Numero3650.

 

P L A T O N E

 

Il filosofo Platone, allievo di Socrate e maestro di Aristotele, nacque ad Atene nel 428 e morì nel 348 avanti Cristo.

Che cosa diceva Platone?

Platone sosteneva l’esistenza di due realtà: il mondo sensibile (imperfetto e mutevole) e l’Iperuranio, regno delle Idee perfette e immutabili, modelli eterni di tutte le coseLa sua filosofia si incentra sulla conoscenza di queste Idee tramite la ragione (dialettica), contrapposta all‘opinione sensibile, e mira alla realizzazione della giustizia e del bene sia nell’individuo (governo della ragione sull’anima, allegoria della biga) sia nello Stato ideale, guidato dai filosofi-re.  

Punti chiave del pensiero di Platone:
  • Teoria delle Idee: 

    Il mondo che percepiamo è una copia sbiadita di un mondo intelligibile di Idee perfette (es. il Bene, la Bellezza), che sono la vera realtà. 

  • Conoscenza: 

    La vera conoscenza (episteme) è la conoscenza delle Idee, raggiungibile solo con la ragione, mentre i sensi forniscono opinioni (doxa). 

  • Anima e corpo: 

    L’anima è immortale e preesiste nel mondo delle Idee. Il corpo è una prigione; l’anima deve purificarsi per tornare alle Idee. 

  • L’anima tripartita:           (allegoria della biga)

    Composta da ragione (auriga), volontà/spirito (cavallo bianco) e desideri (cavallo nero). L’armonia si ottiene quando la ragione governa. 

  • Stato ideale e filosofo-re: 

    Lo Stato giusto riflette l’armonia dell’anima. Deve essere governato dai filosofi, gli unici capaci di contemplare il Bene e guidare con saggezza. 

  • Giustizia: 

    Si realizza quando ogni parte (dell’anima e dello Stato) svolge il proprio compito, creando armonia. 

  • Educazione: 

    Fondamentale per guidare l’anima verso la conoscenza, deve essere un percorso graduale, che parta dal bello sensibile per arrivare al Bello in sé, attraverso discipline come matematica e musica. 

In sintesi, Platone proponeva un percorso di elevazione dalla realtà apparente alla verità eterna delle Idee, attraverso la filosofia, per costruire una vita virtuosa e uno Stato giusto. 
N.d.R.: La fisica quantistica sembra quasi ispirata e allineata con questi principi.

 

Un tema di grande attualità, che ha trovato trattazione nelle opere di Platone (dialoghi), è questo che segue.

 

A N D R O G I N O

 

Il mito di Aristofane (o mito dell’androgino) è presente nel celebre dialogo platonico Simposio, che si propone di trattare l’immortale tema dell’amore.

Esposizione

Dopo l’esposizione di Fedro, Pausania di Atene ed Erissimaco, inizia a parlare Aristofane, il famoso poeta comico, che sceglie il mito come veicolo della sua opinione su Eros.

Tempo addietro – espone il poeta – non esistevano, come adesso, soltanto due sessi (il maschile e il femminile), bensì tre, tra cui, oltre a quelli già citati, il sesso androgino, proprio di esseri che avevano in comune caratteristiche maschili e femminili.

In quel tempo, tutti gli esseri umani avevano due facce orientate in direzione opposta e una sola testa, quattro braccia, quattro mani, quattro gambe e due organi sessuali ed erano tondi.

Per via della loro potenza e completezza, gli esseri umani erano superbi e tentarono la scalata all’Olimpo per spodestare gli dei. Ma Zeus, che non poteva accettare un simile oltraggio, decise di intervenire e divise, a colpi di saetta, gli aggressori.

«Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: “Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi”.»

 

In questo modo gli esseri umani furono divisi in due metà e s’indebolirono.
Ed è da quel momento – spiega Aristofane – che essi sono alla ricerca della loro antica unità e della perduta forza che possono ritrovare soltanto unendosi sessualmente.

Da questa divisione in parti, infatti, nasce negli umani il desiderio di ricreare la primitiva unità, tanto che le “parti” non fanno altro che stringersi l’una all’altra, e così muoiono di fame e di torpore per non volersi più separare.

Zeus allora, per evitare che gli uomini si estinguessero, mandò nel mondo Eros affinché, attraverso il ricongiungimento fisico, essi potessero ricostruire “fittiziamente” l’unità perduta, così da provare piacere (e riprodursi) e potersi poi dedicare alle altre incombenze cui devono attendere.

«Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà nome amore»

 

Siccome i sessi erano tre, due sono oggi le tipologie d’amore: il rapporto omosessuale (se i due partner facevano parte in principio di un essere umano completamente maschile o completamente femminile) e il rapporto eterosessuale (se i due facevano parte di un essere androgino).

La caratteristica interessante del discorso di Aristofane risiede nel fatto che la relazione erotica fra due esseri umani non è messa in atto per giungere a un fine quale potrebbe essere la procreazione, ma ha valore per se stessa, prescindendo così dalle conseguenze.

