Numero3497.

 

R I S V E G L I O    D A L L A    R E A L T A’

 

Tutto intorno a te inizia a crollare. Non è caos. È liberazione forzata.

Le relazioni si spezzano senza motivo. Erano collegate alla tua versione passata.

Ogni certezza diventa instabile. Perché, dove stai andando, serve fiducia, non controllo.

La vita ti mette davanti sempre lo stesso tipo di persona. Perché, finché reagisci uguale, resti uguale.

Ti senti più solo/a che mai. È lo spazio sacro tra vecchio e nuovo.

Nulla ti appassiona più come prima. Stai lasciando andare l’illusione dell’identità.

I tuoi sogni diventano strani, intensi, simbolici. È il subconscio che ti prepara.

Ogni volta che ignori l’intuizione, succede qualcosa. Non è sfortuna, è addestramento spirituale.

Senti che c’è “altro”, ma non riesci a spiegarlo. È il richiamo della tua vera natura.

Tutto ciò che era fuori, ora accade dentro. Perché è lì che avviene il vero risveglio.

 

@AnimaOltreilimiti80.

Numero3476.

 

S U B C O N S C I O

 

La tua mente inconscia governa quasi tutto, anche quando “credi” di scegliere.

Registra ogni esperienza e la trasforma in programmi automatici.

Ogni credenza profonda diventa un comando invisibile che dirige la tua vita.

Se non la conosci, ti muovi su binari che non hai scelto.

I pensieri ripetitivi creano abitudini interne che modellano la realtà.

Il subconscio non ragiona, obbedisce a ciò che sente come “vero”.

Per riprogrammare servono coerenza e nuove emozioni creative.

Quando cambi dentro, i programmi iniziano a dissolversi.

Nuovi pensieri creano nuove frequenze e una nuova realtà.

Conoscere il subconscio è conoscere il vero potere interiore.

 

@AnimaOltreilimiti80

Numero3459.

 

A T T R A Z I O N E    D E L L A    R I C C H E Z Z A

 

Pensa in abbondanza – la mente crea ciò che immagina.

Usa affermazioni positive – le parole plasmano la realtà.

Visualizza il denaro – sentilo già nelle tue mani.

Vivi nella gratitudine – apprezza ciò che hai per attrarre di più.

Elimina i pensieri di scarsità – la paura blocca i flussi.

Sii aperto a ricevere – non respingere le opportunità.

Agisci come se fossi già ricco – allinea mente e comportamento.

Circondati di simboli di prosperità – l’ambiente influenza le vibrazioni.

Dai valore agli altri – ciò che offri torna moltiplicato.

Mantieni fiducia costante – la ricchezza arriva quando smetti di dubitare.

 

@AnimaOltreilimiti80.

Numero3446.

 

LEGGI  DEL  LINGUAGGIO  SCOPERTE  DALLA  NEUROSCIENZA

 

Le preoccupazioni dette diventano reali.
Il cervello trasforma la paura verbalizzata in profezia.

Il tuo modo di parlare crea le tue relazioni.
I pattern linguistici determinano la qualità dei rapporti.

Cambia le parole e cambi i pensieri.
Il linguaggio modifica direttamente i processi mentali.

Le parole controllano il corpo.
Ogni organo risponde al linguaggio che usiamo.

Le abitudini linguistiche decidono la felicità.
Come parli determina quanto sarai felice nella vita.

 

@healingsoulmusic436.

Numero3419.

 

C O M U N I C A Z I O N E

 

Le persone ricordano come le hai fatte sentire, non cosa hai detto.

Il silenzio, usato al momento giusto, è più potente di mille parole.

Non convincerai mai chi non vuole capire, e insistere ti farà sembrare disperato.

Parlare troppo ti fa perdere di credibilità, anche se dici cose intelligenti.

Le domande giuste aprono più porte delle risposte perfette.

Il tono di voce spesso conta più del contenuto stesso.

La maggior parte delle persone non ascolta per capire ma … per rispondere.

