Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero3833.

 

NEMICO

 

Con gli altri cambia faccia.
Da solo diventa freddo e cattivo.

Era solo uno scherzo.
Ma lo rifà, anche dopo che chiedi basta.

Dopo il tuo no, insiste di più.
Vuole spiegazioni e non accetta il no.

Tace ostinatamente finché non cedi.
Si arrabbia e ti ignora finché cedi.

Colpisce dove fa più male.
Nella lite, usa ciò che gli hai confidato.

Ti ferisce, ma hai torto tu.
Alla fine, sei tu a doverti giustificare.

Con lui sei sempre in allerta.
Pesi le parole per non farlo arrabbiare.

Hai a che fare con un NEMICO?

 

da YouTube.

Numero3831.

 

PERSONE  SPECIALI

 

Ho sempre pensato che le qualità

che rendono una persona speciale

non siano la supremazia intellettuale,

la forza o la sicurezza.

Penso piuttosto che le persone

straordinarie siano coloro che

riescono a vivere la vita

con sensibilità d’animo e

la amano per ciò che

ogni giorno sa regalare.

 

Rita Levi Montalcini.

Numero3829.

 

VECCHIAIA

 

Si comincia ad invecchiare dalle gambe.

Quando cedono perdi anche la tua autonomia.

 

La salute si apprezza dopo averla persa.

Prenditene cura prima che arrivi il dolore.

 

L’arroganza, prima o poi, si ritorce contro di te.

Prima o poi, avrai bisogno degli altri.

 

Da vecchi, contano più le persone che le cose.

Le cose comprate non curano la solitudine.

 

Gli anziani impegnati vivono più a lungo.

Avere qualcosa da fare ti fa alzare ogni mattino.

 

Superare gli 80 anni è un regalo.

Non a tutti viene concesso così tanto tempo.

 

Non temere il corpo che invecchia.

Temi il giorno in cui nulla ti importerà più.

 

da YouTube

Numero3828.

 

A  CHE  TI  SERVE  ….

 

A che ti serve essere alto,

se poi non sei all’altezza?

Oppure essere bello,

se dentro di te non c’è bellezza?

A che ti servono i soldi,

se non conosci la ricchezza?

Oppure cento diplomi,

se ti manca la saggezza?

A cosa ti serve una casa enorme,

se poi nessuno ti aspetta?

Oppure tanta gente intorno,

e nemmeno una carezza?

 

da YouTube

Numero3827.

 

IL  VALORE  DELLE  PERSONE  E  DELLE  COSE

 

Il problema è che ti accorgi

del valore delle cose soltanto

quando non ci sono più.

C’era quella voce, che tu davi

per scontata, poi ti manca

quel messaggio ma, quando

arrivava, rispondevi distratto.

Ti manca quel posto però,

quando ci vivevi, volevi solo

andartene. Vedi, la verità è che

le cose sembrano normali

finché non diventano ricordi.

E, quando succede, non puoi

fare più niente. Ma, forse, puoi

fare qualcosa adesso, in questo

momento, guardandoti intorno:

chi c’è davvero nella tua vita?

Chi ti ama anche nei silenzi?

Cosa ti fa stare bene, anche se

non ci pensi? Perché un giorno

sarà tutto diverso e ti verrà da

dire: era tutto lì, davanti a me

e non me ne sono accorto.

E tu, pensaci, cos’hai oggi che,

forse domani, ti mancherà?

 

@earthbeatthesoundofnature

 

Numero3826.

 

UNA  INTERPRETAZIONE  TESTUALE

OVVERO STORIA DI UNA CANZONE

 

Da più di 50 anni, fra milioni di canzoni, ce n’è una che non tramonterà mai, perchè appartiene al genere classico evergreen:

Si tratta di MY WAY.

Questa è la sua storia.

La melodia originale fu composta in Francia da Francois Revaux a metà degli anni 60, con il titolo inglese “For me”, ma fu rifiutata.

Il cantante francese Claude Francois la riadattò con il titolo “Comme d’habitude”, incentrando il significato del testo sulla storia di un amore finito.

Il brano uscì in Francia nel 1967 ed ebbe un discreto successo.

Durante una vacanza in Francia, Paul Anka ascoltò la versione di Claude Francois e ne acquistò i diritti.

Anka riscrisse completamente il testo in inglese, cucendolo addosso all’amico Frank Sinatra che, in quel periodo, meditava il ritiro dalle scene.

Il testo di Anka trasforma la canzone in un bilancio fiero e commovente di una vita vissuta interamente alle proprie condizioni.

Incisa da Sinatra nel 1969, “My way” divenne il suo cavallo di battaglia definitivo e uno dei brani più celebri della storia della musica pop.

La canzone è stata in seguito reinterpretata da migliaia di artisti, tra cui Elvis Presley.

In Italia, nel 1971, Fred Bongusto scriveva un testo e lo interpretava in italiano (La mia via), ma il suo significato, anche questo, era riferito al rimpianto di un amore perduto.

In seguito, sempre in Italia, ci sono state le interpretazioni di cantanti di primo livello come Zucchero, Pavarotti, Bocelli, Patty Pravo che cantavano un testo che nulla aveva a che fare con il significato di quello originale che è suggestivo proprio perché tratta del bilancio di una vita.

Nessuno ha provato a trascrivere in Italiano il testo inglese di questa canzone, tenendosi aderente al senso e al significato originali, rispettando, il più possibile, la traduzione.

Ricordo che è impossibile fare la traduzione letterale di un testo, rispettando la scansione metrica delle battute musicali e le rime in italiano.

