Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero3208.

 

I P P O C R A T E

 

Ippocrate di Cos (460 a.C. – 377 a.C.) è considerato il fondatore della scienza medica ed anche uno dei padri dell’aforisma occidentale. Se nei testi di Ippocrate l’aforisma è anzitutto una forma letteraria rivolta alla cura del corpo (attraverso l’indagine delle cause naturali della malattia), nel corso dei secoli l’aforisma si trasforma, divenendo una cura per la mente (da qui anche il termine “pillole di saggezza”), conservando però il suo valore terapeutico di guida e aiuto (in termini di saggezza e esperienza) che un uomo offre a un altro uomo.

Presento una raccolta di frasi, citazioni, massime e aforismi di Ippocrate.

 

Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.

Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.

Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre.

Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.

Tra i medici molti lo sono per i titoli, pochi per i fatti.

L’uomo deve armonizzare lo spirito e il corpo.

Definirò ciò che ritengo essere la medicina: in prima approssimazione, liberare i malati dalle sofferenze e contenere la violenza della malattia, e non curare chi è ormai sopraffatto dal male.

Lavorare, mangiare, bere, dormire, amare: tutto deve essere fatto con misura.

Camminare è la migliore medicina dell’uomo.

La timidezza nasconde l’impotenza e la temerarietà l’ignoranza.

Le malattie che sfuggono al cuore divorano il corpo.

Molti ammirano, pochi conoscono.

Dal cervello, e dal cervello solo, sorgono i piaceri, le gioie, le ri­sate e le facezie così come il dolore, il dispiacere, la sofferenza e le lacrime. Il cervello è anche la dimora della follia e del delirio, delle paure e dei terrori che ci assalgono di notte o di giorno.

Descrivere il passato, comprendere il presente, prevedere il futuro: questo è il compito della medicina.

Un uomo saggio dovrebbe considerare la salute come la più grande delle gioie umane, ed imparare come, col suo stesso pensiero, trarre beneficio dalle sue malattie.

La natura è il medico delle malattie. Il medico deve solo seguirne gli insegnamenti.

La guerra è la sola vera scuola per un chirurgo.

Se ti udrà un medico di schiavi, ti rimprovererà: “Ma così tu rendi medico il tuo paziente!”
“Proprio così – dovrà dirti – se sei un bravo medico”.

I vecchi sopportano molto più facilmente il digiuno; poi vengono le persone di mezza età. I giovani lo sopportano con difficoltà, e peggio di tutti lo sopportano i fanciulli, specialmente quelli che hanno una vivacità maggiore del solito.

Né la società, né l’uomo, né ogni altra cosa per essere buona deve eccedere i limiti stabiliti dalla natura.

Bisogna che non solo il medico sia pronto a fare da sé le cose che debbono essere fatte, ma anche il malato, gli astanti, le cose esterne.

È più importante sapere che tipo di persona abbia preso una malattia, che sapere che tipo di malattia abbia preso una persona.

Se c’è amore per l’uomo, ci sarà anche amore per la scienza.

In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario. I vecchi generalmente si ammalano meno dei giovani, ma se le loro malattie diventano croniche, durano quasi sempre fino alla morte.

Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l’altro.

Ogni malattia può capitare in qualunque stagione, ma alcune sono più facili a verificarsi e ad aggravarsi in determinate stagioni.

La guarigione è legata al tempo e a volte anche alle circostanze.

Non fare nulla a volte è un buon rimedio.

Il bere vino puro calma la fame.

Ciò che le medicine non curano, lo cura il bisturi, ciò che il bisturi non cura, lo cura il fuoco, ciò che il fuoco non cura, va reputato insanabile.

Gli uomini di esperienza sanno bene che una cosa è ma non sanno il perché; gli uomini d’arte conoscono il perché e la causa.

Per mali estremi, estremi rimedi, spinti fino al massimo rigore, sono i più validi.

Le cose sacre non devono essere insegnate che alle persone pure; è un sacrilegio comunicarle ai profani prima di averli iniziati ai misteri della scienza.