Dire meno, a volte, è l’arma più letale in una discussione.

Chi urla di più non sempre ha ragione, ma … spesso vuole farti credere il contrario.

 

da YouTube.

Numero3401.

 

C O M U N I C A R E

 

Gli uomini comuni parlano

per completare frasi,

raccontano storie senza

lasciare alcuna traccia,

domandano ma senza

una vera curiosità,

rispondono soltanto

per riempire il silenzio,

spiegano, pensando che

spiegare basti davvero

per essere ascoltati,

e non convincono nessuno.

Corrono lineari come

binari già predisposti.

Sono logici, ma privi

di anima, di empatia.

Sono prevedibili e quindi

sono presto dimenticati.

Ma un uomo vero parla

per generare domande

dentro la tua mente,

non per dare risposte,

ma per seminare dubbi.

Non dice tutto, allude

come chi sa troppo

per spiegare alcunché,

insinua e poi tace.

Lascia vuoti che non

si possono ignorare,

crea curve sui rettilinei

che portano nel nulla,

pause che bruciano,

contrasti che intrigano,

e non ha fretta di risolverli.

Perché sa che è nel vuoto,

che si crea il desiderio.

Quando parla come

un enigma, non come

un messaggio, allora

c’è qualcuno che comincia

a proiettare un’idea su di lui,

che però non ha fretta

alcuna di essere capito.

Numero3396.

 

7  TIPI  DI  RIPOSO

DI  CUI  TUTTI  HANNO  BISOGNO.

 

RIPOSO  FISICO: relax, yoga, 7-9 ore di sonno.

RIPOSO  EMOTIVO: parla con amici, esprimiti, di’ “no” quando serve.

RIPOSO  MENTALE: mindfulness, musica, fa’ passeggiate, leggi.

RIPOSO SOCIALE: tempo da soli, famiglia, amici stretti.

RIPOSO  SENSORIALE: niente schermi, chiudi gli occhi, goditi il silenzio.

RIPOSO  CREATIVO: disegna, scrivi, cucina, fa’ giardinaggio.

RIPOSO  SPIRITUALE: medita, rifletti, stai nella natura.

 

@stanzazen  YouTube.

Numero3389.

 

In questi ultimi tempi, mi sto interessando approfonditamente di argomenti come questi che seguono ed ho trovato affascinate il pensiero di questo scienziato – filosofo italiano, poco conosciuto ma molto importante.

Mi ha aperto un mondo nuovo e diverso dove, felicemente e coerentemente, trovano posto e risposta tanti miei dubbiosi interessi mentali. Mi ci sto uniformando e agglutinando come un insetto sulla carta moschicida.

 

 

F E D E R I C O    F A G G I N

 

ovvero: un pensiero finalmente olistico che associa scienza e spiritualità, fisica e filosofia.

 

La “teoria Faggin” è un’interpretazione della coscienza che vede la realtà come un’entità olistica, dove la fisica quantistica e la spiritualità si integrano. Olistico è un termine che significa “riferito all’olismo, un approccio che considera un sistema nella sua interezza, non come somma di singole parti.
Faggin, noto per la sua invenzione del microchip, estende il suo campo di ricerca alla coscienza, proponendo che questa coscienza non sia un mero epifenomeno del cervello. In folosofia, l’epifenomeno è un fenomeno secondario e accessorio, che si verifica insieme ad un fenomeno primario, ma senza avere una influenza causale su di esso.
In altre parole, è un evento che accompagna un altro fenomeno, ma non ne è né la sua causa, né il suo effetto.
Per Faggin la coscienza è una proprietà fondamentale della realtà.

 

In dettaglio, Faggin sostiene che:

 

Coscienza e fisica quantistica.

La coscienza, con le sue caratteristiche di qualità (QUALIA = esperienze soggettive, irripetibili) è analogabile ad uno stato puro quantistico, dove ogni particella subatomica possiede una forma di “coscienza”.

 

Mente e materia.

Faggin non vede la coscienza come un’entità separata dalla materia, ma piuttosto come un aspetto intrinseco di essa, un campo quantistico auto-cosciente.

