Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero3385.

 

 

S P E R A N Z E    E    I L L U S I O N I

 

Una delle cose più difficili

nella vita è distinguere quella

linea sottile che separa

le speranze dalle illusioni.

Una linea che il cuore

attraversa spesso, nonostante

i richiami della ragione.

Ma la speranza è una necessità

e l’illusione il prezzo da pagare.

Numero3384.

 

C O N T R O L L O    D E L L E    C O S C I E N Z E    A T T R A V E R S O    L A    R E P R E S S I O N E    S E S S U A L E

 

È quello che ha messo in atto la Chiesa per molti secoli fino ai giorni nostri.

La repressione sessuale sistematica crea dipendenza psicologica.

Perfino i preti, a cui è imposto il celibato, a partire dal 1073 d.C. per volere di Papa Gregorio VII (Ildebrando di Soana), diventano emotivamente vulnerabili, controllabili, manipolabili.

Coloro che reprimono i desideri naturali del corpo, creano mostri nell’anima.

Il celibato sacerdotale è la prostituzione dell’anima nel nome di Dio.

Creare la malattia e vendere la cura, denunciare, stigmatizzare il problema e presentarsi come soluzione: è il delitto perfetto che diventa benefattore.

La Chiesa ha sequestrato la stessa definizione di spiritualità umana, ha trasformato la repressione in virtù, la sofferenza in santità, la negazione della natura umana in vicinanza a Dio.

Ha fatto credere che reprimere la sessualità rende le persone più spirituali: è la matrice di controllo più sofisticata della storia, perché ha fatto, e fa, sentire in colpa miliardi di persone, per il semplice fatto di essere umane.

L’ipocrisia – perché è di questo che si tratta – non è un difetto del sistema, è il sistema stesso, che funziona perfettamente: libertà sessuale per i vertici, repressione sessuale per i sottoposti ed addetti ai lavori.

Dice Baruch Spinoza: “La Chiesa non salva le anime, le cattura”.

La colpa sessuale è uno strumento di ingegneria sociale per instaurare il tipo di società che serve meglio agli interessi della Chiesa.

Non stanno salvando anime, stanno creando un gregge, una nuova specie di esseri umani, una versione castrata di uomini colpevoli, dipendenti dalla autorità esterna, sottraendo loro qualsiasi sensazione di autostima.

La Chiesa ha creato la più grande prigione mentale della storia, dove i prigionieri chiudono essi stessi le porte dall’interno e buttano via la chiave dalla finestra.

Non si tratta di denaro, non si tratta di potere temporale, ma di qualcosa di molto più ambizioso: creare una versione dell’umanità incapace di autogoverno spirituale e dipendente eternamente dall’autorità esterna, tramite l’osservanza di dettami morali, comportamentali e di pensiero, che si attuano con un automatismo algoritmico.

Usare la repressione sessuale fa frammentare la connessione naturale fra corpo e anima, creando vuoti psicologici che solo l’autorità ecclesiastica può riempire.

Loro sanno che gli esseri umani sessualmente realizzati sono spiritualmente indipendenti, liberi, sono connessi con la propria divinità interna, sono difficili da controllare.

Hanno deciso di rompere questa connessione, ad esempio, di intercettare lo sviluppo spirituale del bambino attraverso la colpa sessuale precoce, di creare dipendenza emotiva cronica attraverso la negazione degli impulsi di connessione umana, di trasformare la naturale autostima in bisogno di convalida esterna costante.

È un manuale per creare schiavitù psicologica in persone che, altrimenti, si sentirebbero libere.

Il progetto della Chiesa non è solo quello di dominare i corpi, ma soprattutto quello di dominare le anime, rendendo impossibile agli esseri umani di accedere alle proprie fonti interiori di valori, di significati, di connessioni col divino.

È il più grande crimine contro la coscienza umana mai documentato.

Ha sequestrato la spiritualità naturale della specie, sostituito l’autenticità divina con la dipendenza istituzionale.

Nei secoli, la Chiesa ha tracciato l’esempio di un sistema di potere che tutti i governi venuti dopo hanno adottato.

Governi che infantilizzano i cittadini con sistemi educativi che distruggono la creatività naturale, con media che coltivano insicurezza costante, con industrie che vendono soluzioni a problemi che esse stesse creano.

Tutti seguono lo stesso schema che la Chiesa ha perfezionato e istituzionalizzato mille anni fa:

Frammentare la connessione interna,

creare dipendenza esterna,

rivendere ciò che è stato sottratto e rubato.

Spinoza si è reso conto che la repressione sessuale sistematica non creava solo dipendenza emotiva, creava disconnessione dall’intuizione naturale, dalla saggezza corporea, dalla capacità di sentire interiormente la verità.

Gli esseri umani sessualmente repressi perdono l’accesso al proprio sistema interno di navigazione spirituale, diventano incapaci di distinguere la verità dalla menzogna, usando le sensazioni corporee dipendenti da autorità esterne per definire la realtà.

