Numero3414.

 

P E R C H E’    T I    A M M A L I

 

Perché ti occupi dei problemi degli altri.

Perché vivi nel passato.

Perché tenti di piacere a tutti.

Perché fai troppe rinunce.

Perché reprimi le tue emozioni.

Perché non lasci andare ciò che ti fa male.

Perché hai paura dei cambiamenti.

Perché non ti metti davvero in gioco.

Perché non credi in te stesso/a.

Perché non dai priorità ai tuoi bisogni.

Perché rimandi la felicità, pensando di non meritarla.

 

P E R    G U A R I R E    D E N T R O

 

Accettare le emozioni è crescita – Diventare te stesso/a ti costerà persone e cose.

Siediti e ascolta la tua emozione – Fermati, non fuggire da essa.

Sentila senza giudicare – Non analizzarla, non combatterla.

Respira ad ogni emozione – Ogni respiro è un ponte verso la calma.

Lascia scorrere l’emozione – È come un’onda.

 

Guarire non è eliminare – È permettere al corpo di completare ciò che non ha finito.

La libertà interiore – È più vicina di quanto credi. Credici.

Non elemosinare energia – Proteggi i tuoi spazi emotivi.

Adotta la resilienza – La tua forza nasce proprio nei momenti più duri.

Scegli sempre te stessa – Sei la decisione più importante della tua vita.

 

A L L O R A    S U C C E D E    Q U E S T O

 

Inizi a capire perché reagisci così.

Smetti di voler piacere a tutti.

Lasci andare chi ti fa male, senza sensi di colpa.

Non ti spaventa più stare solo/a.

Le tue emozioni diventano alleate, non minacce.

La rabbia ti insegna, la paura ti parla, la tristezza ti guida.

Ti vedi con più onestà e più amore, non ti serve più recitare.

Non ti senti sistemato/a, ti senti vero/a.

E, finalmente, inizi a riconoscerti, non come pensavi di dover essere, ma come sei davvero.

Non stai guarendo per imparare a gestire il trauma, il dolore, l’ansia, la rabbia, la tristezza. A questi sei abituato/a.

Stai guarendo per imparare a gestire la gioia e tornare ad accettare la felicità nella vita.

 

Liberamente ispirato a         @AnimaOltreilimiti80

Numero3413.

 

D R I T T E    N O N    S T O R T E

 

Non dare la caccia

a chi se ne va:

non è una perdita,

è fare pulizia.

 

Non perdonare

chi tradisce:

chiunque lo ha

fatto una volta

lo farà di nuovo.

 

Guarda a chi

sorride per un

tuo insuccesso.

Questo è il tuo

vero nemico.

 

Smettila di essere

gentile con tutti.

La gente rispetta

i legami, non le

concessioni.

 

Non provare

il tuo valore.

Le cose che

valgono non

sono in svendita.

 

Sei rispettato

esattamente per

quanto sei pronto

ad andartene via.

Numero3411.

 

R I S C A T T O    D I    D O N N A

 

Si ascolta prima di chiedere pareri esterni.

Non si forza più a restare dove non vibra.

Si tratta con la stessa cura che dava agli altri.

Non si colpevolizza per mettere se stessa al primo posto.

Rallenta quando ha bisogno, anche se il mondo corre.

Si lascia spazio per sentire, non solo per fare.

Si prende la libertà di deludere chi si aspettava altro.

Non si sabota più per farsi accettare.

Celebra le sue piccole vittorie come traguardi immensi.

Si guarda allo specchio e finalmente si riconosce.

Dice basta al “meglio di niente”.

Smette di abbassare i suoi standard per sentirsi amata.

Si chiede “come mi fa sentire?” prima di dire sì.

Non accetta più ruoli di seconda scelta.

Lascia andare chi la confonde, anche se lo ama.

Si libera dalla paura di restare sola.

Smette di giustificare il poco con “almeno c’è”.

Sceglie connessioni profonde, non presenze comode.

Affronta la verità, anche quando fa male.

Si guarda dentro e dice:”merito di più, punto!”.