Quando eravamo una ben rotonda sfera: il mito dell'androgino ...

 

 

L’immagine raffigura una rappresentazione artistica del mito dell’androginoQuesto mito, narrato da Aristofane nel Simposio di Platone, offre una spiegazione sull’origine dell’amore e dell’attrazione umana.

  • Originariamente, gli esseri umani avevano una forma sferica, con quattro braccia, quattro gambe e due volti, ed erano divisi in tre generi: maschile, femminile e androgino (che combinava entrambi).
  • Queste creature erano potenti e tentarono di scalare l’Olimpo, spingendo Zeus a dividerle in due metà per ridurne la forza.
  • Da questa divisione nacque un profondo desiderio in ciascuna metà di ricongiungersi con la propria anima gemella originaria, spiegando così la ricerca umana dell’amore e della completezza.
  • Il mito suggerisce che l’amore sia la ricerca della metà perduta per tornare alla nostra natura primordiale e completa.
  • N.d.R.: Se ho capito bene, la condizione del sesso androgino (cioè il maschile misto col femminile) dovrebbe essere quella di gran lunga più diffusa e normale, anche se il “dosaggio” di mascolinità e femminilità è la più varia in ogni individuo, ovvero i due principi non sarebbero presenti ad uno stato paritario, ma prevarrebbe uno dei due sessi sull’altro. E sarebbe questa prevalenza a definire il sesso di una persona nel senso comune.
    In ogni essere umano androgino, dunque, prevale uno dei due sessi, senza escludere l’altro e la mascolinità o la femminilità sarebbero più o meno accentuati a seconda della quantità di caratteri del sesso opposto che in esso sono presenti.
    Troviamo lo stesso concetto nella filosofia orientale, espresso graficamente nel simbolo metaforico del “TAO”.

 

Che cosa simboleggia il Tao?

Il simbolo del Tao è il Taijitu, comunemente noto come Yin e Yang, un cerchio diviso da una linea curva in due metà interconnesse, una nera (Yin, femminile, passivo) e una bianca (Yang, maschile, attivo), che rappresentano l’armonia dinamica degli opposti universali e il flusso incessante della vita, dove ogni parte contiene un seme dell’altra, simboleggiando completezza e trasformazione, e non un conflitto.

Caratteristiche del Simbolo (Taijitu)
    • Cerchio
      Rappresenta il Tao stesso, l’Universo, l’assoluto, il “tutto”.

    • Metà Nera (Yin)
      Oscurità, passività, femminilità, freddo, notte, quiete. Contiene un punto bianco (seme dello Yang).

    • Metà Bianca (Yang)
      Luce, attività, mascolinità, calore, giorno, movimento. Contiene un punto nero (seme dello Yin).

  • Linea Curva
    Indica la fluidità, la trasformazione continua e la non-divisione netta tra gli opposti, che si fondono e si inseguono.

Significato Filosofico
  • Armonia degli Opposti
    Il Tao non è un’entità personale, ma il flusso cosmico e la forza universale che governa tutto. Yin e Yang sono le sue manifestazioni complementari, in equilibrio dinamico.

  • Divenire Continuo
    Il simbolo illustra come gli opposti non si scontrino, ma si trasformino l’uno nell’altro, generando il movimento e l’evoluzione dell’universo.

  • Interdipendenza
    La presenza del punto opposto in ogni metà evidenzia che non esistono opposti assoluti, ma che ogni cosa porta in sé il germe del suo contrario.

Il Tao e il Simbolo

  • Sebbene l’ideogramma cinese per Tao (道) significhi “via” o “sentiero”, il simbolo dello Yin e Yang è la rappresentazione grafica più comune e intuitiva del concetto taoista di armonia e divenire universale.

 

Numero3625.

 

 

D I C E    U N    M O N A C O

 

Niente, nella tua vita,

ti appartiene veramente,

né le persone, né le cose,

nemmeno i tuoi pensieri.

 

Il dolore è un insegnante

travestito da nemico:

inchinati davanti a lui

e ti svelerà la sua lezione.

 

Lo scopo della meditazione

non è evadere dalla vita,

ma concentrarti su di te

per vederla chiaramente.

 

da YouTube

Numero3613.

 

C O S E    D A    E V I T A R E    C O N    L’ E T A’

 

Con il tempo, impari che l’eleganza

non è nei vestiti, ma nel modo

in cui agisci e ti comporti.

Non invadere la vita degli altri,

ascolta e parla soltanto se

e quando ti viene richiesto.

Non parlare solo di problemi,

racconta anche ciò che ti fa sorridere.

Non dare consigli su tutto,

a volte basta solo esserci.

Smetti di paragonarti continuamente,

ognuno ha la sua stagione.

Evita pettegolezzi e parole inutili,

anzi, spesso valgono di più

il silenzio e la discrezione.

