V E R G O G N A R S I
Non avere vergogna
di usare gli stessi vestiti,
di non avere l’ultimo
modello di cellulare,
di viaggiare con un’auto vecchia.
La vergogna è fingere
di essere qualcuno che non sei.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
V E R G O G N A R S I
Non avere vergogna
di usare gli stessi vestiti,
di non avere l’ultimo
modello di cellulare,
di viaggiare con un’auto vecchia.
La vergogna è fingere
di essere qualcuno che non sei.
V I T A D I C O P P I A
Una coppia comincia a perdersi
quando, anziché supportare
l’uno il miglioramento dell’altra,
la crescita personale e reciproca,
ci si rinfaccia di limitarsi a vicenda.
D O N N E E U O M I N I
Le donne non hanno bisogno di un uomo
per risolvere i loro problemi.
Esse hanno solo bisogno di un uomo
che non sia un problema da risolvere.
S O L I T U D I N E
Soltanto i più forti
fanno i conti con la solitudine.
Gli altri la riempiono con chiunque.
da QUORA
Scrive James Collins, corrispondente di QUORA.
R A P P O R T O D I C O P P I A
In una relazione di coppia, ci sono alcune azioni fondamentali che possono contribuire a rafforzare il legame e mantenere un rapporto sano e felice:
Queste azioni sono essenziali per mantenere una relazione solida e appagante nel tempo.
da QUORA
Scrive Paola, corrispondente di QUORA
I L C O N G I U N T I V O
Vi siete mai chiesti perché la lingua italiana è una delle poche al mondo ad avere il congiuntivo?
E perché i media e i giornali lo usano sempre meno?
E no, qua l’ignoranza non c’entra nulla!
O meglio non solo: c’è un altro motivo, diverso e più sottile!
Il congiuntivo è il regno del forse; esprime una situazione ipotetica, serve per formulare ipotesi, supposizioni, teorie.
È come fare un appuntamento al buio; tutto «sembra», «pare», «potrebbe».
L’indicativo, invece, esprime una certezza.
Ecco, prendete la frase: «non so se questa sia la decisione giusta».
Ma se la formulo all’indicativo: «questa è la decisione giusta», il senso della frase cambia radicalmente.
Ed è proprio questo il punto: la nostra è la società delle certezze non dei dubbi e delle domande.
Pochi pensano, domandano, ipotizzano; tutti invece sanno e affermano.
Pochi «ritengono» ma tutti «garantiscono» e «assicurano»!
La nostra è una società che ha fatto dell’idiozia un’arte e dell’arroganza uno stile di vita.
Quando incontrate quelli che Luciano De Crescenzo chiamava «i paladini delle Grandi Certezze, allora mettevi paura perché la Certezza assoluta molto spesso si trasforma in violenza.» O in pura idiozia.
E ai ragazzi che si domandano a cosa serva il congiuntivo, perché fare lo sforzo per impararlo, voglio rispondere così: l’indicativo è come la tua casa: sai esattamente dove ti condurrà quella porta, cosa c’è in fondo a quella scala; cosa si nasconde dietro quella tenda; di ogni abitante sai cosa dirà, cosa penserà, come agirà.
È in poche parole una vita fin troppo prevedibile e noiosa.
Coltivate in voi l’ebrezza del dubbio, ponetevi continue domande, avventuratevi nel regno dei «forse».
Il forse è la parola più bella della nostra lingua. «Perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito».
E ricordatevi sempre: ci sono persone convinte di sapere tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno.
da QUORA
Scrive Vanna, corrispondente di QUORA.
D O N N E
Donne croce e delizia
Siamo vezzo e disprezzo,
polvere d’argento e coriandoli dispersi nel tramonto.
Piccole stelle senza un cosmo dove perdersi.
Figlie dentro e madri fuori.
Deboli corolle che sfidano l’uragano,
fiori d’acciaio che non si ossidano.
Tempeste di noia, di gioia, di fango.
Delirio di onnipotenza perché diamo la vita
e angeli della morte perché con un solo sguardo,
un sorriso, poniamo fine a un’esistenza.