 

@AnimaOltreilimiti80.

Numero3410.

 

P E R S O N E    T O S S I C H E

 

Ti criticano davanti agli altri – Umiliazione pubblica.

Minimizzano i tuoi successi – Svalutazione

Ti interrompono continuamente – Mancanza di rispetto.

Ti incolpano dei loro errori – Scarico di responsabilità.

Ti fanno sentire inadeguata – Colpa indotta.

Ti escludono da decisioni importanti – Isolamento.

Ti fanno dubitare di te – Insicurezza programmata.

Ti ricordano i tuoi errori passati – Manipolazione emotiva.

Ti tolgono energie con lamentele costanti – Prosciugamento emotivo.

Ti trattano bene solo quando serve a loro – Amore condizionato.

 

@AnimaOltreilimiti80

Numero3409.

 

“Nemmeno al tuo migliore amico”, psicologo indica 9 cose che non devi condividere con nessuno

Indice dei contenuti

Tore Kesicki, psicologo, mental coach e volto noto di TikTok, ha acceso il dibattito con un video diventato virale in poche ore.

In un video di 2 minuti, ha elencato nove aspetti della propria vita che andrebbero tenuti segreti.

Nessuna eccezione.

Nemmeno per il migliore amico, nemmeno per la persona amata e – a suo dire – nemmeno ai genitori.

Secondo lui, certe cose vanno custodite gelosamente, per evitare delusioni, giudizi o – peggio ancora – sabotaggi.

Le sue parole hanno raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, ma anche commenti contrastanti.

C’è chi lo considera troppo diffidente, quasi cinico.

Ma molti utenti, soprattutto adulti, hanno ammesso di rivedersi in quelle riflessioni.

Un commento molto apprezzato dice tutto: “Ieri ho detto troppo di me stesso a una persona e me ne sono già pentito”.

Sogni e obiettivi: meglio tacere finché non li realizzi

Kesicki è diretto: “Quando condividi i tuoi sogni, qualcosa si inceppa”.

Secondo lui, raccontare i propri obiettivi prima di averli raggiunti può bloccare il processo.

Come se le parole togliessero energia al progetto.

Ma c’è di più. Una volta rivelato un sogno, entrano in gioco dinamiche esterne, aspettative, pressioni e – soprattutto – giudizi non richiesti.

Finché un obiettivo non è realtà, tenerlo per sé potrebbe proteggerlo. Anche dalle influenze negative delle persone più vicine.

Soldi e situazioni finanziarie: parlare di denaro crea distanza

Uno dei passaggi più forti del video riguarda la sfera economica.

Kesicki racconta: “A 22 anni guadagnavo più di mio padre. Gliel’ho detto e ho visto la gelosia nei suoi occhi. Non lo dimenticherò mai”.

Non tutti riescono a gioire per il successo altrui.

Parlare apertamente di soldi, stipendi o patrimoni personali può generare disagio, invidia o competizione, anche nei rapporti più stretti.

In un mondo che tende a misurare il valore personale in base al conto in banca, meglio evitare dettagli superflui.

Debolezze e problemi personali: il rischio è che vengano usati contro di te

“Le tue debolezze possono diventare armi nelle mani sbagliate”, avverte Kesicki.

Confidare fragilità emotive, paure o limiti a qualcuno può sembrare un gesto di fiducia. Ma è anche un rischio.

Oggi si è amici, domani magari no.

E quello che un tempo era uno sfogo intimo, può trasformarsi in un punto debole esposto.

Vale anche per i problemi familiari“Magari tu li vivi come gravi, ma per altri sono sciocchezze. E ti giudicano”.

Non tutto va raccontato, perché non tutti hanno la sensibilità per capirlo o il rispetto per custodirlo.

Progetti futuri e “grandi mosse”: la gelosia non dorme mai

“Molte persone non hanno piani per il futuro. Se racconti i tuoi, li fai sentire inadeguati”, spiega Kesicki.

