R E P E T I T A N O N I U V A N T (Le cose ripetute non aiutano)
Non innamorarti due volte
della stessa persona ….
La seconda volta ameresti
solo il suo dolce ricordo.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
R E P E T I T A N O N I U V A N T (Le cose ripetute non aiutano)
Non innamorarti due volte
della stessa persona ….
La seconda volta ameresti
solo il suo dolce ricordo.
da QUORA
Scrive Zipho Tefu, corrispondente di QUORA
Quali sono alcune abitudini che sono facili da assumere?
da QUORA
Scrive Andrea Bassi, corrispondente di QUORA
Buone abitudini come essere umano:
15 FATTI INTERESSANTI SULLA PSICOLOGIA.
da QUORA
Scrive Roberto Giuffrè, corrispondente di QUORA
Quali sono gli alimenti che ci fanno più male e che continuiamo a ingerire continuamente?
Gli alimenti più deleteri per la salute che si consumano in grande quantità, e la cui pericolosità è stata ribadita sia da OMS che diversi studi scientifici sono:
il largo uso di questi alimenti base è deleterio per l’organismo.
C’è anche un discorso a parte da fare sulla cottura dei cibi.
Tutti i tipi di cottura che superano i 110°C fanno sviluppare a molti cibi sostanze tossiche che infiammano l’organismo.
La frittura, la pentola a pressione, l’arrosto alla brace sono tra i più deleteri.
In particolare la brace sui grassi animali produce idrocarburi policiclici aromatici fortemente cancerogeni.
Le glicotossine si sviluppano nella frittura.
Queste sostanze le sviluppano tutti i cibi sia animali che vegetali con questi tipi di cottura, ma in maggior misura i cibi di origine animale.
Oggi sono disponibili buoni libri di scienze della nutrizione che fanno capo a tantissime ricerche scientifiche, e che possono completamente capovolgere l’idea che abbiamo oggi del cibo e di determinati cibi, che è stata inculcata dai media con una incessante propaganda pagata dalle industrie del settore alimentare.
da QUORA
Scrive Matteo Dossi, corrispondente di QUORA
Come faccio ad uscire dalla COMFORT ZONE?
La comfort zone, nota anche come “zona sicura”, è uno stato psicologico in cui tutto ciò che circonda una persona risulta essere familiare e privo di incognite, motivo per cui il soggetto tende a non correre rischi derivanti da un cambiamento nella propria vita.
Quali sono i più grandi problemi derivanti da questa situazione? Primo per ordine e per importanza vi è il fatto che, evitando di correre rischi si perderanno un’infinità di occasioni che avrebbero potuto cambiare la propria vita; in secondo luogo, il continuo rimorso e il rimuginare per le occasioni non sfruttate può portare ad aumentare notevolmente i livelli di stress e ansia.
Un esempio di questa situazione? Quello del dipendente non soddisfatto del proprio lavoro ma che non trova il coraggio di lasciare tutto per andare a inseguire il proprio sogno.
Ovviamente, in alcuni casi le possibilità di scelta sono purtroppo molto poche (una famiglia a proprio carico, una situazione economica non facile, etc.), però purtroppo spesso è la pigrizia la causa che non permette di lasciare questo porto sicuro. Vediamo quindi come fare per invertire questa tendenza negativa.
Alcuni semplici consigli per uscire dalla zona sicura
Conclusione
La fase più complessa è sicuramente quella iniziale, ma una volta che si sarà riusciti a slegare le catene mentali che ti tengono vincolato, il percorso sarà in completa discesa.
da QUORA
Scrive Sandro Stefanelli, corrispondente di QUORA.
Il detto popolare “TROMBA DI CULO SANITÂ DI CORPO” ha qualche validità scientifica?
Sin da quando il mondo aveva
fra i viventi Adamo ed Eva
era in voga in tutti quanti
di coprirsi il davanti,
mai nessuno pensò, strano,
di coprirsi il deretano.
Le scoregge più discrete
conturbavan la quiete
ed allora i dolci suoni
trapassavano i calzoni.
La scoreggia di gran gloria
si è coperta nella storia.
Pur Augusto Imperatore
scoreggiava a tutte l’ore
e la corte assai perfetta
scoreggiava senza fretta
e persino in casi gravi
scoreggiavano gli schiavi.
