Preferisco essere felice
piuttosto che dignitosa.
Charlotte Bronte.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Preferisco essere felice
piuttosto che dignitosa.
Charlotte Bronte.
CONSIGLIO STRATEGICO
Sulla tua scacchiera
cerca di essere un re
piuttosto che un pedone.
da QUORA
UN ELENCO DI MEDICINE NON DISPONIBILI IN FARMACIA
Questa che segue è la somma di due elenchi stilati da due corrispondenti di QUORA:
Roberto Romoli e Jason Deglianelli.
Li ho mescolati e integrati per ottenerne uno solo che, pur con qualche ripetizione, mi pare molto completo.
ELENCO DEI FARMACI NON DISPONIBILI IN FARMACIA:
01. L’esercizio fisico è una medicina.
02. Svegliarsi presto è una medicina.
03. Un’alimentazione equilibrata è una medicina.
04. Ridere è una medicina.
05. Un buon atteggiamento è una medicina.
06. Il sonno è una medicina.
07. La meditazione è una medicina.
08. Amare qualcuno è una medicina.
09. Essere amati è una medicina.
10. Il rispetto è una medicina.
11. Mettere da parte le offese è una medicina.
12. Essere sorpresi e meravigliarsi è una medicina.
13. Leggere e nutrire l’anima con la spiritualità è una medicina.
14. Cantare e ballare è una medicina.
15. Abbracciare i propri cari è una medicina.
16. Pensare bene e pensare nel giusto stato d’animo è una medicina.
17. Confidare e credere in un potere spirituale superiore è una medicina.
18. I buoni amici sono una medicina.
19. Essere perdonati e perdonare gli altri è una medicina.
20. Prendere il sole con molta moderazione è una medicina.
21. Il cibo che offre la natura è una medicina.
22. Scrivere a te stesso è una medicina.
23. Imparare cose nuove e correggere quelle vecchie è una medicina.
24. Il buon sesso è una medicina.
25. La gratitudine è una medicina.
26. La rinuncia al risentimento, all’inimicizia e alla rabbia è una medicina.
27. Essere un buon genitore per i tuoi figli è una medicina.
28. Parlare con i propri cari è una medicina.
29. Il pensiero positivo è una medicina.
30. Una passeggiata nella natura è una medicina.
31. Verificare le fonti del tuo sapere è una medicina.
32. Un abbraccio è una medicina.
33. Stare in compagnia degli animali è una medicina.
34. Passare del tempo soli con se stessi è una medicina.
35. Creare con le mani , dipingere, scolpire, disegnare, suonare uno strumento è una medicina.
36. Ascoltare buona musica è una medicina.
37. Curare il proprio giardino o un orto è una medicina.
38. Essere buoni è una medicina.
39. Leggere e scrivere poesie è una medicina.
Se si utilizzano abbastanza questi farmaci, raramente si avrà bisogno dei medicinali venduti in farmacia.
G I O V A N I D I O G G I
Scrive Umberto Galimberti, filosofo, saggista e psicologo:
“Siamo nelle mani degli altri, al punto che il nostro pensare e il nostro sentire, la nostra gioia e la nostra malinconia non dipendono più dai moti della nostra anima che abbiamo perso e probabilmente mai conosciuto, ma dal “mi piace” o “non mi piace” espresso dagli altri, a cui ci siamo consegnati con la nostra immagine, che, per non aver mai conosciuto noi stessi, è l’unica cosa che possediamo e che vive solo nelle mani degli altri. Ci siamo espropriati ed alienati nel modo più radicale, perdendo ogni traccia di noi”.
Così sottolinea Galimberti.
Pur di metterci in mostra, abbiamo perso la nostra intimità, l’interiorità, l’essenza, il nostro pudore.
La spudoratezza diviene una virtù e viene meno la vergogna. Di intimo è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà, che ciascuno cerca di nascondere per non essere isolato dagli altri.
Ecco dunque l’importanza per i giovani di riappropriarsi della loro identità, della loro personalità, riscoprendo quei valori guida che indicano la strada giusta da percorrere per non perdersi mai e che illuminano il cammino come un faro nella notte, così da permettere loro una crescita sana, all’insegna dell’essenza e non dell’apparenza.
