In politica, se vuoi che
qualcosa venga detto,
chiedi ad un uomo;
se vuoi che venga fatto,
chiedi ad una donna.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore
In politica, se vuoi che
qualcosa venga detto,
chiedi ad un uomo;
se vuoi che venga fatto,
chiedi ad una donna.
Ricevo da un’amica, e…non poteva essere altrimenti.
L’ AMICIZIA
Sorveglia le tue amicizie,
perché vivono fino a
quando si diventa vecchi.
È questa l’ora che
saprai meglio gustarle.
Ti accorgerai che l’amicizia
è una delle maggiori gioie
concesse agli uomini.
E comprenderai che
il miglior modo di trovarla
è offrirla, poiché fiorisce
dove tu l’hai seminata.
Donala alle persone che
intuisci vicine a te, non
t’ingannerai nella scelta.
Non temere di gettare il seme
di una parola o di un gesto:
anche dopo diversi anni
di lontananza e di silenzio,
questo seme darà fiori e frutti.
Non reclamare al tuo amico
quello che non potrai
restituirgli e non esigere
che sia immune da difetti.
Prima di condannarlo,
guardati allo specchio
e, se zoppica, giudicalo
sempre quando è seduto.
Non dire mai, anche
nei momenti più gravi,
la parola definitiva
che rompa l’amicizia:
appena l’occasione si presenta,
tu, allora, rioffrila intera,
come vorresti riceverla,
nell’ora della sventura.
E, verso la sera della tua vita,
vedrai che l’amicizia è
il fiore più prezioso
del giardino dell’amore.
L’ EREDITÀ
Ieri sera, 13 Aprile Anno del Coronavirus, stavo guardando, durante la cena, il programma “L’Eredità” su RAI 1. Flavio Insinna, il presentatore, dirige la sfida, per l’eliminazione, fra due concorrenti una di nome Antonella, l’altra di nome Elisa. Si tratta di completare una parola, di cui viene data la sola lettera iniziale, seguita da tutte le caselle, vuote, che compongono la parola stessa.
Sullo schermo compare una sequenza di 10 caselle : nella prima c’è la lettera L (elle maiuscola in stampatello).
Insinna legge la domanda, cioè la parola di cui si deve dare il sinonimo, o il significato, riempiendo tutte le caselle : “Paura dei medici”.
La concorrente Elisa, a cui è rivolta la domanda, tentenna, incespica, si arrampica sugli specchi, poi, alla fine, quando ormai mancava di riempire una sola casella, dopo vari tentativi, indovina la consonante T e completa la parola “LATROFOBIA”. E Insinna accetta la risposta, la regia pure, e si va oltre con il gioco.
Io resto sorpreso, perché , secondo me, la parola dovrebbe essere “IATROFOBIA”, con la I e non con la L. Alla fine ….dubbioso, vado su WIKIPEDIA e cerco la parola “LATROFOBIA”. E, cosa trovo?
Trovo che esiste la parola Iatrofobia (al singolare, con l’iniziale minuscola: iatrofobia). Allora capisco. Cos’è successo? Che la I (i maiuscola) è stata scambiata per una l (elle minuscola) e , così, gli autori, o i compilatori delle domande, hanno scambiato la parola “iatrofobia” con “latrofobia”.
Se, però, avessero, almeno, avuto il pudore di verificare l’origine della parola “iatrofobia”, avrebbero trovato che la sua etimologia, dal Greco antico, è: iatròs = medico e phòbos = paura). Che la radice etimologica sia “iatròs” è fuor di dubbio: la stessa radice si trova, ad esempio, nelle parole pediatra (medico dei bambini), geriatra (medico dei vecchi), psichiatria (cura medica della psiche) e in tante altre del vocabolario medico.
Quindi la parola corretta è: IATROFOBIA.
Temevo di essermi sbagliato io. Così, stamattina, sono andato su RAIPLAY e ho rivisto la trasmissione al punto di questo episodio. È successo proprio così!
