S E V U O L E,
T R O V A I L T E M P O,
S E N O N V U O L E,
T R O V A S C U S E.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
S E V U O L E,
T R O V A I L T E M P O,
S E N O N V U O L E,
T R O V A S C U S E.
COSE CHE I BAMBINI NOTANO SEMPRE
Il tono della tua voce
Se stabilisci contatto visivo.
Il tempo che passi con loro.
Gli abbracci che durano un po’ di più.
I sorrisi che condividi ogni giorno.
Quanto delicatamente li correggi.
La tua reazione alle loro lacrime.
Le parole che scegli quando sei arrabbiato.
Se li stai davvero ascoltando.
L’attenzione durante le loro storie.
Mettere via il telefono.
Le promesse che mantieni sempre.
Le scuse quando sbagli.
Ridere alle loro piccole battute.
Leggere loro la storia della buona notte preferita.
Mostrare orgoglio per i loro sforzi.
Celebrare anche le piccole vittorie.
Essere paziente quando faticano.
Dire “sono orgoglioso di te”.
Condividere ricordi della tua infanzia.
Mantenere vive le tradizioni familiari.
Esporre le loro opere d’arte in casa.
Dire spesso “Ti voglio bene”.
Essere presente nei momenti difficili.
Come li saluti ogni giorno.
Coinvolgerli nelle decisioni.
Chiedere cosa pensano veramente.
Essere scherzoso senza esitazione.
Consolarli quando falliscono.
Notare anche le piccole cose.
@DianaUrsu.
I N G R A T I T U D I N E
L’ingratitudine ci ferisce in profondità.
Pensiamoci, non è solo un “grazie” mancato, è come se qualcuno avesse cancellato la nostra fatica, i nostri gesti silenziosi, le premure e le delicatezze in cui abbiamo dato e messo tanto di noi.
Fa male soprattutto perché, spesso, non viene da lontano, ma da chi abbiamo accolto nelle stanze più intime e preziose della nostra interiorità, dalle persone care più vicine.
E allora rimaniamo con un vuoto strano, una specie di magone sottile ma pesante, a chiederci se abbiamo sbagliato a dare tanto.
Forse sì o … forse no.
Perché, ciò che abbiamo messo nel mondo rimane parte di noi, sarà testimone dei nostri valori, anche se qualcuno non ha saputo custodirlo né apprezzarlo.
Valentina Scoppio.
Indice dei contenuti
Tore Kesicki, psicologo, mental coach e volto noto di TikTok, ha acceso il dibattito con un video diventato virale in poche ore.
In un video di 2 minuti, ha elencato nove aspetti della propria vita che andrebbero tenuti segreti.
Nessuna eccezione.
Nemmeno per il migliore amico, nemmeno per la persona amata e – a suo dire – nemmeno ai genitori.
Secondo lui, certe cose vanno custodite gelosamente, per evitare delusioni, giudizi o – peggio ancora – sabotaggi.
Le sue parole hanno raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, ma anche commenti contrastanti.
C’è chi lo considera troppo diffidente, quasi cinico.
Ma molti utenti, soprattutto adulti, hanno ammesso di rivedersi in quelle riflessioni.
Un commento molto apprezzato dice tutto: “Ieri ho detto troppo di me stesso a una persona e me ne sono già pentito”.
Kesicki è diretto: “Quando condividi i tuoi sogni, qualcosa si inceppa”.
Secondo lui, raccontare i propri obiettivi prima di averli raggiunti può bloccare il processo.
Come se le parole togliessero energia al progetto.
Ma c’è di più. Una volta rivelato un sogno, entrano in gioco dinamiche esterne, aspettative, pressioni e – soprattutto – giudizi non richiesti.
Finché un obiettivo non è realtà, tenerlo per sé potrebbe proteggerlo. Anche dalle influenze negative delle persone più vicine.
Uno dei passaggi più forti del video riguarda la sfera economica.
Kesicki racconta: “A 22 anni guadagnavo più di mio padre. Gliel’ho detto e ho visto la gelosia nei suoi occhi. Non lo dimenticherò mai”.
Non tutti riescono a gioire per il successo altrui.