È castrazione epistemica, rimozione della capacità naturale di conoscere.

La Chiesa controlla non solo ciò che le persone fanno, controlla come conoscono, come distinguono il reale dal falso, il vero dal bugiardo: è il controllo della stessa percezione della realtà.

Per secoli ha funzionato così bene che, anche oggi, la maggior parte delle persone non si fida della propria intuizione, ha bisogno di specialisti, di autorità, di istituzioni, per convalidare la propria esperienza interna.

Ha scritto Spinoza: “L’unica rivoluzione reale è la rivoluzione della coscienza individuale, contro tutti i sistemi che ci rivendono la nostra stessa divinità”.

Come fare questa rivoluzione?

Ricollegarsi alla saggezza interiore,

fidarsi della propria intuizione spirituale,

smettere di cercare la convalida esterna per le esperienze interne.

La Chiesa ha creato il problema della disconnessione spirituale e vende la soluzione della mediazione divina.

Oggi, la tecnologia crea il problema della disconnessione umana e vende la soluzione della connessione digitale.

Il governo crea il problema della sicurezza sociale e vende la soluzione del controllo esterno e forzoso.

Cosa fare?

Smettere di cercare fuori ciò che può essere trovato solo dentro,

smettere di esternalizzare la nostra connessione con il divino,

smettere di vendere la nostra autonomia spirituale, per promesse di sicurezza esterna.

La rivoluzione deve avvenire nella coscienza individuale.

Loro temono una umanità spiritualmente autonoma, connessa con la saggezza interiore, non manipolabile da autorità esterne.

Non abbiamo bisogno di loro, non avremmo mai dovuto averne, e non ne avremo mai.

 

Numero3383.

 

N O L I    F O R A S    I R E

 

Noli foras ire,

in te ipsum redi:

in interiore homine

habitat veritas.

 

Non andare fuori,

torna in te stesso:

nell’intimo di un uomo

risiede la verità.

 

San Agostino.

 

e prosegue:

 

et si te inveneris mutabilem,

trascende et te ipsum.

 

e se ti troverai mutevole,

trascendi anche te stesso.

 

Qui San Agostino, uno dei padri fondatori del pensiero cristiano enuncia un principio che, al giorno d’oggi, sembra addirittura blasfemo.

Se la verità risiede nella coscienza (o consapevolezza) umana, allora non c’è bisogno della intermediazione di Istituzioni, come la Chiesa, che trasmenttono ai credenti la verità rivelata, da essa stessa confezionata.

Ecco, sembra ci sia stato un “lapsus freudiano”. Eppure, sono disposto a dargli ragione.

Numero3382.

 

A N D A T A    E    R I T O R N O    O V V E R O    I L    S E N S O    D E L L E    C O S E

 

Io non ti amo più,

e direi una bugia se ti dicessi

ho voglia di stare con te,

non significhi più niente,

e mai più dirò

Io ti amo.

 

PROVATE  ADESSO A  LEGGERE DALLA  FINE  VERSO  L’ INIZIO.

Numero3381.

 

C O N S A P E V O L E Z Z A

 

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” non è solo un proverbio, è un principio psicologico.

Le persone che scegli di avere accanto riflettono – anche senza volerlo – parti di te.

Chi frequenti influisce sul tuo modo di parlare, di pensare, di vedere te stesso.

Ecco perché.

Se stai con chi ti svaluta, comincerai a dubitare del tuo valore.

Se stai con chi si lamenta sempre, vedrai solo problemi.

Se stai con chi ha paura, smetterai di rischiare.

Se stai con chi è vuoto, smetterai di cercare il senso delle cose.

Se stai con chi cresce, crescerai anche tu.

Se stai con chi ti rispetta, imparerai a rispettarti.

Se stai con chi crede in te, inizierai a crederci anche tu.

 

Non puoi cambiare da solo, se vivi in un ambiente che ti spinge a restare fermo.

Ogni relazione è una scelta di realtà.

Scegli chi ti fa bene.

Numero3378.

 

L’ A B I T O    N O N    F A    I L    M O N A C O

 

Una donna stupida,

con un bel vestito,

rimane una donna stupida.

Una donna intelligente,

con un brutto vestito,

al momento può allontanarti.

Poi, quando scopri

che è intelligente,

il vestito non conta più.

 

Giorgio Armani.

 

Lo scrivo in poesia

alla maniera mia:

 

Quando una stupida donna

si mette una bella gonna,

il meglio fra le sottane,

sempre stupida rimane.

 

Se una donna intelligente

veste una cosa da niente,

non conta ciò che s’è messa,

perché lei resta se stessa.

Numero3376.

 

da  QUORA

 

Scrive Luna 50, corrispondente di QUORA.