Le vecchie abitudini, anche se cattive, turbano meno delle cose nuove e inconsuete. Tuttavia, talvolta è necessario cambiare, passando gradualmente alle cose inconsuete.

Sia il sonno che l’insonnia, oltre la giusta misura, sono malattie.

Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.

 

Numero3207.

 

da Ascuolaoggi.com BLOG

 

E S S E R E    E    A P P A R I R E

 

Galimberti: per esistere bisogna mettere in mostra la propria immagine ed è per questo che, almeno nella nostra società, è più complicato “essere” che “apparire”

Nella società odierna l’apparenza sembra aver completamente preso il sopravvento sull’essenza all’insegna di un’esistenza priva di significato in cui i più giovani stentano a trovare una loro identità, omologandosi a stereotipi privi di senso, determinando ciò sicuramente degli effetti deleteri nel loro processo evolutivo di crescita.

Ed è proprio per tal motivo che una ragazza di ventun anni, Chiara, si rivolge al filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti per trovare delle risposte ad alcuni suoi interrogativi.

Le parole della ragazza celano, in realtà, le difficoltà e le insicurezze dei giovanissimi alle prese con un mondo che pretende di plasmare ogni soggetto a suo piacimento, trasformandolo e facendolo diventare diverso da ciò che è realmente . L’influenza che subiscono è così forte ed incontrollabile che inconsapevolmente le nuove generazioni si comportano non come vorrebbero ma come la società ritiene più corretto ed opportuno, sottostando a delle rigide regole che presuppongono l’approvazione degli altri per poter sentirsi bene con se stessi, mostrando la propria immagine o meglio la maschera che, giorno dopo giorno, si finisce con l’indossare, dimenticando chi si è realmente.
In tale prospettiva il confine è labile e si finisce col perdersi, non distinguendo più ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, i colori diventano sbiaditi e la confusione predomina incontrastata, senza valori che svolgano una funzione guida.
Da ciò deriva la profonda solitudine e tristezza che connota i più giovani, spesso disorientati ed incapaci di scegliere consapevolmente e responsabilmente, insicuri e privi di una personalità forte.

A tal fine Umberto Galimberti coglie l’occasione per sottolineare come oggi sia più complicato “essere” che “apparire” all’interno di una società in cui l’uomo stesso si è degradato al livello di merce e perciò si può esistere solo mettendosi in mostra, pubblicizzando la propria immagine.

Di conseguenza chi non si espone, chi non si mette in mostra, non viene riconosciuto, quasi neppure ci si accorge di quella persona.
“Siamo infatti nelle mani degli altri, al punto che il nostro pensare e il nostro sentire, la nostra gioia e la nostra malinconia non dipendono più dai moti della nostra  anima che abbiamo perso e probabilmente mai conosciuto, ma dal “mi piace” o “non mi piace” espresso dagli altri, a cui ci siamo consegnati con la nostra immagine, che, per non aver mai conosciuto noi stessi, è l’unica cosa che possediamo e che vive solo nelle mani degli altri. Ci siamo espropriati e alienati nel modo più radicale, perdendo ogni traccia di noi”, così sottolinea Galimberti.

Pur di metterci in mostra abbiamo perso la nostra intimità, interiorità, essenza, il nostro pudore. La spudoratezza diviene una virtù e viene meno la vergogna. Di intimo è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà, che ciascuno cerca di nascondere per non essere isolato dagli altri.

Ecco dunque l’importanza per i giovani di riappropriarsi della loro identità, della loro essenza, riscoprendo quei valori guida che indicano la strada giusta da percorrere per non perdersi mai e che illuminano il cammino come un faro nella notte così da permettere loro una crescita sana, all’insegna dell’essenza e non dell’apparenza.

Numero3206.

 

Segnalata da Rita.

 

Da una poesia inedita di Salvatore Quasimodo.