Parlare della propria prossima “mossa” – un cambio di lavoro, un lungo viaggio, un trasferimento, un progetto ambizioso – può accendere meccanismi di invidia in chi si sente fermo o insoddisfatto.

Non tutti saranno felici dei tuoi traguardi.

Per alcuni, il tuo entusiasmo è un fastidio. E lo mostrano con frecciatine, disinteresse o sabotaggi sottili.

Meglio coltivare i progetti in silenzio, almeno finché non si concretizzano.

Segreti, vita privata e oggetti personali: la fiducia ha un limite

Un altro tema delicato toccato dallo psicologo riguarda la fiducia. 

“Oggi il partner può diventare il tuo peggior nemico nel giro di un secondo”, afferma senza mezzi termini.

Non è paranoia, dice: è esperienza. Troppe storie finite con rancori e tradimenti partiti da una confidenza sbagliata.

Vale per i segreti personali, ma anche per la vita privata: dettagli intimi, storie passate, dinamiche familiari.

“Non dirlo a nessuno. Se oggi ti fidi, domani potresti pentirtene”.

E poi c’è la questione dei beni materiali“Se hai una barca, un’auto o un elicottero, non dirlo. Anche lì scatta la gelosia. Pensi che tutti siano felici per te? Non è così”.

A volte basta un dettaglio per cambiare lo sguardo di qualcuno su di te.

Gentilezza silenziosa: il vero bene non ha bisogno di spettatori

Infine, un consiglio che Kesicki definisce personalenon condividere gli atti di gentilezza.

Nessuna foto, nessun post, nessun racconto autocelebrativo.

“Fallo per te stesso. Non per vantarti. La bontà vera è silenziosa”.

In un’epoca in cui tutto viene documentato e condiviso, questo suggerimento suona quasi rivoluzionario.

Forse perché tocca una verità più profonda: non tutto deve diventare condiviso.

Alcune cose, forse le più preziose, meritano di restare solo nostre.

Cinico o realistico? Il dibattito divide i social

Il video di Tore Kesicki ha ricevuto migliaia di commenti.

Alcuni utenti lo definiscono esagerato, pessimista, incapace di fidarsi. Ma c’è anche chi lo appoggia: 

“Con l’età, aumentano le delusioni. E diminuisce la voglia di aprirsi con chiunque”, scrive una donna di 47 anni.

Altri ammettono di aver imparato la lezione a proprie spese.

Il contenuto, per quanto semplice, ha toccato un nervo scoperto: quanto possiamo davvero fidarci degli altri?

Quanto raccontare di noi stessi ci espone a rischi invisibili?

E soprattutto: siamo davvero sicuri che chi ci ascolta voglia il nostro bene?

Numero3403.

 

D U R E    V E R I T A’

 

Se non impari a dire “no”, il tuo corpo lo farà per te.

Dietro la rabbia c’è spesso dolore non ascoltato.

Ripeti ciò che non hai capito finché non lo guarisci.

Evitare il conflitto non è pace, è paura.

Essere sempre disponibili può essere un modo per sentirsi utili, non amati.

I traumi non risolti diventano comportamenti.

Le emozioni represse trovano sempre un’uscita, spesso nel corpo.

Amare non significa salvare.

La dipendenza affettiva spesso è una ferita d’abbandono travestita.

Non cambierai finché non sarai stanco/a di sopportarti.

 

@AnimaOltreilimiti80

 

Numero3402.

 

R I M P I A N T I

 

Scrivo, qui di seguito, dei 5 rimpianti più comuni in punto di morte.

 

Sono stati identificati da Bronnie Ware, un’infermiera palliativa australiana che ha raccolto le testimonianze di molte persone negli ultimi giorni di vita.

 

1   Avrei voluto avere il coraggio di vivere una vita più autentica, seguendo i miei sogni, invece di assecondare le aspettative degli altri.

 

2   Avrei voluto non lavorare così tanto, dedicando più tempo a me stesso e alla mia famiglia.

 

3   Avreo voluto avere il coraggio di esprimere i miei sentimenti e di dire ciò che davvero pensavo.

 

4   Avrei voluto mantenere i rapporti con i miei amici più stretti, coltivando le amicizie.

 

5   Avrei voluto permettermi di essere più felice e meno preoccupato, godermi di più la vita.

 

MORALE:   Non rimandare la vita a domani. Sii coraggioso, vivi autenticamente e ama senza riserve.

