Io posso fare cose
che tu non puoi,
tu puoi fare cose
che io non posso,
ma noi due insieme
possiamo fare grandi cose.
Madre Teresa di Calcutta
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Io posso fare cose
che tu non puoi,
tu puoi fare cose
che io non posso,
ma noi due insieme
possiamo fare grandi cose.
Madre Teresa di Calcutta
La maggior parte
dei problemi nella vita
è dovuta a due motivi:
agisci senza pensare
o pensi senza agire.
da QUORA
S T U D I A R E
«Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: ‘A che serve studiare? Chi sa rispondere?”.
Qualcuno osò rispostine educate: “a crescer bene”, “a diventare brave persone”. Niente, scuoteva la testa. Finché disse: “Ad evadere dal carcere”.
Ci guardammo stupiti. “L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?”.
Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte».
da QUORA
Principalmente le persone “normali” hanno due strutture di pensiero, il “passo dopo passo” e il pensiero integrato in cui si includono diversi passi in uno solo.
Le persone “con un QI altissimo” hanno la capacità di creare inconsciamente connessioni utilizzando una rete di informazioni interconnesse, immagazzinate in diversi strati di profondità il che dà loro l’enorme vantaggio di vedere le cose da prospettive ancora più ampie e di fare più associazioni in un lasso di tempo più breve.
da QUORA
U N I N S E G N A M E N T O P E R L A V I T A
Un topo fu posto in cima a un barattolo pieno di cereali. Era così felice di trovare tanto cibo intorno a sé che non sentì più il bisogno di correre in giro alla ricerca di cibo.
Ora poteva vivere felicemente la sua vita.
Dopo alcuni giorni in cui si era goduto i cereali, raggiunse il fondo del barattolo.
Improvvisamente, si rese conto di essere in trappola e di non poterne uscire. Ora doveva dipendere completamente da qualcuno che mettesse i grani di cereali nel barattolo per sopravvivere.
Ora non aveva altra scelta che mangiare ciò che gli avrebbero dato.
Alcune lezioni da imparare da questa vicenda:
1) I piaceri a breve termine possono portare a trappole a lungo termine.
2) Se le cose sono facili e ci si sente a proprio agio, si rimane intrappolati nella dipendenza.
3) Quando non utilizzate le vostre capacità, perdete molto più delle vostre capacità. Perderete le vostre SCELTE e la vostra LIBERTÀ.
4) La libertà non è facile da ottenere, ma può essere persa rapidamente. NULLA arriva facilmente nella vita e se arriva facilmente, forse non ne vale la pena.
Non maledite le vostre lotte. Sono le vostre benedizioni sotto mentite spoglie.
G E S Ù C R I S T O
Un anarchico sui generis
E’ scritto chiaramente nei Vangeli, ma per qualche ragione molti lo ignorano.
Quello che interessava sottolineare, molto di più, ai fini fideistici era un altro aspetto del profilo di questo personaggio storico, cioè tutto quello che riguardava gli episodi miracolosi e gli aspetti etici del suo messaggio. Ma questa fu la vera matrice storica della morte di Yeshua ben Youssef (Giosuè figlio di Giuseppe): questo è il nome ebraico di Gesù Cristo.
Domenica Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme (domenica delle Palme). Lo precede una ottima fama di guaritore, quella cioè di aver compiuto dei miracoli, e anche uno straordinario carisma di diffusore di prediche ispirate. Insomma tutto bene. Eppure venerdì, dopo soli 5 giorni, è crocefisso dai Romani. Perché?
Che è successo in quei 5 giorni? Lunedì o martedì (le fonti divergono), Gesù compie un atto scandaloso, sovversivo e dal significato, sia religioso che politico, di impatto devastante. Un episodio centrale nella sua vita e in quella dell’intera città di Gerusalemme: la cacciata dei mercanti dal Tempio con frustate, ribaltamento di banchi e parole di fuoco. Le sue escandescenze non sono ironiche e istruttive, ma quasi da “fuori di testa”: un’ira funesta. Gesù ha perdonato tutti nella sua vita, ma i mercanti no.