 

Unione di scienza e spiritualità.

La sua teoria mira a superare la separazione tra scienza e spiritualità, proponendo un quadro in cui la fisica quantistica può spiegare sia i fenomeni fisici che gli aspetti esperienziali della coscienza.

 

Libero arbitrio.

La coscienza, in questa prospettiva, è associata al libero arbitrio e alla creatività, qualità che distinguono l’essere umano dalle macchine.

 

Critiche.

Faggin riconosce che la sua teoria solleva interrogativi e necessità di ulteriori approfondimenti e verifiche sperimentali, ma sottolinea l’importanza di considerare la coscienza come un elemento fondamentale per comprendere la realtà.

 

In sintesi.

La teoria di Faggin è un tentativo di integrare la fisica quantistica con la spiritualità, proponendo una visione olistica della realtà, in cui la coscienza è un aspetto fondamentale non solo umano, ma di tutto l’universo.

 

Cosa dice?

” Io parto da un postulato, perché qualunque teoria deve partire da almeno un postulato.

Lo chiamo “postulato dell’essere”.

L’UNO è definito come la totalità di ciò che esiste.

L’UNO è dinamico: vuol dire che non è mai lo stesso, quindi, istante dopo istante, continua a cambiare.

L’UNO è olistico: vuol dire che non è fatto di parti separabili, cioè tutto è interconnesso all’interno di UNO.

E, finora, ho descritto l’universo della fisica quantistica.

E anche nella fisica della relatività generale tutto è interconnesso.

Però le due interpretazioni della realtà fisica non sono ancora unite in una sola fisica generale e completa.

Io ho aggiunto una cosa: l’UNO VUOLE CONOSCERE se stesso.

Partendo da qui, abbiamo l’UNO che ha un volere, che è il libero arbitrio, e ha un conoscere.

E per conoscere ci vuole la coscienza, cioè la coscienza è ciò che permette all’UNO di conoscere. Semplicemente.

Quindi l’UNO in un certo senso, si autoriflette e, nella sua autoriflessione, conosce se stesso.

Com’è che conosce se stesso?

Portando in esistenza ciò che conosce.

La vita è nata dall’UNO che, per conoscere se stesso, porta in esistenza parti “intere” di sé.

Perché, essendo olistico, non può conoscere solo un pezzetto di se stesso, o in maniera parziale.

Deve conoscere tutto se stesso in ogni cosa, però con il punto di vista con cui si conosce in quell’istante.

Questa è l’identità del “campo”: è quello che genera il senso di sé del “campo”.

Allora l’UNO conosce se stesso, attraverso le sue creature: i “campi” che crea.

Questi poi si combinano, creano “campi di campi” e così via.

Questo modo di considerare la realtà fisica ha a che fare con molti fisici e filosofi del passato.

Ma, soprattutto, ha a che fare con persone che hanno avuto esperienze straordinarie di coscienza.

La coscienza ha la capacità di conoscere se stessa direttamente, non attraverso la logica.

È una forma intuitiva di conscenza in cui l’UNO si conosce vivendo la sua conoscenza di sé.

Dobbiamo considerare che la consapevolezza sia una proprietà “irriducibile” della natura.

Essa esiste sin dall’inizio, quando è avvenuto il BIG BANG.

Questo ha creato spazio, tempo, materia ed energia e doveva avere anche i semi della consapevolezza.

Perché doveva dare al mondo solo i semi del mondo esterno e non i semi del mondo interno?

È essenziale assumere come fondata e fondante questa proprietà interna che mai è stata presa in considerazione.

Essa appartiene anche all’energia fondamentale, che io chiamo NOUS, parola greca che significa mente, intelletto.

Tra l’altro, NOUS è la stessa parola che Plotino usava per descrivere la stessa idea.

Questo è un quadro che mette insieme idee prese un po’ dappertutto, in un modo che collega la realtà fisica.