E, soprattutto, non restare

ancorato ai ricordi del passato.

Il presente è l’unico tempo

in cui puoi ancora essere felice.

 

@healingsoulmusic436

Numero3594.

 

A L C U N I    A F O R I S M I

di due grandi filosofi tedeschi

 

Immanuel KANT

 

3 ingredienti per la felicità:

qualcosa da fare,

qualcuno da amare,

qualcosa in cui sperare.

 

Chi teme di morire

non si godrà

mai la vita.

 

Non siamo ricchi

per ciò che possediamo,

ma per ciò di cui

possiamo fare a meno.

 

Se un uomo

ti nasconde

il suo tradimento,

allora

ti ama ancora.

 

Arthur SHOPENHAUER

 

È difficile trovare

la felicità dentro di sé,

ma è impossibile

trovarla altrove.

 

È soprattutto la perdita

che ci insegna

il valore delle cose.

 

Rinunciamo a 3/4

di noi stessi per

essere come gli altri.

 

Non v’è rimedio

fra la nascita e

la morte, salvo

godersi l’intervallo.

Numero3552.

 

U N    P I Z Z I C O    D I    F O L L I A

 

Chi vive senza un pizzico di follia

non è così saggio come crede.

Perché la saggezza non è stare fermi,

né vivere in gabbia per paura di sbagliare.

La vera saggezza è osare,

cambiare strada, rischiare qualcosa,

seguire un’idea che fa battere il cuore.

Un tocco di follia ci ricorda che siamo vivi,

che la vita non è solo prudenza,

ma anche coraggio, curiosità, movimento.

Sii saggio, sì, ma non dimenticare

di essere anche un po’ folle.

È lì che nasce la vera libertà.

 

@healingsoulmusic436

 

Numero3526.

 

I L    S E G R E T O    D E L L A    V E R A    C R E S C I T A

 

La crescita fa male. Ecco perché pochi, molto pochi, la scelgono.

Tu puoi disfarti delle persone, delle abitudini, anche del tuo passato.

La crescita reale è silenziosa, invisibile.

Non riguarda il cambiamento degli altri, ma il tuo.

Ogni nuova versione di te stesso richiede un sacrificio.

Non temere l’evoluzione. È la prova della vita.

Il traguardo non è diventare migliore degli altri, ma migliore di quello che sei stato fino a ieri.

 

da YouTube

Numero3521.

 

P E S I    N O N    T U O I

 

Diventare adulti non significa sopportare tutto. Significa capire quali pesi sono tuoi.

E quali ti sono stati messi addosso..

Le colpe degli altri, le aspettative, le ferite che non ti appartengono.

Non è egoismo scaricarle a terra. È rispetto.

Perché non puoi camminare libera, se vivi trascinando fardelli non tuoi.

 

@healingsoulmusic436

Numero3514.

 

L A    M E N T E    C H E    O S S E R V A

D O M I N A

L A    M E N T E    C H E    R E A G I S C E

 

L’osservatore è sempre più potente del reattivo.

Reagire è istinto, osservare è potere.

Chi osserva capisce, chi reagisce si rivela.

La calma è la strategia dei saggi.

Quando osservi scegli la direzione invece di subirla.

L’osservazione trasforma il caos in chiarezza.

La mente lucida non si lascia trascinare.

Vedere senza reagire è dominio puro.

 

da YouTube    Il meglio dei libri.

Numero3513.

 

D I M M I    C O M E    S P E N D I . . . .

 

Le persone pigre comprano distrazioni

I pigri fuggono dalla realtà con streaming eccessivo e shopping compulsivo.

Spendono tempo e denaro in distrazioni che li allontanano dai loro obiettivi.

 

Le persone povere comprano cose

I poveri spendono per gratificazioni immediate e status symbol: ultimo smartphone, vestiti firmati, gadget inutili.

Acquisti che riempiono vuoti emotivi, senza creare valore.

 

Le persone ambiziose comprano formazione

Gli ambiziosi investono su se stessi con corsi, libri, mentoring.

Sanno che le competenze sono asset che nessuno può portarsi via e che aprono a nuove opportunità lavorative.

 

Le persone ricche comprano tempo

I ricchi sanno che il tempo è la risorsa più preziosa.

Pagano assistenti, personale di servizio, consulenti per liberare ore da dedicare al business e alla crescita.

 

da YouTube

Numero3499.

 

V E R I T A’    D I F F I C I L I    D A    A C C E T T A R E

 

A volte devi smettere di amare alcune persone, per ritrovare te stesso.

Qualunque cosa tu faccia, verrai giudicato, quindi fallo comunque.

Il rimpianto fa più male del fallimento. Non trattenerti.

I tuoi pensieri ti controllano, solo se glielo permetti.

Devi allontanare le persone tossiche, per capire davvero il valore della tua vita.

La tua cerchia si restringe con l’età, perché capisci l’importanza della qualità.

 

@DianaUrsu