Non sono pronto.
Ci sto arrivando,
un passo alla volta….
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Non sono pronto.
Ci sto arrivando,
un passo alla volta….
S T R E S S
Ho deciso di non stressarmi per NULLA. LO STRESS E’ UN ASSASSINO SILENZIOSO.
Ieri è passato. Rimuginarci sopra non lo farà mai riaccadere. Allora perché preoccuparsi? Il futuro non è stato MAI promesso. Quindi perché preoccuparsi di cosa potrebbe o non potrebbe accadere domani? Vivete il momento. Siate felici. Rendete gli altri felici.
Tutti noi pensiamo di essere invincibili, che ogni giorno ci sveglieremo e che ogni cosa continuerà come al solito. Lavoro, pagare le tasse. Litigare. Ridere. Giocare.
Questo non è assolutamente vero. Quindi, prendetevi cura di voi stessi. Gli uni degli altri, dei vostri cari, degli amici, della famiglia. Non andate a letto arrabbiati. Potreste non svegliarvi più! Fate la pace con tutti. Perdonate e dimenticate!
Ricordate che la vita non è solo lavoro e pagare le tasse!
Divertitevi. Fate ciò che vi rende felici. D’altronde, quando siete felici, siete in grado di trasmettere la vostra felicità anche agli altri!
Che Dio vi benedica!
da QUORA
ALCUNE REGOLE SOCIALI CHE POSSONO AIUTARTI:
1. Non chiamare qualcuno più di due volte di seguito. Se non risponde alla tua chiamata, presumi che abbia qualcosa di importante di cui occuparsi;
2. Restituisci il denaro che hai preso in prestito anche prima che la persona che te l’ha dato in prestito te lo ricordi o lo richieda. Mostra la tua integrità e carattere. Lo stesso vale per ombrelli, penne e scatole di plastica per il pranzo.
3. Non ordinare mai il piatto più costoso nel menu quando qualcuno ti offre un pranzo o una cena.
4. Non fare domande imbarazzanti come “Oh, quindi non sei ancora sposato?” o “Non hai figli?” o “Perché non hai comprato una casa?” o “Perché non compri una macchina?” Per l’amor di Dio, non è un tuo problema;
5. Apri sempre la porta per la persona che viene dietro di te. Non importa se è un ragazzo o una ragazza, senior o junior. Non diventi piccolo trattando bene qualcuno in pubblico;
6. Se prendi un taxi con un amico e lui/lei paga adesso, prova a pagare tu la prossima volta;
7. Rispetta le diverse sfumature di opinioni. Ricorda che ciò che è 6 per te sembrerà 9 a qualcuno di fronte a te. Inoltre, la seconda opinione è buona per un’alternativa;
8. Non interrompere mai le persone che parlano. Consenti loro di esprimersi. Come si suol dire, ascoltali tutti e filtrali tutti;
9. Se prendi in giro qualcuno e sembra che non gli piaccia, smettila e non farlo mai più. Incoraggia a fare di più e mostra quanto sei riconoscente;
10. Dì “grazie” quando qualcuno ti sta aiutando;
11. Lodare pubblicamente. Criticare in privato;
12. Non c’è quasi mai motivo di commentare il peso di qualcuno. Dì solo: “Sei fantastico”. Se vogliono parlare di perdere peso, lo faranno;
13. Quando qualcuno ti mostra una foto sul suo telefono, non scorrere verso sinistra o verso destra. Non sai mai cosa c’è dopo;
14. Se un collega ti dice che ha un appuntamento dal medico, non chiedere a cosa serve, dì solo “Spero che tu stia bene”. Non metterli nella scomoda posizione di doverti raccontare la loro malattia personale. Se vogliono che tu lo sappia, lo faranno senza la tua curiosità;
15. Tratta l’addetto alle pulizie con lo stesso rispetto del CEO. Nessuno è impressionato per quanto maleducatamente puoi trattare qualcuno al di sotto di te, ma le persone noteranno se le tratti con rispetto;
16. Se una persona ti sta parlando direttamente, fissare il tuo telefono è maleducato;
17. Non dare mai consigli finché non ti viene chiesto;
18. Quando incontri qualcuno dopo tanto tempo, a meno che non voglia parlarne, non chiedergli età e stipendio;
19. Fatti gli affari tuoi a meno che qualcuno non ti coinvolga direttamente;
20. Togliti gli occhiali da sole se parli con qualcuno per strada. È un segno di rispetto. Inoltre, il contatto visivo è importante quanto il tuo modo di parlare;
21. Non parlare mai delle tue ricchezze in mezzo ai poveri. Allo stesso modo, non parlare dei tuoi figli in mezzo a persone sterili;
22.Dopo aver letto un buon messaggio prova a rispondere: “Grazie per il messaggio”.