Si racconta che Tiberio
scoreggiasse serio serio,
che Caligola il tiranno
scoreggiasse tutto l’anno
e più d’una ogni mattina
ne facesse Catilina.
Marco Tullio in Campidoglio
le lasciava con orgoglio
e non eran certo poche
domandatelo alle oche;
e perfino le Vestali
ci spegnevano i fanali.
Ciceron per ore intere
chiacchierava col sedere,
quelle poi di Coriolano
si sentivan da lontano
e con schiaffo sulla trippa
scoreggiava pure Agrippa.
Muzio Scevola e Porsenna
ne portarono per strenna
alle feste d’Imeneo
ove il console Pompeo
e più ancora il gran Lucullo
scoreggiavan per trastullo.
Scoreggiava Roma intera
da mattina sino a sera,
scoreggiava in grande stile
anche il sesso femminile;
mentre invece Cincinnato
le faceva in mezzo al prato.
Scoreggiò Napoleone
anche al rombo del cannone
“La battaglia non si perda”
e Cambronne rispose “merda”,
ch’è la cosa più sicura
se c’è in mezzo la paura.
Scoreggiava come un tuono
Cleopatra dal suo trono,
mentre invece Agrippina
le faceva in sordina
e Cornelia ai suoi gioielli
ne faceva dei fardelli.
Le faceva senza posa
Messalina lussuriosa;
scoreggiava assai felice
la dolcissima Beatrice
ed il sommo padre Dante
le annusava tutte quante.
Le scoregge del Boccaccio
ti lasciavano di ghiaccio.
Scoreggiava pure Tasso
imitando il contrabbasso.
Mentre invece il Machiavelli
sradicava gli alberelli.
Ed il gran poeta Alfieri
scoreggiava giorni interi..
Il gran Volta con la Pila
le faceva sempre in fila,
Scoreggiava Paganini
per far ridere i bambini,
mentre il buon Pascal rideva
proprio mentre le faceva.
Di Archimede dir si suole,
che oscurasse pure il sole,
mentre a colpi di pennello
le faceva Raffaello
ed il grande Cimarosa
la faceva rumorosa.
Dopo quanto è stato detto
non si può chiamar difetto,
se noi pure qualche volta
le facciamo a briglia sciolta.
Perciò è logico e prescritto
che scoreggi il sottoscritto.
M O M E N T I D I S O L I T U D I N E
Sì, io me li ritaglio spesso e a lungo ed in un ambiente confortevole e rassicurante come casa mia.
Li adoro perché rappresentano una crescita personale ed un bisogno interiore.
I momenti di solitudine, infatti, non sono mica una prigione.
Al contrario, un isolamento non momentaneo cercato e voluto, è uno stare bene con se stessi, riflettere, trovare soluzioni, specchiarsi nella propria intima spiritualità.
La solitudine forzata, invece , investe uno stato emotivo differente nel quale emergono solo aspetti negativi.
Un essere umano caratterialmente normale e semplice è, di solito, più propenso a stare con gli altri ma, a volte, succede che ci si può ritrovare a star male se circondati da tante persone.
Un soggetto forte ed acculturato, invece, si sa appartare con i propri pensieri per sentirsi libero nella sua indipendenza spazio – temporale esplorativa e riflessiva.
Chi non sa stare bene da solo, difficilmente può essere un buon compagno.
da QUORA
Quanto puzzavano le strade nel passato?
Scrive Emanuele De Feo, corrispondente di QUORA.
Nel Settecento non esistevano cestini della spazzatura né pulizia delle strade. Nelle vie cittadine si accumulava una quantità incredibile di letame ed escrementi sia animali che umani e la carrozza diventava necessaria, per chi se lo poteva permettere, per tenersi lontani dalle schifezze.
Si indossavano stivali alti e si arrivava anche ad andare sui trampoli per guadare veri e propri ristagni di sporcizia e acqua lurida.
Parigi aveva l’aria talmente infestata di cattivo odore che si era costretti a passeggiare con un mazzo di fiori per annusarne il profumo ogni pochi passi.