 

CHE  BREVE  NOTTE

 

…. Un raggio di luce

è già sulla tua fronte,

nei tuoi capelli

di madonna bizantina.

…. Ma tu ti svegli, bellissima.

Bruna e bruciante,

mi svegli a nuova vertigine:

scavato d’ansia e di sangue,

mi trascini nel buio,

senza memoria.

Qui vivo forse,

la mia ultima vita.

Numero3202.

 

da  QUORA

 

Scrive Nico De Blasis, corrispondente di QUORA.

 

Quali sono i dieci alimenti che ci stanno uccidendo lentamente?

 

  1. La frutta. Ormai inutile, dato che le vitamine si trovano negli integratori che ci risparmiano dal dover ingollare 7 o più frutti al giorno con il loro carico assassino di zuccheri. Smettetela di ascoltare i guru che vi spingono a consumare frutta a più non posso, manco foste scimmie della giungla. La frutta contiene troppi zuccheri rispetto al beneficio delle vitamine. Gli zuccheri aumentano il rischio di diabete, Alzheimer e malattie cardiovascolari. Va bene un frutto al giorno, e forse è pure troppo.
  2. Ovviamente i cibi ultra-processati, tipo quella sorta di patatine con la consistenza del polistirolo che hanno un sapore favoloso tra il dolce e il salato. Se ne diventa subito dipendenti, ma è veleno.
  3. Le bibite sciroppose. Come il punto 1. con la differenza che almeno la frutta contiene vitamine e fibre. Se proprio volete lo zucchero mangiate la frutta, vi farà male sul lungo termine ma in maniera soft.
  4. Le verdure a tutti i costi. Sono salutari solo se siete abbastanza certi della loro provenienza. Molte verdure provengono da luoghi del mondo che non hanno standard di controllo sui contenuti tossici.
  5. L’alcol in tutte le sue forme e travestimenti. La dose massima consigliata è ZERO al giorno!
  6. La pasta. Smettetela di abbuffarvi di pasta. Non è un cibo salutare. Se proprio dovete mostrare quanto siate italiani, mangiatene piccole dosi, poche volte al mese. Si tratta di uno dei carboidrati meno pregiati che esistano.
  7. La pizza. Che ve lo dico a fare? Un alimento del tutto inutile. Praticamente pane. Già mangiate troppo pane, non fatevi male da soli mangiando la pizza alla sera con gli amici, dopo che vi siete abbuffati di pane per tutto il giorno.
  8. Insaccati. Pochi e in rare occasioni. Contengono tutto il peggio che il vostro sistema circolatorio cerca di farvi evitare. Ma voi non lo ascoltate.
  9. Dolciumi, gelati, torte e similia. Inutili zuccheri, accompagnati questa volta da grassi saturi: la peggior combinazione possibile. Volete avvelenarvi? Almeno fatelo con moderazione.
  10. Troppo sale da cucina. Abituatevi a mangiare i cibi senza eccedere nel salarli. Il Sodio e’ importante per l’organismo ma se si supera anche di poco la soglia di pericolo, diventa un veleno terrificante.

Post scriptum: ragazzi, mi fate spanciare dalle risate. E’ ovvio che potete ingozzarvi di dolci, di pasta, di pizza e ubriacarvi col Barbera. Fumatevi anche 20 sigarette al giorno e fatevi anche una sniffata di coca. Non è in questione se godersi la vita, oppure no, il punto è la conoscenza dei veleni che lentamente ci uccidono.
Quelli che ho elencato sono cibi spazzatura o quasi, che vi fanno godere in maniera effimera quando li ingollate felici, ma che poi chiedono il conto al vostro organismo.

Non il giorno dopo ma a distanza di tempo, fra 10 o 20 anni.

Numero3198.

 

Scovata e segnalata da Rita che me la passa, scompisciandosi dalle risate.