Non mi risulta che qualcuno abbia mai fatto questo “sforzo”, perché, la NOUS è il punto di partenza, non di arrivo.

La coscienza non è un prodotto del cervello, ma è una proprietà fondamentale del “qualcosa” (non sostanza).

Sostanza implica materia, cioè qualcosa di tangibile, mentre NOUS è immateriale.

Essa esiste prima che esistano i campi quantici, prima del vuoto quantico, addirittura prima del BIG BANG.

NOUS, di fatto, è un “campo di campi”.

La fisica ammette la natura della realtà come “campo unico” da cui emergono i campi delle particelle elementari.

NOUS è immateriale e ha due aspetti fondamentali che sono irriducibili, sono come le due facce di una medaglia.

Essa ha un aspetto interno “semantico”, dove c’è il significato, e quindi la capacità di autoriflettersi.

Essa conosce se stessa dal suo interno e, al suo esterno, riflette “simbolicamente” quello che conosce dentro di sé.

Non è diversa da noi: noi abbiamo un mondo interno e, quando lo comunichiamo, lo facciamo per “simboli”.

Nella comunicazione, i nostri “simboli” sono le parole, le smorfie, il gesticolare, la mimica, l’intonazione della voce.

Abbiamo un mondo interno che conosciamo solo noi dall’interno individuale.

E abbiamo un mondo esterno a cui riveliamo il nostro significato interno, per mezzo dei simboli.

NOUS è visibilmente olistico e dinamico, come la meccanica quantistica dice: l’universo non ha parti separabili.

L’elettrone non si può separare, non esiste di fatto come elettrone, esiste il campo degli elettroni.

E l’elettrone è semplicemento uno “stato eccitato” del campo degli elettroni.

L’ontologia è nel campo, non negli elettroni.

I fisici più avanzati dicono che l’elettrone, come oggetto, non esiste: è una nostra costruzione mentale.

NOUS si manifesta come unità di consapevolezza.

La consapevolezza è la proprietà del sé responsabile, della sua percezione e comprensione.

La prima manifestazione della NOUS è conoscere se stessa, non conosce tutto di sé, ma di esistere lo sa.

Questa percezione dell’esistere è un QUALIA: la comprensione è il significato portato dai QUALIA.

Il cervello produce segnali elettrici e da questi si passa ai QUALIA.

I QUALIA, termine plurale di “quale”, sono gli aspetti qualitativi ed esperienziali della coscienza (percezioni, sensazioni, emozioni ecc.).

La creatività è la comprensione della prima volta, è un significato originale.

Questo, poi, deve essere tradotto in simboli per essere comunicato.

Nel sé non c’è solo la consapevolezza, ma c’è anche l’identità e il libero arbitrio e la capacità di agire e comunicare.

Propongo un modello dove tutta la realtà è creata da organizzazioni  di unità di consapevolezza elementari.

Queste si combinano gerarchicamente sotto la spinta della autoconoscenza.

La realtà ha due aspetti irriducibili e interdipendenti a tutti i livelli gerarchici.

Sono l’aspetto semantico e quello simbolico in combinazioni sintattiche.

La sintassi riguarda la struttura della frase, gli elementi costitutivi, le associazioni, cioè le unità superiori alla parola”.

 

C O R O L L A R I O

La “teoria di Faggin”, o meglio, la sua visione sulla coscienza e il suo rapporto con la fisica quantistica, sostiene che la coscienza non è un prodotto del cervello, ma una realtà fisica preesistente, un campo quantistico, e che il cervello funge da “ponte” o “trasformatore” tra questo campo e la realtà fisicaFaggin, in particolare, si discosta da una visione materialista della coscienza, affermando che essa non può essere spiegata come una mera proprietà della materia. 

In dettaglio, la teoria di Faggin si basa su alcuni punti chiave:
  • Coscienza come campo quantistico:

    Faggin propone che la coscienza non sia un’entità separata dal corpo, ma un campo quantistico che interagisce con la materia, in particolare con il cervello. 