I cortili puzzavano di urina, sulle trombe delle scale si trovavano escrementi di ratti, le strade piene di escrementi e anche all’interno delle case la situazione non cambiava di molto. Le stanze non venivano mai aerate, le lenzuola mai lavate e nelle camere da letto ristagnava l’urina nei vasi da notte.
Le persone puzzavano di sudore e di vestiti non lavati e dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti. Puzzavano tutti, dal più povero al più nobile.
Perfino il re: è noto che Luigi XIV fece solo due bagni in tutta la sua vita perché ordinati dal medico.
A Roma, invece, si tenevano pulite solamente le vie percorse dai pellegrini che andavano dal Papa, mentre i rifiuti dei mercati venivano ripuliti dai maiali che ingurgitavano tutto. Per questo la zona veniva spesso data agli allevatori di maiali. E pensare che i primi sistemi fognari furono creati ai tempi dell’antica Roma!
La cattiva fama dell’acqua si diffuse soprattutto durante le pestilenze con la convinzione che lavarsi apriva i pori della pelle facendosi infettare con più facilità.
Ai bambini veniva insegnato che lavarsi con l’acqua faceva male alla vista e alla salute.
Oggi invece, il profumo largamente usato in passato per coprire i nauseabondi odori, in vari Paesi viene tacciato come portatore di batteri. In alcune zone del Canada e degli U.S.A. sono banditi perché disturbano l’olfatto. Nel Massachusetts, l’aula comunale è divisa tra chi si profuma e chi non si profuma, mentre in una chiesa del Minnesota è stato eliminato dalla funzione l’incenso. In Nuova scozia alcuni giornali hanno proibito ai loro impiegati dopobarba, deodoranti, collutori e shampoo. I divieti sono severi e compaiono sugli schermi dei computer e nei cartelli appesi nei bagni.
Le esperienze infantili hanno un impatto significativo sullo sviluppo della nostra personalità. Un’infanzia difficile, segnata da sfide come problemi familiari, violenza o abbandono, può influenzare fortemente i nostri comportamenti e atteggiamenti da adulti. In questo articolo esploreremo cinque tratti caratteriali spesso presenti nelle persone che hanno vissuto un’infanzia difficile. Vale la pena sottolineare che queste caratteristiche non sono universali e possono variare da un individuo all’altro.
Gli individui esposti a esperienze difficili in gioventù spesso sviluppano una maggiore capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri. Questa empatia di solito deriva dalla necessità di navigare rapidamente in situazioni complicate per rilevare segnali emotivi e adattare le proprie reazioni di conseguenza. Possono quindi costruire stretti legami con gli altri ed essere sensibile ai loro bisogni e preoccupazioni. Gli adulti che hanno affrontato un’infanzia complicata spesso comprendono meglio come si sentono gli altri e sono in grado di adattarsi facilmente alle diverse situazioni.
Tuttavia, questa empatia può anche comportare un’elevata sensibilità che rende queste persone vulnerabili e sopraffatte dalle emozioni degli altri. È quindi essenziale che sviluppino meccanismi per mantenere un equilibrio tra empatia e benessere personale.
La resilienza è definita come la capacità di riprendersi dalle difficoltà e di adattarsi a situazioni difficili. Le persone che hanno vissuto un’infanzia difficile spesso hanno imparato a superare le avversità sviluppando strategie per affrontare gli ostacoli e trasformare il proprio dolore in forza. Ciò può includere lo sviluppo di capacità di risoluzione dei problemi, comunicazione assertiva e gestione dello stress.
Va notato che questa resilienza non significa necessariamente che l’individuo sia completamente guarito o che non sia più influenzato dalla situazione passata. Al contrario, è una capacità di continuare ad andare avanti nonostante gli infortuni, rimanendo sempre pronti ad affrontare le sfide con determinazione.
Molti di coloro che crescono in ambienti instabili imparano rapidamente a fare affidamento su se stessi e a prendere le proprie decisioni. Questa indipendenza si manifesta spesso nella tendenza ad essere autonomi, a cercare soluzioni per se stessi e a non aspettare l’aiuto degli altri per progredire. Pertanto, questi individui possono essere estremamente autonomi e in grado di assumere il controllo della propria vita senza eccessiva dipendenza dagli altri.