Parlare apertamente di soldi, stipendi o patrimoni personali può generare disagio, invidia o competizione, anche nei rapporti più stretti.
In un mondo che tende a misurare il valore personale in base al conto in banca, meglio evitare dettagli superflui.
“Le tue debolezze possono diventare armi nelle mani sbagliate”, avverte Kesicki.
Confidare fragilità emotive, paure o limiti a qualcuno può sembrare un gesto di fiducia. Ma è anche un rischio.
Oggi si è amici, domani magari no.
E quello che un tempo era uno sfogo intimo, può trasformarsi in un punto debole esposto.
Vale anche per i problemi familiari: “Magari tu li vivi come gravi, ma per altri sono sciocchezze. E ti giudicano”.
Non tutto va raccontato, perché non tutti hanno la sensibilità per capirlo o il rispetto per custodirlo.
“Molte persone non hanno piani per il futuro. Se racconti i tuoi, li fai sentire inadeguati”, spiega Kesicki.
Parlare della propria prossima “mossa” – un cambio di lavoro, un lungo viaggio, un trasferimento, un progetto ambizioso – può accendere meccanismi di invidia in chi si sente fermo o insoddisfatto.
Non tutti saranno felici dei tuoi traguardi.
Per alcuni, il tuo entusiasmo è un fastidio. E lo mostrano con frecciatine, disinteresse o sabotaggi sottili.
Meglio coltivare i progetti in silenzio, almeno finché non si concretizzano.
Un altro tema delicato toccato dallo psicologo riguarda la fiducia.
“Oggi il partner può diventare il tuo peggior nemico nel giro di un secondo”, afferma senza mezzi termini.
Non è paranoia, dice: è esperienza. Troppe storie finite con rancori e tradimenti partiti da una confidenza sbagliata.
Vale per i segreti personali, ma anche per la vita privata: dettagli intimi, storie passate, dinamiche familiari.
“Non dirlo a nessuno. Se oggi ti fidi, domani potresti pentirtene”.
E poi c’è la questione dei beni materiali: “Se hai una barca, un’auto o un elicottero, non dirlo. Anche lì scatta la gelosia. Pensi che tutti siano felici per te? Non è così”.
A volte basta un dettaglio per cambiare lo sguardo di qualcuno su di te.
Infine, un consiglio che Kesicki definisce personale: non condividere gli atti di gentilezza.
Nessuna foto, nessun post, nessun racconto autocelebrativo.
“Fallo per te stesso. Non per vantarti. La bontà vera è silenziosa”.
In un’epoca in cui tutto viene documentato e condiviso, questo suggerimento suona quasi rivoluzionario.
Forse perché tocca una verità più profonda: non tutto deve diventare condiviso.
Alcune cose, forse le più preziose, meritano di restare solo nostre.
Il video di Tore Kesicki ha ricevuto migliaia di commenti.
Alcuni utenti lo definiscono esagerato, pessimista, incapace di fidarsi. Ma c’è anche chi lo appoggia:
“Con l’età, aumentano le delusioni. E diminuisce la voglia di aprirsi con chiunque”, scrive una donna di 47 anni.
Altri ammettono di aver imparato la lezione a proprie spese.
Il contenuto, per quanto semplice, ha toccato un nervo scoperto: quanto possiamo davvero fidarci degli altri?
Quanto raccontare di noi stessi ci espone a rischi invisibili?
E soprattutto: siamo davvero sicuri che chi ci ascolta voglia il nostro bene?
C U R A D I S E’
Impara a volerti bene,
a prenderti cura di te stesso,
e poi anche a voler bene
a chi ti vuole bene.
Il segreto non è accudire
le api oppure le farfalle,
ma prenderti cura dei fiori
del tuo florido giardino,
e api e farfalle verranno da te.
Così, alla fine, troverai
non chi stavi cercando,
ma chi stava cercando te.
R I N A S C I T A
Il peso di ciò che
è già passato
e la paura di ciò
che potrebbe accadere
ti rubano la vita
che stai affrontando.
Ma tu sei qui.
E qui è dove
puoi rinascere.
R I C E R C H E
Quelli che obbediscono alle mappe
non scoprono mai nuovi territori.