Non si è limitato a predicare, a guarire, a diffondere le sue parabole tra il popolo, come magari si aspettavano in tanti. Macché, ha preso la frusta e ha iniziato a dare botte a destra e a manca nel Tempio.
I Romani subito alzano le orecchie: altro che innocuo predicatore, quello era un ribelle sovversivo che minava l’ordine costituito e il centro commerciale ed economico della intera regione. E pure con un certo ascendente sul popolo. Ma, ancor più che i Romani, sono allarmati i potentati politici Ebrei ed, in primis, le autorità religiose, fedeli e gelosi custodi di consuetudini e “status quo” riguardo a certi, inveterati interessi commerciali, i cui proventi mantenevano da sempre, nella sua agiatezza, la classe sacerdotale.
Bisognava intervenire. Gesù, che non è uno stupido, capisce che le cose si mettono male e giovedì sera c’è l’Ultima Cena. Quella stessa notte viene arrestato nell’isolato orto del Gethsemani (significa Frantoio), lui che frequentava per cautela sempre posti affollati. Prima lo processano sommariamente i Sacerdoti del Gran Sinedrio. Poi lo consegnano ai Romani che, come padroni della Regione, amministrano la giustizia. Dopo un altro processo farsa, questi lo condannano a morte (sono conquistatori, non vanno tanto per il sottile), con la pena che infliggono ai ribelli contro lo stato: la crocefissione. Lo portano venerdì mattina da Ponzio Pilato, che conferma tutto e se ne lava le mani. La condanna viene comminata a mezzogiorno. La morte arriva nel pomeriggio..
Una pena di morte molto umiliante e dolorosa, che doveva fungere da monito per tutti: se fate i ribelli, questa sarà la vostra fine.
Il resto, come si suol dire, è storia. O, fede.
Da QUORA
U O M I N I E D O N N E (scrive una donna)
Gli uomini e le donne non sono uguali.
Meritano di avere gli stessi diritti? Certamente.
Devono essere trattati rispettosamente? Senza alcun dubbio.
Sono ugualmente capaci? Assolutamente.
Devono essere garantite loro le stesse opportunità nella vita? Ovvio.
Ma sono uguali? No, non direi.
Uomini e donne sono diversi.
Mi irrita tantissimo vedere come alcune donne combattano costantemente per assomigliare agli uomini piuttosto che per accettare loro stesse. Non c’è qualcuno migliore di qualcun altro, ma non si può nemmeno dire che siano uguali.
Uomini e donne dovrebbero lavorare insieme come una squadra, e noi dovremmo riconoscere i nostri punti di forza e utilizzarli al meglio. Non tutti i membri di un gruppo si occupano della stessa cosa, ma ciò non significa che ci siano individui più o meno importanti.
È questo il modo in cui vedo gli uomini e le donne.
Certo, ci sono delle eccezioni, come ad esempio il fatto che, personalmente, non riesca ad identificare dei tratti tipicamente maschili o femminili, ma è irrilevante.
Il femminismo dovrebbe diffondere il messaggio che noi donne dobbiamo essere sicure di noi stesse in ciò che facciamo perché possiamo e vogliamo farlo. Eppure, sembra che stiamo cercando di trasformarci in uomini.
Lasciate che le donne cucinino, che facciano le avvocate, le dottoresse, che facciano sport o che stiano a casa a mangiare e basta. A chi importa?
ll punto è che una donna che decide di dedicarsi esclusivamente ai propri figli non è né debole né arretrata, anzi, è fondamentale per la società tanto quanto una che lavora a tempo pieno.
Facciamo cadere lo stereotipo della “vera” donna e permettiamo a chiunque lo voglia di accettare la propria femminilità.
Da QUORA
I L S E G R E T O D E L L A V I T A.
Un padre diceva ai suoi figli da piccoli: —Quando avrete tutti 12 anni vi dirò il segreto della vita. Un giorno, quando il più grande compì 12 anni, chiese ansioso a suo padre quale fosse il segreto della vita. Il padre rispose che glielo avrebbe detto, ma che non doveva rivelarlo ai suoi fratelli.