L’APPREZZAMENTO rimane il modo più semplice per ottenere ciò che non si ha….
Una persona intelligente
impara dai suoi errori.
Una persona saggia
impara dagli errori degli altri.
Una persona geniale
non impara, sa già di suo.
da QUORA
A D O N O R D E L V E R O
Nell’Italia medievale del XIII secolo, il numero di credenti cristiani era elevatissimo, praticamente un plebiscito religioso.
In realtà, una parte di questi, si limitava a professarsi fervente credente ma in realtà non lo era.
Una curiosa vicenda evidenzia propria questo assunto, che vide protagonista il vescovo di Parma, Gregorio Romano.
Secondo il racconto del frate Salimbene de Adam, Romano trascorse tutta la sua vita lavorando per la Chiesa e professando con passione la parola di Cristo.
Ma giunto in punto di morte rifiutò l’ostia consacrata, dichiarando di non aver mai creduto in Dio.
Quando i presenti gli chiesero sbalorditi perché mai avesse fatto il vescovo, rispose candidamente: “Soltanto per le ricchezze e per gli onori”.
N.d.R. : Riporto il seguente commento di un corrispondente di QUORA , Paolo Pelizzon, che scrive:
“Boh, colui che spreca la sua vita nel fanatismo religioso, fra deliri, vessazioni, ottusitá, esaltazioni psicopatologiche, goduria nel poter manipolare le ingenue zitelle che vanno a . . . confessarsi, che si ritiene membro di una associazione delinquenziale chiamata Chiesa, che ha commesso stragi in America Latina, roghi inquisitori in Europa bruciando vivi coloro che dicevano che la Terra gira attorno al Sole, che ha squartato vivi i dissidenti, che proclama che se racconti al prete di turno le tue voglie andrai tu in paradiso, mentre lui . . . con gli amichetti seminaristi . . . direi proprio che quest’uomo importante non lo é proprio e che la sua opinione non conta assolutamente nulla.
Il Padre Universale Inconoscibile ed Incomprensibile non centra nulla con i lestofanti.”
N.d.R. : Riporto anche l’intervento di un altro corrispondente di QUORA, Paolo Peverelli, che scrive sul tema: HA SENSO CREDERE IN DIO E NON NELLA CHIESA?
Dal mio umile punto di vista di uomo della strada, osservo:
Gesù detto il Cristo (che vuol dire Messia, in ebraico, o unto, scelto da Dio) faceva e predicava alcune cose.
La cosiddetta Chiesa Cristiana (nelle sue varie denominazioni Cattolica, Ortodossa, Evangelica), che DICE di ispirarsi a lui fa cose diverse e spesso contrarie.
Gesù prediligeva i poveri, gli sfigati, gli umili: pescatori, contadini, prostitute, ciechi e storpi che vedeva in mezzo alla strada a chiedere elemosina. NON ha mai chiesto denaro, dicesi MAI, per quello che faceva e diceva.