 

VACANZE  DI  NATALE  A  CORTINA

 

Il motociclista e scrittore Roberto Parodi, noto sui social per prendere in giro alcuni costumi e inclinazioni della società moderna, si trova in vacanza a Cortina. Apriti cielo. Su Il Corriere della Sera ha tracciato un ritratto di quanto ha visto e sta vedendo in queste ore: “Cortina resta uno dei luoghi più eleganti e di classe dell’arco alpino ma non posso esimermi dal notare alcune tipologie piuttosto bizzarre. Partiamo dalle coatte italiane: piccolotte e rotondette. Sono arrivate da Ladispoli su una Dacia Sandero stracarica, con due metri cubi di valigie con outfit per ogni evenienza, sono venute a Cortina per colpa dei video di TikTok e delle canzoni del Pagante”.

 

Look decisamente bocciato: “Pelliccione nero palesemente comprato su Shein, capello mesciato, due dita di trucco, labbroni appena revisionati dal chirurgo amico della cugina, unghie da tre centimetri smaltate fuxia fatte dalla cinese sotto casa, leggings aderenti neri lucidi, in testa semi colbacco di pelliccia sintetica, ma quello solo con la fascia per risparmiare, stivaletti da città con suola di cuoio scivolosissimi e camminano una attaccata all’altra tenendosi una all’altra e barcollando per non cadere e ridacchiando scompostamente. Le vedi allo struscio sul corso o all’una del pomeriggio in baita sulle piste a prendere il sole, dove sono arrivate con la funivia perché non sanno sciare. Obiettivo: cercare disperatamente di farsi invitare a qualche festa”. E non è tutto.

“Poi ci sono escort dell’Europa dell’Est: alte, fisicate, aria antipatica, carnagione cadaverica, ciglia finte talmente lunghe che servono anche da ventaglio e fanno ombra. – ha continuato – Outfit: total white, pantaloni aderenti bianchi, maglione bianco, colbacco bianco, guantoni bianchi, moon boot pelosi bianchi, borsa Kelly o Birkin a seconda delle possibilità economiche degli accompagnatori, insomma sembrano la figlia un po’ mignotta di Babbo Natale. Tutto il look è stato comprato nel quadrilatero della moda a Milano, con l’American Express di imprenditore bresciano con la pancetta e la Lamborghini, la cui moglie – all’oscuro di tutto – si trova a Foppolo con i bambini e le amiche del burraco”.

 

E gli uomini? Sempre peggio secondo Parodi: “Una fauna di maranza e tamarri sta invadendo i locali più da giovani e tra molti gentiluomini, risaltano rumorosamente gruppi di tamarri. Tipo quelli che arrivano dalla cintura di Milano e Brianza. (…) Tutti in maglietta nera con mega scritte Balmain e Balenciaga, occhio un po’ pallato per la bamba, braccia in alto, pagano tutto in cash (di provenienza ignota). Ovviamente nessuno sa sciare e sono arrivati in baita con un Hummer o una Mercedes Classe G metallizzata che non sanno guidare e si è impantanata in 10 cm di neve a duecento metri dalla baita. L’hanno lasciata con le luci accese e le porte aperte”. Non c’è speranza.

Numero3197.

 

da  QUORA

 

Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA

 

Il paradosso della fede: Ricchezza e ipocrisia nella Chiesa Cattolica.

 

1 – La ricchezza della Chiesa Cattolica

Un’istituzione che predica l’umiltà e la povertà, ma sguazza in una ricchezza oscena.

Milioni di fedeli si inginocchiano davanti a chiese dorate, ignari che il Vaticano possiede proprietà immobiliari in tutto il mondo, conti segreti in paradisi fiscali e un patrimonio culturale che vale miliardi.

È come se il messaggio di Cristo fosse stato tradotto in “accumula e domina”.

Hai mai visto un prete distribuire oro ai poveri?

No, perché il loro Dio predica con una mano mentre arraffa con l’altra.

 

2 – Gli scandali sessuali

I preti pedofili sono lo scheletro nell’armadio che la Chiesa non riesce più a nascondere.

E mentre il Papa piange lacrime di coccodrillo, le vittime rimangono abbandonate.