Siamo DONNE : croce e delizia
tele da disegnare, pagine da scrivere, destini da inventare.
Anime alla ricerca di altre anime.
da QUORA
Scrive Edoardo Della Valle, corrispondente di QUORA, traducendo Rafael Eliassen
COME DIVENTARE MENTALMENTE FORTE
Il nostro cervello è come un muscolo, o lo si usa o lo si perde.
Ecco 10 modi per diventare più forti mentalmente.
*Binge – watching = Guardare programmi televisivi per un periodo superiore al consueto, particolarmente l’usufruire della visione di diversi episodi di serials televisivi consecutivamente, senza soste.
da QUORA
Scrive Silvia Anchisi, corrispondente di QUORA
Quali sono le caratteristiche che per le donne rendono un uomo attraente, ma che gli uomini sottovalutano?
Questa domanda presuppone che esistano delle caratteristiche più o meno precise che rendono un uomo attraente agli occhi delle donne. Siccome non rappresento il genere femminile solo perché sono nata donna, ti risponderò in veste di singola donna, tenendo però anche conto di anni di osservazione, studio e ascolto dei punti di vista delle mie compagnie femminili, cercando di proiettare la mia esperienza personale in una prospettiva vagamente statistica.
Cosa non fare:
da QUORA
M A S C H I L I S M O
Scrive Francesco Davini, corrispondente di QUORA
Eccolo qua. Francesco Davini, per dimostrare che in fondo pure noi siamo maschilisti e quindi l’Islam non fa poi niente di male, tira fuori quello che appare un frammento di Famiglia Cristiana di chissà quale epoca. In realtà non ha niente a che vedere con il famoso settimanale cattolico, ma è un foglio tratto da un opuscolo del 1895 (sì avete letto bene: 1895):
Shot dal blog Il Pozzo dei Miei Pensieri, di Ernesta.
E quindi, c’erano anche i doveri dei mariti.
Leggiamoli.
Ahi ahi ahi… come mai Francesco Davini ha saltato questa parte?
Farà mica parte di quella schiera di persone che pur di parlar male dell’Occidente, degli americani, delle democrazie liberali ecc… ossia del mondo in cui viviamo, non esita a legittimare, scusare, nascondere le peggiori nefandezze dei nostri nemici, anche se per farlo deve andare indietro nel tempo, fino al 1895, per trovare qualcosa a cui attaccarsi?
Vecchia storia.
Sia chiaro: il mondo E’ maschilista.
Lo è sempre stato e l’Occidente non ha fatto eccezione ma oggi, in tutti i paesi moderni e civili del mondo occidentale, si parla di maschilismo in termini di penalizzazione sulle carriere e sulle retribuzioni, non certo nei termini in cui il problema si manifesta nei paesi e nelle comunità islamiche.
Vedete qualche differenza? Francesco Davini non le vede…
Perché l’Islam è così maschilista?
Perché è rimasto arretrato. Non ci sono giri di parole su questo. Il semplice fatto di prendere per oro colato gli insegnamenti di un testo religioso, dimostra la profonda arretratezza di una cultura.
Francesco Davini è dovuto risalire al 1895 per trovare una traccia così discriminatoria sulle donne in Italia (e non ci ha nemmeno azzeccato…). Ecco, il mondo islamico, sulle donne (e non solo) è rimasto davvero arretrato e non al 1895 ma ancora più indietro, molto più indietro.
RAGGIUNTO LIVELLO DI FEDELTA’ DELL’ ENTANGLEMENT QUANTISTICO DEL 92%: È COME SE FOSSE MAGIA.
di Aurelio Sanguinetti 18. 01.25
L’entanglement quantistico è un fenomeno che deriva dal principio di sovrapposizione della meccanica quantistica, per il quale due o più sistemi fisici – spesso due particelle – sono connessi intensamente fra di loro, sebbene non ci sia alcun contatto diretto.
In questa condizione, la misurazione di un sistema determina simultaneamente anche il valore del sistema collegato, come se l’informazione viaggiasse per magia nello spazio.