Come esempi delle sue illustrazioni (o parabole) usava spesso le persone più disprezzate e derelitte. Tipica l’illustrazione del Samaritano, che fa la miglior figura in confronto a un “prete” (un sacerdote), ad un “sacrestano” (un levita) e ad un normale cittadino ebreo rispettato. Solo che i Samaritani erano tanto disprezzati che gli ebrei seri nemmeno rivolgevano loro la parola…. peggio degli zingari o degli stranieri accattoni di oggi, che almeno ci si parla anche solo per dire “no grazie, non ti do nulla”.
NON SI È MAI INTERESSATO DI QUESTIONI POLITICHE, e, fosse solo per questo, lo odiavano tutti. Di sicuro non suggeriva a chi dare il proprio sostegno (oggi diremmo il voto).
Non aveva dove posare la testa, QUINDI NON ERA RICCO né di famiglia né di suo. Quando morì, l’unica cosa “sua” di valore erano i vestiti che aveva addosso, regalatigli da qualcuno. Lo seppellirono nella tomba di un altro.
Era cordialmente odiato e disprezzato da chi aveva potere e denaro, ai suoi tempi.
Ora, guardate le Chiese Cristiane, e ditemi se vedete la stessa cosa.
Decidete voi se sono degne di fiducia in quanto “imitatrici” di Cristo.
N.d.R. : ancora un parere da QUORA, di Andrea Lenzi, su questo tema.
Esiste una categoria numerosissima che è composta dai “Credenti fai da te”.
Contaminati indelebilmente dalla propaganda cattolica fin dalla culla, sono incapaci di allontanarsene, però, una volta che comprendono le sciocchezze scritte nella Bibbia e con i propri occhi assistono al male che Dio avrebbe potuto impedire, si creano una personale divinità tutta amore e compassione che pregano quando hanno paura.
Ciò vale tanto più quanto più viene fuori l’inciviltà della Bibbia, con la sua intolleranza verso gay, donne e non credenti ed il continuo ricatto divino:
Vi amo tutti ma solamente se mi riconoscerete come unico Dio e vi comporterete come dico io; altrimenti non avrete che la dannazione eterna.
Inoltre, da un punto di vista logico:
se Dio esiste ed è onnipotente, allora è responsabile di avere creato questo mondo, tra tutti quelli possibili, dove ogni forma di vita muore di fame se non uccide altre forme di vita e le mangia.
In sintesi, ha creato il bisogno di mangiare e la relativa lotta per la sopravvivenza, alla base di ogni conflitto umano ed animale.
Oltre a ciò, ha creato virus e batteri, giusto per parlare di attualità, oltre a terremoti e vulcani.
Quindi esistono solamente 2 possibilità:
-Dio onnipotente e creatore o esiste ed è disinteressato alle forme di vita o è sadico.
-non esiste alcun Dio onnipotente e creatore.
N.d.R. : Dario Perna, altro corrispondente di QUORA, risponde alla domanda: “Perché avete smesso di credere nella Chiesa Cattolica?”
Perché sono stato (ormai ex) un francescano secolare.
Ho studiato per anni in convento, ma più approfondivo la Bibbia, più aumentava il numero dei brani contraddittori e delle domande di logica alle quali i vari prof di teologia o i vari confessori non riuscivano a rispondere.
Tutto questo unito ai retroscena di un ordine religioso che predica bene, ma al cui interno si chiede una quota mensile di adesione e i cui fondi delle donazioni vengono spesi per tutto tranne che per la carità, mi ha portato ad abbandonare tutto quel mondo.
N.d.R. : ancora da QUORA; Paolo Lo Re risponde alla domanda:” È più facile credere in Dio se hai una vita serena e non hai particolari disagi?”
No, credo sia più facile credere in Dio se hai una vita disagiata e piena di problemi.
E’ bello e confortante, trovandosi in una situazione così, pensare a un immaginario “regno dei cieli” in cui si starà meglio.
Ed è anche comodo per chi ha il potere politico ed economico che quelli che vivono in condizioni disagiate pensino al regno dei cieli e si accontentino così, invece di agire per sovvertire il potere politico ed economico.