—Il segreto della vita è questo: la mucca non dà latte. “Che dici?” chiese il ragazzo incredulo. — “Ascolta bene, figliolo: la vacca non dà il latte, devi mungerla tu. Devi alzarti alle 4 del mattino, andare al campo, attraversare il recinto pieno di letame, legare la coda, zoppicare le zampe della mucca, sederti sullo sgabello, posizionare il secchio e fare il lavoro da solo”.
Questo è il segreto della vita: la mucca non dà latte. La mungete o non avrete latte. C’è questa generazione che pensa che le mucche DANNO il latte. Che le cose sono automatiche e gratuite: la loro mentalità è che “se voglio, chiedo….. ottengo”.
“Sono stati abituati a ottenere ciò che vogliono nel modo più semplice… Ma no, la vita non è una questione di desiderare, chiedere e ottenere. Le cose che si ricevono e ottengono sono lo sforzo di ciò che si fa. La felicità è il risultato dello sforzo . La mancanza di impegno crea frustrazione.”
Quindi, condividi con i tuoi figli fin dalla tenera età il segreto della vita, in modo che non crescano con la mentalità che il governo, i loro genitori o le loro facce carine daranno loro tutto ciò di cui hanno bisogno nella vita.
A I = I A ovvero I N T E L L I G E N Z A A R T I F I C I A L E
Quali sono i campi in cui l’Intelligenza Artificiale ha già fatto la differenza?
Qual è un utilizzo non noto dell’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale può essere utilizzata in molti modi diversi e in diverse industrie. Ecco alcuni esempi di utilizzi di IA che potrebbero non essere così noti:
CHE COS’ È CHE L’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON POTRÂ FARE MAI
Queste sono le tre capacità in cui vedo l’IA non all’altezza e che probabilmente l’IA farà ancora fatica a padroneggiare anche nel 2041:
Cosa significa tutto questo per il futuro del lavoro?
È probabile che i lavori asociali e di routine, come i venditori di telemarketing o i periti assicurativi, vengano assunti nella loro interezza.
Per lavori altamente sociali ma di routine, gli esseri umani e l’IA lavorerebbero insieme, ciascuno apportando competenze.
Ad esempio, nella classe futura, l’IA potrebbe occuparsi della valutazione dei compiti e degli esami di routine e persino dell’offerta di lezioni standardizzate ed esercitazioni personalizzate, mentre l’insegnante umano si concentrerebbe sull’essere un mentore empatico che insegna l’apprendimento facendo, supervisiona i progetti di gruppo che sviluppano intelligenza emotiva e fornisce coaching personalizzato.
Per i lavori che sono creativi ma asociali, la creatività umana sarà amplificata dagli strumenti di intelligenza artificiale.
Ad esempio, uno scienziato può utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale per accelerare la velocità di scoperta di farmaci.
Infine, i lavori che richiedono sia creatività che abilità sociali, come i ruoli esecutivi ricchi di strategie, sono quelli in cui gli esseri umani brilleranno.
Sebbene sia chiaro che ci sono molte linee di lavoro che l’IA farà fatica a padroneggiare – e quindi sarebbe più sicuro per i lavoratori perseguire per le loro carriere – queste da sole non impediranno un disastro per le legioni di lavoratori sfollati da ruoli che potranno essere più facile per l’IA.
Quindi cos’altro possiamo fare per aiutare a soddisfare il desiderio umano fondamentale di un sostentamento significativo?
Io sono un uomo
che s’offre.
In una persona amata,
correggi e sopporta i difetti.
Se li correggi,
il tuo partner sarà migliore.
Se li sopporti,
sarai migliore anche tu.
Marco Terenzio Varrone.
Ricordati che spesso
la migliore medicina
è vivere senza di essa.
Ippocrate.
Se non puoi cambiare tu stesso
il tuo modo di vivere,
nessuno e nulla può aiutarti.
Socrate.
Non sottovalutare mai
il tuo potere di cambiare te stesso
e non sopravalutare mai
il tuo potere di cambiare gli altri.
Anonimo.