Saper essere autosufficienti è una competenza preziosa nella vita adulta e permette di affrontare le difficoltà con più sicurezza. Tuttavia, a volte può essere utile circondarsi di persone su cui fare affidamento e a cui rivolgersi nei momenti difficili – anche questo dimostra una grande forza interiore.
Un passato difficile spesso spinge a sviluppare talenti artistici o un’immaginazione sconfinata per sfuggire alla realtà della vita quotidiana. La creatività fornisce un mezzo di fuga e di auto-espressione, che può essere particolarmente importante per coloro che hanno vissuto situazioni traumatiche. Cercando costantemente nuovi modi per esprimersi, questi individui possono scoprire nuove passioni e talenti, contribuire positivamente alla società e sfruttare le loro esperienze passate in progetti creativi concreti.
In alcuni casi, altri arriveranno addirittura a utilizzare la propria creatività come strumento terapeutico, trasformando la propria sofferenza in arte e contribuendo così a guarire alcune ferite emotive indelebili.
Affrontando situazioni complesse e spiacevoli, molte persone che vivono un’infanzia difficile hanno la capacità di adattarsi rapidamente alle mutevoli circostanze. In altre parole, verificano una larga flessibilità psicologica, la capacità di adattarsi con successo di fronte a situazioni nuove e difficili. Le persone che hanno avuto questo tipo di esperienza riescono quindi in genere ad adattarsi rapidamente alle varie situazioni, modificando il proprio modo di pensare o di agire per soddisfare nuovi bisogni o problematiche.
Questa caratteristica conferisce un vantaggio anche a livello professionale, dove l’adattabilità è spesso considerata una competenza chiave. Aiuta anche le persone colpite a rimanere ottimiste e proattive di fronte agli imprevisti.
Sebbene ogni individuo sia unico, in coloro che hanno avuto un’infanzia difficile si riscontrano spesso diversi tratti caratteriali: maggiore empatia, resilienza, indipendenza, creatività e flessibilità psicologica. Queste qualità aiutano le persone colpite ad affrontare le sfide della vita adulta con coraggio e determinazione, anche se continuano a essere influenzate dalle esperienze del loro passato.
Quali sono le 20 cose assolutamente importanti e utili nella vita?
da QUORA
Scrive Flavian Mwasi, corrispondente di QUORA
1.Matrimonio – Avere o meno un compagno di vita è una questione di scelte. Ma ti dirò perché ne vale la pena: la vita è migliore quando sei in coppia.
2.Sesso – Questo è il numero due della lista per ovvi motivi. A meno che tu non sia celibe, ne hai assolutamente bisogno. Inoltre, senza di esso, i matrimoni sono morti. È una chiamata di biologia e perpetua i tuoi geni.
3.Amore – Non comincerò nemmeno a spiegare perché ne hai bisogno. È ciò che rende la vita utile e bella.
4.Famiglia – Perché fornisce un sistema di supporto che nessun’altra istituzione può dare. E lega insieme nella società.
5.Resilienza – La vita stessa è dura e non devo ricordarti che ci sono molte prove. Una pelle spessa per resistere ad ogni avversità è una cosa particolarmente buona da avere.
6.Rischio – Sì, ti è mai venuto in mente che senza rischi non può mai esserci un successo significativo? Tutti abbiamo imparato a camminare assumendo dei rischi. Grandi rischi.
7.Risate – Hai sentito che ci vogliono molti meno muscoli facciali per sorridere che per essere arrabbiati? Bene, le risate pompano l’ossigeno tanto necessario nei polmoni perpetuando la tua longevità.
8.Fitness – Fitness e salute vanno di pari passo. Se hai l’abitudine di mangiare bene, fai un ulteriore passo avanti e fai alcuni esercizi. Tieni lontano il medico e le conseguenze negative.
9.Felicità – Puoi fare a meno dei soldi, ma hai assolutamente bisogno della felicità per rimanere mentalmente sano.
10.Viaggio: non riesco nemmeno a spiegare come la sensazione di viaggiare e sperimentare nuove avventure influisce sul tuo sistema psicofisico. Mette in uno stato di riposo.