Trattasi ovviamente di un fenomeno complesso, che i fisici hanno dovuto studiare a lungo per comprenderlo appieno, visto che non è facilmente analizzabile come altri fenomeni della meccanica quantistica.
Di recente, tuttavia, un gruppo di ricercatori provenienti dalla Durham University, nel Regno Unito, ha svolto un esperimento che ci ha permesso di ottenere per la prima volta l’osservazione diretta del fenomeno in alcune molecole, che sono morfologicamente e chimicamente molto più complesse dei singoli atomi.
Il livello di fedeltà dell’entanglement osservato era tra l’altro estremamente elevato, essendo leggermente superiore al 92 percento.
Per ottenere questo risultato, i ricercatori hanno usato delle trappole ottiche e dei speciali strumenti utili per creare ambienti sperimentali in grado di supportare quello che i fisici definiscono un entanglement duraturo, più longevo e maggiormente visibile rispetto all’entanglement standard.
“Questo fenomeno è molto difficile da osservare, sebbene possiamo intrecciare due molecole usando interazioni incredibilmente deboli e quindi impedire la perdita dell’entanglement per un tempo prossimo al secondo”, ha spiegato Simon Cornish, uno degli autori della scoperta, che è stata diffusa all’interno di un articolo pubblicato su Nature.
Secondo gli esperti, l’entanglement di lunga durata potrebbe aiutare gli scienziati a misurare con una certa precisione altri fenomeni quantistici e a far sorgere una nuova era della ricerca, che ci permetta di realizzare tra le tante cose computer quantistici molto più complessi ed intelligenti.
Questa d’altronde non è neppure l’unica scoperta relativa a questo argomento che è stata diffusa di recente. Altri studi contribuirebbero a ottenere questi risultati nel breve termine.
da un articolo su La Repubblica
di Stefania Medetti 15 Gennaio 2025
Sempre più persone mature nel Regno Unito scelgono una formula che favorisce l’autonomia, stimola la curiosità e assicura una serie di benefici psico-fisici che possono comprendere anche la sessualità.
I P P O C R A T E
Ippocrate di Cos (460 a.C. – 377 a.C.) è considerato il fondatore della scienza medica ed anche uno dei padri dell’aforisma occidentale. Se nei testi di Ippocrate l’aforisma è anzitutto una forma letteraria rivolta alla cura del corpo (attraverso l’indagine delle cause naturali della malattia), nel corso dei secoli l’aforisma si trasforma, divenendo una cura per la mente (da qui anche il termine “pillole di saggezza”), conservando però il suo valore terapeutico di guida e aiuto (in termini di saggezza e esperienza) che un uomo offre a un altro uomo.
Presento una raccolta di frasi, citazioni, massime e aforismi di Ippocrate.
Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.
Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.
Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre.
Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.
Tra i medici molti lo sono per i titoli, pochi per i fatti.
L’uomo deve armonizzare lo spirito e il corpo.
Definirò ciò che ritengo essere la medicina: in prima approssimazione, liberare i malati dalle sofferenze e contenere la violenza della malattia, e non curare chi è ormai sopraffatto dal male.
Lavorare, mangiare, bere, dormire, amare: tutto deve essere fatto con misura.
Camminare è la migliore medicina dell’uomo.
La timidezza nasconde l’impotenza e la temerarietà l’ignoranza.
Le malattie che sfuggono al cuore divorano il corpo.
Molti ammirano, pochi conoscono.
Dal cervello, e dal cervello solo, sorgono i piaceri, le gioie, le risate e le facezie così come il dolore, il dispiacere, la sofferenza e le lacrime. Il cervello è anche la dimora della follia e del delirio, delle paure e dei terrori che ci assalgono di notte o di giorno.
Descrivere il passato, comprendere il presente, prevedere il futuro: questo è il compito della medicina.
Un uomo saggio dovrebbe considerare la salute come la più grande delle gioie umane, ed imparare come, col suo stesso pensiero, trarre beneficio dalle sue malattie.
La natura è il medico delle malattie. Il medico deve solo seguirne gli insegnamenti.
La guerra è la sola vera scuola per un chirurgo.