Solo così eviterai i rimpianti che, di solito, si hanno da vivi.

 

@DianaUrsu

 

 

 

 

Numero3400.

 

C O S C I E N Z A    E    A L T R O

 

Il termine “consapevole” in italiano può avere diversi significati, ma principalmente si riferisce alla condizione di essere informato o cosciente di qualcosa.

Può indicare una persona che ha conoscenza di un fatto o una situazione, oppure che è cosciente delle proprie azioni, pensieri ed emozioni.

In altre parole, essere consapevole significa avere una chiara comprensione di sé, degli altri, e del mondo circostante.

 

Ecco un’analisi più dettagliata dei significati:

         

Informativa:

Essere consapevole può significare essere pienamente informato su un determinato argomento o situazione. Ad esempio, si può essere consapevoli delle conseguenze di una decisione o delle regole di un gioco.

 

Coscienza:

In un senso più ampio, la consapevolezza implica una coscienza di sé, delle proprie azioni, dei propri sentimenti e delle proprie responsabilità.
Si riferisce alla capacità di riflettere su se stessi e sul proprio comportamento, senza giudizio.

 

Percezione:

La consapevolezza può anche riferirsi alla capacità di percepire il mondo esterno e le proprie sensazioni interne.
Ad esempio, si può essere consapevoli di un dolore fisico o di una sensazione di gioia.

 

Autoconsapevolezza:

Un aspetto importante della consapevolezza è l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di conoscere i propri punti di forza, di debolezza, i propri valori e le proprie emozioni.

 

 

In sintesi, la consapevolezza è una qualità complessa che implica informazione, coscienza, percezione e autocomprensione. Essa è fondamentale per prendere decisioni informate, interagire efficacemente con gli altri e vivere una vita più piena e significativa, secondo una rivista di psicologia.

 

 

 

D E F I N I Z I O N I

 

 

cosciente = (in Inglese: conscious)

consapevole dei propri pensieri, delle proprie parole, delle proprie azioni.

SOSTANTIVO: coscienza (in Inglese: consciousness).

 

 

consapevole = (in Inglese: aware)

cosciente o informato di un fatto o di una situazione e dei possibili sviluppi.

SOSTANTIVO: consapevolezza. (in Inglese: awareness).

 

 

conscio = (in Inglese: conscious)

pienamente consapevole o cosciente, che si rende perfettamente conto.

In psicologia, può riferirsi anche alla parte dell’attività psichica di cui l’individuo è consapevole, contrapposto all’inconscio, secondo la teoria psicoanalitica di Freud.

SOSTANTIVO: “conscio”. In psicoanalisi indica la parte della mente di cui l’individuo è consapevole.

 

 

CONSAPEVOLEZZA =

percorso di crescita personale in 5 fasi, ognuna legata ad un aspetto specifico della vita.

 

 

Consapevolezza del corpo: Riguarda la capacità di percepire e comprendere le sensazioni fisiche, i segni del corpo e il loro significato.

È un invito ad essere presenti al proprio corpo e a connettersi con le sue esigenze.

 

 

Consapevolezza delle emozioni: Si riferisce alla capacità di riconoscere, accettare, gestire le proprie emozioni, senza giudizio.

È un invito ad esplorare il mondo emotivo e a comprenderne il ruolo nel proprio benessere.

 

 

Consapevolezza della mente: Implica la capacità di osservare i propri pensieri e schemi mentali, senza farsi travolgere da essi.

È un invito a coltivare la calma mentale ed a sviluppare una maggiore presenza nei propri processi di pensiero.

 

 

Consapevolezza delle relazioni: Si concentra sull’importanza delle relazioni interpersonali e sulla capacità di comunicare in modo efficace, di ascoltare attivamente e di creare comunicazioni significative con gli altri.