11.Investire – Assicurare il tuo futuro è d’obbligo se sai che sarai ancora qui a meno che non accada qualcosa di brutto. Anche se ti succede qualcosa di brutto, vale comunque la pena investire per non lasciare alla tua famiglia poco o niente.
12.Istruzione: non puoi immaginare quanto sia potente la capacità di leggere e scrivere. Ottenere un’istruzione pertinente non è solo utile, ma anche un investimento.
13.Amici: gli amici sono utili soprattutto se ti trovi in condizioni di ristrettezza.
14.Definizione degli obiettivi – Non puoi semplicemente vivere senza meta nella vita.
15.Disciplina: ti terrà fuori dai guai.
16.Saggezza: ti aiuterà a prendere buone decisioni e giudizi solidi.
17.Passione – Ne hai assolutamente bisogno.
18.Coraggio: proverai a fallire molte volte. Devi dotarti di questa capacità per continuare a provare anche quando sai che rischi di fallire di nuovo.
19.Focus – Ci sono un sacco di cose che funzioneranno per te. Impostare la tua attenzione è assolutamente necessario per assicurarti di non perdere l’obiettivo.
20.Fiducia in se stessi: se non credi e non apprezzi te stesso, nessun altro lo farà.
Scrive Eric, corrispondente di QUORA.
Scrive Anubhav Jain, corrispondente di QUORA (non sono 20 ma 14)
da QUORA
“Invecchiamento Accelerato: Abitudini da Scongiurare per Preservare la Gioventù”
Scrive Pier Carlo Lava, corrispondente di QUORA
1. Dieta Sregolata e Povera di Nutrienti
Una dieta ricca di cibi altamente processati, zuccheri raffinati e grassi saturi può avere impatti negativi sulla salute e accelerare il processo di invecchiamento. Adottare una dieta bilanciata, ricca di frutta, verdura, proteine magre e grassi sani può contribuire a mantenere il corpo sano e in forma.
2. Scarsa Attività Fisica e Sedentarietà
La mancanza di esercizio fisico può contribuire all’indebolimento muscolare, alla perdita di flessibilità e all’aumento di peso, tutti fattori che possono accelerare il processo di invecchiamento. Mantenere uno stile di vita attivo può contribuire a preservare la funzionalità fisica e mentale nel corso degli anni.
3. Esposizione Eccessiva al Sole senza Protezione
L’esposizione eccessiva ai raggi UV senza protezione può accelerare l’invecchiamento della pelle, causando rughe, macchie scure e perdita di elasticità. Utilizzare creme solari e adottare misure di protezione può aiutare a preservare la salute della pelle nel tempo.
4. Consumo Eccessivo di Alcool e Tabacco
Il consumo eccessivo di alcol e il fumo sono collegati a molteplici problemi di salute, inclusi danni ai polmoni, al cuore e alla pelle. Ridurre o eliminare queste abitudini può contribuire a rallentare il processo di invecchiamento e migliorare la qualità della vita.
5. Mancanza di Sonno Adeguato
La mancanza di sonno non solo influisce sul nostro stato di veglia quotidiano ma può anche accelerare l’invecchiamento. Un riposo sufficiente è fondamentale per il recupero delle cellule e la gestione dello stress, entrambi cruciali per preservare la vitalità nel tempo.
6. Stress Cronico e Mancanza di Gestione dello Stress
Lo stress cronico può avere impatti negativi sulla salute mentale e fisica, contribuendo all’invecchiamento precoce. Pratiche come la meditazione, lo yoga o l’esercizio fisico possono aiutare a gestire lo stress e promuovere il benessere generale.
Conclusioni: Scelte Consapevoli per una Vecchiaia in Salute
Evitare queste abitudini dannose e adottare uno stile di vita sano può contribuire a preservare la salute e rallentare il processo di invecchiamento. Facendo scelte consapevoli, possiamo investire nel nostro benessere a lungo termine e godere di una vecchiaia più sana e attiva.
Scrive Chris Nichols, corrispondente di QUORA
Quali sono alcune difficili verità sull’invecchiamento?
Più invecchi e più ti rendi conto che molte cose che ti sono state insegnate in gioventù sono semplicemente sbagliate.
da QUORA
I C O G N O M I D E G L I O R F A N I L’argomento è già stato trattato al Numero1502, questo è un approfondimento.