In tale prospettiva, il confine è labile e si finisce col perdersi, non distinguendo più ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, i colori diventano sbiaditi e la confusione predomina incontrastata, senza valori che svolgano una funzione guida.
Da ciò deriva la profonda solitudine e tristezza che connota i più giovani, spesso disorientati ed incapaci di scegliere consapevolmente e responsabilmente, insicuri e privi di una personalità forte.
A tal fine Umberto Galimberti coglie l’occasione per sottolineare come oggi sia più complicato “essere” che “apparire”, all’interno di una società in cui l’uomo stesso si è degradato al livello di merce e perciò si può esistere solo mettendosi in mostra, pubblicizzando la propria immagine.
Di conseguenza, chi non si espone, chi non si mette in mostra, non viene riconosciuto: quasi neppure ci si accorge di quella persona.
Nella società odierna, l’apparenza sembra aver completamente preso il sopravvento sull’essenza, all’insegna di un’esistenza priva di significato in cui i più giovani stentano a trovare la loro identità, omologandosi a stereotipi privi di senso, determinando ciò sicuramente degli effetti deleteri nel loro processo evolutivo di crescita.
Le parole dei ragazzi celano, in realtà, le difficoltà e le insicurezze dei giovanissimi alle prese con un mondo che pretende di plasmare ogni soggetto a suo piacimento, trasformandolo e facendolo diventare diverso da ciò che è realmente.
Omologazione, standardizzazione, spersonalizzazione: questi sono i fenomeni che si sono ormai instaurati, a cura di cattivi, ma interessati, maestri del “controllo di mercato”, che agiscono come i lupi che tengono a bada il gregge di pecore e capre. Queste verranno convenientemente tosate, senza procurare problemi.
L’influenza che subiscono è così forte ed incontrollabile che inconsapevolmente le nuove generazioni si comportano non come vorrebbero, ma come la società ritiene più corretto ed opportuno, sottostando a delle rigide regole che presuppongono l’approvazione degli altri per poter sentirsi bene con se stessi, (cioè appartenere al gregge) mostrando la propria immagine o meglio la maschera che, giorno dopo giorno, si finisce con l’indossare, dimenticando chi si è realmente.
M I G L I O R A R S I
Stoker suggerisce che per diventare adulti “buoni e generosi” sia necessario non solo entrare in contatto con molte persone, ma anche imparare da ciascuna di esse. L’autore ci ricorda che nessuno è esente da difetti e debolezze: queste imperfezioni sono ciò che ci accomuna. Vedere una debolezza negli altri diventa, allora, un’opportunità di riflessione personale. Quando ci troviamo di fronte a qualità come la meschinità o la vigliaccheria, dobbiamo ricordarci che siamo tutti potenzialmente inclini a manifestarle.
Stoker, con grande sensibilità, esorta a non giudicare superficialmente, ma a fare dell’osservazione un esercizio di auto-miglioramento. Egli propone una forma di umiltà in cui riconoscere che i difetti non ci rendono “peggiori,” ma semplicemente più umani. Secondo Stoker, il vero cammino di crescita si basa su un continuo sforzo di comprensione degli altri e su un’analisi personale delle proprie mancanze, così da trasformare ogni incontro in una lezione che ci avvicini alla nostra versione migliore.
L’idea di Stoker evidenzia una visione matura e profonda del cammino morale: la bontà non nasce solo da una condotta impeccabile, ma dalla capacità di guardare con gentilezza sia agli errori altrui che ai propri. Questo approccio sottolinea un ideale di bontà privo di presunzione, basato sull’accettazione di sé e degli altri come persone imperfette. Riconoscendo i nostri difetti, possiamo meglio accogliere quelli degli altri, senza condannare né emettere giudizi affrettati.
L’invito di Bram Stoker a una costante introspezione è anche una sfida. Scoprire in noi stessi qualità che talvolta critichiamo negli altri può essere scomodo, persino doloroso. Eppure, è proprio in questa vulnerabilità che risiede la possibilità di crescita. È come se Stoker ci spingesse a lavorare continuamente su noi stessi, non per raggiungere la perfezione, ma per diventare persone più consapevoli e comprensive.