  • Libero arbitrio e meccanica quantistica:

    Secondo Faggin, il libero arbitrio, la capacità di fare scelte indipendenti, potrebbe essere legato al comportamento dei sistemi quantistici, in particolare al collasso della funzione d’onda. 

  • Il ruolo del cervello:

    Il cervello, secondo Faggin, non crea la coscienza, ma la “traduce” in esperienza sensoriale e cognitiva. Il cervello sarebbe quindi un “drone” controllato da questo campo di coscienza. 

  • Critica al materialismo:

    Faggin critica la visione materialista della coscienza, che considera la coscienza un’emergenza del cervello, affermando che questa prospettiva non riesce a spiegare l’esperienza soggettiva e il libero arbitrio. 

  • Unione di scienza e spiritualità:

    Faggin cerca di integrare la visione scientifica con una prospettiva spirituale, sostenendo che la coscienza potrebbe essere parte di una realtà più ampia e profonda, che include sia aspetti materiali che non materiali. 

In sintesi, la teoria di Faggin propone una visione della coscienza come un fenomeno quantistico che interagisce con la materia e che potrebbe essere alla base della nostra esperienza soggettiva e del libero arbitrio. Questa teoria, pur essendo basata su concetti scientifici, apre a una prospettiva che unisce scienza e spiritualità, andando oltre la visione materialista tradizionale.
Alla domanda: “Lei è credente?”, Federico Faggin risponde: Non credo nel dio più o meno antropomorfico delle varie religioni. Credo però in una realtà più vasta, un’energia dinamica e consapevole che è il Creatore di un multiverso benigno in eterna evoluzione».
Chi è Federico Faggin?
Fisico italiano naturalizzato statunitense (n. Vicenza 1941). Laureatosi presso l’univ. di Padova nel 1965 e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1968, lavorando alla SGS Fairchild sui semiconduttori, ha progettato i primi circuiti integrati MOS (Metal Oxide Semiconductor) e successivamente ideato la tecnologia MOS Silicon Gate (metallo su silicio) destinata a diventare la base per la produzione di tutti i moderni circuiti integrati. Affermatosi definitivamente nella progettazione e realizzazione di processori informatici, nel 1970 è passato alla Intel, dove è stato a capo del progetto che ha realizzato la struttura del primo microprocessore, noto con la sigla 4004. Nel 1982 ha fondato la Cygnet Technology, operante nello sviluppo delle reti neurali e nel perfezionamento delll’interfaccia uomo-macchina; è stato poi tra i fondatori della Synaptics (touchpad) e amministratore delegato della Foveon (sensori d’immagine). Fondatore nel 2011 della Federico and Elvia Faggin Foundation, che promuove lo studio scientifico della coscienza, nel 2019 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano Silicio. Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza (2019) e Irriducibile. La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura (2022).

Numero3373.

 

S V E G L I A R M I

 

Prima che il giorno riprenda il suo corso,
quando il corpo è silenzio e la mente è luce,
mi scopro essere pura presenza.

Non sono il pensiero che pensa,
non sono la forma che si muove,
ma il campo stesso in cui i pensieri sorgono
e le forme si dissolvono.

Qui,
in questo dormiveglia senza confini,
la coscienza si espande oltre l’io
e incontra la bellezza pura:

la nota musicale che risuona senza uditore,
il colore che splende senza occhio,
il pensiero che si svela senza pensatore.

Qui sono libero,
eppure radicato nel corpo che riposa,
come fiamma nella lampada,
come canto nel silenzio.

Non c’è fuga,
ma un tornare a casa
dove io non sono più io,
eppure sono più me stesso che mai.

In questo istante,
comprendo:
il corpo non è prigione,
è porta.

E la coscienza che l’attraversa
è il mistero stesso che illumina il mondo.

Numero3364.

 

G O C C E    N E L    M A R E

Aforismi già pubblicati, ma qui ripetuti perché, insieme, formano un pensiero … più attuale.

 

Sono sempre più di moda

le armi di distrazione di massa.

 

L’ignoranza genera fiducia

più spesso della conoscenza.