In questo senso la religione può essere usata, ed è stata usata, per fermare sul nascere le rivendicazioni sociali e placare la sete di giustizia sociale delle masse oppresse con la gratuita promessa di un aldilà felice.
Disse giustamente uno famoso (Karl Marx) che in questo senso la religione è una droga che addormenta le menti. E’ oppio per i popoli…
PER AMORE DELLA VERITÂ
Per riconoscere le fonti affidabili,
cercate quelle che si espongono
contro il proprio interesse.
Chi è che mi dice che esiste il diavolo?
Me lo dice il Papa o un ateo?
da WIKIPEDIA
L’ ESPERIMENTO DI ASCH
Un esempio di scheda utilizzata nell’esperimento. La linea di sinistra è la linea di riferimento, le tre linee a destra sono le linee di confronto.
L’esperimento di Asch è stato un esperimento di psicologia sociale condotto nel 1951 dallo psicologo polacco Solomon Asch.
L’assunto di base del suo esperimento consisteva nel fatto che l’essere membro di un gruppo è una condizione sufficiente a modificare le azioni e, in una certa misura, anche i giudizi e le percezioni visive di una persona. L’esperimento si focalizzava sulla possibilità di influire sulle percezioni e sulle valutazioni di dati oggettivi, senza ricorrere a false informazioni sulla realtà o a distorsioni oggettive palesi. Il lavoro di Asch influenzò Stanley Milgram (che fu allievo di dottorato dello stesso Asch) e le sue successive ricerche.
Il protocollo sperimentale prevedeva che 8 soggetti, di cui 7 collaboratori/complici dello sperimentatore all’insaputa dell’ottavo (soggetto sperimentale), si incontrassero in un laboratorio, per quello che veniva presentato come un normale esercizio di discriminazione visiva. Lo sperimentatore presentava loro delle schede con tre linee di diversa lunghezza in ordine decrescente mentre su un’altra scheda vi era disegnata un’altra linea, di lunghezza uguale alla prima linea della prima scheda. Chiedeva a quel punto ai soggetti, iniziando dai complici, quale fosse la linea corrispondente nelle due schede. Dopo un paio di ripetizioni “normali”, alla terza serie di domande i complici iniziavano a rispondere in maniera concorde e palesemente errata.
Il vero soggetto sperimentale, che doveva rispondere per ultimo o penultimo, in un’ampia serie di casi iniziava regolarmente a rispondere anche lui in maniera scorretta, conformandosi alla risposta sbagliata data dalla maggioranza di persone che aveva risposto prima di lui. In sintesi, pur sapendo soggettivamente quale fosse la “vera” risposta giusta, il soggetto sperimentale decideva, consapevolmente e pur sulla base di un dato oggettivo, di assumere la posizione esplicitata dalla maggioranza. Solo una piccola percentuale si sottraeva alla pressione del gruppo, dichiarando ciò che vedeva realmente e non ciò che sentiva di “dover” dire.
Nell’esperimento originale di Asch, il 25% dei partecipanti non si conformò alla maggioranza, ma il 76% si conformò almeno una volta alla pressione del gruppo (ed il 5% dei soggetti si adeguò ad ogni singola ripetizione della prova).
CONFORMISMO
Con il termine conformismo si fa riferimento a un atteggiamento o tendenza ad adeguarsi o omologarsi a opinioni, usi e comportamenti pre-definiti e politicamente o socialmente prevalenti. Questo atteggiamento si può notare ad esempio nel modo di vestire o nel comportamento, o anche nelle idee e nei modi di pensare. Questo atteggiamento viene definito in psicologia con il termine conformità.
In ambito sociale si definisce conformista colui che, ignorando o sacrificando la propria libera espressione soggettiva in modo più o meno marcato, si adegua e si adatta nel comportamento complessivo, sia di idee e di aspetto esteriore che di regole, alla forma espressa dalla maggioranza o dal gruppo di cui è parte.