Bram Stoker invita alla generosità d’animo e all’empatia, elementi che, se praticati, rendono i rapporti più autentici. L’autore sembra proporre una “terapia” sociale, un modo per coltivare il miglioramento di sé attraverso l’apertura agli altri. Essere consapevoli dei nostri difetti ci rende più tolleranti e pazienti. In un mondo spesso frenetico e competitivo, la frase di Stoker è un invito a rallentare, a osservare con rispetto, a vivere con umanità.
La citazione di Stoker è un insegnamento che invita a guardare con rispetto agli altri e a noi stessi. Il nostro viaggio per diventare “buoni e generosi” non è una semplice strada dritta verso la perfezione, ma un continuo adattamento, una crescita attraverso il riconoscimento delle debolezze comuni. La bontà, per Stoker, è una conquista silenziosa, costruita sulla riflessione e sull’empatia, con la consapevolezza che ogni persona che incontriamo è uno specchio delle nostre stesse imperfezioni.
Inoltre l’automiglioramento è l’unica via per comprendere sé stessi e di conseguenza il mondo che ci circonda, che altro non è che una delle molteplici sfaccettature insite già nella nostra vita.
A M O R E S A G G I O
Ama come un saggio
in ogni occasione.
L’amore sia viaggio,
non destinazione.
da QUORA:
Quali sono i principi dello Stoicismo che tutti dovrebbero conoscere per vivere meglio?
Scrive Lola, corrispondente di QUORA.
S T O I C I S M O
Lo stoicismo è una corrente filosofica e spirituale, di impronta razionale, panteista, determinista e dogmatica, con un forte orientamento etico e tendenzialmente ottimista, fondata intorno al 300 a.C. ad Atene da Zenone di Cizio.
Era la filosofia dominante nei mondi romano e greco fino a quando la religione cristiana prese il controllo circa 500 anni dopo.
I tre filosofi stoici più famosi sono Seneca, un politico, Epitteto, uno schiavo e Marco Aurelio, un imperatore romano.
I concetti principali dello stoicismo sono:
Il perfetto stoico.
STOICO vuol dire: impassibile, imperturbabile, spassionato, distaccato, sereno, filosofico, eroico, coraggioso, fermo, imperterrito.
IL SUO CONTRARIO: pauroso, impressionabile, debole, vulnerabile, vile.
Gli stoici dividevano la filosofia in tre branche:
▪︎la logica, che si occupa del procedimento del conoscere e delle regole del pensare;
▪︎la fisica che si occupa dell’oggetto del conoscere;
▪︎l’etica che si occupa della condotta conforme alla nostra natura razionale.
I principi fondamentali sono:
▪︎L’ETICA DELLA LIBERTÀ
L’essere umano ha al suo interno una stessa struttura, ovvero l’anima, che gli consente di vivere secondo ragione e in modo virtuoso. La felicità per gli stoici si identifica con il vivere in maniera libera.
Per gli stoici la libertà si identifica con il dovere: accettare che il divenire fisico avviene in un determinato modo, poiché la natura è retta da un ordine razionale contro il quale non si può andare.
▪︎RAGIONI E PASSIONI
L’uomo spesso e volentieri compie delle azioni che si connotano come irrazionali, poiché nell’uomo sono presenti le passioni che ostacolano il potere della ragione. E’ una morale che tende a prospettare un continuo prevalere della ragione sulle passioni.
▪︎COSMOPOLITISMO
Ogni individuo è cittadino del mondo e deve esercitare i suoi valori in ogni contesto geografico.
▪︎LO SCHIAVO E LA FIGURA FEMMINILE
Secondo gli stoici, tutti gli esseri umani possono partecipare alla Ragione che siano loro schiavi o donne senza pregiudizi di inferiorità.
Anche se la donna viene considerata alla pari dell’uomo non sono ammesse alla scuola degli stoici.
▪︎LA TEORIA DELLA CONOSCENZA
Gli stoici ritengono che l’origine della conoscenza sia l’esperienza e che il primo momento del processo conoscitivo sia costituito dalle sensazioni, prodotte dall’impatto dei dati dell’esperienza sensibile sulla nostra mente. Le sensazioni producono in noi delle immagini mentali corrispondenti alle cose che noi percepiamo.
Scrive Rose Bazzoli, corrispondente di QUORA.
Quando una persona sopporta coraggiosamente sofferenze e disagi, si dice che abbia una spirito stoico. Anche se ha padronanza di sé e autocontrollo, tenendo a freno le passioni ed essendo libera dalle ansietà che vengono dal perseguire la ricchezza e il successo, libera anche dal timore del giudizio altrui.