Charles Darwin.

 

Qual è il suono

di una sola mano

che applaude?

Proverbio ZEN

 

Chi conosce sceglie,

altrimenti crede di scegliere.

 

È la prima volta

che consegneremo ai giovani

un mondo peggiore

di quello che noi

abbiamo ereditato.

Numero3360.

 

Meditazione interiore sul vivere, pensare e morire.

 

Sul vivere

Vivere non è accumulare anni, eventi, traguardi. È abitare la propria coscienza giorno per giorno, riconoscere il proprio limite, e restarvi fedele senza rimpianti.

Vivere è camminare nel tempo sapendo di non possederlo, lasciare che ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio abbia il peso giusto e la leggerezza dell’essenziale.

Io non ho cercato il rumore, ma la verità sobria delle cose, l’armonia discreta tra il pensiero e l’azione, la bellezza muta di chi fa senza pretendere, di chi dona senza chiedere nulla in cambio.

Vivere è stare, con onestà e coerenza, nella porzione di mondo che mi è stata data. E renderla un po’ più chiara, anche solo con un pensiero limpido.

 

Sul pensare

Ho pensato non per possedere il mondo, ma per non lasciarmi possedere da illusioni. Il pensiero è stato il mio strumento di verità, la mia difesa contro il facile, il vuoto, il già detto.

Non ho mai usato il pensiero per costruire torri, ma per discendere in me stesso, e trovare lì non certezze assolute, ma coerenza interiore.

Pensare, per me, è stato un atto di rispetto verso l’essere, un modo per rendere onore a ciò che esiste senza pretendere spiegazioni.

E nella solitudine del pensiero, ho trovato compagnia: quella di chi, nel passato e nel futuro, condivide il mio stesso bisogno di luce.

 

Sul morire

Morire non è spegnersi, ma restituirsi. Non è un’ingiustizia, ma un atto naturale della coscienza che si ritira, non per fuggire, ma per ricongiungersi.

Non mi interessa sopravvivere nei nomi, nelle immagini, nei ricordi. Mi basta sapere che ciò che ho compreso non va perduto, ma si riversa, come linfa, nel campo più vasto dell’umano.

La morte non è fine, ma dissoluzione dell’individuo nel Tutto da cui proviene. Non c’è nulla da temere in ciò che è necessario, e nulla da rimpiangere quando si è stati coscienti fino in fondo.

Morire è congedarsi in silenzio, come si fa quando si è detto tutto senza gridare. E il mio congedo sarà discreto, ma pieno di verità.

 

Epílogo

Ho vissuto. Ho pensato. Ho amato il mondo non per ciò che mi ha dato, ma per ciò che mi ha insegnato.

E ora, semplicemente, mi ritiro, con la stessa sobria dignità con cui sono venuto.

 

Grazie.

Numero3342.

 

QUATTRO  PASSI  NEL  MONDO  DI  VOLTAIRE.

da un articolo di Alessia Alfonsi

 

Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet, è stato uno dei pensatori più brillanti, controversi e influenti dell’Illuminismo. Satirico, razionalista, polemico, amava la verità quanto detestava il fanatismo. La sua arma preferita? La parola affilata, una voce che brucia ancora oggi, tagliente come una lama, arguta come una satira, viva come una risata nel mezzo dell’ipocrisia.

Uomo di teatro, romanziere, storico, polemista, intellettuale engagé ante litteram, ha attraversato il Settecento da protagonista e da provocatoreIl suo pensiero è un inno alla libertà di espressione, alla tolleranza religiosa, alla battaglia contro il fanatismo, l’ignoranza e la superstizione. Ma non lo ha fatto con il tono grave del predicatore: ha scelto l’arma dell’ironia, dello sberleffo, dell’intelligenza acuta.

Voltaire non credeva nelle verità assolute, ma nella necessità di interrogare ogni autorità, ogni dogma, ogni certezza comoda. Diceva: “La libertà consiste nel poter dire che due più due fa quattro. Se ciò è concesso, tutto il resto segue.”