I cognomi degli orfani.
Prima del Medio Evo, i genitori in difficoltà economiche non abbandonavano i propri figli, ma li vendevano; le femmine venivano vendute per la prostituzione e i maschi per i lavori dei campi e le fatiche.
Durante il Medio Evo Federico II di Svevia mise fine a questa pratica con una legge che proibiva la vendita delle femmine per la prostituzione.
Si passò così alla pratica detta “oblazione”, consisteva nel lasciare in “dono” i propri figli nei conventi, abbandonandoli in un marchingegno a ruota che permetteva di introdurre il pargolo dall’esterno, mantenendo l’anonimato.
Quando un bambino veniva abbandonato si doveva mettergli un cognome.
A Napoli, tutti i bimbi della ruota degli esposti si chiamavano appunto Esposito, che è “esposto” in spagnolo, oppure Ruotolo. Prima di adottare questa pratica, infatti, i neonati venivano esposti sui gradini delle chiese e lasciati anche per ore alle intemperie, prima che qualcuno li scoprisse: spesso venivano trovati morti assiderati.
A Firenze ed in Toscana, uno dei conventi fu lo Spedale di Santa Maria degli Innocenti, e gli esposti ebbero tutti il cognome di Innocenti, Degli Innocenti, Nocenti, Nocentini.
A Milano l’istituto era l’ospizio di Santa Caterina della Ruota, che aveva come simbolo una colomba, perciò qui i trovatelli vennero nominati Colombo e Colombini. Similmente a Pavia, ad esempio, gli esposti vennero chiamati spesso Giorgi, mentre a Siena avevano per cognome Della Scala.
Spesso i bimbi abbandonati venivano chiamati con cognomi esplicativi: Esposti, Orfano, Proietti, Trovato, Ventura, Venturini, Bastardo, Ignoto, Incerto, Infascelli, D’Avanzo, Spurio. Casadei, Casadidio, Casagrande, Diotallevi, Donadio, Vacondio, Bentivoglio. In Veneto Balasso.
Se abbandonati vicino alla ruota degli esposti venivano chiamati Rota, vicino ad un ponte Da Ponte, vicino ad una chiesa il cognome era Chiesa, Dalla Chiesa, Della Chiesa.
Erano i figli di “N.N.” (Nomen Nescio = non conosco il nome) o di “M. IGNOTA” ( Mater Ignota = di madre sconosciuta, da cui il termine dispregiativo “mignotta”).
Q U A L I T A’ E Q U A N T I T A’ D E L C I B O
Mangerete da vecchi
le medicine come cibo,
se da giovani non avete
mangiato il cibo
come medicina.
Steve Jobs.
L E D O N N E E I L V E L O
Scrive Carlo Coppola su QUORA:
San Paolo nella sua famosa prima lettera ai Corinzi dice testualmente:
“Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.
Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (…)
Alla stessa maniera facciano le donne, con abiti decenti, adornandosi di pudore e riservatezza, non di trecce e ornamenti d’oro, di perle o di vesti sontuose, ma di opere buone, come conviene a donne che fanno professione di pietà. La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo.”
La tradizione islamica ha le stesse radici ed esprime gli stessi concetti.
Particolare curioso quella citazione “a motivo degli angeli” di cui gli esegeti non sanno dare una spiegazione adeguata. Probabilmente si riferisce ad una tradizione ebraica secondo la quale agli angeli del signore piacessero le donne umane e piacessero i capelli lunghi delle donne.
Nella Genesi infatti si legge che “scesero sulla terra gli angeli del Signore e videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero molte in mogli”.
In sostanza tutte e tre le religioni monoteistiche prevedono un ruolo subordinato della donna e una sua sottomissione testimoniata dal velo e dal fatto di doversi abbigliare decorosamente.
La tradizione occidentale non fa eccezione.
Solo negli ultimi anni in ambito religioso si è cercato di arrampicarsi sugli specchi per giustificare nella dottrina cattolica l’emancipazione femminile ma con risultati abbastanza ridicoli. Basta leggere qualche commento degli esegeti moderni per farsi quattro risate del tentativo di questi preti di far dire a San Paolo quello che non ha mai detto.