Si tratta di una registrazione  audio che lo stesso Pietro Orlandi avrebbe consegnato alle autorità vaticane. Nell’audio a parlare è un uomo vicino alla banda della Magliana e si riferisce al ruolo del boss Enrico De Pedis, detto Renatino, la cui tomba era stata allestita nella basilica romana di Sant’Apollinare. “È sepolto lì per grazia ricevuta”, afferma l’uomo che poi lancia gravi accuse su Karol Woytyla, papa Giovanni Paolo II. Molte sono coperte da “bip” ma Orlandi afferma che nel file originale è chiaro a cosa ci si riferisca: “Si sente anche come lo chiamavano in Vaticano”.

    “Papa Giovanni Paolo II se le portava in Vaticano quelle, era una situazione insostenibile. E così il Segretario di Stato a un certo punto è intervenuto decidendo di toglierle di mezzo. E si è rivolto a persone dell’ambiente carcerario”, dice l’uomo nell’audio. Parole che ovviamente finora non hanno trovato alcun riscontro. “Mi dicono che Wojtyla ogni tanto la sera usciva con due Monsignori polacchi e non andava certo a benedire le case…” afferma ancora Orlandi che chiede agli inquirenti, vaticani e italiani, di approfondire.

    Numero2661.

     

     

    U N   P R O G R A M M A   D I   V I T A

     

    Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti, o pretendono di farlo soltanto a modo loro.
    Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante.
    Smetti di avere conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.
    Smetti di apparire per le persone che non hanno interesse per la tua presenza.
    So che il tuo istinto è quello di fare tutto il possibile per guadagnare l’apprezzamento di chi ti circonda, ma è un impulso che ti ruba tempo, energia, salute mentale e fisica.
    Quando inizi a lottare per una vita con gioia, interesse e impegno, non tutti saranno pronti a seguirti in quel luogo.
    Questo non significa che devi cambiare ciò che sei, significa che devi lasciare andare le persone che non sono pronte ad accompagnarti.
    Se sei escluso, insultato, dimenticato o ignorato dalle persone a cui regali il tuo tempo, non ti fai un favore continuando ad offrire loro la tua energia e la tua vita.
    La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te.
    Questo è ciò che rende così speciale un rapporto, quando trovi persone con cui hai amicizia o amore ricambiato.
    Saprai quanto è prezioso, perché hai sperimentato ciò che non lo è.
    Ci sono miliardi di persone su questo pianeta e molte di loro le troverai al tuo livello di interesse e impegno.
    Forse se smetti di apparire, non ti cercheranno.
    Forse se smetti di provarci, la relazione finirà.
    Forse se smetti di inviare messaggi, il tuo telefono rimarrà scuro per settimane.
    Questo non significa che hai rovinato la relazione, significa che l’unica cosa che la sosteneva era l’energia che solo tu davi per mantenerla.
    Questo non è amore, è attaccamento.
    È dare una possibilità a chi non se la merita!
    Tu meriti molto di più.
    La cosa più preziosa che hai nella tua vita è il tuo tempo ed energia, poiché entrambi sono limitati.
    Le persone e le cose a cui dai tempo ed energia, definiranno la tua esistenza.
    Quando ti rendi conto di questo, inizi a capire perché sei così ansioso quando trascorri del tempo con persone che non dovrebbero starti vicino, o ti dedichi ad attività o spazi che non ti si addicono.
    Inizierai a renderti conto che la cosa più importante che puoi fare per te stesso e per tutti quelli che ti circondano, è proteggere la tua energia mentale, nervosa, affettiva più ferocemente di qualsiasi altra cosa.
    Fai della tua vita un porto sicuro, in cui sono ammesse solo persone “compatibili” con te.
    Non sei responsabile di salvare nessuno.
    Non sei responsabile di convincerli a migliorare.
    Non è il tuo lavoro esistere per le persone che non ti meritano e dare loro la tua vita!
    Ti meriti amicizie vere, impegni veri e un amore completo con persone sane ed equilibrate.
    La decisione di prendere le distanze dalle persone nocive, ti darà l’amore, la stima per te stessa, la felicità e la protezione che meriti.
    Tu vali, non svenderti.

    Numero2653.

     

    G I O R D A N O   B R U N O

     

    “Verrà un giorno che l’uomo

    si sveglierà dal suo oblio e

    finalmente comprenderà chi è

    veramente e a chi ha ceduto

    le redini della sua esistenza:

    a una mente fallace, menzognera

    che lo rende e lo tiene schiavo.”

     

    Queste parole si possono considerare il compendio del pensiero filosofico, sociale e morale di Giordano Bruno (Nola 1548 – Roma 1600) filosofo, scrittore e frate domenicano.
    Lui, uomo di Chiesa, scriveva questo indicando proprio nella Chiesa la “mente fallace, menzognera”.

    Per le sue teorie filosofiche, giudicate eretiche ed essendosi rifiutato di rinnegare i propri principi e le convinzioni maturate nella sua esperienza di vita clericale, dal Tribunale dell’Inquisizione fu condannato al rogo e arso vivo a Roma, in Piazza di Campo dei Fiori, il 17 Febbraio 1600.

    Numero2631.