Il vero miracolo è come riescano ancora a predicare la morale quando l’intero sistema è costruito sul silenzio, sulla complicità e sull’ipocrisia.

A volte mi chiedo: quante anime saranno dannate per aver cercato giustizia contro questa macchina infernale?

 

3 – La crociata contro la scienza

Se Galileo fosse vivo oggi, probabilmente lo costringerebbero di nuovo all’abiura, stavolta in diretta streaming.

La Chiesa ha fatto del ritardo culturale un’arte, opponendosi alla scienza ogni volta che questa minaccia di demolire le loro favole medievali.

Che si tratti dell’evoluzione o dei diritti riproduttivi, preferiscono incatenare l’umanità alla sua ignoranza, piuttosto che accettare la verità.

 

4 – Il controllo sulle masse

La confessione? Un sistema di spionaggio psicologico.

 Il dogma? Una catena invisibile.

La promessa del paradiso? Un assegno scoperto che non riscuoterai mai.

La Chiesa è il miglior sistema di controllo mai inventato.

Usa la paura dell’ignoto per sottomettere le menti, rendendo le persone felici di servire un padrone invisibile.

Chi ha bisogno di prigioni quando il vero carcere è nella testa?

 

5 – L’influenza politica

Ogni volta che un prete apre bocca sulla politica, mi viene voglia di urlare.

Sono quelli che invocano la separazione tra Stato e Chiesa quando gli fa comodo, ma poi si infilano nei parlamenti per influenzare leggi sull’aborto, sul matrimonio e persino sull’eutanasia.

E lo fanno con una faccia di bronzo, mentre sorridono ai potenti che li tengono a galla.

 

6 – La vendita delle indulgenze moderne

Pensi che la Chiesa non venda più il paradiso?

Hai mai sentito parlare di messe a pagamento, pellegrinaggi milionari e donazioni obbligatorie?

Certo, non si chiama più “indulgenza”, ma il principio è lo stesso.

Paghi, ti redimi, e loro ci guadagnano.

La spiritualità è diventata un business, e il Vaticano è la multinazionale più antica del mondo.

 

7 – L’educazione religiosa

Invece di insegnare pensiero critico, inculcano senso di colpa e paura dell’inferno.

Le lezioni di religione nelle scuole sono un lavaggio del cervello travestito da educazione, progettato per produrre pecore docili pronte a seguire il pastore.

E se osi pensare da solo, sei bollato come peccatore.

Personalmente, preferisco essere un peccatore che un burattino.

 

8 – La crociata contro i diritti LGBTQ+

Nulla è più ironico di un’istituzione piena di uomini in abiti sontuosi che predicano contro i “peccati” degli altri.

La loro ossessione per i gay e i trans è patologica.

Predicano l’amore, ma odiano chiunque non rientri nei loro schemi medievali.

Mi chiedo quanti di loro, dietro porte chiuse, siano esattamente ciò che condannano con tanta veemenza.

 

9 – Le missioni nei paesi poveri

Non è carità, è colonizzazione.

Portano cibo e medicine, certo, ma solo per comprare anime.

Predicano la salvezza mentre strappano via culture millenarie e identità.

Se davvero volessero aiutare, lo farebbero senza chiedere nulla in cambio, ma è chiaro che il loro vero obiettivo è trasformare il mondo in un’enorme diocesi sottomessa.

 

10 – Il celibato sacerdotale

Una regola tanto assurda quanto disastrosa.

Come puoi consigliare famiglie e coppie quando non hai mai avuto una relazione?

Il celibato è una bomba a orologeria che ha causato innumerevoli danni.

Non è un voto di purezza; è una negazione della natura umana, e le conseguenze le pagano spesso i più deboli.

Hai mai sentito una bugia così grande raccontata così bene?

La Chiesa è il più grande spettacolo di magia mai messo in scena.

Fanno sparire la verità e ti vendono il mistero.

E noi, spettatori, continuiamo ad applaudire.

Numero3196.