È un invito a sviluppare empatia e comprensione.

 

 

Consapevolezza dell’azione: Riguarda la capacità di agire in modo cosciente e intenzionale, allineando le proprie azioni con i propri valori ed obiettivi.

È un invito a vivere una vita autentica e significativa.

 

 

Queste 5 consapevolezze, insieme, contribuiscono ad un maggiore benessere e ad una vita piena e d appagante.

 

 

Numero3400.

 

C O S C I E N Z A    E    A L T R O

 

Il termine “consapevole” in italiano può avere diversi significati, ma principalmente si riferisce alla condizione di essere informato o cosciente di qualcosa
Può indicare una persona che ha conoscenza di un fatto o una situazione, oppure che è cosciente delle proprie azioni, pensieri ed emozioni. 

In altre parole, essere consapevole significa avere una chiara comprensione di sé, degli altri, e del mondo circostante. 

Ecco un’analisi più dettagliata dei significati:

         

Informativa:

Essere consapevole può significare essere pienamente informato su un determinato argomento o situazione.        Ad esempio, si può essere consapevoli delle conseguenze di una decisione o delle regole di un gioco. 

 

Coscienza:

In un senso più ampio, la consapevolezza implica una coscienza di sé, delle proprie azioni, dei propri sentimenti e delle proprie responsabilità.
Si riferisce alla capacità di riflettere su se stessi e sul proprio comportamento, senza giudizio. 

 

Percezione:

La consapevolezza può anche riferirsi alla capacità di percepire il mondo esterno e le proprie sensazioni interne.
Ad esempio, si può essere consapevoli di un dolore fisico o di una sensazione di gioia. 

Autoconsapevolezza:

Un aspetto importante della consapevolezza è l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di conoscere i propri punti di forza, di debolezza, i propri valori e le proprie emozioni. 

In sintesi, la consapevolezza è una qualità complessa che implica informazione, coscienza, percezione e autocomprensione. Essa è fondamentale per prendere decisioni informate, interagire efficacemente con gli altri e vivere una vita più piena e significativa, secondo una rivista di psicologia.
D E F I N I Z I O N I
cosciente = (in Inglese: conscious)
consapevole dei propri pensieri, delle proprie parole, delle proprie azioni.
SOSTANTIVO: coscienza (in Inglese: consciousness).
consapevole = (in Inglese: aware)
cosciente o informato di un fatto o di una situazione e dei possibili sviluppi.
SOSTANTIVO: consapevolezza. (in Inglese: consciousness).
conscio = (in Inglese: conscious)
pienamente consapevole o cosciente, che si rende perfettamente conto.
In psicologia, può riferirsi anche alla parte dell’attività psichica di cui l’individuo è consapevole, contrapposto all’inconscio, secondo la teoria psicoanalitica di Freud.
SOSTANTIVO: “conscio”. In psicoanalisi indica la parte della mente di cui l’individuo è consapevole.
CONSAPEVOLEZZA =
percorso di crescita personale in 5 fasi, ognuna legata ad un aspetto specifico della vita.
Consapevolezza del corpo: Riguarda la capacità di percepire e comprendere le sensazioni fisiche, i segni del corpo e il loro significato.
È un invito ad essere presenti al proprio corpo e a connettersi con le sue esigenze.
Consapevolezza delle emozioni: Si riferisce alla capacità di riconoscere, accettare, gestire le proprie emozioni, senza giudizio.
È un invito ad esplorare il mondo emotivo e a comprenderne il ruolo nel proprio benessere.
Consapevolezza della mente: Implica la capacità di osservare i propri pensieri e schemi mentali, senza farsi travolgere da essi.
È un invito a coltivare la calma mentale ed a sviluppare una maggiore presenza nei propri processi di pensiero.
Consapevolezza delle relazioni: Si concentra sull’importanza delle relazioni interpersonali e sulla capacità di comunicare in modo efficace, di ascoltare attivamente e di creare comunicazioni significative con gli altri.
È un invito a sviluppare empatia e comprensione.
Consapevolezza dell’azione: Riguarda la capacità di agire in modo cosciente e intenzionale, allineando le proprie azioni con i propri valori ed obiettivi.
È un invito a vivere una vita autentica e significativa.
Queste 5 consapevolezze, insieme, contribuiscono ad un maggiore benessere e ad una vita piena e d appagante.