     

     

    V E   L’ A V E V O   D E T T O

     

    Sì! Il 22 Giugno 2022, giorno in cui si è svolto il ballottaggio delle Elezioni Amministrative in alcune regioni e città Italiane, al Numero2477., ho rilevato che la percentuale dei votanti era scesa al 42%.

    Oggi, 13 Febbraio 2023, rilevo che la percentuale di coloro che si sono recati alle urne, nelle Elezioni Amministrative della Lombardia e del Lazio, con l’elezione dei rispettivi Governatori, è scesa sotto il 40% complessivamente. Nel 2018, era stata di oltre il 70%. Nella Capitale d’Italia, la percentuale dei votanti è stata del 35,17%.

    Il Partito che ha ottenuto il maggior numero di voti è Fratelli d’Italia, con una percentuale al di sotto del 30%
    Questo partito si è presentato in coalizione con altri Partiti di Centro- Destra (o Destra – Centro) e, insieme, hanno ottenuto l’elezione dei due Governatori con qualcosa in più del 50%.
    A conti fatti, Fratelli d’Italia, il Partito più votato, governerà con meno del 12% dei consensi: infatti, il 30% del 40% è il 12%. E prenderà decisioni amministrative e politiche per il resto della popolazione Italiana, in quelle regioni, che è l’ 88%.

    LE REGOLE DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA E AMMINISTRATIVA IN ITALIA SONO DA RISCRIVERE, RIVEDERE, CAMBIARE, AL PIU’ PRESTO.

    E NON SOLO.

    SI DEVE CERCARE E TROVARE IL MODO DI DARE VOCE ALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CITTADINI DISSENZIENTI CHE NON SI SENTE RAPPRESENTATA DAGLI ATTUALI PARTITI (NESSUNO ESCLUSO) E NON LI VOTA.

    Numero2572.

     

    L A   P A U R A   È   U N   H A N D I C A P     (sullo stesso argomento il Numero2560.)

     

    La paura è la più importante e potente emozione che abbiamo: ci permette di fronteggiare al meglio le situazioni di pericolo, di reagire rapidamente, di adattarci alla realtà esterna e interna.

    Eppure, se non si è in grado di gestirla e va oltre una certa soglia, diventa il meccanismo più disadattivo che si possa immaginare: basti pensare che il 50% dei disturbi della psicopatologia sono basati sulla paura.

    Al primo posto nella classifica delle paure più importanti e più frequenti c’è la paura di perdere il controllo. Di sé stessi, della propria mente, del proprio corpo. La paura di perdere il controllo delle proprie sensazioni e andare in panico, la paura di arrossire e fare una figuraccia, la paura di farsela addosso in pubblico, la paura di impazzire, la paura di compiere involontariamente atti inaccettabili, la paura di pensare a pensieri osceni o immorali… sono solo alcune tra le più frequenti manifestazioni della paura di perdere il controllo.

    Fino a quando siamo noi ad instaurare e dare vita alla paura, dopo un attento esame di coscienza, proviamo a rimuoverne le cause usando l’arma più formidabile di cui ci ha dotato la natura: la nostra ragione.
    Ma se veniamo investiti, nostro malgrado, da una qualsivoglia aggressione esterna, raccogliamo le forze per reagire, contrastare, resistere. Altrimenti la nostra stessa paura ci bloccherà e le nostre difese saranno flebili ed inutili: inevitabilmente saremo travolti.

     

    N.d.R.: Desidero segnalare due Numeri di questo BLOG che riguardano il presente argomento:

     

    Numero2032. :

     

    La paura non impedisce la morte,

    impedisce la vita.

     

    Numero2014. :

     

    La prima qualità di un onest’uomo

    è il disprezzo della religione,

    che ci vuole timorosi della cosa

    più naturale del mondo, che è la morte,

    odiatori dell’unica cosa bella

    che il destino ci ha dato, che è la vita,

    e aspiranti ad un cielo dove

    di eterna beatitudine vivono solo i pianeti,

    che non godono né di premi,

    né di condanne, ma del loro moto.

     

    Umberto Eco.

    UNA COMMEDIA UMANA …. IN PAROLE POVERE

     

    C O M U N I C A T O

     

    Informo tutti i “seguaci” di questo BLOG che la storia della mia vita:

     

    UNA COMMEDIA UMANA …. IN PAROLE POVERE

    Autobiografia di un (neo)ottantenne in terzine dantesche

     

    a partire dal 21 Agosto 2022, non è più reperibile sulle pagine del BLOG, perché sarà disponibile su AMAZON.IT,  sia in acquisto come EBOOK, che in abbonamento tramite Kindle Unlimited. Esiste anche la versione acquistabile in FORMATO CARTACEO: la copertina, per riconoscimento, è pubblicata qui sotto.
    Invito, quindi, gli eventuali lettori, a cercare l’opera su AMAZON.IT.
    A lettura completata chiedo la cortesia di onorarmi con la stesura di una recensione che sarà molto apprezzata e necessaria per la diffusione della pubblicazione. Grazie a tutti coloro che stanno seguendo questa avventura editoriale, portando, magari, anche il loro contributo.
    A presto. Alberto.

    P.S.  Chi vuole, può lasciare commenti qui sotto al Numero2476..

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