Se ti udrà un medico di schiavi, ti rimprovererà: “Ma così tu rendi medico il tuo paziente!”
“Proprio così – dovrà dirti – se sei un bravo medico”.
I vecchi sopportano molto più facilmente il digiuno; poi vengono le persone di mezza età. I giovani lo sopportano con difficoltà, e peggio di tutti lo sopportano i fanciulli, specialmente quelli che hanno una vivacità maggiore del solito.
Né la società, né l’uomo, né ogni altra cosa per essere buona deve eccedere i limiti stabiliti dalla natura.
Bisogna che non solo il medico sia pronto a fare da sé le cose che debbono essere fatte, ma anche il malato, gli astanti, le cose esterne.
È più importante sapere che tipo di persona abbia preso una malattia, che sapere che tipo di malattia abbia preso una persona.
Se c’è amore per l’uomo, ci sarà anche amore per la scienza.
In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario. I vecchi generalmente si ammalano meno dei giovani, ma se le loro malattie diventano croniche, durano quasi sempre fino alla morte.
Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l’altro.
Ogni malattia può capitare in qualunque stagione, ma alcune sono più facili a verificarsi e ad aggravarsi in determinate stagioni.
La guarigione è legata al tempo e a volte anche alle circostanze.
Non fare nulla a volte è un buon rimedio.
Il bere vino puro calma la fame.
Ciò che le medicine non curano, lo cura il bisturi, ciò che il bisturi non cura, lo cura il fuoco, ciò che il fuoco non cura, va reputato insanabile.
Gli uomini di esperienza sanno bene che una cosa è ma non sanno il perché; gli uomini d’arte conoscono il perché e la causa.
Per mali estremi, estremi rimedi, spinti fino al massimo rigore, sono i più validi.
Le cose sacre non devono essere insegnate che alle persone pure; è un sacrilegio comunicarle ai profani prima di averli iniziati ai misteri della scienza.
Le vecchie abitudini, anche se cattive, turbano meno delle cose nuove e inconsuete. Tuttavia, talvolta è necessario cambiare, passando gradualmente alle cose inconsuete.
Sia il sonno che l’insonnia, oltre la giusta misura, sono malattie.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
da Ascuolaoggi.com BLOG
E S S E R E E A P P A R I R E
Nella società odierna l’apparenza sembra aver completamente preso il sopravvento sull’essenza all’insegna di un’esistenza priva di significato in cui i più giovani stentano a trovare una loro identità, omologandosi a stereotipi privi di senso, determinando ciò sicuramente degli effetti deleteri nel loro processo evolutivo di crescita.
Ed è proprio per tal motivo che una ragazza di ventun anni, Chiara, si rivolge al filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti per trovare delle risposte ad alcuni suoi interrogativi.
A tal fine Umberto Galimberti coglie l’occasione per sottolineare come oggi sia più complicato “essere” che “apparire” all’interno di una società in cui l’uomo stesso si è degradato al livello di merce e perciò si può esistere solo mettendosi in mostra, pubblicizzando la propria immagine.
Pur di metterci in mostra abbiamo perso la nostra intimità, interiorità, essenza, il nostro pudore. La spudoratezza diviene una virtù e viene meno la vergogna. Di intimo è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà, che ciascuno cerca di nascondere per non essere isolato dagli altri.
Ecco dunque l’importanza per i giovani di riappropriarsi della loro identità, della loro essenza, riscoprendo quei valori guida che indicano la strada giusta da percorrere per non perdersi mai e che illuminano il cammino come un faro nella notte così da permettere loro una crescita sana, all’insegna dell’essenza e non dell’apparenza.
Segnalata da Rita.
Da una poesia inedita di Salvatore Quasimodo.
CHE BREVE NOTTE
…. Un raggio di luce
è già sulla tua fronte,
nei tuoi capelli
di madonna bizantina.
…. Ma tu ti svegli, bellissima.
Bruna e bruciante,
mi svegli a nuova vertigine:
scavato d’ansia e di sangue,
mi trascini nel buio,
senza memoria.
Qui vivo forse,
la mia ultima vita.