L’origine del conformismo risiede molto spesso nella radice animale dell’essere umano che attinge le sue paure dalla solitudine fuori dal branco. È una sorta di comportamento mimetico: l’individuo si nasconde nell’ambiente sociale nel quale vive, assumendone i tratti più comuni, in termini di modi di essere, di fare, di pensare. Il senso di protezione che ne deriva rafforza ulteriormente i comportamenti conformisti.
L’atteggiamento opposto al conformismo viene definito anticonformismo e consiste quindi in un rifiuto delle idee e dei comportamenti prevalenti.
Infatti, normalmente, le persone non conformiste hanno già sviluppato un livello di coscienza diverso che permette loro di poter sfidare i comportamenti comuni senza soffrirne.
Solitamente si hanno personalità non conformiste negli artisti, negli scienziati, nei filosofi, negli intellettuali, negli statisti e nei santi, quindi in tutti coloro che si danno la possibilità di libera espressione di sé stessi fuori dalla forma già predefinita dall’ambito sociale e storico in cui vivono.
L’antropologo francese René Girard ha svolto uno studio approfondito delle dinamiche di imitazione reciproca tra gli esseri umani, che a livello sociale conducono appunto al conformismo e ad altri automatismi di notevole importanza. Nel quadro teorico di Girard, l’imitazione è la caratteristica fondamentale dell’essere umano (teoria mimetica). Girard rivela quindi che dietro ogni pretesa di anticonformismo si nasconde un altro comportamento conformista: l’anticonformista, che non sopporta di ammettere la sua somiglianza con gli altri esseri umani, si appoggia alla massa per sollevarsi al di sopra di essa, ma in questo movimento si lascia ispirare (imita, si conforma a…) quegli “anticonformisti” che lo hanno preceduto, nel suo o in altri campi e inoltre dimostra la sua dipendenza da quella massa che disprezza tanto: senza massa da cui distinguersi, non si ha niente da cui distinguersi.
In psicologia sociale, accanto al concetto di conformismo, vi è quello di obbedienza, laddove l’obbedienza implica anche conformismo. È attraverso la socializzazione che le persone imparano a conformarsi a certe norme e a obbedire a certe figure di autorità. A tal proposito Stanley Milgram ha proposto quattro concetti chiave con i quali mettere in evidenza tali assunti. Questi concetti si ravvisano in: gerarchia (fra persone di status diseguale vige usualmente un rapporto di obbedienza, fra persone di pari status emerge il conformismo), imitazione (l’obbedienza non comporta imitazione, il conformismo sì), contenuto esplicito (comandi espliciti si associano all’obbedienza, richieste tacite ed implicite presuppongono conformismo) e volontarietà (chi obbedisce fa riferimento all’obbedienza nello spiegare il loro comportamento, chi si conforma fa riferimento alla volontarietà). Tali concettualizzazioni sono state criticate per la loro riduttività, ma al contempo danno una visione efficace del rapporto tra conformismo e obbedienza.
Sono oggetto di studio gli effetti della comunicazione di massa sul conformismo. Risale agli anni settanta del Novecento la teoria della spirale del silenzio sviluppata da Elisabeth Noelle-Neumann, fondatrice, nel 1947, dell’Istituto di Demoscopia di Allensbach (Institut für Demoskopie Allensbach) a Magonza. La tesi di fondo è che i mezzi di comunicazione di massa, ma soprattutto la televisione, grazie al notevole potere di persuasione sui riceventi e quindi, più in generale, sull’opinione pubblica, siano in grado di enfatizzare opinioni e sentimenti prevalenti, mediante la riduzione al silenzio delle opzioni minoritarie e dissenzienti.