Si può fare solo una interpretazione “ad sensum”, cioè conservare il significato generale del testo, adottando strofe, versi e rima in Italiano che si possono cantare sulla melodia originale.

Io qui ho cercato di farlo.

 

SEMPRE  A  MODO  MIO          (MY  WAY)

 

E ormai, siamo alla fine,

tutto il mio tempo è già passato:

un album di cartoline

ed i ricordi di ciò che è stato.

 

Ho visto albe e tramonti,

luci ed ombre, sole e tempeste,

ed ora chiudo i miei conti,

ma senza feste.

 

Rimpianti ne ho avuti pochi,

ho preso botte, ma le ho anche date.

Per fare tutti i miei giochi,

sempre ho pagato le mie puntate.

 

E tutto, lo posso dire,

giusto o sbagliato, l’ho fatto io,

ma sempre, non puoi smentire,

a modo mio.

 

Ricordo i tempi ormai lontani,

avevo il mondo nelle mie mani.

Ho esagerato con donne e amori

ed ho provato gioie e dolori.

Ma ho fatto sempre, lo sa anche Dio,

a modo mio.

 

Ho amato, ho riso e pianto,

con la mia sorte, ho perso e vinto,

non sono mai stato un santo,

ho fatto tutto secondo istinto.

 

Nel gioco, mai ho barato,

ho vinto sempre onestamente,

e tutto ciò che ho sprecato

è poco o niente.

 

Che cos’è un uomo, che cosa vale,

se non conosce il bene e il male?

Cosa ha imparato dalla sua vita,

prima che sfugga tra le sue dita?

Questo ho imparato purtroppo io,

a modo mio.

Numero3825.

 

I O

 

Io ho due anime:

una è desta nella tenebra,

l’altra dorme nella luce.

Io non sono ciò

che mi è accaduto,

sono ciò che ho

scelto di diventare.

 

QUESTA  DEFINIZIONE  DEL  MIO  IO

È RIBADITA  DA  OSCAR WILDE :

 

Solo io posso giudicarmi,

io so il mio passato,

io so il motivo delle mie scelte,

io so quello che ho dentro,

io so quanto ho sofferto,

io so quanto posso essere forte e fragile,

io e nessun altro.

Numero3824.

 

COSE  CHE  NON  DOVRESTI  PIU’  FARE  ALLA  TUA  ETA’

 

A questa età non si arriva per continuare a portare tutto, ma per iniziare a lasciar andare.

Primo: non vivere più per i problemi dei figli: non sono più bambini, hanno la loro strada. Puoi esserci, ma non caricare tutto sulle tue spalle.

Secondo: non lavorare come se avessi ancora 30 anni. Il corpo cambia e le energie anche. Adesso viene prima il tuo benessere.

Terzo: non crescere i nipoti come fossero figli tuoi. Amarli è bellissimo, ma educarli non è più il tuo compito.

Quarto: non restare in silenzio per evitare discussioni. Se qualcosa ti pesa, si dice. Se qualcosa non ti va, si ferma. Non devi più chiedere il permesso per riposarti, uscire o fare quello che ti fa bene.

Quinto: molte persone arrivano alla tua età avendo dato sempre tutto a tutti, ma dimenticano una cosa: è il momento di dare anche a se stessi. Dopo tutto quello che hai dato, un po’ di serenità non è un lusso, è il minimo che puoi regalare a te stessa.

Numero3823.

 

NON  CAMBIARE  IL  MONDO, CAMBIA  IL  TUO  FILTRO.

 

La tua felicità non è un luogo o un traguardo da raggiungere, ma è lo sguardo con cui tu scegli di abitare il presente.

Il mondo là fuori non cambierà su comando, ma puoi cambiare tu il filtro attraverso cui lo guardi.

Quando smetti di lottare contro ogni singola ombra e impari a trovare la luce dentro le piccole cose, tutto si ridimensiona.

La tua pace non dipende da ciò che accade fuori, ma da come tu decidi di custodirla dentro di te.

 

da YouTube

Numero3822.

 

da  QUORA

 

Scrive Gianni Demb, corrispondente di Quora

 

NIETZSCHE  È  DIVENTATO  PAZZO  MA  RAGIONAVA  BENISSIMO

 

Nietzsche aveva capito una cosa parecchio scomoda:

  • il gregge non ha bisogno di essere comandato.

Gli basta sapere cosa deve pensare per sentirsi al sicuro.

Il gregge non cerca la verità, cerca consenso.

Non vuole capire, vuole avere ragione insieme agli altri.

Ripete, giudica, si indigna, applaude.

E soprattutto si sente libero mentre fa esattamente quello che fanno tutti.

Il ressentiment fa il resto perche’ invece di chiedersi

  • “come posso diventare di più?”

si chiede

  • “perché quello deve avere più di me?”.

E allora è più facile abbassare gli altri che alzare se stessi.

È questo l’uomo del gregge di Nietzsche.

Non necessariamente ignorante, non necessariamente stupido.

Semplicemente incapace di stare in piedi senza il branco intorno.

E qui arriva la parte che dà fastidio davvero:

  • il gregge non sono “gli altri”.

Siamo noi, ogni volta che preferiamo essere approvati invece di pensare.

Ogni volta che prendiamo in prestito un’opinione e la spacciamo per nostra.

Ogni volta che abbiamo più paura di essere esclusi che di avere torto.

“Diventa ciò che sei” non significa fare quello che ti pare.

Significa avere il coraggio di scoprire quanto di te è davvero tuo.

Perché andare controcorrente è facile.

La cosa difficile è capire se stai andando contro il gregge o se hai semplicemente cambiato gregge.