Dietro il suo sarcasmo, si nascondeva una visione del mondo umanista e profondamente etica: non basta pensare, bisogna agire, coltivare il proprio giardino, esercitare la ragione come forma di giustizia.

Chi lo legge oggi, scopre un autore che parla alla nostra epoca con una chiarezza disarmante. Che ci ricorda quanto la libertà non sia solo un diritto, ma un dovere di coscienza. E quanto la parola, anche quella più ironica, possa cambiare la storia.

Con i suoi scritti, i suoi pamphlet e le sue lettere, ha scardinato dogmi, smascherato ipocrisie e difeso la libertà di pensiero con un’ironia acuminata ma profonda.

In tempi oscuri, Voltaire ha saputo ridere dell’assurdo senza rinunciare alla lotta: il suo pensiero ci ricorda ancora oggi quanto pensare liberamente sia un atto rivoluzionario.

Curiosità su Voltaire:

 

Il suo vero nome era François-Marie Arouet. Adottò il nome Voltaire probabilmente anagrammando il cognome Arouet e aggiungendo qualche lettera: era già un personaggio.

Fu imprigionato più volte per le sue parole. Venne incarcerato alla Bastiglia per aver offeso un nobile e poi esiliato: usava la satira come arma politica e intellettuale.

Amava l’Inghilterra (più della Francia). Nel suo “Lettere filosofiche”, elogiò la tolleranza religiosa inglese, scatenando scandalo in patria.

Fu un instancabile epistolare. Scrisse più di 20.000 lettere, corrispondendo con sovrani, filosofi, scienziati e intellettuali di tutta Europa.

Morì da libero pensatore, ma… Non fu sepolto in terra consacrata. I suoi resti furono portati al Panthéon decenni dopo, come simbolo della libertà di pensiero.

Libro consigliato: “Candido, o l’ottimismo”. Una satira pungente e irresistibile sul mondo, sull’illusione della filosofia ottimista, sulla crudeltà umana e sul bisogno di agire, non solo di pensare.

 

10 Frasi di Voltaire sulla libertà

Voltaire ci insegna che il pensiero è un atto civile. Che la libertà non si eredita: si difende. Che l’ironia è una forma altissima di resistenza, e che coltivare la propria mente è il primo passo per essere davvero liberi. In un mondo ancora pieno di dogmi e chiusure, le sue frasi restano armi leggere e precise: fanno sorridere, pensare, e a volte svegliare.

1.
Non condivido la tua opinione, ma darei la vita perché tu possa esprimerla.
– Attribuita, sintesi del suo pensiero sulla libertà di espressione

Una delle più celebri frasi sull’importanza della tolleranza e del dissenso: la libertà vale più della vittoria.

 

2.
Dio ha fatto l’uomo a sua immagine, e l’uomo gliel’ha restituita.
– Dizionario filosofico

Una critica lucidissima all’antropocentrismo religioso: creiamo Dio come riflesso dei nostri limiti.

 

3.
Chi sa parlare bene, pensa bene.
– da Lettere e discorsi

Il linguaggio come strumento di chiarezza mentale e libertà.

 

4.
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola.
– Lettere filosofiche

Una lezione di umiltà intellettuale: meglio dubitare che affermare per dogma.

 

5.
Coltiviamo il nostro giardino.
– Candido

Una delle frasi chiave del pensiero voltairiano: non fuggire nel pensiero astratto, ma agire nel reale.

 

6.
Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.
– Zadig

La responsabilità morale non è solo evitare il male, ma anche fare il bene quando possiamo.

 

7.
Il fanatismo è un mostro che osa chiamarsi figlio della religione.
– Trattato sulla tolleranza

Una condanna senza appello: la fede senza ragione è pericolosa.

 

8.
La superstizione è alla religione ciò che l’astrologia è all’astronomia.
– Dizionario filosofico

La superstizione distorce la fede come l’astrologia distorce la scienza.

 

9.
La lettura allarga l’anima, e una buona biblioteca è un gran tesoro.
– Lettere

La cultura come nutrimento dell’essere, non solo dell’intelletto.