Nello specifico, la teoria afferma che una persona singola è disincentivata dall’esprimere apertamente e riconoscere a sé stessa un’opinione che percepisce essere contraria alla opinione della maggioranza, per paura di riprovazione e isolamento da parte della presunta maggioranza. Questo fa sì che le persone che si trovino in tali situazioni siano spinte a chiudersi in un silenzio che, a sua volta, fa aumentare la percezione collettiva (non necessariamente esatta) di una diversa opinione della maggioranza, rinforzando, di conseguenza, in un processo dinamico, il silenzio di chi si crede minoranza.
Uno degli effetti della spirale del silenzio è l’esercizio, da parte dei mass-media, di una pervasiva funzione conformista di omologazione e conservazione dell’esistente, ostili al rinnovamento delle sensibilità, dei gusti, delle opinioni.
Rispetto al conservatorismo, si aggiunge qui un ulteriore elemento aggravante: essendo i mezzi di comunicazione di massa, per loro stessa natura, schiacciati sulla dimensione contingente del tempo presente, e incapaci di elaborare ed esprimere una visione e una coscienza storica, la spinta al conservatorismo e all’omologazione che essi sono in grado di promuovere si presentano anche privi di qualsiasi spessore e di alcuna consapevolezza storica.
N.d.R. : adesso abbiamo capito, io per primo, su quale mensa sono andati a gozzovigliare gli “influencer”, abili mestatori senza scrupoli, pronti e preparati a devitalizzare lo spirito critico individuale, imponendo ideologie, gusti e comportamenti standardizzati e pilotati, ovviamente, a proprio vantaggio.
…. PARLANDO DI ME ….
Valgo poco,
se mi considero.
Un po’ di più
se mi paragono.
da una chat di QUORA
Qual è l’origine della parola siciliana “minchia”?
L’etimologia di questa parola e’ ricondotta al latino mèntula (riportata acriticamente e stancamente da molti vocabolari, anche da quello calabrese del Rohlfs): da cui potrebbe derivare anche il calabrese mentìri, equivalente a penetrare: iddha mi risi ed eu nci risi / iddha lu vosi ed eu nci lu misi.
Il mai compianto abbastanza Giovanni Semerano (Dizionario della lingua latina e di voci moderne, Firenze, Olschki, 2002, sub mentula, mateola, meta) chiarisce che dall’ebraico matte, pertica, e dall’accadico metu, palo (da cui l’espressione latina porrexit ab inguine palum per ebbe un’erezione), è derivato il latino arcaico mattea, mazza, con il diminutivo mateola, piccola mazza (analogo al calabrese mazzarèddhu), poi divenuto mèntula; meta era inoltre “un cumulo conico di paglia. Di fieno, …, sempre costituito da uno stollo o stocco, lunga pertica intorno alla quale si ammucchiava la paglia”; e, d’altra parte, deriva da ‘meta’-pertica anche il verbo metor, misuro con la pertica, donde il metro unita di misura nel sistema metrico decimale.
Per Raffaele Corso (La vita sessuale nelle credenze, pratiche e tradizioni popolari italiane, Firenze, Olschki,, p. 298) da mentula deriva il latino medievale mentla che, attraverso gli intermedi menkla e menkja, conclude finalmente il suo viaggio bimillenario con la minchia calabro-sicula.
E, a proposito di misure, lunghe e sofisticate applicazioni nulla hanno apportato circa la lunghezza accettabile, ‘media’ o ‘modale’, per la minchia: inferenze venivano ricavate da tratti somatici evidenti ( quali nasu / tali fusu) e, con sofismi ‘a contrario’ rispetto all’altezza, si sosteneva (e la circostanza era avvalorata da una canzone di Fabrizio di André) che i nani sarebbero superdotati e gli spilungoni facessero brutta figura; donde il brocardo che l’omu non si misura cu lu parmu ma, verrebbe da dire, la minchia sì.
E colpì molto il fatto che i Bronzi di Riace, simbolo ormai universale della virilità nell’arte classica, apparissero sproporzionati per difetto.
da Quora
I N V E C C H I A M E N T O
Più invecchi e più ti rendi conto che molte cose che ti sono state insegnate in gioventù sono semplicemente sbagliate.