Numero3399.

 

10   REGOLE   ZEN   PER

UNA   VITA   PIU’   SERENA.

 

1    Fai una cosa alla volta.

2    Porta a termine ciò che inizi.

3    Programma il tuo tempo.

4    Metti spazio tra le cose che fai.

5    Dedica tempo al tuo riposo.

6    Liberati dal senso di colpa.

7    Sorridi e sii ottimista con te e gli altri.

8    Pulisci casa come una meditazione.

9    Pratica la gratitudine e la generosità.

10  Vivi in modo semplice.

 

@stanzazen    YouTube.

Numero3398.

 

SE   FAI   ANCHE   SOLO   UNA   DI   QUESTE   COSE ….

ALLORA   STAI   BOICOTTANDO   TE   STESSA.

 

1   Parlarti male ogni giorno.

2   Giustificare chi ti manca di rispetto.

3   Rimandare sempre.

4   Cercare approvazione da tutti.

5   Confrontarti con gli altri.

6   Avere paura di dire “no”.

7   Restare dove non sei felice.

8   Trascurare la tua salute.

9   Dare più di quanto ricevi.

10 Accettare meno di quanto meriti.

 

AnimaOltreilimiti80     YouTube

Numero3396.

 

7  TIPI  DI  RIPOSO

DI  CUI  TUTTI  HANNO  BISOGNO.

 

RIPOSO  FISICO: relax, yoga, 7-9 ore di sonno.

RIPOSO  EMOTIVO: parla con amici, esprimiti, di’ “no” quando serve.

RIPOSO  MENTALE: mindfulness, musica, fa’ passeggiate, leggi.

RIPOSO SOCIALE: tempo da soli, famiglia, amici stretti.

RIPOSO  SENSORIALE: niente schermi, chiudi gli occhi, goditi il silenzio.

RIPOSO  CREATIVO: disegna, scrivi, cucina, fa’ giardinaggio.

RIPOSO  SPIRITUALE: medita, rifletti, stai nella natura.

 

@stanzazen  YouTube.

Numero3395.

 

LETTERE   LASCIATE   SUL   COMODINO;

LETTE   QUANDO   IL   SILENZIO   LO   CHIEDE.

 

Ecco, possedere è un atto

di morte,

mentre donare è un gesto

di vita.

Il desiderio non pretende,

propone.

Così, la firma dell’armonia

è il silenzio.

La forma sacra del pensiero

è la fantasia,

la sublimazione del desiderio

è l’eros.

Numero3394.

 

10 Meccanismi interiori che sabotano la tua felicità (senza che tu te ne accorga)

 

1   Cerchi il controllo per sentirti al sicuro.
Ma più ti controlli, più ti senti instabile.

2   Ti adatti per paura di essere rifiutata.
Ma ogni volta ti allontani di più da te stessa.

3   Ti paragoni continuamente agli altri.
Anche se sai che è inutile, non riesci a smettere.

4   Fingi di stare bene per non preoccupare nessuno.
E intanto nessuno si accorge che ti stai spegnendo.

 Confondi l’amore con il bisogno.
E resti dove l’amore è abitudine ormai sterile.

 Cerchi conferme esterne per sentirti valida.
Ma non bastano mai e ti svuoti dentro.

7   Eviti il dolore a tutti i costi.
Ma così eviti anche la guarigione.

 Ti colpevolizzi per tutto.
Anche quando non è colpa tua ti chiedi: “Cosa ho sbagliato?”

9   Rimani per rassegnazione, non per amore.
Perché cambiare fa paura, anche se restare ti spezza.

10 Aspetti che sia il tempo a guarirti.
Ma il tempo da solo non basta, se non lo usi per guardarti dentro.

 

da AnimaOltreilimiti80.