 

10.
Scrivete solo ciò che vale la pena di essere letto. Fate solo ciò che vale la pena di essere scritto.
– Massima epistolare

Una frase che parla a chi crea: scrivere, vivere e pensare con intenzione.

 

ALCUNI  DEI  TANTI  SUOI  AFORISMI

 

Dio è un commediante che

si esibisce davanti a un pubblico

troppo spaventato per ridere.

 

Gli uomini si sbagliano.

I grandi uomini confessano

di essersi sbagliati.

 

Il medico abile

è un uomo che

sa divertire,

con successo,

i suoi pazienti,

mentre la Natura

li sta curando.

 

È difficile liberare

gli sciocchi dalle

catene che venerano.

 

Chi può farti credere

assurdità,

può farti commettere

atrocità.

 

 

Numero3336.

R I F L E S S I O N I

Nella storia dell’esperienza umana, si dice che alcune persone trovano consolazione nel sonno, poiché nei sogni esiste un regno che supera la bellezza del mondo reale.

Nel vasto oceano di 8 miliardi di esseri umani, qualcuno può trovarsi a vivere in solitudine.

La felicità che si condivide con gli altri cresce, mentre il dolore, se condiviso, si riduce.

La più grande ricompensa è il recupero della propria serenità interiore.

Si dice che l’età migliora con il tempo, acquisendo una distintività unica.

Il concetto di “per sempre” potrebbe essere stato pensato per il regno della memoria, piuttosto che per le vite mortali.

Non dovremmo mai minimizzare una sofferenza che non abbiamo personalmente vissuto.

Nel fluire del tempo, la vera natura delle nostre perdite viene sempre alla luce.

Se vivi solo per gli altri, finirai per alienare te stesso, non ti riconoscerai più nella gioia di vivere.

Non sentirti in colpa se desideri di essere felice, perché la ricerca della felicità è propria della natura umana: chi dice il contrario è un ipocrita e un …. infelice.

Alcuni si lanciano alla ricerca di tesori e, nel farlo, perdono di vista ciò che è veramente prezioso, inseguendo solo semplici pietre.

Valorizza ogni attimo prima che svanisca, divenendo un ricordo lontano.

Se queste riflessioni ti hanno toccato, concedi loro la tua approvazione.

Numero3331.

 

da  QUORA

 

Scrive Ascanio Guerriglieri, corrispondente di QUORA

 

P E N S I E R I    E    C O M P O R T A M E N T I

 

1. Avrai sempre problemi. Impara a goderti la vita mentre li risolvi.

2. Le persone non decidono il loro futuro, decidono le loro abitudini.
E le loro abitudini determinano il loro futuro.

 3. Nella vita puoi controllare solo due cose: il tuo impegno e il tuo atteggiamento.

4. Non chiederti come iniziare. Inizia, e poi chiediti come migliorare.

5. La felicità dipende meno dal piacere e più dal trovare un senso nella vita.

6. La vita diventa più difficile quando ti aspetti troppo dagli altri e poco da te stesso.

7. La vita diventa più semplice quando pretendi molto da te stesso e poco dagli altri.
Poniti standard elevati, ma mantieni basse aspettative.

8. La metà dei tuoi problemi esiste solo nella tua testa: a volte ingigantisci cose che in realtà sono piccole.

9. Non cercare scorciatoie o segreti: quello che ti serve è la costanza.

10. Non permettere a tre cose di controllare la tua vita: le persone, i soldi e il passato.

11. Ogni sfida, persino una tragedia, nasconde un’opportunità.
Se impari a cercarla, puoi trasformare una situazione negativa in qualcosa di positivo o, almeno, puoi trarne qualcosa di utile.

12. Sii grato ogni giorno, perché, anche quando pensi di non avere nulla per cui ringraziare, la tua vita “normale” potrebbe essere il sogno di qualcun altro.

 

Alcune regole di vita da imprimere nella mente.

Autore ignoto.