E pensare che, quella di ieri sera, era la replica di una precedente trasmissione. Si sa che, a causa del Coronavirus, non è possibile fare trasmissioni in tempo reale. Ma della topica colossale nessuno si è accorto, né allora (alla registrazione originale) né, successivamente, alla replica.
Mi pare di poter dire che il livello culturale e la preparazione linguistica dei cosiddetti “esperti” autori della RAI è abbastanza, ma non basta, …..scadente.
E vi garantisco che non è la prima, e non sarà l’ultima, volta che accade.
Ricevo da un’amica
“Se ne vanno.
Mesti, silenziosi,
come, magari
è stata umile
e silenziosa
la loro vita,
fatta di lavoro,
di sacrifici, tanti.
Se ne va una
generazione, quella
che ha visto la guerra,
ne ha sentito l’odore
e le privazioni,
tra la fuga in un
rifugio antiaereo
e la bramosa ricerca
di qualcosa per sfamarsi.
Se ne vanno mani
indurite dai calli,
visi segnati da
rughe profonde,
memorie di giornate
passate sotto
il sole cocente o
nel freddo pungente.
Mani che hanno
spostato macerie,
impastato cemento,
piegato ferro, in
canottiera e cappello
di carta di giornale.
Se ne vanno
quelli della Lambretta,
della Fiat 500 o 600,
dei primi frigoriferi,
della televisione
in bianco e nero.
Ci lasciano, avvolti
in un lenzuolo, come
Cristo nel sudario,
quelli del boom economico
che, con il sudore,
hanno ricostruito
questa nostra nazione,
regalandoci quel benessere
di cui abbiamo
impunemente approfittato.
Se ne va l’esperienza,
la comprensione,
la pazienza,
la resilienza,
il rispetto, pregi
oramai dimenticati.
Se ne vanno
senza una carezza,
senza che nessuno
gli stringesse la mano,
senza neanche
un ultimo bacio.
Se ne vanno i nonni,
memoria storica
del nostro Paese,
patrimonio della
intera umanità.
L’Italia intera deve
dirvi GRAZIE e
accompagnarvi in
quest’ultimo viaggio
con 60 milioni
di carezze…❤?”
RICEVUTO da Dott.Begher, pneumologo ospedale S.Maurizio.
Mandata da Graziella
Nascere non basta
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.
Pablo Neruda.
Mandata da Carlo
Nell’ottimismo c’è la magia,
nel pessimismo c’è il nulla.
Abraham Hicks.
Mandata da Marilaura
PASQUA è voce del verbo ebraico
“pesah”, che significa passare.
Non è festa per residenti,
ma per migratori che
si affrettano al viaggio.
Allora, sia Pasqua piena per voi
che fabbricate passaggi,
dove ci sono muri e sbarramenti,
per voi, apertori di brecce,
saltatori di ostacoli,
corrieri ad ogni costo,
atleti della parola PACE.
Erri De Luca.
Segnalata da Rita
Questa è una frase attribuita a Gandhi:
ci invita a riflettere sul nostro modo di affrontare le avversità.
La vita non è aspettare
che passi la tempesta,
ma imparare a ballare
sotto la pioggia.
Mahatma Gandhi.
APPROCCIO ALLA FISICA QUANTISTICA
Possiamo farci un’idea, per quanto grossolana, superficiale e sfumata, di questa materia così astrusa da essere definita “incomprensibile” persino da coloro che la trattarono per primi?
Tentiamo, buttando lì alcune frasi “flash”, dichiarazioni, pronunciamenti, enunciazioni solo verbali di formule fisiche, con il corollario di brevi spiegazioni, il più possibile semplificative.
QUANTUM – Che cos’è? Einstein lo ha definito “un minuscolo grumo di energia”.
Quando parliamo di QUANTUM, ci riferiamo esclusivamente all’ “infinitamente piccolo”.
Nell’ “infinitamente piccolo”, a differenza della realtà fisica comune a noi nota, una cosa può trovarsi, contemporaneamente, in due posti diversi e il suo destino è dettato dal caso : questa realtà sfida il senso comune.
Max Planck trovò il legame matematico preciso tra il colore della luce, la sua frequenza e la sua energia, ma non ne capì la connessione. Accadeva alla fine dell’ ‘800.