 

 

da  QUORA

 

Scrive Paolo Minelli, corrispondente di QUORA.

 

Di che cosa ci si rende conto solo quando si invecchia?

 

  1. Il denaro non è davvero nemmeno il 10% di ciò che vi darà la felicità. Quando avete vent’anni, vi sembra che tutte queste cose siano solo dei cliché. Ma si è scoperto che erano vere. Il denaro non potrà darvi tutta la felicità, e molte persone non se ne rendono nemmeno conto fino ai 50 anni.
  2. I nostri genitori ci amano molto e vogliono vederci felici 24 ore su 24. E in questo senso per proteggerci, ci intralciano anche.
  3. Molte delle nostre discussioni nelle relazioni devono essere fatte di persona. Altrimenti, ci sono conseguenze che non intendiamo o che non controlliamo.
  4. Nessuno sa veramente cosa sta facendo, nessuno ha tutte le risposte. La gente può fingere di sapere dove sta andando, ma il più delle volte non è così.
  5. La salute è molto importante.
  6. Non si può vivere la propria vita per compiacere gli altri. Più ci si prova, più il dispiacere ci circonda.
  7. A nessuno interessa il vostro successo.
  8. Svegliarsi presto e andare a letto presto sarà la cosa migliore che farete a voi stessi.
  9. I veri amici sono soprattutto quelli della scuola e dell’università. In seguito, è molto difficile trovarne uno.

Numero3195.

 

A L W A Y S        L I K E                                             S E M P R E      C O M E

N E V E R    B E F O R E                                             M A I              P R I M A

 

Queste 4 parole in Inglese rappresentano il “motto” del più grande e famoso Torneo di Tennis del mondo, il Grand Slam di WIMBLEDON a Londra.

Sembra incredibile, ma ogni edizione passa alla storia, non solo come manifestazione sportiva, ma anche come organizzazione, accurata e non replicabile, in una cornice iconica e prestigiosa.

Bravi gli Inglesi a fare le cose per bene!

Viene in mente un’altra frase che è il compendio della loro bravura:

“Accuracy is a duty, not a virtue”, che vuol dire “L’accuratezza è un dovere, non una virtù”.

Numero3194.

 

da  QUORA

 

QUALI   SONO   LE   QUALITA’   CHE   UN   UOMO   DEVE   AVERE

PER   RISULTARE   IRRESISTIBILE   AGLI   OCCHI   DI   DONNA ? 

 

Scrive T. M., corrispondente di QUORA.

 

Tutte. Più ne ha meglio è.

Sappiamo per certo che le seguenti piacciono più o meno a tutte

  1. Sicurezza e successo economico, decisamente superiore al suo.
  2. Potere, leadership, ruolo sociale elevato, più elevato del suo.
  3. Interesse da parte di altri donne, possibilmente di attrattività pari o superiore a quella di lei.
  4. Sicurezza in sé stesso e elevata autostima.
  5. Al bisogno, coraggio di affrontare altri uomini.
  6. Altezza e forza se non proprio bella presenza. Salute perfetta.
  7. Capacità interpersonali, elevata comprensione situazionale emotiva, comunicazione e manipolazione, visibile in una cerchia di alleati e collaboratori di valore. Impermeabilità totale alle sue manipolazioni.
  8. Gentilezza e romanticismo, ma esclusivamente con lei.
  9. Anaffettività. Il fatto che lui non si impegni mai del tutto con lei e abbia altre donne in parallelo segnala con certezza indiscutibile che sia un individuo di valore superiore.

Poi se ne possono elencare una infinità perché sono attratte dal meglio disponibile e al meglio non c’è mai fine.

Noterai che a differenza degli uomini sono attratte dalle storie di vampiri. Esseri soprannaturali. Superiori in maniera estrema. Non umani.

La patologia della ricerca maniacale e ossessiva di superiorità è il narcisismo.

Gli uomini medi, miti senza opzioni che si impegnano, in media, non le attraggono molto anzi, fanno loro abbastanza schifo.