SONETTO SENZA RIMA POETICA,
MA DI VALENZA PROFETICA
Oggi, pochi uomini che gestiscono
strumenti di speculazione
e di controllo finanziario,
percepiscono redditi che non producono.
Per contro, molti, troppi uomini
che fanno fruttare denaro per questi,
solo per la propria sussistenza,
non percepiscono redditi che producono.
In questo drammatico sbilancio,
si sviluppano e serpeggiano,
rapidamente, due malefiche piante:
la tirannia e la rivoluzione.
Il disordine sociale mondiale
ne sarà la naturale conseguenza.
Da QUORA
Scrive PaolettaS, corrispondente di QUORA.
D A R E E R I C E V E R E
Sai perché le persone non riconoscono quello che fai per loro?
Perché la prima volta che tu fai qualcosa per qualcuno, tu generi in lui la gratitudine.
La seconda volta che tu fai o dai qualcosa a qualcuno, generi l’anticipazione.
La persona si augura di ricevere di nuovo.
La terza volta, hai già generato un’aspettativa.
La persona si aspetta di ricevere ancora quello che gli avevi dato.
La quarta volta, tu generi un merito.
La persona sente di meritare quello che gli stai dando e vuole continuare a ricevere.
La quinta volta, hai già creato una dipendenza.
Quella persona sente di non vivere più bene senza quello che tu gli stai dando.
É già viziata.
La sesta volta, percepisci che non c’è reciprocità: tu non ricevi nulla in cambio e, quindi, smetti di dare.
E allora, la persona viziata che tu hai creato è risentita con te, perché le stai negando quello di cui ha tanto bisogno e allora finisce per odiarti, perché hai smesso di dare quello che tu le hai fatto credere di meritare.
Per questo bisogna sapere qual è il limite nel dare.
Perché l’altro, o l’altra, non conosce limiti nel ricevere.
Mario Venuti
da QUORA
Scrive Lorenzo Melilli traducendo Younas Khan
P E R C A M B I A R E T E S T E S S O
Non siamo mai tanto lontani
dai nostri desideri,
come quando ci illudiamo
di possedere la cosa desiderata.
Luigi Pirandello.
N U N T I O V O B I S G A U D I U M M A G N U M (Vi annuncio una grande gioia)
Formula recitata per annunciare l’elezione di un nuovo Papa.
Oggi è l’11° giorno d’Aprile dell’Anno 2025.
Tutte le persone, parenti, amici e conoscenti, che riceveranno il mio esplicito e personale invito a leggere quanto segue, si preparino ad accogliere una notizia che corrisponde alla più bella verità di vita e di amore che Rita ed io potevamo aspettarci ancora di vivere e condividere.
Siamo in un giorno di Primavera, la rinascita della natura, che precede di poco un giorno di Resurrezione, come la Pasqua Cristiana.
Ma per noi, comuni mortali, basta anche soltanto che sia un giorno che precede, evoca e benedice una nascita umana, per renderci entusiasti e felici di poterla annunciare.
Da tempo, da più di un mese, la novità che ci ha travolto e scombussolato l’abbiamo custodita pazientemente, assecondando la volontà degli interessati di mantenere il riserbo fino alla certezza e alla conferma che la realtà è verità.
Dopo i doverosi e opportuni esami che hanno dato l’esito positivamente normale del percorso, finalmente, possiamo esternare a tutto il mondo la nostra felicità, cioè il coronamento del rapporto con la gioia di vivere e con il progetto di prolungare l’affettività e l’amore, al di là e oltre le nostre stesse vite.
Ormai un mese fa, sull’onda di un empito di emozioni e di buoni pensieri, ho scritto quello che leggerete qui sotto e l’ho consegnato nelle mani di Martina e Alexis.
Ora, con il loro consenso, lo pubblico per far sapere all’universo intero, anche se sarà circoscritto a poche care persone, che un nuovo avvenimento colorerà, come l’arcobaleno dopo una pioggia di primavera, il cielo delle nostre vite che, seppure ormai tarde, saranno certamente più felici.
L E T T E R A A D U N A C O P P I A I N A T T E S A
E A U N B A M B I N O N O N A N C O R A N A T O
Martina e Alexis,
se non del tutto inaspettata, certo accolta con raggiante sorpresa, e già seguita con trepidazione, abbiamo ricevuto la splendida notizia della tua incipiente maternità, cara e, da adesso, ancora più cara Martina.