R I C C H I E P O V E R I
È un vero e proprio illuso
colui che va predicando
ad una schiera di sprovveduti
che si risolve il problema
sociale della loro povertà,
contrastando la ricchezza.
Bisogna invece che i poveri
siano messi in condizioni
di raggiungere la ricchezza
senza impoverire i ricchi,
in modo che lo standard
sia la ricchezza, non la povertà.
Perché, per natura, non siamo
e non saremo mai tutti uguali.
E chi lo andava predicando….
lo hanno messo in croce.
T R E P A R O L E
VERUM = verità attiene alla conoscenza
BONUM = bene attiene alla morale
PULCHRUM = bello attiene all’arte
…. la vita, in fondo, è tutta qui.
Ah, dimenticavo …. c’è anche
FIDES = fede attiene alla religiosità, …. per chi ci crede.
da QUORA
COSE DA SAPERE ASSOLUTAMENTE…
1.. Non ci possiamo baciare i gomiti.
2.. Originalmente, la Coca Cola era verde.
3.. Una mucca può salire le scale, ma non può scenderle.
4.. Nel 1987 American Airlines risparmiò 40.000 dollari semplicemente togliendo un’oliva a ciascuna
delle insalate che servì in prima classe.
5.. Il “Quac, Quac” delle oche non dà eco (non si sa perché).
6.. Ogni re delle carte da gioco, rappresenta un grande della storia:
re di picche – David;
re di fiori – Alessandro Magno;
re di cuori – Carlo Magno;
re di quadri – Giulio Cesare.
7.. Moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321.
8.. Se in una statua equestre il cavallo ha due zampe alzate, significa che il cavaliere morì in combattimento. Se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzata, il cavaliere morì per le ferite riportate in battaglia. Se le quattro zampe dell’animale sono appoggiate, il cavaliere morì per cause naturali.
9.. Per legge, le strade interstatali degli Stati Uniti hanno almeno un miglio rettilineo ogni 5 miglia.
Questi rettilinei possono essere utili come piste di atterraggio in casi di emergenza o in guerra.
10.. Nel Pentagono esiste un numero di toilette doppio rispetto quello effettivamente necessario. Il fatto è che, in origine, in ogni settore era previsto un bagno per i bianchi ed uno per i neri.
11.. É impossibile starnutire con gli occhi aperti (so che proverete tutti!!!)
12.. Lo scarafaggio può vivere nove giorni anche se privato della testa, dopodiché…muore di fame.
13.. Gli elefanti sono gli unici animali che non possono saltare (la natura é saggia).
14.. Thomas Alva Edison aveva paura del buio (sarà per questo che inventò la lampadina?).
15.. Cervantes e Shakespeare, considerati i maggiori esponenti della letteratura spagnola ed inglese rispettivamente, morirono nello stesso giorno, il 23 aprile 1616.
16.. L’altezza della piramide di Cheope é pari esattamente a un milionesimo della distanza che separa la terra dal sole.
17.. Anticamente, in Inghilterra, la gente poteva avere relazioni sessuali solo se autorizzata dal re; ne erano esentati i membri (molto opportuno il termine) della casa reale. Pertanto chi voleva un figlio, a seguito di regolare richiesta di autorizzazione, riceveva un targa da apporre alla porta di casa, sulla quale era scritto “Fornication Under Consent of the King” (Fornicazione con il consenso del Re), poi sintetizzato nella sigla
“F.U.C.K.”. Da cui, la moderna espressione inglese… (to fuck, in Inglese, significa fottere).
18.. Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti; se non c’erano state perdite, si scriveva “0 killed” ( Zero uccisi), da cui l’espressione OK nel senso di “tutto bene”.
19.. E adesso basta! Finiscila! NON CE LA FARAI MAI A BACIARTI I GOMITI!!!
da QUORA
A L C U N E V E R I T Â D E L L A V I T A