La più grande lezione pratica che ci viene da questa scuola filosofica dunque è che si può essere felici anche nelle circostanze più avverse, poiché la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile, ci dà serenità.
Oggi va di moda la parola resilienza, cioè la forza psicologica necessaria per affrontare al meglio le avversità della vita.
L’imperatore romano e uno dei maggiori esponenti dello stoicismo, Marco Aurelio, scrisse: “Inizia ogni giorno dicendoti: oggi incontrerò interferenze, ingratitudine, insolenza, slealtà, indisponibilità ed egoismo… “
Perché dovremmo iniziare la giornata con questo pensiero apparentemente negativo? Perché è così che ci prepariamo mentalmente e non soccombiamo alle aspettative irreali. Non è essere pessimisti; significa solo che siamo realisti e vogliamo essere preparati a ciò che potrebbe accadere. Anche perché una parte degli avvenimenti sfuggirà al nostro controllo, ma noi faremo la nostra parte, senza farci scoraggiare dal risultato.
Un grande aiuto è saper mettere le cose in prospettiva e rendersi conto che le cose non sono importanti quanto sembrano.
Quello stoico è un ideale di saggezza e moderazione molto lontano dall’arrivismo, dalla mania del successo e dell’apparire, dal materialismo e consumismo a oltranza che regnano nel nostro tempo.
Un ideale, per conto mio, da perseguire.
S O G N O D I V I T A
Vorrei essere quello che ero
quando sognavo
di diventare quello che sono.
P E N S I E R I N I A C A S A C C I O
Le carezze esprimono ciò
che le parole non dicono.
L’amore non invecchia mai
nella mente e nel cuore
di due che si capiscono.
La bellezza di una relazione non sta
nella giovinezza del corpo
ma nella profondità dell’anima.
Lascia che la tua vita sia
un riflesso dei tuoi valori,
della tua serenità interiore
e del tuo appagamento.
P R E S S U R E I S A P R I V I L E G E. (La pressione è un privilegio)
Billie Jean King
Nel corridoio che dagli spogliatoi porta al campo di gioco dell’ “Arthur Ashe Stadium” , dove si stanno svolgendo gli incontri del Torneo “US OPEN”, uno dei quattro “Grand Slam” di tennis, è appesa una targa che porta scritte queste parole, che sono un’epitome del modo di concepire la vita degli “Americani”.
D U B B I O A M L E T I C O
È meglio vivere una vita
piena di “peccati” piacevoli,
oppure una vita vuota
e priva di emozioni vere,
solo per paura di essere
condannati all’inferno?
da QUORA
Scrive Giulio, corrispondente di QUORA
Come si fa a provare attrazione fisica per una persona di più di 70 anni?
Provare attrazione fisica per qualcuno di settant’anni o più è come scoprire che il tuo tipo di gelato preferito è il gelato al gusto di esperienze di vita: può essere una sorpresa deliziosa!
Ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a comprendere e apprezzare questa attrazione:
In definitiva, l’attrazione fisica è molto personale e può essere influenzata da molti fattori, inclusi i tuoi interessi, i valori profondi e la tua connessione con l’altra persona.
Essere aperti e curiosi ti aiuterà a scoprire nuovi aspetti affascinanti nelle persone, indipendentemente dall’età.
N.d.R.: il fascino dell’età anziana è nella capacità di dare la giusta importanza ai veri valori della vita, che a questa età sono ancora appetibili, e non alle sciocchezze e alle mode effimere e inconsistenti. Basta avere il coraggio di ammetterli, di perseguirli e di goderli. Spudoratamente.
Da QUORA
Scrive Francesco J. Galvani, corrispondente di QUORA
Che cosa rende una persona immediatamente poco attraente?
La vita è come una scala:
se tu guardi in alto,
sarai sempre l’ultimo della fila.
Ma, se tu guardi in basso,
vedrai che ci sono sempre
molte persone che
vorrebbero essere al tuo posto.
Roberto Vecchioni
I N E L U T T A B I L I T A’
Vivi ogni giorno
come fosse l’ultimo.
Purtroppo è solo
questione di tempo:
prima o poi
avrai ragione.