C’è un famoso esperimento, detto “delle due fessure”, che dimostra questa situazione sconcertante.
Quando un singolo elettrone viaggia attraverso le fessure e colpisce uno schermo retrostante, la meccanica quantistica dice questo: non possiamo descrivere ciò che viaggia come un oggetto fisico. Possiamo solo parlare di dove potrebbe essere l’elettrone. Questa “ondata” di possibilità viaggia, in qualche modo, attraverso le fessure, creando interferenze, proprio come l’onda dell’acqua. Ma quando questa colpisce lo schermo, quella che poteva essere solo la “spettrale” possibilità di un elettrone, diventa, misteriosamente, reale.
Niels Bohr e colleghi inventarono la “Teoria Quantistica”, una “folle” ipotesi, senza curarsi che fosse del tutto incomprensibile.
Einstein diede il via a questa affascinante branca della fisica, ma poi si arenò, mettendosi a contestare le “devianti” ipotesi di Bohr che affermava che “La realtà viene evocata nell’atto di osservarla”.
Ribatteva, infatti, Einstein: “La luna cessa, forse, di esistere, quando io non la guardo?”
Riporto qui un paio di frasi di Niels Bohr, per illustrare di cosa stiamo parlando.
“Tutto ciò che consideriamo reale è fatto di cose che non possiamo definire reali”.
“Chi non è shoccato dalla Teoria dei Quanti, non l’ha capita!”
E, dulcis in fundo, riporto una considerazione di un grande, e poco noto, fisico americano, John Bell, che, a proposito della diatriba feroce fra queste due “scuole di pensiero”, disse:
“Bohr era incoerente, poco chiaro, intenzionalmente oscuro, ….ma giusto.
Einstein era coerente, chiaro, concreto, ….e sbagliato”.
Mandata da Corrado, che di calcio….mastica da un bel po’.
Vocabolarietto calcistico.
Avversario: termine con cui i telecronisti indicano un giocatore straniero dal nome particolarmente difficile.
Detrattori: persone che parlano e sparlano contro i mezzi cingolati agricoli.
Interdizione: la pronuncia corretta di un tifoso interista.
Intermittente: tifoso dell’Inter che scrive una cartolina.
Interprete: un prete tifoso dell’Inter.
Paranoia: la noia che viene al portiere quando non para.
Retrocesso: un cesso visto dalla parte posteriore.
Stopper: stopper dargli un calcione negli stinchi.
Tornante di destra: piccola curva di montagna che svolta a destra.
Crociato anteriore: guerriero cristiano dell’Alto Medioevo.
Da “Rigore è quando arbitro fischia” di Masai-Spezia.
Mandata dal mio omonimo amico
….sui cadaveri dei leoni, festeggiano i cani,
ma i leoni rimangono leoni
e i cani rimangono cani.
Ricevo da mio figlio Alexis
E’ più facile ingannare la gente…
che convincere loro che sono stati ingannati…
(Mark Twain)
RIFLESSIONI
Qualcuno, sul WEB, ha scritto alcuni disarmanti pensieri.
Da meditare e condividere.
Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro.
Improvvisamente Disney è fuori dalla magia,
Parigi non è più romantica,
New York non si alza più in piedi,
la Muraglia Cinese non è più una fortezza,
e la Mecca è vuota.
Abbracci & baci diventano improvvisamente armi, e non visitare genitori e amici diventa un atto d’amore.
Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a prenderti l’ossigeno per cui stai combattendo.
Il mondo continua la sua vita ed è bellissimo.
Mette solo gli esseri umani in gabbie.
Penso che ci stia inviando un messaggio:
“Non sei necessario. L’aria, la terra
l’acqua e il cielo senza di te stanno bene.
Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti.
Non i miei padroni”.
Mangiate il vostro cibo come medicina.
Altrimenti, mangerete le vostre medicine come cibo.
Ratan Tata.
Il matrimonio è l’unica guerra
in cui si dorme con il nemico.
Francois de la Rochefoucault.