 

V E R E    D O N N E

 

Uomini, non è vero che non esistono più vere donne!…Certo non è facile trovarle, ma queste si distinguono e le riconoscete subito!…Sono quelle che camminano a testa alta!..Quelle che non hanno paura di dire la verità!…Quelle che non invidiano nessuno perché sanno quanto valgono!…Sono quelle che profumano: di gentilezza, discrezione e dignità!…Sono sì sensibili e delicate, ma tenaci come poche!…Quel tipo di donne, non ha bisogno di competere con nessuno perché non ne sente il bisogno!…E ricordatevi che queste vere donne, non si lasciano conquistare con fronzoli vari e giri di parole: ma solo con i fatti, il rispetto, la gentilezza e la sincerità!…E a loro volta, sono attratte solo da ‘ veri’ uomini!….Certo, ci sono anche quelle che credono basti indossare un vestito firmato, per sentirsi una vera donna…Ma quelle vere di firmato, hanno solo l’anima!..E con quella, mi dispiace…ci si nasce!…Queste sì che fanno la differenza!…

E queste vere donne, sanno anche che…. L’età non conta. Tanto, quello che non è successo in una vita può succedere in un attimo.

Numero3374.

 

T E M I    E S I S T E N Z I A L I

 

1. Vita

Vivere

Non significa solo durare,
ma fiorire anche nell’inverno,
come il fiore che sboccia
senza chiedersi se verrà visto.

La vita è un respiro che si rinnova,
un sì che si ripete
anche quando tutto tace.

E ogni giorno vissuto con coscienza
è un giorno eterno.


2. Morte

Morire

Non è un abbandono,
ma un ritorno al silenzio da cui veniamo.

È come l’onda che si ritira
senza paura,
sapendo di essere mare.


3. Tempo

Il Tempo

Non è ciò che scorre,
ma ciò che misura il nostro attaccamento.

Quando smetto di contare i minuti,
scopro che ogni istante è completo
e l’eterno abita nel presente.


4. Amore

Amare

Non è desiderare,
ma riconoscere nell’altro
il proprio stesso respiro.

Amare è dire:
“Esisti, e questo mi basta.”


5. Libertà

Libero

Non è chi può fare tutto,
ma chi non è schiavo
di nulla, nemmeno di se stesso.

La vera libertà
è essere padroni del proprio silenzio
e amici della propria solitudine.


6. Destino

Destino

Non è scritto nelle stelle,
ma inciso nel cuore
di ogni nostra scelta.

E ogni scelta compiuta con amore
diventa sentiero
verso la nostra verità.


7. Nulla

Il Nulla

Non è un vuoto che annulla,
ma lo spazio silenzioso
dove tutto nasce e torna.

Non temere il nulla:
esso è la madre di ogni cosa.

Numero3373.

 

S V E G L I A R M I

 

Prima che il giorno riprenda il suo corso,
quando il corpo è silenzio e la mente è luce,
mi scopro essere pura presenza.

Non sono il pensiero che pensa,
non sono la forma che si muove,
ma il campo stesso in cui i pensieri sorgono
e le forme si dissolvono.

Qui,
in questo dormiveglia senza confini,
la coscienza si espande oltre l’io
e incontra la bellezza pura:

la nota musicale che risuona senza uditore,
il colore che splende senza occhio,
il pensiero che si svela senza pensatore.

Qui sono libero,
eppure radicato nel corpo che riposa,
come fiamma nella lampada,
come canto nel silenzio.

Non c’è fuga,
ma un tornare a casa
dove io non sono più io,
eppure sono più me stesso che mai.

In questo istante,
comprendo:
il corpo non è prigione,
è porta.

E la coscienza che l’attraversa
è il mistero stesso che illumina il mondo.

Numero3372.

 

I N F I N I T O

 

Non è il numero che non finisce,
né lo spazio che non ha confini,
ma la percezione che si apre
oltre ogni misura.

L’infinito non è lontano:
è la profondità di un istante
vissuto senza fretta.

È il pensiero che si dissolve
perché non può contenerlo,
e resta solo la presenza nuda
di ciò che è sempre stato.

L’infinito è ciò che resta
quando il tempo si ferma,
quando il corpo tace
e la coscienza si espande
oltre il nome, oltre la forma.

È l’abisso che non spaventa
perché non c’è nessuno che cada.
È il cielo che non finisce
perché non c’è un occhio che lo limiti.

E così comprendo:
l’infinito non è altrove,
sono io che smetto di essere
chiuso in me stesso
e divento spazio,
senza inizio né fine.

Numero3371.

 

S E R E N I T A’

 

Non è il silenzio dell’assenza,
ma la quiete che abbraccia ogni suono.

Non è il cielo senza nuvole,
ma la pace che accoglie le tempeste
sapendo che passeranno.

Serenità è un fiume che scorre,
lento o impetuoso,
ma sempre verso il mare.

È la capacità di non stringere i pugni
contro ciò che accade,
ma aprire le mani per accogliere
anche ciò che non si può cambiare.

È guardare la vita
come un campo vasto,
dove ogni filo d’erba
ha il suo spazio,
e io sono uno tra molti,
parte del paesaggio.

Serenità è sapere
che ciò che devo essere
lo sono già ora,
senza sforzo,
come la luce che illumina
senza fatica.