Rita ed io vi abbracciamo forte forte, te ed Alexis, con tutta l’energia del nostro affetto che, se fino ad oggi è stato sempre grande, da ora lo è ancora di più, se mai lo può essere, e lo sarà.
Perché si estende e comprende la nuova presenza che stai custodendo dentro di te, Martina.
Questa nuova realtà impone a tutti noi un altro livello di sentimenti e di empatie che si indirizza verso la vita di questa creatura che hai in grembo e che viene a coronare il vostro percorso di vita e di coppia.
L’avete voluta, l’avete cercata, le avete dato la vita e la vita ve l’ha data.
E tutto questo nel nome dei vostri sentimenti di affetto reciproco che si sono fusi e concretizzati in un atto d’amore e di vita, di cui siete degni portatori e trasmettitori.
Ci conforta e ci rende fiduciosi la certezza, da come vi conosciamo, che questa procreazione avviene nel momento topico della vostra maturità di persone, quando entrambi avete sentito dentro di voi che il tempo del prendere veniva seguito, se non sostituito, dal tempo del dare: è questa la vera consapevolezza e la giusta autodeterminazione a cui vi porta la vita, quando è spesa bene, nell’impegno, nel lavoro, nei buoni sentimenti.
Vi siete sentiti degni e all’altezza di dare la vita a chi potrà avvalersi del vostro calore umano e della vostra buona esperienza.
Imparerete ad essere dei bravi genitori, anche se non lo siete mai stati, e si alzerà il livello delle vostre prestazioni umane, per accudire ed allevare l’effetto del vostro affetto.
Siamo sicuri che questo frutto della vostra volontà di dare la vita sarà, con voi, in buone mani e voi sarete all’altezza del vostro compito di assecondare la natura, al meglio delle vostre potenzialità spirituali ed umane.
In questo percorso, come sempre, non camminerete mai da soli.
Vi accompagna la nostra disponibilità, finché sarà possibile, e la nostra benedizione.
Il nostro cuore batterà vicino ai vostri e a quello della vostra creatura.
Vi auguriamo che tutto vada bene e, ancora, vi abbracciamo con tutto il nostro affetto.
Rita e Alberto.
U N A N U O V A V I T A
C’è un cuoricino
nuovo che palpita
al ritmo di vita
del cuore materno.
C’è un corpicino
nuovo che cresce
e che vuole avere
la sua forma umana.
C’è l’amore, il vostro,
che ora si incarna,
con il soffio vitale
dello spirito buono.
C’è da voi la vita
che si rinnova
e continua con forza
e avrà il suo tempo.
C’è questo piccolo
essere già umano
che vivrà anch’esso
fresco e ridente.
C’è un piccolo fiore
nel nostro giardino,
primavera di vita,
miracolo d’amore.
C’è la nostra attesa,
trepida e confidente.
Accogliamolo tutti
con la nostra felicità.
Benvenuto fra noi.
P.S.: È sano e sarà un maschio!
V I A G G I A R E
Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel
cercare nuove terre,
ma nell’avere nuovi occhi.
Herman Hesse.
da QUORA
Scrive Hector Quintanilla, corrispondente di QUORA
A V E R E S U C C E S S O.
Si! Puoi prevedere con eccezionale precisione quanto successo avrai nella vita.
È una formula molto semplice da capire — ma difficile da eseguire.
Qual è il segreto?
Diventiamo come le persone con cui andiamo in giro, che frequentiamo.
Analizza il tuo ambiente. Scrivi tutte le caratteristiche che ti piacciono e non ti piacciono. Bene, è esattamente dove stai andando.
Siamo creature sociali, incredibilmente influenzati dalle nostre culture. Questa cultura viene immersa nei nostri comportamenti, che sono perlopiù inconsci.
Circondati di persone di successo.
Circondati di persone felici.
Circondati di persone sane.
Circondati di persone fiduciose.
Circondati di aquile! Le aquile non volano con i piccioni.
da QUORA
Scrive Ion, corrispondente di QUORA
Q U A L I T A’ A T T R A T T I V E